Landiobloc 300 mg: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Landiobloc 300 mg - Nd - Tachicardia sopraventricolare e per il rapido controllo della frequenza ventricolare in pazienti con fibrillazione atriale o flutter atriale in circostanze perioperatorie, ...

Landiobloc 300 mg

Landiobloc 300 mg

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Landiobloc 300 mg: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

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Landiobloc 300 mg polvere per soluzione per infusione

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Un flaconcino contiene 300 mg di landiololo cloridrato, equivalenti a 280 mg di landiololo. Dopo la ricostituzione (vedere paragrafo 6.6), ogni ml contiene 6 mg di landiololo cloridrato. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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per soluzione per infusione. Polvere da bianca a quasi bianca.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Landiobloc è indicato negli adulti per:

Tachicardia sopraventricolare e per il rapido controllo della frequenza ventricolare in pazienti con fibrillazione atriale o flutter atriale in circostanze perioperatorie, postoperatorie o di altro genere, dove si giudichi necessario il controllo a breve termine della frequenza ventricolare con un farmaco di breve durata d’azione.

Tachicardia sinusale non compensatoria laddove, secondo il giudizio del medico, la frequenza cardiaca accelerata richieda un intervento specifico.

L’uso di landiololo non è indicato come terapia cronica.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Landiololo è destinato all’uso endovenoso in ambiente monitorato e deve essere somministrato solo da operatori sanitari ben qualificati. Il dosaggio di landiololo deve essere titolato caso per caso.

L’infusione viene generalmente iniziata a una velocità di 10-40 microgrammi/kg/min; ciò determinerà l’effetto di riduzione della frequenza cardiaca nell’arco di 10-20 min.

Se si desidera una riduzione più rapida della frequenza cardiaca (nell’arco di 2-4 min), si può valutare una dose di carico opzionale di 100 microgrammi/kg/min per 1 minuto, seguita da un’infusione endovenosa continua di 10-40 microgrammi/kg/min.

Nei pazienti con disfunzione cardiaca e shock settico si devono usare dosi iniziali inferiori. Le istruzioni di somministrazione sono fornite nel paragrafo “Popolazioni speciali” e nello schema posologico integrato.

Dose massima: la dose di mantenimento può essere aumentata fino a 80 microgrammi/kg/min per un periodo di tempo limitato (vedere paragrafo 5.2), se lo stato cardiovascolare del paziente richiede e consente un tale aumento della dose e non viene superata la dose giornaliera massima.

La dose giornaliera massima raccomandata di landiololo cloridrato è 57,6 mg/kg/die (per esempio, infusione di 40 microgrammi/kg/min per 24 ore).

L’esperienza con le infusioni di landiololo di durata superiore alle 24 ore è limitata per dosi >10 μg/kg/min.

Formula di conversione per l’infusione endovenosa continua: da microgrammi/kg/min a ml/h (Landiobloc 300 mg/50 ml = 6 mg/ml): Dose bersaglio (microgrammi/kg/min) x peso corporeo (kg)/100 = velocità di infusione (ml/h) Tabella di conversione (esempio):

kg di peso corporeo 1
µg/kg/min
2
µg/kg/min
5
µg/kg/min
10
µg/kg/min
20
µg/kg/min
30
µg/kg/min
40
µg/kg/min
40 0,4 0,8 2 4 8 12 16 ml/h
50 0,5 1 2,5 5 10 15 20 ml/h
60 0,6 1,2 3 6 12 18 24 ml/h
70 0,7 1,4 3,5 7 14 21 28 ml/h
80 0,8 1,6 4 8 16 24 32 ml/h
90 0,9 1,8 4,5 9 18 27 36 ml/h
100 1 2 5 10 20 30 40 ml/h

Somministrazione opzionale in bolo nei pazienti emodinamicamente stabili:

Formula di conversione da 100 microgrammi/kg/min a ml/h (Landiobloc 300 mg/50 ml = 6 mg/ml): Velocità di infusione della dose di carico (ml/h) per 1 minuto = peso corporeo (kg) (Esempio: velocità di infusione della dose di carico di 70 ml/h per 1 minuto per un paziente di 70 kg) In caso di reazione avversa (vedere paragrafo 4.8), la dose di landiololo deve essere ridotta o l’infusione deve essere interrotta e, se necessario, i pazienti devono ricevere un trattamento medico adeguato. In caso di ipotensione o bradicardia, la somministrazione di landiololo può essere ripresa con un dosaggio più basso dopo che la pressione sanguigna o la frequenza cardiaca sono ritornate ad un livello accettabile. Particolare attenzione va posta quando si adatta il dosaggio e durante l’infusione di mantenimento nei pazienti con bassa pressione sistolica.

Transizione verso un medicinale alternativo: dopo che nei pazienti si raggiungono un adeguato controllo della frequenza cardiaca ed uno stato clinico stabile, si può passare ad una terapia con medicinali alternativi (ad esempio antiaritmici orali).

Quando il landiololo viene sostituito con medicinali alternativi, il medico deve considerare attentamente le istruzioni e il dosaggio del medicinale alternativo prescelto. Se si passa ad un medicinale alternativo, si può ridurre il dosaggio di landiololo secondo quanto segue: Entro la prima ora dopo la somministrazione della prima dose del medicinale alternativo, ridurre della metà (50%) la velocità di infusione del landiololo.

Dopo la somministrazione della seconda dose del medicinale alternativo, la risposta del paziente deve essere monitorata e se si mantiene un controllo soddisfacente almeno per un’ora, l’infusione di landiololo può essere interrotta.

Popolazioni speciali

Pazienti anziani (≥ 65 anni)

Non è richiesta alcuna modifica della dose.

Compromissione renale

Non è richiesta alcuna modifica della dose (vedere i paragrafi 4.4 e 5.2).

Compromissione epatica

I dati relativi al trattamento di pazienti con compromissione epatica sono limitati (vedere il paragrafo 5.2). Nei pazienti con qualsiasi grado di compromissione epatica si raccomanda un‘attenta titolazione del medicinale, iniziando con la dose più bassa.

Disfunzione cardiaca

In pazienti con compromissione della funzione ventricolare sinistra (FEVS <40%, IC <2,5 L/min/m2, NYHA 3-4), per esempio a seguito di intervento di cardiochirurgia, durante un’ischemia o in stati settici, dosi ridotte, a partire da 1 microgrammo/kg/min, sono state impiegate e aumentate gradualmente fino a 10 microgrammi/kg/min sotto un attento monitoraggio della pressione arteriosa per portare sotto controllo la frequenza cardiaca. Se necessario e tollerato dallo stato cardiovascolare del paziente, possono essere presi in considerazione ulteriori aumenti della dose sotto stretto monitoraggio emodinamico.

Shock settico

Nei pazienti con shock settico sono state utilizzate dosi inferiori a partire da 1 microgrammo/kg/min fino a un massimo di 40 microgrammi/kg/min per ottenere il controllo della frequenza cardiaca. La dose è stata aumentata con incrementi di 1 microgrammo/kg/min con un intervallo minimo di 20 minuti sotto stretto monitoraggio della pressione sanguigna.

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di landiololo nei bambini da 0 a 18 anni non sono ancora state stabilite. I dati attualmente disponibili sono descritti nel paragrafo 5.2, ma nessuna raccomandazione riguardante la posologia può essere fatta.

Modo di somministrazione

Landiobloc deve essere ricostituito prima della somministrazione (per le istruzioni vedere paragrafo 6.6) e utilizzato immediatamente dopo l’apertura (vedere i paragrafi 4.4 e 6.3).

Landiobloc non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli elencati nel paragrafo 6.6.

Landiololo deve essere somministrato per via endovenosa attraverso una linea centrale o una linea periferica e non deve essere somministrato attraverso la stessa linea endovenosa usata per altri medicinali (vedere paragrafo 6.6).

Al contrario di altri beta-bloccanti, landiololo non ha mostrato la tachicardia di “rebound” in risposta alla brusca sospensione dopo 24 ore di infusione continua. Ciononostante, i pazienti devono essere strettamente monitorati quando la somministrazione di landiololo viene interrotta.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Bradicardia grave (inferiore a 50 battiti al minuto)

Sindrome del “nodo del seno”

Gravi disturbi nella conduzione del nodo atrio-ventricolare (in assenza di pacemaker): blocco atrio- ventricolare di secondo o terzo grado Shock cardiogeno

– Ipotensione grave

Insufficienza cardiaca scompensata quando considerata non correlata all’aritmia

Ipertensione polmonare

Feocromocitoma non trattato

Attacco asmatico acuto

– Acidosi metabolica grave non responsiva al trattamento

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Landiobloc deve essere ricostituito prima della somministrazione e utilizzato immediatamente dopo l’apertura (vedere paragrafo 6).

L’effetto indesiderato osservato con maggiore frequenza è l’ipotensione che è rapidamente reversibile riducendo il dosaggio o interrompendo il trattamento.

Monitoraggio

Si consiglia di tenere sotto costante monitoraggio la pressione arteriosa e l’ECG in tutti i pazienti trattati con landiololo.

Sindrome da pre-eccitazione ventricolare

I beta-bloccanti devono essere evitati nei pazienti con sindrome da preeccitazione ventricolare in combinazione con fibrillazione atriale. In questi pazienti il beta-blocco del nodo atrio-ventricolare può aumentare la conduzione attraverso la via accessoria e può facilitare la fibrillazione ventricolare.

Blocco atrioventricolare di primo grado

A causa dell’effetto negativo sul tempo di conduzione atrioventricolare, i beta-bloccanti vanno somministrati con particolare cautela in pazienti con blocco atrioventricolare di primo grado (vedere anche paragrafo 4.3).

Angina di Prinzmetal

I beta-bloccanti possono aumentare il numero e la durata di attacchi anginosi in pazienti con angina di Prinzmetal (angina vasospastica), a causa dell’attivazione incontrastata dei recettori alfa-adrenergici, che inducono vasocostrizione delle arterie coronarie. In tali pazienti non devono essere utilizzati beta-bloccanti non selettivi e i bloccanti beta1-selettivi devono essere utilizzati con estrema attenzione.

Pazienti con insufficienza cardiaca e funzionalità emodinamiche compromesse

L’uso di landiololo per il controllo della risposta ventricolare in pazienti con aritmie sopraventricolari richiede cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca (preesistente) oppure quando il paziente presenta funzionalità emodinamiche compromesse o sta assumendo altri farmaci che riducono una o tutte le seguenti funzioni: resistenza periferica, riempimento miocardico, contrattilità miocardica o propagazione dell’impulso elettrico nel miocardio. I benefici di un potenziale controllo della frequenza devono essere soppesati rispetto al rischio di un’ulteriore depressione della contrattilità miocardica. Al primo segno o sintomo di un ulteriore peggioramento, la dose non deve essere aumentata e, se necessario, il trattamento con landiololo deve essere interrotto e i pazienti devono ricevere un trattamento medico adeguato.

Somministrazione concomitante

La somministrazione contemporanea di landiololo con verapamil o diltiazem non è raccomandata nei pazienti con anomalie della conduzione atrio-ventricolare (vedere paragrafo 4.5).

Pazienti diabetici

Si raccomanda di utilizzare landiololo con cautela nei pazienti diabetici o in presenza di ipoglicemia. L’ipoglicemia è più grave con i beta-bloccanti meno cardio-selettivi. I beta-bloccanti possono mascherare i sintomi prodromici di un’ipoglicemia come la tachicardia. Tuttavia, la comparsa di vertigini e sudorazione può non essere influenzata.

Compromissione renale

Il metabolita principale del landiololo (M1) è escreto attraverso i reni ed è probabile che si accumuli nei pazienti con compromissione renale. Sebbene il metabolita del landiololo (M1) non abbia attività beta- bloccante, anche a dosi 200 volte superiori a quelle del farmaco da cui deriva, landiololo deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione della funzionalità renale.

I risultati di uno studio clinico indicano che non sono necessarie precauzioni particolari per la somministrazione di landiololo a pazienti sottoposti a terapia renale sostitutiva.

Feocromocitoma

Nei pazienti con feocromocitoma landiololo deve essere usato con cautela e solo dopo il pre-trattamento con i bloccanti dei recettori alfa-adrenergici (vedere anche paragrafo 4.3).

Broncospasmo

I pazienti con broncospasmo non dovrebbero, in linea generale, assumere beta-bloccanti. Landiololo può però essere utilizzato con cautela in questi casi per via della sua relativa selettività per i recettori betal e della sua facile titolabilità. Si raccomanda di titolare attentamente il landiololo per individuare la minima dose efficace. In caso di broncospasmo, l’infusione deve essere immediatamente sospesa e, se necessario, deve essere somministrato un beta2-agonista. Se il paziente già utilizza un agonista dei recettori beta-2, può essere necessario riesaminare la dose di tale farmaco.

Disturbi a carico della circolazione periferica

In pazienti con disturbi a carico della circolazione periferica (malattia o sindrome di Raynaud, claudicatio intermittens), i beta-bloccanti devono essere usati con estrema cautela, poiché si potrebbe verificare un peggioramento di questi disturbi.

I beta-bloccanti possono aumentare sia la sensibilità verso gli allergeni, sia la gravità di eventuali reazioni anafilattiche. I pazienti che utilizzano beta-bloccanti possono non rispondere alle dosi usuali di adrenalina usate per il trattamento di reazioni anafilattiche (vedere anche paragrafo 4.5).

Questo medicinale contiene meno di 23 mg (1 mmol) per fiala, ciò significa che è essenzialmente “privo di sodio”.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Calcio-antagonisti

I calcio-antagonisti, come i derivati della diidropiridina (ad esempio la nifedipina) possono aumentare il rischio di ipotensione. Nei pazienti con insufficienza cardiaca il trattamento concomitante con beta-bloccanti può portare a insufficienza cardiaca. Si raccomanda pertanto l’attenta titolazione di landiololo e un adeguato monitoraggio emodinamico.

Farmaci antiaritmici

La somministrazione di landiololo deve essere titolata con cautela se effettuata in concomitanza con l’utilizzo di verapamil, diltiazem, farmaci antiaritmici di classe I, amiodarone o preparati digitalici visto che la co-somministrazione può indurre un’eccessiva soppressione della funzionalità cardiaca e/o anomalie della conduzione atrio-ventricolare.

Landiololo non deve essere usato in concomitanza con verapamil o diltiazem in pazienti con anomalie della conduzione atrio-ventricolare (vedere paragrafo 4.4).

Farmaci antidiabetici

L’impiego concomitante di landiololo e insulina oppure farmaci antidiabetici orali può influenzare i sintomi dell’ipoglicemia. Quando questi medicinali vengono somministrati contemporaneamente, è opportuno monitorare i livelli di zucchero nel sangue (glicemia). Il blocco beta-adrenergico può prevenire la comparsa di segni di ipoglicemia come la tachicardia.

Medicinali usati durante l’anestesia

L’uso continuato dei beta-bloccanti durante l’induzione dell’anestesia, l’intubazione e il risveglio riduce il rischio di aritmia.

Nel caso in cui lo stato del volume intravascolare del paziente sia incerto o medicinali antipertensivi (inclusi altri agenti beta-bloccanti) siano somministrati in concomitanza con landiololo, la tachicardia riflessa può essere attenuata e il rischio di ipotensione può aumentare.

Gli effetti ipotensivi degli anestetici inalatori possono essere incrementati in presenza di landiololo. Se necessario, si può modificare il dosaggio di uno dei due farmaci per mantenere l’effetto emodinamico desiderato.

Landiololo deve essere titolato con cautela se somministrato contemporaneamente ad anestetici che riducono la frequenza cardiaca, farmaci metabolizzati dalle esterasi plasmatiche (ad esempio il suxametonio cloruro) o inibitori della colinesterasi (ad esempio la neostigmina) poiché la somministrazione concomitante può intensificare l’effetto di riduzione della frequenza cardiaca o prolungare la durata d’azione del landiololo.

Uno studio in vitro effettuato su plasma umano ha evidenziato che la co-somministrazione di succinilcolina potrebbe aumentare la concentrazione massima di landiololo cloridrato nel sangue di circa il 20%.

L’inibizione antagonistica può anche causare un prolungamento della durata del blocco neuromuscolare indotto dalla succinilcolina.

Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS)

I FANS possono ridurre gli effetti ipotensivi dei beta-bloccanti.

Si deve adottare particolare cautela in caso di impiego concomitante di floctafenina e beta-bloccanti.

Farmaci con effetti antipertensivi (compresi antidepressivi, antipsicotici, ecc.) La somministrazione concomitante di antidepressivi triciclici, barbiturici e fenotiazine, nonché altri farmaci antipertensivi, può aumentare l’effetto di riduzione della pressione arteriosa. Si raccomanda di ridurre il dosaggio di landiololo per evitare un’ipotensione inattesa. È necessario prestare particolare cautela nell’uso di amisulpride.

La combinazione di landiololo con bloccanti gangliari può potenziare l’effetto ipotensivo.

Farmaci simpaticomimetici

Gli effetti del landiololo possono essere contrastati se somministrato in concomitanza con farmaci simpaticomimetici come gli agonisti beta-adrenergici. In questo caso è opportuno considerare di modificare il dosaggio di landiololo o del farmaco simpaticomimetico in base alla risposta del paziente oppure l’uso di farmaci alternativi.

Farmaci che esauriscono le catecolamine

L’effetto di farmaci che esauriscono le catecolamine o famaci simpaticolitici (ad esempio reserpina, clonidina, dexmedetomidina) può essere potenziato dalla somministrazione concomitante di landiololo. I pazienti trattati contemporaneamente con una di queste sostanze devono pertanto essere monitorati attentamente per la comparsa di un’eventuale ipotensione o di marcata bradicardia.

L’uso concomitante di clonidina e beta-bloccanti aumenta il rischio di ipertensione da " rebound". Sebbene un effetto di rimbalzo ipertensivo non sia stato osservato dopo la somministrazione di landiololo per 24 ore, tale effetto non può essere escluso se landiololo viene somministrato con clonidina.

Eparina

Quando si somministra eparina per via endovenosa nei pazienti sottoposti a chirurgia cardiovascolare con infusione di landiololo si verifica una diminuzione del 50% dei livelli plasmatici di landiololo, ipotensione indotta dall’eparina ed un aumento dell’emivita di landiololo. I valori della frequenza cardiaca non variano in queste condizioni.

Interazioni con altri medicinali

Reazioni anafilattiche causate da altri medicinali possono essere più gravi nei pazienti che assumono beta- bloccanti. Questi pazienti possono non rispondere alle dosi usuali di adrenalina, anche se l’infusione endovenosa di glucagone risulta efficace (vedere anche paragrafo 4.4).

La potenziale interazione dei metaboliti del landiololo, M1 e M2, con i medicinali somministrati in concomitanza a landiololo non è noto. Gli effetti farmacodinamici dei metaboliti sono considerati clinicamente non rilevanti (vedere paragrafo 5.2).

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

I dati disponibili sull’uso del landiololo nelle donne in gravidanza sono limitati. Nell’unico studio clinico controllato con placebo condotto su 32 pazienti sottoposte a parto cesareo, la somministrazione di 200 microgrammi/kg di landiololo al momento dell’induzione dell’anestesia ha attenuato la risposta emodinamica causata dall’intubazione tracheale. Non sono stati segnalati eventi avversi. Non sono state osservate differenze nei punteggi Apgar fetali a 1 e 5 minuti tra le pazienti trattate con landiololo e non trattate. A causa della sua elevata selettività beta-1, il landiololo non ha influenzato le contrazioni uterine.

Studi condotti su animali non hanno evidenziato effetti tossici clinicamente rilevanti nella riproduzione (vedere paragrafo 5.3).

Come misura precauzionale, è preferibile evitare l’uso di landiololo durante la gravidanza.

In base all’azione farmacologica dei beta-bloccanti, nell’ultimo periodo di gravidanza si deve tenere conto di possibili effetti indesiderati sul feto e sul neonato (in particolare ipoglicemia, ipotensione e bradicardia).

Qualora il trattamento con landiololo sia considerato necessario, si raccomanda di monitorare il flusso sanguigno uteroplacentale e la crescita fetale. Il neonato deve essere sottoposto ad accurato monitoraggio.

Allattamento

Non è noto se il landiololo o i suoi metaboliti vengano escreti nel latte materno.

Dati di farmacodinamica ottenuti su animali indicano che il landiololo viene escreto nel latte materno.

Un rischio per il lattante non può essere escluso. La decisione di interrompere l’allattamento o interrompere/astenersi dalla terapia con landiololo va presa tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento al seno per il bambino e il beneficio della terapia per la madre.

Fertilità

In studi su animali, non è stato dimostrato che il landiololo alteri la fertilità (vedere paragrafo 5.3).

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non pertinente.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Riassunto del profilo di sicurezza

Le reazioni avverse al farmaco (ADR) più frequentemente osservate e riportate durante gli studi clinici (2.382 pazienti) e nella sorveglianza di postmarketing (1.257 pazienti) sono state ipotensione e bradicardia (≥1%, <10%).

Le ADR sono descritte sotto secondo la classificazione per sistemi ed organi e frequenza; molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100, <1/10), non comune (≥ 1 / 1.000, <1/100), raro (≥ 1 / 10.000, <1 / 1.000), molto raro (<1 / 10.000) e non noto (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Tabella riassuntiva delle reazioni avverse

Infezioni ed infestazioni Non comune: Infezione polmonare*
Raro: Mediastinite*
Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune: Trombocitopenia
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune: Iponatremia*
Raro: Iperglicemia
Patologie del sistema nervoso Non comune: Ischemia cerebrale*, cefalea
Raro: Infarto cerebrale, accidente cerebrovascolare, crisi epilettiche
Patologie cardiache Comune: Bradicardia
Non comune: Fibrillazione atriale, arresto cardiaco*, arresto sinusale, tachicardia*
Raro: Infarto miocardico*, tachicardia ventricolare*, sindrome da ridotta gittata cardiaca*, blocco atrio-ventricolare*, blocco di branca destra*, extrasistole sopraventricolari, extrasistole ventricolare
Patologie vascolari Comune: Ipotensione
Non comune: Ipertensione*
Raro: Shock*, vampate di calore*
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: Edema polmonare
Raro: Asma*, sofferenza respiratoria*, patologia respiratoria*, broncospasmo, dispnea*, ipossia*
Patologie gastrointestinali Non comune: Vomito, nausea
Raro: Fastidio addominale, secrezione orale, alito cattivo
Patologie epatobiliari Non comune: Patologia epatica*, iperbilirubinemia*
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro: Eritema, sudore freddo*
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Raro: Spasmi muscolari
Patologie renali e urinarie Raro: Insufficienza renale*, lesione renale acuta, oliguria
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Raro: Piressia*, brividi*, fastidio al torace*, dolore in sede di somministrazione
Non noto: Dolore in sede di applicazione, reazionein sede di iniezione, sensazione di pressione
Esami diagnostici Comune: Pressione arteriosa ridotta
Non comune: Alanina aminotransferasi (ALT/GPT) anormale*, aspartato aminotransferasi (AST/GOT) anormale*, transferasi aumentata, conta dei globuli rossi anormale*, emoglobina anormale*, ematocrito alterato*, conta delle piastrine anormale, lattatodeidrogenasi ematica anormale, urea ematica anormale*, creatinina ematica aumentata*, creatinfosfochinasi ematica anormale*, proteine totali anormali*, albumina ematica anormale*, potassio ematico anormale*, colesterolo ematico anormale*, conta leucocitaria anormale*
Raro: Sottoslivellamento del segmento ST dell’elettrocardiogramma, inversione dell’onda T dell’elettrocardiogramma*, complesso QRS dell’elettrocardiogramma prolungato, pressione arteriosa polmonare aumentata*, PO2 diminuita*, urea urinaria aumentata*, conta dei neutrofili anormale, fosfatasi alcalina ematica anormale*, fosfatasi alcalina leucocitaria anormale, acidi grassi liberi anormali, cloruro ematico anormale, glucosio urinario*, trigliceridi ematici anormali*, proteine urinarie presenti*

* La frequenza si basa su un’analisi congiunta di 42 studi (es.studi controllati con placebo, attivi, senza trattamento cosi come studi non controllati), in cui 2264 pazienti sono stati trattati con landiololo.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Nella sorveglianza postmarketing del landiololo, la frequenza degli eventi avversi di ipotensione e bradicardia è stata dello 0,8% e 0,7%, rispettivamente (su 1.257 pazienti). Tutti i casi di ipotensione e bradicardia relativi al trattamento di landiololo riportati negli studi descritti sopra si sono risolti o si è avuto un miglioramento entro pochi minuti dall’interruzione della somministrazione del landiololo e/o ulteriore trattamento.

Eventi avversi gravi riportati durante gli studi clinici/sorveglianza postmarketing: shock dovuto a eccessiva ipotensione è stato segnalato in uno studio clinico durante il periodo perioperatorio di un paziente con forti emorragie (il caso si è risolto 10 minuti dopo l’interruzione di landiololo, prostaglandine e isoflurano).

Arresto cardiaco, blocco AV completo, arresto sinusale, e bradicardia grave riportati durante gli studi clinici/sorveglianza postmarketing sono occorsi principalmente in pazienti anziani o pazienti con ipertensione o malattie cardiache come complicazioni.

Le misure da adottare se questi specifici eventi avversi si verificano, sono descritte nel paragrafo 4.2.

Altre popolazioni speciali

Nello studio LANDI-SEP in pazienti con sepsi, gli eventi avversi correlati al landiololo hanno incluso ipotensione (5 eventi in 5 pazienti su 98 [5,1%]), bradicardia (3 eventi in 2 pazienti su 98 [2,0%]) o diminuzione della frequenza cardiaca (1 evento in 1 paziente su 98 [1,0%]), disfunzione cardiaca (1 evento in 1 paziente su 98 [1,0%]), sindrome da bassa gittata cardiaca (1 evento in 1 paziente su 98 [1,0%]), aumento degli enzimi epatici (1 evento in 1 paziente su 98 [1,0%]), aumento dell’acido lattico nel sangue (1 evento in 1 paziente su 98 [1,0%]), e poliuria (1 evento in 1 paziente su 98 [1,0%]).

Sono disponibili dati di sicurezza limitati sull’uso di landiololo negli anziani. Devono essere tenute in considerazione carenze nel profilo di sicurezza del landiololo visto che eventi avversi potrebbero anche derivare dalla co-somministrazione di medicinali o dall’anestesia.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.

 

04.9 Sovradosaggio

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In caso di sovradosaggio possono manifestarsi i seguenti sintomi: grave ipotensione, grave bradicardia, blocco atrio-ventricolare, insufficienza cardiaca, shock cardiogeno, arresto cardiaco, broncospasmo, insufficienza respiratoria, perdita di coscienza fino al coma, convulsioni, nausea, vomito, ipoglicemia e iperkaliemia.

In caso di sovradosaggio deve essere immediatamente interrotta la somministrazione del landiololo.

Il tempo necessario per la scomparsa dei sintomi in seguito a sovradosaggio dipenderà dalla quantità di landiololo somministrata. Anche se la riduzione della frequenza cardiaca dovuta al landiololo diminuisce rapidamente dopo la sospensione della somministrazione, questo potrà richiedere un tempo più lungo rispetto ai 30 minuti osservati in caso di interruzione del trattamento di landiololo somministrato a dosi terapeutiche.

La respirazione artificiale può essere necessaria. In base agli effetti clinici osservati, si raccomanda di tenere conto delle seguenti misure generali: Bradicardia: somministrazione endovenosa di atropina o di un altro medicinale anticolinergico seguita da un beta-1-agonista (dobutamina, etc.). Qualora non sia possibile trattare la bradicardia in misura sufficiente, può essere necessario un pacemaker.

Broncospasmo: somministrazione di beta-2-simpatomimetici nebulizzati. Qualora ciò non fosse sufficiente, potrà essere presa in considerazione la somministrazione endovenosa di beta-2- simpatomimetici o di aminofillina.

Ipotensione sintomatica: somministrazione endovenosa di fluidi e/o farmaci vasopressori.

Depressione cardiovascolare o shock cardiogeno: somministrazione di diuretici (in caso di edema polmonare) o simpaticomimetici. La dose di simpaticomimetici (a seconda dei sintomi: dobutamina, dopamina, noradrenalina, isoprenalina, ecc.) dipenderà dall’effetto terapeutico.

Qualora sia necessario un ulteriore trattamento, sarà possibile somministrare per via endovenosa atropina, farmaci inotropici, ioni di calcio.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: agenti beta-bloccanti, selettivi Codice ATC: C07AB14

Meccanismo d’azione / Effetti farmacodinamici

Il landiololo è un antagonista altamente selettivo dei recettori beta-1-adrenergici (la selettività per il blocco del recettore beta-1 è 255 volte superiore a quella per il blocco del recettore beta-2) che inibisce l’effetto cronotropo positivo sviluppato dalle catecolamine, adrenalina e noradrenalina sul cuore, dove sono prevalentemente situati i recettori beta-1. Il landiololo, come gli altri beta-bloccanti, è pensato per ridurre l’attività simpatica, con conseguente riduzione della frequenza cardiaca, diminuzione della frequenza delle depolarizzazioni spontanee da parte dei pacemaker ectopici, rallentando la conduzione e aumentando il periodo refrattario del nodo atrio-ventricolare.

In studi clinici, il landiololo ha dimostrato di controllare la tachicardia in modo ultrarapido, con una rapida insorgenza e termine dell’azione; ha mostrato inoltre effetti anti-ischemici e cardioprotettivi.

Efficacia clinica

In base ai dati di 21 studi clinici pubblicati, 1369 pazienti con tachicardia sopraventricolare (SVT) perioperatoria o parossistica sono stati trattati con landiololo. L’endpoint di efficacia è stato determinato come riduzione della frequenza cardiaca e/o la conversione a ritmo sinusale nel trattamento della tachicardia sinusale o SVT.

3.039 pazienti sono stati trattati con landiololo per la prevenzione della fibrillazione atriale perioperatoria e per il trattamento o la prevenzione di complicazioni emodinamiche e altre risposte a stimoli specifici relativi a procedure invasive. In questi studi i principali parametri di controllo dell’efficacia sono stati la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna. Nei pazienti trattati con landiololo si è osservato una riduzione della frequenza cardiaca significativa o la prevenzione di picchi di frequenza cardiaca.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha differito l’obbligo di presentare i risultati degli studi con Landiobloc in uno o più sottogruppi della popolazione pediatrica per il trattamento o la prevenzione di aritmie sopraventricolari. Vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico.

I dati relativi al trattamento di tachicardie sopraventricolari con landiololo nei bambini sono limitati e si basano sulla letteratura pubblicata.

In un neonato di 3 mesi, con tachicardia ectopica giunzionale (JET) postoperatoria, un’infusione continua di 4 microgrammi/kg/min di landiololo ha ridotto la frequenza cardiaca ed ha ripristinato il ritmo sinusale.

Quattro pazienti di età compresa tra 14 giorni e 2 anni che hanno sviluppato JET perioperatoria sono stati trattati con landiololo. In tutti i pazienti, la somministrazione di landiololo ad una dose compresa tra 1,0 e 10,0 microgrammi/kg/min ha permesso di raggiungere con successo il controllo della frequenza cardiaca. Non sono stati riscontrati eventi avversi, quali bradicardia, ipotensione o ipoglicemia.

In un’analisi retrospettiva, 12 pazienti di età compresa tra 4 giorni e 9 anni con diagnosi di tachicardia post- operatoria sono stati trattati con landiololo (la dose di mantenimento media è stata di 6,8 ± 0,9 microgrammi/kg/min) per la riduzione della frequenza cardiaca o la conversione a ritmo sinusale. La tachicardia è stata convertita a ritmo sinusale nel 70,0% dei casi ed il tempo medio necessario per ottenere una riduzione della frequenza cardiaca è stato di 2,3 ± 0,5 ore. Bradicardia è stata osservata in un paziente trattato con landiololo alla dose di 10 microgrammi/kg/min.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Quando somministrato per infusione endovenosa continua, la concentrazione di landiololo nel sangue raggiunge valori di stato stazionario 15 minuti circa dopo l’inizio della somministrazione. Lo stato stazionario può essere ottenuto più velocemente (fino a 2-5 minuti) con regimi che utilizzano una dose di carico elevato infusa per 1 minuto seguita da infusione continua ad un dosaggio inferiore.

Assorbimento

Nei volontari sani, la concentrazione plasmatica media di landiololo (al picco) era 0,294 microgrammi/ml dopo singola somministrazione in bolo di 100 microgrammi/kg. Dopo 2 ore di infusione di 10, 20 e 40 microgrammi/kg/min i rispettivi livelli plasmatici allo steady-state erano rispettivamente 0,2, 0,4 e 0,8 microgrammi/ml.

In uno studio che ha incluso pazienti con fibrillazione atriale o flutter atriale, un gruppo ha ricevuto dosi di 40 microgrammi/kg/min per un massimo di 190 minuti senza aumento della dose, facendo registrare conseguentemente concentrazioni plasmatiche di picco comprese tra 0,52 e 1,77 microgrammi/ml. Nel gruppo di studio che ha ricevuto dosi aumentate a 80 microgrammi/kg/min per 14-174 minuti, sono state rilevate concentrazioni plasmatiche di picco comprese tra 1,51 e 3,33 microgrammi/ml.

Date le caratteristiche molecolari del landiololo (basso peso molecolare di circa 0,5 kDa e bassa capacità di legarsi alle proteine) non è previsto alcun riassorbimento significativo da parte dei trasportatori dell’assorbimento renale OAT1, OAT3 o OCT2.

Distribuzione

Il volume di distribuzione di landiololo era 0,3 l/kg – 0,4 l/kg dopo una singola somministrazione in bolo di 100-300 microgrammi/kg o, in stato stazionario durante un’infusione di landiololo, di 20-80 microgrammi/kg/min.

Il landiololo ha una bassa capacità di legarsi alle proteine (<10%) e questa è dose-dipendente. Biotrasformazione Il landiololo viene metabolizzato attraverso l’idrolisi del gruppo estereo presente nella molecola. I dati in vitro e in vivo suggeriscono che il landiololo è metabolizzato principalmente nel plasma da pseudocolinesterasi e carbossilesterasi. L’idrolisi porta alla formazione di un chetale (componente alcolico) che è ulteriormente scisso in glicerolo, acetone e una sostanza contenente acido carbossilico (metabolita M1). Questo subisce successivamente una beta-ossidazione con formazione del metabolita M2 (un acido benzoico sostituito).

L’attività bloccante dei recettori beta-1-adrenergici da parte dei metaboliti del landiololo, M1 e M2, è 1/200 volte inferiore rispetto al composto di origine, indicando un effetto trascurabile sulla farmacodinamica alla dose massima raccomandata di landiololo e per tutta la durata dell’infusione.

Durante studi in vitro, né il landiololo né i suoi metaboliti M1 e M2 hanno mostrato effetti inibitori sull’attività metabolica dei diversi enzimi appartenenti alla famiglia del citocromo P450 (CYP1A2, 2C9, 2C19, 2D6 e 3A4).

Nei ratti, il contenuto del citocromo P450 non è stato influenzato dopo ripetuta somministrazione endovenosa del landiololo. Non ci sono dati disponibili su un potenziale effetto di induzione o di inibizione tempo dipendente del CYP P450 da parte del landiololo o dei suoi metaboliti.

Eliminazione

Nell’uomo, il landiololo è principalmente escreto nelle urine. Dopo la somministrazione endovenosa circa il 75% della dose somministrata viene escreta entro 4 ore (54,4% come metabolita M1 e 11,5% come metabolita M2). La percentuale di escrezione urinaria del landiololo e dei suoi principali metaboliti M1 e M2 è maggiore del 99% entro 24 ore.

La clearance totale di landiololo era 66,1 ml/kg/min dopo una singola somministrazione in bolo di 100 microgrammi/kg, e 57 ml/kg/min in stato stazionario dopo 20 ore di infusione continua di 40 microgrammi/kg/min di landiololo.

L’emivita di eliminazione di landiololo era 3,2 minuti dopo un’unica somministrazione in bolo di 100 microgrammi/kg di landiololo e 4,52 minuti dopo 20 ore di infusione continua di 40 microgrammi/kg/min di landiololo.

Linearità/ non-linearità

A tutti i dosaggi raccomandati, il landiololo ha mostrato una farmacocinetica – farmacodinamica (relazione tra la concentrazione-effetto) lineare.

Popolazioni speciali

Compromissione epatica

Gli effetti della funzionalità epatica sulla farmacocinetica del landiololo sono stati studiati in sei pazienti con lieve o moderata compromissione epatica (cinque pazienti di classe Child-Pugh A, un paziente di classe Child-Pugh B, livello medio delle colinesterasi plasmatiche – 62%) e sei volontari sani. I pazienti con compromissione epatica hanno mostrato una riduzione del volume di distribuzione del landiololo e un aumento dei livelli plasmatici di landiololo del 40%. L’emivita e l’eliminazione del farmaco non sono risultate diverse da quelle degli adulti sani.

Compromissione renale

La farmacocinetica in pazienti con compromissione renale lieve o moderata non è stata valutata.

Le caratteristiche farmacocinetiche del landiololo sono state studiate in pazienti (n=7) con shock settico sottoposti a terapia sostitutiva renale. Il contributo della clearance dialitica alla clearance totale del landiololo era circa il 2% e considerato trascurabile. Per il metabolita M1 del landiololo, il contributo della clearance dialitica alla clearance totale è stato di circa il 30%. Nel periodo di studio di 8 ore non è stato osservato alcun accumulo di landiololo e del suo metabolita M1. I risultati dello studio clinico indicano che non sono necessarie particolari precauzioni nella somministrazione di landiololo a pazienti sottoposti a terapia renale sostitutiva.

Popolazione caucasica e asiatica

Non sono state osservate differenze rilevanti nella farmacocinetica del landiololo tra la popolazione caucasica e quella giapponese.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Dati preclinici non hanno rivelato rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi singole e ripetute e genotossicità.

Il Landiololo non ha dimostrato tossicità riproduttiva o durante lo sviluppo a velocità di infusione e livelli di esposizione clinicamente rilevanti. Il NOAEL più basso identificato è stato di 25 mg/kg/min in uno studio embrio-fetale nei ratti, che è 100 volte superiore alla velocità di infusione clinica massima.

L’escrezione di landiololo nel latte è stata osservata dopo la somministrazione endovenosa in bolo di 1 mg/kg di landiololo in ratti che allattano, mentre i livelli nel latte superavano le concentrazioni plasmatiche materne.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Mannitolo E421 Sodio idrossido E524 (per la regolazione del pH)

 

06.2 Incompatibilità

Indice

Questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali ad eccezione di quelli menzionati nel paragrafo 6.6.

 

06.3 Periodo di validità

Indice

3 anni.

La stabilità chimica e fisica durante l’uso, dopo la ricostituzione, è stata dimostrata per 24 ore a 25 °C.

Dal punto di vista microbiologico, il medicinale deve essere usato immediatamente. Se non usato immediatamente, la durata e le condizioni di conservazione sono di responsabilità dell’utilizzatore.

Non congelare.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione. Tenere il flaconcino nell’imballaggio esterno per proteggere il medicinale dalla luce.

Per le condizioni di conservazione dopo la ricostituzione vedere paragrafo 6.3.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Flaconcino in vetro incolore (Tipo 1) da 50 ml con tappo di gomma bromo o clorobutilica ed un sigillo in alluminio flip-off.

La confezione da 1 flaconcino contiene polvere per soluzione per infusione, che include 300 mg di landiololo cloridrato.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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e la manipolazione Landiobloc non deve essere somministrato senza ricostituzione. Istruzioni per l’uso

Ricostituire un flaconcino con 50 ml di una delle seguenti soluzioni:

Soluzione di sodio cloruro 9 mg/ml (0,9%)

Soluzione di glucosio 50 mg/ml (5%)

Soluzione di Ringer

Soluzione di Ringer lattato

La polvere da bianca a quasi bianca si scioglie completamente dopo la ricostituzione. Mescolare piano fino ad ottenere una soluzione limpida.

Le soluzioni ricostituite devono essere esaminate visivamente per particelle visibili e scolorimento. Solo le soluzioni limpide ed incolori devono essere utilizzate.

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Amomed Pharma GmbH Leopold-Ungar-Platz 2 1190 Vienna Austria

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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044274013 – "300 mg polvere per soluzione per infusione" 1 flaconcino in vetro

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Data della prima autorizzazione: 29 giugno 2017 Data rinnovo dell’autorizzazione: 29 giugno 2021

 

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: ———-

 


 

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

Informazioni aggiornate al: 02/04/2026
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Landiobloc – 1 flacac polv infus 300 mg (Landiololo Cloridrato)
Classe C: A totale carico del cittadinoNota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ospedaliero Tipo: Ospedaliero Info: Farmaco soggetto a monitoraggio addizionale. Segnalare eventi avversi (Art 23 Regolamento (CE) 726/2004) ATC: C07AB14 AIC: 044274013 Prezzo: 600 Ditta: Amomed Pharma Gmbh


 


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