Daunoxome: effetti collaterali e controindicazioni

Daunoxome 2 mg/ml (Daunorubicina) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Sarcoma di Kaposi AIDS-correlato in pazienti con una bassa conta di cellule CD4 (<200 cellule/mm³) ed estesa affezione mucocutanea o viscerale.

DaunoXome non deve essere usato per trattare sarcoma di Kaposi AIDS-correlato che può essere efficacemente trattato con una terapia locale.

Daunoxome 2 mg/ml: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Daunoxome 2 mg/ml ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Daunoxome 2 mg/ml, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Daunoxome 2 mg/ml: controindicazioni

Ipersensibilità a DaunoXome o ad uno qualsiasi degli eccipienti o ad altre antracicline/antracenedioni.

Allattamento.

Daunoxome 2 mg/ml: effetti collaterali

Le reazioni avverse con correlazione almeno possibile al trattamento con DaunoXome sono di seguito elencate, classificate per sistemi e organi e per frequenza. La frequenza è definita come: molto comune ≥10%; comune ≥1% e <10%; non comune ≥0,1% e <1%; raro ≥0,01% e <0,1%; molto raro <0,01%.

Infezioni ed infestazioni

Molto comune: infezioni

Non comune: sepsi, shock settico (vedere paragrafo 4.4)

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Patologie del sistema emolinfopoietico

Molto comune: soppressione del midollo osseo, agranulocitosi, neutropenia, neutropenia febbrile, leucopenia, pancitopenia, trombocitopenia e anemia (vedere paragrafo 4.4)

Disturbi del sistema immunitario

Molto comune: reazioni allergiche

Raro: reazione anafilattica

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: disidratazione

Disturbi psichiatrici

Comune: depressione

Patologie del sistema nervoso

Molto comune: cefalea

Comune: capogiri

Patologie cardiache (vedere paragrafo 4.4)

Comune: diminuzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra

Non comune: insufficienza cardiaca congestizia, cardiomiopatia

Raro: fibrillazione atriale, infarto del miocardio

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Molto comune: dispnea

Patologie gastrointestinali

Molto comune: stomatite, ulcerazione delle mucose, nausea, vomito, diarrea, dolore addominale

Patologiedella cute e del tessuto sottocutaneo

Molto comune: alopecia

Raro: sindrome da eritrodisestesia palmare-plantare (vedere sotto)

La sindrome da eritrodisestesia palmare-plantare (sindrome mani-piedi) è stata riportata raramente in pazienti trattati con alte dosi di DaunoXome e citarabina per la leucemia. La condizione è caratterizzata da gonfiore, dolore, formicolio ed eritema del palmo della mano e della pianta del piede che, in alcuni pazienti, può portare a desquamazione della pelle. Per gestire tale condizione può risultare necessario ridurre la dose o rinviare la somministrazione di farmaco.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Molto comune: reazioni associate all’infusione (incluso dolori alla schiena, vampate, tensione al petto e dispnea) (vedere paragrafo 4.4) astenia, affaticamento, febbre, brividi

Comune: l’extravasazione presso il sito di iniezione può causare eritema, dolore e gonfiore (vedere paragrafo 4.4)

Daunoxome 2 mg/ml: avvertenze per l’uso

Cardiotossicità

DaunoXome e altre antracicline possono determinare cardiotossicità, in particolare insufficienza cardiaca congestizia conseguente a cardiomiopatia. La comparsa dei sintomi può essere improvvisa e può avvenire dopo settimane o mesi dall’interruzione della terapia. Il danno a livello cardiaco potrebbe essere irreversibile e raramente si sono verificati episodi con esito fatale, generalmente in pazienti con fattori di rischio.

Il rischio di cardiotossicità aumenta con il dosaggio cumulativo totale di antracicline. Si deve porre attenzione ai pazienti precedentemente trattati con antracicline o a quelli in pregressa (o concomitante) terapia con altri composti cardiotossici, quali il 5-fluorouracile (5-FU).

Il rischio di cardiotossicità appare essere più elevato nei pazienti con preesistente patologia cardiovascolare, con un’anamnesi di irradiazione al mediastino e negli anziani. Pertanto occorre essere cauti nell’utilizzare DaunoXome in questi pazienti. DaunoXome deve essere somministrato a pazienti con patologia cardiovascolare solo quando i benefici superano i rischi.

L’esperienza in pazienti trattati con alte dosi di DaunoXome (al di sopra di 60 mg/m²) per patologie maligne diverse da sarcoma di Kaposi indica che il rischio di cardiotossicità può essere più elevato in questi pazienti.

Monitoraggio cardiaco

Un attento monitoraggio della funzionalità cardiaca è essenziale nei pazienti trattati con DaunoXome.

La cardiomiopatia indotta da antracicline è generalmente associata ad una diminuzione della frazione di eiezione ventricolare sinistra (left ventricular ejection fraction – LVEF) misurata mediante ecocardiografia o tramite test MUGA (Multiple Gated Acquisition). La misurazione della LVEF rappresenta un metodo più specifico per il monitoraggio della funzionalità cardiaca rispetto all’ECG.

Tutti i pazienti devono effettuare un ECG di base, un’ecocardiografia e la misurazione della LVEF prima di iniziare la terapia con DaunoXome. Questi esami devono essere ripetuti regolarmente durante il trattamento. Inoltre, in tutti i pazienti, la determinazione della LVEF deve essere effettuata al raggiungimento di una dose cumulativa di 320 mg/m² e successivamente ogni 160 mg/m², in modo tale da identificare in fase iniziale qualsiasi alterazione della LVEF che può essere un segnale precursore di cardiomiopatia nel caso in cui la terapia con DaunoXome venga mantenuta.

Nei pazienti che presentano fattori di rischio di cardiotossicità con DaunoXome, o quelli che ricevono alte dosi di DaunoXome per ciclo (per esempio 120 mg/m²o oltre), la diminuzione della funzionalità cardiaca può verificarsi a dosi cumulative più basse di DaunoXome, pertanto occorre prendere in considerazione la determinazione della LVEF dopo ogni ciclo di trattamento e prima di somministrare altro DaunoXome.

Transitori cambiamenti nell’ECG, quali un appiattimento dell’onda T, un abbassamento del segmento S-T e aritmie benigne non sono considerati vincolanti per la sospensione della terapia con DaunoXome. Una riduzione dell’onda QRS è da tenere maggiormente in considerazione quale indice di tossicità cardiaca.

Ogni qualvolta si sospetti una cardiomiopatia, e/o la LVEF risulti notevolmente diminuita rispetto ai valori di pre-trattamento (per esempio riduzione del 20%) e/o la LVEF sia significativamente più bassa rispetto alla prognosi (per esempio <45%), il beneficio derivante dal proseguimento della terapia deve essere soppesato attentamente rispetto al rischio di produrre un danno cardiaco irreversibile.

Si raccomanda l’interruzione del trattamento con DaunoXome qualora compaiano segni clinici di cardiotossicità.

Tossicità ematologica

DaunoXome è un soppressore dell’attività del midollo osseo. La neutropenia è l’effetto generalmente più significativo, che può essere grave e manifestarsi con febbre ed infezione. Possono verificarsi anche anemia e trombocitopenia, ma sono generalmente meno marcate. Una persistente grave mielosoppressione può causare sepsi o emorragia. Prima di ogni somministrazione e in corso di terapia con DaunoXome deve essere determinata e monitorata, come appropriato dal punto di vista medico, la conta cellulare plasmatica totale.

I pazienti devono essere tenuti sotto stretta sorveglianza per rilevare infezioni intercorrenti od opportunistiche.

La tossicità ematologica può richiedere una riduzione della dose di DaunoXome o la sospensione o il rinvio della terapia. Il fattore stimolante le colonie di granulociti G-CSF è stato usato per trattare pazienti con neutropenia.

Si raccomanda molta cautela nell’impiego di DaunoXome in associazione con altri agenti soppressori della funzionalità del midollo osseo.

Reazioni relative alla sede di iniezione

Occorre fare attenzione che non si verifichi extravasazione di DaunoXome durante la somministrazione. La somministrazione paravenosa ha comportato la comparsa di eritema, dolore e gonfiore dei tessuti presso il sito di infiltrazione. Questi cambiamenti sono generalmente transitori, e si risolvono entro 6 mesi. Ad ogni modo, la necrosi tissutale localizzata deve essere considerata come una possibile conseguenza dell’extravasazione.

Qualora compaiano segnali o sintomi da extravasazione (per esempio dolore pungente, eritema), l’infusione deve essere immediatamente interrotta e riavviata in un’altra vena. Può risultare inappropriato il ricorso a misure correttive che potrebbero causare il rilascio del farmaco dai liposomi (quali l’applicazione di ghiaccio o di corticosteroidi, l’instillazione di antidoti locali, compressione locale, ecc.).

Reazioni acute associate all’infusione

Reazioni acute correlate all’infusione sono state riferite in pazienti trattati con DaunoXome. I sintomi tipicamente includono dolore alla schiena, vampate, tensione al petto e dispnea. Queste reazioni da infusione possono comparire in fase di prima esposizione del paziente a DaunoXome o durante la riesposizione di un paziente precedentemente trattato con DaunoXome senza problemi. Le reazioni correlate all’infusione solitamente si verificano entro i primi 10 minuti di infusione e si attenuano rallentando o interrompendo l’infusione. Sono state riportate anche reazioni acute di tipo allergico/anafilattico, talvolta associate ad ipotensione.

Occorre cautela nell’utilizzo di DaunoXome in concomitanza con altri agenti mielosoppressori o agenti cardiotossici (vedere paragrafo 4.5).


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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