Aredia: effetti collaterali e controindicazioni

Aredia (Acido Pamidronico Sale Disodico) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

– Metastasi ossee prevalentemente litiche e mieloma multiplo.

– Osteolisi neoplastica con ipercalcemia.

Aredia: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Aredia ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Aredia, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Aredia: controindicazioni

Ipersensibilità nota al pamidronato, ad altri bifosfonati o ad uno qualsiasi degli eccipienti di Aredia.

Gravidanza e allattamento.

Aredia: effetti collaterali

Le reazioni avverse con Aredia sono solitamente lievi e transitorie. Le reazioni avverse più comuni sono di ipocalcemia asintomatica e febbre (aumento della temperatura corporea di 1-2°C), che si manifesta generalmente entro 48 ore dall’infusione. La febbre si risolve generalmente in modo spontaneo e non richiede alcun trattamento.

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Stima della frequenza: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, < 1/10), non comune (≥ 1/1000, < 1/100), raro (≥ 1/10000, < 1/1000), molto raro comprese segnalazioni isolate (< 1/10000).

Tabella 2

Infezioni e infestazioni
Molto raro: Riattivazione dell’herpes simplex o dell’herpes zoster.
Patologie del sistema emolinfopoietico
Comune: Anemia, trombocitopenia, linfocitopenia.
Molto raro: Leucopenia.
Disturbi del sistema immunitario
Non comune: Reazioni allergiche che comprendono reazioni anafilattoidi, broncospasmo/dispnea, edema (angioneurotico) di Quincke.
Molto raro: Shock anafilattico.
Disturbi del metabolismo e della nutrizione
Molto comune: Ipocalcemia, ipofosfatemia.
Comune: Ipokaliemia, ipomagnesemia.
Molto raro: Iperkaliemia, ipernatriemia.
Patologie del sistema nervoso
Comune: Ipocalcemia sintomatica (parestesie, tetania), mal di testa, insonnia, sonnolenza.
Non comune: Convulsioni, agitazione, vertigini, letargia.
Molto raro: Confusione, allucinazioni visive.
Patologie dell’occhio
Comune: Congiuntivite.
Non comune: Uveiti (irite, iridociclite).
Molto raro: Sclerite, episclerite, xantopsia.
Patologie cardiache
Molto raro: Insufficienza ventricolare sinistra (dispnea, edema polmonare), insufficienza cardiaca congestizia (edema) da accumulo di liquidi.
Patologie vascolari
Comune: Ipertensione.
Non comune: Ipotensione.
Patologie gastrointestinali
Comune: Nausea, vomito, anoressia, dolore addominale, diarrea, costipazione, gastrite.
Non comune: Dispepsia.
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo
Comune: Rash.
Non comune: Prurito.
Patologie del sistema musculoscheletrico e del tessuto connettivo
Comune: Dolore osseo transitorio, artralgia, mialgia, dolore generalizzato.
Non comune: Crampi muscolari.
Patologie renali e urinarie
Comune: Aumento della creatininemia.
Non comune: Insufficienza renale acuta.
Raro: Glomerulosclerosi focale segmentaria che comprende il collassamento della struttura, sindrome nefrotica.
Molto raro: Deterioramento delle condizioni renali preesistenti, ematuria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione
Molto comune: Febbre e sintomi simil-influenza, talvolta accompagnati da malessere, brividi, stanchezza e vampate.
Comune: Reazioni in sede di infusione (dolore, arrossamento, gonfiore, indurimento, flebite o tromboflebite).
Esami diagnostici
Non comune: Alterazione dei parametri di funzionalità epatica, aumento dell’azotemia.

Molti di questi effetti indesiderati possono essere tuttavia ascrivibili alla malattia di base.

In uno studio clinico in cui sono stati messi a confronto gli effetti dell’acido zoledronico (4 mg) e dell’acido pamidronico (90 mg), il numero di eventi avversi di fibrillazione atriale è risultato più alto nel gruppo (12/556, 2,2%) trattato con acido pamidronico rispetto a quello trattato con acido zoledronico (3/563, 0,5%).

Precedentemente, in uno studio clinico, in cui sono stati arruolati pazienti con osteoporosi postmenopausale, nei pazienti trattati con acido zoledronico (5 mg) è stato osservato un aumento del tasso di eventi avversi gravi di fibrillazione atriale rispetto al placebo (1,3% rispetto allo 0,6%). Il meccanismo relativo all’aumento dell’incidenza di fibrillazione atriale in associazione con il trattamento con acido zoledronico e pamidronico è sconosciuto.

Esperienza postmarketing: Le seguenti reazioni avverse sono state riportate con l’uso di Aredia dopo la registrazione. Poiché questi casi si riferiscono ad una popolazione di incerta numerosità e sono soggetti a fattori confondenti, non è possibile stimare in modo attendibile la loro frequenza o stabilire una relazione causale con l’esposizione al medicinale.

Sono stati riportati casi di osteonecrosi (principalmente alla mascella) in pazienti con cancro trattati con bifosfonati, incluso Aredia (frequenza: non comune). Molti di questi pazienti hanno avuto evidenze di infezione localizzata inclusa osteomielite e la maggioranza delle segnalazioni riguarda pazienti con cancro sottoposti ad estrazioni dentarie o a chirurgia dentale. L’osteonecrosi della mascella ha diversi fattori di rischio ben documentati che comprendono la diagnosi di carcinoma, le terapie concomitanti (come chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi) e le malattie concomitanti (anemia, coagulopatie, infezione, malattia al cavo orale già in essere).

Anche se non è stato possibile stabilire una causalità, è prudente evitare la chirurgia dentale poiché la guarigione potrebbe richiedere tempi più lunghi (vedere paragrafo 4.4). I dati suggeriscono una maggiore frequenza dei casi di osteonescrosi della mascella in relazione al tipo di tumore (cancro avanzato della mammella, mieloma multiplo).

Sono stati riportati casi molto rari di infiammazione orbitale.

Aredia: avvertenze per l’uso

Generali

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Aredia non deve mai essere somministrato in bolo poiché alte concentrazioni locali possono produrre reazioni in sede di infusione. Aredia deve essere diluito e somministrato per infusione endovenosa lenta (vedere paragrafo 4.2).

Prima della somministrazione di Aredia i pazienti devono essere valutati per verificare che siano appropriatamente idratati. Ciò è particolarmente importante per pazienti in terapia diuretica.

Dopo l’inizio della terapia con Aredia devono essere attentamente monitorati i parametri metabolici routinari correlati all’ipercalcemia che includono gli elettroliti sierici, il calcio ed i fosfati.

I pazienti che hanno subito interventi chirurgici alla tiroide possono essere particolarmente suscettibili a sviluppare ipocalcemia conseguente ad ipoparatiroidismo.

Nei pazienti con malattie cardiache (insufficienza ventricolare sinistra o insufficienza cardiaca congestizia), specialmente negli anziani, un ulteriore carico salino può peggiorare il quadro clinico così come la potenziale iperpiressia (sintomi similinfluenzali).

Insufficienza renale

Ai bifosfonati, compreso Aredia, è stata associata una tossicità renale che si manifesta come un peggioramento della funzionalità renale ed una potenziale insufficienza renale. Peggioramento della funzionalità renale, progressione verso l’insufficienza renale e dialisi sono stati riportati in pazienti dopo la dose iniziale o singola di Aredia.

È stato anche segnalato un peggioramento della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale) a seguito di trattamento a lungo termine con Aredia nei pazienti con mieloma multiplo.

Aredia è escreto nella sua forma inalterata principalmente attraverso il rene (vedere paragrafo 5.2), di conseguenza il rischio di insorgenza di eventi avversi renali potrebbe essere maggiore in pazienti con alterata funzionalità renale.

Per il rischio di un deterioramento clinicamente significativo della funzionalità renale che può portare ad insufficienza renale, dosi singole di Aredia non devono superare i 90 mg e deve essere rispettato il tempo di infusione raccomandato (vedere paragrafo 4.2).

Come per altri bifosfonati somministrati per via endovenosa, si raccomanda di effettuare il monitoraggio della funzionalità renale, per esempio la determinazione della creatinina sierica prima di ogni dose di Aredia.

I pazienti che ricevono frequenti infusioni di Aredia per periodi di tempo prolungati, specialmente se con malattie renali preesistenti o predisposizione all’insufficienza renale (es. pazienti con mieloma multiplo e/o ipercalcemia neoplastica), devono essere sottoposti a controlli dei parametri routinari clinici e di laboratorio, relativi alla funzionalità renale prima della somministrazione di ogni dose di Aredia.

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Nei pazienti in trattamento con Aredia per le metastasi ossee o mieloma multiplo che mostrano un deterioramento della funzionalità renale, la somministrazione della dose di Aredia dovrà essere sospesa (vedere paragrafo 4.2).

Si consiglia di non somministrare Aredia contemporaneamente ad altri bifosfonati poiché il loro effetto combinato non è ancora stato studiato.

In alcuni pazienti affetti da tumori associati a ipercalcemia, le alterazioni elettrolitiche, conseguenti anche al trattamento, possono precipitare crisi convulsive.

Insufficienza epatica

Poiché non sono disponibili dati clinici in pazienti con grave insufficienza epatica, non possono essere fornite specifiche raccomandazioni per questa tipologia di pazienti (vedere paragrafi 4.2 e 5.2).

Integrazione di calcio e di vitamina D

In assenza di ipercalcemia, si deve somministrare ai pazienti con metastasi ossee prevalentemente litiche o con mieloma multiplo, con potenziale rischio di carenza di calcio o di vitamina D, un supplemento di calcio e di vitamina D per via orale per ridurre il rischio di ipocalcemia.

Osteonecrosi della mascella

L’osteonecrosi della mascella è stata riportata principalmente in pazienti con cancro trattati con bifosfonati, Aredia compreso. Molti di questi pazienti erano trattati anche con chemioterapia e corticosteroidi. Molti hanno presentato segni di infezione locale inclusa osteomielite.

L’esperienza post-marketing e la letteratura suggeriscono una maggiore frequenza delle segnalazioni di osteonecrosi della mascella in relazione al tipo di tumore (cancro avanzato della mammella, mieloma multiplo) e allo stato dentale (estrazione dei denti, malattia periodontale, trauma localizzato comprendente quello provocato da dentiere non perfettamente posizionate).

Prima di iniziare il trattamento con i bifosfonati i pazienti con cancro dovrebbero mantenere una buona igiene orale e dovrebbero avere un esame odontoiatrico con le appropriate procedure dentistiche preventive.

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Durante il trattamento, questi pazienti devono, se possibile, evitare procedure dentarie invasive. Nei pazienti che hanno sviluppato osteonecrosi della mascella durante la terapia con i bifosfonati, la chirurgia dentaria può esacerbare la condizione. Per i pazienti che necessitano di chirurgia dentale, non ci sono dati disponibili per suggerire che l’interruzione del trattamento con i bifosfonati riduca il rischio di osteonecrosi della mascella. Il giudizio clinico del medico guiderà la necessità di trattamento di ciascun paziente, sulla base del rischio/beneficio individuale.

Dolore muscoloscheletrico

Durante l’esperienza post-marketing è stato riportato dolore alle ossa, alle articolazioni e/o ai muscoli grave ed occasionalmente invalidante, in pazienti in trattamento con i bifosfonati. Tali segnalazioni sono state comunque non frequenti.

Questa classe di farmaci comprende Aredia (pamidronato sodico per infusione). Dopo l’inizio del trattamento il tempo di insorgenza dei sintomi variava da un giomo a diversi mesi. La maggior parte di pazienti ha avuto un’attenuazione dei sintomi dopo l’interruzione del trattamento. Un sottogruppo ha avuto una recidiva dei sintomi quando veniva sottoposto ad un ulteriore trattamento con lo stesso farmaco o con un altro bifosfonato.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

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In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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