Datroway
Datroway (Datopotamab Deruxtecan)
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Datroway: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))
Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Datroway
01.0 Denominazione del medicinale
Datroway 100 mg polvere per concentrato per soluzione per infusione
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
Un flaconcino di polvere per concentrato per soluzione per infusione contiene 100 mg di datopotamab deruxtecan. Dopo la ricostituzione, un flaconcino da 5 mL di soluzione contiene 20 mg/mL di datopotamab deruxtecan (vedere paragrafo 6.6).
Datopotamab deruxtecan è un anticorpo farmaco-coniugato (Antibody-Drug Conjugate, ADC) che contiene un anticorpo monoclonale (Monoclonal Antibody, mAb) IgG1 umanizzato anti-TROP2, prodotto da cellule di mammifero (ovaio di criceto cinese), legato in modo covalente a DXd, un derivato di exatecan e un inibitore della topoisomerasi I, tramite un linker scindibile tetrapeptidico. A ciascuna molecola di anticorpo si legano circa 4 molecole di deruxtecan.
Eccipiente con effetti noti
Ogni flaconcino da 100 mg contiene 1,50 mg di polisorbato 80 (E 433).
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Polvere per concentrato per soluzione per infusione.
Polvere liofilizzata di colore da bianco a bianco-giallastro, dall’aspetto simile a una massa compatta.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Cancro della mammella
Datroway in monoterapia è indicato per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con cancro della mammella triplo negativo (Triple Negative Breast Cancer, TNBC) non resecabile o metastatico, che non sono candidati alla terapia con inibitori di PD-1/PD-L1 (vedere paragrafo 5.1).
Datroway in monoterapia è indicato per il trattamento di pazienti adulti con cancro della mammella positivo al recettore ormonale (Hormone Receptor, HR), HER2-negativo non resecabile o metastatico, che hanno ricevuto una terapia endocrina e almeno una linea di chemioterapia nella malattia avanzata (vedere paragrafo 5.1).
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Datroway deve essere prescritto da un medico e somministrato sotto la supervisione di un operatore sanitario esperto nell’uso di medicinali antitumorali. Selezione dei pazienti
I pazienti per il trattamento del cancro della mammella HR-positivo HER2-negativo non resecabile o metastatico devono essere selezionati sulla base di un risultato HER2-negativo documentato, valutato con un dispositivo medico-diagnostico in vitro dotato di marcatura CE, se disponibile, o con un test validato alternativo.
Posologia
La dose raccomandata di Datroway è di 6 mg/kg di peso corporeo (fino a un massimo di 540 mg per pazienti ≥ 90 kg), somministrata come infusione endovenosa una volta ogni 3 settimane (ciclo di 21 giorni) fino alla progressione della malattia o alla comparsa di tossicità inaccettabile.
Premedicazione e medicinali per la profilassi
Prima di ogni infusione di Datroway, deve essere considerato un regime di premedicazione per la prevenzione di reazioni correlate a infusione, costituito da un antistaminico e paracetamolo (con o senza glucocorticoidi) (vedere paragrafo 4.8).
È inoltre raccomandata la somministrazione ai pazienti di una profilassi con agenti antiemetici (desametasone con 5-HT3 antagonisti nonché altri medicinali, quali gli antagonisti dei recettori NK1) prima dell’infusione di Datroway e nei giorni successivi, secondo necessità.
Per la profilassi di cheratite e stomatite, vedere paragrafo 4.4.
Modifiche della dose
Modifiche della dose per reazioni correlate a infusione La velocità di infusione di Datroway deve essere ridotta o l’infusione deve essere sospesa se il paziente sviluppa una reazione correlata a infusione. Datroway deve essere interrotto definitivamente in caso di reazioni correlate a infusione potenzialmente fatali.
Modifiche della dose per reazioni avverse La gestione delle reazioni avverse può richiedere il rinvio della dose, la riduzione della dose o l’interruzione definitiva del trattamento, secondo le linee guida riportate nelle Tabelle 1 e 2.
La dose di Datroway non deve essere nuovamente aumentata dopo una precedente riduzione.
Tabella 1. Riduzioni della dose per reazioni avverse
| Dose iniziale raccomandata | 6 mg/kg (fino a un massimo di 540 mg per pazienti ≥ 90 kg) |
| Prima riduzione della dose | 4 mg/kg (fino a un massimo di 360 mg per pazienti ≥ 90 kg) |
| Seconda riduzione della dose | 3 mg/kg (fino a un massimo di 270 mg per pazienti ≥ 90 kg) |
| Terza riduzione della dose | Interrompere definitivamente |
Tabella 2. Modifiche della dose per reazioni avverse
| Reazione avversa | Severità* | Modifica della dose |
| Malattia polmonare interstiziale (Interstitial Lung Disease, ILD)/polmonite [vedere paragrafi 4.4 e 4.8] | ILD/polmonite asintomatiche (grado 1) | Rinviare la dose fino a risoluzione a grado 0#, poi: • in caso di risoluzione entro 28 giorni dalla data di insorgenza, mantenere la dose; • in caso di risoluzione dopo più di 28 giorni dalla data di |
| Reazione avversa | Severità* | Modifica della dose |
| insorgenza, ridurre la dose di un livello (vedere Tabella 1); • considerare la possibilità di trattamento con corticosteroidi non appena si sospetta ILD/polmonite. | ||
| ILD/polmonite sintomatiche (grado 2 o superiore) | • Interrompere definitivamente. • Avviare prontamente un trattamento con corticosteroidi non appena si sospetta ILD/polmonite. | |
| Cheratite [vedere paragrafi 4.4 e 4.8] | Grado 2 | • Rinviare la dose fino a risoluzione a grado 1 o inferiore, poi mantenere la dose. |
| Grado 3 | • Rinviare la dose fino a risoluzione a grado 1 o inferiore, poi ridurre la dose di 1 livello (vedere Tabella 1). | |
| Grado 4 | • Interrompere definitivamente. | |
| Stomatite [vedere paragrafi 4.4 e 4.8] | Grado 2 | • Rinviare la dose fino a risoluzione a grado 1 o inferiore. • Riprendere alla stessa dose per la prima insorgenza. • Considerare la ripresa a un livello di dose ridotto (vedere Tabella 1) se ricorrente. |
| Grado 3 | • Rinviare la dose fino a risoluzione a grado 1 o inferiore. • Riprendere a un livello di dose ridotto (vedere Tabella 1). | |
| Grado 4 | • Interrompere definitivamente. |
* Secondo i criteri terminologici comuni per gli eventi avversi del National Cancer Institute (NCI CTCAE) versione 5.0. # Grado 0 si riferisce alla risoluzione completa di ILD/polmonite, inclusa la scomparsa di reperti radiologici associati a ILD/polmonite attive. Cicatrizzazione o fibrosi residua dopo la risoluzione di ILD/polmonite non è considerata malattia attiva.
Dose assunta in ritardo o dimenticata
Se si assume in ritardo o si dimentica una dose programmata, la dose deve essere somministrata non appena possibile senza attendere il ciclo successivo previsto. Lo schema di somministrazione deve essere aggiustato per mantenere un intervallo di 3 settimane tra le dosi. Popolazioni speciali
Anziani Non è richiesto un aggiustamento della dose di Datroway nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni. I dati relativi a datopotamab deruxtecan nei pazienti di età pari o superiore a 85 anni sono limitati.
Compromissione renale Non è richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale da lieve a moderata (clearance della creatinina [CLcr] ≥ 30 e < 90 mL/min) (vedere paragrafo 5.2). La dose raccomandata di Datroway in pazienti con compromissione renale severa non è stata stabilita (vedere paragrafo 5.2). I pazienti con compromissione renale severa devono essere attentamente monitorati. Nei pazienti con compromissione renale moderata al basale che hanno ricevuto datopotamab deruxtecan 6 mg/kg è stata osservata un’incidenza più elevata di reazioni avverse gravi rispetto ai pazienti con funzione renale normale.
Compromissione epatica Non è richiesto un aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina totale ≤ il limite superiore della norma [ULN] e livello di aspartato transaminasi [AST] > ULN o bilirubina totale da > 1 a 1,5 volte l’ULN e qualsiasi livello di AST). Esistono dati limitati per formulare una raccomandazione sull’aggiustamento della dose in pazienti con compromissione epatica moderata (bilirubina totale da > 1,5 a 3 volte l’ULN e qualsiasi livello di AST). I dati disponibili in pazienti con compromissione epatica severa (bilirubina totale > 3 volte l’ULN e qualsiasi livello di AST) sono insufficienti. Pertanto, i pazienti con compromissione epatica moderata e severa devono essere attentamente monitorati (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).
Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.
Modo di somministrazione
Datroway è per uso endovenoso. Deve essere ricostituito e diluito da un operatore sanitario e somministrato come infusione endovenosa. Datroway non deve essere somministrato come iniezione endovenosa rapida o in bolo.
La prima infusione deve essere somministrata nell’arco di 90 minuti. I pazienti devono essere osservati durante l’infusione e per almeno 30 minuti dopo la dose iniziale, per rilevare eventuali segni o sintomi di reazioni correlate a infusione.
Le infusioni successive devono essere somministrate nell’arco di 30 minuti, se le infusioni precedenti sono state tollerate. I pazienti devono essere osservati durante l’infusione e per almeno 30 minuti dopo l’infusione.
Precauzioni che devono essere prese prima della manipolazione o della somministrazione del medicinale
Questo medicinale contiene un componente citotossico legato in modo covalente all’anticorpo monoclonale (vedere precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione al paragrafo 6.6).
Per le istruzioni sulla ricostituzione e sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Tracciabilità
Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.
Malattia polmonare interstiziale/polmonite
Casi di malattia polmonare interstiziale (ILD), inclusa polmonite, sono stati segnalati in pazienti trattati con Datroway (vedere paragrafo 4.8). Sono stati osservati casi con esito fatale.
I pazienti devono essere avvisati di segnalare immediatamente tosse, dispnea, febbre e/o l’insorgenza o il peggioramento di sintomi respiratori. I pazienti devono essere monitorati per rilevare segni e sintomi di ILD/polmonite. Segni e sintomi suggestivi di ILD/polmonite devono essere oggetto di accertamenti immediati. I pazienti con sospetta ILD/polmonite devono essere valutati mediante esame radiografico. Si deve considerare la possibilità di consultare uno pneumologo. Per ILD/polmonite asintomatiche (grado 1), considerare il trattamento con corticosteroidi (ad esempio, ≥ 0,5 mg/kg/die di prednisolone o equivalente). Datroway deve essere rinviato fino al recupero a grado 0 e può essere ripreso secondo le istruzioni contenute nella Tabella 2 (vedere paragrafo 4.2). Per ILD/polmonite sintomatiche (grado 2 o superiore), iniziare prontamente il trattamento con corticosteroidi sistemici (ad esempio, ≥ 1 mg/kg/die di prednisolone o equivalente) e continuare per almeno 14 giorni, quindi procedere alla riduzione graduale per almeno 4 settimane. Datroway deve essere interrotto definitivamente nei pazienti con diagnosi di ILD/polmonite sintomatiche (grado 2 o superiore) (vedere paragrafo 4.2). I pazienti con anamnesi positiva per ILD/polmonite possono essere a maggior rischio di sviluppare ILD/polmonite e devono essere attentamente monitorati.
Ipersensibilità
Con datopotamab deruxtecan sono state osservate reazioni anafilattiche gravi. I pazienti devono essere tenuti sotto attenta osservazione per rilevare eventuali reazioni di ipersensibilità/allergiche, che possono avere la stessa presentazione clinica di una reazione correlata all’infusione. I medicinali per il trattamento di tali reazioni devono essere disponibili per l’uso immediato, unitamente alle attrezzature di emergenza. In caso di reazione grave di ipersensibilità, il trattamento con datopotamab deruxtecan deve essere immediatamente e permanentemente interrotto.
Cheratite
Datroway può causare effetti indesiderati sulla superficie oculare, inclusa cheratite. Segni e sintomi di cheratite possono comprendere occhio secco, lacrimazione aumentata, fotofobia e alterazioni dannose della vista (vedere paragrafo 4.8).
I pazienti devono essere avvisati di usare come profilassi un collirio lubrificante privo di conservanti diverse volte al giorno. I pazienti devono essere avvisati di evitare l’uso di lenti a contatto, se non su istruzioni di un oftalmologo. I pazienti devono essere sollecitamente inviati ad appropriate valutazioni oftalmologiche per qualsiasi nuova insorgenza o peggioramento di segni e sintomi oculari che possono essere indicativi di cheratite. La cheratite deve essere monitorata e, in caso di conferma della diagnosi, la dose di Datroway deve essere rinviata o ridotta oppure il trattamento con Datroway deve essere interrotto definitivamente (vedere paragrafo 4.2).
I pazienti con malattia corneale clinicamente significativa sono stati esclusi dallo studio (vedere paragrafo 5.1). I pazienti con cheratite preesistente devono essere attentamente monitorati.
Stomatite
Casi di stomatite, incluse ulcere della bocca e mucosite orale, sono stati segnalati in pazienti trattati con Datroway (vedere paragrafo 4.8). Oltre a praticare una buona igiene orale, all’inizio e per tutta la durata del trattamento con Datroway, è raccomandato l’uso giornaliero di un collutorio a base di steroidi (ad esempio, desametasone soluzione orale 0,1 mg/mL 4 volte al giorno, o regime simile con collutorio a base di steroidi) per la profilassi e il trattamento. Ove clinicamente indicato, può essere considerato l’impiego di agenti antimicotici in conformità alle linee guida locali. In assenza di una profilassi con collutorio a base di steroidi, è raccomandato l’uso di blandi risciacqui orali (ad esempio, un collutorio non alcolico e/o un collutorio a base di bicarbonato), secondo le linee guida locali. Può essere considerata anche la possibilità di tenere in bocca cubetti di ghiaccio o acqua ghiacciata per la durata dell’infusione. Se si manifesta stomatite, è possibile aumentare la frequenza dei risciacqui orali e/o utilizzare altri trattamenti topici. In base alla severità della reazione avversa, la dose di Datroway deve essere rinviata o ridotta oppure il trattamento con Datroway deve essere interrotto definitivamente (vedere paragrafo 4.2).
Tossicità embriofetale
Sulla base delle evidenze negli animali e del suo meccanismo d’azione, il componente inibitore della topoisomerasi I di Datroway può causare danno embriofetale in caso di somministrazione a donne in gravidanza.
Nei pazienti di sesso femminile in età fertile deve essere verificato lo stato di gravidanza prima di iniziare il trattamento con Datroway. La paziente deve essere informata dei potenziali rischi per il feto. I pazienti di sesso femminile in età fertile devono essere avvisati di usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per almeno 7 mesi dopo l’ultima dose di Datroway. I pazienti di sesso maschile con partner femminili in età fertile devono essere avvisati di usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento e per almeno 4 mesi dopo l’ultima dose di Datroway (vedere paragrafo 4.6).
Pazienti con compromissione epatica moderata o severa
I dati nei pazienti con compromissione epatica moderata e compromissione epatica severa sono limitati. Poiché le principali vie di eliminazione dell’inibitore della topoisomerasi I, DXd, sono il metabolismo e l’escrezione biliare, Datroway deve essere somministrato con cautela nei pazienti con compromissione epatica moderata e severa (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).
Eccipienti con effetti noti
Questo medicinale contiene 1,5 mg di polisorbato 80 per ogni flaconcino. I polisorbati possono provocare reazioni allergiche.
04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Non sono stati effettuati studi clinici d’interazione farmacologica con datopotamab deruxtecan. Tuttavia, studi clinici d’interazione farmacologica sono stati condotti con trastuzumab deruxtecan (TDXd), che contiene lo stesso payload DXd di Datroway. La C di DXd non è risultata influenzata da max ritonavir (inibitore di CYP3A4 e OATP1B1 e 1B3) o itraconazolo (inibitore del CYP3A4). L’AUC è risultata aumentata di 1,2 volte da entrambi gli inibitori, un dato non considerato clinicamente rilevante. Pertanto, è molto probabile che gli inibitori di CYP3A4, OATP1B1 e OATP1B3 non avranno un effetto clinicamente rilevante sulla PK di deruxtecan rilasciato da datopotamab deruxtecan.
04.6 Gravidanza e allattamento
Donne in età fertile/contraccezione negli uomini e nelle donne
Lo stato di gravidanza delle donne in età fertile deve essere verificato prima di iniziare il trattamento con Datroway. Le donne in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con Datroway e per almeno 7 mesi dopo l’ultima dose.
Gli uomini con partner femminili in età fertile devono usare misure contraccettive efficaci durante il trattamento con Datroway e per almeno 4 mesi dopo l’ultima dose.
Gravidanza
Non sono disponibili dati relativi all’uso di Datroway in donne in gravidanza. Tuttavia, sulla base delle evidenze negli animali e del suo meccanismo d’azione, è prevedibile che il componente inibitore della topoisomerasi I, DXd, causi danno embriofetale in caso di somministrazione a donne in gravidanza (vedere paragrafo 5.3).
Datroway non è raccomandato durante la gravidanza e in donne in età fertile che non usano misure contraccettive. Le pazienti devono essere informate dei potenziali rischi per il feto prima di iniziare una gravidanza e della necessità di contattare immediatamente il medico se iniziano una gravidanza.
Allattamento
Non è noto se datopotamab deruxtecan sia escreto nel latte materno. L’IgG umana è escreta nel latte materno. A causa delle potenziali reazioni avverse gravi nei lattanti, le donne devono interrompere l’allattamento con latte materno prima di iniziare il trattamento con Datroway. Le donne possono iniziare l’allattamento con latte materno 1 mese dopo la conclusione del trattamento.
Fertilità
Non sono disponibili dati sugli esseri umani relativi all’effetto di datopotamab deruxtecan sulla fertilità. Sulla base dei risultati derivati dagli studi di tossicità negli animali, Datroway può compromettere la funzione riproduttiva e la fertilità nei maschi e nelle femmine (vedere paragrafo 5.3).
Gli uomini e le donne devono richiedere una consulenza sulla conservazione della fertilità prima di iniziare il trattamento. Non è noto se datopotamab deruxtecan o suoi metaboliti si rilevino nel liquido seminale. I pazienti di sesso maschile non devono congelare o donare lo sperma per tutto il periodo di trattamento e per almeno 4 mesi dopo la dose finale di Datroway. I pazienti di sesso femminile non devono donare, né prelevare per uso personale, ovuli per tutto il periodo di trattamento e per almeno 7 mesi dopo la dose finale di Datroway.
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Datroway può alterare la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. I pazienti devono essere avvisati di usare cautela nella guida di veicoli o nell’uso di macchinari nel caso in cui si manifestino stanchezza o alterazioni della vista durante il trattamento con Datroway (vedere paragrafo 4.8).
04.8 Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Il profilo di sicurezza è stato valutato sulla base di dati aggregati provenienti da quattro studi clinici a cui hanno partecipato 841 pazienti che hanno ricevuto Datroway 6 mg/kg di peso corporeo per il trattamento del cancro della mammella. L’esposizione mediana a Datroway in questo set di dati è stata di 6,4 mesi (intervallo da 0,7 a 38 mesi).
Le reazioni avverse più comuni sono state stomatite (64,3%), nausea (52,7%), stanchezza (40,4%), alopecia (36,9%), stipsi (34,7%), vomito (25,0%), occhio secco (23,9%), anemia (19,3%), appetito ridotto (17,6%), cheratite (16,6%), aspartato aminotransferasi (AST) aumentata (15,7%), eruzione cutanea (15,2%), neutropenia (14,9%), COVID-19 (13,1%), leucopenia (12,5%), alanina aminotransferasi (ALT) aumentata (11,9%) e diarrea (10,2%).
Le reazioni avverse di grado 3/4 più comuni sono state stomatite (8,1%), amilasi aumentata (3,9%), stanchezza (3,8%), anemia (3,0 %), AST aumentata (1,9%), infezione polmonare (1,9%), cheratite (1,8%), neutropenia (1,8%), vomito (1,7%), ALT aumentata (1,3%), nausea (1,1%) e infezione delle vie urinarie (1,1%). Reazioni avverse di grado 5 si sono verificate nello 0,5% dei pazienti ed erano dovute a ILD/polmonite, dispnea e sepsi.
Le reazioni avverse gravi più comuni sono state infezione polmonare (1,9%), COVID-19 (1,5%), ILD/polmonite (1,1%) e vomito (1,1%).
La frequenza di interruzione del trattamento dovuta a reazioni avverse è stata del 3,6%. La reazione avversa più comune che ha portato a un’interruzione del trattamento è stata ILD/polmonite (1,7%). La frequenza di riduzioni della dose dovute a reazioni avverse è stata del 22,1%. Le reazioni avverse più comuni che hanno portato a una riduzione della dose sono state stomatite (11,5%), stanchezza (3,4 %), cheratite (1,8%), nausea (1,4%) e amilasi aumentata (1,3%). La frequenza di sospensioni della dose dovute a reazioni avverse è stata del 22,7%. Le reazioni avverse più comuni che hanno portato a una sospensione della dose sono state stomatite (5,0%), COVID-19 (3,8%), infezione polmonare (2,0%), cheratite (1,7%), stanchezza (1,8%), amilasi aumentata (1,8%), ILD/polmonite (1,5%), occhio secco (1,2%), neutropenia (1,2%) e reazione correlata a infusione (1,2%).
Tabella delle reazioni avverse
La Tabella 3 presenta le reazioni avverse segnalate con Datroway. Le reazioni avverse sono elencate in base alla classificazione per sistemi e organi e alla categoria di frequenza. Le frequenze delle reazioni avverse si basano sulle frequenze di eventi avversi di ogni causa, in cui una percentuale di eventi per una reazione avversa può avere cause diverse da datopotamab deruxtecan, ad esempio la malattia, altri medicinali o cause non correlate. La severità delle reazioni avverse da farmaci è stata valutata sulla base dei criteri terminologici comuni per gli eventi avversi (CTCAE), con le seguenti definizioni: grado 1 = lieve, grado 2 = moderato, grado 3 = severo, grado 4 = potenzialmente fatale e grado 5 = decesso.
Le categorie di frequenza sono definite come: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità.
Tabella 3. Reazioni avverse in pazienti trattati con datopotamab deruxtecan 6 mg/kg
| Classificazione per sistemi e organi | Categoria di frequenzaq | Reazioni avverse |
| Infezioni ed infestazioni | ||
| Molto comune | COVID-19a | |
| Comune | infezione delle vie urinarie, infezione polmonareb | |
| Non comune | sepsi | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | ||
| Molto comune | anemia, neutropeniac, leucopeniad | |
| Disturbi del sistema immunitario | ||
| Non comune | reazione anafilattica | |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | ||
| Molto comune | appetito ridotto | |
| Patologie del sistema nervoso | ||
| Comune | disgeusia | |
| Patologie dell’occhio | ||
| Molto comune | occhio secco, cheratitee |
| Classificazione per sistemi e organi | Categoria di frequenzaq | Reazioni avverse |
| Comune | congiuntivitef, lacrimazione aumentata, cheratopatiag, blefarite, disfunzione delle ghiandole di Meibomio, visione annebbiata, fotofobia, compromissione della visioneh | |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | ||
| Comune | ILD/polmonitei, dispnea, rinorrea | |
| Patologie gastrointestinali | ||
| Molto comune | stomatitej, nausea, stipsi, vomito, diarrea | |
| Comune | bocca secca | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | ||
| Molto comune | alopecia, eruzione cutaneak | |
| Comune | iperpigmentazione cutaneal, cute seccam, prurito, madarosi | |
| Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione | ||
| Molto comune | stanchezzan | |
| Esami diagnostici | ||
| Molto comune | aspartato aminotransferasi aumentata, alanina aminotransferasi aumentata | |
| Comune | amilasi aumentatao | |
| Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura | ||
| Comune | reazione correlata a infusionep |
a Comprende COVID-19, polmonite da COVID-19, test per SARS-CoV-2 positivo. b Comprende infezione polmonare, infezione delle vie respiratorie inferiori, infezione micotica delle vie respiratorie inferiori. c Comprende neutropenia e conta dei neutrofili diminuita. d Comprende leucopenia e conta leucocitaria diminuita. e Comprende cheratite, cheratite puntata e cheratite ulcerativa. f Comprende congiuntivite, disturbo della congiuntiva, iperemia congiuntivale e irritazione della congiuntiva. g Comprende cheratopatia, difetto epiteliale della cornea, lesione della cornea e traumatismo corneale. h Comprende compromissione della visione e acuità visiva ridotta. i Comprende malattia polmonare interstiziale e polmonite. j Comprende stomatite, ulcera aftosa, glossite, ulcerazione della bocca, odinofagia, dolore orale, dolore orofaringeo e infiammazione faringea. k Comprende eruzione cutanea, eruzione eritematosa, eruzione maculo-papulare ed esantema pruriginoso. l Comprende iperpigmentazione cutanea e alterazione del colore della pelle. m Comprende cute secca e xerosi. n Comprende stanchezza e astenia. o Comprende amilasi aumentata e iperamilasemia. p Reazione correlata a infusione comprende qualsiasi reazione (reazione correlata a infusione, broncospasmo, brividi, rossore, ipersensibilità, ipotensione, prurito, piressia, eruzione cutanea, eruzione maculo-papulare, orticaria, respiro sibilante) che si verifica nello stesso giorno dell’infusione di Datroway. q Sulla base dei dati di sicurezza attualmente disponibili, non sono state individuate reazioni avverse con una frequenza rara o molto rara.
Descrizione di reazioni avverse selezionate
Malattia polmonare interstiziale/polmonite
ILD/polmonite è stata segnalata dallo sperimentatore nel 4,4% del pool di pazienti trattati con Datroway 6 mg/kg; di questi, il 3,4% è stato confermato mediante la validazione indipendente degli eventi. Del 3,4% totale confermato mediante validazione indipendente, l’1,0% era di grado 1, l’1,7% di grado 2, lo 0,6% di grado 3 e lo 0,2% di grado 5. Il tempo mediano alla prima insorgenza è stato di 5,3 mesi (intervallo: da 1,1 a 19,3). ILD/polmonite si è risolta nel 41% dei pazienti, con una durata mediana di 0,9 mesi (intervallo: da 0,3 a 5,2).
Effetti indesiderati sulla superficie oculare
Effetti indesiderati sulla superficie oculare si sono verificati nel 46,3% del pool di pazienti trattati con Datroway; di questi, il 29,1% di grado 1, il 13,2% di grado 2, il 3,6% di grado 3 e lo 0,36% di grado 4. La cheratite si è verificata nel 16,6% del pool di pazienti trattati con Datroway; di questi, il 10,7% di grado 1, il 4,2% di grado 2, l’1,7% di grado 3 e lo 0,1% di grado 4. Il tempo mediano all’insorgenza è stato di 4,4 mesi (intervallo: da 0,3 a 24). La cheratite si è risolta nel 50% dei pazienti, con una durata mediana di 2,3 mesi (intervallo: da 0,2 a 15,9). L’interruzione definitiva del trattamento dovuta a cheratite si è verificata nello 0,5% dei pazienti.
Stomatite
Stomatite si è verificata nel 64,3% del pool di pazienti trattati con Datroway; di questi, il 29,1% di grado 1, il 27,1% di grado 2 e l’8,1% di grado 3. Il tempo mediano alla prima insorgenza è stato di 0,7 mesi (intervallo: da 0,03 a 19,8), con una durata mediana di 1,1 mesi (intervallo: da 0,03 a 25,5). L’interruzione definitiva del trattamento dovuta a stomatite si è verificata nello 0,2% dei pazienti.
Eventi ematologici
Neutropenia si è verificata nel 14,9% dei pazienti trattati con Datroway (l’1,8% era di grado ≥ 3). Leucopenia si è verificata nel 12,5% dei pazienti trattati con Datroway (lo 0,7% era di grado ≥ 3). Il fattore stimolante le colonie è stato utilizzato nel 4,0% dei pazienti trattati con Datroway.
Anziani
Degli 841 pazienti con cancro della mammella trattati con Datroway alla dose di 6 mg/kg, il 22,6% aveva un’età pari o superiore a 65 anni e il 4,5% aveva un’età pari o superiore a 75 anni. I dati sono limitati per stabilire la sicurezza nei pazienti di età pari o superiore a 85 anni.
Nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni, in confronto ai pazienti di età inferiore a 65 anni, è stata osservata una percentuale numericamente maggiore di reazioni avverse di grado 3/4 (33,7% vs 29,0%), reazioni avverse gravi (11,1% vs 8,4%) e reazioni avverse che hanno portato all’interruzione definitiva del trattamento (4,2% vs 3,4%).
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.
04.9 Sovradosaggio
Attualmente non esiste un trattamento specifico in caso di sovradosaggio. Una posologia superiore a quella indicata può aumentare il rischio di reazioni avverse. I medici devono seguire le misure di supporto generali e istituire un trattamento appropriato.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: agenti antineoplastici, anticorpi monoclonali e anticorpi farmacoconiugati, codice ATC: L01FX35 Meccanismo d’azione
Datopotamab deruxtecan è un anticorpo farmaco-coniugato mirato contro TROP2. L’anticorpo è una IgG1 umanizzata anti-TROP2 legata a deruxtecan, un inibitore della topoisomerasi I (DXd), mediante un linker scindibile tetrapeptidico. L’anticorpo farmaco-coniugato è stabile nel plasma. L’anticorpo si lega a TROP2 espressa sulla superficie di determinate cellule tumorali. Dopo il legame, datopotamab deruxtecan subisce internalizzazione nelle cellule tumorali. Successivamente, il rilascio di DXd causa danno del DNA e morte delle cellule per apoptosi attraverso l’inibizione della topoisomerasi I. Datopotamab deruxtecan può presentare inoltre tossicità indiretta, come evidenziato in vitro, attraverso meccanismi di citotossicità cellulo-mediata anticorpo-dipendente (Antibody-Dependent Cellular Cytotoxicity, ADCC), fagocitosi cellulare anticorpo-dipendente (Antibody-Dependent Cellular Phagocytosis, ADCP) e un effetto citotossico bystander di DXd nei confronti delle cellule tumorali.
Effetti farmacodinamici
Immunogenicità
Come per tutte le proteine terapeutiche, esiste un potenziale di immunogenicità. Durante il periodo di trattamento mediano di 5,8 mesi negli studi clinici in pazienti affetti da NSCLC e cancro della mammella trattati con Datroway alla dose di 6 mg/kg, l’incidenza degli anticorpi antidatopotamab deruxtecan è stata del 16% (222 su 1 350) e l’incidenza di anticorpi neutralizzanti verso datopotamab deruxtecan è stata del 2,7% (37 su 1 350). Non vi è stato alcun effetto apparente degli anticorpi anti-farmaco sulla farmacocinetica o sull’efficacia di datopotamab deruxtecan. Non è stato osservato alcun impatto clinicamente significativo sulla sicurezza di datopotamab deruxtecan.
Efficacia e sicurezza clinica
Cancro della mammella triplo negativo
TROPION-Breast02 (NCT 05374512) L’efficacia di Datroway è stata valutata nello studio TROPION-Breast02, uno studio randomizzato multicentrico, in aperto, di 644 pazienti con cancro della mammella triplo negativo (TNBC) non resecabile o metastatico che non avevano ricevuto chemioterapia o altra terapia antitumorale sistemica precedente per cancro della mammella non resecabile o metastatico.
Sono stati arruolati pazienti con malattia metastatica de novo o ricorrente; erano idonei allo studio pazienti con qualsiasi periodo di tempo trascorso tra la precedente terapia per cancro della mammella allo stadio iniziale e la recidiva.
I pazienti non dovevano essere stati candidati a terapia con inibitori di PD-1/PD-L1, ovvero il tumore era PD-L1 negativo oppure era PD-L1 positivo e il paziente aveva presentato:
- una recidiva del cancro della mammella dopo precedente terapia con inibitori di PD-1/PD-L1
per malattia allo stadio iniziale, oppure
- comorbilità che precludevano la terapia con inibitori di PD-1/PD-L1, oppure
- impossibilità ad accedere alla terapia con inibitori di PD-1/PD-L1 per mancanza di
approvazione da parte delle autorità regolatorie.
I pazienti con metastasi cerebrali stabili sono stati inclusi nello studio. Lo studio ha escluso i pazienti con anamnesi di ILD/polmonite che richiedevano un trattamento con steroidi, i pazienti con ILD/polmonite in corso, o i pazienti con anamnesi di malattia corneale clinicamente significativa allo screening. Sono stati esclusi anche i pazienti con performance status secondo l’Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) > 1.
In totale, 644 pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere Datroway 6 mg/kg (N = 323) mediante infusione endovenosa ogni 3 settimane o la chemioterapia scelta dal medico (N = 321, paclitaxel 27,7%, nab-paclitaxel 54,2%, capecitabina 2,2%, eribulina 11,2% o carboplatino 4,7%) fino alla comparsa di tossicità inaccettabile o alla progressione della malattia. La chemioterapia scelta non includeva antracicline e si basava sul precedente uso da parte del paziente di taxani e sull’intervallo libero da malattia (Disease Free Interval, DFI). La randomizzazione è stata stratificata per regione geografica (Stati Uniti, Canada ed Europa o resto del mondo), stato PD-L1 (positivo o negativo) e storia di DFI (de novo, ≤ 12 mesi o > 12 mesi). Il DFI era definito come il tempo trascorso tra il completamento del trattamento con intento curativo (la data dell’intervento chirurgico primario per il cancro della mammella oppure la data dell’ultima dose della terapia antitumorale sistemica [non includendo la terapia endocrina], a seconda di quale evento si fosse verificato per ultimo) e la prima recidiva della malattia documentata (mediante biopsia o esami di imaging), locale o a distanza. Nella determinazione del DFI, la radioterapia adiuvante non è stata considerata un trattamento con intento curativo.
I duplici endpoint primari erano la sopravvivenza libera da progressione (Progression-Free Survival, PFS) valutata mediante revisione centrale indipendente in cieco (Blinded Independent Central Review, BICR) secondo i criteri di valutazione della risposta nei tumori solidi (Response Evaluation Criteria in Solid Tumours, RECIST) v.1.1, e la sopravvivenza globale (Overall Survival, OS). Gli endpoint secondari includevano il tasso di risposta obiettiva (Objective Response Rate, ORR) e la durata della risposta (Duration of Response, DOR).
Le caratteristiche demografiche e della malattia al basale risultavano simili tra i bracci di trattamento. L’età mediana era di 56 anni (intervallo: da 23 a 85); il 24,8% aveva un’età ≥ 65 anni e il 99,7% era di sesso femminile; il 44,1% della popolazione era bianca, il 4,2% nera o afroamericana, il 43,8% asiatica e il 15,1% era di origine etnica ispanica/latino-americana; il 58,5% aveva un performance status (PS) secondo l’ECOG pari a 0 e il 41,5% un PS ECOG pari a 1; il 75,5% aveva malattia viscerale, il 29,7% aveva metastasi epatiche e il 9,9% metastasi cerebrali stabili al momento della randomizzazione. Nel 3,0% dei casi (19 pazienti) sono state riportate mutazioni del gene BRCA; i dati relativi allo stato del gene BRCA erano disponibili per 185 pazienti (28,7%).
L’89,8% dei pazienti aveva malattia PD-L1 negativa e il 9,8% dei pazienti malattia PD-L1 positiva. Il 34,0% dei pazienti presentava malattia metastatica de novo. Il DFI era ≤ 12 mesi nel 20,7% dei pazienti e > 12 mesi nel 45,3% dei pazienti. Il DFI era ≤ 6 mesi nel 15,2% dei pazienti.
I risultati di efficacia sono presentati nella Tabella 4 e nella Figura 1 e nella Figura 2.
Tabella 4: Risultati di efficacia nello studio TROPION-Breast02
| Parametro di efficacia | Datroway (N = 323) | Chemioterapia (N = 321) |
| Sopravvivenza libera da progressione (PFS) secondo BICR | ||
| Numero di eventi (%) | 199 (61,6) | 209 (65,1) |
| Mediana, mesi (IC al 95%) | 10,8 (8,6; 13,0) | 5,6 (5,0; 7,0) |
| Rapporto di rischio (Hazard ratio) (IC al 95%) | 0,57 (0,47; 0,69) | |
| Valore pa | < 0,0001 | |
| Sopravvivenza globale (OS) | ||
| Numero di eventi (%) | 168 (52,0) | 181 (56,4) |
| Mediana, mesi (IC al 95%) | 23,7 (19,8; 25,6) | 18,7 (16,0; 21,8) |
| Rapporto di rischio (Hazard ratio) (IC al 95%) | 0,79 (0,64; 0,98) | |
| Valore pb | 0,0291 | |
| Tasso di risposta obiettiva secondo BICR | ||
| n (%) | 202 (62,5) | 94 (29,3) |
| IC al 95% | 57,3; 68,0 | 23,7; 33,7 |
a Il limite predefinito del valore p era di 0,01. b Il limite predefinito del valore p era di 0,0499. Figura 1. Curva di Kaplan-Meier della PFS secondo BICR nello studio TROPION-Breast02
Figura 2. Curva di Kaplan-Meier della OS nello studio TROPION-Breast02
Cancro della mammella HR+/HER2-
TROPION-Breast01 (NCT05104866) L’efficacia di Datroway è stata valutata nello studio TROPION-Breast01, uno studio randomizzato multicentrico, in aperto, di 732 pazienti con cancro della mammella HR-positivo, HER2-negativo (IHC 0, IHC1+ o IHC2+/ISH-) non resecabile o metastatico. I pazienti dovevano avere manifestato una progressione e non essere idonei alla terapia endocrina. I pazienti dovevano avere ricevuto da 1 a 2 linee di chemioterapia precedente nel contesto di malattia non resecabile o metastatica. I pazienti con metastasi cerebrali clinicamente inattive sono stati inclusi nello studio. Lo studio ha escluso i pazienti con anamnesi di ILD/polmonite che richiedevano un trattamento con steroidi, i pazienti con ILD/polmonite in corso, o i pazienti con anamnesi di malattia cardiaca, polmonare o corneale clinicamente significativa allo screening. I pazienti sono stati inoltre esclusi per performance status secondo l’Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) > 1.
In totale, 732 pazienti sono stati randomizzati in rapporto 1:1 a ricevere Datroway 6 mg/kg (N = 365) mediante infusione endovenosa ogni 3 settimane o la chemioterapia scelta dal medico (N = 367, eribulina 59,9%, capecitabina 20,7%, vinorelbina 10,4% o gemcitabina 9,0%), fino alla comparsa di tossicità inaccettabile o alla progressione della malattia. La randomizzazione è stata stratificata per precedenti linee di chemioterapia (una o due), precedente trattamento con un inibitore delle CDK4/6 (sì vs no) e regione geografica (Stati Uniti, Canada, Europa o resto del mondo). Esami di imaging del tumore sono stati eseguiti ogni 6 settimane fino alla progressione della malattia.
I duplici endpoint primari di efficacia erano la sopravvivenza libera da progressione (ProgressionFree Survival, PFS), valutata mediante revisione centrale indipendente in cieco (Blinded Independent Central Review, BICR) secondo i criteri di valutazione della risposta nei tumori solidi (Response Evaluation Criteria in Solid Tumours, RECIST) v1.1, e la sopravvivenza globale (Overall Survival, OS). Il tasso di risposta obiettiva (Objective Response Rate, ORR) confermata e la durata della risposta (Duration of Response, DOR) erano endpoint secondari.
Le caratteristiche demografiche e della malattia al basale risultavano simili tra i bracci di trattamento. L’età mediana era di 55 anni (intervallo da 28 a 86); il 22,3% aveva un’età ≥ 65 anni e il 98,8% era di sesso femminile; il 47,8% della popolazione era bianca, l’1,5% nera o afroamericana e il 40,7% asiatica e l’11,3% era di origine etnica ispanica/latino-americana; il 57% aveva un performance status (PS) secondo l’ECOG pari a 0 e il 42,3% un PS ECOG pari a 1; il 97,3% aveva malattia viscerale, il 71,9% aveva metastasi epatiche e il 7,9% metastasi cerebrali stabili al basale al momento della randomizzazione.
Il 60,2% dei pazienti aveva ricevuto una precedente terapia endocrina nel contesto (neo)adiuvante, l’88,5% aveva ricevuto una precedente terapia endocrina nel contesto della malattia non resecabile o metastatica e tutti i pazienti avevano ricevuto precedenti regimi di chemioterapia nel contesto della malattia non resecabile o metastatica. Nel complesso, l’80,7% dei pazienti era stato trattato in precedenza con taxani e il 63,8% con antracicline. Il 62% dei pazienti aveva ricevuto 1 precedente regime di chemioterapia e il 37,7% aveva ricevuto 2 precedenti regimi di chemioterapia per il trattamento della malattia non resecabile o metastatica. L’82,5% dei pazienti aveva ricevuto un precedente trattamento con un inibitore di CDK4/6.
I risultati di efficacia sono presentati nella Tabella 5 e nella Figura 3 e nella Figura 4.
Tabella 5. Risultati di efficacia nello studio TROPION-Breast01
| Parametro di efficacia | Datroway (N = 365) | Chemioterapia (N = 367) |
| Sopravvivenza libera da progressione (PFS) secondo BICRa | ||
| Numero di eventi (%) | 212 (58,1) | 235 (64,0) |
| Mediana, mesi (IC al 95%) | 6,9 (5,7; 7,4) | 4,9 (4,2; 5,5) |
| Rapporto di rischio (Hazard Ratio) (IC al 95%) | 0,63 (0,52; 0,76) | |
| valore pb | < 0,0001 | |
| Sopravvivenza globale (OS)c, d | ||
| Numero di eventi (%) | 223 (61,1) | 213 (58,0) |
| Mediana, mesi (IC al 95%) | 18,6 (17,3; 20,1) | 18,3 (17,3; 20,5) |
| Rapporto di rischio (Hazard ratio) (IC al 95%) | 1,01 (0,83; 1,22) | |
| Valore pe | 0,9445 | |
| Tasso di risposta obiettiva secondo BICRa, f | ||
| n (%) | 133 (36,4) | 84 (22,9) |
| IC al 95% | 31,4; 41,3 | 18,6; 27,2 |
| Durata della risposta secondo BICRa, f | ||
| Mediana, mesi (IC al 95%) | 6,7 (5,6; 9,8) | 5,7 (4,9; 6,8) |
a Cut-off dei dati 17 luglio 2023. b Il limite predefinito del valore p era di 0,01. c Cut-off dei dati 24 luglio 2024. d Il 12,3% e il 24,0% dei pazienti rispettivamente nel braccio datopotamab deruxtecan e ICC (chemioterapia scelta dal medico) hanno ricevuto un trattamento successivo con trastuzumab deruxtecan e/o sacituzumab govitecan dopo l’interruzione definitiva del trattamento. e Il limite predefinito del valore p era di 0,0403. f Gli endpoint sono stati analizzati in maniera descrittiva.
Figura 3. Curva di Kaplan-Meier della PFS secondo BICR nello studio TROPION-Breast01 (cut-off dei dati 17 luglio 2023)
Il miglioramento della PFS mediante BICR è risultato consistente tra i sottogruppi di pazienti prespecificati, compresi quelli basati su regione geografica, precedente uso di un inibitore di CDK4/6 e linea di terapia precedente.
Figura 4: Curva di Kaplan-Meier della OS finale nello studio TROPION-Breast01 (cut-off dei dati 24 luglio 2024)
Popolazione pediatrica
L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con Datroway in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per il cancro della mammella (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Alla posologia raccomandata di Datroway, la media geometrica (coefficiente di variazione [CV]%) della C di datopotamab deruxtecan e DXd era rispettivamente di 154 µg/mL (20,3%) e di max 2,82 ng/mL (58,1%), mentre l’AUC (area sotto la curva concentrazione plasmatica/tempo) di datopotamab deruxtecan e DXd era rispettivamente di 671 µg*giorno/mL (31,4%) e di 18,5 ng*giorno/mL (42,6%) dopo la prima dose nel ciclo 1.
Distribuzione
Il volume di distribuzione allo steady state di datopotamab deruxtecan è di 3,52 L. In vitro, nell’intervallo di concentrazione da 10 ng/mL a 100 ng/mL, il legame medio alle proteine plasmatiche umane di DXd era compreso tra il 96,8% e il 98,0%, mentre il rapporto di concentrazione sangue/plasma di DXd era di 0,59-0,62.
Biotrasformazione
Datopotamab deruxtecan subisce clivaggio intracellulare da parte degli enzimi lisosomiali per il rilascio di DXd. L’anticorpo monoclonale IgG1 TROP2 umanizzato si degrada prevedibilmente in piccoli peptidi e aminoacidi attraverso vie cataboliche, analogamente a quanto avviene per le IgG endogene. Studi del metabolismo condotti in vitro in microsomi epatici umani indicano che DXd viene metabolizzato principalmente dal CYP3A4 tramite vie ossidative e non subisce un metabolismo significativo da parte dell’UGT o di altri enzimi del CYP.
Eliminazione
Dopo somministrazione endovenosa di datopotamab deruxtecan nei pazienti, la clearance di datopotamab deruxtecan era stimata in 0,57 L/giorno. L’emivita di eliminazione (t ) mediana di 1/2 datopotamab deruxtecan era di 4,82 giorni e la t mediana apparente di DXd rilasciato era di circa 1/2 5,50 giorni. In vitro, DXd è risultato un substrato di P-gp, OATP1B1, OATP1B3, MATE2-K, MRP1 e BCRP. L’escrezione di DXd non è stata studiata nell’uomo.
Interazioni in vitro
Effetti di Datroway sulla farmacocinetica di altri medicinali
Gli studi in vitro indicano che DXd non inibisce né induce i principali enzimi del CYP450, inclusi CYP1A2, 2B6, 2C8, 2C9, 2C19, 2D6 e 3A. Gli studi in vitro indicano che DXd non inibisce i trasportatori OAT1, OAT3, OCT1, OCT2, OATP1B1, OATP1B3, MATE1, MATE2-K, P-gp, BCRP o BSEP.
Effetti di altri medicinali sulla farmacocinetica di Datroway
In vitro, DXd è risultato un substrato di P-gp, OATP1B1, OATP1B3, MATE2-K, MRP1 e BCRP. Non si prevedono interazioni clinicamente significative con medicinali che sono inibitori dei trasportatori MATE2-K, MRP1, P-gp, OATP1B1 o BCRP (vedere paragrafo 4.5).
Linearità/Non linearità
L’esposizione a datopotamab deruxtecan e a DXd rilasciato quando somministrato per via endovenosa è aumentata in proporzione alla dose nell’intervallo da 4 mg/kg a 10 mg/kg (circa da 0,7 a 1,7 volte la dose raccomandata). Non è stato osservato un accumulo di datopotamab deruxtecan alla dose di 6 mg/kg tra il ciclo 1 e il ciclo 3.
Popolazioni speciali
Sulla base di un’analisi farmacocinetica di popolazione, l’età (da 26 a 86 anni), la razza, la regione e il sesso non hanno avuto un effetto clinicamente significativo sull’esposizione a datopotamab deruxtecan o DXd. Il volume di distribuzione medio e la clearance di datopotamab deruxtecan e DXd aumentano con l’aumento del peso corporeo (da 35,6 kg a 156 kg). Questo dato è considerato clinicamente rilevante. Vedere paragrafo 4.2 per le raccomandazioni sulla dose. Compromissione renale
Non sono stati condotti studi dedicati sulla compromissione renale. Sulla base di un’analisi farmacocinetica di popolazione comprendente pazienti con compromissione renale da lieve a moderata (CLcr ≥ 30 e < 90 mL/min) (stimata con il metodo di Cockcroft-Gault), la farmacocinetica di datopotamab deruxtecan o DXd non è stata influenzata da una compromissione renale da lieve a moderata, rispetto a una funzionalità renale normale (CLcr ≥ 90 mL/min). L’effetto della compromissione renale severa (CLcr < 30 mL/min) sulla farmacocinetica di datopotamab deruxtecan o DXd non è noto (vedere paragrafo 4.2).
Compromissione epatica
Non sono stati condotti studi dedicati sulla compromissione epatica. Sulla base di un’analisi farmacocinetica di popolazione comprendente pazienti con compromissione epatica lieve (bilirubina totale ≤ ULN e livello di AST > ULN o bilirubina totale da > 1 a 1,5 volte l’ULN e qualsiasi livello di AST), la farmacocinetica di datopotamab deruxtecan o DXd non è risultata influenzata dalla compromissione epatica lieve, rispetto alla funzionalità epatica normale. L’AUC media allo stato stazionario di DXd è risultata 2,5 volte superiore nei pazienti con compromissione epatica moderata (bilirubina totale da > 1,5 a 3 volte l’ULN e qualsiasi livello di AST) rispetto ai pazienti con funzione epatica normale. Sono disponibili dati insufficienti per i pazienti con compromissione epatica severa (bilirubina totale > 3 volte l’ULN e qualsiasi livello di AST). Pertanto, i pazienti con compromissione epatica moderata e severa devono essere attentamente monitorati (vedere paragrafi 4.2 e 4.4).
05.3 Dati preclinici di sicurezza
Tossicità a dosi ripetute
Negli animali sono state osservate tossicità negli organi linfatici ed emopoietici, nell’intestino, nei reni, negli apparati riproduttivi maschili e femminili, nel polmone, nella cute, negli occhi (cornea), nel fegato e negli incisivi, dopo la somministrazione di datopotamab deruxtecan a livelli di esposizione all’inibitore della topoisomerasi I al di sotto dell’esposizione plasmatica clinica. In questi animali, i livelli di esposizione dell’ADC erano simili o superiori all’esposizione plasmatica clinica.
Genotossicità
DXd è risultato clastogenico sia in un test in vivo del micronucleo del midollo osseo di ratto sia in un test in vitro di aberrazione cromosomica nel polmone di criceto cinese.
Cancerogenicità
Non sono stati condotti studi di cancerogenicità con datopotamab deruxtecan.
Tossicità della riproduzione e dello sviluppo
Non sono stati condotti studi dedicati sulla fertilità con datopotamab deruxtecan. Sulla base dei risultati derivati da uno studio di tossicità negli animali condotto sui ratti, datopotamab deruxtecan a una dose di 200 mg/kg (circa 29 volte la dose raccomandata nell’uomo di 6 mg/kg basata sull’AUC) può compromettere la funzione riproduttiva e la fertilità nei maschi e nelle femmine a livelli di esposizione all’inibitore della topoisomerasi I al di sotto dell’esposizione plasmatica clinica. La tossicità per l’apparato riproduttivo maschile ha interessato i testicoli (degenerazione dell’epitelio germinale e atrofia dei tubuli seminiferi) e l’epididimo (necrosi di singole cellule dell’epitelio duttale, detriti cellulari nel dotto e riduzione del numero di spermatozoi nel dotto); tali effetti non sono risultati reversibili dopo 8 settimane dall’interruzione del trattamento, eccetto la necrosi di singole cellule dell’epitelio duttale. Gli effetti sulla fertilità femminile, inclusi l’aumento del numero di follicoli atresici nelle ovaie e la necrosi di singole cellule dell’epitelio mucosale nella vagina, possono essere reversibili. Non sono stati condotti studi di tossicità della riproduzione e dello sviluppo con datopotamab deruxtecan. Sulla base dei risultati degli studi di tossicità generale negli animali, datopotamab deruxtecan e DXd sono risultati tossici per le cellule a divisione rapida (testicoli), e DXd è risultato genotossico, suggerendo un potenziale di embriotossicità e teratogenicità.
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
L-istidina L-istidina cloridrato monoidrato Saccarosio Polisorbato 80 (E 433)
06.2 Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
Per la ricostituzione o la diluizione, non deve essere utilizzata una soluzione per infusione di sodio cloruro poiché può causare la formazione di particolato.
06.3 Periodo di validità
Flaconcino chiuso
4 anni.
Soluzione ricostituita
La stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per un periodo fino a 48 ore a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C. Dal punto di vista microbiologico, il medicinale deve essere usato immediatamente. Se non viene utilizzato immediatamente, i tempi di conservazione durante l’uso e le condizioni di conservazione prima dell’uso sono di responsabilità dell’utilizzatore e di norma non devono superare le 24 ore a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C, a meno che la ricostituzione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e validate.
Soluzione diluita
Si raccomanda di utilizzare la soluzione diluita immediatamente. Se non viene utilizzata immediatamente, la soluzione diluita può essere conservata a temperatura ambiente (≤ 25 °C) per un massimo di 4 ore, o in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C per un massimo di 24 ore incluso il tempo di preparazione e infusione, protetta dalla luce.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Conservare in frigorifero (2 °C – 8 °C). Non congelare.
Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione e la diluizione, vedere paragrafo 6.3.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Datroway è fornito in un flaconcino di vetro borosilicato ambrato di tipo 1 da 10 mL, chiuso da un tappo di gomma butilica rivestita in resina fluorata e con capsula di chiusura con ghiera a strappo blu in polipropilene/alluminio. Ogni confezione contiene 1 flaconcino.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Datroway contiene un componente citotossico e deve essere somministrato sotto la supervisione di un medico esperto nell’uso di agenti citotossici. Devono essere utilizzate procedure appropriate per la corretta preparazione, manipolazione e smaltimento di medicinali antineoplastici e citotossici.
Deve essere utilizzata una tecnica asettica adeguata per le seguenti procedure di ricostituzione e diluizione.
Ricostituzione
- Ricostituire immediatamente prima della diluizione.
- È possibile che sia necessario più di un flaconcino per una dose completa. Calcolare la dose
(mg), il volume totale richiesto di soluzione di Datroway ricostituita e il numero di flaconcini di Datroway necessari (vedere paragrafo 4.2).
- Ricostituire ogni flaconcino da 100 mg utilizzando una siringa sterile per iniettare lentamente
5 mL di acqua per preparazioni iniettabili in ciascun flaconcino, al fine di ottenere una concentrazione finale di 20 mg/mL.
- Fare roteare delicatamente il flaconcino fino alla completa dissoluzione. Non agitare.
- Dal punto di vista microbiologico, il medicinale deve essere usato immediatamente. Se non
viene utilizzato immediatamente, la stabilità chimica e fisica in uso è stata dimostrata per un periodo fino a 48 ore a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C. Conservare i flaconcini di Datroway ricostituito in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C, protetti dalla luce. Non congelare.
- Il prodotto ricostituito non contiene conservanti ed è esclusivamente monouso.
Diluizione
- Prelevare la quantità calcolata dal flaconcino (o flaconcini) usando una siringa sterile.
Ispezionare la soluzione ricostituita per rilevare la presenza di particolato e alterazione del colore. La soluzione deve essere limpida e da incolore a giallo chiaro. Non utilizzare se si osservano particelle visibili o se la soluzione è torbida o presenta alterazioni di colore.
- Diluire il volume calcolato di Datroway ricostituito in una sacca per infusione contenente
100 mL di soluzione di glucosio al 5%. Non usare una soluzione di sodio cloruro (vedere paragrafo 6.2). Si raccomanda l’uso di una sacca per infusione di polivinilcloruro (PVC) o poliolefina (polipropilene (PP) o copolimero di etilene e propilene).
- Capovolgere delicatamente la sacca per infusione per miscelare completamente la soluzione.
Non agitare.
- Coprire la sacca per infusione per proteggerla dalla luce.
- Se non viene utilizzata immediatamente, conservare a temperatura ambiente (≤ 25 °C) per un
massimo di 4 ore incluso il tempo di preparazione e infusione, o in frigorifero a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C per un massimo di 24 ore, protetta dalla luce. Non congelare.
- Eliminare la parte inutilizzata eventualmente rimasta nel flaconcino.
Somministrazione
- Se la soluzione per infusione preparata è stata conservata in frigorifero (2 °C – 8 °C), si
raccomanda di lasciare che raggiunga la temperatura ambiente prima della somministrazione, protetta dalla luce.
- Somministrare Datroway come infusione endovenosa esclusivamente con una linea infusionale
e un set di tubi in PVC, polibutadiene (PBD) o polietilene a bassa densità (LDPE).
- Somministrare Datroway con un filtro in linea in politetrafluoroetilene (PTFE), polieteresolfone
(PES) o nylon 66 da 0,2 micron.
- Non somministrare come iniezione endovenosa rapida o in bolo (vedere paragrafo 4.2).
- Coprire la sacca per infusione per proteggerla dalla luce.
- Non miscelare Datroway con altri medicinali e non somministrare altri medicinali attraverso la
stessa linea infusionale.
Smaltimento
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Daiichi Sankyo Europe GmbH Zielstattstrasse 48 81379 Munich Germania
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
EU/1/25/1915/001
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
Data della prima autorizzazione: 04 aprile 2025
10.0 Data di revisione del testo
Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea per i medicinali, https://www.ema.europa.eu.

