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Dorzolamide Doc

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Dorzolamide Doc: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Dorzolamide Doc: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

DORZOLAMIDE DOC Generici 20 mg/ml collirio, soluzione

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Ogni ml contiene 20 mg di dorzolamide (come dorzolamide cloridrato). Eccipiente: 0,075 mg di benzalconio cloruro per ml di collirio, soluzione. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Collirio, soluzione.

Soluzione acquosa limpida, incolore, isotonica, tamponata, leggermente viscosa.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

DORZOLAMIDE DOC Generici 20 mg/ml collirio, soluzione è indicato:

come terapia di associazione ai beta-bloccanti

in monoterapia nei pazienti che non rispondono ai beta-bloccanti o nei quali i beta-bloccanti sono controindicati

nel trattamento dell’ ipertensione intra-oculare elevata nei pazienti con:

ipertensione oculare glaucoma ad angolo aperto glaucoma pseudoesfoliativo

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Quando è usato in monoterapia, la dose è una goccia di dorzolamide nel sacco congiuntivale dell’occhio o degli occhi affetti tre volte al giorno.

Quando è usato come terapia aggiuntiva in associazione ad un beta-bloccante per uso oftalmico, la dose è una goccia di dorzolamide nel sacco congiuntivale dell’occhio o degli occhi affetti due volte al giorno.

Quando la dorzolamide viene utilizzata per sostituire un altro farmaco oftalmico anti-glaucoma, il farmaco deve essere sospeso dopo una dose appropriata un giorno ed il trattamento con la dorzolamide deve essere iniziato il giorno successivo.

Se viene usato più di un farmaco per uso topico oftalmico, questi farmaci devono essere somministrati a distanza di almeno dieci minuti l’uno dall’altro.

I pazienti devono essere informati del fatto che devono evitare che la punta del contagocce venga a contatto con l’occhio o con le zone circostanti.

Bisogna inoltre informare il paziente che le soluzioni oftalmiche, se manipolate impropriamente, possono essere contaminate da batteri comuni noti per causare infezioni oculari. L’uso di soluzioni contaminate può causare gravi danni all’occhio e conseguente perdita della visione.

I pazienti devono essere informati sul corretto uso dei flaconi dosatori.

04.3 Controindicazioni

Indice

Prima di usare il farmaco per la prima volta verificare che il sigillo di sicurezza situato sulla parte anteriore del flacone sia intatto. Uno spazio tra il flacone e il tappo è normale per un flacone che non è ancora stato aperto.

Togliere il tappo dal flacone.

Inclinare la testa all’indietro e tirare leggermente verso il basso la palpebra inferiore, in modo da formare una tasca fra la palpebra e l’occhio.

Capovolgere il flacone e premere fino a quando non venga introdotta una singola goccia nell’occhio. NON METTERE A CONTATTO LA PUNTA DEL CONTAGOCCE CON L’OCCHIO O CON LA PALPEBRA.

Ripetere i punti 3 e 4 per l’altro occhio, se necessario.

Rimettere il tappo e chiudere bene il flacone dopo che è stato usato.

Uso pediatrico

Nei pazienti pediatrici sono disponibili dati clinici limitati con la somministrazione di dorzolamide tre volte al giorno (per informazioni sul dosaggio pediatrico vedere paragrafo 5.1).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Ipersensibilità accertata alla dorzolamide o ad uno qualsiasi dei componenti.

La dorzolamide non è stata studiata nei pazienti con grave compromissione renale (clearance della creatinina <30 ml/min) o con acidosi ipercloremica. Poiché la dorzolamide ed i suoi metaboliti vengono eliminati prevalentemente per via renale, l’uso della dorzolamide in tali pazienti è controindicato.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

La dorzolamide non è stata studiata nei pazienti con compromissione epatica e quindi in tali pazienti il farmaco deve essere usato con cautela.

Il trattamento di pazienti affetti da glaucoma acuto ad angolo chiuso richiede interventi terapeutici in aggiunta ad agenti ipotensivi del tono oculare. La dorzolamide non è stata studiata nei pazienti con glaucoma acuto ad angolo chiuso.

La dorzolamide è una sulfonamide e, sebbene sia applicata topicamente, viene assorbita per via sistemica. Di conseguenza, con l’uso topico è possibile che si verifichino gli stessi tipi di reazioni avverse attribuibili alle sulfonamidi. Qualora insorgessero segni di gravi reazioni di ipersensibilità, è necessario interrompere l’uso di questa preparazione.

La terapia con inibitori dell’anidrasi carbonica per via orale è stata associata con urolitiasi come risultato di disordini dell’equilibrio acido-base, soprattutto in pazienti con una precedente storia di calcoli renali. Sebbene con la dorzolamide non siano stati osservati disturbi dell’equilibrio acido- base, raramente è stata segnalata urolitiasi. Poiché la dorzolamide è un inibitore topico dell’anidrasi carbonica che è assorbito sistemicamente, i pazienti con una anamnesi di calcoli renali possono essere maggiormente a rischio di urolitiasi mentre usano la dorzolamide.

Se si osservano reazioni allergiche (per esempio: congiuntivite e reazioni palpebrali), si deve considerare la possibilità di interrompere il trattamento con la dorzolamide.

Vi è un potenziale effetto additivo della dorzolamide sugli effetti sistemici noti dell’inibizione dell’anidrasi carbonica nei pazienti in trattamento con un inibitore dell’anidrasi carbonica per uso orale e dorzolamide. Non è raccomandata la somministrazione concomitante di dorzolamide ed inibitori dell’anidrasi carbonica per via orale.

Sono stati segnalati edema corneale e scompenso corneale irreversibile durante il trattamento con la dorzolamide, nei pazienti con difetti corneali cronici preesistenti e/o anamnesi positiva per interventi chirurgici intraoculari. In questi pazienti la dorzolamide per via topica deve essere utilizzata con cautela.

Sono stati segnalati distacco della coroide concomitante ad ipotonia oculare dopo procedimenti di filtrazione con somministrazione di terapie con soppressori dell’umore acqueo.

DORZOLAMIDE DOC Generici contiene il conservante benzalconio cloruro, che può causare irritazione oculare. È noto che il benzalconio cloruro altera la colorazione delle lenti a contatto morbide. Deve essere evitato il contatto con le lenti a contatto morbide. Le lenti a contatto devono essere rimosse prima dell’applicazione e rimesse almeno 15 minuti dopo l’instillazione.

Pazienti pediatrici:

La dorzolamide non è stata studiata nei pazienti di età gestazionale inferiore a 36 settimane o di età inferiore ad 1 settimana. I pazienti con immaturità significativa dei tubuli renali devono essere trattati con la dorzolamide solo dopo attenta considerazione del rapporto rischio-beneficio a causa del possibile rischio di acidosi metabolica.

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Non sono stati eseguiti studi specifici sulle interazioni farmacologiche.

Negli studi clinici, la dorzolamide è stata impiegata in concomitanza con i seguenti farmaci senza evidenziare interazioni negative: timololo soluzione oftalmica, betaxololo soluzione oftalmica e farmaci per uso sistemico, inclusi ACE-inibitori, calcio-antagonisti, diuretici, antiinfiammatori non steroidei, compresa aspirina ed ormoni (per es. estrogeni, insulina, tiroxina).

Le associazioni della dorzolamide con farmaci miotici e con agonisti adrenergici non sono state valutate adeguatamente durante il trattamento del glaucoma.

La dorzolamide è un inibitore dell’anidrasi carbonica e, nonostante sia applicata localmente, viene assorbita per via sistemica. Negli studi clinici non sono stati segnalati disturbi dell’equilibrio acido-base. Tuttavia la terapia con inibitori dell’anidrasi carbonica per uso orale è stata associata a questo tipo di disturbi ed ha, in alcuni casi, portato ad interazione farmacologica (per esempio, tossicità associata a terapia con alte dosi di salicilato). Di conseguenza, deve essere tenuto in considerazione il potenziale rischio per i pazienti che usano anche DORZOLAMIDE DOC Generici.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Gravidanza: non sono stati condotti studi sulle donne in gravidanza. Nei conigli trattati con dosi maternotossiche di dorzolamide associate con acidosi metabolica sono state osservate malformazioni dei corpi delle vertebre. Il rischio potenziale per l’uomo non è noto. La dorzolamide non deve essere usata in gravidanza a meno che non sia strettamente necessario.

Allattamento: non ci sono dati che dimostrino se il principio attivo sia escreto nel latte umano. La dorzolamide non deve essere usata durante l’allattamento. Nei ratti in allattamento, è stata osservata diminuzione di peso della prole.

04.8 Effetti indesiderati

Indice

La dorzolamide è stata valutata su più di 1.400 persone in studi clinici controllati e non controllati. Negli studi clinici a lungo termine su 1108 pazienti trattati con la dorzolamide come monoterapia o come terapia aggiuntiva con un beta-bloccante oftalmico, la causa più frequente di interruzione del trattamento con la dorzolamide (circa il 3%) è stata la comparsa di reazioni avverse a livello oculare legate al farmaco, principalmente congiuntiviti e reazioni palpebrali.

Le reazioni avverse segnalate sia nel corso di studi clinici che durante l’esperienza post-marketing come più frequenti dei casi isolati sono elencate qui sotto, classificate in base al Sistema Organo Classe e alla frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 a <1/10); non comune (≥1/1.000 a <1/100); raro (≥1/10.000 a <1/.1.000) e molto raro (< 1/10.000).

Sistema Organo Classe Molto comune Comune Non comune Raro
Sistema nervoso Cefalea Capogiri
Parestesia
Patologie dell’occhio Bruciore e dolore puntorio Cheratite puntata superficiale Iridociclite Irritazione incluso arrossamento
Lacrimazione, congiuntivite Dolore, incrostazione della palpebra
Infiammazione della palpebra Miopia transitoria (che si è risolta con l’interruzione del trattamento)
Prurito oculare Edema corneale
Irritazione della palpebra Ipotonia oculare
Visione offuscata Distacco della coroide dopo chirurgia filtrante
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Epistassi
Patologie gastrointestinali Nausea Irritazione della gola
Gusto amaro Secchezza delle fauci
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dermatite da contatto
Patologie renali ed urinarie Urolitiasi
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia/fatica Ipersensibilità: segni e sintomi di reazioni locali (reazioni palpebrali) e reazioni allergiche sistemiche incluso angioedema, orticaria e prurito, rash, respiro corto, raramente broncospasmo

Dati di laboratorio: l’uso della dorzolamide non è stato associato a squilibri elettrolitici di rilevanza clinica.

Pazienti pediatrici: vedere paragrafo 5.1.

04.9 Sovradosaggio

Indice

La dorzolamide è stata valutata su più di 1.400 persone in studi clinici controllati e non controllati. Negli studi clinici a lungo termine su 1108 pazienti trattati con la dorzolamide come monoterapia o come terapia aggiuntiva con un beta-bloccante oftalmico, la causa più frequente di interruzione del trattamento con la dorzolamide (circa il 3%) è stata la comparsa di reazioni avverse a livello oculare legate al farmaco, principalmente congiuntiviti e reazioni palpebrali.

Le reazioni avverse segnalate sia nel corso di studi clinici che durante l’esperienza post-marketing come più frequenti dei casi isolati sono elencate qui sotto, classificate in base al Sistema Organo Classe e alla frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 a <1/10); non comune (≥1/1.000 a <1/100); raro (≥1/10.000 a <1/.1.000) e molto raro (< 1/10.000).

Sistema Organo Classe Molto comune Comune Non comune Raro
Sistema nervoso Cefalea Capogiri Parestesia
Patologie Bruciore e dolore Cheratite puntata Iridociclite Irritazione
dell’occhio puntorio superficiale incluso
Lacrimazione arrossamento
Congiuntivite Dolore
Infiammazione Incrostazione
della palpebra della palpebra
Prurito oculare Miopia
Irritazione della transitoria (che si
palpebra è risolta con
Visione offuscata l’interruzione del
trattamento)
Edema corneale
Ipotonia oculare
Distacco della
coroide dopo
chirurgia filtrante
Patologie Epistassi
respiratorie, toraciche e mediastiniche
Patologie gastrointestinali Nausea Gusto amaro Irritazione della gola
Secchezza delle fauci
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Dermatite da contatto
Patologie renali ed urinarie Urolitiasi
Patologie Astenia/fatica Ipersensibilità:
sistemiche e segni e sintomi di
condizioni reazioni locali
relative alla sede (reazioni
di palpebrali) e
somministrazione reazioni
allergiche
sistemiche
incluso
angioedema,
orticaria e
prurito, rash,
respiro corto,
raramente
broncospasmo

Dati di laboratorio: l’uso della dorzolamide non è stato associato a squilibri elettrolitici di rilevanza clinica.

Pazienti pediatrici: vedere paragrafo 5.1.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Categoria farmacoterapeutica: preparazioni antiglaucoma e miotici, inibitori dell’anidrasi carbonica.

Codice ATC: S 01 EC 03

Meccanismo d’azione

L’anidrasi carbonica (AC) è un enzima che si ritrova in molti tessuti corporei, compresi gli occhi. Nell’uomo, l’anidrasi carbonica è presente in diversi isoenzimi, il più attivo dei quali è l’anidrasi carbonica II (AC-II) rilevato principalmente nei globuli rossi, ma anche in altri tessuti. L’inibizione dell’anidrasi carbonica nei processi ciliari dell’occhio riduce la secrezione di umore acqueo. Ne consegue una riduzione della pressione intra-oculare (PIO).

DORZOLAMIDE DOC Generici contiene dorzolamide cloridrato, un potente inibitore dell’anidrasi carbonica II umana. In seguito a somministrazione topica oculare, la dorzolamide riduce la pressione intra-oculare elevata, sia in presenza che in assenza di glaucoma. La pressione intra-oculare elevata è un importante fattore di rischio nella patogenesi del danno del nervo ottico e della perdita del campo visivo. La dorzolamide non determina costrizione pupillare e riduce la pressione intra-oculare senza provocare effetti indesiderati come la cecità notturna e lo spasmo da accomodazione. La dorzolamide ha effetto scarso o nullo sulla frequenza del polso o sulla pressione arteriosa.

Anche i beta-bloccanti per uso topico abbassano la PIO attraverso la riduzione della secrezione di umore acqueo, ma agiscono con un differente meccanismo di azione. Gli studi hanno mostrato che quando la dorzolamide viene somministrata in aggiunta ad un beta-bloccante per uso topico, si osserva un’ulteriore riduzione della PIO; questo risultato concorda con gli effetti additivi riportati con beta-bloccanti e con gli inibitori dell’anidrasi carbonica per uso orale.

Effetti farmacodinamici

Effetti clinici

Pazienti adulti

In studi clinici su larga scala, della durata massima di un anno, su pazienti con glaucoma o ipertensione oculare, è stata dimostrata l’efficacia della dorzolamide somministrata tre volte al giorno in monoterapia (PIO al basale ≥ 23 mmHg) o due volte al giorno come terapia aggiuntiva al trattamento con beta-bloccanti per uso oftalmico (PIO basale ≥ 22 mmHg). L’effetto ipotensivo della dorzolamide sulla PIO, in monoterapia e in associazione terapeutica, è stato osservato per tutto il giorno e si è mantenuto durante la terapia a lungo termine. L’efficacia della monoterapia a lungo termine è risultata simile a quella del betaxololo e leggermente inferiore a quella del timololo. Quando usata come terapia aggiuntiva ai beta-bloccanti per uso oftalmico, la dorzolamide ha mostrato un effetto ipotensivo aggiuntivo sulla PIO, simile a quello della pilocarpina al 2% somministrata quattro volte al giorno.

Pazienti pediatrici

È stato eseguito uno studio multicentrico controllato con trattamento attivo in doppio cieco a 3 mesi su 184 (122 per la dorzolamide) pazienti pediatrici di età compresa fra 1 settimana e < 6 anni con glaucoma o pressione intraoculare elevata (PIO basale > 22 mmHg) per valutare la sicurezza della dorzolamide in somministrazione topica t.i.d. (tre volte al giorno). A circa la metà dei pazienti in entrambi i gruppi di trattamento era stato diagnosticato glaucoma congenito; altre eziologie comuni erano sindrome di Sturge Weber, disgenesia mesenchimale iridocorneale, afachia. La distribuzione per età e trattamento nella fase in monoterapia era come segue:

Dorzolamide 20 mg/ml Timololo
Coorte di età < 2 anni N=56 Intervallo di età: da 1 a 23 mesi Timololo GS 0.25 % n=27 Intervallo di età: da 0,25 a 22 mesi
Coorte di età ≥ 2 – < 6 anni N=66 Intervallo di età: da 2 a 6 anni Timololo 0,50 % n=35 Intervallo di età: da 2 a 6 anni

In entrambe le coorti di età sono stati trattati circa 70 pazienti per almeno 61 giorni e circa 50 pazienti per 81-100 giorni di trattamento.

Se la PIO risultava controllata inadeguatamente in monoterapia con dorzolamide o timololo in soluzione gelificante, veniva effettuato un cambiamento alla terapia in aperto come segue: in 30 pazienti < 2 anni il trattamento veniva sostituito con terapia concomitante con timololo in soluzione gelificante 0,25% in somministrazione giornaliera e dorzolamide 20 mg/ml tre volte al giorno; in 30 pazienti > 2 anni la terapia veniva sostituita con una associazione fissa di dorzolamide 2%/timololo 0,5% due volte al giorno.

Nell’insieme lo studio non ha evidenziato ulteriori elementi di preoccupazione per la sicurezza nei pazienti pediatrici: in circa il 20% dei pazienti in monoterapia con dorzolamide sono stati osservati effetti avversi correlati al principio attivo, la maggioranza dei quali rappresentata da effetti oculari locali non seri come bruciore e dolore puntorio, dolore oculare e da iniezione. È stato osservato edema o offuscamento corneale in una piccola percentuale di pazienti, <4%. Le reazioni locali sono apparse avere frequenza simile a quella del trattamento di confronto. Nei dati post-marketing è stata segnalata acidosi metabolica nei pazienti molto giovani, particolarmente in quelli con immaturità/compromissione renale.

I risultati di efficacia nei pazienti pediatrici suggeriscono che la diminuzione della PIO media osservata nel gruppo dorzolamide è stata paragonabile alla diminuzione della PIO media osservata nel gruppo timololo anche se per il gruppo timololo è stato osservato un lieve vantaggio numerico.

Non sono disponibili studi di efficacia a lungo termine (>12 settimane).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Categoria farmacoterapeutica: preparazioni antiglaucoma e miotici, inibitori dell’anidrasi carbonica.

Codice ATC: S 01 EC 03

Meccanismo d’azione

L’anidrasi carbonica (AC) è un enzima che si ritrova in molti tessuti corporei, compresi gli occhi. Nell’uomo, l’anidrasi carbonica è presente in diversi isoenzimi, il più attivo dei quali è l’anidrasi carbonica II (AC-II) rilevato principalmente nei globuli rossi, ma anche in altri tessuti. L’inibizione dell’anidrasi carbonica nei processi ciliari dell’occhio riduce la secrezione di umore acqueo. Ne consegue una riduzione della pressione intra-oculare (PIO).

DORZOLAMIDE DOC Generici contiene dorzolamide cloridrato, un potente inibitore dell’anidrasi carbonica II umana. In seguito a somministrazione topica oculare, la dorzolamide riduce la pressione intra-oculare elevata, sia in presenza che in assenza di glaucoma. La pressione intra-oculare elevata è un importante fattore di rischio nella patogenesi del danno del nervo ottico e della perdita del campo visivo. La dorzolamide non determina costrizione pupillare e riduce la pressione intra-oculare senza provocare effetti indesiderati come la cecità notturna e lo spasmo da accomodazione. La dorzolamide ha effetto scarso o nullo sulla frequenza del polso o sulla pressione arteriosa.

Anche i beta-bloccanti per uso topico abbassano la PIO attraverso la riduzione della secrezione di umore acqueo, ma agiscono con un differente meccanismo di azione. Gli studi hanno mostrato che quando la dorzolamide viene somministrata in aggiunta ad un beta-bloccante per uso topico, si osserva un’ulteriore riduzione della PIO; questo risultato concorda con gli effetti additivi riportati con beta-bloccanti e con gli inibitori dell’anidrasi carbonica per uso orale.

Effetti farmacodinamici

Effetti clinici

Pazienti adulti

In studi clinici su larga scala, della durata massima di un anno, su pazienti con glaucoma o ipertensione oculare, è stata dimostrata l’efficacia della dorzolamide somministrata tre volte al giorno in monoterapia (PIO al basale ≥ 23 mmHg) o due volte al giorno come terapia aggiuntiva al trattamento con beta-bloccanti per uso oftalmico (PIO basale ≥ 22 mmHg). L’effetto ipotensivo della dorzolamide sulla PIO, in monoterapia e in associazione terapeutica, è stato osservato per tutto il giorno e si è mantenuto durante la terapia a lungo termine. L’efficacia della monoterapia a lungo termine è risultata simile a quella del betaxololo e leggermente inferiore a quella del timololo. Quando usata come terapia aggiuntiva ai beta-bloccanti per uso oftalmico, la dorzolamide ha mostrato un effetto ipotensivo aggiuntivo sulla PIO, simile a quello della pilocarpina al 2% somministrata quattro volte al giorno.

Pazienti pediatrici

È stato eseguito uno studio multicentrico controllato con trattamento attivo in doppio cieco a 3 mesi su 184 (122 per la dorzolamide) pazienti pediatrici di età compresa fra 1 settimana e < 6 anni con glaucoma o pressione intraoculare elevata (PIO basale > 22 mmHg) per valutare la sicurezza della dorzolamide in somministrazione topica t.i.d. (tre volte al giorno). A circa la metà dei pazienti in entrambi i gruppi di trattamento era stato diagnosticato glaucoma congenito; altre eziologie comuni erano sindrome di Sturge Weber, disgenesia mesenchimale iridocorneale, afachia. La distribuzione per età e trattamento nella fase in monoterapia era come segue:

Dorzolamide 20 mg/ml Timololo
Coorte di età < 2 anni N=56
Intervallo di età: da 1 a 23 mesi
Timololo GS 0.25 % n=27 Intervallo di età: da 0,25 a 22 mesi
Coorte di età ≥ 2 – < 6 anni N=66
Intervallo di età: da 2 a 6 anni
Timololo 0,50 % n=35 Intervallo di età: da 2 a 6 anni

In entrambe le coorti di età sono stati trattati circa 70 pazienti per almeno 61 giorni e circa 50 pazienti per 81-100 giorni di trattamento.

Se la PIO risultava controllata inadeguatamente in monoterapia con dorzolamide o timololo in soluzione gelificante, veniva effettuato un cambiamento alla terapia in aperto come segue: in 30 pazienti < 2 anni il trattamento veniva sostituito con terapia concomitante con timololo in soluzione gelificante 0,25% in somministrazione giornaliera e dorzolamide 20 mg/ml tre volte al giorno; in 30 pazienti > 2 anni la terapia veniva sostituita con una associazione fissa di dorzolamide 2%/timololo 0,5% due volte al giorno.

Nell’insieme lo studio non ha evidenziato ulteriori elementi di preoccupazione per la sicurezza nei pazienti pediatrici: in circa il 20% dei pazienti in monoterapia con dorzolamide sono stati osservati effetti avversi correlati al principio attivo, la maggioranza dei quali rappresentata da effetti oculari locali non seri come bruciore e dolore puntorio, dolore oculare e da iniezione. È stato osservato edema o offuscamento corneale in una piccola percentuale di pazienti, <4%. Le reazioni locali sono apparse avere frequenza simile a quella del trattamento di confronto. Nei dati post-marketing è stata segnalata acidosi metabolica nei pazienti molto giovani, particolarmente in quelli con immaturità/compromissione renale.

I risultati di efficacia nei pazienti pediatrici suggeriscono che la diminuzione della PIO media osservata nel gruppo dorzolamide è stata paragonabile alla diminuzione della PIO media osservata nel gruppo timololo anche se per il gruppo timololo è stato osservato un lieve vantaggio numerico.

Non sono disponibili studi di efficacia a lungo termine (>12 settimane).

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Diversamente dagli inibitori dell’anidrasi carbonica per uso orale, la somministrazione topica di dorzolamide cloridrato consente al principio attivo un’azione diretta sull’occhio a dosi sostanzialmente inferiori e, quindi, con una minore esposizione sistemica. Negli studi clinici, questo ha comportato una riduzione della PIO senza squilibri acido-base o elettrolitici caratteristici degli inibitori dell’anidrasi carbonica per uso orale.

Quando viene applicata topicamente, la dorzolamide raggiunge il circolo sistemico. Per valutare la potenzialità di un’inibizione dell’anidrasi carbonica a livello sistemico dopo somministrazione topica, sono state misurate le concentrazioni della dorzolamide e del suo metabolita negli eritrociti e nel plasma e il grado di inibizione dell’anidrasi carbonica negli eritrociti.

Con la terapia cronica, la dorzolamide si accumula negli eritrociti a causa di un legame selettivo con l’AC-II, mentre le concentrazioni plasmatiche della sostanza attiva in forma libera rimangono estremamente basse. Dalla sostanza attiva si forma un singolo N-desetil metabolita che inibisce la

AC-II meno potentemente del principio attivo da cui deriva, ma che inibisce anche un isoenzima meno attivo (AC-I). Anche il metabolita si accumula nei globuli rossi dove si lega principalmente alla AC-I. La dorzolamide si lega moderatamente alle proteine plasmatiche (circa il 33%). La dorzolamide viene escreta principalmente nelle urine in forma immodificata; anche il metabolita è escreto nelle urine. A fine trattamento, la dorzolamide viene eliminata dai globuli rossi secondo una cinetica non lineare, il che determina inizialmente un rapido declino delle concentrazioni della dorzolamide, cui fa seguito una fase di eliminazione più lenta con un’emivita del farmaco di circa 4 mesi.

Quando la dorzolamide è stata somministrata per via orale per simulare la massima esposizione sistemica dopo somministrazione topica oculare a lungo termine, lo stato stazionario è stato raggiunto in 13 settimane. Allo stato stazionario, non erano praticamente presenti nel plasma in forma libera né la sostanza attiva né il suo metabolita; inoltre, l’inibizione dell’AC a livello degli eritrociti è risultata inferiore a quella ritenuta necessaria per osservare un effetto farmacologico sulla funzione renale o respiratoria. Simili risultati farmacocinetici sono stati osservati dopo somministrazione topica cronica della dorzolamide.

Tuttavia, in alcuni pazienti anziani con compromissione renale (clearance della creatinina stimata 30-60 ml/min) sono state rilevate maggiori concentrazioni di metabolita negli eritrociti, ma ciò non è stato associato direttamente a differenze significative nell’inibizione dell’anidrasi carbonica o ad effetti indesiderati sistemici clinicamente significativi.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

I principali dati di studi su animali con la dorzolamide cloridrato somministrata per via orale sono stati correlati agli effetti farmacologici dell’inibizione sistemica dell’anidrasi carbonica. Alcuni di questi dati erano specifici per la specie esaminata e/o causati dall’acidosi metabolica.

Negli studi clinici, nei pazienti non si sono manifestati segni di acidosi metabolica o variazioni degli elettroliti serici indicativi di inibizione sistemica della AC. Pertanto, non si prevede che gli effetti rilevati dagli studi su animali si osservino nei pazienti trattati con dorzolamide a dosi terapeutiche.

06.2 Incompatibilità

Indice

Mannitolo

Idrossietilcellulosa (Natrosolo HX 250) Sodio citrato

Sodio idrossido per aggiustare il pH Benzalconio cloruro soluzione al 50% Acqua per preparazioni iniettabili

06.3 Periodo di validità

Indice

Non pertinente.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

2 anni

Dopo la prima apertura: 28 giorni

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Conservare il flacone nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. Conservare a temperatura inferiore a 30°C.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Flacone di polietilene a media densità con contagocce sigillato e un tappo costituito da due parti assemblate in una scatola di cartone.

Confezioni: flacone da 1×5 ml, da 3×5 ml o da 6×5 ml.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Speciali precauzioni per l’eliminazione

Nessuna speciale precauzione.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

DOC Generici S.r.l Via Turati 40

20121 Milano Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

DORZOLAMIDE DOC Generici 20 mg/ml collirio, soluzione – 1 flacone contagocce da 5 ml – AIC 040189019/M

DORZOLAMIDE DOC Generici 20 mg/ml collirio, soluzione – 3 flaconi contagocce da 5 ml – AIC 040189021/M

DORZOLAMIDE DOC Generici 20 mg/ml collirio, soluzione – 6 flaconi contagocce da 5 ml – AIC 040189033/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

h1>Febbraio 2011

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Febbraio 2011

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Dorzonorm – Coll fl 5 ml (Dorzolamide Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: S01EC03 AIC: 040189019 Prezzo: 5,6 Ditta: Doc Generici Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

Indice

  • Dorzolamide actavis 20 mg/ml collirio, soluzione – Coll fl 5 ml
  • Dorzolamide doc generici 20 mg/ml collirio, soluzione – Coll fl 5 ml
  • Dorzolamide mylan collirio – Coll fl 5 ml
  • Dorzolamide tubilux pharma 20 mg/ml collirio, soluzione – Coll 1 fl 5 ml 20 mg/ml
  • Dorzostill 2% collirio, soluzione – Coll fl 5 ml 2%
  • Trusopt 20 mg/ml collirio, soluzione – Oft fl 5 ml 2% Ocumeter

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