Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.
Fonti usate dall'AI: 1 scheda tecnica AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione scorri →
- 1 Scheda tecnica AIFAUltiva
- 2 BugiardinoUltiva
- 3 IndicazioniUltiva
- 4 Effetti collateraliUltiva
- 5 Sicurezza e azioneUltiva
Il testo è generato solo da questi 5 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.
Ultiva è un farmaco a base di remifentanil. È un oppioide ad azione molto rapida e di breve durata, usato come analgesico durante l’induzione e/o il mantenimento dell’anestesia generale e, negli adulti di 18 anni o più, per l’analgesia in terapia intensiva durante ventilazione meccanica.[1, 2]
Prima di usarlo bisogna sapere che deve essere somministrato solo da personale qualificato, in una struttura attrezzata per monitorare respirazione e circolazione, e che non deve essere usato per via epidurale o intratecale. È controindicato anche come unico agente per l’induzione dell’anestesia.[1, 2]
Va usato con particolare cautela se il paziente assume sedativi come benzodiazepine, perché l’associazione può aumentare il rischio di sedazione profonda, depressione respiratoria, coma e morte; inoltre in terapia intensiva non è raccomandato per trattamenti oltre tre giorni.[1, 2]
Indice (7 sezioni)
A cosa serve
Ultiva è indicato come agente analgesico durante l’induzione e/o il mantenimento dell’anestesia generale. È anche indicato per produrre analgesia in pazienti di età uguale o superiore a 18 anni in terapia intensiva sottoposti a ventilazione meccanica.[1, 2]
Il foglietto illustrativo precisa che viene usato per evitare dolore prima e durante un intervento chirurgico e per evitare dolore durante la ventilazione meccanica controllata in terapia intensiva negli adulti.[2]
Formulazioni e come si usa
Ultiva è disponibile come polvere per concentrato per soluzione iniettabile/infusione in flaconcini da 1 mg, 2 mg e 5 mg di remifentanil base. Dopo ricostituzione, se preparato come raccomandato, la soluzione contiene 1 mg/ml.[1]
La somministrazione deve essere esclusivamente endovenosa. La scheda tecnica indica che può essere somministrato in bolo lento, in infusione continua oppure con infusione target-controlled (TCI), e che il bolo deve essere dato in non meno di 30 secondi.[1, 3]
Per l’anestesia generale negli adulti, la scheda tecnica riporta le seguenti dosi iniziali e intervalli di mantenimento con infusione a controllo manuale:[1, 3]
| Situazione negli adulti | Dose iniziale / bolo | Infusione continua |
|---|---|---|
| Induzione dell’anestesia | 1 microgrammo/kg in bolo lento in non meno di 30 secondi, oppure infusione di 0,5-1 microgrammo/kg/minuto | non indicata come mantenimento in questa fase |
| Mantenimento in pazienti ventilati con protossido di azoto 66% | 0,5-1 microgrammo/kg | 0,4 microgrammi/kg/minuto, con intervallo 0,1-2 microgrammi/kg/minuto |
| Mantenimento in pazienti ventilati con isoflurano | 0,5-1 microgrammo/kg | 0,25 microgrammi/kg/minuto, con intervallo 0,05-2 microgrammi/kg/minuto |
| Mantenimento in pazienti ventilati con propofol | 0,5-1 microgrammo/kg | 0,25 microgrammi/kg/minuto, con intervallo 0,05-2 microgrammi/kg/minuto |
La scheda tecnica sottolinea che la dose deve essere adattata alla risposta individuale del paziente.[1, 3]
Per i bambini, la dose dipende dal peso e dalla situazione clinica e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo; la decisione spetta al pediatra o all’anestesista.[1, 2]
Controindicazioni e avvertenze
Ultiva è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota al principio attivo, ad altri analoghi del fentanil o a uno qualsiasi degli eccipienti. È controindicato anche per l’uso epidurale e intratecale, perché la formulazione contiene glicina. Inoltre non deve essere usato come unico agente per l’induzione dell’anestesia.[1, 2]
La scheda tecnica avverte che in terapia intensiva, nei pazienti ventilati meccanicamente, l’uso non è raccomandato per trattamenti superiori ai tre giorni.[1] Il foglietto illustrativo aggiunge che nei pazienti anziani, deboli, con ridotto volume di sangue o con pressione bassa può esserci una maggiore sensibilità ai disturbi cardiaci, e che chi è allergico ad altri oppioidi deve informare il medico.[2]
Dopo l’interruzione dell’infusione, l’attività oppioide residua scompare rapidamente, in genere entro 5-10 minuti. Per questo, nei pazienti sottoposti a interventi con dolore post-operatorio è necessario prevedere analgesici alternativi prima di sospendere Ultiva. In terapia intensiva la scheda tecnica segnala anche la possibilità di tolleranza, iperalgesia e variazioni emodinamiche.[1]
Interazioni
Remifentanil non viene metabolizzato dalle plasmacolinesterasi, quindi non sono previste interazioni con farmaci metabolizzati da questi enzimi.[1]
Come altri oppioidi, Ultiva riduce le dosi di anestetici endovenosi o inalatori e di benzodiazepine necessarie per l’anestesia; se queste dosi non vengono ridotte, aumenta il rischio di effetti indesiderati da farmaci depressori del sistema nervoso centrale.[1]
L’associazione con sedativi, in particolare benzodiazepine o farmaci correlati, aumenta il rischio di sedazione, depressione respiratoria, coma e morte. Se l’associazione è inevitabile, la scheda tecnica raccomanda di usare la dose efficace più bassa e per il tempo più breve possibile.[1, 2]
Gli effetti cardiovascolari di Ultiva, in particolare ipotensione e bradicardia, possono essere aumentati da beta-bloccanti e calcio-antagonisti.[1, 2]
Gravidanza e allattamento
In gravidanza non ci sono studi adeguati e ben controllati. Ultiva deve essere usato solo se il beneficio atteso giustifica il rischio potenziale per il feto.[1]
Non è noto se il remifentanil passi nel latte umano, ma il foglietto e la scheda tecnica raccomandano di interrompere l’allattamento per 24 ore dopo la somministrazione.[1, 2]
Per travaglio e parto cesareo non ci sono dati sufficienti per raccomandarne l’uso. La scheda tecnica ricorda che il remifentanil attraversa la placenta e che gli analoghi del fentanil possono causare depressione respiratoria nel neonato.[1]
Effetti indesiderati
Gli effetti avversi più comuni sono quelli legati all’azione oppioide e in genere si risolvono entro pochi minuti dalla riduzione o sospensione dell’infusione.[1, 4]
Tra gli effetti indesiderati riportati con maggiore frequenza ci sono rigidità muscolo-scheletrica, ipotensione, nausea e vomito; sono anche comuni bradicardia, depressione respiratoria acuta, apnea, ipertensione post-operatoria, prurito e brividi post-operatori.[1, 4]
Meno frequentemente sono stati segnalati ipossia, stipsi e dolore post-operatorio. Tra gli eventi rari o non comuni compaiono reazioni allergiche, inclusa anafilassi, sedazione durante il recupero dall’anestesia generale, asistolia o arresto cardiaco, e convulsioni.[1, 4]
Dopo sospensione brusca, soprattutto dopo somministrazioni prolungate oltre tre giorni, possono comparire tachicardia, ipertensione e agitazione.[1, 4]
Domande frequenti
Ultiva si può somministrare da soli? No. Il foglietto illustrativo dice che non deve mai essere autosomministrato e che va sempre somministrato da una persona qualificata.[2]
Posso guidare dopo aver ricevuto Ultiva? No, dopo l’anestesia con remifentanil non si deve guidare né usare macchinari; sarà il medico a stabilire quando riprendere queste attività.[1, 2]
Ultiva contiene sodio? Sì, ma in quantità molto bassa: la scheda tecnica dice che è essenzialmente senza sodio.[1, 2]
Per quanto tempo si può usare in terapia intensiva? La scheda tecnica non raccomanda l’uso per trattamenti superiori a tre giorni nei pazienti in ventilazione meccanica in terapia intensiva.[1]
Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Ultiva: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.
