Nuova pandemia, sfida delle 24 ore: come l’Oms vuole riconoscere i focolai prima che esplodano

Il Centro Oms per l’intelligence su pandemie punta entro il 2030 a riconoscere nuovi focolai in circa 24 ore dalla comparsa.

L’annuncio dell’Organizzazione mondiale della sanità su una nuova strategia per pandemie e epidemie ha riacceso una domanda ricorrente: è possibile sapere quando arriverà la prossima pandemia. Il nuovo piano non promette di prevedere il futuro. Mira a ridurre in modo drastico il tempo che passa tra la comparsa di un focolaio sconosciuto e il suo riconoscimento come minaccia per la salute pubblica.

Secondo i documenti pubblicati dall’Oms, il Centro per l’intelligence su pandemie ed epidemie punta a mettere i Paesi nelle condizioni di individuare e valutare nuove minacce in circa 24 ore dalla loro comparsa entro il 2030. Questo obiettivo richiede sistemi di sorveglianza più capillari, analisi avanzata dei dati, collaborazione internazionale e strutture sanitarie preparate a segnalare precocemente segnali anomali.

Perché non si può prevedere quando arriverà la prossima pandemia

Nella letteratura epidemiologica non esistono modelli in grado di indicare con precisione quando inizierà una nuova pandemia. I virus che possono emergere nell’uomo sono numerosi, cambiano nel tempo e dipendono da fattori ecologici, sociali e sanitari molto diversi tra loro. Anche per l’influenza, che circola ogni anno, è possibile stimare scenari di rischio, non una data di inizio di una nuova pandemia.

L’Oms nelle recenti comunicazioni non afferma di sapere quando arriverà la prossima pandemia. Indica invece che nuove emergenze sono considerate inevitabili in un orizzonte di medio periodo. Per questo propone di rafforzare la preparazione pandemica. L’obiettivo delle 24 ore riguarda la velocità di riconoscimento di una minaccia, non la capacità di impedirne la comparsa, che resta impossibile da programmare.

Che cosa prevede il nuovo piano Oms per riconoscere le minacce in 24 ore

La strategia 2026–2030 del Centro Oms per l’intelligence su pandemie ed epidemie indica quattro linee principali. La prima è il rafforzamento dei sistemi di sorveglianza epidemiologica nazionali, in particolare nei Paesi con capacità limitate. La seconda è l’uso dell’innovazione tecnologica per velocizzare il rilevamento dei focolai, ad esempio con strumenti digitali e piattaforme di analisi condivise tra più Stati.

La terza linea riguarda lo sviluppo di analisi applicate alla decisione, per trasformare segnali e dati grezzi in valutazioni operative per governi e autorità sanitarie. La quarta punta alla creazione di basi digitali affidabili, con dati standardizzati e procedure comuni. Questo approccio si collega anche al rafforzamento delle norme internazionali di biosicurezza e alle pratiche di ricerca su virus ad alto rischio, che devono essere monitorate con particolare attenzione.

Dati, sequenziamento e intelligenza artificiale nella sorveglianza globale

Per ridurre a 24 ore i tempi di riconoscimento delle minacce servono flussi continui di dati sanitari da più fonti. Rientrano in questo quadro i sistemi di segnalazione di sindromi respiratorie, i database sui ricoveri e le piattaforme per il monitoraggio dei virus respiratori che l’Oms aggiorna regolarmente. Una parte essenziale è rappresentata dal sequenziamento genetico dei patogeni, che permette di identificare varianti inattese.

L’Oms propone di integrare questi dati con strumenti di intelligenza artificiale e algoritmi di analisi predittiva, utili a individuare combinazioni di segnali poco evidenti per l’osservazione umana. Le tecniche nate per seguire virus respiratori e nuove forme di influenza, come mostrano anche i dibattiti sulla definizione di nuove influenze stagionali, vengono estese ad altri patogeni emergenti. Restano necessari il controllo umano e la valutazione epidemiologica per confermare gli allarmi.

Il ruolo di ospedali e sistemi sanitari nella risposta rapida

Il traguardo delle 24 ore non riguarda solo le infrastrutture digitali globali. Si basa soprattutto sulla capacità di ospedali, medici di medicina generale, laboratori e servizi di igiene pubblica di riconoscere e segnalare tempestivamente quadri clinici inusuali. Focolai di polmoniti atipiche, cluster di sepsi inusuali o aumenti di ricoveri per febbre non spiegata possono rappresentare i primi segnali di una nuova malattia infettiva emergente.

La dichiarazione politica delle Nazioni Unite richiamata dall’Oms insiste sul rafforzamento delle capacità nazionali e sull’applicazione del Regolamento sanitario internazionale del 2005. Ciò riguarda la formazione del personale, i protocolli di notifica rapida, la disponibilità di laboratori diagnostici e la gestione di quadri gravi come la sepsi, che può rappresentare il volto clinico di infezioni nuove o in rapida diffusione.

Il nuovo piano dell’Oms sposta quindi l’attenzione dalla domanda su quando arriverà la prossima pandemia alla capacità concreta di riconoscere e contenere prima possibile ogni nuova minaccia. Per sistemi sanitari e professionisti questo significa investire in sorveglianza, formazione, infrastrutture di laboratorio e cooperazione internazionale, così da trasformare in pratica l’obiettivo di un rilevamento entro 24 ore.

Questo contenuto ha finalità informativa generale e non sostituisce il parere del medico o delle autorità sanitarie competenti.

Per approfondire

Comunicato Oms sul nuovo obiettivo di rilevamento in 24 ore descrive gli elementi centrali del piano e il ruolo del Centro per l’intelligence su pandemie ed epidemie, con esempi delle minacce che l’organizzazione mira a intercettare con maggiore rapidità.

Strategia 2026–2030 del WHO Hub for Pandemic and Epidemic Intelligence è il documento tecnico che definisce gli obiettivi operativi, le priorità di investimento, le partnership e gli indicatori utilizzati per valutare i progressi verso il traguardo del 2030.

Intervento del Direttore generale Oms al World Health Summit 2026 offre il contesto politico e sanitario in cui si inserisce la nuova strategia, con riferimenti alle lezioni apprese dalle recenti pandemie.

Dichiarazione politica delle Nazioni Unite su prevenzione e risposta pandemica chiarisce gli impegni assunti dagli Stati su sorveglianza, capacità nazionali e applicazione del Regolamento sanitario internazionale.

Bollettino Oms di sorveglianza dei virus respiratori mostra come vengono raccolti e analizzati i dati sui virus circolanti, con esempi concreti di indicatori utilizzati per individuare precocemente segnali anomali.