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Isoptin Sol Ini: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Isoptin Sol Ini

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Isoptin Sol Ini: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Isoptin

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INDICE DELLA SCHEDA

Isoptin Sol Ini: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso

Una fiala contiene: Principio attivo:

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Verapamil cloridrato 5,0 mg

Eccipienti: contiene 17 mg di sodio sotto forma di sodio cloruro Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Soluzione iniettabile per uso endovenoso

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Insufficienza coronarica acuta (sindrome anginosa); insufficienza coronarica cronica; tachicardia parossistica, tachiaritmia, extrasistolia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Adulti: per la terapia acuta di attacchi stenocardici o di disturbi tachicardici del ritmo si iniettano lentamente per via endovenosa 5-10 mg (1-2 fiale) se necessario ripetute 2-3 volte al giorno, tenendo il paziente sotto stretto controllo medico.

L’effetto terapeutico inizia entro pochi minuti, spesso già durante il bolo endovenoso.

Si può passare alla terapia di mantenimento per via infusionale od orale, secondo la gravità del caso.

Bambini: per interrompere prontamente le tachicardie parossistiche sopraventricolari e le extrasistolie, si iniettano lentamente per via endovenosa, a seconda dell’età e dell’effetto

ottenuto, le seguenti dosi: ai neonati 0,75-1 mg (0,3-0,4 ml); ai lattanti 0,75-2 mg (0,3-0,8 ml); ai bambini da 1 a 5 anni 2-3 mg (0,8-1,2 ml); da 6 a 14 anni 2,5-5 mg (1,0-2,0 ml).

In caso di necessità queste dosi possono essere ripetute dopo 2-5 minuti.

L’iniezione deve essere eseguita sotto controllo elettrocardiografico (vedere paragrafo 4.4 – Uso pedìatrìco.

.

Controìndìcazìonì

Ipersensìbìlìtà al prìncìpìo attìvo o ad uno qualsìasì deglì eccìpìentì elencatì al paragrafo 6.1.

Shock cardìogeno.

Infarto mìocardìco acuto complìcato da bradìcardìa marcata.

Gravì dìsturbì della conduzìone come blocco AV totale, blocco AV parzìale, blocco dì branca ìncompleto, malattìa del nodo del seno (eccetto quellì con pacemaker artìfìcìale), blocco AV di II-III grado (eccetto in pazienti con pacemaker artificiale funzionante).

Insufficienza cardiaca manifesta (in caso di esistenza di una insufficienza cardiaca, è necessario un compenso con glucosidi cardioattivi, prima del trattamento con Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso).

Ipotensione (pressione sistolica < 90 mm di Hg. Sono esclusi gli stati ipotensivi secondari ad una diminuzione critica della gittata sistolica dovuta a tachicardia) (vedere anche paragrafo 4.4).

Bradicardia marcata (< 50 battiti/min).

Insufficienza cardiaca con frazione di eiezione ridotta inferiore al 35% e/o pressione polmonare superiore a 20 mm Hg (tranne se derivata da tachicardia sopraventricolare sensibile alla terapia con verapamil).

Fibrillazione atriale/flutter in portatori di bypass (cioè sindromi di Wolff-Parkinson-White, Lown- Ganong-Levine e da PR corto). Questi pazienti sono a rischio di sviluppare tachiaritmia ventricolare, inclusa la fibrillazione ventricolare se viene somministrato verapamil.

Tachicardia ventricolare a complessi larghi: il trattamento endovenoso con verapamil di pazienti affetti da grave tachicardia ventricolare (QRS> 0,12 secondi) può provocare un marcato deterioramento emodinamico e fibrillazione ventricolare. Un’adeguata diagnosi prima della terapia ed una differenziazione dalla tachicardia sopraventricolare grave è obbligatoria in sede di pronto soccorso.

Associazione con inibitori delle MAO e beta-bloccanti e dopo trattamenti chinidinici.

Pazienti trattati per via endovenosa con farmaci bloccanti beta-adrenergici (ad esempio propranololo). Verapamil per via endovenosa e farmaci bloccanti beta-adrenergici per via endovenosa non devono essere somministrati in stretta vicinanza l’uno all’altro (nel giro di poche ore) dal momento che entrambi possono avere un effetto depressivo sulla contrattilità miocardica e sulla conduzione AV.

Somministrazione concomitante con ivabradina (vedere paragrafo 4.5).

04.3 Controindicazioni

Indice

La dose singola di verapamil deve essere somministrata tramite infusione endovenosa lenta, di almeno due minuti, sottoponendo il paziente ad un esame elettrocardiografico continuo ed al controllo della pressione sanguigna.

Significativi danni epatici o renali non incrementano gli effetti di una singola dose endovenosa di verapamil, ma possono prolungare la sua durata.

Dosi ripetute possono dare in alcuni pazienti un accumulo e quindi un eccessivo effetto farmacologico che si può escludere monitorando la pressione arteriosa e l’intervallo PR.

In una piccola percentuale di pazienti trattati con verapamil si sono registrati effetti avversi molto gravi in grado di porre il paziente a rischio di vita (rapido incremento del ritmo ventricolare fino a flutter o fibrillazione atriale in portatori di bypass, con ritmo ectopico, marcata ipotensione o estrema bradicardia/asistolia).

Arresto Cardiaco/Blocco atrioventricolare /Bradicardia/Asistolia

Verapamil agisce sui nodi AV e SA e prolunga il tempo di conduzione AV. Usare con cautela, dato che lo sviluppo di un blocco AV di secondo o terzo grado (controindicazione) oppure di un blocco di branca unifascicolare, bifascicolare o trifascicolare richiede una sospensione della dose successiva o la sospensione del trattamento con verapamil seguito, se necessario, da un’appropriata terapia.

Verapamil cloridrato agisce sui nodi AV e SA e raramente può provocare blocco AV di secondo o terzo grado, bradicardia e, in casi rari, asistolia. È molto più probabile che ciò si verifichi nei pazienti affetti da malattia del nodo del seno (una patologia del nodo SA), che interessa soprattutto i soggetti più anziani.

L’asistolia che può verificarsi nei pazienti che hanno assunto verapamil, eccetto quelli che sono affetti da malattia del nodo del seno, è solitamente di breve durata (alcuni secondi o meno), con un ripristino spontaneo del ritmo normale del seno o del nodo AV. Se ciò non si realizza rapidamente, deve essere effettuato immediatamente un trattamento appropriato. Vedere il paragrafo 4.8.

Antiaritmici/Beta-bloccanti

Potenziamento reciproco degli effetti cardiovascolari (blocco AV di grado più elevato, abbassamento di grado più elevato della frequenza cardiaca, induzione di scompenso cardiaco e ipotensione potenziata).

Nei soggetti che assumevano timololo in gocce oculari (bloccante beta-adrenergico) associato al verapamil per via orale, invece, si è osservata una bradicardia asintomatica (36 battiti al minuto) con “Wandering atrial pacemaker”.

Digossina

Se verapamil viene somministrato in concomitanza con digossina, ridurre il dosaggio di digossina. Vedere il paragrafo 4.5.

Insufficienza cardiaca

I pazienti con insufficienza cardiaca con una frazione di eiezione superiore al 35% dovrebbero essere compensati prima di iniziare il trattamento con verapamil e dovrebbero essere adeguatamente trattati durante il trattamento.

Ipotensione

La somministrazione endovenosa di verapamil spesso causa un abbassamento della pressione sanguigna al di sotto dei livelli base, di solito transitorio ed asintomatico, che può dare origine a vertigini.

Inibitori dell’ HMG-CoA Reduttasi (Statine)

Vedere il paragrafo 4.5.

Disordini nella trasmissione neuromuscolare

Verapamil deve essere usato con cautela in presenza di malattie che interessano la trasmissione neuromuscolare (miastenia grave, sindrome di Lambert-Eaton, avanzata distrofia muscolare di Duchenne).

Popolazioni speciali

Insufficienza renale

Circa il 70% di una dose somministrata di verapamil viene escreto sotto forma di metaboliti nell’urina. Fino a quando non saranno disponibili ulteriori dati, verapamil deve essere somministrato con cautela a pazienti con alterata funzione renale. Questi pazienti devono essere seguiti accuratamente per accertare un eventuale prolungamento dell’intervallo PR o altri segni di sovradosaggio.

Anche se consistenti dati clinici emersi da studi comparativi condotti in pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale hanno dimostrato che la ridotta funzionalità renale non ha alcun effetto sulla farmacocinetica di verapamil, casi clinici verificatisi suggeriscono che verapamil deve essere usato con cautela e sotto stretto monitoraggio in pazienti con alterata funzionalità renale. Verapamil non può essere rimosso attraverso emodialisi.

Insufficienza epatica

Dato che verapamil viene prevalentemente metabolizzato dal fegato, esso deve essere somministrato con cautela a pazienti con alterata funzione epatica. Una grave disfunzione epatica prolunga l’emivita di eliminazione di verapamil a circa 14-16 ore; quindi a questi pazienti si deve somministrare circa il 30% della dose usuale impiegata nei pazienti con normale funzionalità epatica. Bisogna adottare un accurato monitoraggio per riconoscere un anormale prolungamento dell’intervallo PR o altri segni di effetti farmacologici eccessivi.

Uso pediatrico

Non sono stati condotti studi controllati specifici su pazienti in età pediatrica. Di conseguenza è necessario prestare la massima cautela nella somministrazione di verapamil ai soggetti di questa età.

Terapie antiaritmiche concomitanti

Digitale

La somministrazione endovenosa di verapamil cloridrato è stata associata all’uso simultaneo di preparazioni a base di digitale. Agendo entrambi i farmaci sul nodo AV rallentando la conduzione, i pazienti devono essere tenuti sotto controllo per il rischio di un blocco AV o di un’eccessiva bradicardia.

Chinidina

Somministrazioni endovenose di verapamil sono state utilizzate in un ristretto numero di pazienti che assumevano chinidina per via orale. Alcuni casi di ipotensione sono stati segnalati in pazienti che hanno assunto chinidina per via orale e verapamil cloridrato per via endovenosa. Quindi è necessaria cautela nell’utilizzo concomitante dei due farmaci.

Farmaci bloccanti beta-adrenergici

Somministrazioni endovenose di verapamil sono state utilizzate in pazienti che assumevano beta- bloccanti per via orale. Poiché entrambi i farmaci possono influenzare la contrattilità del miocardio o deprimere la conduzione AV, deve essere presa in considerazione la possibilità di eventuali interazioni dannose. L’uso concomitante del verapamil e dei beta-bloccanti somministrati per via endovenosa però, ha prodotto seri effetti avversi (vedere paragrafo 4.3 Controìndìcazìonì), specialmente nei pazienti affetti da gravi cardiomiopatie, insufficienza cardiaca congestizia o recente infarto del miocardio.

Disopiramide

Fino a quando non verranno acquisiti dati sulle possibili interazioni tra verapamil e disopiramide, quest’ultima non deve essere somministrata nelle 48 ore precedenti o 24 ore successive alla somministrazione di verapamil.

Flecainide

Uno studio condotto su volontari sani ha evidenziato come l’associazione tra la flecainide ed il verapamil può avere effetti additivi riducendo la contrattilità del miocardio e prolungando sia la conduzione AV che la ripolarizzazione.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

In rare occasioni, incluse quelle in cui pazienti con gravi cardiomiopatie, insufficienza cardiaca congestizia o recente infarto del miocardio sono stati trattati con somministrazioni endovenose di beta-bloccanti adrenergici o disopiramide in associazione a verapamil cloridrato iniettabile, si sono verificati seri effetti avversi. L’uso concomitante di verapamil cloridrato iniettabile con agenti che deprimono la funzione adrenergica può tradursi in una risposta ipotensiva eccessiva.

Studi in vitro hanno dimostrato come verapamil sia metabolizzato dal citocromo P450 CYP3A4, CYP1A2, CYP2C8, CYP2C9 e CYP2C18. Inoltre è stato provato come verapamil sia un inibitore di CYP3A4 e della glicoproteina P (P-gp). I pazienti che si sottopongono a terapie concomitanti durante la somministrazione di verapamil devono essere monitorati attentamente in quanto sono state dimostrate interazioni clinicamente significative con farmaci inibitori del CYP3A4 (che portano ad un innalzamento dei livelli plasmatici di verapamil) e con quelli induttori del CYP3A4 (che invece ne provocano un abbassamento).

La tabella seguente fornisce un elenco dei farmaci con cui è possibile che si verifichino interazioni per ragioni farmacocinetiche:

Potenziali interazioni associate con il sistema enzimatico CYP-450
Farmaco associato Potenziale effetto su verapamil o sul farmaco associato Commento
Alfa-bloccanti
Prazosina Aumento della Cmax della prazosina (40%) senza effetto sull‘emivita Potenziamento dell’effetto ipotensivo.
Terazosina Aumento dell’AUC (24%) e della Cmax
(25%) della terazosina
Antiaritmici
Flecainide Effetto minimo sulla clearance plasmatica della flecainide (10%); nessun effetto sulla clearance plasmatica del verapamil Vedere il paragrafo 4.4.
Chinidina Diminuzione della clearance orale della chinidina (35%) Ipotensione.
Può verificarsi edema polmonare in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.
Antiasmatici
Teofillina Diminuzione della clearance orale e sistemica del 20% La riduzione della clearance risulta maggiormente diminuita nei fumatori (11%).
Anticoagulanti
Dabigatran etexilato Aumento della Cmax di dabigatran circa il 180% e dell’AUC di circa il 150% Osservato con la prima dose di una formulazione orale a rilascio immediato di verapamil.
Anticonvulsivanti/Antiepilettici
Carbamazepina Aumento dell’AUC della carbamazepina (46%) nei pazienti affetti da epilessia parzialmente refrattaria Aumentati livelli di carbamazepina.
Questo può produrre effetti collaterali carbamazepina dipendenti quali diplopia, mal di testa, atassia o vertigini.
Fenitoina Diminuzione delle concentrazioni plasmatiche di verapamil
Antidepressivi
Imipramina Aumento dell’AUC dell’imipramina (15%) Non ha effetto sul livello di metabolita attivo desipramina.
Antidiabetici
Gliburide Aumento della Cmax
(28%) e dell’AUC (26%) della gliburide
Anti-gotta
Colchicina Aumento dell’AUC (2,0 volte) e della Cmax
(1,3 volte)
Ridurre la dose di colchicina (vedere le ìnformazìonì relatìve alla colchìcìna).
Antiinfettivi
Claritromicina Possibile aumento dei livelli di verapamil
Eritromicina Possibile aumento dei livelli di verapamil
Rifampicina Diminuzione dell’AUC (94%), della Cmax
(97%) e della biodisponibilità orale (92%) del verapamil
Può ridurre l’effetto ipotensivante del verapamil.
Nessun cambiamento della farmacocinetica con somministrazione endovenosa di verapamil
Telitromicina Possibile aumento dei livelli di verapamil
Antineoplastici
Doxorubicina Aumento dell’AUC della doxorubicina (104%) e della Cmax (61%) a seguito della somministrazione orale di verapamil In pazienti con cancro ai polmoni a piccole cellule.
Nessun cambiamento significativo della farmacocinetica della doxorubicina a seguito della somministrazione endovenosa di verapamil In pazienti affetti da neoplasie in stato avanzato.
Barbiturici
Fenobarbital Aumento della clearance (5 volte) del verapamil somministrato per via orale
Benzodiazepine ed altri ansiolitici
Buspirone Aumento dell’AUC e della Cmax
del buspirone di 3,4 volte
Midazolam Aumento dell’AUC (3 volte) e della Cmax
(2 volte) del midazolam
Beta-bloccanti
Metoprololo Aumento dell’AUC (32,5%) e la Cmax
(41%) del metoprololo nei pazienti con angina
Vedere il paragrafo 4.4.
Propranololo Aumento dell’AUC (65%) e della Cmax
(94%) del propranololo nei pazienti con angina
Glicosidi cardioattivi
Digitossina Diminuzione della clearance totale corporea (27%) e della clearance extrarenale (29%) della digitossina
Digossina Pazienti sani: aumento della Cmax
(44%), aumento della C12h
(53%), aumento della Css
(44%) e aumento dell’AUC (50%) della digossina
Ridurre il dosaggio di digossina.
Vedere il paragrafo 4.4.
Antagonisti del recettore H2
Cimetidina Aumento dell’AUC R-(25%) e S- (40%) di verapamil con corrispondente diminuzione della clearance di verapamil R- e S- La cimetidina riduce la clearance di verapamil dopo somministrazione endovenosa di verapamil.
Immunologici/immunosoppressori
Ciclosporine Aumento dell’AUC, Css, Cmax delle ciclosporine circa del 45%
Everolimus Everolimus: aumento dell’AUC (3,5 volte) e aumento della Cmax Possono essere necessari
(2,3 volte); verapamil: aumento della Ctrough
(2,3 volte)
determinazioni della concentrazione e un aggiustamento della dose di everolimus.
Sirolimus Sirolimus: aumento dell’AUC (2,2 volte); S-verapamil: aumento dell’AUC (1,5 volte) Possono essere necessari determinazioni della concentrazione e un aggiustamento della dose di sirolimus.
Tacrolimus Possibile aumento dei livelli di tacrolimus
Agenti Ipolipemizzanti (Inibitori dell’HMG-CoA reduttasi o statine)
Atorvastatina Possibile aumento dei livelli di atorvastatina, aumento dell’AUC di verapamil di 43% Seguono informazioni aggiuntive.
Lovastatina Possibile aumento dei livelli di lovastatina, aumento dell’AUC (63%) e della Cmax
(32%) del verapamil
Simvastatina Aumento dell’AUC (2,6 volte) e della Cmax
(4,6 volte) della simvastatina
Agonisti del recettore della Serotonina
Almotriptan Aumento dell’AUC (20%) e della Cmax
(24%) dell’almotriptan
Agenti Uricosurici
Sulfinpirazone Aumento della clearance (3 volte) e diminuzione della biodisponibilità (60%) del verapamil dopo somministrazione orale Può ridurre l’effetto ipotensivante del verapamil.
Nessun cambiamento della farmacocinetica con somministrazione endovenosa di verapamil
Altri
Succo di Pompelmo Aumento dell’AUC del verapamil R-(49%) e S-(37%),
aumento della Cmax
del verapamil R-(75%) e S-(51%)
Evitare la contemporanea assunzione di verapamil e succo di pompelmo.
Erba di San Giovanni (Iperico) Diminuzione dell’AUC del verapamil R-(78%) e S-(80%) con corrispondente riduzione della Cmax

Farmaci leganti le proteine plasmatiche: verapamil è altamente legato alle proteine plasmatiche; per questo motivo deve essere somministrato con cautela a quei pazienti che assumono altri farmaci con un elevato grado di legame alle proteine plasmatiche.

Agenti anti-HIV: la concentrazione plasmatica del verapamil può aumentare grazie alla potenziale capacità di inibizione metabolica di alcuni degli agenti anti-HIV come il ritonavir. Per questo deve essere prestata molta cautela nell’associazione o deve essere diminuita la dose di verapamil.

Agenti bloccanti neuromuscolari: Dati clinici e studi sugli animali suggeriscono che verapamil può potenziare l’azione degli agenti bloccanti neuromuscolari (curaro simili e depolarizzanti). Per questo motivo può essere necessario diminuire la dose di verapamil e/o quella del bloccante neuromuscolare quando i due farmaci vengono assunti in associazione.

Acido Acetilsalicilico: aumento della tendenza al sanguinamento.

Etanolo (alcool): innalzamento dei livelli plasmatici di etanolo.

Inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (statine): Il trattamento con gli inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (cioè simvastatina, atorvastatina o lovastatina) in pazienti che assumono verapamil, dovrebbe essere iniziato alle dosi più basse possibili che successivamente devono essere corrette. Se a pazienti che assumono inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (come simvastatina, atorvastatina o lovastatina) viene prescritta una terapia a base di verapamil, è necessario valutare una riduzione della dose di statina ed esaminare nuovamente i valori sierici del colesterolo.

Fluvastatina, pravastatina e rosuvastatina non sono metabolizzati dal CYP3A4 e hanno meno probabilità di interagire con verapamil.

Antipertensivi, diuretici, vasodilatatori: potenziamento dell’effetto ipotensivo.

Cimetidina: la cimetidina riduce la clearance di verapamil e ne aumenta l’emivita di eliminazione.

Litio: è stata dimostrata un’accresciuta sensibilità agli effetti del litio (neurotossicità) durante la terapia d’associazione con verapamil, senza comunque cambiamento o crescita dei livelli sierici del litio. L’assunzione di verapamil tuttavia, ha comportato un abbassamento dei livelli sierici di litio in quei pazienti che effettuavano una terapia cronica a base di litio assunto per via orale. I soggetti che sono sottoposti ad una terapia associata devono essere monitorati attentamente.

Anestetici inalatori: quando gli anestetici inalatori ed i calcio antagonisti, come il verapamil iniettabile, vengono usati in associazione, il loro dosaggio deve essere accuratamente valutato per evitare un’eccessiva depressione cardiovascolare.

Dabigatran: è richiesto un attento controllo clinico (ricerca di segni di sanguinamento o anemia) quando verapamil è co-somministrato con dabigatran etexilato (substrato del trasportatore d’efflusso P–gp) e con maggiore attenzione nel caso di pazienti con compromissione renale da lieve a moderata. Quando verapamil per via orale è stato co-somministrato con dabigatran etexilato si è osservato un aumento dei livelli plasmatici di dabigatran (Cmax

e l’AUC) ma le dimensioni di questo cambiamento variavano in funzione del tempo di somministrazione e della formulazione di verapamil. Nei pazienti con compromissione renale moderata, trattati con verapamil e dabigatran etexilato contemporaneamente, deve essere valutata una riduzione della dose di dabigatran. Diversamente, non è stata osservata un’interazione significativa quando verapamil è stato somministrato 2 ore dopo l’assunzione di dabigatran etexilato. Ciò è spiegato dall’assorbimento completo di dabigatran dopo 2 ore.

Dronedarone: occorre prestare cautela quando verapamil è somministrato in associazione con dronedarone. Somministrare verapamil inizialmente a basse dosi e incrementare il dosaggio solo dopo valutazione mediante ECG.

Ivabradina: verapamil determina un aumento della concentrazione di ivabradina (aumento dell’AUC di 2-3 volte) e una diminuzione aggiuntiva della frequenza cardiaca di 5 bpm. L’uso concomitante di verapamil con ivabradina è controindicato (vedere paragrafo 4.3).

Aliskiren: la somministrazione concomitante di verapamil e aliskiren ha determinato un aumento del 97% dell’AUC di aliskiren, come effetto dell’attività inibitoria sulla P-gp di verapamil.

Dantrolene: in studi su animali, sono stati osservati casi di fibrillazione ventricolare mortali durante la somministrazione di verapamil e di dantrolene per via endovenosa. L’associazione di verapamil e dantrolene è quindi potenzialmente pericolosa.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

In rare occasioni, incluse quelle in cui pazienti con gravi cardiomiopatie, insufficienza cardiaca congestizia o recente infarto del miocardio sono stati trattati con somministrazioni endovenose di beta-bloccanti adrenergici o disopiramide in associazione a verapamil cloridrato iniettabile, si sono verificati seri effetti avversi. L’uso concomitante di verapamil cloridrato iniettabile con agenti che deprimono la funzione adrenergica può tradursi in una risposta ipotensiva eccessiva.

Studi in vitro hanno dimostrato come verapamil sia metabolizzato dal citocromo P450 CYP3A4, CYP1A2, CYP2C8, CYP2C9 e CYP2C18. Inoltre è stato provato come verapamil sia un inibitore di CYP3A4 e della glicoproteina P (P-gp). I pazienti che si sottopongono a terapie concomitanti durante la somministrazione di verapamil devono essere monitorati attentamente in quanto sono state dimostrate interazioni clinicamente significative con farmaci inibitori del CYP3A4 (che portano ad un innalzamento dei livelli plasmatici di verapamil) e con quelli induttori del CYP3A4 (che invece ne provocano un abbassamento).

La tabella seguente fornisce un elenco dei farmaci con cui è possibile che si verifichino interazioni per ragioni farmacocinetiche:

Potenziali interazioni associate con il sistema enzimatico CYP-450
Farmaco associato Potenziale effetto su verapamil o sul farmaco associato Commento
Alfa-bloccanti
PrazosinaAumento della Cmax della prazosina (≅40%) senza effetto sull’emivitaPotenziamento dell’effetto ipotensivo.
TerazosinaAumento dell’AUC (≅24%) e della Cmax (≅25%) della terazosina
Antiaritmici
FlecainideEffetto minimo sulla clearance plasmatica della flecainide (<≅10%); nessun effetto sulla clearance plasmatica del verapamilVedere il paragrafo 4.4.
ChinidinaDiminuzione della clearance orale della chinidina (≅35%)Ipotensione. Può verificarsi edema polmonare in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.
Antiasmatici
TeofillinaDiminuzione della clearance orale e sistemica del 20%La riduzione della clearance risulta maggiormente diminuita nei fumatori (≅11%).
Anticoagulanti
Dabigatran etexilatoAumento della Cmax di dabigatran circa il 180% e dell’AUC di circa il 150%Osservato con la prima dose di una formulazione orale a rilascio immediato di verapamil.
Anticonvulsivanti/Antiepilettici
CarbamazepinaAumento dell’AUC della carbamazepina (≅46%) nei pazienti affetti da epilessia parzialmente refrattariaAumentati livelli di carbamazepina. Questo può produrre effetti collaterali carbamazepina dipendenti quali diplopia, mal di testa, atassia o vertigini.
FenitoinaDiminuzione delle concentrazioni plasmatiche di verapamil
Antidepressivi
ImipraminaAumento dell’AUC dell’imipramina (≅15%)Non ha effetto sul livello di metabolita attivo desipramina.
Antidiabetici
GliburideAumento della Cmax (≅28%) e dell’AUC (≅26%) della gliburide
Anti-gotta
ColchicinaAumento dell’AUC (≅2,0 volte) e della Cmax (≅1,3 volte)Ridurre la dose di colchicina (vedere le informazioni relative alla colchicina).
Antiinfettivi
ClaritromicinaPossibile aumento dei livelli di verapamil
EritromicinaPossibile aumento dei livelli di verapamil
RifampicinaDiminuzione dell’AUC (≅94%), della Cmax (≅97%) e della biodisponibilità orale (≅92%) del verapamilPuò ridurre l’effetto ipotensivante del verapamil.
Nessun cambiamento della farmacocinetica con somministrazione endovenosa di verapamil
TelitromicinaPossibile aumento dei livelli di verapamil
Antineoplastici
DoxorubicinaAumento dell’AUC della doxorubicina (104%) e della Cmax (61%) a seguito della somministrazione orale di verapamilIn pazienti con cancro ai polmoni a piccole cellule.
Nessun cambiamento significativo della farmacocinetica della doxorubicina a seguito della somministrazione endovenosa di verapamilIn pazienti affetti da neoplasie in stato avanzato.
Barbiturici
FenobarbitalAumento della clearance (≅5 volte) del verapamil somministrato per via orale
Benzodiazepine ed altri ansiolitici
BuspironeAumento dell’AUC e della Cmax del buspirone di ≅3,4 volte
MidazolamAumento dell’AUC (≅3 volte) e della Cmax (≅2 volte) del midazolam
Beta-bloccanti
MetoprololoAumento dell’AUC (≅32,5%) e della Cmax (≅41%) del metoprololo nei pazienti con anginaVedere il paragrafo 4.4.
PropranololoAumento dell’AUC (≅65%) e della Cmax (≅94%) del propranololo nei pazienti con angina
Glicosidi cardioattivi
DigitossinaDiminuzione della clearance totale corporea (≅27%) e della clearance extrarenale (≅29%) della digitossina
DigossinaPazienti sani: aumento della Cmax (≅44%), aumento della C12h (≅53%), aumento della Css (≅44%) e aumento dell’AUC (≅50%) della digossinaRidurre il dosaggio di digossina. Vedere il paragrafo 4.4.
Antagonisti del recettore H2
CimetidinaAumento dell’AUC R-(≅25%) e S-(≅40%) di verapamil con corrispondente diminuzione della clearance di verapamil R- e S-La cimetidina riduce la clearance di verapamil dopo somministrazione endovenosa di verapamil.
Immunologici/immunosoppressori
CiclosporineAumento dell’AUC, Css, Cmax delle ciclosporine circa del 45%
EverolimusEverolimus: aumento dell’AUC (≅3,5 volte) e aumento della Cmax (≅2,3 volte); verapamil: aumento della Ctrough (≅2,3 volte)Possono essere necessari determinazioni della concentrazione e un aggiustamento della dose di everolimus.
SirolimusSirolimus: aumento dell’AUC (≅2,2 volte); S-verapamil: aumento dell’AUC (≅1,5 volte)Possono essere necessari determinazioni della concentrazione e un aggiustamento della dose di sirolimus.
TacrolimusPossibile aumento dei livelli di tacrolimus
Agenti Ipolipemizzanti (Inibitori dell’HMG-CoA reduttasi o statine)
AtorvastatinaPossibile aumento dei livelli di atorvastatina, aumento dell’AUC di verapamil di ≅43%Seguono informazioni aggiuntive.
LovastatinaPossibile aumento dei livelli di lovastatina, aumento dell’AUC (≅63%) e della Cmax (≅32%) del verapamil
SimvastatinaAumento dell’AUC (≅2,6 volte) e della Cmax (≅4,6 volte) della simvastatina
Agonisti del recettore della Serotonina
AlmotriptanAumento dell’AUC (≅20%) e della Cmax (≅24%) dell’almotriptan
Agenti Uricosurici
SulfimpirazoneAumento della clearance (≅3 volte) e diminuzione della biodisponibilità (≅60%) del verapamil dopo somministrazione oralePuò ridurre l’effetto ipotensivante del verapamil.
Nessun cambiamento della farmacocinetica con somministrazione endovenosa di verapamil
Altri
Succo di PompelmoAumento dell’AUC del verapamil R-(≅49%) e S-(≅37%), aumento della Cmax del verapamil R-(≅75%) e S-(≅51%)Evitare la contemporanea assunzione di verapamil e succo di pompelmo.
Erba di San Giovanni (Iperico)Diminuzione dell’AUC del verapamil R-(≅78%) e S-(≅80%) con corrispondente riduzione della Cmax

Altre interazioni ed informazioni addizionali

§ Farmaci leganti le proteine plasmatiche: verapamil è altamente legato alle proteine plasmatiche; per questo motivo deve essere somministrato con cautela a quei pazienti che assumono altri farmaci con un elevato grado di legame alle proteine plasmatiche.

§ Agenti anti-HIV: la concentrazione plasmatica del verapamil può aumentare grazie alla potenziale capacità di inibizione metabolica di alcuni degli agenti anti-HIV come il ritonavir. Per questo deve essere prestata molta cautela nell’associazione o deve essere diminuita la dose di verapamil.

§ Agenti bloccanti neuromuscolari: dati clinici e studi sugli animali suggeriscono che verapamil può potenziare l’azione degli agenti bloccanti neuromuscolari (curaro simili e depolarizzanti). Per questo motivo può essere necessario diminuire la dose di verapamil e/o quella del bloccante neuromuscolare quando i due farmaci vengono assunti in associazione.

§ Acido Acetilsalicilico: aumento della tendenza al sanguinamento.

§ Etanolo (alcool): innalzamento dei livelli plasmatici di etanolo.

§ Inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (statine): il trattamento con gli inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (cioè simvastatina, atorvastatina o lovastatina) in pazienti che assumono verapamil, dovrebbe essere iniziato alle dosi più basse possibili che successivamente devono essere corrette. Se a pazienti che assumono inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (come simvastatina, atorvastatina o lovastatina) viene prescritta una terapia a base di verapamil, è necessario valutare una riduzione della dose di statina ed esaminare nuovamente i valori sierici del colesterolo.

Fluvastatina, pravastatina e rosuvastatina non sono metabolizzati dal CYP3A4 e hanno meno probabilità di interagire con verapamil.

§ Antipertensivi, diuretici, vasodilatatori: potenziamento dell’effetto ipotensivo.

§ Cimetidina: la cimetidina riduce la clearance di verapamil e ne aumenta l’emivita di eliminazione.

§ Litio: è stata dimostrata un’accresciuta sensibilità agli effetti del litio (neurotossicità) durante la terapia d’associazione con verapamil, senza comunque cambiamento o crescita dei livelli sierici del litio. L’assunzione di verapamil tuttavia, ha comportato un abbassamento dei livelli sierici di litio in quei pazienti che effettuavano una terapia cronica a base di litio assunto per via orale. I soggetti che sono sottoposti ad una terapia associata devono essere monitorati attentamente.

§ Anestetici inalatori: quando gli anestetici inalatori ed i calcio antagonisti, come il verapamil iniettabile, vengono usati in associazione, il loro dosaggio deve essere accuratamente valutato per evitare un’eccessiva depressione cardiovascolare.

§ Dabigatran: è richiesto un attento controllo clinico (ricerca di segni di sanguinamento o anemia) quando verapamil è coâE.somministrato con dabigatran etexilato (substrato del trasportatore d’efflusso PâE.gp) e con maggiore attenzione nel caso di pazienti con compromissione renale da lieve a moderata. Quando verapamil per via orale è stato coâE.somministrato con dabigatran etexilato si è osservato un aumento dei livelli plasmatici di dabigatran (Cmax e l’AUC) ma le dimensioni di questo cambiamento variavano in funzione del tempo di somministrazione e della formulazione di verapamil. Nei pazienti con compromissione renale moderata, trattati con verapamil e dabigatran etexilato contemporaneamente, deve essere valutata una riduzione della dose di dabigatran. Diversamente, non è stata osservata un’interazione significativa quando verapamil è stato somministrato 2 ore dopo l’assunzione di dabigatran etexilato. Ciò è spiegato dall’assorbimento completo di dabigatran dopo 2 ore.

§ Dronedarone: occorre prestare cautela quando verapamil è somministrato in associazione con dronedarone. Somministrare verapamil inizialmente a basse dosi e incrementare il dosaggio solo dopo valutazione mediante ECG.

§ Ivabradina: verapamil determina un aumento della concentrazione di ivabradina (aumento dell’AUC di 2-3 volte) e una diminuzione aggiuntiva della frequenza cardiaca di 5 bpm. L’uso concomitante di verapamil con ivabradina è controindicato (vedere paragrafo 4.3).

§ Aliskiren: la somministrazione concomitante di verapamil e aliskiren ha determinato un aumento del 97% dell’AUC di aliskiren, come effetto dell’attività inibitoria sulla P-gp di verapamil.

§ Dantrolene: in studi su animali, sono stati osservati casi di fibrillazione ventricolare mortali durante la somministrazione di verapamil e di dantrolene per via endovenosa. L’associazione di verapamil e dantrolene è quindi potenzialmente pericolosa.

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

A causa dell’effetto antipertensivo, dipendente dalla risposta individuale, verapamil può influenzare la capacità di reagire fino al punto di compromettere la capacità di guidare veicoli, di usare macchinari o di lavorare in condizioni pericolose. Ciò si verifica per lo più all’inizio della terapia, quando la dose viene incrementata, quando si cambia trattamento passando da un farmaco diverso a verapamil ed assumendo alcool in concomitanza. Verapamil può aumentare i livelli ematici di alcool e rallentare la sua eliminazione. Pertanto, gli effetti dell’alcool possono essere potenziati.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Le reazioni avverse riportate di seguito si riferiscono a somministrazioni di verapamil in studi clinici, di sorveglianza post-marketing o in sperimentazioni cliniche di fase IV e sono di seguito elencate per classificazione sistemica organica. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1.000 a <1/100); rara (≥1/10.000 a <1/1.000); molto rara (<1/10.000) e non nota (che non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Le reazioni avverse più comunemente riportate sono state cefalea, vertigini, disturbi

Classificazione
sistemica organica
Comune Non comune Rara Non nota
Disturbi del
sistema immunitario
Ipersensibilità
Patologie del Capogiro, mal Parestesia, Disturbi
sistema nervoso di testa tremore extrapiramidali,
paralisi
(tetraparesi)1,
convulsioni
Disturbi del
metabolismo e della nutrizione
Iperkaliemia
Patologie
psichiatriche
Sonnolenza
Patologie dell’orecchio e
del labirinto
Tinnito Vertigine
Patologie Bradicardia Palpitazioni, Blocco
cardiache tachicardia atrioventricolare
(1°, 2°, 3°),
insufficienza
cardiaca, arresto
sinusale,
bradicardia
sinusale; asistolia
Patologie
vascolari
Vampate,
ipotensione
Patologie Broncospasmo,
respiratorie, toraciche e
mediastiniche
dispnea
Patologie gastrointestinali Costipazione, nausea Dolore addominale Vomito Disagio addominale, iperplasia gengivale, ileo
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Iperidrosi Angioedema, Sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, alopecia, rash cutaneo, prurito, porpora, rash maculopapulare, orticaria
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto
connettivo
Artralgia, debolezza muscolare, mialgia
Patologie renali ed urinarie Insufficienza renale
Patologie del sistema riproduttivo e della mammella Disfunzione erettile, galattorrea, ginecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazion
e
Edema periferico Affaticamento
Esami diagnostici Innalzamento dei
livelli di prolatti na, innalz
ament o degli enzimi epatici
Patologie endocrine Tolleranza al glucosi o alterat a

1

Nell’esperienza post-marketing è stato riportato un caso di paralisi (tetraparesi) associato alla co- somministrazione di verapamil e colchicina. Ciò può essere stato causato dal fatto che la colchicina attraversa la barriera emato-encefalica a causa dell’inibizione del CYP3A4 e della P-gp da parte del verapamil. L’uso combinato di verapamil e colchicina non è raccomandato. Vedere il paragrafo 4.5 “Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione”.

Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso iniettato per via endovenosa può, in rari casi, indurre un marcato ritardo della conduzione atrio-ventricolare che può giungere, in rarissimi casi, fino al blocco totale con asistolia ventricolare.

Qualora il ritmo non torni spontaneamente alla norma entro pochi secondi, si devono impiegare le contromisure indicate nell’apposito paragrafo.

Con la terapia antiaritmica per via endovenosa non si può escludere il pericolo di una fibrillazione ventricolare. Qualora si presentasse questa complicazione dopo somministrazione di Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso si dovrà ricorrere a quanto previsto nell’apposito paragrafo.

Nei casi di marcata bradicardia, Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso dovrebbe essere somministrato per via endovenosa nei casi di effettiva necessità e sotto controllo elettrocardiografico.

Si è osservato che in pazienti con valori pressori arteriosi elevati la somministrazione endovenosa di Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso induceva una significativa caduta pressoria, per altro di breve durata. Per tale motivo in pazienti con ipotensione arteriosa si consiglia di usare Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso solo in casi di effettiva necessità. In presenza di insufficienza cardiaca, è necessario ottenere un compenso con glucosidi cardioattivi, prima del trattamento con Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

04.8 Effetti indesiderati

Indice

Le reazioni avverse riportate di seguito si riferiscono a somministrazioni di verapamil in studi clinici, di sorveglianza post-marketing o in sperimentazioni cliniche di fase IV e sono di seguito elencate per classificazione sistemica organica. Le frequenze sono definite come: molto comune (≥1/10); comune (da ≥1/100 a <1/10); non comune (da ≥1/1.000 a <1/100); rara (≥1/10.000 a <1/1.000); molto rara (<1/10.000) e non nota (che non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Le reazioni avverse più comunemente riportate sono state cefalea, vertigini, disturbi gastrointestinali: nausea, costipazione e dolore addominale così come bradicardia, tachicardia, palpitazioni, ipotensione, vampate, edema periferico e fatica.

Tabella: Reazioni avverse riportate con somministrazione di verapamil in studi clinici e in attività di sorveglianza post-marketing

Classificazione sistemica organica Comune Non comune Rara Non nota
Disturbi del sistema immunitarioIpersensibilità
Patologie del sistema nervosoCapogiro, mal di testaParestesia, tremoreDisturbi extrapiramidali, paralisi (tetraparesi)¹, convulsioni
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneIperkaliemia
Patologie psichiatricheSonnolenza
Patologie dell’orecchio e del labirintoTinnitoVertigine
Patologie cardiacheBradicardiaPalpitazioni, tachicardiaBlocco atrioventricolare (1°, 2°, 3°), insufficienza cardiaca, arresto sinusale, bradicardia sinusale; asistolia
Patologie vascolariVampate, ipotensione
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheBroncospasmo, dispnea
Patologie gastrointestinaliCostipazione, nauseaDolore addominaleVomitoDisagio addominale, iperplasia gengivale, ileo
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoIperidrosiAngioedema, Sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, alopecia, rash cutaneo, prurito, porpora, rash maculopapulare, orticaria
Patologie del sistema muscolo scheletrico e del tessuto connettivoArtralgia, debolezza muscolare, mialgia
Patologie renali ed urinarieInsufficienza renale
Patologie del sistema riproduttivo e della mammellaDisfunzione erettile, galattorrea, ginecomastia
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneEdema perifericoAffaticamento
Esami diagnosticiInnalzamento dei livelli di prolattina, innalzamento degli enzimi epatici
Patologie endocrineTolleranza al glucosio alterata

¹ Nell’esperienza post-marketing è stato riportato un caso di paralisi (tetraparesi) associato alla co-somministrazione di verapamil e colchicina. Ciò può essere stato causato dal fatto che la colchicina attraversa la barriera emato-encefalica a causa dell’inibizione del CYP3A4 e della P-gp da parte del verapamil. L’uso combinato di verapamil e colchicina non è raccomandato. Vedere il paragrafo 4.5 âE.£Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazioneâE.�.

Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso iniettato per via endovenosa può, in rari casi, indurre un marcato ritardo della conduzione atrio-ventricolare che può giungere, in rarissimi casi, fino al blocco totale con asistolia ventricolare.

Qualora il ritmo non torni spontaneamente alla norma entro pochi secondi, si devono impiegare le contromisure indicate nell’apposito paragrafo.

Con la terapia antiaritmica per via endovenosa non si può escludere il pericolo di una fibrillazione ventricolare. Qualora si presentasse questa complicazione dopo somministrazione di Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso si dovrà ricorrere a quanto previsto nell’apposito paragrafo.

Nei casi di marcata bradicardia, Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso dovrebbe essere somministrato per via endovenosa nei casi di effettiva necessità e sotto controllo elettrocardiografico.

Si è osservato che in pazienti con valori pressori arteriosi elevati la somministrazione endovenosa di Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso induceva una significativa caduta pressoria, per altro di breve durata. Per tale motivo in pazienti con ipotensione arteriosa si consiglia di usare Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso solo in casi di effettiva necessità.

In presenza di insufficienza cardiaca, è necessario ottenere un compenso con glucosidi cardioattivi, prima del trattamento con Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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Categoria farmacoterapeutica: calcioantagonisti selettivi con effetto cardiaco diretto-Derivati fenilalchilaminici.

Codice ATC: C08DA01

Meccanismo di azione ed effetti farmacodinamici

Il verapamil inibisce l’influsso degli ioni calcio (e possibilmente degli ioni sodio) attraverso i suoi canali lenti sia nelle cellule di conduzione che contrattili del miocardio che delle cellule muscolari lisce dei vasi. L’effetto antiaritmico del verapamil sembra essere dovuto al suo effetto sui canali lenti delle cellule del sistema di conduzione cardiaco.

L’attività elettrica attraverso i nodi senoatriali (SA) e atrioventricolari (AV) dipende, in misura significativa, dal flusso di ioni calcio attraverso i canali lenti. Inibendo questo flusso, il verapamil rallenta la conduzione AV e prolunga il periodo refrattario effettivo all’interno del nodo AV in maniera frequenza-correlata. Questo effetto risulta in una riduzione della velocità ventricolare in pazienti con flutter atriale e/o fibrillazione atriale e una risposta ventricolare rapida. Interrompendo il rientro del nodo AV, verapamil può ripristinare il normale ritmo sinusale nei pazienti con tachicardie parossistiche sopraventricolari (PSVT) tra cui la sindrome di Wolff-Parkinson-White (W-P-W).

Verapamil non ha effetto sulla conduzione sulle fibre dei tratti accessori. Efficacia e sicurezza clinica

Verapamil non altera il normale potenziale d’azione atriale o il tempo di conduzione intraventricolare, ma diminuisce l’ampiezza e la velocità di depolarizzazione e di conduzione nelle fibre atriali depresse.

Il verapamil non induce spasmo arteriolare periferico e non altera i livelli sierici totali del calcio.

Il verapamil riduce il post carico e la contrattilità del miocardio. Nella maggior parte dei pazienti, inclusi quelli affetti da patologie cardiache organiche, l’azione inotropa negativa del verapamil è

contrastata dalla riduzione del post carico e l’indice cardiaco di solito non è ridotto, ma in pazienti affetti da disfunzione cardiaca da mediamente grave a grave (pressione polmonare superiore a 20 mmHg, frazione di eiezione inferiore al 30%) può verificarsi un peggioramento acuto dell’insufficienza cardiaca. Il picco dell’effetto terapeutico si verifica da tre a cinque minuti dopo l’immissione in bolo di verapamil.

L’uso comune di una dose endovenosa da 5 a 10 mg di verapamil produce una breve e di solito asintomatica riduzione della contrattilità, delle resistenze vascolari e della pressione arteriosa sistemica; la pressione di riempimento del ventricolo sinistro aumenta lievemente.

Verapamil esercita la sua azione antianginosa:

Attraverso la diminuzione del fabbisogno miocardico di ossigeno, secondario all’inibizione del flusso di calcio attraverso la membrana con conseguente riduzione del metabolismo energetico cardiaco ed alla riduzione delle resistenze periferiche con conseguente riduzione del lavoro pressorio cardiaco.

Mediante l’incremento del flusso coronarico conseguente alla dilatazione dei vasi coronarici ed alla potente azione preventiva nei confronti del coronarospasmo.

L’azione anti-ipertensiva di verapamil è dovuta alla diminuzione delle resistenze periferiche non accompagnata da un aumento riflesso della frequenza cardiaca, del volume/minuto del cuore e da ritenzione idrosalina.

Verapamil esercita la sua azione antiaritmica sulle fibre lente "fisiologiche" quali quelle del nodo atrioventricolare delle quali riduce la velocità di conduzione ed aumenta i periodi refrattari, e sulle fibre lente "patologiche", vale a dire su quelle normalmente rapide, sodiodipendenti (miocardio di lavoro, sistema di His-Purkinje) che, in situazioni particolari (come l’ischemia), divengono appunto lente, calciodipendenti e possono dare origine ad aritmie ipercinetiche focali e da rientro. Durante la terapia con Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso, la capacità di regolazione simpatica del cuore rimane inalterata e non si osservano pertanto diminuzioni della gittata sistolica oppure del volume/minuto del cuore in pazienti in compenso cardiocircolatorio.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Verapamil cloridrato è una miscela racemica costituita da porzioni uguali di enantiomero R ed enantiomero S. Verapamil è ampiamente metabolizzato. Norverapamil è uno dei 12 metaboliti identificati nelle urine, ha un’attività farmacologica cha va dal 10% al 20% di quella di verapamil, e rappresenta il 6% del farmaco escreto. Le concentrazioni plasmatiche allo steady- state di norverapamil e verapamil sono simili. Lo steady-state dopo somministrazione multipla, una volta al giorno, viene raggiunto dopo 3-4 giorni.

Distribuzione

Verapamil è ampiamente distribuito in tutti i tessuti del corpo, il volume di distribuzione varia da 1,8 a 6,8 L/ kg in soggetti sani.

Il legame alle proteine plasmatiche è approssimativamente del 90%.

Biotrasformazione

Verapamil è ampiamente metabolizzato. Studi metabolici in vitro indicano che verapamil viene metabolizzato dal citocromo P450 CYP3A4, CYP1A2, CYP2C8, CYP2C9 e CYP2C18. In uomini sani, verapamil cloridrato somministrato per via orale viene

ampiamente metabolizzato nel fegato, con la formazione di 12 metaboliti identificati, molti dei quali presenti solo in tracce. I principali metaboliti sono stati identificati come vari prodotti del verapamil N- e O-dealchilati. Di questi metaboliti, solo norverapamil ha un effetto farmacologico apprezzabile (circa il 20% di quella del composto originario), che è stato osservato in uno studio con cani.

Eliminazione

In seguito all’infusione endovenosa, verapamil viene eliminato in modo bi-esponenziale, con una prima fase di distribuzione rapida (emivita di circa 4 minuti) ed una finale e più lenta fase di eliminazione (emivita da 2 a 5 ore).

Circa il 50% della dose somministrata viene eliminata per via renale entro 24 ore, mentre il 70% entro 5 giorni. Fino al 16% della dose viene escreta nelle feci.

Circa il 3-4% del farmaco escreto per via renale è escreto immodificato.

La clearance totale di verapamil è quasi pari al flusso sanguigno epatico, circa 1 L / h / kg (range: 0,7-1,3 L / h / kg).

Popolazione pediatrica

Sono disponibili informazioni limitate sulla farmacocinetica nella popolazione pediatrica.

Dopo somministrazione per via endovenosa, l’emivita media di verapamil è stata di 9,17 ore e la clearance media è stata di 30 L / h, mentre per un adulto di 70 kg è di circa 70 L / h.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

che allo steady-state sembrano essere un po’ più basse nella popolazione pediatrica dopo somministrazione orale rispetto a quelle osservate negli adulti.

Anziani

L’età può influenzare la farmacocinetica di verapamil dato a pazienti ipertesi. L’emivita di eliminazione può essere prolungata negli anziani. L’effetto anti-ipertensivo di verapamil è stato riscontrato non essere correlato all’età.

Insufficienza renale

La compromissione della funzionalità renale non ha effetto sulla farmacocinetica di verapamil, come dimostrato in studi comparativi condotti su pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale e su soggetti sani (vedere paragrafo 4.4).

Verapamil e norverapamil non sono significativamente eliminati tramite l’emodialisi.

Insufficienza epatica

L’emivita di verapamil è prolungata in pazienti con compromissione della funzionalità epatica a causa della bassa clearance orale e del maggior volume di distribuzione.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Tossicità acuta: le prove tossicologiche hanno evidenziato che nei più comuni animali di laboratorio (ratto, Mus musculus) il verapamil è ben tollerato (DL50 ratto i.p. 52,47 mg/kg; Mus musculus p.o. 229,60 mg/kg, senza sostanziali differenze tra i due sessi).

Tossicità per somministrazione ripetuta: il verapamil somministrato quotidianamente per via orale, nel ratto e nel cane, per 180 giorni consecutivi, non ha determinato alcun caso di morte, nè segni di tossicità locale o sistemica. Il verapamil non determina effetti nocivi sugli animali gravidi, nè influenza negativamente la gestazione, lo sviluppo embrio-fetale e il ciclo riproduttivo.

Gli studi sulla riproduzione sono stati eseguiti su conigli e ratti ad una dose orale di verapamil superiore a 1,5 volte (15 mg/kg/al giorno) e 6 volte (60 mg/kg/al giorno) superiore alla dose orale

giornaliera assunta dall’uomo, e non hanno dimostrato evidenze di teratogenicità. Nei ratti, però, la dose multipla somministrata si è rivelata embriocida e ritardante la crescita e lo sviluppo del feto, probabilmente a causa degli effetti avversi a carico delle madri che si riflettono in una ridotta capacità di mettere su peso. È stato dimostrato inoltre come questa dose assunta per via orale causi ipotensione nei ratti. Non sono disponibili dati adeguati e ben controllati in donne gravide.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Acqua per preparazioni iniettabili, sodio cloruro, acido cloridrico.

06.2 Incompatibilità

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Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso non deve essere impiegato in soluzioni alcaline (per esempio bicarbonato) in quanto il principio attivo potrebbe precipitare.

06.3 Periodo di validità

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Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso: 3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Proteggere il medicinale dalla luce.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso: Astuccio contenente 5 fiale da 5 mg/2 ml

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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BGP Products S.r.l. – Viale Giorgio Ribotta 11, 00144 Roma (RM)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso: A.I.C.: n. 020609071

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Isoptin 5 mg/2 ml soluzione iniettabile per uso endovenoso: 11.12.1973 Rinnovo autorizzazione: 01.06.2010

10.0 Data di revisione del testo

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17/05/2016

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Isoptin – Ev 5 F 5 mg 2 ml (Verapamil Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: C08DA01 AIC: 020609071 Prezzo: 3,2 Ditta: Bgp Products Srl(gruppo Mylan)


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983