Cortmuper: Scheda tecnica e prescrivibilità

Cortmuper - Desametasone - Cortmuper è indicato negli adulti, nell’ambito di specifici protocolli terapeutici, per il trattamento di condizioni che ...

Cortmuper

Cortmuper (Desametasone)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Cortmuper: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Cortmuper

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Cortmuper 10 mg compresse effervescenti Cortmuper 20 mg compresse effervescenti

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Cortmuper 10 mg compresse effervescenti Ogni compressa contiene 10 mg di desametasone (corrispondenti a 13,16 mg di desametasone sodio fosfato).

Cortmuper 20 mg compresse effervescenti Ogni compressa contiene 20 mg di desametasone (corrispondenti a 26,32 mg di desametasone sodio fosfato).

Eccipienti con effetti noti:

Sodio Sodio benzoato

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

Compressa effervescente

Cortmuper compresse effervescenti da 10 mg, di colore rosa, oblunghe, 5, 6 mm x 11 mm x 2,5 mm. Cortmuper compresse effervescenti da 20 mg, di colore rosa, rotonde, 10 mm x 3,8 mm.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Cortmuper è indicato negli adulti, nell’ambito di specifici protocolli terapeutici, per il trattamento di condizioni che necessitano di alte dosi di desametasone:

− Porpora trombocitopenica idiopatica − Mieloma multiplo sintomatico − Leucemia linfoblastica acuta − Linfoma di Hodgkin − Linfoma Non-Hodgkin Cortmuper è inoltre indicato per la prevenzione di nausea e vomito indotti da chemioterapia a elevato potenziale emetogeno.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

In generale, la posologia dei glucocorticoidi deve essere adattata ai singoli casi, tenendo conto della gravità della malattia e della risposta individuale del paziente. In determinate circostanze, ad esempio in caso di stress e di cambiamenti del quadro clinico, possono essere necessari aggiustamenti della dose.

Per ridurre al minimo gli effetti indesiderati, deve essere impiegata la dose efficace più bassa possibile (vedere paragrafo 4.8). La dose e la frequenza della somministrazione di desametasone variano a seconda del protocollo di trattamento e del trattamento associato. La somministrazione di Cortmuper deve seguire le istruzioni per la somministrazione di desametasone descritte nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto del trattamento associato. In caso contrario, è necessario seguire i protocolli e le linee guida di trattamento locali o internazionali. Le raccomandazioni di dosaggio sotto riportate sono fornite a titolo puramente indicativo. La dose iniziale e quella giornaliera devono sempre essere determinate in base alla risposta individuale, alle condizioni cliniche del paziente e alla gravità della malattia. Salvo diversa prescrizione, si applicano le seguenti raccomandazioni posologiche:

  • Porpora trombocitopenica idiopatica: 40 mg/giorno per 4 giorni.

Il desametasone viene impiegato come parte di specifici protocolli di trattamento che includono più interventi. La posologia e lo schema posologico devono essere stabiliti da un medico esperto nel trattamento della porpora trombocitopenica idiopatica. I medici prescrittori devono valutare attentamente la dose di desametasone da utilizzare, tenendo conto delle condizioni e dello stato di malattia del paziente, e monitorare il paziente per l’insorgenza di effetti avversi (vedi paragrafo 4.4 e 4.8).

  • Mieloma multiplo sintomatico, linfoma non Hodgkin: 40 mg/giorno, nell’ambito di specifici

protocolli di trattamento, in combinazione con altri medicinali. In alcuni protocolli di trattamento è raccomandata una dose di 20 mg/giorno, in combinazione con altri medicinali. Il trattamento deve essere iniziato e monitorato da medici esperti nel trattamento di queste condizioni patologiche. La dose e la frequenza delle somministrazioni variano a seconda del protocollo terapeutico e dei trattamenti associati. La somministrazione di Cortmuper deve seguire le istruzioni per la somministrazione di desametasone descritte nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto del/i trattamento/i associato/i, se riportate. Devono essere seguiti i protocolli e le linee guida di trattamento locali o internazionali. I medici prescrittori devono valutare attentamente la dose di desametasone da utilizzare, tenendo conto delle condizioni e dello stato di malattia del paziente. Quando il desametasone è inserito nello schema terapeutico di pomalidomide in associazione con bortezomib, per i pazienti di età superiore ai 75 anni, la dose iniziale di desametasone è di 10 mg al giorno in cicli. Per i pazienti di età uguale o superiore ai 75 anni, per la riduzione della dose in caso di reazioni avverse correlate al desametasone è raccomandata una dose di 10 mg al giorno.

  • Linfoma di Hodgkin: 40 mg/giorno nell’ambito di specifici protocolli di trattamento, in

combinazione con altri medicinali. Il trattamento deve essere iniziato e monitorato da medici esperti nel trattamento del Linfoma di Hodgkin. La dose e la frequenza delle somministrazioni variano a seconda del protocollo terapeutico e dei trattamenti associati. La somministrazione di Cortmuper deve seguire le istruzioni per la somministrazione di desametasone descritte nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto del/i trattamento/i associato/i, se riportate. Devono essere seguiti i protocolli e le linee guida di trattamento locali o internazionali. I medici prescrittori devono valutare attentamente la dose di desametasone da utilizzare, tenendo conto delle condizioni e dello stato di malattia del paziente.

  • Leucemia linfoblastica acuta: 40 mg/giorno, nell’ambito di specifici protocolli di trattamento, in

combinazione con altri medicinali. In alcuni protocolli di trattamento è raccomandata una dose di 20 mg/giorno o 10 mg/giorno, in combinazione con altri medicinali. Il trattamento deve essere iniziato e monitorato da medici esperti nel trattamento della leucemia linfoblastica acuta. La dose e la frequenza delle somministrazioni variano a seconda del protocollo terapeutico e dei trattamenti associati. La somministrazione di Cortmuper deve seguire le istruzioni per la somministrazione di desametasone descritte nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto del/i trattamento/i associato/i, se riportate. Devono essere seguiti i protocolli e le linee guida di trattamento locali o internazionali. I medici prescrittori devono valutare attentamente la dose di desametasone da utilizzare, tenendo conto delle condizioni e dello stato di malattia del paziente.

  • Prevenzione della nausea e del vomito acuti e ritardati indotti dalla chemioterapia, come parte del

trattamento antiemetico: 20 mg* il giorno 1 di ciascun ciclo di chemioterapia, seguiti da 8 mg due volte al giorno nei giorni 3-4 (*riduzione della dose a 12 mg in caso di co-somministrazione con aprepitant, netupitant o fosaprepitant). Cortmuper è disponibile solo nei dosaggi da 10 mg e 20 mg: quando è necessario somministrare una dose inferiore si possono utilizzare altri medicinali a base di desametasone per i quali è autorizzato tale dosaggio.

Anziani:

Il trattamento dei pazienti anziani, in particolare se a lungo termine, deve essere pianificato tenendo conto delle conseguenze più gravi dei comuni effetti indesiderati in età avanzata (vedere paragrafo 4.4). Gli effetti avversi comuni dei corticosteroidi sistemici possono essere associati a conseguenze più gravi nei pazienti anziani, in particolare osteoporosi, ipertensione, ipopotassiemia, diabete, suscettibilità alle infezioni e atrofia cutanea. Uno stretto monitoraggio clinico è necessario per evitare reazioni pericolose per la vita (vedere paragrafo 4.8). In alcuni casi può essere richiesta una riduzione della dose, secondo il regime di trattamento appropriato. Nei pazienti anziani e/o cagionevoli affetti da mieloma multiplo, la dose giornaliera di desametasone può essere ridotta a 20 mg/giorno o a 10 mg/giorno, secondo il regime di trattamento appropriato.

Modo di somministrazione

Cortmuper compresse effervescenti deve essere sciolto in acqua. Le compresse effervescenti devono preferibilmente essere sciolte in mezzo bicchiere d’acqua e la soluzione bevuta subito dopo la dissoluzione. Un volume minimo di circa 50 ml di acqua è sufficiente per una completa dissoluzione.

04.3 Controindicazioni

  • Ipersensibilità al desametasone o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
  • Infezione sistemica a meno che Cortmuper non venga impiegata una terapia specifica anti-infettiva.
  • Infezioni fungine sistemiche.
  • Ulcera peptica.
  • Malattia psichiatrica non trattata, psicosi.
  • Herpes simplex oculare.
  • Infezione virale, in particolare epatite virale, herpes, varicella o herpes zoster;
  • Allattamento al seno.

La somministrazione di vaccini virali vivi deve essere evitata nei pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi (riduzione della risposta anticorpale sierica).

In generale, non si applicano controindicazioni in condizioni in cui l’uso dei glucocorticoidi può salvare la vita.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Cortmuper è un glucocorticoide ad alto dosaggio. Questo aspetto deve essere tenuto in considerazione nel monitoraggio del paziente. Il beneficio del trattamento con Cortmuper deve essere attentamente e costantemente valutato rispetto ai rischi effettivi e potenziali.

Se la somministrazione del farmaco deve essere interrotta, l’interruzione deve essere effettuata gradualmente.

Infezioni concomitanti

Il desametasone può mascherare i sintomi di un’infezione in atto. L’uso prolungato di quantità anche minime di desametasone porta ad un aumento del rischio di infezioni, anche opportunistiche. Il trattamento con desametasone ad alto dosaggio aumenta il rischio di sviluppare infezioni gravi, in particolare dovute a batteri, lieviti e/o parassiti. Durante il trattamento con desametasone, i pazienti devono essere tenuti sotto stretta osservazione per rilevare l’eventuale comparsa di infezioni.

I corticosteroidi possono esacerbare le infezioni fungine sistemiche, pertanto non devono essere utilizzati in presenza di tali infezioni a meno che siano necessari per controllare le reazioni da farmaco dovute all’amfotericina B. Sono stati riportati dei casi in cui l’uso concomitante di amfotericina B e idrocortisone è stato seguito da ipertrofia cardiaca congestizia, ingrossamento cardiaco e insufficienza cardiaca.

A causa del rischio di strongiloidiasi grave, i pazienti provenienti da zone endemiche (regioni tropicali e subtropicali, Europa meridionale) devono essere sottoposti a esame delle feci e, se necessario, il parassita deve essere eradicato prima di iniziare il trattamento con desametasone.

A causa del rischio di peggioramento, mascheramento o riattivazione di infezioni concomitanti, il trattamento con Cortmuper deve essere attuato solo quando vi è un chiaro bisogno clinico. Per ridurre questo rischio, può essere necessario somministrare un ulteriore trattamento anti-infettivo mirato nei seguenti casi:

  • Infezioni virali acute (herpes zoster, herpes simplex, varicella, morbillo, cheratite erpetica).
  • Epatite cronica attiva HBsAg- positiva
  • Micosi sistemiche e parassitosi (ad esempio Nematodi)
  • Poliomielite
  • Linfadenite dopo la vaccinazione BCG
  • Infezioni batteriche acute e croniche
  • Tubercolosi

Se i corticosteroidi sono somministrati in pazienti con tubercolosi latente o risposta positiva alla tubercolina, è necessaria una stretta osservazione in quanto si può verificare una riattivazione della malattia. Durante una terapia corticosteroidea prolungata, questi pazienti devono essere sottoposti a chemioprofilassi.

I pazienti in trattamento con desametasone devono evitare contatti con soggetti affetti da varicella o morbillo. I pazienti immunocompromessi che non hanno contratto la varicella o il morbillo in precedenza sono particolarmente a rischio. Se tali pazienti sono venuti a contatto con persone affette da varicella o morbillo, deve essere avviato un trattamento preventivo con immunoglobulina normale per via endovenosa o mediante immunizzazione passiva con immunoglobulina anti-varicella zoster (VZIG), come opportuno. I pazienti esposti devono essere avvertiti di consultare il medico immediatamente.

Prima di iniziare il trattamento, deve esser eliminata qualsiasi fonte di infezione, in particolare la tubercolosi. La polmonite, in particolare, si verifica frequentemente. I pazienti devono essere informati dei segni e dei sintomi di polmonite ed essere avvisati di consultare il medico nel caso questi si presentino. In caso di malattia infettiva in atto, al trattamento con desametasone deve essere aggiunto un adeguato trattamento antinfettivo. In caso di tubercolosi pregressa, con importanti sequele radiologiche, o qualora non si sia certi che il paziente abbia seguito un ciclo di trattamento completo di 6 mesi con rifampicina, è richiesta la profilassi antitubercolare.

I corticosteroidi possono attivare un’amebiasi latente, si raccomanda di accertare che non sia presente un’amebiasi latente o attiva prima di iniziare una terapia corticosteroidea in pazienti che siano stati in paesi tropicali o in pazienti con diarrea.

Vaccinazioni Il desametasone non deve essere utilizzato con vaccini vivi attenuati (vedere paragrafo 4.5). Le vaccinazioni con vaccini inattivati sono di solito possibili. Tuttavia, la risposta immunitaria e quindi l’effetto della vaccinazione possono essere ridotti con l’assunzione di dosi elevate di glucocorticoidi.

Interferenza con gli esami di laboratorio Il desametasone può sopprimere la reazione cutanea ai test allergologici. Può anche influenzare la prova al nitro-blu-tetrazolio (NBT) per le infezioni batteriche e causare risultati falsi negativi. Patologie gastrointestinali A causa del rischio di perforazione intestinale, Cortmuper deve essere utilizzato con cautela in pazienti suscettibili a perforazione. Dosi elevate di corticosteroidi possono mascherare i sintomi di perforazione gastrointestinale. Pertanto, i pazienti devono essere attentamente monitorati in caso di:

  • Colite ulcerosa
  • Ascessi e infezioni piogeniche
  • Diverticolite
  • Anastomosi intestinali recenti (nelpost-operatorio).

Il trattamento per ulcera gastrica o duodenale in atto, deve cominciare prima dell’inizio del trattamento con corticosteroidi. Per i pazienti con anamnesi positiva o fattori di rischio per ulcera, emorragia o perforazione gastrica o duodenale deve essere considerata un’opportuna profilassi. I pazienti devono essere tenuti sotto controllo clinico, anche mediante endoscopia.

Diabete Un bisogno più elevato di insulina o antidiabetici orali, deve essere preso in considerazione quando si somministra Cortmuper a pazienti diabetici.

Patologie cardiovascolari Durante il trattamento con Cortmuper, è necessario il monitoraggio della pressione sanguigna, in particolare durante la somministrazione di dosi più elevate e nei pazienti con difficoltà a regolare la pressione arteriosa elevata. Articoli di letteratura suggeriscono un’associazione tra l’uso di corticosteroidi e la rottura della parete ventricolare sinistra dopo un recente infarto miocardico; quindi, i corticosteroidi dovrebbero essere usati con estrema cautela in questi pazienti.

Disturbi elettrolitici Posologie medie ed elevate di corticosteroidi possono provocare aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrica e salina, o eccessiva deplezione di potassio. Possono rendersi necessari un regime dietetico povero di sale ed extra-apporti di potassio. Tutti i corticosteroidi aumentano l’escrezione del calcio. È necessaria particolare attenzione nel trattamento di pazienti con insufficienza renale, ipertensione e insufficienza cardiaca congestizia. A dosi elevate, devono essere monitorati il sufficiente apporto di calcio e la restrizione di sodio, così come i livelli di potassio sierico. A seconda della durata e del dosaggio del trattamento, può essere previsto un effetto negativo sul metabolismo del calcio, pertanto si raccomanda una profilassi dell’osteoporosi. Ciò vale, soprattutto, in caso di fattori di rischio co-esistenti, come la predisposizione familiare, l’aumento dell’età, la menopausa, l’insufficiente assunzione di proteine e calcio, fumo eccessivo ed eccessiva assunzione di alcol, così come attività fisica insufficiente.

Patologie dell’occhio Il trattamento sistemico con glucocorticoidi può indurre corioretinopatia che può provocare compromissione della visione, inclusa perdita della vista. L’uso prolungato di corticosteroidi può provocare cataratta subcapsulare e glaucoma con possibile danno ai nervi ottici e può far aumentare la comparsa di infezioni oculari secondarie dovute a funghi o virus. È necessario prestare particolare attenzione nel trattamento di pazienti con glaucoma (o storia familiare di glaucoma) e nel trattamento di pazienti con herpes simplex oculare, a causa della possibile perforazione corneale. Se un paziente presenta sintomi come visione offuscata o altri disturbi visivi, è necessario considerare il rinvio ad un oculista

Sindrome da lisi tumorale Nell’esperienza post marketing è stata segnalata la sindrome da lisi tumorale (TLS) in pazienti con neoplasie ematologiche in seguito all’uso di desametasone da solo o in associazione con altri agenti chemioterapici. Pazienti ad elevato rischio di TLS, come pazienti con alto tasso di proliferazione, alto carico tumorale, e alta sensibilità agli agenti citotossici, dovrebbero essere attentamente monitorati e dovrebbero essere intraprese le precauzioni appropriate. Disturbi psichiatrici I pazienti e/o le persone che se ne prendono cura devono essere avvisati della possibilità che si verifichino reazioni avverse psichiatriche gravi con l’uso di steroidi per via sistemica (vedere paragrafo 4.8). I sintomi compaiono in genere entro alcuni giorni o settimane dall’inizio del trattamento. I rischi possono aumentare in caso di dosi elevate, sebbene non sia possibile prevedere l’insorgenza, il tipo, la gravità o la durata delle reazioni sulla base dei livelli di dosaggio. La maggior parte delle reazioni si risolve con la riduzione o la sospensione della dose, sebbene possa essere necessario un trattamento specifico. I pazienti e/o le persone che se ne prendono cura devono essere invitati a consultare il medico se insorgono sintomi psichiatrici preoccupanti, in particolare se si sospetta depressione dell’umore o ideazione suicida. I pazienti e/o le persone che se ne prendono cura devono inoltre prestare attenzione all’insorgenza di possibili disturbi psichiatrici durante o subito dopo la riduzione della dose/sospensione degli steroidi per via sistemica, sebbene tali reazioni siano state segnalate non frequentemente.

Si richiede particolare cautela nel considerare il ricorso a corticosteroidi sistemici nei pazienti che soffrono o hanno sofferto in passato di gravi disturbi dell’affettività, anche nel caso in cui tali disturbi abbiano riguardato familiari di primo grado. Tali disturbi comprendono patologia depressiva o maniaco-depressiva e pregresse psicosi da steroidi.

L’insonnia può essere ridotta al minimo somministrando Cortmuper al mattino.

Situazioni di stress Nei pazienti sotto terapia corticosteroidea esposti a situazioni di stress (ad esempio dopo interventi chirurgici, infezioni e traumi) potrebbe essere necessario un aumento posologico temporaneo dei corticosteroidi prima, durante e dopo l’evento stressante. In ogni caso, nei pazienti in terapia corticosteroidea, sottoposti a particolare stress, è consigliabile un adattamento della dose in rapporto all’entità della condizione stressante.

Ipersensibilità Sono stati segnalati casi rari di reazioni anafilattoidi o di ipersensibilità come edema della glottide, orticaria e broncospasmo, specialmente con la somministrazione parenterale di corticosteroidi e in pazienti con anamnesi di allergia.

Doping Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.

Sospensione/interruzione della terapia Dopo una terapia prolungata, la sospensione dei corticosteroidi può provocare sintomi come febbre, mialgia, artralgia e malessere. Ciò può verificarsi in pazienti anche senza evidenza di insufficienza surrenalica. Al momento dell’interruzione o della sospensione della somministrazione a lungo termine di glucocorticoidi, devono essere considerati i seguenti rischi: esacerbazione o recidiva della malattia di base, insufficienza surrenalica acuta, sindrome da astinenza di corticosteroidi.

Tendinite I corticosteroidi possono favorire l’insorgere di tendinite e, in casi eccezionali, la rottura del tendine interessato. Questo rischio aumenta con l’uso concomitante di fluorochinoloni e nei pazienti sottoposti a dialisi con iperparatiroidismo secondario o dopo trapianto renale.

Crisi da feocromocitoma Dopo la somministrazione di corticosteroidi sistemici è stata segnalata crisi da feocromocitoma che può essere fatale. I corticosteroidi devono essere somministrati solo a pazienti con feocromocitoma sospetto o accertato dopo un’adeguata valutazione del rapporto rischio/beneficio.

Monitoraggio L’uso di corticosteroidi richiede un adeguato monitoraggio nei pazienti con colite ulcerosa (a causa del rischio di perforazione), anastomosi intestinale recente, diverticolite, infarto del miocardio recente (rischio di rottura della parete libera del ventricolo sinistro), diabete mellito (o relativa presenza nell’anamnesi familiare), insufficienza renale, compromissione della funzione epatica, osteoporosi e miastenia grave.

Trattamento a lungo termine Durante il trattamento si deve seguire una dieta a ridotto contenuto di zuccheri semplici e a elevato contenuto di proteine, a causa dell’effetto iperglicemizzante dei corticosteroidi e della loro azione stimolante del catabolismo proteico con bilancio azotato negativo. La ritenzione idrica e di sodio è comune e può provocare ipertensione. Deve essere ridotto l’apporto di sodio e monitorata la pressione arteriosa. È necessaria particolare cautela nel trattamento di pazienti con compromissione della funzione renale, ipertensione o insufficienza cardiaca congestizia.

Durante il trattamento devono essere tenuti sotto osservazione i livelli di potassio. Devono essere somministrati integratori di potassio, in particolare in presenza di un rischio di aritmia cardiaca o somministrazione concomitante di medicinali che inducono ipokaliemia.

Uso in associazione ad altri trattamenti Quando Cortmuper viene somministrato in associazione ad altri medicinali, consultare i rispettivi riassunti delle caratteristiche del prodotto prima di iniziare il trattamento con Cortmuper.

Quando Cortmuper è utilizzato in associazione a noti teratogeni (ad es. talidomide, lenalidomide, pomalidomide, plerixafor), è necessario prestare particolare attenzione ai requisiti in materia di test e prevenzione della gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

Eventi tromboembolici venosi e arteriosi Nei pazienti con mieloma multiplo, leucemia linfoblastica, linfoma di Hodgkin’s , linfoma Non-Hodgkin’s la co-somministrazione di desametasone con talidomide e relativi analoghi (lenalidomide, pomalidomide), e altri agenti chemioterapici come ponatinib e i suoi analoghi o agenti chemioterapici a base di platino, è associata a un aumento del rischio di tromboembolia venosa (principalmente trombosi venosa profonda ed embolia polmonare) e di tromboembolia arteriosa (principalmente infarto del miocardio ed evento cerebrovascolare) (vedere paragrafi 4.5 e 4.8)

Pertanto, i pazienti con fattori di rischio noti di tromboembolia (compresa una precedente trombosi) devono essere attentamente monitorati. Si deve intervenire per tentare di minimizzare tutti i fattori di rischio modificabili (ad es. fumo, ipertensione e iperlipidemia). Anche la somministrazione concomitante di medicinali eritropoietici può aumentare il rischio di trombosi in questi pazienti. Pertanto, i medicinali eritropoietici, o altri medicinali che possono aumentare il rischio di trombosi, come la terapia sostitutiva ormonale, devono essere utilizzati con cautela nei pazienti con mieloma multiplo in trattamento con desametasone, pazienti con leucemia linfoblastica, linfoma di Hodgkin e linfoma non Hodgkin che ricevono desametasone con talidomide e suoi analoghi, ponatinib e suoi analoghi o agenti chemioterapici a base di platino. Una concentrazione di emoglobina superiore a 12 g/dl deve comportare l’interruzione dei medicinali eritropoietici.

I pazienti e i medici devono essere consapevoli della necessità di prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia. I pazienti devono essere avvisati di rivolgersi al medico in caso di comparsa di sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore delle braccia o delle gambe. Deve essere raccomandato il trattamento antitrombotico a scopo profilattico, soprattutto nei pazienti con ulteriori fattori di rischio trombotico. La decisione di adottare misure profilattiche antitrombotiche deve essere presa dopo un’attenta valutazione dei fattori di rischio di base del singolo paziente.

Se il paziente è soggetto a un qualsiasi evento tromboembolico, il trattamento deve essere interrotto e deve essere istituita una terapia anticoagulante standard. Dopo aver stabilizzato il paziente con il trattamento anticoagulante e aver gestito le eventuali complicanze dell’evento tromboembolico, il trattamento con desametasone e talidomide o relativi analoghi, ponatinib e suoi analoghi o agenti chemioterapici a base di platino, può essere ripreso alla dose originaria, in base a una valutazione del rapporto rischio/beneficio. Il paziente deve continuare la terapia anticoagulante durante il trattamento con desametasone e talidomide o relativi analoghi, ponatinib e i suoi analoghi, o agenti chemioterapici a base di platino, dopo un’attenta valutazione dei fattori di rischio sottostanti del singolo paziente.

Neutropenia e trombocitopenia Nel mieloma multiplo, la combinazione di desametasone con lenalidomide; pomalidomide; bortezomib; bortezomib e lenalidomide o pomalidomide o selinexor; selinexor; daratumumab e lenalidomide o talidomide e bortezomib, è associato a una maggiore incidenza di neutropenia e trombocitopenia di grado ≥ 3. Gli episodi di neutropenia febbrile sono in generale poco frequenti. Desametasone in pazienti con leucemia linfoblastica/linfocitica, alcune forme di linfoma non Hodgkin e linfoma di Hodgkin in trattamento con iper-CVAD o mini-iper-CVD; o con gemcitabina o citarabina e chemioterapia a base di platino per alcune forme di linfoma non-Hodgkin e linfoma di Hodgkin, sono anche a rischio di sviluppare neutropenia, neutropenia febbrile e trombocitopenia. Neutropenia, neutropenia febbrile e trombocitopenia sono associate alla chemioterapia emetogena elevata a base di cisplatino o alla chemioterapia emetogena moderata a base di ciclofosfamide, dove il desametasone può essere somministrato come agente antiemetico per controllare la nausea e il vomito indotti dalla chemioterapia.

I pazienti devono essere monitorati per reazioni avverse ematologiche, in particolare neutropenia. I pazienti devono essere informati di segnalare tempestivamente gli episodi febbrili. In caso di neutropenia, il medico deve considerare l’uso di fattori di crescita nella gestione del paziente. Si consiglia ai pazienti e ai medici di prestare attenzione a segni e sintomi di sanguinamento, comprese petecchie ed epistassi, soprattutto in caso di trattamento concomitante che potrebbe indurre sanguinamento. Potrebbe essere necessaria una riduzione della dose degli agenti chemioterapici. Di base, ogni settimana per le prime 8 settimane di trattamento e successivamente mensilmente per monitorare la citopenia, deve essere eseguito un esame emocromocitometrico completo, comprendente la conta leucocitaria con conta differenziale, la conta piastrinica, l’emoglobina e l’ematocrito.

Il quadro emocromocitometrico, inclusi conta leucocitaria anche differenziale, conta piastrinica, emoglobina ed ematocrito, deve essere monitorato al basale, ogni settimana per le prime 8 settimane di trattamento con desametasone/lenalidomide e successivamente una volta al mese, al fine di rilevare una possibile citopenia.

Popolazione pediatrica I corticosteroidi causano un’inibizione dose-dipendente della crescita nella prima infanzia, infanzia e adolescenza, che può essere irreversibile. Cortmuper non è indicato per il trattamento nei bambini.

Anziani Gli effetti avversi comuni dei corticosteroidi sistemici possono essere associati a conseguenze più gravi nei pazienti anziani, in particolare osteoporosi, ipertensione, ipopotassiemia, diabete, suscettibilità alle infezioni e atrofia cutanea. È richiesta un’attenta supervisione clinica per evitare reazioni potenzialmente. letali.

Avvertenze sugli eccipienti

Sodio Questo medicinale contiene 32,82 mg di sodio per ogni compressa da 10 mg e 65,64 mg di sodio per ogni compressa da 20 mg, equivalenti rispettivamente all’1,64% e al 3,28% dell’assunzione massima giornaliera raccomandata dall’OMS che corrisponde a 2 g di sodio per un adulto. Da tenere in considerazione nei pazienti che seguono una dieta iposodica.

Sodio benzoato Questo medicinale contiene 9 mg di sodio benzoato per ogni compressa da 10 mg e 18 mg di sodio benzoato per ogni compressa da 20 mg. La dose di desametasone orale deve essere ridotta in caso di somministrazione concomitante con antagonisti del recettore della neurochinina-1 (NK1) quali aprepitant/netupitant usati per la gestione dell’emesi acuta e tardiva indotta da chemioterapie ad alto rischio emetogeno.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Prima di utilizzare Cortmuper in associazione a qualsiasi altro medicinale, consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto di tale medicinale.

Interazioni farmacodinamiche

Per motivi connessi alla sicurezza devono essere evitate le associazioni seguenti

  • con acido acetilsalicilico, a dosi ≥1 g per somministrazione o 3 g/die, a causa di un aumento del rischio di

sanguinamento. A dosi ≥500 mg per somministrazione o <3 g/die, sono necessarie precauzioni a causa di un aumento del rischio di emorragia, ulcerazioni e perforazione gastrointestinale. È tuttavia possibile la profilassi antitrombotica con acido acetilsalicilico a basso dosaggio;

  • con vaccini vivi attenuati, a causa del rischio di malattia, potenzialmente letale, correlata al vaccino

(vedere paragrafo 4.4).

Per motivi connessi alla sicurezza richiedono precauzioni le associazioni seguenti

  • con medicinali ipokaliemizzanti: diuretici ipokaliemizzanti, in monoterapia o in associazione, lassativi,

tetracosactide, amfotericina B per via endovenosa, a causa del rischio di ipokaliemia. I livelli di potassio devono essere monitorati e corretti, se necessario. Inoltre, l’amfotericina B comporta il rischio di ingrandimento cardiaco e insufficienza cardiaca in caso di uso concomitante.

  • Con la digitale, perché l’ipokaliemia ne potenzia gli effetti tossici. L’eventuale ipokaliemia deve essere

corretta e i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione clinica, con controllo degli elettroliti e mediante elettrocardiogramma.

  • Con medicinali che comportano un rischio di torsioni di punta, a causa dell’aumento del rischio di aritmia

ventricolare. L’eventuale ipokaliemia deve essere corretta e i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione clinica, con controllo degli elettroliti e mediante elettrocardiogramma.

  • Con i medicinali eritropoietici o altri medicinali che possono aumentare il rischio di trombosi, come la

terapia sostitutiva ormonale, nei pazienti trattati con talidomide o relativi analoghi and other chemotherapy agents such as ponatinib e i suoi analoghi, o agenti chemioterapici a base di platino insieme a Cortmuper (vedere paragrafo 4.4).

  • Con i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), a causa di un aumento del rischio di ulcerazione

gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).

  • Con i medicinali ipoglicemizzanti, perché il desametasone può aumentare i livelli glicemici e ridurre la

tolleranza al glucosio, con possibilità di chetoacidosi. I pazienti devono essere informati di questo rischio e deve essere intensificato l’automonitoraggio del sangue e delle urine, soprattutto durante le fasi iniziali del trattamento. Potrebbe essere necessario aggiustare la posologia dei medicinali antidiabetici durante e dopo il trattamento con desametasone.

  • Con i medicinali antipertensivi, a causa di una riduzione del loro effetto (ritenzione di acqua e sodio).
  • Potrebbe essere necessario aggiustare la dose degli antipertensivi durante il trattamento con

desametasone.

  • Con i fluorochinoloni, a causa di un possibile aumento del rischio di tendinite e, in casi eccezionali, di

rottura del tendine interessato, in particolare dopo un trattamento prolungato (vedere paragrafo 4.4).

  • Con metotrexato, a causa di un aumento del rischio di tossicità ematologica.

Interazioni farmacocinetiche

Effetti di altri medicinali sul desametasone

Il desametasone è metabolizzato tramite il citocromo P450 3A4 (CYP3A4) ed è trasportato dalla Pglicoproteina (P-gp, nota anche come MDR1). La somministrazione concomitante di desametasone con induttori o inibitori del CYP3A4 o della P-gp può provocare rispettivamente una riduzione o un aumento delle concentrazioni plasmatiche di desametasone.

A causa di alterazioni della farmacocinetica del desametasone richiedono precauzioni le associazioni seguenti

  • Medicinali che possono ridurre la concentrazione plasmatica di desametasone:
  • aminoglutetimide, a causa di una riduzione dell’efficacia del desametasone dovuta a un aumento del

suo metabolismo epatico.

  • anticonvulsivanti induttori degli enzimi epatici: carbamazepina, fosfenitoina, fenobarbital, fenitoina,

primidone, a causa della riduzione dei livelli plasmatici di desametasone e quindi della sua efficacia.

  • rifampicina, a causa di una riduzione delle concentrazioni plasmatiche e dell’efficacia del

desametasone connessa all’aumento del suo metabolismo epatico.

  • medicinali topici gastrointestinali, antiacidi e carbone attivo, oltre a colestiramina, a causa della

riduzione dell’assorbimento intestinale di desametasone. La somministrazione di tali medicinali e Cortmuper deve avvenire con un intervallo di almeno due ore.

  • efedrina, a causa di una riduzione dei livelli plasmatici di desametasone dovuti a un aumento della

clearance metabolica.

  • Medicinali che possono aumentare la concentrazione plasmatica di desametasone:
  • aprepitant, netupitant e fosaprepitant, a causa di un aumento delle concentrazioni plasmatiche del

desametasone dovuto a una riduzione del suo metabolismo epatico.

nelfinavir, ritonavir: aumento della concentrazione plasmatica del desametasone a causa della riduzione del suo metabolismo epatico da parte di questi inibitori enzimatici.

Effetti del desametasone su altri medicinali Il desametasone è un moderato induttore del CYP3A4 e della P-gp. La somministrazione concomitante di desametasone con sostanze metabolizzate tramite il CYP3A4 o trasportate dalla P-gp potrebbe determinare un aumento della clearance e una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di queste sostanze:

  • contraccettivi orali, perché non si può escludere una riduzione dell’efficacia dei contraccettivi orali

durante il trattamento. Non sono stati effettuati studi d’interazione con contraccettivi orali. Devono essere adottate misure efficaci per evitare una gravidanza (vedere paragrafo 4.6). Anche l’efficacia della terapia sostitutiva ormonale può risultare ridotta.

  • anticoagulanti orali, a causa del possibile impatto dei corticosteroidi sul metabolismo

dell’anticoagulante orale e sui fattori della coagulazione nonché del rischio emorragico (mucosa del tratto digerente, fragilità vascolare) della terapia con desametasone stessa, a dosi elevate o per una durata di trattamento superiore ai 10 giorni. Nel caso in cui sia richiesta tale associazione, si deve rafforzare il monitoraggio e i parametri della coagulazione devono essere controllati dopo una settimana e successivamente a settimane alterne di trattamento, così come dopo la fine del trattamento.

  • docetaxel e ciclofosfamide, a causa della riduzione dei rispettivi livelli plasmatici dovuta a induzione

del CYP3A e della P-gp.

  • lapatinib, a causa dell’aumento dell’epatotossicità di lapatinib, probabilmente dovuto a induzione del

metabolismo del CYP3A4.

  • ciclosporina, a causa di una riduzione della biodisponibilità e dei livelli plasmatici della ciclosporina.

La ciclosporina può aumentare inoltre la captazione intracellulare del desametasone. Inoltre, con l’uso concomitante di desametasone e ciclosporina sono state riferite convulsioni. L’uso concomitante di desametasone e ciclosporina deve essere evitato.

  • midazolam, a causa di una riduzione dei livelli plasmatici di midazolam per induzione del CYP3A4.

L’efficacia del midazolam può essere ridotta.

  • ivermectina, a causa di una riduzione dei livelli plasmatici dell’ivermectina. L’eradicazione dei

parassiti deve essere conclusa con esito positivo prima dell’impiego di desametasone (vedere paragrafo 4.4).

  • rifabutina, a causa di una riduzione dei livelli plasmatici di rifabutina dovuta a induzione del CYP3A4

intestinale ed epatico.

  • indinavir, a causa di una forte riduzione dei livelli plasmatici dell’indinavir per induzione del CYP3A4

intestinale.

  • eritromicina, a causa di un aumento del metabolismo dell’eritromicina in soggetti non portatori

dell’allele CYP3A5*1 dopo il trattamento con desametasone.

  • soniazide, perché i glucocorticoidi possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di questa sostanza,

probabilmente a causa di una stimolazione del metabolismo epatico dell’isoniazide e di una riduzione del metabolismo dei glucocorticoidi.

  • praziquantel, a causa della riduzione delle concentrazioni plasmatiche di praziquantel dovuta a un

aumento del suo metabolismo epatico da parte del desametasone, con rischio di insuccesso del trattamento. I trattamenti con i due medicinali devono essere effettuati ad almeno una settimana di distanza.

La somministrazione giornaliera ripetuta di desametasone provoca inoltre una riduzione dei livelli plasmatici del desametasone, dovuta a induzione del CYP3A4 e della P-gp. Non è necessario un aggiustamento della dose nel trattamento. Il desametasone non ha alcuna interazione farmacocinetica clinicamente significativa con talidomide, lenalidomide, pomalidomide, bortezomib, daratumumab, vincristina o doxorubicina.

Poiché il desametasone è metabolizzato dal CYP3A4, possono verificarsi interazioni con altri medicinali inibitori e/o induttori del CYP3A4.

04.6 Gravidanza e allattamento

Donne in età fertile

Le donne devono evitare una gravidanza durante il trattamento con Cortmuper. Il desametasone può causare malformazioni congenite (vedere paragrafo 5.3). Il desametasone può essere utilizzato con noti teratogeni (ad es. talidomide, lenalidomide, pomalidomide, plerixafor) o con sostanze citotossiche che sono controindicate durante la gravidanza. Le pazienti trattate con Cortmuper in associazione a medicinali contenenti agenti chemioterapici devono seguire i programmi di prevenzione della gravidanza previsti per tali medicinali. Prima di iniziare qualsiasi trattamento in associazione, consultare tutti i riassunti delle caratteristiche del prodotto pertinenti per ulteriori informazioni.

Contraccezione negli uomini e nelle donne

Le donne in età fertile e i loro partner di sesso maschile devono adottare adeguate misure contraccettive. In particolare, devono essere seguite le indicazioni del programma di prevenzione della gravidanza per il trattamento in associazione con talidomide o relativi analoghi, o con altre sostanze citotossiche. L’efficacia dei contraccettivi orali può essere ridotta durante il trattamento con desametasone (vedere paragrafo 4.5).

Gravidanza

Sulla base dei dati sull’uomo, si ritiene che il desametasone possa causare malformazioni congenite, in particolare ritardo della crescita intrauterina e raramente insufficienza surrenalica neonatale, quando somministrato durante la gravidanza. Gli studi sugli animali hanno mostrato una tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Cortmuper non deve essere usato durante la gravidanza a meno che le condizioni cliniche della donna rendano necessario il trattamento con desametasone.

Allattamento

I glucocorticoidi sono escreti nel latte materno e sono stati evidenziati effetti in neonati/lattanti allattati. La decisione se interrompere l’allattamento al seno o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con Cortmuper deve essere presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento al seno per il bambino e il beneficio della terapia per la madre.

Fertilità

Gli studi sugli animali hanno mostrato una riduzione della fertilità femminile e maschile (vedere paragrafo 5.3). Negli esseri umani, studi condotti su maschi sani suggeriscono che il trattamento acuto o a breve termine con dosi cumulative elevate di desametasone può alterare l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, generalmente diminuendo i livelli di testosterone e altri ormoni sessuali, con un aumento del rischio di ipogonadismo. Nei soggetti di sesso femminile, il desametasone può sopprimere la secrezione di progesterone durante la fase follicolare e può aumentare il tasso di gravidanza.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Cortmuper altera moderatamente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Il desametasone può causare stato confusionale, allucinazioni, capogiri, sonnolenza, affaticamento, sincope e vista offuscata (vedere paragrafo 4.8). In presenza di tali sintomi, i pazienti devono essere avvisati di non guidare, usare macchinari o svolgere attività pericolose durante il trattamento con desametasone.

04.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse a Cortmuper corrispondono al profilo di sicurezza prevedibile dei glucocorticoidi. Iperglicemia, insonnia, dolore e debolezza muscolare, astenia, affaticamento, edema e aumento ponderale si verificano con frequenza molto comune. Reazioni avverse meno comuni ma gravi comprendono polmonite e altre infezioni e disturbi psichiatrici (vedere paragrafo 4.4). In associazione con talidomide o relativi analoghi, le reazioni avverse più gravi sono state eventi tromboembolici venosi, principalmente trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, e mielosoppressione, in particolare neutropenia e trombocitopenia (vedere paragrafo 4.4).

L’incidenza di reazioni avverse prevedibili, inclusa atrofia renale, è correlata alla dose, alla tempistica di somministrazione e alla durata del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse osservate nei pazienti trattati con desametasone sono elencate di seguito, classificate per sistemi e organi e frequenza. La frequenza è definita come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000, comprese segnalazioni isolate); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi Reazioni avverse Frequenza

Infezioni ed infestazioni polmonite, herpes zoster, infezione delle vie respiratorie superiori, infezione delle vie respiratorie inferiori, candidosi orale, infezione micotica orale, infezione del tratto urinario, herpes simplex, infezione da candida Comune
infezione, sepsi Non nota
Patologie del sistema emolinfopoietico neutropenia, anemia, trombocitopenia, linfopenia, leucopenia, leucocitosi Comune
neutropenia febbrile, pancitopenia, coagulopatia Non comune
Disturbi del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità, gravi reazioni anafilattiche Non nota
Patologie endocrine sindrome di Cushing Comune
ipotiroidismo Non comune
atrofia surrenale, sindrome da sospensione di steroidi, insufficienza surrenalica, irsutismo Non nota
Disturbi del metabolismo e della nutrizione iperglicemia Molto comune
ipokaliemia, diabete mellito, anoressia, aumento o diminuzione dell’appetito, ipoalbuminemia, ritenzione di liquidi, iperuricemia Comune
disidratazione, ipocalcemia, ipomagnesiemia Non comune
tolleranza al glucosio alterata, ritenzione di sodio, alcalosi metabolica Non nota
Disturbi del sistema riproduttivo e della mammella Alterazione della secrezione di ormoni sessuali, irregolarità mestruale, amenorrea, impotenza. Non nota
Disturbi psichiatrici insonnia Molto comune
depressione, ansia, aggressività, stato confusionale, irritabilità, nervosismo, alterazione dell’umore, agitazione, umore euforico Comune
sbalzi d’umore, allucinazioni Non comune
mania, psicosi, disturbi del comportamento Non nota
Patologie del sistema nervoso neuropatia periferica, capogiri, iperattività psicomotoria, disturbo dell’attenzione, compromissione della memoria, tremore, parestesia, cefalea, ageusia, disgeusia, sonnolenza, letargia, alterazione dell’equilibrio, disfonia Comune
accidente cerebrovascolare, attacco ischemico transitorio, amnesia, coordinazione anormale, atassia, sincope Non comune
convulsioni Non nota
Patologie dell’occhio vista offuscata, cataratta Comune
congiuntivite, aumento della lacrimazione Non comune
corioretinopatia, glaucoma, esoftalmo, papilledema, assottigliamento corneale o sclerale Non nota
Patologie dell’orecchio e del labirinto vertigine Comune
Patologie cardiache fibrillazione atriale, extrasistoli sopraventricolari, tachicardia, palpitazioni Comune
ischemia miocardica, bradicardia Non comune
insufficienza cardiaca congestizia Non nota
Patologie vascolari reazioni tromboemboliche venose, principalmente trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, ipertensione arteriosa, ipotensione arteriosa, vampate, aumento della pressione arteriosa, abbassamento della pressione arteriosa diastolica Comune
porpora, ematomi, shock Non nota
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche bronchite, tosse, dispnea, dolore faringolaringeo, raucedine, singhiozzo Comune
Patologie gastrointestinali costipazione Molto comune
vomito, diarrea, nausea, dispepsia, stomatite, gastrite, dolore addominale, secchezza della bocca, distensione addominale, flatulenza Comune
pancreatite, perforazione gastrointestinale, emorragia gastrointestinale, ulcera gastrointestinale, esofagite ulcerosa Non nota
Patologie epatobiliari anomalie nei test di funzionalità epatica, aumento dell’alanina aminotransferasi Comune
aumento dei livelli degli enzimi epatici (nella maggior parte dei casi reversibile dopo interruzione del trattamento) Non nota
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo eruzione cutanea, eritema, iperidrosi, prurito, secchezza cutanea, alopecia Comune
orticaria Non comune
atrofia cutanea, acne, dermatite allergica, edema angioneurotico, iperpigmentazione o ipopigmentazione, teleangectasia, strie Non nota
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo debolezza muscolare, crampi muscolari Molto comune
miopatia, dolore muscoloscheletrico, artralgia, dolore agli arti Comune
frattura patologica, osteonecrosi, osteoporosi, rottura di tendine, saldatura prematura delle epifisi Non nota
Patologie renali e urinarie pollachiuria Comune
insufficienza renale Non comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione affaticamento, astenia, edema (incluso edema periferico e facciale) Molto comune
dolore, infiammazione delle mucose, piressia, brividi, malessere Comune
guarigione compromessa Non nota
Esami diagnostici anomalie nei test della funzione epatica, aumento dell’alanina aminotransferasi, calo ponderale, aumento ponderale Comune

Descrizione di reazioni avverse particolari

Prima di utilizzare Cortmuper in associazione a qualsiasi altro medicinale, consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto di tale medicinale. Il tasso di incidenza di alcune reazioni avverse varia a seconda del trattamento in associazione utilizzato.

La co-somministrazione di lenalidomide con desametasone nei pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario è associata a una più elevata incidenza di neutropenia di grado 4 (5,1% nei pazienti trattati con lenalidomide/desametasone rispetto allo 0,6% nei pazienti trattati con placebo/desametasone). Episodi di neutropenia febbrile di grado 4 sono stati osservati non di frequente (0,6% dei pazienti trattati con lenalidomide/desametasone rispetto allo 0,0% dei pazienti trattati con placebo/desametasone). Un’incidenza simile di neutropenia di grado elevato è stata segnalata nei pazienti di nuova diagnosi trattati con lenalidomide e desametasone in associazione.

La neutropenia si è verificata nel 45,3% dei pazienti con mieloma multiplo recidivato e refrattario che avevano ricevuto desametasone a basso dosaggio più pomalidomide (Pom + LD-Dex) e nel 19,5% dei pazienti che avevano ricevuto desametasone a dosaggio elevato (HD-Dex). La neutropenia è stata di grado 3 o 4 nel 41,7% dei pazienti che avevano ricevuto Pom + LD-Dex, rispetto al 14,8% di quelli che avevano ricevuto HD-Dex. Nei pazienti trattati con Pom + LD-Dex la neutropenia grave non è stata frequente (2,0% dei pazienti), non ha portato alla sospensione del trattamento ed è stata associata all’interruzione del trattamento nel 21,0% dei pazienti e alla riduzione del dosaggio nel 7,7% dei pazienti. La neutropenia febbrile (FN) si è verificata nel 6,7% dei pazienti che avevano ricevuto Pom + LD-Dex e in nessun paziente che aveva ricevuto HD-Dex. Tutti i casi segnalati sono stati di grado 3 o 4. La FN è stata segnalata come grave nel 4,0% dei pazienti. La FN è stata associata all’interruzione del trattamento nel 3,7% dei pazienti, alla riduzione del dosaggio nell’1,3% dei pazienti e non è stata associata a sospensioni del trattamento.

L’associazione di lenalidomide e desametasone nei pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario è associata a una più elevata incidenza di trombocitopenia di grado 3 e 4 (rispettivamente 9,9% e 1,4% nei pazienti trattati con lenalidomide/desametasone, rispetto a 2,3% e 0,0% nei pazienti trattati con placebo/desametasone). Un’incidenza simile di trombocitopenia di grado elevato è stata segnalata nei pazienti di nuova diagnosi trattati con lenalidomide e desametasone in associazione. La trombocitopenia si è verificata nel 27,0% dei pazienti con mieloma multiplo recidivato e refrattario che avevano ricevuto Pom + LD-Dex e nel 26,8% dei pazienti che avevano ricevuto HD-Dex. La trombocitopenia è stata di grado 3 o 4 nel 20,7% dei pazienti che avevano ricevuto Pom + LD-Dex e nel 24,2% di quelli che avevano ricevuto HDDex. Nei pazienti trattati con Pom + LD-Dex la trombocitopenia è stata grave nell’1,7% dei pazienti, ha portato alla riduzione del dosaggio nel 6,3% dei pazienti, all’interruzione del dosaggio nell’8% dei pazienti e alla sospensione del trattamento nello 0,7% dei pazienti. La co-somministrazione di lenalidomide, talidomide o pomalidomide e desametasone è associata a un aumento del rischio di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare nei pazienti con mieloma multiplo (vedere paragrafo 4.5). Anche la somministrazione concomitante di medicinali eritropoietici o un’anamnesi di trombosi venosa profonda può aumentare il rischio di trombosi in questi pazienti.

Reazioni di neuropatia periferica di basso grado, principalmente parestesia di grado 1, possono essere osservate con desametasone da solo in una percentuale pari fino al 34% dei pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi. Tuttavia, sia l’incidenza sia la gravità di neuropatia periferica aumentano con la somministrazione concomitante di bortezomib e talidomide. In uno studio, il 10,7% dei pazienti trattati con talidomide e desametasone ha manifestato reazioni neuropatiche di grado 3/4, rispetto allo 0,9% dei pazienti trattati con desametasone da solo.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

04.9 Sovradosaggio

I rapporti di tossicità acuta e / o morti a seguito di sovradosaggio con glucocorticoidi sono rari. Nessun antidoto è disponibile. Il trattamento non è, probabilmente, causa di reazioni dovute ad avvelenamento cronico a meno che il paziente non sia in una condizione tale da renderlo particolarmente suscettibile agli effetti negativi dei corticosteroidi. In questo caso, lo stomaco deve essere svuotato e se necessario deve essere intrapreso un trattamento sintomatico. L’emivita biologica di Cortmuper nel plasma è di circa 190 minuti.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Codice ATC: H02AB02

Gruppo Farmacoterapeutico: Glucocorticoidi

Cortmuper è un glucocorticoide molto potente e a lunga durata d’azione con proprietà trascurabili di ritenzione di sodio ed è quindi particolarmente adatto per l’uso in pazienti con insufficienza cardiaca e ipertensione. La sua potenza anti-infiammatoria è 7 volte maggiore di prednisolone e, come gli altri glucocorticoidi, Cortmuper ha anche proprietà immunosoppressive, antiallergiche e antipiretiche.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Il desametasone è ben assorbito quando somministrato per via orale. I picchi plasmatici vengono raggiunti tra 1 e 2 ore dopo l’ingestione e mostrano ampie variazioni interindividuali. In soggetti sani è stata osservata una emivita plasmatica di 3-6 ore, tuttavia in alcuni studi di pazienti può essere ridotta a meno di 2 ore. Cortmuper si lega (per circa il 77%) alle proteine plasmatiche, principalmente alle albumine. La percentuale di proteine che legano il desametasone, a differenza di quella di cortisolo, rimane praticamente invariata con concentrazioni crescenti di steroidi. I corticosteroidi sono rapidamente distribuiti a tutti i tessuti del corpo. Cortmuper viene metabolizzato principalmente nel fegato, ma anche nel rene. Cortmuper ed i suoi metaboliti sono escreti nelle urine.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

In studi su animali, è stata osservata palatoschisi nei ratti, topi, criceti, conigli, cani e primati, non in cavalli e pecore. In alcuni casi queste anomalie sono state associate a difetti del sistema nervoso centrale e del cuore. Nei primati gli effetti nel cervello sono stati osservati dopo l’esposizione al farmaco. Inoltre, la crescita intrauterina può essere ritardata. Tutti questi effetti sono stati osservati a dosi elevate.

Studi su specie animali maschi e femmine hanno mostrato una riduzione della biosintesi del testosterone e della secrezione endogena di ormone adrenocorticotropo (ACTH) e una possibile interruzione della funzione gonadica, che ha un effetto rispettivamente sulla spermatogenesi, sul ciclo ovarico e sulla riproduzione.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Sodio idrogeno carbonato (E500) Disodio idrogeno citrato Povidone K30 Saccarina sodica (E954) Sodio benzoato (E211) Eritrosina (E127)

06.2 Incompatibilità

In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

06.3 Periodo di validità

2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 30°C.

Conservare nel confezionamento originale per tenere il medicinale al riparo dall’umidità.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Blister PA/Al/PVC- Al confezionati in astucci da 10, 20, 30 o 50 compresse.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

ELLEVA PHARMA S.r.l., Via San Francesco n. 5/7, 80034 Marigliano (NA) – Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

049870013 – “10 MG COMPRESSA EFFERVESCENTE” 10 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL 049870025 – “10 MG COMPRESSA EFFERVESCENTE” 20 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL 049870037 – “10 MG COMPRESSA EFFERVESCENTE” 30 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL 049870049 – “10 MG COMPRESSA EFFERVESCENTE” 50 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL 049870052 – “20 MG COMPRESSA EFFERVESCENTE” 10 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL 049870064 – “20 MG COMPRESSA EFFERVESCENTE” 20 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL 049870076 – “20 MG COMPRESSA EFFERVESCENTE” 30 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL 049870088 – “20 MG COMPRESSA EFFERVESCENTE” 50 COMPRESSE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 09/08/2025

10.0 Data di revisione del testo