Deqsiga: Scheda tecnica e prescrivibilità

Deqsiga - Immunoglobulina Umana Normale - Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:

Deqsiga

Deqsiga (Immunoglobulina Umana Normale)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Deqsiga: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Deqsiga

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Deqsiga 100 mg/mL soluzione per infusione

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Immunoglobulina umana normale (IVIg)

Un mL contiene:

Immunoglobulina umana normale ……………100 mg (purezza di IgG almeno del 98%)

Ogni flaconcino da 50 mL contiene: 5 g di immunoglobulina umana normale. Ogni flaconcino da 100 mL contiene: 10 g di immunoglobulina umana normale.

Distribuzione delle sottoclassi di IgG (valori approssimativi):

IgG1 ≥ 56,9% IgG2 ≥ 26,6% IgG3 ≥ 3,4% IgG4 ≥ 0,3%

Il contenuto massimo di IgA è di 2 microgrammi/mL.

Prodotta dal plasma di donatori umani.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Soluzione per infusione. La soluzione è limpida o leggermente opalescente e incolore oppure giallo chiaro. La soluzione ha un pH di 4,6-5,1 e un’osmolalità di 240-300 mOsmol/kg.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Terapia sostitutiva in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in caso di:

 sindromi da immunodeficienza primaria (PID) con produzione anticorpale compromessa  immunodeficienze secondarie (SID) in pazienti che soffrono di infezioni severe o ricorrenti, trattamento antimicrobico inefficace con insufficienza anticorpale specifica accertata (PSAF)* o livello sierico di IgG < 4 g/L. *PSAF = incapacità di incrementare di almeno 2 volte il titolo anticorpale di IgG a seguito di vaccinazione anti-pneumococcica con antigene polisaccaridico e polipeptidico.

Immunomodulazione in adulti, bambini e adolescenti (0-18 anni) in:

 trombocitopenia immune primaria (ITP), in pazienti ad alto rischio di emorragia o prima di un intervento chirurgico, per correggere la conta delle piastrine  sindrome di Guillain-Barré  malattia di Kawasaki (in associazione con acido acetilsalicilico; vedere paragrafo 4.2)  poliradiculoneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)  neuropatia motoria multifocale (MMN).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

La terapia con IVIg deve essere iniziata e monitorata sotto la supervisione di un medico esperto nel trattamento dei disturbi del sistema immunitario.

Posologia

La dose e il regime posologico dipendono dall’indicazione.

Può essere necessario personalizzare la dose per ciascun paziente in base alla risposta clinica. Nei pazienti sottopeso o sovrappeso può essere necessario un adeguamento della dose in base al peso corporeo.

I seguenti regimi posologici sono forniti a titolo indicativo.

Terapia sostitutiva nelle sindromi da immunodeficienza primaria

Il regime posologico deve raggiungere una concentrazione minima di IgG (misurata prima della successiva infusione) di almeno 6 g/L o entro il normale intervallo di riferimento per l’età della popolazione. Sono necessari 3-6 mesi dall’inizio della terapia per raggiungere l’equilibrio (livelli di IgG allo stadio stazionario). La dose iniziale raccomandata è di 0,4-0,8 g/kg somministrata una volta, seguita da almeno 0,2 g/kg somministrati ogni 3-4 settimane.

La dose necessaria per raggiungere una concentrazione minima di IgG di 6 g/L è dell’ordine di 0,2-0,8 g/kg/mese. L’intervallo tra le dosi una volta raggiunto lo stadio stazionario varia da 3 a 4 settimane. I livelli minimi di IgG devono essere misurati e valutati insieme all’incidenza di infezioni. Per ridurre il tasso di infezioni batteriche, può essere necessario aumentare il dosaggio e raggiungere concentrazioni minime più elevate.

Terapia sostitutiva nelle immunodeficienze secondarie (come definite nel paragrafo 4.1.)

La dose raccomandata è di 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane.

Le concentrazioni minime di IgG devono essere misurate e valutate insieme all’incidenza di infezioni. La dose deve essere adeguata secondo necessità per garantire una protezione ottimale contro le infezioni; può essere necessario un aumento della dose nei pazienti con infezione persistente; si può prendere in considerazione una riduzione della dose quando il paziente rimane libero da infezioni. Immunomodulazione in:

Trombocitopenia immune primaria

Gli schemi di trattamento alternativi sono due:

 0,8-1 g/kg somministrati il primo giorno; questa dose può essere ripetuta una volta entro 3 giorni  0,4 g/kg somministrati ogni giorno per 2-5 giorni. Il trattamento può essere ripetuto in caso di recidiva.

Sindrome di Guillain-Barré

0,4 g/kg/die per 5 giorni (possibile ripetizione della somministrazione in caso di recidiva).

Malattia di Kawasaki

Somministrazione di 2 g/kg in un’unica dose. I pazienti devono ricevere un trattamento concomitante con acido acetilsalicilico.

Poliradiculoneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP)

Dose iniziale: 2 g/kg suddivisi nei 2-5 giorni consecutivi.

Dosi di mantenimento: 1 g/kg per 1-2 giorni consecutivi ogni 3 settimane.

L’effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto.

Se il trattamento è efficace, il trattamento a lungo termine deve essere soggetto alla discrezione del medico in base alla risposta del paziente e alla risposta al mantenimento. È possibile che la posologia e gli intervalli debbano essere adattati in base al decorso individuale della malattia.

Neuropatia motoria multifocale (MMN)

Dose iniziale: 2 g/kg ripartiti nei 2-5 giorni consecutivi.

Dose di mantenimento: 1 g/kg ogni 2-4 settimane o 2 g/kg ogni 4-8 settimane per 2-5 giorni.

L’effetto del trattamento deve essere valutato dopo ogni ciclo; se non si osserva alcun effetto dopo 6 mesi, il trattamento deve essere interrotto.

Se il trattamento è efficace, il trattamento a lungo termine deve essere soggetto alla discrezione del medico in base alla risposta del paziente e alla risposta al mantenimento. È possibile che la posologia e gli intervalli debbano essere adattati secondo il decorso individuale della malattia. Le raccomandazioni posologiche sono riassunte nella seguente tabella:

Tabella 1. Indicazioni e raccomandazioni posologiche

Terapia sostitutiva

Indicazione Dose Frequenza delle infusioni
Sindromi da immunodeficienza primaria dose iniziale: 0,4-0,8 g/kg dose di mantenimento: 0,2-0,8 g/kg ogni 3-4 settimane
Indicazione Dose Frequenza delle infusioni
Immunodeficienze secondarie (come indicato nel paragrafo 4.1) 0,2-0,4 g/kg ogni 3-4 settimane

Immunomodulazione

Indicazione Dose Frequenza delle infusioni
Trombocitopenia immune primaria 0,8-1 g/kg oppure 0,4 g/kg/die giorno 1, eventualmente ripetuto una volta entro 3 giorni. per 2-5 giorni
Sindrome di Guillain-Barré 0,4 g/kg/die per 5 giorni
Malattia di Kawasaki 2 g/kg in un’unica dose in associazione con acido acetilsalicilico
Poliradiculoneuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP) dose iniziale: 2 g/kg dose di mantenimento: 1 g/kg in dosi frazionate nell’arco di 2-5 giorni consecutivi ogni 3 settimane in dosi frazionate nell’arco di 1-2 giorni
Neuropatia motoria multifocale (MMN) dose iniziale: 2 g/kg dose di mantenimento: 1 g/kg oppure 2 g/kg in dosi frazionate nell’arco di 2-5 giorni consecutivi. ogni 2-4 settimane oppure ogni 4-8 settimane in dosi frazionate nell’arco di 2-5 giorni

Popolazione pediatrica

La posologia nei bambini e negli adolescenti (0-18 anni) non è diversa da quella degli adulti poiché la posologia per ciascuna indicazione dipende dal peso corporeo e deve essere adeguata all’esito clinico delle condizioni sopra menzionate.

Compromissione epatica

Non sono disponibili evidenze che richiedano un adeguamento della dose.

Compromissione renale

Nessun adeguamento della dose, se non clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4.

Anziani

Nessun adeguamento della dose nei pazienti di età ≥ 65 anni, se non clinicamente giustificato, vedere paragrafo 4.4.

Modo di somministrazione

Per uso endovenoso.

L’immunoglobulina umana normale deve essere infusa per via endovenosa a una velocità iniziale di 0,5 mL/kg di peso corporeo/ora per 30 minuti. In caso di reazione avversa, la velocità di somministrazione deve essere ridotta o l’infusione interrotta. Se ben tollerata, la velocità di somministrazione può essere gradualmente aumentata fino a un massimo di 6 mL/kg di peso corporeo/ora. I dati clinici ricavati da un numero limitato di pazienti indicano inoltre che i pazienti adulti affetti da PID possono tollerare una velocità di infusione fino a 8 mL/kg di peso corporeo/ora. Per ulteriori precauzioni d’impiego, vedere paragrafo 4.4.

Se è necessaria diluizione prima dell’infusione, Deqsiga può essere diluito con una soluzione di glucosio al 5% fino a una concentrazione finale di 50 mg/mL (immunoglobulina al 5%). Per le istruzioni sulla diluizione del medicinale prima della somministrazione, vedere paragrafo 6.6.

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo (immunoglobuline umane) o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafi 4.4 e 6.1).

Pazienti con deficit selettivo di IgA che hanno sviluppato anticorpi anti-IgA, poiché la somministrazione di un prodotto contenente IgA può provocare anafilassi (vedere paragrafo 4.4).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Tracciabilità

Al fine di migliorare la tracciabilità dei medicinali biologici, il nome e il numero di lotto del medicinale somministrato devono essere chiaramente registrati.

Precauzioni d’impiego

È spesso possibile evitare potenziali complicanze assicurandosi che i pazienti:

 non siano sensibili all’immunoglobulina umana normale mediante iniziale somministrazione lenta del prodotto (0,5 mL/kg di peso corporeo/ora)  vengano attentamente monitorati per rilevare eventuali sintomi durante l’intero periodo di infusione. In particolare, i pazienti mai trattati con immunoglobulina umana normale, i pazienti che sono passati a Deqsiga da un prodotto IVIg alternativo o quando è trascorso un lungo intervallo dalla precedente infusione devono essere monitorati durante la prima infusione e per la prima ora dopo la prima infusione in una struttura sanitaria controllata, al fine di rilevare potenziali segni avversi nonché garantire la possibilità di somministrare immediatamente un trattamento di emergenza qualora si verificassero problemi. Tutti gli altri pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 20 minuti dopo la somministrazione.

In tutti i pazienti, la somministrazione di IVIg richiede:

 adeguata idratazione prima dell’inizio dell’infusione di IVIg;  monitoraggio della produzione di urina;  monitoraggio dei livelli di creatinina sierica;  di evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa (vedere paragrafo 4.5).

In caso di reazione avversa, la velocità di infusione deve essere ridotta oppure l’infusione deve essere interrotta. Il trattamento necessario dipende dalla natura e dalla gravità della reazione avversa.

Se nei pazienti affetti da diabete mellito è necessario diluire Deqsiga a concentrazioni inferiori, può essere necessario riconsiderare l’impiego di una soluzione di glucosio al 5% per la diluizione.

Reazione correlata all’infusione

Alcune reazioni avverse (ad esempio cefalea, rossore, brividi, mialgia, respiro sibilante, tachicardia, dolore dorso-lombare, nausea e ipotensione) possono essere correlate alla velocità di infusione. La velocità di infusione raccomandata indicata al paragrafo 4.2 deve essere seguita rigorosamente. I pazienti devono essere monitorati e osservati attentamente per rilevare eventuali sintomi durante l’intero periodo di infusione.

Le reazioni avverse possono verificarsi con maggior frequenza:

 in pazienti che ricevono immunoglobulina umana normale per la prima volta o, in rari casi, quando si passa a un altro prodotto a base di immunoglobulina umana normale oppure quando è trascorso un lungo periodo dalla precedente infusione;  in pazienti con infezione attiva o infiammazione cronica latente.

Ipersensibilità

Le reazioni di ipersensibilità sono rare.

Deqsiga presenta un contenuto di IgA bassissimo (non più di 2 microgrammi/mL). È stato dimostrato che i preparati privi di IgA sono meglio tollerati da alcuni pazienti che hanno reagito ai preparati di IVIg con concentrazioni di IgA più elevate. Tuttavia, non è chiara la concentrazione soglia di IgA a cui i pazienti sarebbero sensibili.

L’anafilassi può svilupparsi in tutti i pazienti trattati con IVIg, compresi quelli  con IgA non rilevabili che hanno anticorpi anti IgA;  che avevano tollerato un trattamento precedente con immunoglobulina umana normale.

In caso di shock, è necessario attuare l’apposito trattamento medico standard.

Tromboembolia

Esistono evidenze cliniche di un’associazione tra la somministrazione di IVIg ed eventi tromboembolici quali infarto miocardico, accidente cerebrovascolare (tra cui ictus), embolia polmonare e trombosi venose profonde, che si presume siano correlati a un aumento relativo della viscosità del sangue attraverso l’elevato afflusso di immunoglobuline nei pazienti a rischio. Si deve usare cautela nella prescrizione e nell’infusione di IVIg nei pazienti obesi e in quelli con fattori di rischio preesistenti per eventi trombotici (quali età avanzata, ipertensione, diabete mellito e anamnesi di malattia vascolare o episodi trombotici, pazienti con disturbi trombofilici acquisiti o ereditari, pazienti con periodi prolungati di immobilizzazione, pazienti gravemente ipovolemici, pazienti con malattie che aumentano la viscosità del sangue).

Nei pazienti a rischio di reazioni avverse tromboemboliche, i prodotti IVIg devono essere somministrati alla velocità di infusione e alla dose minime praticabili.

Insufficienza renale acuta

Sono stati segnalati casi di insufficienza renale acuta in pazienti trattati con IVIg. Nella maggior parte dei casi sono stati identificati fattori di rischio, quali insufficienza renale preesistente, diabete mellito, ipovolemia, sovrappeso, assunzione concomitante di medicinali nefrotossici o età superiore ai 65 anni.

I parametri renali devono essere valutati prima dell’infusione di IVIg, in particolare nei pazienti considerati a rischio aumentato di sviluppare insufficienza renale acuta, e nuovamente a intervalli appropriati. Nei pazienti a rischio di insufficienza renale acuta, i prodotti IVIg devono essere somministrati alla velocità di infusione e alla dose minime praticabili. In caso di compromissione renale, considerare la possibilità di sospendere la terapia con IVIg.

Sebbene siano stati segnalati casi di disfunzione renale e insufficienza renale acuta associati all’uso di numerosi prodotti IVIg autorizzati contenenti vari eccipienti quali saccarosio, glucosio e maltosio, quelli contenenti saccarosio come stabilizzante hanno rappresentato, in proporzione, una quota maggiore del numero totale. Nei pazienti a rischio, può essere preso in considerazione l’impiego di prodotti IVIg non contenenti questi eccipienti. Deqsiga non contiene saccarosio, maltosio o glucosio. Sindrome da meningite asettica (AMS)

È stata segnalata insorgenza di AMS in associazione al trattamento con IVIg. La sindrome solitamente inizia a manifestarsi in un intervallo che va da alcune ore a 2 giorni dopoil trattamento con IVIg. Gli studi sul liquido cerebrospinale (LCR) risultano spesso positivi con pleiocitosi fino a diverse migliaia di cellule per mm3, prevalentemente della serie granulocitaria, nonché livelli proteici elevati fino a diverse centinaia di mg/dL. L’AMS può manifestarsi con maggiore frequenza in associazione a un trattamento con IVIg ad alto dosaggio (2 g/kg).

I pazienti che manifestano tali segni e sintomi devono sottoporsi a un esame neurologico approfondito, tra cui studi del LCR, per escludere altre cause di meningite.

L’interruzione del trattamento con IVIg ha portato alla remissione dell’AMS nel giro di pochi giorni, senza sequele.

Anemia emolitica

I prodotti IVIg possono contenere anticorpi del gruppo sanguigno che possono agire come emolisine e indurre il rivestimento in vivo dei globuli rossi con immunoglobuline, con conseguente reazione positiva al test delle antiglobuline diretto (test di Coombs) e, raramente, emolisi. L’anemia emolitica può svilupparsi in seguito alla terapia con IVIg a causa dell’aumentato sequestro dei globuli rossi. Coloro che ricevono IVIg devono essere monitorati per escludere la presenza di segni e sintomi clinici di emolisi (vedere paragrafo 4.8).

Neutropenia/Leucopenia

Al termine del trattamento con IVIg sono stati segnalati diminuzione transitoria della conta dei neutrofili e/o episodi di neutropenia, talvolta severi. Questo si verifica in genere entro poche ore o giorni dalla somministrazione di IVIg e si risolve spontaneamente entro 7-14 giorni.

Traumatismo polmonare acuto correlato a trasfusione (TRALI)

Nei pazienti sottoposti a trattamento con IVIg sono stati segnalati casi di edema polmonare acuto non cardiogeno [traumatismo polmonare acuto correlato a trasfusione (TRALI)]. Il TRALI è caratterizzato da grave ipossia, dispnea, tachipnea, cianosi, febbre e ipotensione. I sintomi del TRALI si sviluppano in genere durante una trasfusione o entro un periodo di 6 ore da quest’ultima, spesso entro 1-2 ore. Pertanto, coloro che ricevono IVIg devono essere monitorati e l’infusione di IVIg deve essere immediatamente interrotta in caso di reazioni avverse polmonari. Il TRALI è una condizione potenzialmente rischiosa per la vita per cui è necessario ricorrere a un trattamento immediato in terapia intensiva.

Interferenza con i test sierologici

Dopo la somministrazione di immunoglobuline, l’aumento transitorio dei vari anticorpi trasferiti passivamente nel sangue del paziente può dare origine a risultati positivi fuorvianti nei test sierologici.

La trasmissione passiva di anticorpi contro gli antigeni eritrocitari, ad esempio A, B, D, può interferire con alcuni test sierologici per gli anticorpi eritrocitari, ad esempio il test dell’antiglobulina diretto (DAT), test di Coombs diretto.

La somministrazione di Deqsiga può dare origine a risultati falsi positivi nei test che dipendono dal rilevamento di beta-D-glucani per la diagnosi di infezioni micotiche. Questo fenomeno può persistere nelle settimane successive all’infusione del prodotto. Agenti trasmissibili

Deqsiga è prodotto dal plasma umano. Misure standard per prevenire le infezioni derivanti dall’uso di medicinali preparati a partire da sangue o plasma umani includono la selezione dei donatori, lo screening delle singole donazioni e dei pool di plasma per specifici marcatori di infezione e l’inclusione di fasi di produzione efficaci per l’inattivazione/la rimozione dei virus. Nonostante ciò, quando si somministrano medicinali preparati a partire da sangue o plasma umani, non si può escludere del tutto la possibilità di trasmissione di agenti infettivi. Ciò vale anche per virus sconosciuti o emergenti e altri agenti patogeni.

Le misure adottate sono considerate efficaci per i virus con involucro, come il virus dell’immunodeficienza umana (HIV), il virus dell’epatite B (HBV) e il virus dell’epatite C (HCV), e per i virus senza involucro dell’epatite A e del parvovirus B19.

Ci sono esperienze cliniche rassicuranti riguardo alla mancata trasmissione dell’epatite A o del parvovirus B19 con le immunoglobuline; inoltre, si presume che il contenuto di anticorpi offra un importante contributo alla sicurezza virale.

È fortemente raccomandato di registrare il nome e il numero di lotto del prodotto ogni volta che Deqsiga è somministrato a un paziente, in modo da mantenere un collegamento tra il paziente e il lotto del prodotto.

Popolazione pediatrica

Non ci sono rischi pediatrici specifici per nessuno degli eventi avversi sopra menzionati. I pazienti pediatrici possono essere più sensibili al sovraccarico di volume (vedere paragrafo 4.9).

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Non sono stati effettuati studi d’interazione. La diluizione di Deqsiga con una soluzione di glucosio al 5% può comportare un aumento dei livelli di glucosio nel sangue.

Vaccini con virus vivi attenuati

La somministrazione di immunoglobulina può compromettere per un periodo di almeno 6 settimane e fino a 3 mesi l’efficacia di vaccini con virus vivi attenuati, come morbillo, rosolia, parotite e varicella. Dopo la somministrazione di questo medicinale, deve trascorrere un intervallo di 3 mesi prima di effettuare la vaccinazione con vaccini con virus vivi attenuati. Nel caso del morbillo, questa compromissione può persistere fino a 1 anno. Pertanto, è necessario controllare lo stato degli anticorpi nei pazienti che ricevono il vaccino contro il morbillo.

Diuretici dell’ansa

Evitare l’uso concomitante di diuretici dell’ansa.

Popolazione pediatrica

Le interazioni elencate si applicano sia agli adulti sia ai bambini.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza

La sicurezza di questo medicinale per l’impiego in gravidanza non è stata stabilita in studi clinici controllati e, pertanto, il medicinale deve essere somministrato con cautela alle donne in gravidanza. È stato dimostrato che i prodotti a base di IVIg attraversano la placenta, in misura maggiore durante il terzo trimestre.

L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono attesi effetti dannosi sul decorso della gravidanza, sul feto e sul neonato.

Allattamento

Le immunoglobuline vengono escrete nel latte. Non si prevedono effetti negativi sui neonati/lattanti.

Fertilità

L’esperienza clinica con le immunoglobuline suggerisce che non sono attesi effetti dannosi sulla fertilità.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Deqsiga altera lievemente la capacità di guidare veicoli, di andare in bicicletta e di usare macchinari, ad esempio con capogiro o nausea (vedere paragrafo 4.8). I pazienti che manifestano reazioni avverse durante il trattamento devono attenderne la risoluzione prima di guidare veicoli o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse causate dalle immunoglobuline umane normali (in frequenza decrescente) comprendono (vedere anche paragrafo 4.4):

 brividi, cefalea, capogiro, febbre, vomito, reazioni allergiche, nausea, artralgia, pressione arteriosa bassa e dolore dorso-lombare moderato;  reazioni emolitiche reversibili; soprattutto nei pazienti con gruppi sanguigni A, B e AB e (raramente), anemia emolitica che richiede trasfusione;  (raramente) un calo improvviso della pressione arteriosa e, in casi isolati, shock anafilattico, anche quando il paziente non ha mostrato ipersensibilità alla precedente somministrazione;  (raramente) reazioni cutanee transitorie (incluso lupus eritematoso cutaneo, frequenza non nota);  (molto raramente) reazioni tromboemboliche come ad esempio infarto miocardico, ictus, embolia polmonare, trombosi venosa profonda;  casi di meningite asettica reversibile;  casi di creatinina sierica aumentata e/o insorgenza di insufficienza renale acuta;  casi di traumatismo polmonare acuto correlato a trasfusione (TRALI).

Tabella delle reazioni avverse

La tabella presentata di seguito è conforme alla classificazione per sistemi e organi MedDRA (SOC, Classificazione per Sistemi e Organi e Preferred Term Level, livello di termine preferito).

Le frequenze sono state valutate secondo la seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1 000, < 1/100); raro (≥ 1/10 000, < 1/1 000); molto raro (< 1/10 000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

All’interno di ciascuna categoria di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in ordine decrescente di gravità. Tabella 2. Reazioni avverse riportate negli studi clinici e nelle segnalazioni post-marketing

Classificazione per sistemi e organi (SOC) MedDRA Reazione avversa Frequenza per paziente Frequenza per infusione
Infezioni ed infestazioni Meningite asettica Non comune Raro
Patologie del sistema emolinfopoietico Anemia Comune Non comune
Linfoadenopatia Comune Raro
Emolisi Non nota Non nota
Disturbi del sistema immunitario Ipersensibilità Non comune Raro
Reazione anafilattica Non comune Raro
Shock anafilattico Non nota Non nota
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Appetito ridotto Comune Non comune
Disturbi psichiatrici Ansia Comune Non comune
Insonnia Comune Non comune
Patologie del sistema nervoso Cefalea Molto comune Comune
Capogiro Comune Non comune
Emicrania Comune Non comune
Parestesia Comune Raro
Disgeusia Non comune Raro
Disturbo dell’equilibrio Non comune Raro
Disartria Non comune Molto raro
Amnesia Non comune Molto raro
Attacco ischemico transitorio, lesione vascolare cerebrale, tremore Non nota Non nota
Patologie dell’occhio Congiuntivite Comune Raro
Tumefazione degli occhi Non comune Raro
Dolore oculare Non comune Raro
Patologie dell’orecchio e del labirinto Vertigine Non comune Raro
Patologie cardiache Tachicardia (inclusa tachicardia sinusale) Comune Non comune
Infarto miocardico Non nota Non nota
Patologie vascolari Ipertensione (inclusa pressione arteriosa aumentata) Molto comune Comune
Rossore (inclusa vampata di calore) Comune Non comune
Flebite Non comune Raro
Sensazione di freddo alle estremità Non comune Raro
Ipotensione Non nota Non nota
Trombosi venosa profonda Non nota Non nota
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse Comune Non comune
Congestione nasale Comune Non comune
Rinorrea Comune Non comune
Dolore orofaringeo Comune Non comune
Dispnea Comune Raro
Embolia polmonare Non comune Raro
Gonfiore orofaringeo Non comune Molto raro
Edema polmonare Non nota Non nota
Patologie gastrointestinali Nausea Molto comune Comune
Diarrea Comune Non comune
Vomito Comune Non comune
Classificazione per sistemi e organi (SOC) MedDRA Reazione avversa Frequenza per paziente Frequenza per infusione
Dolore addominale (inclusi dolore addominale superiore, inferiore e dolorabilità) Comune Non comune
Dispepsia Comune Raro
Distensione dell’addome Non comune Raro
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea (inclusa eritematosa, pruriginosa, maculo-papulosa, papulare) Molto comune Non comune
Contusione Comune Non comune
Orticaria Comune Non comune
Prurito Comune Non comune
Dermatite Comune Raro
Eritema Comune Raro
Sudorazioni notturne Non comune Raro
Reazione di fotosensibilità Non comune Raro
Sudore freddo Non comune Raro
Angioedema Non comune Molto raro
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Dolore dorsale Comune Non comune
Artralgia Comune Non comune
Dolore a un arto Comune Non comune
Spasmi muscolari Comune Non comune
Mialgia Comune Non comune
Debolezza muscolare Comune Non comune
Contrazione muscolare Non comune Molto raro
Patologie renali e urinarie Proteinuria Non comune Raro
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Reazioni locali Molto comune Non comune
 Stravaso in sede di infusione Comune Non comune
 Dolore in sede di infusione (incluso fastidio) Comune Non comune
 Tumefazione in sede di infusione (inclusi tumefazione locale, edema locale) Comune Raro
 Prurito in sede di infusione Non comune Molto raro
Stanchezza (inclusa letargia) Molto comune Comune
Piressia (inclusa temperatura corporea aumentata) Molto comune Non comune
Brividi Comune Non comune
Edema (inclusa tumefazione periferica) Comune Non comune
Malattia simil-influenzale Comune Non comune
Malessere Comune Non comune
Fastidio al torace Comune Raro
Costrizione toracica Non comune Raro
Sensazione di caldo Non comune Raro
Sensazione di bruciore Non comune Raro
Esami diagnostici Urea ematica aumentata Non comune Raro
Conta dei leucociti diminuita Non comune Raro
Alanina aminotransferasi aumentata Non comune Raro
Ematocrito diminuito Non comune Raro
Conta eritrocitaria diminuita Non comune Raro
Classificazione per sistemi e organi (SOC) MedDRA Reazione avversa Frequenza per paziente Frequenza per infusione
Creatinina ematica aumentata Non comune Raro
Frequenza respiratoria aumentata Non comune Molto raro
Test di Coombs diretto positivo Non nota Non nota
Saturazione di ossigeno diminuita Non nota Non nota
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura Traumatismo polmonare acuto correlato a trasfusione Non nota Non nota

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Contrazione muscolare e debolezza sono state segnalate solo nei pazienti affetti da MMN.

Popolazione pediatrica

La frequenza, il tipo e la severità delle reazioni avverse nei bambini sono gli stessi riscontrati negli adulti.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’allegato V.

Per la sicurezza rispetto agli agenti trasmissibili, vedere il paragrafo 4.4.

04.9 Sovradosaggio

Il sovradosaggio può causare sovraccarico di liquidi e iperviscosità, in particolare nei pazienti a rischio, inclusi lattanti, pazienti anziani o pazienti con compromissione cardiaca o renale (vedere paragrafo 4.4).

Popolazione pediatrica

I bambini di età inferiore ai 5 anni possono essere particolarmente sensibili al sovraccarico di volume. Pertanto, il dosaggio deve essere accuratamente calcolato per questa popolazione. Inoltre, i bambini affetti dalla malattia di Kawasaki sono particolarmente a rischio a causa della compromissione cardiaca sottostante, pertanto la dose e la velocità di somministrazione devono essere accuratamente controllate.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: sieri immuni e immunoglobuline, immunoglobuline umane normali, per somministrazione intravascolare, codice ATC: J06BA02

L’immunoglobulina umana normale contiene principalmente immunoglobulina G (IgG) con un ampio spettro di anticorpi contro gli agenti infettivi.

L’immunoglobulina umana normale contiene gli anticorpi IgG presenti nella popolazione normale. Di solito viene preparata a partire dal plasma raccolto da almeno 1 000 donazioni. Presenta una distribuzione delle sottoclassi di immunoglobuline G strettamente proporzionale a quella del plasma umano nativo. Dosi adeguate di questo medicinale possono riportare i livelli di immunoglobulina G anormalmente bassi a valori normali.

Il meccanismo d’azione in indicazioni diverse dalla terapia sostitutiva non è ben chiaro, ma include effetti immunomodulatori.

Popolazione pediatrica

Non vi sono differenze teoriche od osservate nell’azione delle immunoglobuline nei bambini rispetto agli adulti.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

L’immunoglobulina umana normale risulta immediatamente e completamente biodisponibile nella circolazione del ricevente dopo la somministrazione endovenosa.

Distribuzione

Si distribuisce in modo relativamente rapido tra plasma e liquido extravascolare; dopo circa 3-5 giorni viene raggiunto l’equilibrio tra i compartimenti intra ed extravascolari.

Eliminazione

L’immunoglobulina umana normale ha un’emivita di circa 32,5 giorni. Questa emivita può variare da paziente a paziente, in particolare nell’immunodeficienza primaria. Le IgG e i complessi di IgG vengono metabolizzati nelle cellule del sistema reticoloendoteliale.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Le immunoglobuline sono normali costituenti del corpo umano.

La sicurezza dell’immunoglobulina umana normale (IVIg) al 10% è stata dimostrata in numerosi studi non clinici. I dati preclinici non rivelano rischi particolari per gli esseri umani sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza e tossicità. Deqsiga non ha rivelato alcun potenziale aumento della stimolazione del sistema immunitario né alcun rischio associato di reazioni di ipersensibilità rispetto all’immunoglobulina umana normale (IVIg) al 10%.

Gli studi sulla tossicità a dosi ripetute, sulla genotossicità e sulla tossicità per la riproduzione negli animali sono impraticabili a causa di induzione e interferenza da parte di anticorpi che si sviluppano verso proteine eterologhe. Poiché l’esperienza clinica non fornisce alcuna evidenza del potenziale cancerogeno delle immunoglobuline, non sono stati condotti studi sperimentali su specie eterogenee.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Glicina Acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

06.3 Periodo di validità

2 anni.

La stabilità in uso chimica e fisica del prodotto diluito (diluizione con una soluzione di glucosio al 5% fino a una concentrazione finale di 50 mg/mL (5%) di immunoglobulina) è stata dimostrata per 21 giorni a una temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C e tra 28 °C e 30 °C.

Da un punto di vista microbiologico, il prodotto deve essere usato immediatamente. Se non usato immediatamente, i tempi e le condizioni di conservazione in uso prima dell’utilizzo sono responsabilità dell’utilizzatore e non devono normalmente superare le 24 ore a temperatura compresa tra 2 °C e 8 °C, a meno che la diluizione non sia avvenuta in condizioni asettiche controllate e convalidate.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Non conservare a temperatura superiore a 25 °C. Non congelare. Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la diluizione del medicinale, vedere paragrafo 6.3.

06.5 Natura e contenuto della confezione

50 mL o 100 mL di soluzione in un flaconcino (vetro di tipo I) con tappo (bromobutile). Contenuto della confezione: 1 flaconcino

È possibile che non tutte le presentazioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Prima dell’uso, il prodotto deve essere portato a temperatura ambiente o corporea (20 °C-37 °C). Non utilizzare dispositivi di riscaldamento, compresi i forni a microonde.

Se è necessaria la diluizione, si consiglia una soluzione di glucosio al 5%. Per ottenere una soluzione di immunoglobuline pari a 50 mg/mL (5%), Deqsiga 100 mg/mL (10%) deve essere diluito con un volume equivalente di soluzione di glucosio. Si raccomanda di ridurre al minimo il rischio di contaminazione microbica durante la diluizione.

Prima della somministrazione, il prodotto deve essere ispezionato visivamente per escludere la presenza di particelle o alterazione del colore. La soluzione deve essere limpida o leggermente opalescente e incolore oppure giallo chiaro. Non utilizzare soluzioni torbide o che presentano depositi.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Takeda Manufacturing Austria AG Industriestrasse 67 1221 Vienna Austria [email protected]

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

EU/1/25/1919/001 EU/1/25/1919/002

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: GG mese AAAA

10.0 Data di revisione del testo

MM/AAAA

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea per i medicinali, https://www.ema.europa.eu.