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Totelle: effetti collaterali e controindicazioni

Totelle 2 mg/0,5 mg compresse rivestite (Estradiolo Emiidrato + Trimegestone) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Terapia ormonale sostitutiva per i sintomi da carenza estrogenica e per la prevenzione dell’osteoporosi in donne in post-menopausa non isterectomizzate.

L’esperienza nel trattamento di donne di età superiore a 65 anni è limitata.

Totelle 2 mg/0,5 mg compresse rivestite: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Totelle 2 mg/0,5 mg compresse rivestite ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Totelle 2 mg/0,5 mg compresse rivestite, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Totelle 2 mg/0,5 mg compresse rivestite: controindicazioni

Carcinoma mammario sospetto o accertato o anamnesi di carcinoma mammario.

Tumori estrogeno-dipendenti accertati o sospetti (per esempio carcinoma dell’endometrio).

Emorragia genitale non diagnosticata.

Tromboembolia venosa attiva accertata (trombosi venosa profonda, embolia polmonare) negli ultimi 2 anni.

Anamnesi di tromboembolia venosa ricorrente o patologia trombofilica nota in un paziente che non sia già in trattamento anticoagulante (vedere il paragrafo 4.4Speciali avvertenze e Precauzioni per l’uso).

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Patologia tromboembolica arteriosa recente o attiva.

Epatopatia acuta o cronica o anamnesi di epatopatia fino a quando le prove di funzionalità epatica non siano tornate alla normalità.

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Totelle 2 mg/0,5 mg compresse rivestite: effetti collaterali

L’evento avverso più frequentemente riportato, durante studi clinici di fase III condotti su 875 donne trattate con Totelle, è stato dolore alle mammelle in circa una donna su cinque.

Altri effetti indesiderati riportati negli studi clinici di fase III erano i seguenti:

Sistema Effetti collaterali comuni: > 1/100 < 1/10 Effetti collaterali non comuni: > 1/1000 e < 1/100
Riproduttivo malattia fibrocistica mammaria, dismenorrea, menorragia, disordini mestruali, leucorrea carcinoma mammario, neoplasia mammaria benigna, iperplasia endometriale, polipo uterino, fibromi uterini aggravati, candidiasi vaginale, ingrossamento mammario
Gastrointestinale dolore addominale, distensione addominale vomito, stipsi, diarrea
Nervoso cefalea ictus, emicrania, vertigini
Muscolo scheletrico crampi muscolari, dolore agli arti artralgia
Psiche nervosismo, umore depresso
Vascolare trombosi venosa profonda o superficiale, tromboflebite, ipertensione
Generale edema periferico, aumento di peso, astenia, aumento dell’appetito
Cute e tessuti sottocutanei acne, rash eritematoso, prurito, alopecia, seborrea
Epatobiliare colelitiasi, prove di funzionalità epatica anormali

Altre reazioni avverse sono state segnalate in associazione con trattamento estro-progestinico:

Neoplasia benigna e maligna: cancro endometriale.

La tromboembolia venosa, cioè trombosi venosa profonda alle gambe o alla pelvi ed embolia polmonare, è più frequente fra le donne che fanno uso della terapia sostitutiva ormonale rispetto a quelle che non ne fanno uso. Per ulteriori informazioni, vedere i paragrafi 4.3- Controindicazioni e 4.4 – Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso.

Disordini della pelle e del tessuto sottocutaneo: casi isolati di cloasma, eritema multiforme, eritema nodoso, porpora vascolare.

Totelle 2 mg/0,5 mg compresse rivestite: avvertenze per l’uso

Prima di iniziare o riprendere la terapia ormonale sostitutiva deve essere effettuata un’anamnesi personale e familiare completa, assieme ad una visita generale e ginecologica approfondita, guidata dalle controindicazioni e dalle avvertenze per l’uso. Prima di iniziare il trattamento deve essere esclusa una gravidanza. Durante il trattamento, sono raccomandati controlli periodici la cui natura e frequenza deve essere adattata individualmente.

Un’attenta valutazione dei rischi e dei benefici deve essere effettuata nel tempo nelle donne trattate con terapia estro/progestinica.

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Se una qualsiasi delle seguenti condizioni fosse presente, si fosse verificata in precedenza e/o si fosse aggravata durante la gravidanza o durante un precedente trattamento ormonale, i benefici del trattamento devono essere valutati a fronte dei possibili rischi. In questi casi la paziente deve essere tenuta sotto stretto controllo. Deve essere tenuto in considerazione che tali condizioni possono, in casi rari, recidivare o peggiorare durante il trattamento con Totelle:

– Anamnesi di tumori estrogeno-dipendenti.

– Leiomiomi, endometriosi, iperplasia dell’endometrio.

– Anamnesi di fattori di rischio o presenza di fattori di rischio per disturbi tromboembolici (vedere di seguito).

Ipertensione.

Disturbi epatici ( ad esempio porfiria, adenoma epatico).

– Diabete mellito con interessamento vascolare.

– Colelitiasi.

– Otosclerosi.

– Emicrania o (grave) cefalea.

Una ri-analisi dei dati originali di 51studi epidemiologici ha riportato un aumento lieve o moderato della probabilità di avere una diagnosi di cancro mammario nelle donne che attualmente o recentemente hanno utilizzato la terapia ormonale sostitutiva. Tali risultati possono essere dovuti ad una diagnosi più precoce, ad un reale effetto della terapia ormonale sostitutiva o ad una combinazione dei due. La probabilità di diagnosticare un carcinoma mammario aumentava con la durata del trattamento e tornava alla normalità nel corso di 5 anni dopo la sospensione della terapia ormonale sostitutiva.

I carcinomi mammari diagnosticati in donne che utilizzano, o hanno recentemente utilizzato la terapia ormonale sostitutiva, hanno meno probabilità di essere diffusi al di fuori della mammella rispetto a quelli diagnosticati in donne che non usano la terapia ormonale sostitutiva.

Nel periodo d’età compreso tra i 50 e i 70 anni, a circa 45 donne su 1000 che non usano la terapia ormonale sostitutiva, verrà diagnosticato un carcinoma mammario, la percentuale aumenta con l’età. È stimato che fra coloro che usano la terapia ormonale sostitutiva per 5-15 anni, a seconda dell’età di inizio e della durata del trattamento, il numero di casi in più di carcinoma mammario diagnosticato sarà nell’ordine di 2-12 casi su1000 donne.

Regolari esami delle mammelle e/o mammografia devono essere effettuati in conformità alle pratiche mediche attualmente accettate per le donne sane, modificate secondo le esigenze cliniche individuali.

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Studi epidemiologici hanno suggerito che la terapia ormonale sostitutiva è associata ad un rischio relativo più elevato di sviluppare tromboembolia venosa cioè trombosi venosa profonda od embolia polmonare. Gli studi hanno evidenziato un rischio da 2 a 3 volte superiore nelle donne che usavano la terapia ormonale sostitutiva rispetto alle donne che non la usavano: tale aumento per le donne sane corrisponde a 1-2 casi extra di tromboembolia venosa ogni 10.000 anni/paziente di trattamento con la terapia ormonale sostitutiva. Il verificarsi di quest’evento è più probabile nel primo anno di terapia piuttosto che successivamente. I fattori di rischio per tromboembolia venosa generalmente riconosciuti includono, l’anamnesi personale e familiare, l’obesità grave (BMI > 30 kg/m² ) ed il lupus eritematoso sistemico (LES). Non vi è consenso sul possibile ruolo delle vene varicose nella tromboembolia venosa.

L’uso della terapia ormonale sostitutiva in pazienti con storia di tromboembolia venosa ricorrente o stati trombofilici noti già in trattamento con un anticoagulante, richiede un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio nell’uso della terapia ormonale sostitutiva (vedere paragrafo 4.3 Controindicazioni). Una storia personale o una forte evidenza di una storia familiare di tromboembolia ricorrente o di aborti spontanei ricorrenti deve essere esaminata a fondo per escludere una predisposizione trombofilica. In tali pazienti l’uso della terapia ormonale sostitutiva deve essere considerato controindicato fino a che non venga formulata una diagnosi definitiva o iniziata una terapia anticoagulante. Non esistono dati clinici relativi all’impiego di Totelle in pazienti in trattamento con anticoagulanti.

Il rischio di tromboembolia venosa può essere temporaneamente aumentato in seguito a immobilizzazione prolungata, trauma grave o intervento di chirurgia maggiore. Come per tutti i pazienti nel decorso post-operatorio, deve essere prestata un’attenzione scrupolosa alle misure profilattiche atte a prevenire la tromboembolia venosa a seguito della chirurgia. Quando un’immobilizzazione prolungata è prevedibile a seguito di intervento chirurgico elettivo, in particolare chirurgia addominale o ortopedica degli arti inferiori, deve essere considerata una temporanea sospensione della terapia ormonale sostitutiva 4-6 settimane prima, se possibile.

Se si sviluppa tromboembolia venosa dopo l’inizio della terapia, il farmaco deve essere sospeso. Le pazienti devono essere avvisate di contattare il proprio medico immediatamente, se si accorgono di un sintomo potenziale di tromboembolia (ad esempio gonfiore doloroso di una gamba, dolore improvviso al torace, dispnea).

Gli estrogeni possono provocare ritenzione idrica, quindi, le pazienti con disfunzione cardiaca o renale devono essere tenute sotto stretta osservazione. Le pazienti con nefropatia in fase terminale devono essere attentamente osservate, perché si prevede che il livello dei principi attivi di Totelle in circolo sia aumentato.

Il trattamento deve essere riconsiderato in caso di asma, epilessia o diabete mellito che siano peggiorati durante la terapia. In alcuni pazienti in terapia estro/progestinica sono state osservate variazioni della tolleranza al glucosio. Durante l’assunzione di Totelle le pazienti diabetiche devono essere accuratamente controllate.

È stato riportato che il rischio di malattia della colecisti, confermata chirurgicamente, è aumentato in donne in post-menopausa che assumono estrogeni.

Con la terapia estrogenica sono stati descritti rari casi di aumenti massivi dei trigliceridi plasmatici, che hanno determinato pancreatiti ed altre complicanze, in donne con ipertrigliceridemia familiare.

L’impiego di estrogeni può influenzare i risultati di alcuni test endocrini e di funzionalità epatica.

Emorragie intermestruali o spotting possono verificarsi durante i primi mesi di trattamento. Se le emorragie intermestruali o gli spotting persistessero dopo 2-3 mesi di trattamento e fossero inaccettabili, il trattamento con Totelle deve essere sospeso. La ragione che determina la comparsa di sanguinamenti irregolari durante la terapia o la loro persistenza dopo la sospensione del trattamento, deve essere analizzata; questo può includere una biopsia endometriale.

Le indicazioni per un’immediata sospensione della terapia sono:

Trombosi venosa profonda.

Disordini tromboembolici.

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Ittero o deterioramento della funzionalità epatica.

Aumento significativo della pressione sanguigna.

Parziale o completa improvvisa perdita della vista o improvvisa insorgenza di proptosi o diplopia.

Nuova insorgenza di cefalea simile ad emicrania.

Gravidanza.


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Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/articoli/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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