Dufaston: effetti collaterali e controindicazioni

Dufaston 10 mg compresse rivestite con film (Didrogesterone) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

ia ormonale sostitutiva

Per bilanciare gli effetti degli estrogeni sull’endometrio in donne con utero intatto sottoposte a terapia ormonale sostitutiva per i sintomi da carenza estrogenica inclusi quelli conseguenti a menopausa fisiologica o chirurgica.

Insufficienza di progesterone

Trattamento dei casi di insufficienza di progesterone che si possono verificare in:

Minaccia d’aborto e aborto abituale

Infertilità dovuta ad insufficienza del corpo luteo

Dismenorrea

Endometriosi

Cicli irregolari

Amenorrea secondaria

Menometrorragie funzionali

Dufaston 10 mg compresse rivestite con film: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Dufaston 10 mg compresse rivestite con film ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Dufaston 10 mg compresse rivestite con film, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Dufaston 10 mg compresse rivestite con film: controindicazioni

Ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti

Cancro mammario accertato, pregresso o sospetto

– Neoplasie progestinico-dipendenti accertate o sospette. Sanguinamenti genitali di origine non accertata

Iperplasia endometriale non trattata

Tromboembolismo venoso pregresso o in atto (es. trombosi venosa profonda, embolia polmonare)

Malattie trombofiliche accertate (per es. carenza di proteina C, proteina S o antitrombina, vedere paragrafo 4.4)

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Malattia tromboembolica arteriosa in atto o recente (es. angina pectoris, infarto del miocardio)

Epatopatia acuta o storia di epatopatia, finché gli esami di funzionalità epatica non siano tornati nella norma

Porfiria

Dufaston 10 mg compresse rivestite con film: effetti collaterali

Le reazioni avverse al farmaco più comunemente riportate dai pazienti trattati con didrogesterone negli studi clinici per indicazioni che non

prevedono l’uso concomitante di estrogeni sono emicrania/cefalea, nausea, disturbi mestruali e dolore/tensione mammaria.

I seguenti effetti indesiderati sono stati osservati con la frequenza indicata di seguito durante studi clinici con didrogesterone (n=3483) in indicazioni che non prevedevano l’uso concomitante di estrogeni o da segnalazioni spontanee:

Classificazione Organo Comune Non comune Raro
Sistema (MedDRA) >1/100, < 1/10 >1/1.000,
< 1/100
> 1/10.000,
< 1/1.000
Tumori benigni, Aumento della
maligni e non dimensione dei
specificati (cisti e tumori
polipi compresi) progestinico
dipendenti (es.
meningioma) *
Patologie del sistema
emolinfopoietico
Anemia emolitica*
Disturbi psichiatrici Umore depresso
Disturbi del
immunitario
sistema Ipersensibilità
Patologie del
nervoso
sistema Emicrania/ cefalea Capogiro Sonnolenza
Patologie
gastrointestinali
Nausea Vomito
Patologie epatobiliari Anomalie nella funzionalità epatica (con ittero, astenia o malessere, e
dolore addominale)
Patologie della cute e del tessuto
sottocutaneo
Dermatiti allergiche (ad es.
rash, prurito,
orticaria)
Angioedema
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disturbi mestruali (inclusa metrorragia, menorragia, oligo/amenorrea, dismenorrea e mestruazioni irregolari) Tumefazione mammaria
Dolore/tensione mammaria
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di
somministrazione
Edema
Esami diagnostici Aumento di peso

* Effetto indesiderato da segnalazione spontanea, che non è mai stato osservato in studi clinici, al quale è stata attribuita la frequenza “raro” sulla base del fatto che il limite superiore dell’intervallo di confidenza al 95% non è maggiore di 3/x dove x = 3483 (numero totale di soggetti osservati negli studi clinici).

Effetti indesiderati nelle adolescenti

Sulla base di segnalazioni spontanee e di dati limitati in studi clinici, è

atteso un profilo di reazioni avverse nelle adolescenti simile a quello delle adulte.

Effetti indesiderati associati ad un trattamento estro-progestinico (vedi anche paragrafo 4.4 “Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego”) e il Riassunto delle Caratteristiche del prodotto a base di estrogeni:

Cancro mammario

Iperplasia e carcinoma endometriale

Cancro ovarico

Tromboembolia venosa

Infarto miocardico, malattia coronarica, ictus ischemico.

Dufaston 10 mg compresse rivestite con film: avvertenze per l’uso

Prima di iniziare il trattamento di sanguinamenti anomali con didrogesterone, l’eziologia del sanguinamento deve essere chiarita. Emorragie intermestruali o sanguinamenti lievi possono verificarsi durante i primi mesi di trattamento. Se le emorragie intermestruali o i sanguinamenti lievi compaiono dopo un periodo di trattamento o continuano dopo che la terapia è stata interrotta, il motivo deve essere investigato e può essere inclusa la biopsia endometriale per escludere una neoplasia dell’endometrio.

Condizioni che richiedono una supervisione

Se una delle condizioni sottoelencate è presente, si è verificata in passato e/o si è aggravata durante la gravidanza o durante precedenti trattamenti ormonali, la paziente deve essere accuratamente controllata. Va presa in considerazione la possibilità che tali condizioni possano ripresentarsi o aggravarsi durante il trattamento con didrogesterone e che la terapia debba essere interrotta.

porfiria

depressione

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alterazioni della funzionalità epatica causate da patologie acute o croniche del fegato

Altre condizioni

Le pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficienza di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Le seguenti avvertenze e precauzioni si applicano all’uso del didrogesterone in combinazione con gli estrogeni per la terapia ormonale sostitutiva (TOS).

Vedere anche le avvertenze e le precauzioni riportate per i prodotti a base di estrogeni.

Per il trattamento dei sintomi postmenopausali, la TOS deve essere iniziata solo in presenza di sintomi che influiscano negativamente sulla qualità di vita. Si deve comunque effettuare periodicamente, almeno ogni anno, una accurata valutazione dei rischi e dei benefici e la TOS deve proseguire solo nel caso in cui i benefici superino i rischi.

Le evidenze di rischi associati alla TOS per il trattamento della menopausa precoce sono limitati. Tuttavia, dato il basso livello di rischio assoluto nelle donne giovani, il rapporto beneficio/rischio per queste donne potrebbe essere più favorevole che nelle donne più anziane.

Visite mediche/controlli

Prima di iniziare o ricominciare una TOS è opportuno disporre di una anamnesi personale e familiare completa. Su tale base sarà condotto l’esame fisico (compreso quello pelvico e del seno) e la valutazione delle controindicazioni e delle avvertenze per l’uso. Durante il trattamento si consigliano controlli periodici con frequenza e caratteristiche adattate alle esigenze individuali della donna. Le pazienti devono essere avvertite di riferire al proprio medico o al personale sanitario modificazioni avvertite nel seno (vedì sotto “Cancro mammarìo”). Indagini, incluse appropriate metodiche di imaging, come la mammografia, devono essere condotte in accordo con i programmi di controllo attualmente in uso, modificati in rapporto alle necessità cliniche individuali.

Condizioni che richiedono un particolare controllo

Nel caso in cui una delle seguenti condizioni sia presente, o sia stata presente in passato e/o sia stata aggravata dalla gravidanza o da un precedente trattamento ormonale, la paziente deve essere tenuta sotto stretto controllo medico. Si tenga in considerazione che queste condizioni possono ripresentarsi od aggravarsi, durante il trattamento con Dufaston:

Leiomiomi (fibromi uterini) o endometriosi

Fattori di rischio per malattie tromboemboliche (vedere dì seguìto)

Fattori di rischio per tumori estrogeno-dipendenti (es. eredità di primo grado per carcinoma mammario)

Ipertensione

Epatopatie (es. adenoma epatico)

Diabete mellito con o senza coinvolgimento vascolare

Colelitiasi

Emicrania o cefalea (grave)

Lupus eritematoso sistemico

Storia d’iperplasia endometriale (vedere dì seguìto)

Epilessia

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Asma bronchiale

Otosclerosi

Situazioni che richiedono un’immediata sospensione del trattamento:

Il trattamento deve essere immediatamente sospeso nel caso venga evidenziata l’esistenza di una controindicazione e nei seguenti casi:

Ittero o deterioramento della funzione epatica

Aumento significativo della pressione arteriosa

Insorgenza di cefalea di tipo emicranico

Gravidanza

Iperplasia e carcinoma endometriale

Il rischio di iperplasia e carcinoma endometriale aumenta quando gli estrogeni sono somministrati da soli per periodi prolungati in donne con utero intatto. L’aumento osservato del rischio di cancro endometriale tra le utilizzatrici di soli estrogeni è di 2-12 volte superiore rispetto a quello delle non utilizzatrici, in funzione della durata del trattamento e della dose di estrogeni (vedere paragrafo 4.8). Dopo l’interruzione del trattamento il rischio può permanere elevato per almeno 10 anni.

L’aggiunta di un progestinico, come il didrogesterone, somministrato per almeno 12 giorni di ogni ciclo mensile da 28 giorni, o la terapia estro-progestinica combinata continua in donne non isterectomizzate può prevenire l’eccesso di rischio associato alla TOS con soli estrogeni.

Cancro mammario

Nelle donne che assumono una TOS con estro-progestinici combinati, e forse anche con soli estrogeni, le evidenze complessive suggeriscono un aumento del rischio di cancro al seno che è dipendente dalla durata della somministrazione della TOS.

Terapia estro-progestinica combinata: uno studio randomizzato, controllato verso placebo, “Women’s Health Initiative study” (WHI), e studi epidemiologici, concordano nel riportare in donne in trattamento con estro-progestinici combinati per la TOS un aumentato rischio di diagnosi di cancro mammario che diventa evidente dopo circa 3 anni.

L’eccesso di rischio compare entro qualche anno dall’inizio del trattamento, ma ritorna al valore iniziale entro qualche anno (al massimo 5) dopo la sospensione del trattamento.

La TOS, ed in particolare la terapia combinata con estro-progestinici, aumenta la densità mammografica che può influenzare negativamente la diagnosi radiologica del cancro al seno.

Cancro ovarico

Il cancro all’ovaio è molto più raro del cancro al seno. L’utilizzo a lungo termine (almeno 5-10 anni) di TOS a base di soli estrogeni è stato associato a un lieve aumento del rischio di cancro all’ovaio (vedere paragrafo 4.8). Alcuni studi, compreso il WHI, suggeriscono che l’uso a lungo termine della TOS combinata possa determinare un rischio simile o leggermente ridotto(vedere paragrafo 4.8).

Tromboembolismo venoso

La TOS è associata ad un rischio aumentato di 1.3 – 3 volte di sviluppare tromboembolismo venoso (TEV), ad es. trombosi venosa profonda o embolia polmonare.

La possibilità che si verifichi tale evento è più alta nel primo anno di TOS che non successivamente (vedere paragrafo 4.8).

Pazienti notoriamente affette da trombofilia hanno un aumentato rischio di TEV. La TOS può aumentare ulteriormente questo rischio. L’utilizzo della TOS in queste pazienti è quindi controindicato.

I fattori di rischio generalmente riconosciuti per la TEV includono l’uso di estrogeni, l’età avanzata, la chirurgia maggiore, l’immobilizzazione prolungata, l’obesità (indice di massa corporea >30 kg/m2), la gravidanza/periodo post parto, il lupus eritematoso sistemico (LES) e il cancro. Non vi è consenso circa il possibile ruolo delle vene varicose nella TEV.

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Come in tutte le pazienti in condizioni post-operatorie, deve essere data un’attenzione scrupolosa alle misure di profilassi per prevenire la TEV post-chirurgica. Se è prevista l’immobilizzazione prolungata dopo un intervento di chirurgia elettiva, si raccomanda la sospensione temporanea della TOS per un periodo di 4-6 settimane prima dell’intervento. Il trattamento potrà riprendere solo dopo la completa mobilizzazione della paziente.

Alle donne senza una storia personale di TEV ma con un parente di primo grado con una storia di trombosi in età giovanile, può essere proposto uno screening, dopo attenta valutazione dei suoi limiti (solo una parte dei difetti trombofilici sono individuati nello screening). Se si è identificato un difetto trombofilico che segrega con la trombosi nei membri della famiglia o se il difetto è “grave” (es. deficit di antitrombina, proteina S o proteina C o una combinazione di difetti) la TOS è controindicata.

Le donne già in trattamento cronico con anticoagulanti richiedono un’attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio nell’utilizzo della TOS.

Se la TEV si verifica dopo l’inizio della terapia, il farmaco deve essere sospeso. Le pazienti devono essere avvertite di contattare immediatamente il loro medico se avvertono sintomi potenziali di tromboembolia (es. edema dolorante ad una gamba, dolore improvviso al torace, dispnea).

Coronaropatia (CAD)

Non vi è evidenza, in base a studi clinici controllati randomizzati, di protezione dall’infarto miocardico in donne con o senza CAD che hanno assunto la TOS con estro-progestinici o con soli estrogeni.

Terapia combinata estro-progestinica: il rischio relativo di CAD durante l’utilizzo della TOS estro-progestinica è lievemente aumentato. Poiché il rischio di base assoluto è fortemente dipendente dall’età, il numero di casi aggiuntivi di CAD dovuto all’uso degli estro-progestinici è molto basso nelle donne sane vicine alla menopausa, ma aumenta nell’età più avanzata.

Ictus ischemico

La terapia combinata estro-progestinica e la terapia con soli estrogeni sono associate ad un aumento fino a 1.5 volte del rischio di ictus ischemico. Il rischio relativo non si modifica con l’età o con il tempo dalla menopausa. Tuttavia poiché il rischio di ictus è fortemente età dipendente, il rischio aggiuntivo di ictus nelle donne che usano la TOS aumenterà con l’età (vedere paragrafo 4.8).

Altre condizioni

Gli estrogeni possono causare ritenzione idrica e, pertanto, pazienti con disfunzione renale o cardiaca devono essere tenute sotto stretto controllo medico. Pazienti con insufficienza renale terminale devono essere strettamente osservate.

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Donne con preesistente ipertrigliceridemia devono essere seguite attentamente durante la terapia sostitutiva estrogenica o ormonale, poichè rari casi di pancreatite conseguente ad un notevole aumento dei trigliceridi plasmatici sono stati riportati in donne con preesistente ipertrigliceridemia sottoposte a terapia estrogenica.

Gli estrogeni aumentano i livelli di TBG, la globulina legante l’ormone tiroideo con conseguente aumento dei livelli dell’ormone tiroideo totale circolante, misurato da PBI (iodio legato alle proteine), T4 (metodo su colonna o RIA) o T3 (metodo RIA). La captazione di T3 è ridotta, a riflettere l’aumento di TBG. Le frazioni libere di T4 e T3 non sono modificate. Altre proteine leganti come la corticoglobulina (CBG) e la globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG) possono essere aumentate, e determinare un aumento rispettivamente dei livelli circolanti di corticosteroidi e steroidi sessuali. Le frazioni ormonali libere o biologicamente attive sono immodificate. Altre proteine plasmatiche possono essere aumentate (substrato angiotensinogeno/renina, alfa-I-antitripsina, ceruloplasmina).

L’uso della TOS non migliora la funzione cognitiva. E’ stato osservato un aumento del rischio di probabile demenza in donne che iniziano ad usare la TOS combinata o a base di soli estrogeni in maniera continuativa dopo i 65 anni di età.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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