Riassunto generato con AI, aggiornato il 06/11/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAPantoxon
- 2 BugiardinoPantoxon
- 3 IndicazioniPantoxon
- 4 Effetti collateraliPantoxon
- 5 Sicurezza e azionePantoxon
Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Pantoxon è un farmaco a base di ceftriaxone, un antibiotico della classe delle cefalosporine di terza generazione, indicato per molte infezioni batteriche negli adulti e nei bambini, inclusi i neonati a termine.[1, 2] Prima di usarlo è importante sapere che non deve essere somministrato in caso di allergia al ceftriaxone o ad altre cefalosporine, in caso di gravi allergie ai beta-lattamici e in alcune situazioni neonatali, soprattutto se è previsto l’uso di calcio per via endovenosa.[1, 2] Pantoxon esiste in formulazioni per somministrazione intramuscolare e, per alcune indicazioni, la dose cambia in base all’età, al peso, alla gravità dell’infezione e alla funzione epato-renale.[1]
Indice (7 sezioni)
A cosa serve
Pantoxon viene usato per trattare meningite batterica, polmonite acquisita in comunità e in ospedale, otite media acuta, infezioni intraddominali, infezioni complicate delle vie urinarie, infezioni complicate della cute e dei tessuti molli, infezioni delle ossa e delle articolazioni, gonorrea, sifilide ed endocardite batterica.[1, 2] Può essere impiegato anche per esacerbazioni acute della broncopneumopatia cronica ostruttiva negli adulti, per la borreliosi di Lyme disseminata negli adulti e nei bambini a partire da 15 giorni di vita, per la profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico, per il trattamento della neutropenia febbrile quando si sospetta un’infezione batterica e nei pazienti con batteriemia associata, o presumibilmente associata, a una delle infezioni elencate.[1, 2] La scheda tecnica precisa che, quando la possibile gamma di batteri causali non rientra nello spettro di ceftriaxone, Pantoxon deve essere somministrato insieme ad altri antibatterici.[1]
Formulazioni e come si usa
Pantoxon è disponibile come polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare da 500 mg/2 ml e da 1 g/3,5 ml.[1] La dose varia in base alla gravità dell’infezione, alla sensibilità del germe, al sito dell’infezione, all’età e alla funzionalità epato-renale.[1]
Adulti e ragazzi di almeno 12 anni o con peso pari o superiore a 50 kg
| Indicazione | Dose abituale | Dose massima giornaliera indicata in scheda tecnica |
|---|---|---|
| Polmonite acquisita in comunità, esacerbazioni acute di BPCO, infezioni intraddominali, infezioni complicate delle vie urinarie | 1-2 g una volta al giorno | 2 g al giorno, con possibile somministrazione ogni 12 ore se si superano 2 g/die[1] |
| Polmonite acquisita in ospedale, infezioni complicate della cute e dei tessuti molli, infezioni delle ossa e delle articolazioni | 2 g una volta al giorno | 2 g al giorno[1] |
| Neutropenia febbrile, endocardite batterica, meningite batterica | 2-4 g una volta al giorno | 4 g al giorno, con possibile somministrazione ogni 12 ore se si superano 2 g/die[1] |
| Otite media acuta | dose singola intramuscolare di 1-2 g | 2 g come singola somministrazione; in casi selezionati 1-2 g al giorno per 3 giorni[1] |
| Profilassi pre-operatoria delle infezioni del sito chirurgico | 2 g in singola somministrazione preoperatoria | 2 g[1] |
| Gonorrea | 500 mg in dose singola intramuscolare | 500 mg[1] |
| Sifilide | 500 mg-1 g una volta al giorno; fino a 2 g una volta al giorno per la neurosifilide, per 10-14 giorni | 2 g al giorno[1] |
| Borreliosi di Lyme disseminata | 2 g una volta al giorno per 14-21 giorni | 2 g al giorno[1] |
Per i neonati, i lattanti e i bambini fino a 12 anni il dosaggio dipende dal peso e dall’indicazione, e va letto nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo; la scelta pratica della dose spetta al pediatra.[1, 2] La scheda tecnica riporta inoltre che ai bambini con peso corporeo pari o superiore a 50 kg va somministrato il dosaggio abituale degli adulti.[1]
Controindicazioni e avvertenze
Pantoxon non deve essere usato in caso di ipersensibilità a ceftriaxone, ad altre cefalosporine o ad uno qualsiasi degli eccipienti, né in caso di gravi reazioni di ipersensibilità pregresse a penicilline, monobattamici o carbapenemi.[1, 2] È controindicato nei neonati prematuri fino a un’età post-mestruale di 41 settimane.[1, 2] Nei neonati a termine fino a 28 giorni di vita è controindicato se sono presenti iperbilirubinemia, ittero, ipoalbuminemia o acidosi, oppure se il neonato necessita o è verosimile che necessiti di calcio per via endovenosa o di infusioni contenenti calcio.[1, 2]
La scheda tecnica segnala che con ceftriaxone sono state osservate reazioni di ipersensibilità gravi e talora fatali, comprese gravi reazioni cutanee come sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica e DRESS; in caso di sospetta reazione grave il trattamento deve essere interrotto immediatamente.[1] In caso di sospetta encefalopatia associata a ceftriaxone, con riduzione dello stato di coscienza, alterazioni mentali, mioclono o convulsioni, bisogna valutare la sospensione del farmaco.[1] Nei pazienti con infezioni da spirochete può comparire la reazione di Jarisch-Herxheimer poco dopo l’inizio della terapia; secondo la scheda tecnica è in genere autolimitante e, se compare, il trattamento antibiotico non deve essere interrotto.[1] La scheda tecnica raccomanda cautela nei pazienti con anamnesi di ipersensibilità non grave ad altri beta-lattamici.[1]
Pantoxon non deve essere miscelato né somministrato insieme a soluzioni endovenose contenenti calcio, perché può formarsi un precipitato di calcio-ceftriaxone; questo rischio è particolarmente rilevante nei neonati.[1] Il foglietto illustrativo ricorda anche attenzione se il paziente ha diarrea recente dopo antibiotici, colite, problemi di fegato o reni, calcoli biliari o renali, anemia emolitica o segue una dieta povera di sodio.[2]
Interazioni
I diluenti contenenti calcio, come soluzione di Ringer o di Hartmann, non devono essere usati per ricostituire il medicinale o per diluirlo ulteriormente nella somministrazione endovenosa, per il rischio di precipitazione.[1] Ceftriaxone non deve essere somministrato simultaneamente con soluzioni endovenose contenenti calcio, comprese le infusioni continue con calcio o la nutrizione parenterale tramite raccordo a Y.[1] Negli adulti non neonati, la somministrazione sequenziale con soluzioni contenenti calcio è possibile solo se le linee di infusione vengono lavate accuratamente con un liquido compatibile tra le due infusioni.[1]
La co-somministrazione con anticoagulanti orali può aumentare l’effetto degli inibitori della vitamina K e il rischio di sanguinamento; la scheda tecnica raccomanda di monitorare frequentemente l’INR.[1] Con gli aminoglicosidi sono state descritte evidenze contrastanti su una possibile aumento della tossicità renale, per cui è richiesto il monitoraggio raccomandato dei livelli dell’aminoglicoside e della funzione renale.[1] Il foglietto illustrativo segnala anche il cloramfenicolo tra i medicinali da riferire al medico o al farmacista.[2]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza ceftriaxone attraversa la barriera placentare e i dati sono limitati; la scheda tecnica raccomanda di usarlo solo se il beneficio supera il rischio, soprattutto nel primo trimestre.[1] Durante l’allattamento il farmaco passa nel latte materno a basse concentrazioni e alle dosi terapeutiche non ci si attendono effetti sul lattante, ma non si può escludere diarrea o infezioni fungine delle mucose; va valutato se interrompere l’allattamento o la terapia.[1] Il foglietto illustrativo invita comunque a chiedere consiglio al medico se si è in gravidanza, si sospetta una gravidanza o si allatta.[2]
Effetti indesiderati
Le reazioni avverse riferite più spesso con ceftriaxone sono eosinofilia, leucopenia, trombocitopenia, diarrea, rash e aumento degli enzimi epatici.[1, 4] Tra gli eventi non comuni o rari compaiono cefalea, capogiri, vertigini, nausea, vomito, broncospasmo, colite pseudomembranosa, pancreatite, orticaria, prurito, anemia emolitica, agranulocitosi e convulsioni.[1, 4] La scheda tecnica segnala anche possibili reazioni al sito di iniezione, come dolore, flebite, edema e piressia, oltre a falsi positivi di alcuni esami di laboratorio, tra cui il test di Coombs e il test della galattosemia.[1, 2, 4]
Domande frequenti
Pantoxon è un antibiotico? Sì, contiene ceftriaxone ed è un antibiotico cefalosporinico di terza generazione.[1, 2]
Si usa nei bambini? Sì, è indicato anche nei bambini, compresi i neonati a termine, ma la dose pediatrica dipende dal peso e dall’indicazione e va seguita nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo.[1, 2]
Può essere dato insieme al calcio? No, non deve essere miscelato né somministrato insieme a soluzioni endovenose contenenti calcio, per il rischio di precipitazione.[1]
Quali sono le principali controindicazioni? Allergia a ceftriaxone o ad altre cefalosporine, gravi allergie ai beta-lattamici e alcune condizioni neonatali, in particolare se sono previsti trattamenti con calcio per via endovenosa.[1, 2]
Può dare reazioni allergiche importanti? Sì, la scheda tecnica descrive anche reazioni gravi e potenzialmente fatali, per cui ogni segno di allergia importante richiede attenzione immediata.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Pantoxon: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
