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Mirtazapina Rat

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Mirtazapina Rat: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

 

01.0 Denominazione del medicinale

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MIRTAZAPINA RATIOPHARM 30 MG COMPRESSE RIVESTITE CON FILM

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Una compressa contiene 30 mg di mirtazapina (come emidrato).

30 mg:

Eccipiente: 127 mg di lattosio monoidrato/compresse rivestite con film

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse rivestite con film

30 mg

Compresse rivestite con film biconvesse, ovali di colore bruno-arancio con una tacca su un lato.

La compressa può essere divisa in due metà uguali.

 

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Episodi di depressione maggiore

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Adulti:

La dose giornaliera efficace va solitamente da 15 a 45 mg/die. La dose iniziale è di 15 o 30 mg.

Mirtazapina comincia a esercitare la sua azione generalmente dopo 1-2 settimane di trattamento. Il trattamento con una dose adeguata dovrebbe determinare una risposta positiva entro 2-4 settimane. In presenza di una risposta insufficiente, si può aumentare la dose fino a raggiungere la dose massima. Se non si osserva alcuna risposta nell’arco di ulteriori 2-4 settimane, si deve interrompere il trattamento.

Anziani:

La dose raccomandata è la stessa degli adulti. Nei pazienti anziani un aumento della dose deve essere attuato sotto stretta supervisione per provocare una risposta soddisfacente e sicura.

Bambini e adolescenti (sotto i 18 anni di età):

Mirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film non deve essere usata nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni di età dato che non è stata dimostrata l’efficacia in due studi clinici a breve termine (vedere paragrafo 5.1) e anche per motivi di sicurezza (vedere paragrafi 4.4, 4.8 e 5.1).

Compromissione renale:

La clearance della mirtazapina può risultare ridotta nei pazienti con compromissione renale da moderata a grave

(clearance della creatinina < 40 ml/min). Di ciò si deve tenere conto quando si prescrive Mirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film a questa categoria di pazienti (vedere paragrafo 4.4).

Compromissione epatica:

La clearance della mirtazapina può risultare ridotta nei pazienti che presentano un’alterazione della funzionalità epatica. Di ciò si deve tenere conto quando si prescrive Mirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film a questa categoria di pazienti, in particolare in presenza di grave compromissione epatica, poiché i pazienti con grave compromissione epatica non sono stati oggetto di studio (vedere paragrafo 4.4).

La mirtazapina può essere somministrato una volta al giomo poiché la sua emivita di eliminazione è di 20-40 oree quindiMirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film è adatta per la somministrazione una volta al giomo. Mirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film deve essere preferibilmente assunta in un’unica dose immediatamente prima di coricarsi. La dose giornaliera può anche essere divisa in due somministrazioni (una al mattino ed una alla sera, la dose più alta deve essere somministrata alla sera).

Le compresse devono essere assunte per via orale, con un po’ di liquido ed ingerite senza essere masticate.

I pazienti affetti da depressione devono essere trattati per un periodo sufficiente di tempo di almeno 6 mesi per assicurare il sollievo dai sintomi.

Si raccomanda di interrompere il trattamento con mirtazapina in modo graduale per evitare sintomi da sospensione (vedere paragrafo 4.4).

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità alla mirtazapina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Uso concomitante di mirtazapina ed inibitori delle monoaminossidasi (MAO) (vedere paragrafo 4.5).

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04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Assunzione da parte di bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni

Mirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film non deve essere utilizzata per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini ed adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari. Per di più, non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lungo termine per i bambini e gli adolescenti per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

Suicidio/ideazione suicida o peggioramento clinico

La depressione è associata ad un aumento del rischio di ideazione suicida, autolesionismo e suicidio (eventi correlati al suicidio). Questo rischio può persistere fino al manifestarsi di una significativa remissione dei sintomi. Poiché il miglioramento potrebbe non verificarsi durante la prime settimane di terapia o anche per un periodo di tempo più lungo, è opportuno monitorare attentamente i pazienti in questo periodo. L’esperienza clinica generale dimostra che nelle terapie antidepressive il rischio di suicidio può aumentare nelle fasi iniziali della guarigione. I pazienti con storia di eventi correlati al suicidio, o coloro che mostrano un grado significativo di ideazione suicida prima dell’inizio del trattamento, sono maggiormente a rischio di pensieri o tentativi di suicidio, e devono perciò essere attentamente monitorati durante il trattamento. Uno studio di meta-analisi condotto sulla base di studi clinici controllati verso placebo con l’uso di farmaci antidepressivi in pazienti adulti con disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicida con gli antidepressivi rispetto al placebo nei pazienti di età inferiore ai 25 anni.

La terapia con antidepressivi deve essere accompagnata da un’attenta supervisione dei pazienti, in particolare di quelli a rischio elevato e specialmente nelle prime fasi del trattamento e in seguito a correzioni della dose. I pazienti (e coloro che li assistono) devono essere informati riguardo la necessità di monitorare la comparsa di qualsiasi peggioramento clinico, di comportamenti o ideazioni suicidari e di cambiamenti insoliti del comportamento e di chiedere immediatamente il consiglio medico se questi sintomi dovessero presentarsi. Per quanto riguarda la possibilità di suicidio, specie all’inizio del trattamento, è bene fornire al paziente solo una quantità ridotta di Mirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film.

Depressione midollare

E’ stata segnalata depressione del midollo osseo negli utilizzatori di mirtazapina, che normalmente si manifesta in forma di granulocitopenia o agranulocitosi.

Agranulocitosi reversibile è stata segnalata, raramente, anche nel corso degli studi clinici con mirtazapina. Nel periodo successivo alla commercializzazione di mirtazapina sono stati riferiti casi rarissimi di agranulocitosi, la maggior parte reversibili, ma in alcuni casi fatali. Casi fatali hanno interessato prevalentemente pazienti di età superiore a 65 anni. Il medico deve prestare particolare attenzione a sintomi quali febbre, mal di gola, stomatite o altri segni di infezione; quando questi si presentano, il trattamento deve essere interrotto e deve essere eseguito un esame emocromocitometrico completo.

Ittero

Il trattamento deve essere interrotto se compare ittero.

Condizioni che richiedono supervisione

È necessario dosare accuratamente il farmaco e porre sotto stretto e regolare controllo i pazienti con:

– epilessia e sindrome organica cerebrale; sebbene l’esperienza clinica indica che raramente raramentesi verificano accessi convulsivi epilettici durante il trattamento con mirtazapina, così come con altri antidepressivi, mirtazapina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti con una storia di attacchi epilettici. Il trattamento deve essere sospeso nei pazienti che manifestano attacchi epilettici, o quando si verifica un aumento nella frequenza degli attacchi epilettici.

– compromissione epatica: dopo somministrazione di una singola dose orale da 15 mg di mirtazapina, la clearance della mirtazapina è risultata ridotta del 35 % circa in pazienti con una compromissione epatica da lieve a moderata rispetto ai pazienti con una funzionalità epatica nella norma. La concentrazione plasmatica media di mirtazapina è risultata aumentata del 55 % circa.

– compromissione renale; dopo somministrazione di una singola dose orale da 15 mg di mirtazapina, nei pazienti con insufficienza renale moderata (clearance della creatinina < 40 ml/min) e grave (clearance della creatinina < 10 ml/min), la clearance della mirtazapina è risultata ridotta rispettivamente del 30 e del 50 % circa rispetto ai pazienti con funzionalità renale nella norma. La concentrazione plasmatica media di mirtazapina è risultata aumentata rispettivamente del 55 e del 115 % circa. Non sono state rilevate differenze significative nei pazienti con compromissione renale lieve (clearance della creatinina < 80 ml/min) rispetto al gruppo di controllo.

– malattia cardiaca, come disturbi della conduzione, angina pectoris oppure infarto miocardico recente, nel qual caso si richiedono normali precauzioni e cautela durante la concomitante somministrazione di altrimedicinali.

– ipotensione.

– diabete mellito: nei pazienti con diabete, gli antidepressivi possono alterare il controllo glicemico. Il dosaggio dell’insulina e/o degli ipoglicemizzanti orali potrebbe avere bisogno di essere modificato ed è raccomandato un monitoraggio stretto.

Come con altri antidepressivi, occorre prestare cautela nel somministrare questo farmaco a pazienti:

– Quando gli antidepressivi sono somministrati a pazienti con schizofrenia o altri disturbi psicotici, si può verificare un peggioramento dei sintomi psicotici; l’ideazione paranoide si può intensificare.

– Quando si tratta la fase depressiva di un disturbo bipolare, può verificarsi il passaggio alla fase maniacale. I pazienti con un’anamnesi di mania/ipomania devono essere monitorati attentamente. Mirtazapina deve essere sospesa in tutti i pazienti che entrano nella fase maniacale.

– Sebbene mirtazapina non provochi dipendenza, l’esperienza successiva alla commercializzazione mostra che la brusca sospensione della somministrazione, dopo un lungo periodo di trattamento, può provocare talvolta sintomi da sospensione. La maggior parte di questi sintomi è lieve e autolimitata. Tra i vari sintomi da sospensione, i più frequenti sono capogiri, agitazione, ansia, cefalea, nausea. Benché siano stati riferiti come sintomi da sospensione, questi sintomi possono essere correlati alla malattia di base. Come consigliato nel paragrafo 4.2, si raccomanda di sospendere il trattamento con mirtazapina gradualmente.

– Cautela deve essere osservata nei pazienti con disturbi della minzione come ipertrofia prostatica e nei pazienti con glaucoma acuto ad angolo chiuso e ipertensione oculare (anche in questi casi la possibilità che si evidenzino problemi con Mirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film è scarsa, poiché esso è dotato di un’attività anticolinergica molto debole).

– Acatisia/irrequietezza psicomotoria. L’uso di antidepressivi è stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da sensazione di mancanza di riposo soggettivamente spiacevole o stressante e necessità di muoversi spesso accompagnata da incapacità a rimanere seduti o fermi. Questo si verifica più probabilmente nelle primissime settimane di trattamento. Nei pazienti che sviluppano questi sintomi un aumento della dose potrebbe peggiorare la sintomatologia.

Iponatriemia

Molto raramente con l’uso di mirtazapina è stata riportata iponatriemia, probabilmente dovuta ad inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH). Deve essere adottata cautela nei pazienti a rischio quali quelli anziani o trattati contemporaneamente con medicinali noti per provocare iponatriemia.

Sindrome serotoninergica

Interazione con farmaci serotoninergici: può presentarsi sindrome serotoninergica quando gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRI) vengono somministrati in combinazione con altri farmaci serotoninergici (vedere paragrafo 4.5). Sintomi della sindrome serotoninergica possono essere ipertermia, rigidità, mioclono, instabilità autonomica e possibili fluttuazioni rapide dei segni vitali, cambiamenti dello stato mentale che comprendono confusione, irritabilità ed estrema agitazione che progredisce in delirio e coma. Dall’esperienza successiva alla commercializzazione, sembra che la sindrome serotoninergica si verifichi molto raramente in pazienti trattati con mirtazapina da sola (vedere paragrafo 4.8).

Pazienti anziani

I pazienti anziani sono spesso più sensibili, soprattutto nei confronti degli effetti indesiderati degli antidepressivi. Durante gli studi clinici condotti con mirtazapina non sono stati segnalati effetti indesiderati più frequenti negli anziani rispetto ai pazienti appartenenti alle altre fasce di età.

Lattosio

Questo medicinale contiene lattosio. Pazienti affetti darariproblemi ereditari di intolleranza al galattosio, carenza di Lapp lattasi o malassorbimento diglucosio galattosio, non devono assumere questo medicinale.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Interazioni farmacodinamiche

– Mirtazapina non deve essere utilizzata in concomitanza con gli inibitori della MAO, né per 2 settimane dopo l’interruzione del trattamento con inibitori della MAO. In senso opposto, devono passare circa due settimane prima di trattare con gli inibitori delle MAO i pazienti in terapia con mirtazapina (vedere paragrafo 4.3).

Inoltre, come con gli SSRI, la somministrazione concomitante di altre sostanze attive serotoninergiche (L-triptofano, triptani, tramadolo, linezolide, SSRI, venlafaxina, litio e preparati a base di erba di S.Giovanni – Hypericum perforatum) può determinare un’incidenza di effetti associati alla serotonina (sindrome serotoninegica: vedere paragrafo 4.4). Deve essere raccomandata cautela ed è richiesto uno stretto monitoraggio clinico, quando queste sostanze attive sono somministrate in combinazione con mirtazapina.

– Mirtazapina può potenziare gli effetti sedativi delle benzodiazepine o di altri sedativi (in particolare della maggior parte degli antipsicotici, degli antistaminici H1 antagonisti, degli oppioidi). Si deve usare cautela quando questi prodotti medicinali vengono prescritti insieme a mirtazapina.

– La mirtazapina può potenziare gli effetti depressivi dell’alcool sull’SNC. Si deve consigliare ai pazienti di evitare l’assunzione di bevande alcoliche.

– Mirtazapina, alla dose di 30 mg una volta al giomo, provoca un aumento lieve, ma statisticamente significativo del rapporto internazionale normalizzato (INR) nei soggetti trattati con warfarina. Poiché a dosi più alte di mirtazapina non si può escludere un effetto più pronunciato, è consigliabile il monitoraggio dell’INR in caso di trattamento concomitante con warfarina e mirtazapina.

Interazioni farmacocinetiche

– La carbamazepina e la fenitoina, induttori del CYP3A4, hanno aumentato di circa due volte la clearance della mirtazapina, provocando una riduzione rispettivamente del 60 % e del 45 % dei livelli plasmatici medi della mirtazapina. Quando la carbamazepina o un altro induttore del metabolismo epatico (quale rifampicina) viene somministrato contemporaneamente alla mirtazapina, può essere necessario aumentare la dose di quest’ultima. Se il trattamento con un medicinale di questo tipo viene interrotto, può essere necessario ridurre la dose di mirtazapina.

– La somministrazione concomitante del ketoconazolo, potente inibitore del CYP3A4, ha aumentato i livelli di picco plasmatici e dell’area sottesa alla curva (AUC) di mirtazapina rispettivamente del 40 % e del 50 % circa.

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– Quando la cimetidina (debole inibitore di CYP1A2, CYP2D6 e CYP3A4) viene somministrata assieme alla mirtazapina, la concentrazione plasmatica media di mirtazapina può aumentare di oltre il 50%. Deve essere adottata cautela e può essere necessario ridurre la dose, quando mirtazapina è somministrata contemporaneamente a potenti inibitori del CYP3A4, inibitori dell’HIV proteasi, antifungini azolici, eritromicina, cimetidina o nefazodone.

– Dagli studi sulle interazioni non sono emersi effetti farmacocinetici di rilievo associati al trattamento contemporaneo di mirtazapina con paroxetina, amitriptilina, risperidone o litio.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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I limitati dati riguardanti l’uso di mirtazapina in donne in gravidanza non indicano un rischio aumentato di malformazioni congenite. Gli studi condotti su animali non hanno evidenziato effetti teratogeni di rilevanza clinica, tuttavia è stata osservata tossicità dello sviluppo (vedere paragrafo 5.3). Deve essere prestata attenzione, quando si prescrive mirtazapina a donne in gravidanza. Qualora Mirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film sia utilizzata sino al parto o sospeso immediatamente prima, è raccomandato un monitoraggio post-natale del neonato per valutare eventuali effetti da sospensione.

I dati epidemiologici hanno suggerito che l’uso di SSRI in gravidanza, soprattutto verso la fine gravidanza, può aumentare il rischio di ipertensione polmonare persistente nel neonato (PPHN). Sebbene nessun studio abbia analizzato la possibile associazione tra PPHN e trattamento con mirtazapina, questo rischio potenziale non può essere escluso, tenendo in considerazione il relativo meccanismo d’azione (aumento delle concentrazioni di serotonina).

Gli studi condotti su animali e limitati dati rilevati sull’uomo hanno evidenziato un’escrezione molto contenuta di mirtazapina nel latte materno. La decisione di continuare/interrompere l’allattamento al seno o continuare/interrompere la terapia con mirtazapina deve basarsi sulla valutazione del beneficio dell’allattamento al seno per il bambino e sul beneficio della terapia con mirtazapina per la donna.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Mirtazapina altera in modo lieve o moderato la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Mirtazapina può compromettere la capacità di concentrazione e lo stato di vigilanza (in particolare nelle fasi iniziali del trattamento). In tal caso, i pazienti devono evitare lavori potenzialmente pericolosi che richiedano vigilanza e buona concentrazione, come guidare un veicolo a motore o usare macchinari.

 

04.8 Effetti indesiderati

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I pazienti depressi presentano diversi segni e sintomi che sono associati alla malattia stessa. Talvolta può essere pertanto difficile identificare quali siano i sintomi collegati alla malattia e quali invece al trattamento con mirtazapina.

Le reazioni avverse riferite più frequentemente, che si sono verificate in più del 5 % dei pazienti trattati con mirtazapina negli studi randomizzati e controllati con placebo (vedere sotto) sono sonnolenza, sedazione, secchezza delle fauci, aumento di peso, aumento dell’appetito, capogiri e affaticamento.

Gli effetti indesiderati di mirtazapina sono stati valutati in tutti gli studi randomizzati controllati con placebo condotti sui pazienti (compresi quelli con indicazioni diverse dalla depressione maggiore). La meta-analisi ha riguardato 20 studi, con una durata pianificata di trattamento di un massimo di 12 settimane, con 1501 pazienti (134 anni persona) trattati con dosi di mirtazapina fino a 60 mg e 850 pazienti (79 anni persona) trattati con placebo. Le fasi di estensione di questi studi sono state escluse per mantenere la raffrontabilità con il trattamento con placebo.

Nella tabella 1 è riportata l’incidenza per categoria delle reazioni avverse che negli studi clinici si sono manifestate con una frequenza maggiore, statisticamente significativa, durante il trattamento con mirtazapina rispetto al trattamento con placebo, e delle reazioni avverse riferite spontaneamente. La frequenza delle reazioni avverse emerse dalle segnalazioni spontanee è basata sul tasso di segnalazione di tali eventi negli studi clinici. La frequenza delle reazioni avverse da segnalazione spontanea per le quali non siano stati osservati casi con mirtazapina negli studi randomizzati controllati verso placebo è stata classificata come “non nota”.

Tabella 1. Reazioni avverse di Mirtazapina

Classificazione persistemi e organi Molto comune(>1/10) Comune(>1/100, < 1/10) Non comune(>1/1.000,< 1/100) Raro(>1/10.000, <1/1.000) Frequenza nonnota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Patologie delsistemaemolinfopoietico Depressione midollare (granulocitopenia, agranulocitosi, anemia aplastica, trombocitopenia), eosinofilia
Patologieendocrine Secrezione inappropriata di ormone antidiuretico
Disturbi delmetabolismo edella nutrizione Aumento dell’appetito¹, aumento del peso¹ Iponatriemia
Disturbipsichiatrici – Sogni anomali, confusione, ansia2, 5, insonnia3, 5 Incubi², mania, agitazione², allucinaÂ-zioni, irrequietezza psicomotoria (incluse acatisia, ipercinesia) Ideazioni sucidarie6, comportamento suicidario6
Patologie delsistema nervoso Sonnolenza1, 4, sedazione1, 4, cefalea² Letargia¹, capogiri, tremore Paraestesia², sindrome delle gambe senza riposo, sincope Mioclono Convulsioni, sindrome serotoninergica, parestesia orale
Patologie vascolari Ipotensione ortostatica Ipotensione²
Patologiegastrointestinali Secchezza delle fauci Nausea³, diarrea², vomito² Ipoestesia orale Edema orale
Patologieepatobiliari Aumento dell’attività delle transaminasi sieriche
Patologie dellacute e del tessutosottocutaneo Esantema² Sindrome di Stevens-Johnson, dermatite bollosa, eritema multiforme, necrolisi epidermica tossica
Patologie delsistemamuscoloscheletrico e del tessutoconnettivo Artralgia, mialgia, dolore dorsale¹
Patologiesistemiche econdizioni relativealla sede disomministrazione Edema periferico¹ affaticamento

¹ Negli studi clinici questi eventi si sono manifestati con una frequenza maggiore, statisticamente significativa, nel corso del trattamento con mirtazapina rispetto al trattamento con placebo.

² Negli studi clinici questi eventi si sono manifestati con una frequenza maggiore, ma non statisticamente significativa, nel corso del trattamento con placebo rispetto al trattamento con mirtazapina.

³ Negli studi clinici questi eventi si sono manifestati con una frequenza maggiore, statisticamente significativa, nel corso del trattamento con placebo rispetto al trattamento con mirtazapina.

4 N.B. la riduzione della dose generalmente non determina una minore sonnolenza/sedazione, ma può compromettere l’efficacia antidepressiva.

5Il trattamento con antidepressivi in genere può determinare l’insorgenza o il peggioramento di ansia e insonnia (che possono essere sintomi di depressione). Nel corso del trattamento con mirtazapina sono stati riferiti sviluppo o peggioramento di ansia e insonnia.

6Casi di ideazione suicidaria e comportamenti suicidari sono stati segnalati durante la terapia con mirtazapina o subito dopo l’interruzione del trattamento (vedere paragrafo 4.4).

Nelle analisi di laboratorio condotte negli studi clinici sono stati osservati innalzamenti transitori delle transaminasi e della gamma-glutamiltransferasi (tuttavia, gli eventi avversi associati non sono stati riferiti

con una frequenza statisticamente superiore con mirtazapina rispetto al placebo).

Popolazione pediatrica

Le seguenti reazioni avverse sono state osservate comunemente negli studi clinici in bambini: aumento di peso, orticaria e ipertrigliceridemia (vedere anche paragrafo 5.1).

 

04.9 Sovradosaggio

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L’attuale esperienza in materia di sovradosaggio con mirtazapina somministrata da sola indica che i sintomi sono solitamente di lieve entità. Sono stati riferiti depressione del sistema nervoso centrale con disorientamento e sedazione prolungata, associati a tachicardia e lieve ipertensione o ipotensione. Sussiste tuttavia la possibilità di episodi più gravi (inclusi casi di morte) a dosaggi molto più alti rispetto alla dose terapeutica, per lo più dovuti a sovradosaggio misto.

I casi di sovradosaggio devono essere trattati con appropriata terapia sintomatica e di sostegno delle funzioni

vitali. Si deve inoltre considerare la somministrazione di carbone attivo o la lavanda gastrica.

 

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: altri antidepressivi, codice ATC: N06AX11

Mirtazapina è un alfa2-antagonista presinaptico che aumenta la neurotrasmissione noradrenergica e serotoninergica del sistema nervoso centrale. L’effetto serotoninergico è il risultato di una specifica azione sui recettori 5HT1, dato che la mirtazapina blocca sia i recettori 5HT2 che i recettori 5HT3. Entrambi gli enantiomeri di mirtazapina sono agenti attivi. L’enantiomero S(+) blocca i recettori alfa2 ed i recettori 5-HT2, mentre l’enantiomero R(-) blocca i recettori 5-HT3.

Si ritiene che l’effetto H1 -antagonista causa l’effetto sedativo della mirtazapina. L’effetto anticolinergico della mirtazapina è minimo e, se assunta a dosi terapeutiche, solo raramente si verificano effetti cardiovascolari clinicamente significativi.

Popolazione pediatrica:

Due studi clinici randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo in bambini di età compresa tra i 7 e i 18 anni con disturbi di depressione maggiore (n=259) che hanno usato una dose flessibile per 4 settimane (15 – 45 mg) seguita da una dose fissa (15, 30 o 45 mg di mirtazapina) per ulteriori 4 settimane non è riuscito a dimostrare differenze significative tra mirtazapina e placebo verso l’endpoint primario e secondario. Un significativo aumento di peso (> 7%) è stato osservato nel 48,8% dei soggetti trattati con mirtazapina rispetto al 5,7% dei soggetti trattati con placebo. Sono stati comunemente osservati anche orticaria (11,8% vs 6,8%) e ipertrigliceridemia (2,9% vs 0,0%).

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Dopo somministrazione orale di Mirtazapina ratiopharm compresse rivestite con film , il suo principio attivo mirtazapina viene rapidamente e ben assorbito (biodisponibilità del 50% circa). Le concentrazioni plasmatiche di picco vengono raggiunte in circa 2 ore.

Il legame della mirtazapina alle proteine plasmatiche è dell’85 % circa.

L’emivita media di eliminazione è di 20-40 ore; occasionalmente è stata osservata un’emivita più lunga, fino a 65 ore, e nei giovani un’emivita più breve. L’emivita di eliminazione è sufficiente a giustificare il trattamento con dosaggio unico giornaliero.

Lo stato stazionario è raggiunto dopo 3-4 giorni, dopo i quali non vi è ulteriore accumulo. Nell’intervallo di dosi raccomandato, mirtazapina mostra una farmacocinetica lineare. L’assunzione di cibo non influenza la farmacocinetica di mirtazapina.

Mirtazapina è ampiamente metabolizzata ed eliminata attraverso le urine e le feci in pochi giorni. La biotrasformazione avviene essenzialmente per demetilazione ed ossidazione, seguite da coniugazione. Dati in vitro ottenuti studiando microsomi di fegato umano indicano che gli enzimi citocromo P450, CYP2D6 e CYP1A2 sono coinvolti nella formazione dell’8-idrossi-metabolita di mirtazapina, mentre CYP3A4 è considerato responsabile della formazione dei metaboliti N-demetil e N-ossido. Il metabolita demetilato è farmacologicamente attivo e sembra avere lo stesso profilo farmacocinetico del composto dal quale deriva. La clearance della mirtazapina può risultare ridotta in pazienti con compromissione renale o epatica.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici non rivelano rischi particolari per gli esseri umani sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità a dosi ripetute, cancerogenicità, genotossicità o genotossicità.

Negli studi di tossicità riproduttiva condotti nel ratto e nel coniglio non è stato osservato alcun effetto teratogeno. Ad un livello di esposizione sistemica doppio rispetto all’esposizione terapeutica massima nell’uomo, è stato osservato un aumento dell’aborto dopo l’impianto, una riduzione del peso del neonato e una riduzione della sopravvivenza dei neonati di ratti nei primi tre giorni di lattazione.

In una serie di test di mutazione genica, di danno cromosomico e del DNA, mirtazapina non si è rivelata genotossica. I tumori della tiroide riscontrati in uno studio di carcinogenesi nel ratto e le neoplasie epatocellulari rilevate in uno studio di carcinogenicità nel topo sono considerati risposte specie-specifiche e non genotossiche associate al trattamento a lungo termine con dosi elevate di induttori degli enzimi epatici.

 

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo:

Lattosio monoidrato

Cellulosa in polvere

Sodio amido glicolato (tipo A)

Amido di mais pregelatinizzato

Silice colloidale anidra

Magnesio stearato

Rivestimento:

Ipromellosa

Titanio diossido (E171)

Ossido di ferro giallo (E172)

Ossido di ferro rosso (E172)

Talco

Macrogol 6000

 

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

 

06.3 Periodo di validità

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Blister

5 anni.

Flaconi

2 anni

Dopo la prima apertura: 1 anno

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione di conservazione.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister PVC/PVDC/Al di colore bianco.

30 mg

10,14, 18, 20, 28, 30, 48, 50, 56, 60, 70, 90, 96, 100, 200, 250, 300, 500, 100 x 1 compresse rivestite con film

Flacone in HDPE

30 mg:

100 compresse rivestite con film.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate. Le confezioni da 200,250, 300 e 500 sono per uso ospedaliero.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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ratiopharm GmbH – Graf-Arco Strasse, 3 – Ulm (Germania)

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Mirtazapina ratiopharm 30 mg compresse rivestite con film

10 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763011/M

14 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763023/M

18 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763035/M

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20 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763047/M

28 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763050/M

30 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763062/M

48 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763074/M

50 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763086/M

56 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763098/M

60 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763100/M

70 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763112/M

90 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763124/M

96 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763136/M

100 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763148/M

200 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763151/M

250 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763163/M

300 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763175/M

100X1 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763187/M

500X1 compresse rivestite con film in blister AL/PVC/PVDC/AL AIC n. 036763199/M

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Determinazione 162/2005 del 21/11/2005

 

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Luglio 2012

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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  • Mirtazapina actavis 30 mg compresse orodispersibili – 30 Cpr Oro 30 mg
  • Mirtazapina almus compresse orodispersibili – 30 Cpr Oro 30
  • Mirtazapina alter 30 mg compresse rivestite con film – 30 Cpr Riv30 M
  • Mirtazapina aurobindo â – 30 Cpr Oro30 mg
  • Mirtazapina bluefish – 6 Cpr Oro 15 mg
  • Mirtazapina doc 30 mg compresse – 30 Cpr Riv 30 mg
  • Mirtazapina eg – 14 Cpr Riv 30 mg
  • Mirtazapina eurogenerici 30 mg – 30 Cpr Orod 30 mg
  • Mirtazapina Krka 30 mg cp riv film 30 cp in blister pvc – 30 Cprriv 30 mg
  • Mirtazapina mylan generics compresse – 30 Cpr Riv 30 mg
  • Mirtazapina mylan generics italia – 30 Cpr Orod 30 mg
  • Mirtazapina ratiopharm 30 mg compresse orodispersibili – 30 Cpr Orod30 mg
  • Mirtazapina sandoz – 30 Cpr Riv30 mg
  • Mirtazapina sandoz gmbh – compresse orodispersibili – 30 Cpr Oro30 mg
  • Mirtazapina winthrop – 30 Cpr Riv 30 mg
  • Remeron compresse orodispersibili – 30 Cpr Orodisp 30 mg

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