Bupropione Sun
Bupropione Sun (Bupropione)
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Bupropione Sun: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))
Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Bupropione Sun
01.0 Denominazione del medicinale
Bupropione SUN 150 mg compresse a rilascio modificato Bupropione SUN 300 mg compresse a rilascio modificato
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Ogni compressa contiene bupropione cloridrato 150 mg o 300 mg.
Eccipiente con effetto noto Bupropione SUN 150 mg compresse a rilascio modificato Ogni compressa a rilascio modificato contiene 5 mg di lattosio (come monoidrato).
Bupropione SUN 300 mg compresse a rilascio modificato Ogni compressa a rilascio modificato contiene 9 mg di lattosio (come monoidrato).
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Compresse a rilascio modificato.
Compressa da 150 mg: da bianca a giallo pallido, rotonda, di circa 7,7 mm di diametro, compresse rivestite con impressa la “T” in inchiostro nero su un lato e liscia sull’altro lato
Compressa da 300 mg: da bianca a giallo pallido, rotonda, diametro di circa 9,6 mm, compresse rivestite con impresso ‘T1’ in inchiostro nero su un lato e liscia sull’altro lato
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Bupropione SUN è indicato per il trattamento degli episodi di depressione maggiore.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia
Adulti
La dose iniziale raccomandata è di 150 mg, assunti una volta al giorno. Negli studi clinici non è stata stabilita la dose ottimale. Se non si osserva un miglioramento dopo 4 settimane di trattamento con 150 mg, la dose può essere aumentata a 300 mg, assunti una volta al giorno. È necessario un intervallo di almeno 24 ore tra le dosi successive.
Per il bupropione, l’insorgenza dell’azione terapeutica è stata osservata 14 giorni dopo l’inizio del trattamento. Come per tutti gli altri antidepressivi, il pieno effetto antidepressivo di Bupropione SUN può non essere evidente fino a dopo diverse settimane di trattamento. I pazienti affetti da depressione devono essere trattati per un periodo sufficiente di almeno 6 mesi per assicurare che siano liberi dai sintomi.
L’insonnia è un evento avverso molto comune ed è spesso transitoria. L’insonnia può essere ridotta evitando di assumere la dose al momento di andare a dormire (a condizione che ci siano almeno 24 ore tra le dosi).
Passaggio dei pazienti da compresse di bupropione a rilascio prolungato:
Quando i pazienti passano dal trattamento con le compresse di bupropione a rilascio prolungato, due volte al giorno, al trattamento con le compresse di Bupropione SUN, somministrare, quando possibile, la stessa dose giornaliera totale.
Popolazione pediatrica Bupropione SUN non è indicato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 18 anni (vedere paragrafo 4.4). La sicurezza e l’efficacia di Bupropione SUN in pazienti di età inferiore ai 18 anni non sono state determinate.
Anziani L’efficacia negli anziani non è stata dimostrata in modo certo. In uno studio clinico i pazienti anziani hanno seguito lo stesso regime posologico utilizzato negli adulti (vedere uso negli adulti). Non si può escludere una maggiore sensibilità in alcuni soggetti anziani.
Compromissione epatica Bupropione SUN deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con insufficienza epatica (vedere paragrafo 4.4). A causa di un aumento della variabilità della farmacocinetica nei pazienti con compromissione da lieve a moderata, la dose raccomandata in tali pazienti è di 150 mg una volta al giorno.
Compromissione renale La dose raccomandata in questi pazienti è di 150 mg una volta al giorno, in quanto in tali pazienti il bupropione ed i suoi metaboliti attivi possono accumularsi in modo più elevato del solito (vedere paragrafo 4.4).
Modo di somministrazione
Le compresse di Bupropione SUN devono essere deglutite intere. Le compresse non devono essere tagliate, frantumate o masticate, in quanto ciò può portare ad un aumento del rischio di effetti avversi incluse le convulsioni. Le compresse di Bupropione SUN possono essere assunte con o senza cibo.
Sospensione della terapia Sebbene non siano state osservate reazioni da sospensione (misurate come segnalazioni spontanee piuttosto che con scale di valutazione) negli studi clinici con Bupropione SUN, dovrebbe essere preso in considerazione un periodo di riduzione graduale della dose. Il bupropione è un inibitore selettivo della ricaptazione neuronale delle catecolamine e non può essere escluso un effetto rebound o reazioni da sospensione.
04.3 Controindicazioni
Bupropione SUN è controindicato nei pazienti
- con ipersensibilità al bupropione o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al
paragrafo 6.1.
- che assumono qualsiasi altro medicinale contenente bupropione, in quanto l’incidenza
delle crisi epilettiche è dose dipendente e per evitare il sovradosaggio.
- affetti da disturbo convulsivo o con anamnesi positiva per le crisi epilettiche.
- con un tumore noto del sistema nervoso centrale.
- che, in qualsiasi momento del trattamento, interrompano bruscamente l’assunzione
dell’alcol o di qualsiasi medicinale noto per essere associato al rischio di crisi epilettiche in caso di sospensione (in particolare benzodiazepine e agenti benzodiazepino-simili).
- con cirrosi epatica severa .
- con diagnosiattuale o precedentedi bulimia o anoressia nervosa.
L’uso concomitante di Bupropione SUN e inibitori della monoaminoossidasi (MAO-inibitori) è controindicato. Devono trascorrere almeno 14 giorni tra l’interruzione dei MAO-inibitori irreversibili e l’inizio del trattamento con Bupropione SUN. Per quanto riguarda i MAOinibitori reversibili è sufficiente un periodo di 24 ore.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Crisi epilettiche
La dose raccomandata di compresse a rilascio modificato di bupropione non deve essere superata, in quanto il bupropione è associato ad un rischio di crisi epilettiche dose-correlato. L’incidenza complessiva delle crisi epilettiche con le compresse a rilascio modificato di bupropione negli studi clinici con dosi fino a 450 mg al giorno è stata pari a circa 0,1%.
Esiste un aumento del rischio di crisi epilettiche che si presentano con l’uso di Bupropione SUN in presenza di fattori di rischio predisponenti che abbassano la soglia delle crisi epilettiche . Pertanto, Bupropione SUN deve essere somministrato con cautela in pazienti con una o più condizioni che predispongono ad un abbassamento della soglia delle crisi epilettiche.
Tutti i pazienti devono essere valutati per i fattori di rischio predisponenti, che includono:
- Somministrazione concomitante di altri medicinali noti per abbassare la soglia delle crisi
epilettiche (per esempio antipsicotici, antidepressivi, antimalarici, tramadolo, teofillina, steroidi sistemici, chinoloni e antistaminici sedativi)
- Abuso di alcol (vedere anche paragrafo 4.3)
- Anamnesi di trauma cranico
- Diabete trattato con ipoglicemizzanti o insulina
- Uso di prodotti stimolanti o anoressizzanti
Bupropione SUN deve essere sospeso, e non è raccomandato, nei pazienti che presentano crisi epilettiche durante il trattamento.
Interazioni (vedere paragrafo 4.5)
A causa delle interazioni farmacocinetiche, i livelli plasmatici di bupropione o dei suoi metaboliti possono essere alterati, aumentando così il rischio di comparsa di effetti indesiderati (per esempio bocca secca , insonnia, crisi epilettiche). Pertanto si deve prestare attenzione quando il bupropione è somministrato in concomitanza a medicinali che ne possano indurre o inibire il metabolismo.
Il bupropione inibisce il metabolismo operato dal citocromo P450 2D6. Si consiglia cautela nel caso siano somministrati contemporaneamente medicinali metabolizzati da tale enzima.
In letteratura è stato dimostrato che farmaci che inibiscono il CYP2D6 possono portare ad una riduzione delle concentrazioni di endoxifene, che è il metabolita attivo di tamoxifene. Pertanto l’uso di bupropione, che è un inibitore del CYP2D6, deve essere evitato quando possibile durante il trattamento con tamoxifene (vedere paragrafo 4.5).
Neuropsichiatria
Suicidio/pensieri suicidi o peggioramento clinico
La depressione è associata ad un aumento del rischio di pensieri suicidi, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Tale rischio persiste fino a che si verifica una remissione significativa. Poiché un miglioramento può non manifestarsi durante le prime settimane di trattamento, o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente monitorati fino a quando non compaia tale miglioramento. È comune esperienza clinica che il rischio di suicidio può aumentare nelle prime fasi del miglioramento. Pazienti con anamnesi positiva per eventi correlati al suicidio o che manifestano un grado significativo di idea suicida prima dell’inizio del trattamento, è noto che siano a rischio maggiore di pensieri suicidi o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente controllati durante il trattamento. Una meta-analisi degli studi clinici condotti con placebo su farmaci antidepressivi, in pazienti adulti con disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicida nella fascia di età inferiore ai 25 anni dei pazienti trattati con gli antidepressivi rispetto a placebo.
La terapia farmacologica deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (e chi si prende cura di loro) devono essere avvertiti in merito alla necessità di monitorare la comparsa di qualsiasi peggioramento del quadro clinico, comportamenti o pensieri suicidi e cambiamenti del comportamento non usuali e, se tali sintomi si presentano, devono immediatamente consultare un medico.
Si deve riconoscere che la comparsa di alcuni sintomi neuropsichiatrici può essere correlata o allo stato patologico di base o alla terapia farmacologica (vedere di seguito Sintomi neuropsichiatrici compresi mania e disturbo bipolare; vedere paragrafo 4.8).
Si deve prendere in considerazione la modifica del regime terapeutico, compresa l’eventuale sospensione del trattamento, nei pazienti che presentino la comparsa di idee/comportamenti suicidi, specialmente se tali sintomi sono severi , con inizio improvviso, o non inclusi nella sintomatologia del paziente.
Sintomi neuropsichiatrici compresi mania e disturbo bipolare Sono stati riportati sintomi neuropsichiatrici (vedere paragrafo 4.8). In particolare, è stata osservata sintomatologia psicotica e maniacale, principalmente in pazienti con anamnesi positiva nota di malattie psichiatriche. Inoltre episodi di depressione maggiore possono costituire la premessa di un disturbo bipolare. In generale si ritiene (sebbene non sia stabilito da studi clinici controllati) che trattare tale episodio con un antidepressivo da solo possa aumentare la probabilità di precipitare in un episodio misto/maniacale nei pazienti a rischio per disturbo bipolare. Dati clinici limitati sull’uso di bupropione in associazione con stabilizzanti dell’umore in pazienti con anamnesi di disturbi bipolari, indicano una bassa percentuale di passaggio alla mania. Prima di iniziare un trattamento con un antidepressivo, i pazienti devono essere adeguatamente selezionati per determinare se siano a rischio di disturbo bipolare; tale selezione deve includere una dettagliata anamnesi psichiatrica, compresa una storia familiare di suicidio, disturbo bipolare e depressione.
Dati nell’animale indicano un potenziale di abuso. Tuttavia, studi sulla responsabilità di abuso nell’uomo e l’ampia esperienza clinica mostrano che il bupropione ha un basso potenziale di abuso.L’esperienza clinica con il bupropione nei pazienti che ricevono terapia elettroconvulsivante (ECT) è limitata. Si deve esercitare cautela nei pazienti che ricevono terapia elettroconvulsivante (ECT) in concomitanza con il trattamento con bupropione.
Ipersensibilità
Bupropione SUN deve essere immediatamente sospeso se i pazienti presentano reazioni di ipersensibilità durante il trattamento. I medici devono essere informati che i sintomi possono progredire o ripresentarsi a seguito della sospensione di Bupropione SUN e si devono assicurare che il trattamento sintomatico sia somministrato per un periodo di tempo adeguato (almeno una settimana). I sintomi tipicamente includono eruzione cutanea, prurito, orticaria o dolore toracico, ma reazioni più severe possono includere angioedema, dispnea/broncospasmo, shock anafilattico ed eritema multiforme. Sono stati anche riportati artralgia, mialgia e febbre in associazione con eruzione cutanea o altri sintomi indicativi di ipersensibilità ritardata (vedere paragrafo 4.8). Nella maggior parte dei pazienti i sintomi sono migliorati dopo la sospensione di bupropione e l’inizio del trattamento con antistaminici o corticosteroidi, e si sono risolti nel corso del tempo.
Reazioni avverse cutanee severe (SCAR)
Reazioni avverse cutanee severe (SCAR) come la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), la necrolisi epidermica tossica (NET), la pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP) e la reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), che possono essere pericolose per la vita o fatali, sono state segnalate in associazione con il trattamento con bupropione.
I pazienti devono essere informati sui segni e sintomi e monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Se compaiono segni e sintomi indicativi di queste reazioni, bupropione deve essere interrotto immediatamente e deve essere valutato un trattamento alternativo appropriato. Se il paziente ha sviluppato una reazione grave come SJS, NET, AGEP o DRESS in seguito all’assunzione di bupropione, il trattamento non deve essere ripreso in questo paziente in nessun momento.
Malattie cardiovascolari L’esperienza clinica nell’uso di bupropione per trattare la depressione in pazienti con malattie cardiovascolari è limitata. Si deve prestare attenzione se il bupropione viene impiegato in tali pazienti. Tuttavia, il bupropione è stato generalmente ben tollerato negli studi sulla cessazione dell’abitudine al fumo nei pazienti con malattia cardiovascolare ischemica (vedere paragrafo 5.1).
Pressione arteriosa Il bupropione ha mostrato di non indurre aumenti significativi della pressione arteriosa nei pazienti non depressi con ipertensione allo Stadio I. Tuttavia, nella pratica clinica, nei pazienti che assumevano bupropione è stata riportata ipertensione, che in alcuni casi è stata grave (vedere paragrafo 4.8) ed ha richiesto un trattamento in acuto. Ciò è stato osservato in pazienti con e senza ipertensione pre-esistente.
La pressione arteriosa basale deve essere misurata all’inizio del trattamento, con controlli successivi in particolare nei pazienti con ipertensione pre-esistente. Si deve fare attenzione quando si sospende il trattamento con Bupropione SUN se si osserva un aumento della pressione arteriosa clinicamente significativo.
L’uso concomitante di bupropione e di un sistema transdermico per il rilascio di nicotina può provocare aumenti della pressione arteriosa.
Sindrome di Brugada
Bupropione può smascherare la sindrome di Brugada, una patologia ereditaria rara del canale cardiaco del sodio che presenta modificazioni caratteristiche dell’ECG (l’innalzamento del tratto ST e anomalie dell’onda T nelle derivazioni precordiali destre), che può portare ad arresto cardiaco e/o morte improvvisa. È consigliata cautela nei pazienti con sindrome di Brugada o fattori di rischio quali una storia familiare di arresto cardiaco o morte improvvisa.
Gruppi specifici di pazienti Popolazione pediatrica – Il trattamento con antidepressivi è associato con un aumento del rischio di pensieri e comportamenti suicidi in bambini ed adolescenti con disturbo depressivo maggiore ed altri disturbi psichiatrici.
Compromissione epatica – Il bupropione è ampiamente metabolizzato a livello del fegato nei suoi metaboliti attivi; tali metaboliti vengono ulteriormente metabolizzati. Non sono state osservate differenze statisticamente significative nella farmacocinetica di bupropione nei pazienti con cirrosi epatica da lieve a moderata in confronto a volontari sani, ma i livelli plasmatici di bupropione hanno mostrato una variabilità più ampia tra i singoli pazienti. Pertanto Bupropione SUN deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione epatica da lieve a moderata (vedere paragrafo 4.2).
Tutti i pazienti con compromissione epatica devono essere monitorati attentamente per possibili effetti indesiderati (per esempio insonnia, bocca secca , crisi epilettiche ) che potrebbero indicare livelli elevati del farmaco o dei metaboliti.
Compromissione renale – Il bupropione è escreto principalmente nelle urine, sotto forma dei suoi metaboliti. Pertanto, nei pazienti con alterata funzionalità renale, bupropione ed i suoi metaboliti attivi possono accumularsi in modo più esteso dell’usuale. I pazienti devono essere monitorati attentamente per la comparsa di possibili effetti indesiderati (per esempio insonnia, bocca secca, crisi epilettiche ) che potrebbero indicare livelli elevati del farmaco o dei metaboliti (vedere paragrafo 4.2).
Anziani – L’efficacia non è stata mostrata in modo inequivocabile negli anziani. In una sperimentazione clinica, gli anziani hanno seguito lo stesso regime di dosaggio degli adulti (vedere paragrafi 4.2 Adulti e 5.2). Una maggiore sensibilità in alcuni individui più anziani non può essere esclusa.
Interferenza con l’esame delle urine Il bupropione, poiché ha una struttura chimica anfetamino-simile, interferisce con i test utilizzati in alcuni test rapidi per la presenza di farmaci nelle urine, dando luogo a falsi positivi, in particolare per le anfetamine. Un risultato positivo deve essere generalmente confermato con un metodo più specifico.
Vie improprie di somministrazione Bupropione SUN è destinato esclusivamente all’ uso orale. L’inalazione di compresse frantumate o l’iniezione di bupropione disciolto sono state segnalate e possono portare ad un rapido rilascio, assorbimento più rapido e potenziale sovradosaggio. Crisi epilettiche e/o casi di morte quando il bupropione è stato somministrato per via intra-nasale o con iniezione parenterale.
Sindrome da serotonina Vi sono state segnalazioni post marketing di sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, quando Bupropione SUN è co-somministrato con un agente serotoninergico, quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o gli inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina (SNRI) (vedere paragrafo 4.5). Se il trattamento concomitante con altri agenti serotoninergici è clinicamente giustificato, si consiglia un’attenta osservazione del paziente, in particolare all’inizio del trattamento e agli aumenti di dose. La sindrome da serotonina può includere alterazioni dello stato mentale (es. agitazione, allucinazioni, coma), instabilità autonomica (es. tachicardia, pressione arteriosa labile, ipertermia), anomalie neuromuscolari (es. iperreflessia, incoordinazione , rigidità) e/o sintomi gastrointestinali (es. nausea, vomito, diarrea). Se si sospetta una sindrome da serotonina, si deve prendere in considerazione una riduzione della dose o la sospensione della terapia, a seconda della gravità dei sintomi.
Lattosio
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale
04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Poiché gli inibitori delle monoamino-ossidasi A e B aumentano anche la via catecolaminergica, con un meccanismo differente dal bupropione, l’uso concomitante di Bupropione SUN ed inibitori delle monoaminoossidasi (MAO-inibitori) è controindicato (vedere paragrafo 4.3) in quanto esiste un aumento della possibilità di reazioni avverse a seguito della loro co-somministrazione. Devono trascorrere almeno 14 giorni tra l’interruzione dei MAO-inibitori irreversibili e l’inizio del trattamento con Bupropione SUN. Per quanto riguarda i MAO-inibitori reversibili è sufficiente un periodo di 24 ore.
Effetti del bupropione su altri medicinali
Sebbene non sia metabolizzati dall’isoenzima CYP2D6, il bupropione ed il suo metabolita principale idrossibupropione, inibiscono la via del CYP2D6. La co-somministrazione di bupropione e desipramina a volontari sani noti per essere estesi metabolizzatori dell’isoenzima CYP2D6 ha comportato un grande aumento (2-5 volte) della Cmax e della AUC della desipramina. L’inibizione del CYP2D6 si è mantenuta per almeno 7 giorni dall’ultima dose di bupropione.
La terapia concomitante con medicinali con ridotto indice terapeutico, che sono metabolizzati in modo predominante dal CYP2D6, deve essere iniziata alle dosi più basse dell’intervallo posologico del medicinale concomitante. Tali medicinali includono alcuni antidepressivi (per esempio desipramina, imipramina), antipsicotici (per esempio risperidone, tioridazina), betabloccanti (per esempio metoprololo), inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) ed antiaritmici Tipo 1C (per esempio propafenone, flecainide). Se Bupropione SUN viene aggiunto al regime terapeutico di un paziente che assume già tale medicinale, deve essere presa in considerazione la necessità di diminuire la dose del medicinale originale. In tali casi l’atteso beneficio del trattamento con Bupropione SUN deve essere attentamente confrontato con i potenziali rischi.
Vi sono state segnalazioni post marketing di sindrome da serotonina, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, quando Bupropione SUN è co-somministrato con un agente serotoninergico, quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o gli inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina (SNRI) (vedere paragrafo 4.4).
I farmaci che richiedono l’attivazione metabolica da parte del CYP2D6 al fine di essere efficaci (es. tamoxifene), possono avere una ridotta efficacia quando somministrati in concomitanza con inibitori del CYP2D6, come il bupropione (vedere paragrafo 4.4). Sebbene citalopram (un SSRI) non sia primariamente metabolizzato dal CYP2D6, in uno studio, il bupropione ha aumentato la Cmax e l’AUC di citalopram del 30% e del 40%, rispettivamente. La somministrazione concomitante di digossina e bupropione può ridurre i livelli di digossina. Sulla base di un confronto tra studi clinici, nei volontari sani, l’AUC della digossina è 0-24h diminuita e la clearance renale è aumentata. I medici devono essere consapevoli del fatto che i livelli di digossina possono aumentare con la sospensione di buproprione e che il paziente deve essere monitorato a causa della possibile tossicità della digossina. Effetti di altri medicinali sul bupropione Il bupropione è metabolizzato primariamente nel suo principale metabolita attivo, idrossibupropione, soprattutto dal citocromo P450 CYP2B6 (vedere paragrafo 5.2). La somministrazione concomitante di medicinali che possono influenzare il metabolismo del bupropione indotto dall’isoenzima CYP2B6 (per esempio substrati del CYP2B6:
ciclofosfamide, ifosfamide e inibitori del CYP2B6: orfenadrina, ticlopidina, clopidogrel) può determinare un aumento dei livelli plasmatici di bupropione ed una riduzione dei livelli del metabolita attivo idrossibupropione. Le conseguenze cliniche dell’inibizione del metabolismo del bupropione indotto dall’enzima CYP2B6 e le conseguenti modifiche del rapporto bupropione-idrossibupropione non sono attualmente note.
Poiché il bupropioneè metabolizzato in maniera preponderante, si consiglia cautela quando il bupropione è co-somministrato con medicinali noti per indurre il metabolismo (per esempio carbamazepina, fenitoina, ritonavir, efavirenz) o inibire il metabolismo (per esempio valproato), in quanto questi possono influenzarne efficacia clinica e sicurezza . In una serie di studi in volontari sani, ritonavir (100 mg due volte al giorno o 600 mg due volte al giorno) o ritonavir 100 mg più lopinavir 400 mg due volte al giorno hanno ridotto l’esposizione di bupropione e dei suoi principali metaboliti in modo dose dipendente dal 20% all’80% circa (vedere paragrafo 5.2). In modo analogo, efavirenz 600 mg una volta al giorno per due settimane ha ridotto l’esposizione al bupropione di circa il 55% in volontari sani. Le conseguenze cliniche di una esposizione ridotta non sono chiare, ma possono includere una diminuita efficacia nel trattamento della depressione maggiore. I pazienti che ricevono uno di questi farmaci associato a bupropione possono necessitare di dosi incrementate di bupropione, ma la dose massima raccomandata di bupropione non deve essere superata.
Altre informazioni sulle interazioni La somministrazione di Bupropione SUN a pazienti che ricevono in concomitanza o levodopa o amantadina deve avvenire con cautela. Dati clinici limitati indicano una più elevata incidenza di effetti indesiderati (per esempio nausea, vomito ed eventi neuropsichiatrici – vedere paragrafo 4.8) nei pazienti trattati con bupropione in concomitanza con levodopa o amantadina.
Sebbene i dati clinici non evidenzino un’interazione farmacocinetica tra bupropione ed alcol, vi sono state rare segnalazioni di eventi avversi neuropsichiatrici o di ridotta tolleranza all’alcol in pazienti che hanno assunto alcol durante il trattamento con bupropione. Il consumo di alcol durante il trattamento con Bupropione SUN deve essere ridotto al minimo o evitato.
Non esistono studi di farmacocinetica con bupropione e benzodiazepine in co-somministrazione. Considerando le vie metaboliche in vitro, non vi sono basi per giustificare tale interazione. In seguito a co-somministrazione di bupropione con diazepam in volontari sani, vi è stata meno sedazione rispetto alla sola somministrazione di diazepam.
Non vi è stata una valutazione sistematica dell’associazione di bupropione con antidepressivi (a parte desipramina e citalopram), benzodiazepine (a parte diazepam), o neurolettici. Anche l’esperienza clinica con l’Erba di San Giovanni è limitata.
L’uso concomitante di Bupropione SUN e sistemi transdermici per il rilascio di nicotina (NTS) può dare come risultato aumenti della pressione arteriosa.
04.6 Gravidanza e allattamento
Gravidanza Alcuni studi epidemiologici sugli esiti della gravidanza a seguito di esposizione materna al bupropione nel primo trimestre hanno riportato un’associazione con aumento del rischio di alcune malformazioni cardiovascolari congenite in particolare difetti del setto ventricolare e difetti cardiaci relativi al tratto di efflusso ventricolare sinistro. Questi risultati non sono coerenti tra gli studi. Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti per quanto riguarda la tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3). Bupropione SUN non deve essere usato in gravidanza. a meno che le condizioni cliniche della donna non richiedano il trattamento con bupropione e non sia possibile ricorrere a trattamenti alternativi. Allattamento Bupropione ed i suoi metaboliti sono escreti nel latte materno umano. Una decisione se astenersi dall’allattamento al seno o astenersi dalla terapia con Bupropione SUN deve essere presa tenendo conto del beneficio dell’allattamento per il neonato/lattante e del beneficio della terapia con Bupropione SUN per la madre.
Fertilità Non vi sono dati sull’effetto di bupropione sulla fertilità umana. Uno studio di riproduzione nel ratto non ha mostrato segni di ridotta fertilità (vedere paragrafo 5.3).
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Come gli altri medicinali che agiscono sul sistema nervoso centrale, il bupropione può influenzare la capacità di eseguire compiti che richiedano attenzione o capacità motorie e cognitive. I pazienti devono pertanto esercitare cautela prima di guidare veicoli o di usare macchinari fino a che non siano ragionevolmente certi che Bupropione SUN non influisca negativamente sulla loro prestazione.
04.8 Effetti indesiderati
L’elenco di seguito riportato fornisce informazioni sugli effetti indesiderati identificati dall’esperienza clinica, suddivisi per incidenza e classificazione per sistemi e organi.Gli effetti indesiderati sono ordinati in base alla frequenza usando la seguente convenzione; molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1.000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1.000), molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Patologie del sistema emolinfopoietico | Non nota | Anemia, leucopenia e trombocitopenia |
| Disturbi del sistema immunitario* | Comune | Reazioni di ipersensibilità come orticaria |
| Molto raro | Reazioni di ipersensibilità più severe comprese angioedema, dispnea/broncospasmo e shock anafilattico. Sono state riportate anche artralgia, mialgia e febbre in associazione con eruzione cutanea ed altri sintomi indicativi di ipersensibilità ritardata. Tali sintomi possono assomigliare alla malattia da siero. | |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | Comune | Anoressia |
| Non comune | Calo ponderale | |
| Molto raro | Disturbi della glicemia | |
| Non nota | Iponatriemia | |
| Molto comune | Insonnia (vedere paragrafo 4.2) | |
| Comune | Agitazione, ansia | |
| Non comune | Depressione (vedere paragrafo 4.4), confusione |
| Molto raro | Aggressione, ostilità, irritabilità, irrequietezza, allucinazioni, sogni anormali compresi incubi, depersonalizzazione, idee deliranti , ideazione paranoica | |
| Non nota | Idea di suicidio e comportamento suicida***, psicosi, disfemia, attacco di panico | |
| Patologie del sistema nervoso | Molto comune | Cefalea |
| Comune | Tremori, capogiro , patologie del gusto | |
| Non comune | Disturbo della concentrazione | |
| Raro | Crisi epilettiche (vedere di seguito**) | |
| Molto raro | Distonia, atassia, Parkinsonismo,incoordinazione, compromissione della memoria, parestesie, sincope | |
| Non nota | Sindrome da serotonina**** | |
| Patologie dell’occhio | Comune | Disturbo visivi |
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | Comune | Tinnito |
| Patologie cardiache | Non comune | Tachicardia |
| Molto Raro | Palpitazioni | |
| Patologie vascolari | Comune | Pressione arteriosa aumentata (a volte severa) , rossore |
| Molto Raro | Vasodilatazione, ipotensione posturale | |
| Patologie gastrointestinali | Non comune | Bocca secca , alterazioni gastrointestinali compresi nausea e vomito |
| Comune | Dolore addominale, stipsi | |
| Patologie epatobiliari | Molto Raro | Enzimi epatici elevati , itterizia, epatite |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo* | Comune | Eruzione cutanea , prurito, sudorazione |
| Molto Raro | Eritema multiforme, sindrome di Stevens Johnson e esacerbazione di psoriasi | |
| Non nota | Sindrome da lupus eritematoso sistemico aggravata, lupus eritematoso cutaneo, pustolosi esantematica acuta generalizzata necrolisi epidermica tossica reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto | Molto Raro | Contrazione |
| cPoantonleotgtiive or enali e urinarie | Molto Raro | Frequenza urinaria e/o ritenzione di urina , incontinenza urinaria |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di | Comune | Febbre, dolore toracico, astenia |
somministrazione * L’ipersensibilità si può manifestare come reazioni cutanee. Vedere “Disturbi del sistema immunitario” e “Disturbi della pelle e del tessuto sottocutaneo”.
** L’incidenza delle crisi epilettiche è circa dello 0,1% (1/1.000). Il tipo più comune delle crisi epilettiche sono le crisi epilettiche tonico-cloniche generalizzate, un tipo di crisi epilettica che in alcuni casi può avere per risultato confusione post-ictale o compromissione della memoria (vedere paragrafo 4.4).
*** Casi di idea suicida e comportamento suicida sono stati segnalati durante la terapia con bupropione o subito dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4).
**** La sindrome da serotonina può verificarsi come conseguenza di un’interazione tra bupropione e un medicinale serotoninergico quali gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o gli inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina (SNRI) (vedere paragrafo 4.4).
Segnalazione di sospette reazioni avverse
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse .
04.9 Sovradosaggio
È stata segnalata l’ingestione in acuto di dosi superiori di 10 volte la dose terapeutica massima. Oltre agli eventi riportati negli Effetti indesiderati, il sovradosaggio ha avuto per risultato sintomi che comprendevano sonnolenza, perdita di coscienza e/o modifiche dell’ECG quali disturbi della conduzione (compresi prolungamento del QRS), aritmie e tachicardia. È stato inoltre segnalato prolungamento dell’intervallo QTc, ma questo è stato generalmente osservato in associazione ad un prolungamento del QRS e ad un aumento della frequenza cardiaca.
Sebbene la maggior parte dei pazienti si sia ristabilita senza conseguenze, raramente sono stati riportati casi di decesso associato a bupropione in pazienti che avevano ingerito grandi quantità di farmaco in sovradosaggio. È stata segnalata anche sindrome da serotonina.
Trattamento: in caso di sovradosaggio, si consiglia il ricovero in ospedale. Devono essere monitorati l’ECG e i segni vitali.
Deve essere assicurata un’adeguata pervietà delle vie aeree, ossigenazione e ventilazione. È raccomandato l’uso di carbone attivo. Non è noto alcun antidoto specifico per il bupropione. Ulteriori trattamenti andranno intrapresi sulla base del quadro clinico.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Altri antidepressivi – Codice ATC: N06AX12
Meccanismo d’azione Il bupropione è un inibitore selettivo della ricaptazione neuronale delle catecolamine (noradrenalina e dopamina), con un minimo effetto sulla ricaptazione delle indolamine (serotonina) e non inibisce le monoaminoossidasi. Non è noto il meccanismo d’azione del bupropione come antidepressivo. Tuttavia, si presume che la sua azione sia mediata da meccanismi noradrenergici e/o dopaminergici. Efficacia clinica
L’attività antidepressiva del bupropione è stata studiata in un programma clinico che ha coinvolto un totale di 1155 pazienti con compresse a rilascio modificato di bupropione e 1868 pazienti con compresse a rilascio modificato di bupropione con Disturbo Depressivo Maggiore (MDD). Sette degli studi hanno esaminato l’efficacia delle compresse a rilascio modificato di bupropione: 3 sono stati condotti nell’UE a dosi fino a 300 mg/die e 4 negli Stati Uniti su un intervallo di dosi flessibile fino a 450 mg/die. Inoltre, 9 studi sulla MDD con compresse a rilascio modificato di bupropione sono considerati di supporto sulla base della bioequivalenza tra bupropione a rilascio modificato (una volta al giorno) e la compressa a rilascio prolungato (due volte al giorno).
Le compresse a rilascio modificato di bupropione hanno dimostrato una superiorità statistica rispetto al placebo, misurata dal miglioramento del punteggio totale della MontgomeryAsberg Depression Rating Scale (MADRS) in 1 dei 2 studi identici che utilizzano dosi comprese tra 150 e 300 mg. Anche i tassi di risposta e remissione sono stati statisticamente significativamente più alti con le compresse a rilascio modificato di bupropione rispetto al placebo. In un terzo studio su pazienti anziani, la superiorità statistica rispetto al placebo non è stata raggiunta sul parametro primario, la variazione media rispetto al basale nel MADRS (Last Observation Carried Forward endpoint), sebbene siano stati osservati effetti statisticamente significativi su un’analisi secondaria (Caso Osservato).
Un beneficio significativo è stato dimostrato sull’endpoint primario in 2 dei 4 studi statunitensi con bupropione compresse a rilascio modificato (300-450 mg). Dei 2 studi positivi, uno era uno studio controllato con placebo in pazienti con MDD e uno era uno studio controllato attivo in pazienti con MDD.
In uno studio di prevenzione delle recidive, i pazienti che hanno risposto a 8 settimane di trattamento acuto con compresse a rilascio modificato di bupropione in aperto (300 mg/die) sono stati randomizzati a compresse a rilascio modificato di bupropione o placebo per ulteriori 44 settimane. Le compresse a rilascio modificato di bupropione hanno dimostrato una superiorità statisticamente significativa rispetto al placebo (P < 0,05) sulla misura dell’esito primario. L’incidenza del mantenimento dell’effetto durante il periodo di follow-up in doppio cieco di 44 settimane è stata del 64% e del 48% rispettivamente per il bupropione a rilascio modificato e il placebo.
Sicurezza clinica
La percentuale osservata prospetticamente di difetti cardiaci alla nascita nelle gravidanze con esposizione prenatale al bupropione nel primo trimestre nel Registro internazionale delle gravidanze è stata di 9/675 (1,3%). In uno studio retrospettivo, non c’è stata una percentuale maggiore di malformazioni congenite o cardiovascolari tra più di mille esposizioni al bupropione nel primo trimestre rispetto all’uso di altri antidepressivi.
In un’analisi retrospettiva utilizzando i dati del National Birth Defects Prevention Study, è stata osservata un’associazione statisticamente significativa tra l’insorgenza di un difetto cardiaco del tratto di efflusso sinistro nel neonato e l’uso materno auto-riferito di bupropione all’inizio della gravidanza. Non è stata osservata alcuna associazione tra l’uso materno di bupropione e qualsiasi altro tipo di difetto cardiaco o con tutte le categorie di difetti cardiaci combinate.
Un’ulteriore analisi dei dati dello Slone Epidemiology Center Birth Defects Study non ha rilevato alcun aumento statisticamente significativo dei difetti cardiaci del tratto di efflusso sinistro con l’uso materno di bupropione. Tuttavia, è stata osservata un’associazione statisticamente significativa per i difetti del setto ventricolare in seguito all’uso del solo bupropione durante il primo trimestre. In uno studio su volontari sani, non è stato osservato alcun effetto clinicamente significativo delle compresse di bupropione a rilascio modificato (450 mg/die) rispetto al placebo sull’intervallo QTcF dopo 14 giorni di somministrazione allo stato stazionario.
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Assorbimento
Dopo somministrazione orale di 300 mg di bupropione cloridrato una volta al giorno come compressa a rilascio modificato a volontari sani, si osservano concentrazioni plasmatiche massime (Cmax) di circa 160 ng/ml a circa 5 ore. Allo stato stazionario, i valori di Cmax e AUC dell’idrossibupropione sono rispettivamente circa 3 e 14 volte quelli del bupropione. Il C del treidrobupropione allo stato stazionario è simile a quello del bupropione e l’AUC è max circa 5 volte superiore mentre le concentrazioni plasmatiche di eritroidrobupropione sono paragonabili a quelle del bupropione. I livelli di picco plasmatico di idrossibupropione vengono raggiunti a 7 ore mentre quelli di treidrobupropione ed eritroidrobupropione vengono raggiunti a 8 ore. I valori AUC e C del bupropione e dei suoi metaboliti attivi max idrossibupropione e treoidrobupropione aumentano la dose proporzionalmente in un intervallo di dosaggio di 50-200 mg dopo dosi singole e in un intervallo di dose di 300-450 mg/die dopo somministrazione cronica.
La biodisponibilità assoluta del bupropione non è nota; I dati sull’escrezione urinaria, tuttavia, mostrano che almeno l’87% della dose di bupropione viene assorbito.
L’assorbimento delle compresse a rilascio modificato di bupropione non è influenzato in modo significativo se assunto in concomitanza con il cibo.
Distribuzione
Il bupropione è ampiamente distribuito con un volume apparente di distribuzione di circa 2000 L. Il bupropione, l’idrossibupropione e il treoidrobupropione si legano moderatamente alle proteine plasmatiche (84%, 77% e 42%, rispettivamente).
Il bupropione e i suoi metaboliti attivi sono escreti nel latte materno umano. Studi sugli animali dimostrano che il bupropione e i suoi metaboliti attivi passano la barriera ematoencefalica e la placenta. Gli studi di tomografia a emissione di positroni su volontari sani dimostrano che il bupropione penetra nel SNC e si lega al trasportatore striatale della ricaptazione della dopamina (circa il 25% a 150 mg due volte al giorno).
Biotrasformazione
Il bupropione è ampiamente metabolizzato nell’uomo. Nel plasma sono stati identificati tre metaboliti farmacologicamente attivi: l’idrossibupropione e gli isomeri dell’amminoalcolico, il treidrobupropione e l’eritroidrobupropione. Questi possono avere importanza clinica, poiché le loro concentrazioni plasmatiche sono pari o superiori a quelle del bupropione. I metaboliti attivi vengono ulteriormente metabolizzati in metaboliti inattivi (alcuni dei quali non sono stati completamente caratterizzati, ma possono includere coniugati) ed escreti nelle urine.
Studi in vitro indicano che il bupropione è metabolizzato nel suo principale metabolita attivo idrossibupropione principalmente dal CYP2B6, mentre i CYP1A2, 2A6, 2C9, 3A4 e 2E1 sono meno coinvolti. Al contrario, la formazione di treidrobupropione comporta la riduzione carbonilica ma non coinvolge gli isoenzimi del citocromo P450 (vedere paragrafo 4.5).
Il potenziale di inibizione del treoidrobupropione e dell’eritroidrobupropione nei confronti del citocromo P450 non è stato studiato.
Il bupropione e l’idrossibupropione sono entrambi inibitori dell’isoenzima CYP2D6 convalori di K irispettivamente di 21 e 13,3 μM (vedere paragrafo 4.5).
È stato dimostrato che il bupropione induce il proprio metabolismo negli animali in seguito a somministrazione subcronica. Nell’uomo, non vi c’è evidenza di induzione enzimatica di bupropione o idrossibupropione in volontari o pazienti che ricevono dosi raccomandate di bupropione cloridrato per 10-45 giorni.
Eliminazione
Dopo somministrazione orale di 200 mg di 14C-bupropione nell’uomo, l’87% e il 10% della dose radioattiva sono stati recuperate rispettivamente nelle urine e nelle feci. La frazione della dose di bupropione escreta immodificata era solo dello 0,5%, un valore compatibile con l’esteso metabolismo dibupropione. Meno del 10% di questa dose di 14C è stata misuratanelle urine come metaboliti attivi.
La clearance apparente media dopo somministrazione orale di bupropione cloridrato è di circa 200 L/ora e l’emivita media di eliminazione del bupropione è di circa 20 ore.L’emivita di eliminazione dell’idrossibupropione è di circa 20 ore. Le emivite di eliminazione per il treidrobupropione e l’eritroidrobupropione sono più lunghe (37 e 33 ore, rispettivamente) e i valori di AUC allo stato stazionario sono rispettivamente 8 e 1,6 volte superiori a quelli del bupropione. Lo stato stazionario del bupropione e dei suoi metaboliti viene raggiunto entro 8 giorni.
il rivestimento insolubile della compressa a rilascio modificato può rimanere intatto durante il transito gastrointestinale ed essere eliminato nelle feci.
Popolazione speciale di pazienti:
Compromissione renale L’eliminazione del bupropione e dei suoi principali metaboliti attivi può essere ridotta nei pazienti con funzionalità renale compromessa. Dati limitati in pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale o funzionalità renale da moderata a gravemente compromessa indicano che l’esposizione al bupropione e/o ai suoi metaboliti è stata aumentata (vedere paragrafo 4.4).
Compromissione epatica La farmacocinetica del bupropione e dei suoi metaboliti attivi non è risultata statisticamente significativa nei pazienti con cirrosi da lieve a moderata rispetto ai volontari sani, sebbene sia stata osservata una maggiore variabilità tra i singoli pazienti (vedere paragrafo 4.4). Per i pazienti con cirrosi epatica grave, la Cmax e l’AUC del bupropione erano sostanzialmente aumentate (differenza media di circa il 70% e 3 volte, rispettivamente) e più variabili rispetto ai valori nei volontari sani; anche l’emivita media era più lunga (di circa il 40%). Per l’idrossibupropione, il C medio era inferiore (di circa il 70%), l’AUC media tendeva ad max essere più alta (di circa il 30%), il Tmax mediano era più tardivo (di circa 20 ore) e le emivite medie erano più lunghe (di circa 4 volte) rispetto ai volontari sani. Per il treoidrobupropione e l’eritroidrobupropione, il C tendeva ad essere più basso (di circa il 30%), l’AUC media max medio tendeva ad essere più alta (di circa il 50%), il Tmax mediano era più tardivo (di circa 20 ore) e l’emivita media era più lunga (di circa 2 volte) rispetto ai volontari sani (vedere paragrafo 4.3).
Anziano Gli studi di farmacocinetica negli anziani hanno mostrato risultati variabili. Uno studio a dose singola ha dimostrato che la farmacocinetica del bupropione e dei suoi metaboliti negli anziani non differisce da quella degli adulti più giovani. Un altro studio di farmacocinetica, a dose singola e multipla, ha suggerito che l’accumulo di bupropione e dei suoi metaboliti può verificarsi in misura maggiore negli anziani. L’esperienza clinica non ha identificato differenze di tollerabilità tra pazienti anziani e giovani, ma non si può escludere una maggiore sensibilità nei pazienti più anziani (vedere paragrafo 4.4).
Rilascio in-vitro di bupropione con alcol
Test in-vitro mostrano che ad elevate concentrazioni di alcol (fino al 40%), bupropione è rilasciato più rapidamente dalla formulazione a rilascio modificato (fino al 20% si è dissolto a 2 ore) (vedere paragrafo 4.5).
05.3 Dati preclinici di sicurezza
Gli studi di tossicità riproduttiva condotti su ratti a esposizioni simili a quelle ottenute alla dose massima raccomandata nell’uomo (sulla base di dati sistemici sull’esposizione) non hanno evidenziato effetti avversi sulla fertilità, la gravidanza e lo sviluppo fetale. Gli studi di tossicità riproduttiva condotti in conigli trattati con dosi fino a 7 volte superiori alla dose massima raccomandata nell’uomo sulla base di mg/m2 (non sono disponibili dati sistemici sulle esposizioni) hanno rivelato solo un lieve aumento delle variazioni scheletriche (aumento dell’incidenza di variazione anatomica comune di una costola toracica accessoria e ritardoossificazione delle falangi). Inoltre, a dosi tossiche per la madre, è stata riportata una diminuzione del peso fetale dei conigli.
Negli esperimenti sugli animali, dosi di bupropione diverse volte superiori alle dosi terapeutiche nell’uomo hanno causato, tra l’altro, i seguenti sintomi dose-correlati: atassia e convulsioni nei ratti, debolezza generale, tremito ed emesi nei cani e aumento della letalità in entrambe le specie. A causa dell’induzione enzimatica negli animali ma non nell’uomo, le esposizioni sistemiche negli animali erano simili alle esposizioni sistemiche osservate nell’uomo alla dose massima raccomandata.
Negli studi sugli animali si osservano alterazioni del fegato, ma queste riflettono l’azione di un induttore di enzimi epatici. Alle dosi raccomandate nell’uomo, il bupropione non induce il proprio metabolismo. Ciò suggerisce che i risultati epatici negli animali da laboratorio hanno solo un’importanza limitata nella valutazione e nella valutazione del rischio del bupropione.
I dati sulla genotossicità indicano che il bupropione è un mutageno batterico debole, ma non un mutageno nei mammiferi, e quindi non è un agente genotossico per l’uomo. Studi su topi e ratti confermano l’assenza di cancerogenicità in queste specie.
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Nucleo della compressa:
Idrossipropilcellulosa Gliceril dibeenato Acido stearico
Rivestimento della compressa:
Primo rivestimento:
Ipromellosa Secondo rivestimentto:
Etilcellulosa Povidone K90 Lattosio monoidrato Trietil citrato
Terzo rivestimento:
Dispersione al 30% del copolimero di acido metacrilico-etil acrilato (1:1) Trietil citrato Macrogol 6000 Silice colloidale idrata
Inchistro da stampa:
Gomma lacca, ossido di ferro nero (E 172), glicole propilenico
06.2 Incompatibilità
Non pertinente.
06.3 Periodo di validità
2 anni.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.
Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità e dalla luce.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Flaconi in polietilene ad alta densità (HDPE) bianco opaco, contenitore essiccante inclusi 2 in 1 da 1 g (N° 2) contenente gel di silice attivo e carbone attivo (60:40) e dotati diuna chiusura a prova di bambino in polipropilene con membrana sigillata a caldo.
150 mg: 30, 60, 90 compresse.
300 mg: 30, 60, 90 compresse.
È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Nessuna istruzione particolare per lo smaltimento.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Sun Pharmaceutical Industries Europe B.V., Polarisavenue 87, 2132JH, Hoofddorp, Paesi Bassi
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
051573018 – “150 Mg Compresse A Rilascio Modificato” 30 Compresse In Flacone Hdpe Con Chiusura A Prova Di Bambino In Pp 051573020 – “150 Mg Compresse A Rilascio Modificato” 60 Compresse In Flacone Hdpe Con Chiusura A Prova Di Bambino In Pp 051573032 – “150 Mg Compresse A Rilascio Modificato” 90 Compresse In Flacone Hdpe Con Chiusura A Prova Di Bambino In Pp 051573044 – “300 Mg Compresse A Rilascio Modificato” 30 Compresse In Flacone Hdpe Con Chiusura A Prova Di Bambino In Pp 051573057 – “300 Mg Compresse A Rilascio Modificato” 60 Compresse In Flacone Hdpe Con Chiusura A Prova Di Bambino In Pp 051573069 – “300 Mg Compresse A Rilascio Modificato” 90 Compresse In Flacone Hdpe Con Chiusura A Prova Di Bambino In Pp
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
DELL’AUTORIZZAZIONE
Data della prima autorizzazione: 18 gennaio 2025
10.0 Data di revisione del testo
01 gennaio 2026

