Vasosuprina: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Vasosuprina: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 29/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 2 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFAVasosuprina
  2. 2 Scheda tecnica AIFAVasosuprina Ilfi 30 mg Cp RM
  3. 3 BugiardinoVasosuprina Ilfi
  4. 4 IndicazioniVasosuprina
  5. 5 Effetti collateraliVasosuprina
  6. 6 Sicurezza e azioneVasosuprina

Il testo è generato solo da questi 6 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Vasosuprina è un farmaco a base di isossisuprina cloridrato. Nella formulazione iniettabile è indicata per la gestione a breve termine del parto prematuro non complicato e per impedire il parto tra la 22a e la 37a settimana di gestazione, nelle pazienti senza controindicazioni mediche od ostetriche alla terapia tocolitica.[1] La formulazione orale a rilascio modificato è indicata nella minaccia di parto pretermine e nella minaccia di aborto.[2, 3] Prima di usarla è importante sapere che non deve essere impiegata in alcune condizioni cardiovascolari e ostetriche, e che il trattamento del parto prematuro va fatto solo in strutture adeguate con monitoraggio continuo della madre e del feto.[1, 2]

Indice (8 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Sovradosaggio
  8. 8Domande frequenti

A cosa serve

Vasosuprina è un tocolitico, cioè un farmaco che aiuta a ridurre le contrazioni uterine. La formulazione iniettabile è autorizzata per il trattamento a breve termine del parto prematuro non complicato e per cercare di ritardare il parto tra la 22a e la 37a settimana, se non ci sono controindicazioni alla tocolisi.[1] La formulazione orale a rilascio modificato è indicata per la minaccia di parto pretermine e per la minaccia di aborto; nella scheda tecnica compare anche l’uso in profilassi dell’aborto.[2, 3]

Formulazioni e come si usa

Le formulazioni disponibili nelle fonti sono due: fiale da 10 mg/2 ml per uso intramuscolo ed endovena, e compresse a rilascio modificato da 30 mg per uso orale.[1, 2]

Posologia negli adulti

Formulazione Dose standard riportata in scheda tecnica Dose massima giornaliera riportata in scheda tecnica
Soluzione iniettabile 10 mg/2 ml Infusione venosa continua a 0,2-0,5 mg/min fino all’arresto delle contrazioni; poi 1 fiala per via intramuscolare ogni 3-8 ore. Quando necessario, la terapia può iniziare con 1 fiala per via intramuscolare.[1] Non è indicata una dose massima numerica; la dose va incrementata fino all’arresto delle contrazioni uterine, oppure fino a frequenza cardiaca materna superiore a 120 battiti/min o fino al raggiungimento della dose massima.[1]
Compresse a rilascio modificato 30 mg Nella minaccia di aborto: 1-3 compresse al giorno. Nella profilassi dell’aborto: 1-2 compresse al giorno, a partire dal secondo mese di gravidanza e per 1-2 mesi o più.[2, 3] Nella scheda tecnica non è riportata una dose massima giornaliera numerica diversa da queste indicazioni.[2]

Per la formulazione iniettabile, il trattamento deve essere avviato solo da personale ostetrico o medici esperti in farmaci tocolitici, in strutture con possibilità di monitoraggio continuo della madre e del feto. La durata del trattamento non deve superare 48 ore.[1] Per le compresse a rilascio modificato, le fonti riportano l’uso per la minaccia di parto pretermine con terapia orale di mantenimento fino al parto, ma non aggiungono dettagli pratici ulteriori oltre ai dosaggi indicati.[2, 3]

Controindicazioni e avvertenze

Vasosuprina non deve essere usata in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.[1, 2, 3]

Per la formulazione iniettabile, sono controindicati anche: età gestazionale inferiore alle 22 settimane, cardiopatia ischemica preesistente o fattori di rischio significativi per cardiopatia ischemica, minaccia di aborto nel primo e nel secondo trimestre, e tutte le situazioni in cui il prolungamento della gravidanza è pericoloso, come grave tossiemia, infezione intrauterina, emorragia vaginale da placenta previa, eclampsia o grave preeclampsia, distacco di placenta, compressione del cordone ombelicale, morte intrauterina del feto, malformazioni congenite letali o cromosomiche letali.[1] La stessa formulazione è controindicata anche in presenza di malattie preesistenti in cui un beta-agonista potrebbe essere sfavorevole, per esempio ipertensione polmonare, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva e altre ostruzioni del flusso ventricolare sinistro, come la stenosi aortica.[1]

Per le compresse a rilascio modificato, le controindicazioni riportate sono emorragia arteriosa in atto, emorragia cerebrale recente e immediato periodo post-partum, oltre alla cardiopatia ischemica preesistente e ai fattori di rischio importanti per cardiopatia ischemica.[2, 3]

Nelle fonti per entrambe le formulazioni si raccomanda cautela nella tocolisi, con monitoraggio cardiorespiratorio ed ECG. La tocolisi con beta-agonisti non è raccomandata in caso di rottura delle membrane o di dilatazione cervicale superiore a 4 cm.[1, 2, 5] Il trattamento va interrotto se compaiono segni di ischemia miocardica, come dolore toracico o alterazioni dell’ECG.[1, 2]

Interazioni

Con gli anestetici alogenati, Vasosuprina può aumentare l’inerzia uterina con rischio di emorragia e sono state segnalate gravi aritmie ventricolari; quando possibile, il trattamento deve essere interrotto almeno 6 ore prima di un’anestesia programmata con questi farmaci.[1] Con i corticosteroidi sistemici può aumentare il rischio di edema polmonare, iperglicemia e ipopotassiemia, quindi l’associazione richiede cautela e monitoraggio.[1] Con i farmaci antidiabetici, l’aumento della glicemia indotto dai beta-agonisti può richiedere un aggiustamento della terapia antidiabetica.[1] Anche gli agenti che riducono il potassio sierico, come diuretici, digossina, metilxantine e corticosteroidi, vanno associati con cautela per il rischio di ipopotassiemia.[1]

Gravidanza e allattamento

Le fonti considerano Vasosuprina indicata in gravidanza per le situazioni ostetriche autorizzate, cioè minaccia o gestione del parto pretermine e, per la formulazione orale, anche minaccia di aborto.[1, 2, 3] L’impiego durante l’allattamento è sconsigliato nelle schede tecniche e nel foglietto illustrativo.[1, 2, 3]

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni sono legati all’attività beta-agonista e in genere si riducono o scompaiono alla sospensione o con un attento monitoraggio e una correzione della dose.[1, 3] Tra quelli riportati con la formulazione iniettabile ci sono tachicardia, palpitazioni, diminuzione della pressione arteriosa diastolica, ipopotassiemia, tremore, cefalea, nausea, vomito, eritema, nervosismo, agitazione, febbre e malessere generale.[1] Sono stati segnalati anche, meno spesso, aritmie cardiache, ischemia miocardica, angina, edema polmonare, iperglicemia, alterazioni della funzione epatica, alterazioni ematologiche e, molto raramente, shock anafilattico, crisi convulsive, rabdomiolisi e vasculite.[1] Per la formulazione orale, la scheda tecnica segnala soprattutto tachicardia, vertigini, ipotensione arteriosa, più raramente nausea e vomito; può comparire un’eruzione cutanea grave, che richiede sospensione del trattamento.[2]

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, le fonti descrivono la comparsa di tachicardia e ipotensione arteriosa. Nella scheda della formulazione iniettabile si raccomanda di tenere la paziente sdraiata in posizione supina laterale e di somministrare, se necessario, un farmaco beta-simpaticolitico; per la formulazione orale il foglietto illustrativo consiglia la lavanda gastrica e, se necessario, un beta-bloccante non selettivo per via intramuscolare.[1, 2, 3]

Domande frequenti

Vasosuprina si usa per il parto prematuro? Sì, la formulazione iniettabile è indicata per la gestione a breve termine del parto prematuro non complicato, mentre le compresse sono indicate anche per minaccia di parto pretermine.[1, 2, 3]

Per quanto tempo si può usare la formulazione iniettabile? La scheda tecnica indica che la durata del trattamento non deve superare 48 ore.[1]

Posso usare Vasosuprina se ho problemi di cuore? No, o comunque non deve essere usata in presenza di cardiopatia ischemica preesistente o di importanti fattori di rischio per cardiopatia ischemica; la formulazione iniettabile riporta anche altre malattie cardiache e vascolari come controindicazioni.[1, 2, 3]

Si può prendere durante l’allattamento? No, l’uso durante l’allattamento è sconsigliato.[1, 2, 3]

Serve un controllo medico particolare durante la terapia? Sì, nella terapia tocolitica con Vasosuprina sono richiesti monitoraggio continuo della madre e del feto, controllo dell’ECG e attenzione a frequenza cardiaca, pressione, equilibrio idro-elettrolitico e glicemia.[1]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Vasosuprina: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.