Nobistar: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Nobistar: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFANobistar
  2. 2 BugiardinoNobistar
  3. 3 Effetti collateraliNobistar
  4. 4 Principio attivoNebivololo Cloridrato

Il testo è generato solo da questi 4 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Nobistar è un farmaco a base di nebivololo cloridrato, un beta-bloccante selettivo usato per trattare l’ipertensione essenziale e, in aggiunta alle terapie standard, lo scompenso cardiaco cronico stabile lieve o moderato nei pazienti anziani di età pari o superiore a 70 anni.[1, 2]

Prima di usarlo, è importante sapere che non deve essere assunto in caso di alcune condizioni cardiache, respiratorie o del fegato, e che in gravidanza va usato solo se strettamente necessario; l’allattamento non è raccomandato durante la terapia.[1]

La formulazione disponibile nelle fonti è Nobistar 5 mg compresse, una compressa divisibile in quattro parti uguali, da assumere secondo la posologia indicata dal medico.[1, 4]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Nobistar contiene nebivololo, un beta-bloccante selettivo con effetto sul sistema cardiovascolare. Riduce la frequenza cardiaca e contribuisce ad abbassare la pressione del sangue grazie anche a un’azione vasodilatatrice.[2, 1]

È indicato per:

  • il trattamento dell’ipertensione essenziale;[1, 2]
  • il trattamento dello scompenso cardiaco cronico stabile di grado lieve e moderato, in aggiunta alle terapie standard, nei pazienti anziani di età pari o superiore a 70 anni.[1, 2]

Formulazioni e come si usa

Nelle fonti consultate è riportata la sola formulazione Nobistar 5 mg compresse. Ogni compressa contiene 5 mg di nebivololo come nebivololo cloridrato. La compressa è rotonda, bianca, con doppia barra di frattura ed è divisibile in quattro parti uguali.[1, 4]

Posologia negli adulti per l’ipertensione

Per l’ipertensione, negli adulti la dose è 1 compressa da 5 mg al giorno, preferibilmente sempre alla stessa ora. L’effetto antipertensivo è evidente dopo 1-2 settimane di trattamento; in alcuni casi l’effetto ottimale si raggiunge solo dopo 4 settimane.[1]

In pazienti con insufficienza renale la dose iniziale consigliata è 2,5 mg al giorno e, se necessario, può essere aumentata a 5 mg al giorno.[1]

Nei pazienti di età superiore a 65 anni la dose iniziale raccomandata è 2,5 mg al giorno e, se necessario, può essere aumentata a 5 mg al giorno. Tuttavia, nei pazienti oltre i 75 anni i dati sono limitati e la somministrazione deve essere effettuata con cautela, con monitoraggio attento.[1]

Per lo scompenso cardiaco cronico stabile, il trattamento deve iniziare con un aumento graduale del dosaggio fino alla dose di mantenimento ottimale per il singolo paziente. La titolazione indicata nella scheda tecnica prevede passaggi progressivi fino a 10 mg una volta al giorno, che è la dose massima raccomandata. L’inizio della terapia e ogni incremento di dose devono avvenire sotto la supervisione di un medico esperto e per almeno due ore, per controllare pressione arteriosa, frequenza cardiaca, disturbi di conduzione e segni di peggioramento dello scompenso.[1]

Per i bambini e gli adolescenti sotto i 18 anni la sicurezza e l’efficacia non sono state stabilite; l’uso non è raccomandato. La dose pediatrica, quando prevista, deve essere letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e decisa dal pediatra.[1, 2]

Controindicazioni e avvertenze

Nobistar è controindicato in caso di ipersensibilità al nebivololo o ad qualsiasi degli eccipienti. È inoltre controindicato in caso di insufficienza epatica o compromissione della funzionalità epatica.[1]

È controindicato anche in caso di scompenso cardiaco acuto, shock cardiogenico o episodi di scompenso cardiaco che richiedono terapia inotropa endovenosa. Inoltre, come per gli altri beta-bloccanti, non deve essere usato in presenza di malattia del nodo del seno, blocco seno-atriale, blocco cardiaco di secondo o terzo grado senza pacemaker, storia di broncospasmo e asma bronchiale, feocromocitoma non trattato, acidosi metabolica, bradicardia con frequenza cardiaca inferiore a 60 bpm prima dell’inizio del trattamento, ipotensione con pressione sistolica inferiore a 90 mmHg e gravi disturbi circolatori periferici.[1]

Nella scheda tecnica si raccomanda cautela in diverse situazioni cliniche: disturbi circolatori periferici, blocco cardiaco di primo grado, angina di Prinzmetal, diabete, ipertiroidismo, disturbi polmonari cronici ostruttivi e storia di psoriasi. Nei pazienti diabetici il farmaco non interferisce con la glicemia, ma può mascherare i sintomi di ipoglicemia. Nell’ipertiroidismo può mascherare i sintomi di tachicardia.[1, 2]

Se è previsto un intervento chirurgico, la scheda tecnica segnala che la terapia beta-bloccante, se si decide di interromperla, deve essere sospesa almeno 24 ore prima dell’anestesia, con particolare attenzione ad alcuni anestetici che deprimono il miocardio.[1] Il foglietto illustrativo ricorda inoltre di informare sempre l’anestesista del trattamento in corso.[2]

Per lo scompenso cardiaco cronico, il trattamento deve essere iniziato solo in pazienti stabili, senza riacutizzazioni nelle sei settimane precedenti, e il medico curante dovrebbe avere esperienza nel trattamento di questa condizione.[1]

Interazioni

La scheda tecnica segnala che, poiché nel metabolismo del nebivololo è coinvolto il CYP2D6, l’uso concomitante di inibitori di questo enzima, in particolare paroxetina, fluoxetina, tioridazina e chinidina, può aumentare i livelli plasmatici di nebivololo e il rischio di bradicardia e altri eventi avversi.[1]

L’associazione con cimetidina ha aumentato i livelli plasmatici di nebivololo senza modificare l’effetto clinico; ranitidina non ha influenzato la farmacocinetica. Se assunto durante i pasti, gli antiacidi possono essere prescritti contemporaneamente se vengono presi tra un pasto e l’altro.[1]

Secondo la scheda tecnica, l’associazione con nicardipina ha aumentato debolmente i livelli plasmatici di entrambi i farmaci senza modificare l’effetto clinico. L’assunzione concomitante di alcool, furosemide o idroclorotiazide non ha avuto effetto sulla farmacocinetica del nebivololo, mentre il nebivololo non ha influenzato la farmacocinetica o la farmacodinamica del warfarin.[1]

Nel foglietto illustrativo vengono citati anche numerosi medicinali usati per pressione e problemi cardiaci che il paziente deve comunicare al medico o al farmacista, perché possono richiedere attenzione nella gestione della terapia.[2]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza il nebivololo può avere effetti farmacologici dannosi per la gravidanza, il feto o il neonato. In generale i beta-bloccanti riducono la perfusione placentare e sono stati associati a ritardo di crescita, morte intrauterina, aborto o parto prematuro. Nel feto e nel neonato possono comparire ipoglicemia e bradicardia.[1]

La scheda tecnica indica che il nebivololo non deve essere usato in gravidanza se non in caso di assoluta necessità. Se ritenuto necessario, vanno monitorati flusso uteroplacentare e crescita fetale, e i neonati devono essere attentamente controllati nei primi giorni di vita.[1]

Durante l’allattamento il foglietto illustrativo non raccomanda l’uso del medicinale, e la scheda tecnica precisa che l’allattamento al seno non è raccomandato durante la somministrazione di nebivololo.[1, 2]

Effetti indesiderati

Negli studi e nelle segnalazioni riportate in scheda tecnica, gli effetti indesiderati per l’ipertensione sono in gran parte lievi o moderati. Tra quelli comuni figurano cefalea, capogiri, parestesia, bradicardia, scompenso cardiaco, rallentata conduzione AV o blocco AV, ipotensione, dispnea, stipsi, nausea, diarrea, prurito, rash eritematoso, stanchezza ed edema.[1]

Tra quelli non comuni sono segnalati sincope, compromissione della capacità visiva, claudicatio intermittens, dispepsia, flatulenza, vomito e orticaria; tra quelli molto rari edema angioneurotico, ipersensibilità, broncospasmo e aggravamento della psoriasi.[1]

Per lo scompenso cardiaco cronico, nel grande studio controllato contro placebo citato dalla scheda tecnica, le reazioni avverse più comuni sono state bradicardia e capogiri, entrambe in circa l’11% dei pazienti. Altre reazioni rilevanti riportate sono aggravamento dell’insufficienza cardiaca, ipotensione posturale, intolleranza al farmaco, blocco atrio-ventricolare di primo grado ed edema agli arti inferiori.[1]

Domande frequenti

Nobistar è un antipertensivo? Sì, è indicato per l’ipertensione essenziale ed è un beta-bloccante selettivo.[1, 2]

Si usa anche per lo scompenso cardiaco? Sì, ma solo per lo scompenso cardiaco cronico stabile lieve o moderato, in aggiunta alle terapie standard, nei pazienti anziani di almeno 70 anni.[1, 2]

La compressa si può dividere? Sì, la compressa è divisibile in quattro parti uguali.[1]

Può essere usato in gravidanza? Solo se strettamente necessario; in generale la scheda tecnica dice di evitarne l’uso in gravidanza salvo assoluta necessità.[1]

L’allattamento è compatibile? No, l’allattamento al seno non è raccomandato durante la somministrazione di nebivololo.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Nobistar: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.