Skyrizi: a cosa serve, come si prende, effetti collaterali

Riassunto generato con AI dalle schede tecniche AIFA e dai bugiardini di Skyrizi: a cosa serve, come si usa, controindicazioni, interazioni, gravidanza, effetti indesiderati.

Riassunto generato con AI, aggiornato il 18/10/2026.

Fonti usate dall'AI: 3 schede tecniche AIFA, 1 bugiardino, 1 pagina indicazioni, 1 pagina effetti collaterali, 1 pagina sicurezza e azione, 1 riassunto EPAR EMA scorri →

  1. 1 Scheda tecnica AIFASkyrizi – Risankizumab
  2. 2 Scheda tecnica AIFASkyrizi2 – Risankizumab
  3. 3 Scheda tecnica AIFASkyrizi 360 – Risankizumab
  4. 4 BugiardinoSkyrizi
  5. 5 IndicazioniSkyrizi
  6. 6 Effetti collateraliSkyrizi
  7. 7 Sicurezza e azioneSkyrizi
  8. 8 Riassunto EPAR EMASkyrizi (risankizumab)

Il testo è generato solo da questi 8 documenti; i numeri tra parentesi quadre rimandano alla fonte. Nient'altro è stato usato.

Skyrizi è un farmaco a base di risankizumab, un anticorpo monoclonale umanizzato che blocca selettivamente l’interleuchina 23 (IL-23) e riduce l’infiammazione. È indicato negli adulti per la psoriasi a placche da moderata a severa, per l’artrite psoriasica attiva e per la malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo, a seconda della formulazione.[1, 2, 3]

Prima di usarlo bisogna sapere che non deve essere impiegato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti, né in presenza di infezioni attive clinicamente importanti come la tubercolosi attiva; inoltre, se c’è un’infezione cronica o ricorrente il medicinale va usato con cautela.[1, 2, 3]

Skyrizi va usato sotto la supervisione di un medico esperto. Prima di iniziare servono valutazione per la tubercolosi, attenzione alle vaccinazioni vive e, in gravidanza, in genere è preferibile evitarlo; durante l’allattamento la decisione va valutata con il medico.[1, 2, 3]

Indice (7 sezioni)
  1. 1A cosa serve
  2. 2Formulazioni e come si usa
  3. 3Controindicazioni e avvertenze
  4. 4Interazioni
  5. 5Gravidanza e allattamento
  6. 6Effetti indesiderati
  7. 7Studi principali

A cosa serve

Skyrizi è autorizzato in Italia in diverse formulazioni per indicazioni diverse. La formulazione sottocutanea è indicata negli adulti per la psoriasi a placche da moderata a severa in pazienti candidati alla terapia sistemica e per l’artrite psoriasica attiva negli adulti che hanno risposto in modo inadeguato o non tollerano uno o più DMARD; può essere usato da solo o in associazione con metotressato nell’artrite psoriasica.[1] La formulazione per infusione endovenosa è indicata negli adulti con malattia di Crohn attiva di grado da moderato a severo, quando la terapia convenzionale o biologica non è stata sufficiente o non è stata tollerata.[2] L’EPAR EMA riporta anche altre indicazioni europee, ma per l’uso clinico in questa scheda si dà priorità alle schede tecniche AIFA delle formulazioni disponibili.[8]

Formulazioni e come si usa

Per la psoriasi a placche e l’artrite psoriasica, Skyrizi è disponibile come 150 mg in penna preriempita o siringa preriempita, e come 75 mg in siringa preriempita. La dose raccomandata è 150 mg per via sottocutanea alla settimana 0, alla settimana 4 e poi ogni 12 settimane, corrispondenti a due iniezioni da 75 mg oppure a una sola iniezione da 150 mg; va valutata l’eventuale interruzione se non c’è risposta dopo 16 settimane.[1] Se si dimentica una dose, va fatta il prima possibile e poi si riprende lo schema prestabilito.[1]

Per la malattia di Crohn, Skyrizi è disponibile come concentrato per soluzione per infusione da 600 mg e come formulazioni sottocutanee da 360 mg cartuccia e 90 mg siringa preriempita. La dose raccomandata è 600 mg per infusione endovenosa alla settimana 0, alla settimana 4 e alla settimana 8, seguita da 360 mg per iniezione sottocutanea alla settimana 12 e poi ogni 8 settimane; va considerata l’interruzione se alla settimana 24 non c’è beneficio terapeutico.[2, 3]

Indicazione/formulazione Dose standard nell’adulto Dose massima giornaliera
Psoriasi a placche o artrite psoriasica, formulazioni sottocutanee 150 mg alla settimana 0, alla settimana 4 e poi ogni 12 settimane Non indicata come dose giornaliera; lo schema è a intervalli prefissati[1]
Malattia di Crohn, formulazione per infusione e mantenimento sottocutaneo 600 mg alla settimana 0, 4 e 8, poi 360 mg alla settimana 12 e ogni 8 settimane Non indicata come dose giornaliera; lo schema è a intervalli prefissati[2, 3]

Le iniezioni sottocutanee vanno fatte nella coscia o nell’addome, evitando aree con cute sensibile, livida, arrossata, ispessita o colpita da psoriasi; la somministrazione nella parte superiore esterna del braccio è prevista solo da un operatore sanitario o da chi assiste il paziente.[1, 3] Per la formulazione da 75 mg, servono due siringhe per arrivare alla dose completa di 150 mg; per la formulazione da 90 mg nel Crohn, servono quattro siringhe per arrivare a 360 mg.[1, 3] Le formulazioni per infusione sono esclusivamente endovenose e la somministrazione deve durare almeno un’ora.[2]

Nei bambini e negli adolescenti la dose dipende dal peso e dall’età e va letta nella tabella della scheda tecnica o del foglietto illustrativo; la decisione spetta al pediatra.[4, 8]

Controindicazioni e avvertenze

Skyrizi è controindicato in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti e in presenza di infezioni attive clinicamente importanti, per esempio la tubercolosi attiva.[1, 2, 3] Prima di iniziare il trattamento bisogna valutare la tubercolosi e monitorare eventuali segni di TB attiva durante la terapia.[1, 2, 3]

Il risankizumab può aumentare il rischio di infezione. Nei pazienti con infezione cronica, con infezioni ricorrenti o con noti fattori di rischio infettivo, il medicinale va usato con cautela. Se compare un’infezione clinicamente importante, il trattamento non deve essere iniziato finché l’infezione non è risolta o adeguatamente trattata, e se l’infezione compare durante la terapia il farmaco non deve essere somministrato fino alla risoluzione.[1, 2, 3]

Per le vaccinazioni, prima di iniziare la terapia va considerato il completamento del programma vaccinale secondo le linee guida correnti. Dopo vaccini vivi, occorre attendere almeno 4 settimane prima di iniziare Skyrizi; durante il trattamento e per almeno 21 settimane dopo la fine non devono essere somministrati vaccini vivi.[1, 2, 3]

In caso di reazione di ipersensibilità grave, la somministrazione deve essere interrotta immediatamente e va avviato un trattamento appropriato.[1, 2, 3] Il medicinale richiede inoltre tracciabilità: nome e numero di lotto devono essere registrati.[1, 2, 3]

Interazioni

Le schede tecniche non prevedono interazioni farmacocinetiche rilevanti: risankizumab non viene considerato metabolizzato dagli enzimi epatici né eliminato per via renale, quindi non sono attese interazioni con inibitori, induttori o substrati degli enzimi che metabolizzano i medicinali, e non è richiesto un aggiustamento della dose.[1, 2, 3] Tuttavia, la sicurezza e l’efficacia dell’associazione con immunosoppressori, inclusi i biologici, non sono state ancora stabilite; nella formulazione per psoriasi è citata anche l’associazione con la fototerapia come non ancora definita.[1, 2, 3]

Gravidanza e allattamento

Nelle donne in età fertile è raccomandato un metodo contraccettivo efficace durante il trattamento e per almeno 21 settimane dopo l’ultima dose.[1, 2, 3] In gravidanza i dati disponibili sono limitati, con meno di 300 gravidanze esposte; gli studi sugli animali non indicano tossicità riproduttiva diretta, ma a scopo precauzionale è preferibile evitare l’uso di risankizumab durante la gravidanza.[1, 2, 3]

Non è noto se il farmaco passi nel latte materno. Poiché le IgG umane sono escrete nel latte nei primi giorni dopo il parto, un rischio per il lattante non può essere escluso in quel breve periodo; la decisione se continuare o sospendere il trattamento va presa valutando il beneficio dell’allattamento e quello della terapia per la madre.[1, 2, 3] L’effetto sulla fertilità umana non è stato valutato, mentre negli studi animali non sono emersi effetti dannosi.[1, 2, 3]

Effetti indesiderati

Le reazioni avverse più comunemente riportate sono le infezioni delle vie respiratorie superiori, con una frequenza che nelle schede tecniche è riportata dal 13,0% nella psoriasi al 15,6% nella malattia di Crohn.[1, 2, 3] Tra gli effetti indesiderati osservati negli studi clinici figurano infezioni da Tinea, follicolite, cefalea, prurito, eruzione cutanea, orticaria, stanchezza e reazioni nel sito di iniezione.[1, 2, 3]

Per le formulazioni sottocutanee, le reazioni nel sito di iniezione comprendevano lividura, eritema, ematoma, emorragia, irritazione, dolore, prurito, reazione, tumefazione, indurimento, eruzione cutanea e, per la formulazione da 90 mg, anche ipersensibilità, nodulo, orticaria, vesciche e calore.[1, 3] Nei programmi clinici per la psoriasi il tasso di infezioni è stato di 75,5 eventi per 100 anni/persona, mentre il tasso di infezioni gravi è stato di 1,7 eventi per 100 anni/persona; nella malattia di Crohn il tasso di infezioni è stato di 43,0 eventi per 100 anni/persona.[1, 2] In caso di sovradosaggio, si raccomanda di monitorare il paziente e avviare il trattamento sintomatico appropriato.[1, 2, 3]

Studi principali

Negli studi EMA sulla psoriasi a placche negli adulti, Skyrizi ha mostrato risultati superiori al placebo e a ustekinumab. Nella settimana 16, il raggiungimento di PASI 90 è stato circa del 75% con risankizumab contro circa il 45% con ustekinumab e circa il 4% con placebo; inoltre circa l’86% dei pazienti trattati con Skyrizi ha ottenuto una cute “clear” o “almost clear”, rispetto a circa il 62% con ustekinumab e circa il 6% con placebo.[8] Nello studio pediatrico EMA, a 16 settimane circa l’85% dei pazienti di età da 12 a meno di 18 anni trattati con Skyrizi ha raggiunto PASI 75, e a 52 settimane circa l’87% dei bambini da 6 a meno di 12 anni ha raggiunto PASI 75.[8]

Per l’artrite psoriasica, l’EPAR EMA riporta che in due studi principali su oltre 1.400 pazienti Skyrizi è risultato più efficace del placebo: a 24 settimane l’ACR20 è stato del 51% contro 27% nel primo studio e del 57% contro 34% nel secondo.[8] Per la malattia di Crohn, l’EPAR riporta due studi principali su 1.549 pazienti; nel primo studio il 35% dei pazienti trattati con la dose raccomandata ha ottenuto remissione clinica a 12 settimane e il 29% una risposta endoscopica.[8]

Riassunto generato con intelligenza artificiale esclusivamente dalle fonti elencate in alto; in caso di differenze prevale la scheda tecnica AIFA. Può contenere imprecisioni e non sostituisce il parere del medico o del farmacista. Per dosi e controindicazioni fa fede il foglietto illustrativo della confezione. Scheda tecnica completa: Skyrizi – Risankizumab: Scheda Tecnica e Prescrivibilità. Avvertenze.