Tardyfer: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Tardyfer: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina effetti collaterali scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFATardyfer
  2. 2 BugiardinoTardyfer
  3. 3 Effetti collateraliTardyfer

Il testo è generato solo da questi 3 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato: gli articoli di approfondimento in fondo alla pagina sono solo elencati.

Tardyfer è un farmaco a base di ferro come solfato ferroso, in compresse a rilascio prolungato da 80 mg di ferro elementare. È indicato per il trattamento della carenza di ferro negli adulti e nei bambini di età superiore a 10 anni.[1, 2]

Prima di usarlo bisogna sapere che non deve essere impiegato in caso di allergia al principio attivo o agli eccipienti, sovraccarico di ferro, alcune anemie particolari, terapia parenterale concomitante con ferro e, nel foglietto illustrativo, anche in caso di ostruzione intestinale o frequenti trasfusioni di sangue.[1, 2]

Le compresse vanno deglutite intere con acqua e non vanno succhiate, masticate o tenute in bocca. Per i bambini la dose va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e va decisa dal pediatra.[1, 2]

Indice (8 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti
  8. 8Approfondimenti su Tardyfer

A cosa serve

Tardyfer è usato per il trattamento della carenza di ferro. La scheda tecnica indica l’impiego negli adulti e nei bambini di età superiore a 10 anni; il foglietto illustrativo conferma che il medicinale è riservato a questa fascia di età.[1, 2]

Formulazioni e come si usa

La formulazione descritta è Tardyfer 80 mg compresse a rilascio prolungato, con 80 mg di ferro per compressa, pari a 247,25 mg di solfato ferroso secco. Le compresse sono rotonde, di colore arancio-rosa.[1]

Negli adulti la posologia abituale è 1 compressa al giorno. In caso di marcata anemia da carenza di ferro, la dose può aumentare a 2 compresse al giorno, una al mattino e una alla sera.[1]

Per i bambini di età superiore a 10 anni la posologia va consultata nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e deve essere stabilita dal pediatra.[1, 2]

Se si dimentica una dose, il trattamento va proseguito con la stessa posologia, senza modifiche autonome.[1]

Le compresse si assumono per bocca e devono essere ingerite intere con acqua. Possono essere prese prima dei pasti o durante i pasti, in base alla tollerabilità gastrica, evitando però gli alimenti indicati nelle interazioni alimentari del foglietto illustrativo.[1, 2]

La durata del trattamento dipende dalla gravità della carenza di ferro e deve continuare fino alla normalizzazione dei parametri ematologici; in genere sono necessari circa 3-6 mesi, o anche di più se la carenza persiste.[1]

Controindicazioni e avvertenze

Tardyfer è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti. È controindicato anche in caso di sovraccarico di ferro, in particolare nelle anemie normo- o ipersideremiche come talassemia, anemia refrattaria e anemia dovuta a insufficienza midollare. Il foglietto illustrativo aggiunge anche emocromatosi, ostruzione intestinale, terapia parenterale concomitante con ferro e pazienti che ricevono frequenti trasfusioni di sangue.[1, 2]

Il trattamento richiede cautela in pazienti con anemia emolitica, emoglobinopatia, mielodisplasia e altre condizioni che alterano le riserve o l’assorbimento del ferro. La scheda tecnica precisa che l’iposideremia associata a sindromi infiammatorie non risponde al ferro; il foglietto illustra che, per quanto possibile, la terapia va associata al trattamento della causa.[1, 2]

L’efficacia del trattamento si controlla dopo 3 mesi dall’inizio e deve comprendere sia la correzione dell’anemia sia il ripristino delle riserve di ferro.[1]

È importante non assumere le compresse in modo scorretto: masticarle, succhiarle o tenerle in bocca può causare ulcerazioni della bocca e alterazione del colore dei denti. Inoltre, se la compressa viene aspirata nelle vie respiratorie, nei pazienti anziani o con difficoltà di deglutizione possono comparire lesioni esofagee, ulcera della gola, necrosi bronchiale, broncostenosi, tosse, emottisi e infezione polmonare; in questi casi la scheda tecnica raccomanda di valutare formulazioni alternative e di rivolgersi al medico in caso di sospetta aspirazione.[1, 2]

La scheda tecnica segnala anche casi di melanosi gastrointestinale in anziani con malattia renale cronica, diabete e/o ipertensione in trattamento con ferro, e avverte che questo reperto può complicare la chirurgia gastrointestinale; è quindi opportuno informare il chirurgo se è in corso un’integrazione di ferro.[1]

Interazioni

Alcune associazioni sono sconsigliate o richiedono distanziamento. Le iniezioni di sali di ferro non devono essere usate insieme a Tardyfer, e anche il cloramfenicolo è sconsigliato perché può ritardare la risposta alla terapia marziale.[1, 2]

Se si assumono bifosfonati, tetracicline o derivati, fluorochinoloni, antiacidi o prodotti contenenti calcio, alluminio o magnesio, oppure penicillamina, le somministrazioni vanno separate di almeno 2 ore per evitare riduzione dell’assorbimento.[1, 2]

Il foglietto illustrativo aggiunge che anche tiroxina, metildopa, levodopa, carbidopa e integratori contenenti calcio o zinco possono interferire, e che con colestiramina Tardyfer va assunto 1 o 2 ore prima o da 4 a 6 ore dopo.[2]

Sul piano alimentare, il foglietto consiglia di evitare grandi quantità di tè, caffè e vino rosso, e di non assumere il medicinale in contemporanea con cereali integrali, legumi, alcune proteine come le uova e alimenti o bevande contenenti calcio; in questi casi è opportuno lasciare almeno 2 ore di intervallo.[2]

Gravidanza e allattamento

In gravidanza, i dati disponibili non indicano malformazioni né tossicità feto-neonatale nel secondo e terzo trimestre; la scheda tecnica conclude che Tardyfer può essere usato durante la gravidanza se clinicamente necessario. Nel primo trimestre non esistono studi specifici sufficienti a valutare il rischio di malformazioni.[1]

Durante l’allattamento, il ferro è presente nel latte materno in quantità basse e non sono attesi effetti sul neonato o lattante; Tardyfer può essere preso in considerazione durante l’allattamento al seno.[1]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni riguardano l’apparato gastrointestinale: stipsi, diarrea, distensione addominale, dolore addominale, feci anormali, dispepsia, vomito, gastrite e nausea. Sono riportati anche alterazione del colore delle feci e, in casi non comuni o non noti, lesioni esofagee, ulcerazione esofagea, ulcerazione della bocca, alterazione del colore dei denti, emorragia gastrica, ulcera gastrica, gastrite erosiva, melanosi gastrointestinale e disturbi cutanei come prurito, esantema eritematoso e orticaria.[1]

Sono stati segnalati anche ipersensibilità, edema della laringe e, in relazione a somministrazione errata o aspirazione, necrosi del polmone, granuloma del polmone, broncostenosi e ulcerazione della faringe.[1]

Domande frequenti

Tardyfer si può usare nei bambini piccoli? No, il medicinale è indicato solo nei bambini di età superiore a 10 anni e negli adulti; per i bambini la dose va consultata nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e decisa dal pediatra.[1, 2]

Come si assume la compressa? Va deglutita intera con acqua, senza masticarla, succhiarla o tenerla in bocca.[1, 2]

Quante compresse si prendono al giorno negli adulti? La dose abituale è 1 compressa al giorno; nelle forme più marcate di anemia da carenza di ferro può arrivare a 2 compresse al giorno.[1]

Quanto dura in genere la terapia? Di solito circa 3-6 mesi, ma può essere prolungata se la carenza di ferro persiste.[1]

Posso prenderlo in gravidanza? Sì, se clinicamente necessario; i dati disponibili non hanno mostrato malformazioni o tossicità feto-neonatale nel secondo e terzo trimestre.[1]

Approfondimenti su Tardyfer

I 15 articoli di Torrinomedica su Tardyfer, divisi per tema. Non sono stati usati come fonte del riassunto qui sopra.

Con altri farmaci, malattie, cibo e alcol (2)
Per quali disturbi si usa (2)
Dosi, formulazioni e modo d'uso (3)
Altre domande (8)

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Tutte le informazioni su Tardyfer: pagina del farmaco. Avvertenze.