Cabergolina Doc: Scheda tecnica e prescrivibilità

Cabergolina Doc - Cabergolina - Inibizione o soppressione della lattazione fisiologica:

Cabergolina Doc

Cabergolina Doc (Cabergolina)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Cabergolina Doc: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Cabergolina Doc

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

CABERGOLINA DOC 0,5 mg compresse

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni compressa contiene 0,5 mg di cabergolina.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Compressa. Compressa di colore da bianco a biancastro, con linea di frattura, ovale, piatta, con bordi smussati, con impresso la lettera “c” e il numero “05separati dalla linea di frattura e liscia sull’altro lato. La compressa può essere divisa in dosi uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Inibizione o soppressione della lattazione fisiologica:

CABERGOLINA DOC è indicato per la prevenzione della lattazione fisiologica subito dopo il parto e per la soppressione della lattazione in corso per motivi medici, quali:

  • Dopo il parto, quando l’allattamento al seno è controindicato per motivi medici legati alla madre o al

bambino.

  • Dopo la nascita di un feto morto o dopo un aborto.
  • Iperprolattinemia post partum dopo una gravidanza successiva al trattamento con un agonista della

dopamina.

Trattamento dei disturbi iperprolattinemici:

CABERGOLINA DOC è indicato per il trattamento delle disfunzioni associate a iperprolattinemia quali amenorrea, oligomenorrea, anovulazione e galattorrea. CABERGOLINA DOC è indicato in pazienti con adenoma ipofisario secernente prolattina (micro e macroprolattinoma), iperprolattinemia idiopatica o sindrome della sella vuota associata a iperprolattinemia.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

La dose massima di 3 mg/die di CABERGOLINA DOC non deve essere superata.

Trattamento dei disturbi iperprolattinemici:

La posologia iniziale raccomandata di cabergolina è di 0,5 mg alla settimana, somministrati in una o due dosi alla settimana (ad esempio lunedì e giovedì). La dose settimanale va aumentata gradualmente, preferibilmente attraverso l’aggiunta di 0,5 mg alla settimana ad intervalli mensili fino a che non si raggiunga una risposta terapeutica ottimale.

La dose terapeutica generalmente è di 1 mg alla settimana, ma può variare da 0,25 mg a 2 mg alla settimana. Nelle pazienti iperprolattinemiche sono state usate dosi di fino a 4,5 mg alla settimana. La dose massima giornaliera non deve superare i 3 mg.

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025 La dose settimanale può essere assunta in un’unica somministrazione o suddivisa in due o più somministrazioni settimanali, in base alla tollerabilità del paziente. Quando sono indicate dosi superiori a 1 mg a settimana, si consiglia la suddivisione della dose settimanale in somministrazioni multiple, poiché la tollerabilità di dosi superiori a 1 mg assunte in un’unica somministrazione settimanale è stata valutata solo in poche pazienti.

Le pazienti devono essere tenute sotto controllo durante la fase di aggiustamento della posologia per determinare il dosaggio più basso che produce la risposta terapeutica. Si consiglia il monitoraggio dei livelli sierici di prolattina a intervalli mensili poiché, una volta raggiunto il regime posologico terapeutico efficace, si osserva solitamente una normalizzazione della prolattina sierica entro due – quattro settimane.

Dopo la sospensione di cabergolina, si osserva solitamente una recidiva di iperprolattinemia. Tuttavia, in alcune pazienti è stata osservata una soppressione persistente dei livelli di prolattina per diversi mesi. Nel gruppo di donne sottoposte a follow-up, la maggior parte ha avuto cicli ovulatori che si sono protratti per oltre 6 mesi dopo la sospensione di cabergolina.

Inibizione o soppressione della lattazione fisiologica:

Per l’inibizione della lattazione:

Cabergolina deve essere somministrata durante il primo giorno dopo il parto. Il dosaggio terapeutico raccomandato è di 1 mg (due compresse da 0,5 mg) in dose singola.

Per la soppressione della lattazione in corso:

il dosaggio terapeutico raccomandato è di 0,25 mg (metà di una compressa da 0,5 mg) ogni 12 ore per due giorni (dose totale di 1 mg). È stato dimostrato che questo regime posologico è meglio tollerato, rispetto alla dose singola, nelle donne che scelgono di sopprimere la lattazione, con una minore incidenza di eventi avversi, in particolare di sintomi ipotensivi.

Popolazioni speciali

Popolazione pediatrica:

La sicurezza e l’efficacia di cabergolina non sono state stabilite in soggetti di età inferiore ai 16 anni.

Uso negli anziani:

Come conseguenza delle indicazioni per le quali cabergolina è attualmente proposta, l’esperienza negli anziani è molto limitata. I dati disponibili non indicano un rischio particolare.

Modo di somministrazione

Cabergolina deve essere somministrata per via orale. Negli studi clinici, cabergolina è stata somministrata principalmente con il cibo e, poiché la tollerabilità di questa classe di composti migliora con il cibo, si raccomanda di assumere cabergolina preferibilmente con i pasti, per tutte le indicazioni terapeutiche.

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità alla cabergolina, ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 o a qualsiasi alcaloide dell’ergot. Cabergolina è controindicata nei pazienti con insufficienza epatica e con tossiemia gravidica. Anamnesi di patologie fibrotiche polmonari, pericardiche e retroperitoneali. Per il trattamento a lungo termine: evidenza di valvulopatia cardiaca determinata mediante ecocardiografia pretrattamento (vedere paragrafo 4.4) Cabergolina non deve essere somministrata contemporaneamente a farmaci antipsicotici o a donne con una storia di psicosi post partum.

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Generali:

La sicurezza e l’efficacia della cabergolina non sono ancora state stabilite nei pazienti con malattie renali ed epatiche. Come con altri derivati dell’ergot, cabergolina deve essere somministrata con cautela ai pazienti con malattie cardiovascolari severe, sindrome di Raynaud, insufficienza renale, ulcera peptica o sanguinamento gastrointestinale, o con una storia di gravi disturbi mentali, in particolare psicotici.

Gli effetti dell’alcol sulla tollerabilità complessiva di cabergolina sono attualmente sconosciuti.

Insufficienza epatica Devono essere prese in considerazione dosi inferiori in pazienti con insufficienza epatica severa che ricevono un trattamento prolungato con cabergolina. Rispetto ai volontari sani e ai pazienti con gradi inferiori di insufficienza epatica, è stato osservato un aumento dell’AUC in pazienti con insufficienza epatica severa (Classe C di ChildPugh) che hanno ricevuto una singola dose da 1 mg.

Ipotensione posturale A seguito della somministrazione di cabergolina, può manifestarsi ipotensione posturale. Si deve prestare attenzione quando si somministra cabergolina in concomitanza ad altri farmaci noti per abbassare la pressione arteriosa.

Inibizione/soppressione della lattazione fisiologica:

Come per gli altri derivati dell’ergot, cabergolina non deve essere somministrata a donne con ipertensione indotta dalla gravidanza, ad esempio preeclampsia o ipertensione post partum, a meno che il potenziale beneficio non sia ritenuto superiore al possibile rischio.

Eventi avversi gravi tra cui ipertensione, infarto del miocardio, crisi epilettiche e, ictus o disturbi psichiatrici sono stati riportati in donne trattate con cabergolina dopo il parto per inibizione della lattazione. In alcune pazienti lo sviluppo di crisi epilettiche o ictus è stato preceduto da cefalea severa e/o disturbi visivi transitori. La pressione arteriosa deve essere attentamente monitorata durante il trattamento. Se si sviluppano ipertensione, dolore toracico indicativo, cefalea severa, progressiva o persistente (con o senza disturbi visivi), o evidenza di tossicità del sistema nervoso centrale, il trattamento con cabergolina deve essere sospeso e la paziente deve essere valutata tempestivamente.

Nelle donne che allattano, in trattamento per la soppressione della lattazione, non deve essere superata la dose singola di 0,25 mg di cabergolina per evitare una eventuale ipotensione posturale (vedere paragrafo 4.2).

Prima della somministrazione di cabergolina, deve essere escluso lo stato di gravidanza e dopo il trattamento la gravidanza deve essere evitata per almeno un mese.

Trattamento di disturbi dovuti ad iperprolattinemia:

Poiché l’iperprolattinemia con amenorrea/galattorrea e infertilità può essere associata a tumori ipofisari, è opportuno un controllo completo della funzionalità della ghiandola ipofisaria prima di iniziare il trattamento con cabergolina.

La cabergolina ripristina l’ovulazione e la fertilità nelle donne con ipogonadismo iperprolattinemico.

Prima di somministrare cabergolina, deve essere esclusa una possibile gravidanza. A causa dell’esperienza clinica ancora limitata e della lunga emivita del medicinale , come misura precauzionale si consiglia, una volta raggiunti dei cicli ovulatori regolari, alle donne che intendono pianificare una gravidanza, di interrompere l’assunzione di cabergolina un mese prima del tentativo di concepimento.

Poiché potrebbe verificarsi una gravidanza prima del ripristino delle mestruazioni, si raccomanda di eseguire un test di gravidanza almeno ogni 4 settimane durante il periodo di amenorrea e, una volta ripristinate le mestruazioni, ogni volta che il ciclo mestruale ritarda di oltre 3 giorni. Alle donne deve essere consigliato di utilizzare un metodo contraccettivo meccanico durante il trattamento con cabergolina e per almeno un mese dopo l’interruzione della cabergolina. Se la gravidanza si verifica durante il trattamento, la cabergolina deve essere interrotta. Come misura

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025 precauzionale, in caso di gravidanza, le donne devono essere monitorate per individuare segni di ingrossamento dell’ipofisi, poiché durante la gestazione può verificarsi un’espansione dei tumori ipofisari preesistenti.

Si raccomanda alle pazienti che assumono cabergolina per periodi prolungati di sottoporsi a controlli ginecologici regolari, inclusa la citologia cervicale ed endometriale.

Fibrosi e valvulopatia cardiaca e fenomeni clinici possibilmente correlate Dopo un uso prolungato di derivati ergotaminici con proprietà agoniste per i recettori serotoninergici di tipo 5HT , come cabergolina, si sono verificati disturbi fibrotici e infiammatori a carico delle membrane sierose quali 2B pleurite, versamento pleurico, fibrosi pleurica, fibrosi polmonare, pericardite, versamento pericardico, valvulopatia cardiaca con interessamento di una o più valvole (aortica, mitrale e tricuspide) o fibrosi retroperitoneale. In alcuni casi, i sintomi o le manifestazioni di valvulopatia cardiaca sono migliorati dopo interruzione del trattamento con cabergolina.

La velocità di eritrosedimentazione (VES) è aumentata in modo anomalo in associazione a versamento pleurico/fibrosi. Si raccomanda di effettuare un esame radiografico del torace in caso di un aumento inspiegabile della VES a livelli anomali

La valvulopatia è stata associata all’impiego di dosi cumulative; pertanto, le pazienti devono essere trattate con la dose più bassa efficace. Ad ogni visita, il rapporto rischio-beneficio del trattamento con cabergolina per la paziente deve essere rivalutato per determinare se sia appropriato proseguire il trattamento con cabergolina.

Prima di iniziare il trattamento a lungo termine:

Tutte le pazienti devono effettuare una valutazione cardiovascolare, che includa un ecocardiogramma, per stabilire la potenziale presenza di una patologia valvolare asintomatica. Prima di iniziare la terapia è anche opportuno effettuare analisi basali della velocità di eritrosedimentazione o di altri marker infiammatori, della funzionalità polmonare/esame radiografico del torace e della funzionalità renale. Non è noto se il trattamento con cabergolina in pazienti con rigurgito valvolare possa aggravare la malattia di base. Se viene diagnosticata una fibrosi valvolare, la paziente non deve essere trattata con cabergolina (vedere paragrafo 4.3).

Durante il trattamento a lungo termine:

Le patologie fibrotiche possono avere un esordio insidioso e le pazienti devono essere costantemente monitorate per possibili manifestazioni di fibrosi progressiva. Durante il trattamento si raccomanda pertanto di prestare attenzione a segni e sintomi di:

  • Malattie pleuropolmonari quali dispnea, respiro affannoso, tosse persistente e dolore toracico
  • Insufficienza renale o ostruzioni vascolari dell’uretere o dell’addome che possono manifestarsi con/dolore

ai fianchi /dolore lombare e edema degli arti inferiori, così come eventuali masse o dolorabilità addominali che possono indicare fibrosi retroperitoneale.

  • Insufficienza cardiaca; casi di fibrosi valvolare e pericardica si sono spesso manifestati come insufficienza

cardiaca. Pertanto, la fibrosi valvolare (e la pericardite costrittiva) deve essere esclusa se compaiono tali sintomi.

Il monitoraggio clinico diagnostico per lo sviluppo di disturbi fibrotici, quando appropriato, è essenziale. Un primo ecocardiogramma deve essere effettuato entro 3-6 mesi dall’inizio della terapia, in seguito la frequenza del monitoraggio ecocardiografico deve essere determinata da una appropriata valutazione clinica individuale, con particolare attenzione ai segni e ai sintomi sopracitati, ma deve essere eseguita almeno ogni 6-12 mesi.

Il trattamento con cabergolina deve essere interrotto nel caso in cui un ecocardiogramma riveli la nuova insorgenza di rigurgito valvolare o il peggioramento di rigurgito valvolare già esistente, una stenosi valvolare o un ispessimento del lembo valvolare (vedere paragrafo 4.3).

La necessità di ulteriori controlli clinici (ad esempio esame obiettivo che includa auscultazione cardiaca, radiografia, TAC) deve essere determinata su base individuale.

Indagini aggiuntive appropriate, come la velocità di eritrosedimentazione e le misurazioni della creatinina sierica, devono essere eseguite, se necessario, per supportare una diagnosi di patologia fibrotica

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025 Sonnolenza/Insorgenza improvvisa di sonno Cabergolina è stata associata a sonnolenza. Gli agonisti della dopamina possono essere associati a episodi di insorgenza improvvisa di sonno in pazienti con malattia di Parkinson. Può essere presa in considerazione una riduzione della dose o l’interruzione della terapia. (Vedere paragrafo 4.7)

Disturbi del controllo degli impulsi I pazienti devono essere monitorati regolarmente per lo sviluppo di disturbi del controllo degli impulsi. I pazienti e coloro se ne prendono cura devono essere consapevoli che i sintomi comportamentali dei disturbi del controllo degli impulsi, tra cui gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, spesa o acquisti compulsivi, alimentazione compulsiva e incontrollata, possono verificarsi nei pazienti trattati con agonisti della dopamina, inclusa cabergolina. In caso di comparsa di tali sintomi, si deve prendere in considerazione la riduzione/sospensione graduale della dose.

Eccipienti Le compresse contengono sodio. Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

L’uso concomitante di altri farmaci durante il primo puerperio, in particolare di alcaloidi dell’ergot, non è stato associato a interazioni rilevabili che modificano l’efficacia e la sicurezza di cabergolina.

Non sono disponibili informazioni sulle interazioni tra cabergolina e gli altri alcaloidi del’ergot; pertanto, l’uso concomitante di questi medicinali durante il trattamento con cabergolina a lungo termine non è raccomandato.

Poiché cabergolina esercita il suo effetto terapeutico mediante stimolazione diretta dei recettori dopaminergici, non deve essere somministrata in concomitanza con farmaci che hanno attività antagonista della dopamina (come fenotiazine, butirrofone, tioxantine, metoclopramide) poiché ciò potrebbe determinare una diminuzione dell’effetto di cabergolina sulla riduzione della prolattina.

Come con altri derivati dell’ergot, cabergolina non deve essere usata con antibiotici macrolidi (per es., eritromicina) a causa dell’aumentata biodisponibilità sistemica di cabergolina.

04.6 Gravidanza e allattamento

Non ci sono studi adeguati e ben controllati sull’uso di cabergolina nelle donne in gravidanza. Gli studi sugli animali non hanno dimostrato effetti teratogeni, ma sono state osservate riduzione della fertilità ed embriotossicità in associazione all’attività farmacodinamica (vedere paragrafo 5.3).

In uno studio osservazionale della durata di dodici anni sugli effetti della terapia con cabergolina, in gravidanza sono disponibili informazioni su 256 gravidanze. Di queste 256 gravidanze, diciassette (6,6%) si sono concluse con malformazioni congenite maggiori o con l’aborto. Sono disponibili informazioni su 23 di 258 neonati che presentavano un totale di 27 anomalie neonatali, sia maggiori che minori. Le più comuni anomalie neonatali sono state disturbi muscoloscheletrici congeniti (10), seguite da anomalie a carico dell’apparato cardio-polmonare (5). Non vi sono informazioni sulle malattie perinatali o sullo sviluppo a lungo termine di neonati esposti a cabergolina durante la vita intrauterina. Sulla base della letteratura pubblicata di recente, la prevalenza di malformazioni congenite maggiori nella popolazione generale è stata del 6,9% o superiore. Le percentuali di anomalia congenita variano tra le diverse popolazioni. Non è possibile determinare con accuratezza se vi sia un aumento del rischio in quanto non è stato incluso alcun gruppo di controllo

Cabergolina deve essere usata in gravidanza solo se chiaramente indicato e dopo un’accurata valutazione del rapporto rischio/beneficio (vedere paragrafo 4.4)

A causa della lunga emivita del medicinale e dei dati limitati sull’esposizione intrauterina, le donne che stanno pianificando una gravidanza dovranno interrompere cabergolina un mese prima del tentativo di concepimento. Se il concepimento avviene durante la terapia, il trattamento deve essere interrotto non appena la gravidanza è

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025 confermata per limitare l’esposizione del feto al medicinale.

La contraccezione non ormonale efficace deve essere continuata per almeno 4 settimane dopo la sospensione di cabergolina.

Nei ratti, cabergolina e/o i suoi metaboliti sono escreti nel latte. Non sono disponibili informazioni sull’escrezione di cabergolina nel latte materno nell’uomo; tuttavia, , alle madri deve essere consigliato di non allattare in caso di non riuscita dell’inibizione/soppressione della lattazione con cabergolina. Poiché previene l’allattamento, cabergolina non deve essere somministrata a madri con disturbi iperprolattinemici che desiderano allattare al seno i loro neonati.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Durante la fase iniziale del trattamento, i pazienti devono prestare attenzione quando eseguono azioni che richiedono reazioni rapide ed accurate. I pazienti in trattamento con la cabergolina che presentano sonnolenza, devono essere informati di astenersi dalla guida o da attività in cui una ridotta attenzione potrebbe esporre loro stessi o altri al rischio di gravi lesioni o morte (es. l’uso di macchinari) fino a che tali episodi e la sonnolenza non si siano risolti (vedere paragrafo 4.4)

04.8 Effetti indesiderati

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati e segnalati durante il trattamento con cabergolina con le frequenze di seguito indicate: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100,< 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000) e non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e Frequenza Effetti indesiderati
organi
secondo MedDRA
Patologie cardiache Molto comune Valvulopatia (incluso rigurgito) e disturbi correlati (pericardite e versamento pericardico)
Non comune Palpitazioni
Non nota Angina pectoris
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune Dispnea, versamento della pleura, fibrosi (inclusa fibrosi polmonare), epistassi
Molto raro Fibrosi della pleura
Non nota Disturbi respiratori, insufficienza respiratoria, pleurite, dolore toracico
Disturbi del sistema immunitario Non comune Reazione di ipersensibilità
Patologie del sistema nervoso Molto comune Cefalea*, capogiro/vertigine*
Comune Sonnolenza
Non comune Emianopsia transitoria, sincope, parestesia
Non nota Insorgenza improvvisa di sonno, tremore
Patologie dell’occhio Non nota Compromissione della visione
Disturbi psichiatrici Comune Depressione
Non comune Libido aumentata
Non nota Aggressività, idee deliranti, ipersessualità, gioco d’azzardo patologico, disturbo psicotico, allucinazioni
Patologie vascolari Comune Cabergolina generalmente esercita un effetto ipotensivo nei pazienti in trattamento a lungo termine; ipotensione posturale, vampate di calore**
Non comune Vasospasmo digitale, perdita di coscienza
Patologie gastrointestinali Molto comune Nausea*, dispepsia, gastrite, dolore addominale*
Comune Stipsi, vomito**
Raro Dolore epigastrico
Molto comune Astenia***, stanchezza

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025

Non comune Edema, edema periferico
Patologie epatobiliari Non nota Funzione epatica anormale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Eruzione cutanea, alopecia
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune Crampi alla gamba
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Comune Dolore mammario
Esami diagnostici Comune Riduzioni asintomatiche della pressione arteriosa (≥20 mmHg sistolica e ≥10 mmHg diastolica)
Non comune È stata osservata una diminuzione dei valori di emoglobina nelle donne amenorroiche durante i primi mesi dopo la ripresa del ciclo
Non nota Aumento dei livelli di creatinina fosfochinasi nel sangue, test di funzionalità epatica anormali

* Molto comune nelle pazienti trattate per disturbi da iperprolattinemia; comune nelle pazienti trattate per inibizione/soppressione della lattazione ** Comune nelle pazienti trattate per disturbi da iperprolattinemia; non comune nelle pazienti trattate per inibizione/soppressione della lattazione *** Molto comune nelle pazienti trattate per disturbi da iperprolattinemia; non comune nelle pazienti trattate per inibizione/soppressione della lattazione,

Disturbi del controllo degli impulsi Gioco d’azzardo patologico, aumento della libido, ipersessualità, spese o acquisti compulsivi, alimentazione incontrollata e compulsiva possono verificarsi in pazienti trattati con agonisti della dopamina, tra cui la cabergolina (vedere paragrafo 4.4)

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

04.9 Sovradosaggio

I sintomi di sovradosaggio sono probabilmente quelli di una sovrastimolazione dei recettori della dopamina, ad esempio nausea, vomito, disturbi gastrici, ipotensione posturale, confusione/psicosi o allucinazioni. Se necessario, devono essere adottate misure generali di supporto per eliminare il farmaco non assorbito e per sostenere la pressione sanguigna. Inoltre, può essere consigliabile la somministrazione di farmaci antagonisti della dopamina.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Inibitori della prolattina, codice ATC: G02CB03.

Cabergolina è un derivato dopaminergico dell’ergot dotato di una potente e prolungata attività di riduzione della prolattina (PRL). Agisce stimolando direttamente i recettori D della dopamina sulle cellule lattotropiche ipofisarie, inibendo così la secrezione di PRL. Nei ratti, cabergolina diminuisce la secrezione della prolattina a dosi orali di 3-25 mcg/kg, e in vitro alla concentrazione di 45 pg/ml. Inoltre, cabergolina esercita un effetto dopaminergico centrale attraverso la stimolazione del recettore D2 a dosi orali superiori a quelle efficaci nel ridurre i livelli sierici di PRL.

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025 L’effetto prolungato di cabergolina sulla riduzione di PRL è probabilmente dovuto alla sua lunga persistenza nell’organo bersaglio, come lascia supporre la lenta eliminazione della radioattività totale dall’ipofisi dopo una singola dose orale nei ratti (t di circa 60 ore). 1⁄2

Gli effetti farmacodinamici di cabergolina sono stati studiati in volontari sani, in puerpere e in pazienti iperprolattinemiche. Dopo una singola somministrazione orale di cabergolina (0,3 – 1,5 mg), è stata osservata una riduzione significativa dei livelli sierici di PRL in ognuna delle popolazioni studiate. L’effetto è immediato (entro 3 ore dalla somministrazione) e persistente (fino a 7 – 28 giorni nei volontari sani e nelle pazienti iperprolattinemiche e fino a 14 – 21 giorni nelle puerpere). L’effetto sulla riduzione del PRL è dose-correlato sia in termini di entità dell’effetto sia di durata dell’azione.

Per quanto riguarda gli effetti endocrini di cabergolina non correlati all’azione anti-prolattinemica, i dati disponibili sull’uomo confermano i risultati sperimentali sugli animali, che indicano che il composto è caratterizzato da una azione molto selettiva, senza alcun effetto sulla secrezione basale di altri ormoni ipofisari o di cortisolo.

Gli effetti farmacodinamici di cabergolina, non correlati all’effetto terapeutico, sono relativi solo alla diminuzione della pressione arteriosa. Il massimo effetto ipotensivo di cabergolina in dose singola si verifica di solito durante le prime 6 ore dopo l’assunzione del medicinale ed è dose-dipendente sia in termini di riduzione massima sia di frequenza.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

I profili farmacocinetici e metabolici di cabergolina sono stati studiati su volontari sani di entrambi i sessi e su pazienti iperprolattinemiche.

Dopo la somministrazione orale di cabergolina marcata, la radioattività è stata rapidamente assorbita dal tratto gastrointestinale poiché il picco di radioattività nel plasma viene raggiunto entro 0,5 e 4 ore.

Dieci giorni dopo la somministrazione, circa il 18% e il 72% della dose è stato recuperato rispettivamente nelle urine e nelle feci. Cabergolina non modificata presente nelle urine è pari al 2-3% della dose.

Il metabolita principale identificato nelle urine è la 6-allil-8ß-carbossi-ergolina, che rappresenta il 4- 6% della dose. Nelle urine sono identificati altri tre metaboliti, che rappresentano complessivamente meno del 3% della dose. I metaboliti sono risultati molto meno potenti di cabergolina nell’inibizione della secrezione di prolattina in-vitro.

La biotrasformazione di cabergolina è stata studiata anche nel plasma di volontari maschi sani trattati con [14C]cabergolina: è stata dimostrata una biotrasformazione rapida ed estesa di cabergolina.

La bassa escrezione urinaria di cabergolina immodificata è stata confermata anche in studi con il prodotto non radioattivo. L’emivita di eliminazione di cabergolina, stimata in base ai tassi di escrezione urinaria, è lunga (6368 ore in volontari sani (utilizzando un dosaggio radioimmunologico), 79-115 ore nei pazienti iperprolattinemici (utilizzando un metodo HPLC)).

Sulla base dell’emivita di eliminazione, le condizioni allo stato stazionario si raggiungono dopo 4 settimane, come confermato dal picco medio dei livelli plasmatici di cabergolina ottenuto dopo singola somministrazione (37 ± 8 pg/mL) e dopo 4 settimane di somministrazioni ripetute (101 ± 43 pg/mL).

Gli esperimenti “in vitro” hanno dimostrato che cabergolina a concentrazioni di 0,1 – 10 ng/ml si lega alle proteine plasmatiche per il 41-42%.

Il cibo non sembra influenzare l’assorbimento e la biodisponibilità della cabergolina.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025 Sono stati osservati effetti maternotossici ma non effetti teratogeni nei topi trattati con cabergolina a dosi fino a 8 mg/kg/giorno (circa 55 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo dell’organogenesi.

Una dose pari a 0,012 mg/kg/die (circa 1/7 della dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo di organogenesi ha causato nei ratti un aumento delle perdite embriofetali post-impianto. Tali perdite potrebbero essere dovute alle proprietà inibitorie sulla secrezione di prolattina di cabergolina nei ratti.

Alle dosi giornaliere di 0,5 mg/kg/die (circa 19 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo di organogenesi, cabergolina ha causato nel coniglio maternotossicità caratterizzata da perdita di peso corporeo e da riduzione del consumo di cibo.

Dosi di 4 mg/kg/die (pari a circa 150 volte la dose massima raccomandata nell’uomo) durante il periodo di organogenesi hanno causato nel coniglio un aumento dell’incidenza di varie malformazioni. Tuttavia, in un altro studio condotto sui conigli, non sono state osservate malformazioni correlate al trattamento o embriofetotossicità a dosi fino a 8 mg/kg/die (circa 300 volte la dose massima raccomandata nell’uomo).

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Cellulosa microcristallina (tipo 102) Croscarmellosa sodica Magnesio stearato Acido citrico

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

2 anni. Dopo prima apertura: 4 mesi

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Flacone in HDPE color ambra con tappo in polipropilene (PP) a prova di bambino ed essiccante (gel di silice). Ogni flacone contiene 2 o 8 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Nessun requisito particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

DOC Generici Srl – Via Turati 40, 20121 Milano – Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025 052147016 “0,5 MG COMPRESSE” 2 COMPRESSE IN FLACONE HDPE CON TAPPO A PROVA DI BAMBINO

052147028 “0,5 MG COMPRESSE” 8 COMPRESSE IN FLACONE HDPE CON TAPPO A PROVA DI BAMBINO

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione:

10.0 Data di revisione del testo

D ocumento reso disponibile da AIFA il 19/07/2025