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Inuver 200/6 mcg: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Inuver 200/6 mcg

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Inuver 200/6 mcg: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

Indice della scheda

Inuver 200/6 mcg: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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INUVER 200 microgrammi/6 microgrammi per inalazione polvere per inalazione.

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni dose erogata di 10 mg di polvere per inalazione contiene:

200 microgrammi di beclometasone dipropionato anidro e 6 microgrammi di formoterolo fumarato diidrato.

Questo equivale ad una dose inalata di 158,8 microgrammi di beclometasone dipropionato anidro e 4,9 microgrammi di formoterolo fumarato diidrato.

Eccipiente(i) con effetti noti:

Ogni inalazione contiene 9,8 mg di lattosio monoidrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Polvere per inalazione.

L’inalatore multidose contiene una polvere bianca o quasi bianca.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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INUVER è indicato nel trattamento regolare dell’asma quando l’uso di un prodotto di associazione (corticosteroidi per via inalatoria e beta2-agonisti a lunga durata d’azione) è appropriato:

in pazienti non adeguatamente controllati con corticosteroidi per via inalatoria e beta2-agonisti per via inalatoria a breve durata d’azione usati “al bisogno” oppure

in pazienti che sono già adeguatamente controllati sia con corticosteroidi per via inalatoria che con beta2-agonisti a lunga durata d’azione.

INUVER è indicato in pazienti adulti.

Nota: non sono disponibili dati clinici significativi sull’uso di INUVER per il trattamento degli attacchi acuti di asma.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Il dosaggio di INUVER è su base individuale e deve essere adattato in relazione alla gravità della patologia. Ciò deve essere preso in considerazione non solo quando si inizia il trattamento con l’associazione, ma anche quando il dosaggio viene modificato. Se un paziente dovesse aver bisogno di una combinazione di dosi diverse da quelle disponibili con l’associazione fissa, si devono prescrivere le dosi appropriate di beta2-agonisti e/o corticosteroidi in inalatori separati.

Essendo INUVER caratterizzato da una distribuzione di particelle extrafini, è necessario un adattamento del dosaggio quando un paziente passa da una formulazione con una distribuzione di particelle non extrafini a INUVER polvere per inalazione. Quando i pazienti effettuano il cambiamento dai trattamenti precedenti, si deve considerare che la dose totale giornaliera raccomandata di beclometasone dipropionato per INUVER polvere per inalazione e’ inferiore rispetto agli attuali prodotti con particelle non extrafini che contengono beclometasone dipropionato e deve essere quindi adattata al bisogno del singolo paziente.

Dosaggio raccomandato per adulti a partire dai 18 anni di età Due inalazioni due volte al giorno.

La dose giornaliera massima è di 4 inalazioni al giorno.

I pazienti devono essere controllati regolarmente dal medico, in modo da garantire che il dosaggio di INUVER rimanga ottimale e che sia modificato solo su consiglio del medico. Il dosaggio deve essere aggiustato alla dose più bassa

capace di mantenere un efficace controllo dei sintomi. Una volta ottenuto il controllo dei sintomi con il dosaggio più basso raccomandato, come fase successiva si può provare la somministrazione del solo corticosteroide inalatorio. Un dosaggio inferiore di beclometasone dipropionato nello stesso inalatore Nexthaler è disponibile in caso di riduzione graduale della terapia regolare (“step- down”) (INUVER 100/6 microgrammi).

I pazienti devono essere avvisati di assumere INUVER tutti i giorni, anche quando sono asintomatici.

Gruppi speciali di pazienti

Non occorre modificare il dosaggio nei pazienti anziani.

Non ci sono dati disponibili sull’uso di INUVER in pazienti con funzionalità epatica o renale compromessa (vedere paragrafo 5.2).

Popolazione pediatrica

INUVER 200/6 microgrammi non deve essere utilizzato nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni.

Modo di somministrazione INUVER è per uso inalatorio.

Nexthaler è un inalatore che si attiva col respiro. E’ stato dimostrato che pazienti con asma moderata e grave sono in grado di produrre un flusso inspiratorio sufficiente ad attivare il rilascio della dose da Nexthaler (vedere paragrafo 5.1). L’erogazione di INUVER con Nexthaler è indipendente dal flusso inspiratorio, nell’intervallo di valori che questa popolazione di pazienti è in grado di raggiungere attraverso l’inalatore.

L’uso corretto dell’inalatore Nexthaler è essenziale per il successo del trattamento. Si deve avvertire il paziente di leggere attentamente il Foglio Illustrativo e seguire le istruzioni per l’uso ivi descritte. Per le istruzioni d’uso, vedere il pargafrafo 6.6.

Quando possibile, i pazienti devono stare in piedi o seduti in posizione eretta nel momento in cui effettuano l’inalazione.

Con Nexthaler, la dose è resa disponibile per l’inalazione solo quando il cappuccio è completamente aperto. L’apertura del cappuccio, l’inalazione e la chiusura del cappuccio in sequenza guidano il meccanismo del contadosi. Il paziente deve essere istruito a richiudere completamente il cappuccio ogni volta. Il numero di dosi visibile nella finestra indicatrice posta nella parte inferiore del corpo esterno dell’inalatore non diminuisce al richiudersi del cappuccio se il paziente non ha inalato attraverso l’inalatore.

Il paziente deve essere istruito ad aprire il cappuccio dell’inalatore solo quando necessario. Nel caso in cui il paziente abbia aperto l’inalatore ma non abbia inalato ed il cappuccio venga poi richiuso, la dose viene riconvogliata nel serbatoio della polvere all’interno dell’inalatore; la dose successiva può tranquillamente essere inalata.

Una distribuzione ottimale a livello polmonare può essere ottenuta se il paziente inala inspirando velocemente e profondamente attraverso l’inalatore. Si consiglia di trattenere il respiro per 5-10 secondi (o per quanto risulta agevole per il paziente) prima di espirare.

Il paziente deve essere informato di evitare di espirare attraverso l’inalatore Nexthaler prima o dopo l’inalazione della dose, perchè ciò può compromettere il corretto funzionamento dell’inalatore stesso.

Dopo ogni inalazione i pazienti devono risciacquare la bocca o fare gargarismi con l’acqua o lavarsi i denti (vedere paragrafo 4.4).

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Si raccomanda di ridurre gradualmente la dose quando si interrompe il trattamento; il trattamento non deve quindi essere interrotto bruscamente.

Il trattamento dell’asma deve essere eseguito normalmente sulla base di un programma graduale e la risposta del paziente deve essere controllata sia clinicamente sia mediante test di funzionalità respiratoria.

Occorre prestare attenzione, da parte del medico, se il paziente non ritiene il trattamento efficace. L’aumento dell’uso di broncodilatatori di emergenza è indice di un peggioramento delle condizioni di base e giustifica una rivalutazione della terapia antiasmatica. Il peggioramento improvviso e progressivo del controllo dell’asma è potenzialmente pericoloso per la vita ed il paziente deve essere urgentemente sottoposto a valutazione medica. Deve essere presa in considerazione la necessità di aumentare il trattamento con corticosteroidi, per via inalatoria o per terapia orale, o iniziare un trattamento con antibiotici se si sospetta una infezione.

I pazienti non devono iniziare INUVER durante un’esacerbazione oppure se hanno un significativo peggioramento o un deterioramento acuto dell’asma. Durante il trattamento con INUVER possono manifestarsi eventi avversi gravi correlati all’asma ed esacerbazioni. Si deve chiedere ai pazienti di continuare il trattamento ma di ricorrere al consiglio del medico se i sintomi dell’asma permangono non controllati o se peggiorano dopo l’inizio con INUVER.

Come con altre terapie per inalazione, si può manifestare broncospasmo paradosso, con un immediato aumento di respiro sibilante, tosse e dispnea dopo la somministrazione. Questo deve essere trattato immediatamente per via inalatoria con un broncodilatatore ad effetto rapido. INUVER deve essere sospeso immediatamente ed il paziente valutato e sottoposto ad una terapia alternativa, se necessario.

INUVER non deve essere usato come terapia iniziale dell’asma.

Si deve consigliare ai pazienti di tenere sempre a portata di mano il loro broncodilatatore a breve durata d’azione per il trattamento degli attacchi acuti di asma.

Si deve ricordare ai pazienti di assumere INUVER giornalmente come prescritto, anche quando sono asintomatici.

Quando i sintomi dell’asma sono sotto controllo, si può prendere in considerazione l’opportunità di ridurre gradualmente la dose di INUVER. È importante controllare regolarmente i pazienti se il trattamento viene ridotto. Si deve usare la più bassa dose efficace di INUVER (vedere paragrafo 4.2).

Si possono presentare effetti sistemici con i corticosteroidi inalatori, in particolare quando prescritti ad alte dosi per periodi prolungati. Tali effetti si verificano con meno probabilità rispetto al trattamento con i corticosteroidi orali. I possibili effetti sistemici includono: sindrome di Cushing, aspetto cushingoide, soppressione surrenale, ritardo della crescita nei bambini e negli adolescenti, riduzione della densità minerale ossea, cataratta, glaucoma e, più raramente, una serie di effetti psicologici o comportamentali che comprendono iperattività psicomotoria, disturbi del sonno, ansia, depressione o aggressività (in particolare nei bambini). Pertanto è importante che la dose di corticosteroide inalatorio sia aggiustata alla dose minima con la quale si mantiene un efficace controllo dell’asma.

L’uso di alte dosi di corticosteroidi inalatori per lunghi periodi può causare soppressione surrenale e crisi surrenali acute. I bambini e gli adolescenti di età inferiore a 16 anni che inalano dosi di beclometasone dipropionato più alte di quelle raccomandate possono essere particolarmente a rischio. Le situazioni che possono potenzialmente scatenare delle crisi surrenaliche acute includono traumi, operazioni chirurgiche, infezioni o qualsiasi altro caso che implichi una rapida riduzione del dosaggio. I sintomi che si presentano sono tipicamente vaghi e possono includere anoressia, dolori addominali, perdita di peso, stanchezza, cefalea, nausea, vomito, ipotensione, diminuzione del livello di coscienza, ipoglicemia e convulsioni. Si deve prendere in considerazione la necessità di una copertura addizionale con corticosteroidi sistemici durante periodi di stress o chirurgia elettiva.

Pazienti che sono stati trasferiti da una terapia con corticosteroidi orali ad una con corticosteroidi inalatori possono rimanere a rischio di un peggioramento della riserva surrenale per un considerevole periodo di tempo. Possono essere a rischio anche pazienti che hanno avuto bisogno in passato di alti dosaggi di corticosteroidi in casi di emergenza o che sono stati trattati per un periodo prolungato con alte dosi di corticosteroidi per via inalatoria. Occorre sempre considerare la possibilità di una compromessa funzionalità residua in situazioni di emergenza o elettive che producono stress e si deve prendere in considerazione l’adozione di un appropriato trattamento con corticosteroidi. L’entità della compromissione surrenale può richiedere il consiglio di uno specialista prima di adottare procedure specifiche.

INUVER deve essere somministrato con cautela in pazienti con tubercolosi polmonare attiva o quiescente e con infezioni fungine e virali delle vie respiratorie.

INUVER deve essere usato con cautela (che può includere il monitoraggio) in pazienti con aritmia cardiaca, specialmente nei casi di blocco atrioventricolare di terzo grado e tachiaritmia, stenosi aortica subvalvolare idiopatica, miocardiopatia ostruttiva ipertrofica, ischemia cardiaca, grave insufficienza cardiaca, grave ipertensione arteriosa e aneurisma.

Si deve prestare attenzione anche quando si trattano pazienti con noto o sospetto prolungamento dell’intervallo QTc, sia congenito che indotta da farmaci (QTc > 0,44 secondi). Il formoterolo stesso può provocare un prolungamento dell’intervallo QTc.

È richiesta cautela anche quando INUVER è utilizzato da pazienti con tireotossicosi, diabete mellito, feocromocitoma ed ipokaliemia non trattata.

La terapia con medicinali β2-agonisti può provocare una ipokaliemia potenzialmente grave. Particolare cautela deve essere posta in pazienti affetti da asma grave poiché questo effetto può essere potenziato dalla ipossia. La ipokaliemia può anche essere potenziata da trattamenti concomitanti con altri medicinali che possono indurre ipokaliemia, come i derivati xantinici, gli steroidi ed i diuretici (vedere paragrafo 4.5). Si raccomanda di usare cautela anche nell’asma instabile, quando possono essere usati alcuni broncodilatatori “di salvataggio”. Si raccomanda, in questi casi, di monitorare i livelli sierici di potassio.

L’inalazione di formoterolo può causare un aumento dei livelli di glucosio nel sangue. Di conseguenza, nei pazienti diabetici deve essere costantemente monitorata la glicemia.

Se si deve effettuare una anestesia con anestetici alogenati, occorre assicurarsi che INUVER non venga somministrato da almeno 12 ore prima dell’inizio dell’anestesia, dal momento che sussiste il rischio di aritmie cardiache.

I pazienti devono essere informati di risciacquare la bocca o fare gargarismi con acqua o lavarsi i denti dopo aver inalato la dose prescritta per, minimizzare il rischio di infezioni fungine orofaringee e di disfonia.

Il lattosio contiene piccole quantità di proteine del latte, che possono causare reazioni allergiche.

Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione Interazioni farmacocinetiche

Il beclometasone dipropionato si metabolizza molto rapidamente tramite gli

enzimi esterasi.

Beclometasone dipende in misura minore dal metabolismo di CYP3A rispetto ad altri corticosteroidi e, in generale interazioni sono improbabili; tuttavia, poiché non può essere esclusa la possibilità di effetti sistemici con l’utilizzo concomitante di forti inibitori del CYP3A (ad esempio ritonavir, cobicistat), si raccomanda di prestare attenzione e di monitorare adeguatamente l’uso di tali agenti.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’utilizzo dei bloccanti beta-adrenergici possono indebolire o inibire l’effetto del formoterolo. Pertanto INUVER non deve essere somministrato in concomitanza con bloccanti beta-adrenergici (inclusi i colliri), a meno che non vi siano ragioni impellenti.

L’uso di altri farmaci beta-adrenergici può dar luogo ad effetti potenzialmente additivi, pertanto si richiede cautela nella prescrizione di teofillina o di altri farmaci beta-adrenergici contemporaneamente al formoterolo.

Il trattamento concomitante con chinidina, disopiramide, procainamide, fenotiazine, alcuni antistaminici (ad es. terfenadina), inibitori delle monoammino- ossidasi e antidepressivi triciclici può causare un prolungamento dell’intervallo QTc e aumentare il rischio di aritmie ventricolari.

Inoltre, L-dopa, L-tiroxina, ossitocina ed alcool possono alterare la tolleranza cardiaca nei confronti dei beta-2 simpaticomimetici.

Il trattamento concomitante con inibitori delle monoammino-ossidasi, inclusi agenti con proprietà simili come furazolidone e procarbazina, può precipitare reazioni ipertensive.

Esiste un elevato rischio di aritmie in pazienti sottoposti simultaneamente ad anestesia con idrocarburi alogenati.

Il trattamento concomitante con derivati xantinici, steroidi o diuretici può potenziare un possibile effetto di ipokaliemia dei beta2-agonisti (vedere paragrafo 4.4). In pazienti trattati con glucosidi digitalici, una ipokaliemia può incrementare la predisposizione alle aritmie.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Fertilità

Non sono disponibili dati sugli esseri umani. In studi effettuati nei ratti, la presenza di beclometasone dipropionato ad alte dosi nel trattamento combinato è stata associata a ridotta fertilità femminile ed embriotossicità (vedere paragrafo 5.3).

Gravidanza

Non vi sono dati clinici rilevanti sull’uso di INUVER in donne in gravidanza. Studi nell’animale con l’associazione di beclometasone dipropionato e formoterolo hanno evidenziato segni di tossicità sulla riproduzione e sul feto dopo elevata esposizione sistemica (vedere paragrafo 5.3). E’ noto che elevate dosi di corticosteroidi somministrati negli animali gravidi causano anomalie nello sviluppo fetale, inclusa palatoschisi e ritardo della crescita intrauterina. A causa

dell’effetto tocolitico degli agenti beta2-simpaticomimetici occorre esercitare particolare cautela durante il travaglio. L’uso di formoterolo non è raccomandato durante la gravidanza, ed in particolare alla fine della gravidanza o durante il travaglio, a meno che non esista nessun’altra (e più sicura) alternativa disponibile.

INUVER deve essere usato durante la gravidanza solamente se i benefici attesi superino i potenziali rischi.

Allattamento

Non ci sono dati clinici rilevanti sull’uso di INUVER durante l’allattamento nella specie umana.

Nonostante non ci siano disponibili dati provenienti da studi sugli animali, è ragionevole ritenere che il beclometasone dipropionato sia escreto nel latte materno, come altri corticosteroidi.

Mentre non è noto se il formoterolo passi nel latte materno umano, é stato rilevato nel latte di animali.

La somministrazione di INUVER alle donne durante l’allattamento al seno deve essere presa in considerazione se i benefici attesi superano i potenziali rischi. Deve essere presa la decisione se interrompere l’allattamento al seno o interrompere la terapia/astenersi dalla terapia con INUVER, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino e il beneficio della terapia per la donna.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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INUVER non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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La reazione avversa più comune è il tremore. In uno studio clinico con INUVER 100/6 microgrammi della durata di 12 settimane, il tremore è stato osservato solo con il regime di dosaggio più elevato (400/24 microgrammi al giorno), si è manifestato più frequentemente all’inizio del trattamento e con intensità lieve. Nessun paziente ha dovuto sospendere lo studio a causa del tremore.

Esperienza negli studi clinici con pazienti asmatici

La sicurezza di INUVER 100/6 microgrammi è stata valutata in studi clinici con il principio attivo in confronto a placebo nei quali 719 pazienti di età uguale e superiore a 12 anni affetti da asma di varia gravità sono stati esposti al farmaco. L’incidenza delle reazioni avverse riportata nella tabella sottostante si riferisce a pazienti asmatici di età uguale e superiore a 12 anni, ed è basata sui dati relativi alla sicurezza provenienti da due studi clinici pivotal in cui INUVER 100/6 microgrammi è stato somministrato alle dosi raccomandate in questo RCP per un periodo compreso tra 8 e 12 settimane. Negli studi clinici con INUVER 100/6 microgrammi non sono stati osservati disturbi psichiatrici, ma questi sono stati comunque riportati nella tabella come un potenziale effetto di classe dei corticosteroidi per via inalatoria.

Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati che sono stati correlati a beclometasone dipropionato e formoterolo in associazione fissa (INUVER), elencati secondo classificazione per sistemi e organi. Le frequenze sono state definite come segue: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100 e <1/10), non comune (≥ 1/1.000 e <1/100), raro (≥ 1/10.000 e < 1/1.000), molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi Reazione Avversa Frequenza
Infezioni ed infestazioni Nasofaringite Non comune
Candidiasi orale Non comune
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Ipertrigliceridemia Non comune
Disturbi psichiatrici Iperattività psicomotoria, disturbi del sonno, ansia, depressione, aggressività, alterazioni comportamentali (prevalentemente nei bambini) Non nota
Patologie del sistema nervoso Tremore Comune
Cefalea Non comune
Patologie cardiache Tachicardia Non comune
Bradicardia sinusale Non comune
Angina pectoris Non comune
Ischemia miocardica Non comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Irritazione alla gola, esacerbazione dell’asma Non comune
Dispnea Non comune
Dolore orofaringeo Non comune
Disfonia Non comune
Tosse Non comune
Patologie gastrointestinali Nausea Non comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Affaticamento Non comune
Irritabilità Non comune
Esami diagnostici Intervallo QT dell’elettrocardiogramma prolungato Non comune
Cortisolo libero urinario ridotto Non comune
Cortisolo ematico diminuito Non comune
Potassio ematico aumentato Non comune
Aumento dei livelli di glucosio sierico Non comune
Scarsa progressione dell’onda R all’elettrocardiogramma Non comune

Tra le reazioni avverse osservate, quelle tipicamente associate con formoterolo sono: tremore, cefalea, tachicardia, bradicardia sinusale, angina pectoris, ischemia miocardica, prolungamento dell’intervallo QT.

Tra le reazioni avverse osservate, quelle tipicamente associate al beclometasone dipropionato sono: nasofaringite, candidiasi orale, disfonia, irritazione alla gola, irritabilità, cortisolo libero urinario ridotto, cortisolo ematico diminuito, glucosio ematico aumentato.

Ulteriori reazioni avverse, non osservate nell’esperienza clinica con INUVER 100/6 microgrammi ma tipicamente associate con la somministrazione per via inalatoria di beclometasone dipropionato includono altre infezioni fungine orali. Alterazioni del gusto sono state segnalate occasionalmente durante terapia inalatoria corticosteroidea.

Riguardo le misure da prendere per minimizzare l’insorgenza di infezioni fungine orali, candidiasi orale e disfonia, vedere il paragrafo 4.4.

Gli effetti sistemici dei corticosteroidi inalatori (ad esempio il beclometasone dipropionato) possono verificarsi in particolar modo quando si somministrano alte dosi del medicinale per lunghi periodi di tempo, e possono comprendere: sindrome di Cushing, aspetto cushingoide, soppressione surrenale, diminuzione della densità minerale ossea, ritardo di crescita nei bambini e negli adolescenti, cataratta e glaucoma (vedere anche paragrafo 4.4).

Ulteriori reazioni avverse, non osservate nell’esperienza clinica con INUVER a dosi terapeutiche ma tipicamente associate con la somministrazione di beta2-agonisti come il formoterolo, sono palpitazioni, fibrillazione atriale, extrasistole ventricolari, tachiaritmia, ipokaliemia potenzialmente grave e aumento/diminuzione della pressione sanguigna. Durante la terapia inalatoria con formoterolo sono state segnalate occasionalmente insonnia, capogiro, irrequietezza ed ansia. Il formoterolo può inoltre causare crampi muscolari, mialgia.

Sono state osservate anche reazioni di ipersensibilità che includono eruzione cutanea, orticaria, prurito, eritema ed edema a carico di occhi, viso, labbra e gola (angioedema).

Come per altre terapie inalatorie, si può manifestare broncospasmo paradosso, con un immediato aumento di respiro sibilante, tosse e dispnea dopo l’inalazione (vedere anche paragrafo 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni- reazioni-avverse.

04.9 Sovradosaggio

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La dose più elevata raccomandata di INUVER per una singola somministrazione è di 2 inalazioni. In pazienti asmatici sono state studiate quattro inalazioni cumulative di INUVER (per un totale di 800 microgrammi di beclometasone dipropionato e di 24 microgrammi di formoterolo in un’unica somministrazione). Il trattamento cumulativo non ha causato anomalie o effetti clinicamente rilevanti dei parametri vitali, né sono state osservate reazioni avverse reazioni avverse gravi o non gravi (vedere anche paragrafo 4.8).

Per quanto riguarda la formulazione in soluzione pressurizzata per inalazione, in pazienti asmatici sono state studiate dosi per inalazione fino a dodici erogazioni cumulative di 100/6 microgrammi (per un totale di 1200 microgrammi di beclometasone dipropionato e di 72 microgrammi di formoterolo). Questi

trattamenti cumulativi non hanno provocato anomalie dei parametri vitali, né reazioni avverse gravi o non gravi.

Dosi eccessive di formoterolo possono determinare effetti che sono tipici degli agonisti beta-2 adrenergici: nausea, vomito, cefalea, tremore, sonnolenza, palpitazioni, tachicardia, aritmia ventricolare, prolungamento dell’intervallo QTc, acidosi metabolica, ipokaliemia, iperglicemia.

In caso di sovradosaggio di formoterolo è indicato un trattamento di supporto e sintomatico. Nei casi gravi è necessario il ricovero ospedaliero. Si può prendere in considerazione l’uso di bloccanti beta-adrenergici cardioselettivi, ma solo con estrema cautela perché possono provocare broncospasmo. Il potassio sierico deve essere monitorato.

Inalazioni acute di beclometasone dipropionato a dosaggi maggiori di quelli raccomandati possono comportare una soppressione temporanea della funzione surrenale. In questo caso non sono necessarie azioni di emergenza, in quanto la funzione surrenale viene ripristinata in pochi giorni, come è stato verificato dalle rilevazioni di cortisolo plasmatico. In questi pazienti il trattamento deve essere continuato con dosi sufficienti per il controllo dell’asma.

Sovradosaggio cronico di beclometasone dipropionato inalatorio: rischio di soppressione surrenale (vedere paragrafo 4.4). Può essere necessario un monitoraggio della riserva surrenale. Il trattamento deve essere continuato con un dosaggio sufficiente per controllare l’asma.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Farmaci per le patologie ostruttive delle vie respiratorie; Adrenergici in associazione con corticosteroidi o altri farmaci, esclusi gli anticolinergici.

Codice ATC: R03AK08.

Meccanismo d’azione ed effetti farmacodinamici

INUVER contiene beclometasone dipropionato e formoterolo in una formulazione in polvere secca, che consente un aerosol extrafine con un diametro aerodinamico mediano di massa (MMAD) pari in media a 1,4-1,7 micron e co- deposizione dei due componenti. Le particelle in aerosol di INUVER sono in media molto più piccole delle particelle erogate nelle formulazioni non extrafini.

Uno studio di deposizione del farmaco radiomarcato effettuato in pazienti asmatici adulti con INUVER 100/6 microgrammi ha dimostrato che un’elevata porzione del farmaco (stimata al 42% della dose nominale) si deposita nei polmoni, con una deposizione omogenea attraverso le vie respiratorie. Queste caratteristiche di erogazione supportano l’uso di una bassa dose di corticosteroidi con effetti farmacodinamici locali potenziati, che si sono rivelati equivalenti alla corrispondente soluzione pressurizzata per inalazione.

I due principi attivi di INUVER hanno diverse modalità d’azione. Come per altre associazioni di corticosteroidi inalatori e beta2-agonisti, si osservano effetti additivi relativamente alla riduzione delle esacerbazioni asmatiche.

Beclometasone dipropionato

Il beclometasone dipropionato somministrato per via inalatoria, alle dosi raccomandate è dotato di attività antinfiammatoria tipica dei glucocorticoidi a livello del polmone, con conseguente riduzione dei sintomi e delle esacerbazioni dell’asma e minore insorgenza di effetti avversi rispetto alla somministrazione sistemica dei corticosteroidi.

Formoterolo

Il formoterolo è un agonista selettivo beta-2-adrenergico che produce il rilassamento della muscolatura liscia bronchiale in pazienti con ostruzioni reversibili delle vie respiratorie. L’effetto broncodilatatore insorge rapidamente, entro 1-3 minuti dopo l’inalazione, ed ha una durata di 12 ore dopo una singola dose.

Esperienza clinica

L’efficacia dei due componenti di INUVER polvere per inalazione è stata confrontata per il dosaggio inferiore (100 microgrammi/6 microgrammi) in tre diversi studi di confronto con la formulazione di 100 microgrammi/6 microgrammi soluzione pressurizzata per inalazione nel trattamento di pazienti con asma persistente di grado da moderato a grave. A livello generale, nella pratica clinica è attesa un’efficacia equivalente dei due farmaci inalatori sia alla dose di 1 che di 2 inalazioni due volte al giorno.

In uno studio l’obiettivo primario era rappresentato dalla valutazione dell’efficacia del componente corticosteroide inalato misurata dalla broncodilatazione (FEV1 pre-dose). Un miglioramento clinicamente significativo nel FEV1 pre-dose rispetto ai valori basali è stato osservato in 696 pazienti con asma sintomatica da moderata a grave alla fine di un periodo di trattamento di 3 mesi, alla dose di 1 inalazione due volte al giorno e 2 inalazioni due volte al giorno con entrambe le formulazioni. E’ stato osservato un aumento medio di almeno 250 mL. Non è stata osservata una differenza clinicamente rilevante nel FEV1 pre-dose tra INUVER polvere per inalazione e la soluzione pressurizzata per inalazione ad entrambi i dosaggi. Una significativa relazione dose-risposta è stata osservata per il picco di flusso espiratorio (PEF) del mattino. Non è stata raggiunta la significatività statistica relativamente alla relazione dose-risposta per il FEV1 pre- dose. Le misurazioni relative al controllo dell’asma, come i punteggi relativi ai sintomi asmatici registrati al mattino e alla sera e la percentuale di giorni senza sintomi, hanno fatto registrare un significativo miglioramento rispetto al basale durante e fino alla fine del periodo di trattamento, in particolare per le due dosi più alte di entrambe le formulazioni.

Nel secondo studio l’obiettivo primario era rappresentato dalla valutazione dell’efficacia del componente beta2-agonista a lunga durata d’azione di INUVER.

In questo studio la broncodilatazione è stata misurata all’inizio e fino a 12 ore dopo somministrazione di dosi singole attraverso valutazioni spirometriche di serie del FEV1 (AUC per FEV1 relativa almeno all’80% della durata d’azione del formoterolo). Un’inalazione e quattro inalazioni di entrambe le formulazioni di INUVER hanno migliorato significativamente FEV1 AUC0-12 rispetto al placebo. Entrambe le dosi di INUVER polvere per inalazione sono apparse non-inferiori alla corrispondente dose della soluzione pressurizzata per inalazione. E’ stata riscontrata una relazione dose-risposta statisticamente significativa tra la dose bassa e la dose elevata con entrambe le formulazioni.

Nel terzo studio, dopo una fase di trattamento preliminare di 4 settimane con l’associazione fissa beclometasone dipropionato/formoterolo soluzione pressurizzata per inalazione alla dose di 1 inalazione due volte al giorno, 755 pazienti con asma stabilizzato sono stati randomizzati per ricevere un trattamento della durata di 8 settimane con il medesimo inalatore già in uso, con INUVER polvere per inalazione o con beclometasone dipropionato 100 microgrammi polvere per inalazione, somministrati tutti alla dose di 1 inalazione due volte al giorno. L’obiettivo primario era rappresentato dalla variazione rispetto al basale e per la durata dell’intero periodo di trattamento del flusso espiratorio medio del mattino (PEF). Dopo 8 settimane di trattamento non è stata riscontrata alcuna differenza nell’endpoint primario tra i due inalatori in associazione, che si sono rivelati significativamente migliori del beclometasone dipropionato in monoterapia. Nessuna differenza è stata rilevata tra i due inalatori in associazione in termini di misurazione dei sintomi, come il punteggio relativo al questionario sul controllo dell’asma ed il numero di giorni senza medicinali di soccorso.

E’ stato infine effettuato uno studio in aperto verso placebo per verificare che il flusso inspiratorio che può essere generato attraverso l’inalatore Nexthaler non è influenzato dall’età, dalle patologie e dalla gravitá della patologia del paziente, e pertanto l’attivazione e l’erogazione del farmaco attraverso l’apparecchio possono essere alla portata di tutti i pazienti. L’endpoint primario era rappresentato dalla percentuale di pazienti in ogni gruppo di età e di patologia in grado di attivare l’inalatore. Ottantanove pazienti, di età compresa tra 5 e 84 anni, inclusi pazienti con asma moderato e grave (rispettivamente FEV1 > 60% e

 60% del predetto), e pazienti con BPCO moderata e grave (rispettivamente

FEV1  50% e < 50% del predetto) hanno preso parte allo studio. Tutti i pazienti, indipendentemente dall’età, dalla patologia e dalla gravità della malattia, sono stati in grado di generare un flusso inspiratorio sufficiente per attivare l’inalatore Nexthaler.

In uno studio in doppio cieco, randomizzato, incrociato a 5 vie, controllato verso placebo condotto in 60 pazienti adulti con asma parzialmente stabilizzato o non stabilizzato trattati con due diverse dosi singole (1 o 4 inalazioni) di INUVER 100 microgrammi/6 microgrammi e INUVER 200 microgrammi/6 microgrammi oppure placebo, è stato studiato l’effetto broncodilatatore (FEV1 AUC0-12h normalizzate per il tempo). La differenza media corretta (95% IC) per INUVER 200 microgrammi/ 6 microgrammi rispetto a INUVER 100 microgrammi/6 microgrammi è stata pari a

0,029 (-0,018; 0,076) L per il livello di dosaggio di formoterolo più basso (1 inalazione – 6 μg) e 0,027 (-0,020; 0,073) L per il livello di dosaggio di formoterolo maggiore (4 inalazioni – 24 μg). I risultati hanno mostrato che i limiti inferiori dei due intervalli di confidenza (IC) al 95% su due code per la differenza media corretta tra i trattamenti superavano ampiamente il limite di non inferiorità pre- specificato (-0,12 L), dimostrando così la non inferiorità al margine predefinito (0,12 L) di INUVER 200 microgrammi/6 microgrammi rispetto al dosaggio inferiore in termini di FEV1 AUC0-12h normalizzate per il tempo con entrambi i dosaggi di formoterolo (6 e 24 microgrammi).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Beclometasone dipropionato

Il beclometasone dipropionato è un profarmaco con una debole affinità di legame al recettore dei glucocorticoidi, che viene idrolizzato tramite gli enzimi esterasi a metabolita attivo beclometasone-17-monopropionato, che ha una più potente attività topica antinfiammatoria rispetto al profarmaco beclometasone dipropionato.

Assorbimento, distribuzione e biotrasformazione

Il beclometasone dipropionato inalato è assorbito rapidamente attraverso i polmoni; prima dell’assorbimento viene trasformato in misura estensiva nel suo metabolita attivo, il beclometasone-17-monopropionato, tramite gli enzimi esterasi che si trovano in parecchi tessuti. La disponibilità sistemica del metabolita attivo ha origine dai polmoni e dall’assorbimento gastrointestinale della dose deglutita. La biodisponibilità del beclometasone dipropionato deglutito è trascurabile, tuttavia, la conversione pre-sistemica a beclometasone-17- monopropionato determina un assorbimento di una parte della dose come metabolita attivo.

All’aumentare della dose inalata l’esposizione sistemica aumenta in modo approssimativamente lineare.

La biodisponibilità assoluta dopo inalazione da un inalatore dosato pressurizzato è circa il 2% e il 62% della dose nominale rispettivamente per il beclometasone dipropionato non modificato e per il beclometasone-17-monopropionato.

In seguito a somministrazione endovenosa, la distribuzione di beclometasone dipropionato e del suo metabolita attivo è caratterizzata da un’alta clearance plasmatica (rispettivamente 150 e 120 l/ora), con un piccolo volume di distribuzione allo stato stazionario per il beclometasone dipropionato (20 l) ed una più estesa distribuzione tissutale per il suo metabolita attivo (424 l). Il beclometasone dipropionato viene metabolizzato principalmente (82%) nel suo metabolita attivo, il beclometasone-17-monopropionato.

Il legame alle proteine plasmatiche è moderatamente elevato (87%).

Eliminazione

L’escrezione fecale è la principale via di eliminazione del beclometasone dipropionato, essenzialmente come metaboliti polari. L’escrezione renale del beclometasone dipropionato e dei suoi metaboliti è trascurabile. L’emivita

terminale di eliminazione é di 0,5 ore e di 2,7 ore rispettivamente per il beclometasone dipropionato e per il beclometasone-17-monopropionato.

Popolazioni speciali di pazienti

Non è stata studiata la farmacocinetica del beclometasone dipropionato in pazienti con compromissione renale o epatica; tuttavia, dal momento che il beclometasone dipropionato é sottoposto ad un rapido metabolismo da parte degli enzimi esterasi presenti nel fluido intestinale, nel siero, nei polmoni e nel fegato per dare origine ai prodotti più polari beclometasone-21-monopropionato, beclometasone-17-monopropionato e beclometasone, la farmacocinetica e il profilo di sicurezza del beclometasone dipropionato non si prevede possano essere modificati dalla presenza di compromissione epatica.

Poiché né il beclometasone dipropionato né i suoi metaboliti sono stati rintracciati nelle urine, non si prevede un aumento dell’esposizione sistemica in pazienti con funzionalità renale compromessa.

Linearità/non-linearità

E’ stato condotto uno studio di farmacologica clinica per valutare la biodisponibilità polmonare e l’esposizione sistemica totale dei due componenti con due diversi dosaggi della polvere per inalazione (INUVER 100/6 microgrammi e INUVER 200/6 microgrammi). Questi parametri sono stati valutati dopo una dose singola (4 inalazioni) di ciascuna formulazione, sia in presenza che in assenza di metodologia di blocco con carbone attivo. Lo studio è stato condotto secondo un disegno in aperto, incrociato a 6 vie, con dose singola. Sono stati arruolati 30 pazienti asmatici adulti con un FEV1 ≥70% dei valori predetti che sono stati trattati con basse dosi giornaliere di corticosteroidi per via inalatoria (ad es. budesonide o farmaco simile a dosi ≤400 µg/die) oppure con un basso dosaggio delle associazione fisse di corticosteroidi per via inalatoria/β2-agonisti a lunga durata d’azione. La biodisponibilità polmonare e l’esposizione sistemica totale di B17MP (metabolita attivo del beclometasone dipropionato) sono risultate proporzionali alla dose per la formulazione 200/6 e la formulazione approvata 100/6 in entrambe le condizioni di studio (con e senza carbone attivo). La bioequivalenza del formoterolo in termini di biodisponibilità polmonare ed esposizione sistemica totale non è stata pienamente dimostrata in questo studio, in quanto il limite inferiore dell’intervallo di confidenza (IC) pari al 90% di Cmax e AUCt era al di sotto del limite inferiore di bioequivalenza pari all’80% quando i due dosaggi sono stati confrontati. Questa ridotta esposizione sistemica (che ammonta a 20-14% per Cmax e AUCt) non solleva preoccupazioni in termini di sicurezza, poichè non sono state osservate differenze relativamente agli effetti sistemici (inclusi i parametri relativi a glucosio, potassio e cardiovascolari), dimostrando così che INUVER 200/6 microgrammi è sicuro almeno tanto quanto INUVER 100/6 microgrammi. Per quanto riguarda la deposizione polmonare, la differenza è stata del 20% e del 22% rispettivamente per Cmax e AUCt. L’equivalenza dell’efficacia in termini di broncodilatazione dei due dosaggi (100/6 microgrammi e 200/6 microgrammi) è stata dimostrata in uno specifico studio di farmacodinamica (vedere paragrafo 5.1).

Formoterolo

Assorbimento e distribuzione

Dopo l’inalazione, il formoterolo viene assorbito sia dai polmoni che dal tratto gastrointestinale. La frazione di dose inalata che viene deglutita dopo somministrazione con un inalatore pre-dosato (MDI) può variare tra il 60% e il 90%. Almeno il 65% della dose deglutita é assorbita dal tratto gastrointestinale. Il picco di concentrazione plasmatica del farmaco non modificato viene raggiunto tra 0,5 e 1 ora dopo la somministrazione orale. Il legame del formoterolo alle proteine plasmatiche è del 61-64% con un 34% di legame all’albumina. Non c’è saturazione di legame nei valori di concentrazione raggiunti alle dosi terapeutiche. L’emivita di eliminazione calcolata dopo la somministrazione orale è di 2-3 ore. L’assorbimento di formoterolo in seguito ad inalazione di dosi da 12 a 96 microgrammi di formoterolo fumarato è lineare.

Biotrasformazione

Il formoterolo è ampiamente metabolizzato, principalmente mediante coniugazione diretta del gruppo idrossilico fenolico. Il coniugato con l’acido glucoronico è inattivo. La seconda via principale coinvolge la O-demetilazione seguita dalla coniugazione del gruppo 2-idrossilico fenolico. Gli isoenzimi del citocromo P450 CYP2D6, CYP2C19 e CYP2C9 sono coinvolti nella O-demetilazione del formoterolo. Il fegato è il sito primario di metabolizzazione. Il formoterolo non inibisce gli enzimi del CYP450 alle concentrazioni terapeuticamente rilevanti.

Eliminazione

L’escrezione cumulativa urinaria del formoterolo, in seguito ad una singola inalazione da un inalatore per polvere secca, aumenta in modo lineare nel range di dosi dai 12 ai 96 microgrammi. In media, l’8% e il 25% della dose viene escreta rispettivamente come formoterolo immodificato e formoterolo totale. In base alle concentrazioni plasmatiche misurate dopo l’inalazione di una singola dose di 120 μg in 12 soggetti sani, l’emivita di eliminazione terminale media è risultata di 10 ore. Gli enantiomeri (R,R) e (S,S) rappresentano rispettivamente circa il 40% e il 60% del farmaco immodificato escreto attraverso l’urina. Il rapporto relativo dei due enantiomeri rimane costante alle dosi studiate e non è stato osservato accumulo relativo di un enantiomero rispetto all’altro dopo dose ripetuta.

Dopo somministrazione orale (dai 40 agli 80 μg) in soggetti sani, una quantità dal 6% al 10% della dose è stata rinvenuta nell’urina come farmaco immodificato; fino all’8% della dose è stato recuperato sotto forma di glucuronide.

Il 67% della dose orale di formoterolo è escreto nell’urina (principalmente sotto forma di metaboliti) e il rimanente nelle feci. La clearance renale del formoterolo è pari a 150 ml/min.

Popolazioni speciali di pazienti

Compromissione epatica/renale: la farmacocinetica del formoterolo non è stata studiata in pazienti con funzionalità epatica o renale compromessa; tuttavia, poiché il formoterolo è eliminato principalmente mediante metabolismo epatico, è da attendersi un aumento dell’esposizione al farmaco nei pazienti con cirrosi epatica grave.

Esperienza clinica

L’esposizione sistemica al beclometasone dipropionato e al formoterolo in associazione è stata confrontata con quella dei singoli componenti. Non c’è stata evidenza di interazioni farmacocinetiche o farmacodinamiche (sistemiche) tra beclometasone dipropionato e formoterolo.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

I dati non-clinici relativi ai componenti individuali di INUVER non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica e tossicità a dosi ripetute. Il profilo di tossicità dell’associazione riflette quello dei singoli componenti, senza alcun aumento di tossicità o eventi inaspettati.

Studi sulla riproduzione nel ratto hanno mostrato effetti dose-dipendenti. La presenza di beclometasone dipropionato a dosi elevate è stata associata ad una ridotta fertilità femminile, diminuzione del numero degli impianti e tossicità embriofetale. E’ noto che la somministrazione di dosi elevate di corticosteroidi negli animali gravidi causa anomalie nello sviluppo fetale, inclusa palatoschisi, e ritardo della crescita intrauterina, ed è probabile che gli effetti osservati con l’associazione beclometasone dipropionato/formoterolo siano dovuti al beclometasone dipropionato. Questi effetti sono stati riscontrati solo ad una elevata esposizione sistemica al metabolita attivo beclometasone-17- monopropionato (più di 200 volte i livelli plasmatici attesi nei pazienti). Inoltre, negli studi sugli animali è stato evidenziato un incremento della durata della gestazione e del parto, un’azione attribuibile ai ben noti effetti tocolitici dei beta2– simpaticomimetici. Questi effetti sono stati notati quando i livelli di formoterolo nel plasma materno erano al di sotto di quelli attesi in pazienti trattati con INUVER.

Studi di genotossicità condotti con l’associazione beclometasone dipropionato/formoterolo non indicano un potenziale mutageno. Non sono stati effettuati studi sulla cancerogenicità con l’associazione proposta. Comunque, i dati sugli animali relativi ai singoli componenti non suggeriscono potenziali rischi di cancerogenicità nell’uomo.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Lattosio monoidrato Magnesio stearato.

06.2 Incompatibilità

Indice

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni.

Dopo la prima apertura della busta, il medicinale deve essere utilizzato entro 6 mesi.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità. Estrarre l’inalatore dalla sua confezione in alluminio immediatamente prima del primo utilizzo.

Precedentemente alla prima apertura della busta:

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.

Dopo la prima apertura della busta:

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Ogni scatola contiene 1, 2 o 3 inalatori Nexthaler che permettono 120 erogazioni ciascuno. Ogni inalatore è contenuto in una busta protettiva termosaldata (confezione in alluminio) in PET/Al/PE (Polietilene Tereftalato/Alluminio/ Polietilene) o PA/Al/PE (Poliammide/Alluminio/Polietilene).

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

INUVER è un dispositivo di inalazione multidose. Il dispositivo è composto da un corpo esterno munito di una finestra che indica il numero di dosi rimaste e dotato di un cappuccio integrato. All’apertura del cappuccio, che avvia anche il meccanismo di conteggio della dose, si può notare un boccaglio attraverso il quale viene inalato il farmaco. Il corpo esterno del dispositivo ed il boccaglio sono realizzati in acrilonitrile butadiene stirene ed il cappuccio è in polipropilene.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Di seguito sono riportate le istruzioni per l’uso dell’inalatore Nexthaler a beneficio degli operatori sanitari.

ISTRUZIONI PER L’USO DELL’INALATORE NEXTHALER

Contento della Confezione

Questa confezione contiene:

1 libretto di istruzioni

1 inalatore Nexthaler all’interno della sua busta protettiva termosaldata.

Se il contenuto della confezione non corrisponde a quanto sopra dichiarato, riconsegni l’inalatore al fornitore e se ne procuri uno nuovo.

Avvertenze e Precauzioni Generali

Non rimuova l’inalatore dalla sua busta se non intende usarlo immediatamente.

Usi l’inalatore esclusivamente nel modo indicato.

Se non è sicuro che il numero indicato dal contadosi sia sceso di una unità dopo l’inalazione, aspetti fino alla dose successiva programmata e la assuma normalmente. Non prenda una dose doppia.

Tenga chiuso il cappuccio dell’inalatore fino al momento dell’assunzione della sua dose.

Quando non utilizza l’inalatore, lo conservi in un luogo pulito e asciutto.

Non tenti di smontare l’inalatore Nexthaler per nessun motivo.

Non usi l’inalatore Nexthaler:

dopo la data di scadenza

se sono trascorsi più di 6 mesi dall’apertura della busta

se è rotto

se la finestra del contadosi indica “0”

se non si riesce a leggere il contadosi.

In tutti questi casi, l’inalatore deve essere smaltito opportunamente o reso al fornitore, procurandosene uno nuovo. Chieda al farmacista come eliminare gli inalatori che non utilizza più.

C.Caratteristiche principali dell’inalatore Nexthaler

Finestra del contatore dosi

Cappuccio

Boccaglio

Presa d’aria

L’assunzione di una dose dall’inalatore Nexthaler richiede solo tre semplici passaggi: Apertura, Inalazione, Chiusura

Prima di usare un nuovo inalatore Nexthaler

Apra la busta ed estragga l’inalatore.

Non usi l’inalatore se la busta non è sigillata o è danneggiata – lo riporti al fornitore e se ne procuri uno nuovo.

Controlli l’inalatore.

Se l’inalatore appare rotto o danneggiato, lo riporti al fornitore e se ne procuri uno nuovo.

Controlli la finestra del contadosi. Se l’inalatore è nuovo, nella finestra del contadosi appare il numero “120”.

Non usi un inalatore nuovo se il numero indicato è inferiore a “120”

– lo riporti al fornitore e se ne procuri uno nuovo.

Come usare l’inalatore Nexthaler

E. Controllo Visivo

Controlli il numero di dosi rimaste: qualsiasi numero compreso tra “1” e “120” indica che vi sono ancora delle dosi.

o Se la finestra del contadosi indica “0”, significa che non vi sono più dosi rimaste – l’inalatore deve essere smaltito ed è necessario procurarsene uno nuovo.

Si assicuri che il cappuccio sia completamente chiuso prima di utilizzare l’inalatore.

Apertura

Tenga l’inalatore ben saldo in posizione verticale.

Apra completamente il cappuccio.

Prima dell’inalazione, espiri il più possibile.

o Non

respiri attraverso l’inalatore.

Inalazione

Quando possibile, resti in piedi o si sieda in posizione verticale durante l´inalazione.

Sollevi l’inalatore, lo porti all’altezza della bocca e richiuda le labbra intorno al boccaglio.

Non copra la presa d’aria mentre tiene l’inalatore.

Non inali attraverso la presa d’aria.

Inspiri rapidamente e profondamente attraverso la bocca. o Può percepire un certo sapore in bocca mentre assume la dose. o Può sentire o avvertire un “click” mentre assume la dose.

Non respiri attraverso il naso.

Non sposti le labbra dall’inalatore durante l’inalazione.

Rimuova l’inalatore dalla bocca.

Trattenga il respiro per 5 o 10 secondi o per un tempo che le è agevole.

Espiri lentamente.

Non respiri attraverso l’inalatore.

H.Chiusura

Riposizioni l’inalatore in verticale e richiuda completamente il cappuccio.

Controlli che il contadosi abbia scalato di un numero.

Se ha bisogno di assumere un’altra dose, ripeta le operazioni dal punto E.1 al punto E.4.

Pulizia

Normalmente non è necessario pulire l’inalatore.

Se necessario, può mantenere l’inalatore pulito dopo l’utilizzo passando sull’apparecchio un panno o un fazzoletto di carta asciutto.

Non pulisca l’inalatore con acqua o altri liquidi. Tenga l’apparecchio sempre asciutto.

Conservazione

Quando non utilizza l’inalatore, l’apparecchio deve essere riposto in un luogo pulito ed asciutto. Può rimetterlo nella busta dopo l’uso.

Non esponga l’inalatore a fonti di calore o alla luce solare diretta.

Non esponga l’inalatore all’umidità o in ambienti bagnati.

Tenere fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.

Se sono trascorsi più di 6 mesi dall’apertura della busta, l’inalatore deve essere smaltito ed è necessario procurarsi un nuovo apparecchio.

Smaltimento

Smaltisca l’inalatore Nexthaler se sulla finestra del contadosi appare il numero “0”.

Chieda al farmacista come eliminare i medicinali che ha finito o che non utilizza più.

Non getti i medicinali nei normali rifiuti domestici.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

CHIESI FARMACEUTICI S.p.A.

Via Palermo 26/A 43122 Parma Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

037798105 – INUVER 200 microgrammi/6 microgrammi per inalazione polvere per inalazione 1inalatore in ABS/PP da 120 erogazioni

037798117 – INUVER 200 microgrammi/6 microgrammi per inalazione polvere per inalazione 2 inalatori in ABS/PP da 120 erogazioni ciascuno

037798129 – INUVER 200 microgrammi/6 microgrammi per inalazione polvere per inalazione 3 inalatori in ABS/PP da 120 erogazioni ciascuno

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Data della prima autorizzazione: {GG mese AAAA} Data del rinnovo più recente: {GG mese AAAA}

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 11/11/2017

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

Indice

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983