Sofidette

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Sofidette: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Sofidette 75 microgrammi / 20 microgrammi compresse rivestite Sofidette 75 microgrammi / 30 microgrammi compresse rivestite

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Principi attivi:

Ogni compressa contiene 75 microgrammi di gestodene e 20 microgrammi di etinilestradiolo Ogni compressa contiene 75 microgrammi di gestodene e 30 microgrammi di etinilestradiolo

Eccipienti:

Sofidette contiene 38 mg di lattosio monoidrato e 20 mg di saccarosio Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita.

Compresse bianche, tonde e biconvesse rivestite di zucchero, entrambi i lati non presentano impressioni.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Contraccezione orale.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Come prendere Sofidette

Le compresse devono essere prese nell’ordine indicato sulla confezione, ogni giorno approssimativamente alla stessa ora. Deve essere assunta una compressa al giorno per 21 giorni. L’assunzione di ogni confezione successiva deve essere iniziata successivamente ad un periodo di sospensione di 7 giorni durante il quale si manifesta sanguinamento da sospensione. Detto sanguinamento inizia solitamente il 2º o il 3º giorno successivo all’assunzione dell’ultima compressa, e potrebbe non essere terminato fino a che non venga iniziata la confezione successiva.

Come iniziare ad assumere Sofidette

In assenza di trattamento contraccettivo ormonale nel mese precedente

L’assunzione delle compresse deve iniziare il primo giorno del ciclo naturale della donna (vale a dire il primo giorno del suo ciclo mestruale). È possibile iniziare l’assunzione delle pillole nei giorni 2-5, ma in tal caso si raccomanda l’utilizzo di un metodo contraccettivo aggiuntivo a barriera per i primi 7 giorni di assunzione delle pillole durante il primo ciclo.

Passaggio da un’altra pillola contraccettiva di tipologia combinata

La donna deve iniziare ad assumere Sofidette il giorno successivo all’assunzione dell’ultima compressa attiva della precedente confezione di pillole contraccettive, ma non più tardi del giorno successivo al consueto periodo di sospensione o di compresse placebo del precedente trattamento contraccettivo.

Passaggio da un preparato solo progestinico (pillole solo progestiniche, iniezione, impianto, o da un sistema intrauterino a rilascio progestinico (IUS))

La donna può effettuare il passaggio da pillole solo progestiniche (POP) in qualunque giorno. La prima compressa deve essere assunta il giorno successivo all’assunzione di qualunque compressa della confezione POP. Nel passaggio da un impianto o dallo IUS, l’assunzione di Sofidette deve iniziare il giorno in cui avviene la rimozione dell’impianto. Nel passaggio da iniettabili, l’assunzione di Sofidette deve iniziare il giorno in cui dovrebbe essere praticata la successiva iniezione. In tutti questi casi si raccomanda alla donna di utilizzare un metodo contraccettivo a barriera per i primi 7 giorni di assunzione delle pillole.

Dopo un aborto nel primo trimestre

La donna può iniziare immediatamente l’assunzione delle pillole. In tal caso non saranno necessarie ulteriori misure contraccettive.

Dopo un parto o un aborto nel secondo trimestre

Per le donne in fase di allattamento al seno vedere la sezione 4.6.

Si raccomanda alle donne di iniziare l’assunzione delle compresse nei giorni 21-28 successivi al parto per le donne che non allattano al seno o successivi all’aborto nel secondo trimestre, in considerazione dell’aumentato rischio di tromboembolismo venoso durante il periodo puerperale (vedere sezione 4.4). Nel caso si inizi più tardi, si raccomanda l’utilizzo di un metodo contraccettivo aggiuntivo a barriera durante i primi 7 giorni di assunzione delle pillole. Nel caso si siano già avuti rapporti sessuali, prima di iniziare l’assunzione delle pillole occorre escludere la possibilità di una gravidanza oppure attendere il primo ciclo mestruale.

Compresse dimenticate

Dimenticare di assumere una compressa per meno di 12 ore non riduce la protezione contraccettiva. La donna deve assumere la compressa non appena se ne ricorda e continuare l’assunzione delle compresse restanti come di consueto.

Dimenticare di assumere una compressa per più di 12 ore può diminuire la protezione contraccettiva. Le due seguenti regole possono essere d’aiuto in caso di compresse dimenticate.

L’assunzione delle compresse non deve mai essere interrotta per più di 7 giorni.

Sono necessari 7 giorni di assunzione ininterrotta delle compresse per ottenere una sufficiente soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-ovaio.

Perciò, nella pratica quotidiana, possono essere utili i seguenti consigli:

Settimana 1

L’utilizzatrice deve assumere l’ultima compressa dimenticata non appena se ne ricorda, anche nel caso in cui ciò significhi assumere 2 compresse contemporaneamente. Da quel momento in poi, sarà possibile continuare la consueta assunzione delle compresse. Allo stesso tempo, sarà necessario utilizzare un metodo contraccettivo a barriera, come ad esempio il preservativo, per i successivi 7 giorni. Nel caso in cui si siano avuti dei rapporti sessuali durante i 7 giorni precedenti, deve essere considerata la possibilità di una gravidanza. Quanto maggiore è il numero di compresse dimenticate e quanto più la dimenticanza avviene in prossimità del periodo mensile di sospensione, tanto più elevato sarà il rischio di una gravidanza.

Settimana 2

L’utilizzatrice deve assumere l’ultima compressa dimenticata non appena se ne ricorda, anche nel caso in cui ciò significhi assumere 2 compresse contemporaneamente. Da quel momento in poi sarà possibile continuare la consueta assunzione delle compresse. Se le compresse sono state assunte regolarmente nei 7 giorni antecedenti la compressa dimenticata, non sarà necessario prendere misure contraccettive precauzionali aggiuntive. Diversamente, in ogni caso, o qualora si sia dimenticato di assumere più di una compressa, la donna dovrà utilizzare un metodo contraccettivo a barriera, come ad esempio il profilattico, per i successivi 7 giorni.

Settimana 3

Il rischio di riduzione della protezione è imminente a causa dell’approssimarsi del periodo di sospensione. La riduzione della protezione contraccettiva può essere in ogni caso prevenuta modificando l’assunzione delle compresse. Attenendosi ai seguenti due punti non sarà pertanto necessario prendere alcuna misura contraccettiva precauzionale aggiuntiva, a condizione che le compresse siano state assunte in modo corretto per i 7 giorni precedenti la compressa dimenticata. In caso contrario, si raccomanda di avvisare la paziente di attenersi alla

prima delle due possibilità e allo stesso tempo di utilizzare un metodo contraccettivo a barriera, come ad esempio il profilattico, per i successivi 7 giorni.

L’utilizzatrice deve assumere l’ultima compressa dimenticata non appena se ne ricorda, anche nel caso in cui ciò significhi assumere 2 compresse contemporaneamente. Da quel momento in poi, sarà possibile continuare la consueta assunzione delle compresse. L’assunzione della nuova confezione dovrà iniziare immediatamente dopo aver assunto l’ultima compressa della confezione in uso; ciò significa che non ci sarà sospensione tra le due confezioni. Il ciclo mestruale non sopraggiungerà con ogni probabilità prima di aver terminato la seconda confezione, tuttavia sarà possible il verificarsi di spotting o sanguinamento da sospensione durante il periodo di assunzione delle compresse.

Un’altra possibilità per la donna è di interrompere l’assunzione delle compresse della confezione in uso. In tal caso essa dovrà rispettare un periodo di sospensione pari a 7 giorni, compresi i giorni in cui ha dimenticato di assumere le compresse, e in seguito continuare con l’assunzione della confezione successiva.

Qualora la donna dimentichi di assumere le compresse e non sopraggiunga in seguito il ciclo mestruale al primo periodo di sospensione, essa dovrà considerare la possibilità di essere incinta.

Come agire in caso di emesi/diarrea

In caso di emesi entro 3-4 ore successivamente all’assunzione della compressa, l’assorbimento potrebbe non essere completo. In questo caso, si dovranno seguire le raccomandazioni relative alle compresse dimenticate illustrate in precedenza. Anche in caso di diarrea l’assorbimento potrebbe non essere completo. Può rendersi necessario l’utilizzo di metodi contraccettivi aggiuntivi. Qualora la diarrea di grave entità si protragga per 2 o più giorni, si dovranno seguire le procedure per le pillole dimenticate. Qualora la donna non voglia modificare la sua consueta assunzione delle compresse, dovrà assumere una o più compresse dal blister di un’altra confezione.

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Come anticipare o ritardare il ciclo mestruale

Per ritardare il ciclo mestruale, la donna deve continuare con l’assunzione di un’altra confezione di Sofidette, saltando il periodo di sospensione. Il ciclo mestruale può essere ritardato per quanto desiderato fino alla fine della seconda confezione, ma non più a lungo. Durante la fase di ritardo del ciclo mestruale, la donna può avere sanguinamento da interruzione o spotting. La normale assunzione di Sofidette deve essere ripresa dopo il normale periodo di sospensione di 7 giorni.

Per spostare il ciclo mestruale a un altro giorno della settimana diverso rispetto a quello previsto con le attuali compresse si può consigliare alla donna di abbreviare il successivo periodo di sospensione per quanti giorni essa desidera. Più breve è l’intervallo, più elevato è il rischio di non avere il ciclo mestruale ma sanguinamento da interruzione o spotting durante l’assunzione delle compresse della successiva confezione (esattamente come nel caso in cui il ciclo mestruale viene ritardato).

04.3 Controindicazioni

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I contraccettivi orali combinati (COC) non devono essere utilizzati in presenza delle condizioni menzionate di seguito. Nel caso in cui una di dette condizioni si dovesse presentare per la prima volta durante l’utilizzo di COC, esso deve essere interrotto con effetto immediato:

o Tromboembolismo venoso presente o in anamnesi (trombosi venosa profonda, embolismo polmonare) con o senza fattori di rischio (vedere sezione 4.4)

o Tromboembolismo arterioso presente o in anamnesi (infarto miocardico, disturbo cerebrovascolare), o sintomi prodromici (angina pectoris e attacco ischemico transitorio) (vedere sezione 4.4)

Predisposizione ereditaria o acquisita alla trombosi venosa o arteriosa, come carenza di antitrombina, carenza di proteina C, carenza di proteina S, resistenza all’APC, anticorpi antifosfolipidi (anticorpi anticardiolipina, anticoagulante lupoide), iperomocisteinemia

Fattori di rischio rilevanti o multipli per la trombosi arteriosa o venosa (vedere sezione 4.4)

Ipertensione grave

Diabete complicato da micro- o macroangiopatia

Dislipoproteinemia grave

o Tumori maligni noti o sospetti dipendenti da steroidi sessuali (ad esempio tumori agli organi genitali o al seno)

Presenza o anamnesi di disordini epatici gravi, fino a che le funzioni epatiche non siano normalizzate

Presenza o anamnesi di tumori epatici benigni o maligni

Sanguinamento vaginale non diagnosticato

Emicrania con sintomi neurologici focali

Ipersensibilità ai principi attivi o a uno qualunque degli eccipienti

Pancreatite o anamnesi di pancreatite se associata a dislipoproteinemia grave

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Valutazioni ed esami prima di iniziare l’assunzione di contraccettivi orali combinati

Prima di iniziare o riprendere il trattamento con contraccettivi orali combinati, occorre avere un’anamnesi medica personale e familiare completa ed escludere una gravidanza. Deve essere misurata la pressione sanguigna e si devono, ove previsto da indicazioni cliniche, effettuare esami fisici sulla base delle controindicazioni (vedere sezione 4.3) e delle avvertenze (vedere “Avvertenze” in questa sezione). Si deve istruire la donna a leggere accuratamente il foglio illustrativo e ad attenersi alle raccomandazioni in esso contenute. La frequenza e la natura di ulteriori controlli periodici devono basarsi sulle linee guida stabilite nella pratica e adattate alla singola donna.

Avvertenze

Parte generale

Le donne devono essere informate che i COC non offrono protezione contro HIV (AIDS) o altre malattie sessualmente trasmissibili (IST).

Qualora uno qualunque dei fattori di rischio di seguito elencati sia presente in una paziente, devono essere valutati i benefici derivanti da una contraccezione orale combinata in relazione ai possibili rischi di ogni singolo caso e discussi con la paziente prima di iniziare la terapia a base di contraccettivi orali combinati. In caso di aggravamento, peggioramento o prima comparsa di una delle presenti condizioni o fattori di rischio, si raccomanda alla donna di contattare il proprio medico. Il medico dovrà allora decidere se l’utilizzo del COC debba essere o meno interrotto.

Le donne dovranno utilizzare i profilattici per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili.

Disordini circolatori

L’utilizzo di qualunque COC comporta un aumento di rischio di tromboembolismo venoso TEV (trombosi venosa profonda, embolismo polmonare) rispetto al non utilizzo. L’elevato rischio di TEV è maggiore durante il primo anno in assoluto in cui una donna utilizza un COC. Questo rischio aumentato è inferiore al rischio di TEV associato alla gravidanza, il quale è stimato in 60 casi ogni 100.000 gravidanze. Il TEV è fatale nell’1-2% dei casi.

In alcuni studi epidemiologici si è scoperto che le donne che utilizzano contraccettivi orali combinati contenenti etinilestradiolo, nella maggior parte dei casi a una dose pari a 30 g, e un progestinico come il gestodene presentano un rischio maggiore di TEV rispetto a quelle che utilizzano contraccettivi orali combinati contenenti meno di 50 g di etinilestradiolo e il progestinico levonorgestrel.

Per i contraccettivi orali combinati contenenti 30 g di etinilestradiolo combinati con desogestrel o gestodene rispetto a quelli contenenti meno di 50 g di etinilestradiolo e levonorgestrel, il rischio complessivo relativo di TEV è stato stimato come variabile tra 1.5 e 2.0. L’incidenza del TEV per quanto riguarda i contraccettivi orali combinati contenenti levonorgestrel con meno di 50 g di etinilestradiolo è pari approssimativamente a 20 casi su 100.000 donne-anni di utilizzo. Per quanto concerne Sofidette l’incidenza è pari approssimativamente a 30-40 casi su 100.000 donne–anni di utilizzo, vale a dire 10-20 casi in più su 100.000 donne–anni di utilizzo. L’impatto del rischio relativo sul numero di casi aggiuntivi sarebbe massimo nelle donne che utilizzano per il primo anno in assoluto un contraccettivo orale combinato, quando il rischio di TEV associato a tutti i contraccettivi orali combinati è più elevato.

È stata segnalata molto raramente trombosi riguardante altri vasi sanguigni, vale a dire vene e arterie epatiche, mesenteriche, renali o retiniche nei soggetti che utilizzano contraccettivi orali. Non c’è accordo in merito alla possibilità che il verificarsi di tali casi possa essere associato all’utilizzo di COC.

Il rischio di sviluppo di tromboembolismo venoso aumenta con:

Aumento dell’età.

Anamnesi familiare positiva (ad esempio presenza di tromboembolismo venoso nei fratelli o nei genitori ad un’età relativamente giovane). In caso di sospetta predisposizione ereditaria, la donna deve consultare uno specialista prima di decidere di utilizzare un metodo contraccettivo orale.

Obesità (indice di massa corporea superiore a 30 kg/m²).

Immobilizzazione prolungata, intervento di chirurgia maggiore, intervento chirurgico alle gambe o trauma maggiore. In tali casi si raccomanda di interrompere il trattamento con contraccettivi orali (in caso di chirurgia elettiva almeno 4 settimane prima dell’operazione) il quale non deve essere ripreso prima di 2 settimane dalla completa ripresa della mobilità.

o Non esiste accordo in merito al possibile ruolo delle vene varicose e della tromboflebite superficiale nel tromboembolismo venoso.

L’utilizzo di COC in generale è stato associato ad un aumento del rischio di infarto miocardico acuto (IMA) o di ictus, rischio fortemente condizionato dalla presenza di altri fattori di rischio (ad esempio fumo, elevata pressione sanguigna ed età) (vedere anche quanto segue). Questi eventi si verificano raramente.

Il rischio di eventi tromboembolici arteriosi aumenta con:

Aumento dell’età;

o Fumo (il fumo forte e l’aumento dell’età incrementano ulteriormente il rischio, specialmente nelle donne di età superiore a 35 anni);

Dislipoproteinemia;

Obesità (indice di massa corporea superiore a 30 kg/m2);

Ipertensione;

Cardiopatia valvolare;

Fibrillazione atriale;

o Anamnesi familiare positiva (ad esempio trombosi arteriosa riscontrata in un fratello o in un genitore ad età relativamente giovane). Qualora ci sia il sospetto di ereditarietà, la donna deve consultare uno specialista al fine di ottenere suggerimenti prima di iniziare una qualunque terapia contraccettiva ormonale.

I sintomi di trombosi venosa o arteriosa possono comprendere:

Gonfiore o dolore unilaterale alle gambe;

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Forte e improvviso dolore toracico, che si può o meno trasmettere al braccio sinistro;

Improvviso affanno;

Comparsa improvvisa di tosse;

Ogni cefalea insolita, forte o prolungata;

Perdita improvvisa parziale o completa della vista;

Diplopia;

Pronuncia indistinta e afasia;

Vertigini;

Collasso con o senza crisi convulsiva focale;

o Debolezza o intorpidimento estremamente marcato che cooinvolgono all’improvviso un lato o una parte del corpo;

Disturbi motori;

Addome ‘acuto’.

Deve essere tenuto in considerazione l’elevato rischio di tromboembolismo venoso durante il periodo puerperale.

Altre condizioni mediche che sono state associate a disordini di tipo circolatorio includono diabete mellito, lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitico-uremica, patologia infiammatoria cronica dell’intestino (morbo di Crohn o colite ulcerosa) e anemia a cellule falciformi.

Un aumento della frequenza o della gravità dell’emicrania (il quale può essere prodromico a una condizione cerebrovascolare) durante l’utilizzo di contraccettivi orali deve indurre a considerare l’immediata interruzione dell’assunzione del contraccettivo orale stesso.

I fattori biochimici che indicano una predisposizione ereditaria o acquisita alla trombosi venosa o arteriosa includono resistenza alla proteina C attivata (APC), mutazione del fattore V di Leiden, iperomocisteinemia, carenza di antitrombina III, carenza di proteina C, carenza di proteina S, anticorpi antifosfolipidi (anticorpi anticardiolipina, anticoagulante lupoide).

Nel valutare il rapporto rischio/beneficio, il medico deve considerare che l’adeguato trattamento di una condizione può ridurre il rischio associato di trombosi e che il rischio associato alla gravidanza è maggiore rispetto a quello associato all’utilizzo di COC.

Tumori:

Cancro della cervice uterina

In alcuni studi epidemiologici è stato riportato un aumento di rischio di cancro della cervice uterina nelle donne che fanno uso di COC a lungo termine, tuttavia non è ancora chiaro in che misura tale rilevamento possa essere condizionato dall’impatto del comportamento sessuale e di altri fattori, come il virus da papilloma umano (HPV).

Tumore del seno

Una metanalisi dei dati di 54 studi epidemiologici ha evidenziato un rischio relativo leggermente più elevato (RR=1.24) di tumore del seno diagnosticato nelle donne che fanno attualmente uso di COC. Il rischio aumentato scompare gradualmente durante i 10 anni successivi all’interruzione dell’utilizzo di COC. Poiché il tumore del seno è raro nelle donne al di sotto di 40 anni di età, il numero aumentato di diagnosi di cancro del seno nelle utilizzatrici attuali e recenti di COC è limitato in relazione al rischio complessivo di cancro del seno.

Questi studi non forniscono prove del rapporto di causalità. Il modello osservato di aumento del rischio potrebbe essere dovuto a una diagnosi precoce del tumore del seno nelle utilizzatrici di COC, agli effetti biologici dei COC o a una combinazione di entrambi. Il tumore del seno diagnosticato nelle donne che hanno fatto uso di COC tende a essere clinicamente meno avanzato rispetto a quello riscontrato nelle donne che non ne hanno mai fatto uso.

Tumori epatici

Sono stati segnalati tumori epatici benigni e maligni nelle utilizzatrici di COC. Detti tumori hanno condotto, in casi isolati, a pericolo di vita e a emorragie intra-addominali. Deve essere presa in considerazione l’ipotesi di un tumore epatico come diagnosi differenziale in caso di forte dolore alla parte alta dell’addome, epatomegalia o in caso di sintomi di emorragia intra-addominale nelle donne che assumono COC.

Altre condizioni

Le donne affette da ipertrigliceridemia, o con anamnesi familiare della stessa, possono essere a maggior rischio di pancreatite in caso di assunzione di COC.

In caso di insufficienza acuta o cronica delle funzioni epatiche si deve interrompere l’utilizzo di Sofidette finché i test della funzione epatica non siano tornati normali. Gli ormoni steroidei possono essere scarsamente metabolizzati nei soggetti con funzionalità epatica ridotta.

Nonostante sia stato segnalato un leggero aumento della pressione sanguigna nelle donne che assumono COC, raramente si verificano aumenti della pressione sanguigna clinicamente rilevanti. Qualora si sviluppi un’ipertensione clinica persistente durante l’utilizzo di COC, si deve interrompere l’assunzione e trattare

l’ipertensione. L’utilizzo di COC può essere ripreso, se appropriato, una volta raggiunti valori pressorei normali tramite terapia antipertensiva.

È stato segnalato che le seguenti condizioni possono presentarsi o aggravarsi sia durante la gravidanza sia durante l’utilizzo di COC, ma la prova di una correlazione non è convincente: ittero e/o prurito associati a colestasi; sviluppo di calcoli biliari; porfiria; lupus eritematoso sistemico; sindrome emolitico-uremica; corea di Sydenham; herpes gestazionale; perdita dell’udito dovuta ad otosclerosi.

Nelle donne affette da angioedema ereditario i prodotti contenenti estrogeni possono indurre o aggravare i sintomi dell’angioedema.

I COC possono condizionare la resistenza periferica all’insulina e la tolleranza al glucosio. Perciò i diabetici devono essere sottoposti a stretto monitoraggio durante l’utilizzo di COC.

Sofidette contiene lattosio e saccarosio. Le pazienti affette da problemi di intolleranza al lattosio di natura ereditaria, deficit di lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio o con rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio non devono assumere questo medicinale.

È stato segnalato peggioramento di depressione endogena, epilessia (vedere sezione 4.5 interazioni), morbo di Crohn e colite ulcerosa durante l’utilizzo di COC.

Si può manifestare cloasma, in particolare nelle donne con anamnesi medica di cloasma gravidico. Le donne con tendenza al cloasma devono evitare l’esposizione ai raggi ultravioletti durante l’assunzione di COC.

Alcune pazienti potranno avere amenorrea e oligomenorrea successivamente all’interruzione dell’assunzione di contraccettivi ormonali, specialmente laddove tale condizione era preesistente.”

Riduzione dell’efficacia

L’efficacia dei contraccettivi orali può risultare ridotta in caso di dimenticanza di compresse, diarrea grave o emesi (vedere sezione 4.2) o utilizzo concomitante di altri medicinali (vedere sezione 4.5).

Ridotto controllo del ciclo

Con tutti i contraccettivi orali combinati si può verificare sanguinamento irregolare (spotting o metrorragia da interruzione), specialmente durante i primi mesi. Di conseguenza, una volta trascorso un periodo di adattamento di circa 3 cicli deve essere valutato qualunque sanguinamento irregolare.

In caso di persistenza dei sanguinamenti irregolari potrebbe essere necessario considerare l’utilizzo di COC a più elevato contenuto ormonale. Qualora i sanguinamenti irregolari si verifichino successivamente a precedenti cicli regolari, si dovranno considerare cause non ormonali e si raccomandano adeguate misure diagnostiche al fine di escludere tumori maligni o gravidanza.

Il sanguinamento da sospensione occasionale durante il periodo di sospensione è totalmente da escludersi. Se le compresse sono state assunte attenendosi alle istruzioni riportate alla sezione 4.2, è improbabile che la donna sia incinta. Tuttavia, se prima del mancato sanguinamento da sospensione le compresse non sono state assunte conformemente alle istruzioni, o, nel caso in cui si verifichi il ritardo di due sanguinamenti da sospensione, occorre escludere una gravidanza prima di proseguire con l’utilizzo del COC.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’interazione farmacologica che comporta un’alta clearance degli ormoni sessuali può provocare metrorragia da interruzione o insuccesso del metodo contraccettivo. Tale interazione è stata dimostrata con idantoine, barbiturici, primidone, carbamazepina e rifampicina; anche oxcarbazepina, topiramato, griseofulvina, felbamato e ritonavir sono sospetti. Il meccanismo di questa interazione sembra poggiare sulle proprietà induttrici degli enzimi epatici di questi prodotti medicinali. Generalmente la massima induzione enzimatica non è osservabile prima di 2-3 settimane dopo l’inizio del trattamento, ma potrebbe continuare per almeno 4 settimane dopo l’interruzione del trattamento.

L’insuccesso del metodo contraccettivo è stato inoltre segnalato con antibiotici quali ampicillina e tetracicline. Il meccanismo di questa azione non è stato chiarito.

Le donne sottoposte a trattamento a breve termine con ognuna delle summenzionate classi di farmaci o dei singoli prodotti medicinali devono temporaneamente utilizzare un metodo contraccettivo a barriera in aggiunta alle pillole contraccettive; ciò vuol dire quando questo medicinale e le pillole contraccettive sono assunte insieme, cosi come per 7 giorni dopo la cessazione del trattamento con tale medicinale. Le donne in terapia con rifampicina devono utilizzare un metodo contraccettivo a barriera in aggiunta alle pillole contraccettive durante il periodo in cui sono sottoposte a trattamento con rifampicina e per 28 giorni dopo l’interruzione dello stesso. Qualora l’assunzione concomitante di un altro medicinale si protragga più a lungo del tempo necessario ad assumere il numero di compresse contenute in una confezione di pillole contraccettive, la donna dovrà iniziare l’assunzione della confezione successiva senza osservare il periodo di sospensione.

Le pazienti che utilizzano medicinali con effetto induttore degli enzimi epatici dovrebbero ricorrere a un altro metodo contraccettivo.

Le pazienti in trattamento con Sofidette non devono utilizzare simultaneamente altri prodotti / prodotti medicinali alternativi contenenti Hypericum perforatum (erba di S. Giovanni), in quanto ciò può portare alla perdita dell’efficacia contraccettiva. Sono stati segnalati sanguinamento da sospensione e gravidanze indesiderate.

L’Hypericum perforatum (erba di S. Giovanni) aumenta, per induzione enzimica, la quantità di enzimi che metabolizzano i medicinali. L’effetto dell’induzione enzimica può durare per almeno 1-2 settimane dopo l’interruzione del trattamento con l’Hypericum.

Effetti dei COC sugli altri farmaci: i contraccettivi orali possono interferire con il metabolismo di altri farmaci. Di conseguenza le concentrazioni plasmatiche e tissutali possono o aumentare (ad esempio ciclosporina) o diminuire (lamotrigina).

Esami di laboratorio

L’uso di steroidi contraccettivi può condizionare i risultati di alcuni esami di laboratorio, inclusi i parametri biochimici delle funzioni epatica, tiroidea, surrenale e renale; i livelli plasmatici delle proteine (di trasporto), come globulina legante i corticosteroidi e frazioni lipidiche/lipoproteiche; i parametri del metabolismo dei carboidrati e i parametri della coagulazione e della fibrinolisi. Le variazioni rientrano, in genere, nei limiti dei valori normali di laboratorio.

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04.6 Gravidanza e allattamento

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Sofidette non è indicato durante la gravidanza. Qualora si verifichi una gravidanza durante il trattamento con Sofidette, l’assunzione deve essere immediatamente sospesa.

Studi epidemiologici estensivi non hanno rivelato alcun aumento del rischio di difetti alla nascita nei bambini partoriti da donne che hanno assunto COC precedentemente alla gravidanza, né effetti teratogeni qualora un COC sia stato inavvertitamente assunto durante la gravidanza.

Gli steroidi contraccettivi possono influenzare l’allattamento al seno, dal momento che essi possono diminuire la quantità e modificare la composizione del latte materno. Piccole quantità di steroidi contraccettivi e/o di loro metaboliti possono essere escrete nel late materno. L’utilizzo di steroidi contraccettivi non è pertanto generalmente indicato nelle donne che allattano al seno fino al completo svezzamento del bambino.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Sofidette non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Gli effetti indesiderati più comunemente riportati (> 1/10) sono sanguinamento irregolare, nausea, aumento di peso, dolorabilità mammaria e cefalea. Essi si presentano solitamente all’inizio della terapia e sono di natura transitoria.

Classificazione per sistemi e organi Comune (da ≥1/100 a < 1/10) Non comune (da ≥1/1000 a < 1/100) Raro
(da ≥1/10.000 a < 1000)
Molto raro (<1/10.000),
sconosciuto (non può essere valutato in base ai dati a disposizione)
Patologie del
sistema nervoso
Cefalea
Nervosismo
Corea
Patologie dell’occhio Irritazione oculare irritazione indossando lenti a contatto
Disturbi visivi
Patologie dell’orecchio e del
labirinto
Otosclerosi
Patologie
gastrointestinali
Nausea
Dolore addominale
Vomito Colelitiasi Pancreatite
Patologie della cute e del tessuto
sottocutaneo
Acne Eruzione cutanea Cloasma Eritema nodoso Eritema multiforme
Disturbi del metabolismo e della
nutrizione
Iperlipedemia
Patologie vascolari Emicrania Ipertensione Tromboembolismo venoso
Disordini tromboembolici arteriosi
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di
somministrazione
Aumento di peso Ritenzione di liquidi
Disturbi del sistema immunitario Lupus eritematoso Reazioni di ipersensibilità.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Sanguinamento irregolare Amenorrea Ipomenorrea Dolorabilità mammaria
Vaginite
Modificazione delle secrezioni vaginali
Disturbi psichiatrici Cambiamento della libido
Depressione
Irritabilità

Sono stati segnalati i seguenti eventi avversi gravi in donne che utilizzano COC, vedere le sezioni 4.3 e 4.4.

o Tromboembolismo venoso, ad esempio trombosi venosa profonda alle gambe o a livello pelvico ed embolismo polmonare.

Disordini tromboembolici arteriosi

Malattie epatiche (ad esempio tumori epatici)

Patologie cutanee e sottocutanee: cloasma.

La frequenza di diagnosi di cancro del seno è leggermente più alta tra chi fa uso di COC. Poiché il tumore del seno è raro nelle donne al di sotto dei 40 anni di età, il numero di casi in più è limitato in relazione al rischio complessivo di cancro del seno. Non è noto un fattore scatenante legato all’utilizzo di COC. Per ulteriori informazioni vedere le sezioni 4.3 e 4.4.

04.9 Sovradosaggio

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Non sono stati segnalati effetti dannosi gravi legati al sovradosaggio. I sintomi che possono comparire in conseguenza di un sovradosaggio sono: nausea, vomito ed sanguinamento vaginale. Non esiste antidoto e l’ulteriore trattamento deve essere sintomatico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutico: contraccettivi ormonali sistemici, associazioni fisse estro-progestiniche. Codice ATC: G03 AA10

L’effetto contraccettivo delle pillole si basa sull’interazione di vari fattori, i più importanti dei quali sono l’inibizione dell’ovulazione e la modifica dell’endometrio. Oltre alla protezione contro le gravidanze, i COC possiedono alcune proprietà positive le quali, accanto a quelle negative (vedere le sezioni 4.4 e 4.8), possono essere utili nello scegliere il metodo di controllo delle nascite. Il ciclo mestruale è più regolare e spesso meno doloroso e il sanguinamento è più moderato. Quest’ultimo aspetto può dare come risultato una diminuzione di carenza di ferro.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Gestodene

Assorbimento

Il gestodene, se assunto oralmente, viene assorbito velocemente e completamente. In seguito ad una dose singola, la concentrazione sierica massima di 4 ng/ml si raggiunge approssimativamente in un’ora. La biodisponibilità è pari circa al 99%.

Distribuzione

Il gestodene è legato all’albumina sierica e alla globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG). Soltanto l’1-2% della quantità sierica totale di gestodene si trova come steroidi liberi, mentre il 50-70% è specificamente legato alla SHBG. L’aumento di SHBG etinilestradiolo-indotto influenza la distribuzione delle proteine sieriche, il che provoca un aumento della frazione legata alla SHBG e una diminuzione della frazione legata all’albumina. Il volume apparente di distribuzione del gestodene è di 0.7 l/kg.

Metabolismo

Il gestodene è metabolizzato interamente attraverso le vie note del metabolismo degli steroidi. La velocità di clearance metabolica dal siero è di 0.8 ml/min/kg. Non si verifica alcuna interazione nell’assunzione simultanea di gestodene ed etinilestradiolo.

Eliminazione

Il livello sierico di gestodene si riduce a 2 velocità. La seconda è caratterizzata da un’emivita di 12 – 15 ore.

Il gestodene non viene escreto in forma non modificata. I suoi metaboliti sono escreti attraverso l’urina e la bile con una proporzione di 6:4.

L’emivita di escrezione dei metaboliti è di circa 1 giorno.

Stato stazionario

La farmacocinetica del gestodene è condizionata dai livelli sierici della SHBG, i quali aumentano fino a valori tripli con l’etinilestradiolo. Con l’assunzione giornaliera, il livello sierico di gestodene aumenta fino a circa quattro volte rispetto al valore della singola dose e raggiunge lo stato stazionario entro la seconda metà del ciclo di trattamento.

Etinilestradiolo

Assorbimento

L’etinilestradiolo, se assunto oralmente, viene assorbito velocemente e completamente. La concentrazione sierica massima di 80 pg/ml si raggiunge approssimativamente in un’ora. La biodisponibilità totale, risultante dalla coniugazione presistemica e dal metabolismo di primo passaggio è pari circa al 60%.

Distribuzione

Durante l’allattamento, lo 0,02% della dose materna giornaliera passa nel latte materno.

L’etinilestradiolo è principalmente legato non specificamente all’albumina (circa 98,5), e provoca un aumento dei livelli di concentrazione sierica della SHBG. Il volume apparente di distribuzione è stato determinato in circa 5 l/kg.

Metabolismo

L’etinilestradiolo subisce coniugazione presistemica sia nella mucosa del piccolo intestino che nel fegato. L’etinilestradiolo è metabolizzato principalmente mediante idrossilazione aromatica, tuttavia si formano diversi metaboliti idrossilati e metilati, i quali si trovano come metaboliti liberi nonché come coniugati glucuronidi e solfati. La velocità di clearance metabolica è di circa 5 ml/min/kg.

Eliminazione

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Il livello sierico di etinilestradiolo si riduce a 2 velocità, l’ultima con un’emivita di 24 ore. L’etinilestradiolo non viene escreto immodificato, tuttavia i suoi metaboliti sono escreti attraverso l’urina e la bile con una proporzione di 4:6. L’emivita di escrezione dei metaboliti è di circa 1 giorno.

Stato stazionario

Lo stato stazionario si raggiunge dopo 3-4 giorni e i livelli sierici di etinilestradiolo sono il 30-40% più elevati rispetto alla dose singola.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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L’etinilestradiolo e il gestodene non sono genotossici. Studi di carcinogenesi eseguiti sull’etinilestradiolo da solo o in combinazione con vari progestinici non indicano un particolare rischio cancerogeno per le donne, laddove esso venga utilizzato come indicato per scopi contraccettivi. In ogni caso si deve notare che gli ormoni sessuali possono promuovere la crescita di certi tessuti e tumori ormono-dipendenti.

Studi di tossicità riproduttiva su fertilità, sviluppo fetale o capacità riproduttiva eseguiti sull’etinilestradiolo da solo o in combinazione con progestinici non hanno evidenziato alcun effetto indesiderato per gli umani, laddove esso venga utilizzato come raccomandato.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo: Magnesio stearato Povidone K-25 Amido di mais

Lattosio monoidrato

Rivestimento: Povidone K-90 Macrogol 6000 Talco

Carbonato di calcio

Saccarosio

Cera montana glicolo

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore a 30 C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister in PVC/alluimnio.

Confezioni: 1 x 21 compresse; 3 x 21 compresse, 6 x 21 compresse È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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ACTAVIS Group PTC ehf – Reykjavíkurvegi 76-78, 220 Hafnarfjörður (Islanda)

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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039790011 : 75 mcg/20 mcg compresse rivestite – 1 x 21 compresse in blister PVC/AL 039790023 : 75 mcg/20 mcg compresse rivestite – 3 x 21 compresse in blister PVC/AL 039790035 : 75 mcg/20 mcg compresse rivestite – 6 x 21 compresse in blister PVC/AL 039790047 : 75 mcg/30 mcg compresse rivestite – 1 x 21 compresse in blister PVC/AL 039790050 : 75 mcg/30 mcg compresse rivestite – 3 x 21 compresse in blister PVC/AL 039790062 : 75 mcg/30 mcg compresse rivestite – 6 x 21 compresse in blister PVC/AL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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17/10/2011

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: ———-

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