Mixomatosi nelle lepri venete: stop alla caccia in 12 ATC per la variante Toledo del virus mixoma

La variante Toledo MYXV colpisce la lepre europea e richiede stop mirati a prelievo, cattura e ripopolamento in alcuni ambiti venatori veneti.

Dal 31 ottobre al 30 novembre 2026 in Veneto la caccia alla lepre comune è sospesa in alcune aree, per contenere la diffusione della mixomatosi. La decisione arriva dopo il riscontro di casi compatibili con questa malattia virale, legata alla variante Toledo del virus mixoma (Toledo-MYXV), in lepri europee. Il provvedimento interviene in un periodo di piena attività venatoria e interessa direttamente cacciatori, agricoltori e servizi veterinari.

La sospensione del prelievo e il blocco dei ripopolamenti non rappresentano un divieto generale della caccia, ma una misura mirata su una singola specie e su specifici ambiti territoriali. Il caso veneto offre anche l’occasione per chiarire che cosa sia la mixomatosi, perché oggi colpisce anche la lepre europea e quali implicazioni comporti per la sanità animale e la gestione della fauna selvatica a livello regionale.

Che cos’è la mixomatosi che colpisce conigli e lepri europee

La mixomatosi è una malattia infettiva dei lagomorfi causata dal virus mixoma, un poxvirus che colpisce soprattutto il coniglio selvatico e domestico. Negli ultimi anni alcune varianti, tra cui la variante Toledo MYXV, sono state associate a focolai anche nella lepre europea. L’infezione provoca lesioni cutanee, gonfiori a livello di palpebre e genitali, abbattimento generalizzato, con esiti spesso letali negli animali sensibili.

La trasmissione del virus avviene soprattutto tramite vettori ematofagi, come zanzare e pulci, e per contatto ravvicinato tra animali infetti e suscettibili. Nella lepre europea l’introduzione di ceppi adattati può provocare mortalità in popolazioni che non hanno sviluppato resistenza. Per chi si occupa di fauna, la mixomatosi rappresenta quindi una criticità gestionale, paragonabile ad altre infezioni emergenti della fauna selvatica che interessano la sanità pubblica veterinaria, come mostrano anche i casi di covert mortality da nodavirus nei pesci.

Dove e fino a quando è sospesa la caccia alla lepre in Veneto

Secondo il Bollettino Ufficiale della Regione Veneto del 30 ottobre 2026, il Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 124 dispone il divieto di prelievo venatorio della lepre comune dal 31 ottobre 2026. Il divieto riguarda dodici Ambiti territoriali di caccia (ATC) e un Comprensorio alpino interessati dalla circolazione del virus, e resta in vigore fino al termine del periodo di prelievo previsto dal Calendario venatorio 2026/2027.

La scelta di intervenire su aree e specie specifiche distingue il provvedimento da una sospensione generalizzata della caccia in Veneto. Le altre forme di prelievo previste dal calendario, e riferite a specie diverse dalla lepre europea, non sono automaticamente bloccate da questo atto. Il quadro rientra in una gestione adattativa del rischio sanitario in fauna selvatica, simile a quanto visto per altre infezioni emergenti come l’influenza aviaria H5 in contesti internazionali.

Perché sono stati bloccati cattura, trasferimento e ripopolamento delle lepri

Oltre allo stop al prelievo venatorio, il decreto regionale vieta la cattura, il trasferimento e il ripopolamento delle lepri su tutto il territorio del Veneto. Questo blocco dei movimenti di animali, sia a fini venatori sia di gestione faunistica, risponde a un principio classico di controllo delle malattie infettive: limitare la diffusione del patogeno evitando che animali potenzialmente infetti vengano spostati tra zone diverse.

I ripopolamenti con lepri provenienti da altri territori possono infatti introdurre il virus mixoma in aree ancora indenni, oppure amplificare la circolazione laddove la variante Toledo-MYXV sia già presente a bassa intensità. Il divieto regionale ha quindi la funzione di contenere l’epidemia nelle zone colpite, di proteggere le popolazioni locali di lepri e di guadagnare tempo per la sorveglianza veterinaria, senza modificare in modo permanente il regime venatorio complessivo.

Che cosa significa la variante Toledo MYXV per la sorveglianza sanitaria

La variante Toledo del virus mixoma è stata descritta per la capacità di adattarsi alla lepre europea, specie in precedenza meno coinvolta dalla mixomatosi rispetto al coniglio. Questo rende necessario un rafforzamento della vigilanza sanitaria sulle popolazioni di lepri, con segnalazione sistematica agli Istituti zooprofilattici delle carcasse sospette e analisi di laboratorio per confermare i casi. La maggiore suscettibilità della lepre impone particolare attenzione nelle aree coinvolte dal provvedimento veneto.

Nel contesto europeo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) considera la sanità animale e le malattie emergenti della fauna selvatica un ambito prioritario di valutazione del rischio. Per regioni come il Veneto, interessate da focolai in fauna selvatica, l’esperienza maturata su altre zoonosi aiuta a pianificare sistemi di sorveglianza integrata, che coinvolgono servizi veterinari pubblici, mondo venatorio e istituti di ricerca, anche in raccordo con iniziative europee sulla salute degli animali e degli ecosistemi.

Il caso della mixomatosi nelle lepri venete mostra come un virus tradizionalmente associato ai conigli possa cambiare scenario epidemiologico, richiedendo misure mirate su caccia e movimentazione della fauna. Le limitazioni introdotte per un periodo definito puntano a contenere la diffusione del Toledo-MYXV, a tutelare gli equilibri faunistici locali e a rafforzare la sorveglianza veterinaria senza trasformarsi in un divieto generalizzato dell’attività venatoria.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e non sostituisce il parere del medico veterinario o delle autorità sanitarie competenti.

Per approfondire

EFSA, pubblicazioni recenti su salute animale offrono un quadro aggiornato sulle valutazioni di rischio relative alle malattie emergenti nella fauna selvatica in Europa.

EFSA, comunità di stakeholder descrive come enti, associazioni e istituzioni possano contribuire alle attività di valutazione del rischio in ambito alimentare e veterinario.

EFSA, webinar tematici illustrano iniziative e strumenti di comunicazione scientifica sulle questioni di sicurezza alimentare e sanità animale.

EFSA, pubblicazioni sull’approccio One Health approfondiscono l’integrazione tra salute umana, animale e ambientale nella gestione dei rischi biologici.