Glipressina: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Glipressina: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 pagina principio attivo scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAGlipressina Iniet 5 F 8 5 Ml
  2. 2 Scheda tecnica AIFAGlipressina
  3. 3 BugiardinoGlipressina
  4. 4 IndicazioniGlipressina
  5. 5 Effetti collateraliGlipressina
  6. 6 Sicurezza e azioneGlipressina
  7. 7 Principio attivoTerlipressina Acetato

Il testo è generato solo da questi 7 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Glipressina è un farmaco a base di terlipressina acetato, disponibile come soluzione iniettabile endovenosa oppure come polvere e solvente per soluzione iniettabile endovenosa. È indicata per il trattamento delle emorragie da varici esofagee, per la prevenzione delle emorragie da sclerotizzazione intravaricosa esofagea e, in associazione ad albumina umana, per la sindrome epatorenale nei pazienti con cirrosi epatica.[1, 2, 3]

Prima di usarla bisogna sapere che è controindicata in gravidanza e che va usata con cautela in caso di ipertensione, aterosclerosi avanzata, disturbi cardio-circolatori, insufficienza coronarica, pregresso infarto del miocardio o alterazioni del ritmo cardiaco; inoltre non deve essere usata nello shock settico con bassa gittata cardiaca.[1, 2, 3]

Durante il trattamento sono raccomandati il monitoraggio continuo della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e degli elettroliti plasmatici, perché possono comparire effetti cardiovascolari importanti e alterazioni del sodio.[1, 2, 3]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Domande frequenti

A cosa serve

Glipressina è usata per tre indicazioni principali: il trattamento delle emorragie da varici esofagee, la prevenzione delle emorragie da sclerotizzazione intravaricosa esofagea e il trattamento della sindrome epatorenale in pazienti con cirrosi epatica, sempre in associazione alla somministrazione di albumina umana.[1, 2, 3]

La terlipressina, suo principio attivo, agisce come vasocostrittore nel distretto splancnico e riduce la pressione venosa portale; per questo trova impiego soprattutto nel controllo del sanguinamento variceale.[1, 2]

Formulazioni e come si usa

Le fonti riportano due formulazioni di Glipressina: una soluzione iniettabile per uso endovenoso da 1 mg/8,5 ml e una polvere con solvente per soluzione iniettabile endovenosa da 1 mg/5 ml.[1, 2, 7]

Posologia negli adulti

Indicazione Soluzione iniettabile 1 mg/8,5 ml Polvere e solvente 1 mg/5 ml
Emorragie da varici esofagee 2 mg di terlipressina acetato, pari a 2 fiale, come bolo lento endovena ogni 4-6 ore fino al controllo dell’emorragia. Dopo l’arresto del sanguinamento, il trattamento dovrebbe continuare fino a un massimo di 24 ore, eventualmente riducendo il dosaggio.[1] 2 mg di terlipressina acetato, pari a 2 fiale, come bolo lento endovena ogni 4-6 ore fino al controllo dell’emorragia. Dopo l’arresto del sanguinamento, il trattamento dovrebbe continuare fino a un massimo di 24 ore, eventualmente riducendo il dosaggio.[2]
Prevenzione delle emorragie da sclerotizzazione intravaricosa esofagea 2 mg di terlipressina acetato, pari a 2 fiale, come bolo lento endovena, 30-60 minuti prima dell’intervento sclerosante.[1] 2 mg di terlipressina acetato, pari a 2 fiale, come bolo lento endovena, 30-60 minuti prima dell’intervento sclerosante.[2]
Sindrome epatorenale in pazienti con cirrosi epatica, in associazione ad albumina umana Dose iniziale di 2-3 mg di terlipressina acetato, pari a 2-3 fiale, nelle 24 ore in infusione continua endovenosa, oppure 0,5 mg endovena ogni 4-6 ore. Se la creatinina sierica aumenta o si riduce meno del 25% rispetto al valore basale, la dose può essere aumentata gradualmente fino a un massimo di 12 mg nelle 24 ore. Il trattamento deve essere mantenuto almeno 24 ore dopo il recupero della funzione renale; nei pazienti che rispondono parzialmente o non rispondono, la durata massima è 14 giorni.[1] Dose iniziale di 2-3 mg di terlipressina acetato, pari a 2-3 fiale, nelle 24 ore in infusione continua endovenosa, oppure 0,5 mg endovena ogni 4-6 ore. Se la creatinina sierica aumenta o si riduce meno del 25% rispetto al valore basale, la dose può essere aumentata gradualmente fino a un massimo di 12 mg nelle 24 ore. Il trattamento deve essere mantenuto almeno 24 ore dopo il recupero della funzione renale; nei pazienti che rispondono parzialmente o non rispondono, la durata massima è 14 giorni.[2]

Per la sindrome epatorenale, le fonti riportano che la terlipressina va usata insieme ad albumina umana; negli studi favorevoli citati nelle schede tecniche, l’albumina è stata somministrata secondo protocolli che prevedono una dose iniziale il primo giorno e poi una dose giornaliera di mantenimento.[1, 2]

Se viene usata solo metà fiala, la soluzione residua deve essere conservata con modalità e tempi che restano sotto la responsabilità dell’utilizzatore e non devono superare 4-6 ore tra 2 °C e 8 °C.[1, 2]

Per bambini e adolescenti non sono disponibili dati di dose raccomandata nelle schede tecniche; il foglietto illustrativo indica che l’uso non è raccomandato in bambini e adolescenti, e negli anziani oltre i 70 anni, perché non ci sono dati di efficacia e sicurezza disponibili. Per questa popolazione la dose va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo e deve essere decisa dal pediatra o dal medico curante.[1, 2, 3]

Controindicazioni e avvertenze

Glipressina è controindicata in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti, e in gravidanza.[1, 2, 3]

Va usata con cautela in pazienti ipertesi, con aterosclerosi avanzata, disturbi cardio-circolatori, insufficienza coronarica, pregresso infarto del miocardio o alterazioni del ritmo cardiaco.[1, 2, 3]

È richiesto un monitoraggio continuo della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e degli elettroliti plasmatici.[1, 2]

La somministrazione deve essere endovenosa per evitare necrosi locale nel sito di iniezione.[1, 2]

L’esperienza nella sindrome epatorenale di tipo 2 è limitata, quindi Glipressina deve essere usata con cautela seguendo i protocolli specifici.[1, 2, 3]

Interazioni

L’effetto ipotensivo dei beta-bloccanti non selettivi sulla vena porta è aumentato dalla somministrazione contemporanea di Glipressina.[1, 2]

I medicinali con effetto bradicardizzante, come propofol e sufentanil, possono ridurre frequenza cardiaca e gittata cardiaca se usati insieme a Glipressina.[1, 2, 3]

Le schede tecniche richiedono estrema cautela con farmaci che possono prolungare l’intervallo QT, come antiaritmici di classe IA e III, eritromicina, alcuni antistaminici e antidepressivi triciclici, oppure con medicinali che possono causare ipokaliemia o ipomagnesiemia, perché sono stati segnalati prolungamento del QT e torsione di punta.[1]

Gravidanza e allattamento

Durante la gravidanza Glipressina è controindicata. Le schede tecniche riferiscono che può provocare contrazioni uterine, aumento della pressione intrauterina nelle fasi iniziali della gravidanza e riduzione del flusso ematico uterino, con possibili effetti dannosi per la gravidanza e il feto.[1, 2, 3]

Per l’allattamento non è noto se la terlipressina passi nel latte materno. Le fonti non escludono rischi per il bambino e raccomandano di valutare, caso per caso, se proseguire o sospendere l’allattamento e la terapia, in base ai benefici per la madre e per il lattante.[1, 2, 3]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni riportati negli studi clinici sono pallore, aumento della pressione arteriosa, dolore addominale, nausea, diarrea e mal di testa.[1, 2, 5]

Può comparire iponatriemia se il bilancio idrico non viene controllato adeguatamente.[1, 2, 5]

Tra le reazioni avverse riportate ci sono anche bradicardia, fibrillazione atriale, extrasistoli ventricolari, tachicardia, dolore toracico, infarto del miocardio, ritenzione di liquidi con edema polmonare, torsione di punta e scompenso cardiaco.[1, 2, 5]

Sono segnalate inoltre vasocostrizione periferica, ischemia periferica, pallore e ipertensione arteriosa, oltre a ischemia intestinale, cianosi periferica e vampate.[1, 2, 5]

Tra gli altri effetti indesiderati compaiono distress respiratorio, insufficienza respiratoria, dispnea, crampi addominali transitori, diarrea transitoria, nausea transitoria, vomito transitorio, necrosi cutanea e necrosi nel sito di iniezione.[1, 2, 5]

Domande frequenti

Glipressina si usa per tutti i tipi di sanguinamento digestivo? No, nelle fonti è indicata per le emorragie da varici esofagee e per la prevenzione delle emorragie da sclerotizzazione intravaricosa esofagea.[1, 2, 3]

Serve sempre insieme ad albumina? Solo nel trattamento della sindrome epatorenale in pazienti con cirrosi epatica, dove è indicata in associazione alla somministrazione di albumina umana.[1, 2, 3]

Può essere usata in gravidanza? No, è controindicata in gravidanza.[1, 2, 3]

È un farmaco da usare a casa? No, il foglietto illustrativo indica che è disponibile soltanto in ospedale e viene somministrato sotto stretto controllo di personale medico qualificato.[3]

Cosa va controllato durante la terapia? Le schede tecniche raccomandano il monitoraggio della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e degli elettroliti plasmatici.[1, 2]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Glipressina Iniet 5 F 8 5 Ml: Scheda Tecnica. Avvertenze.