Lanoxin: effetti collaterali e controindicazioni

Lanoxin: effetti collaterali e controindicazioni

Lanoxin (Digossina) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

LANOXIN è indicato nel:

Trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica con prevalente disfunzione sistolica. I suoi effetti terapeutici sono più evidenti nei pazienti con dilatazione ventricolare. La digossina è particolarmente indicata quando lo scompenso cardiaco è accompagnato da fibrillazione atriale.

Trattamento della fibrillazione e del flutter atriale cronico al fine di contenere la frequenza di risposta

ventricolare.

Lanoxin: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Lanoxin ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Lanoxin, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Lanoxin: controindicazioni

La digossina è controindicata in pazienti con ipersensibilità al principio attivo, ad altri glicosidi digitalici o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

La digossina è controindicata nel blocco cardiaco completo intermittente o nel blocco atrioventricolare di secondo grado, specialmente se c’è una storia di attacchi di Stokes-Adams.

La digossina è controindicata nelle aritmie causate da intossicazione da glicosidi cardioattivi.

La digossina è controindicata nelle aritmie sopraventricolari, associate a vie accessorie atrioventricolari, come nella Sindrome di Wolff-Parkinson-White, a meno che le caratteristiche elettrofisiologiche delle vie accessorie, ed i possibili effetti sfavorevoli della digossina su tali caratteristiche siano stati adeguatamente valutati.

Se c’è il riscontro di una via accessoria o il sospetto che essa sia presente, senza storia di precedenti aritmie sopraventricolari, la digossina è comunque controindicata.

La digossina è controindicata nella tachicardia ventricolare e nella fibrillazione ventricolare.

La digossina è controindicata nella cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva, a meno che non ci siano una concomitante fibrillazione atriale o insufficienza cardiaca, ma anche in tal caso è necessaria molta prudenza nell’uso di digossina.

Per il contenuto in alcool etilico (vedere paragrafo 4.5 Interazìonì con altrì medìcìnalì ed altre forme dì ìnterazìone) LANOXIN Sciroppo non deve essere somministrato in gravidanza, nei pazienti affetti da patologie epatiche, da epilessia, da alcoolismo, da lesioni o patologie cerebrali.

Lanoxin: effetti collaterali

Poiché in pazienti in trattamento con digossina sono stati segnalati casi di disturbi visivi e a carico del Sistema Nervoso Centrale, i pazienti debbono adottare cautela prima di condurre veicoli, usare macchinari o partecipare ad attività pericolose.

Per la presenza di alcool etilico LANOXIN Sciroppo può ridurre la capacità di guida e di operare sui macchinari.

Effetti indesiderati Riassunto del profilo di sicurezza

In generale gli effetti indesiderati della digossina sono dose-dipendenti e si verificano a dosaggi maggiori di quelli necessari per ottenere un effetto terapeutico. Quindi, gli effetti indesiderati sono meno frequenti quando la digossina viene impiegata entro il range della dose raccomandata o della concentrazione sierica terapeutica e quando viene posta particolare attenzione al trattamento contemporaneo con altri farmaci ed alle condizioni del paziente.

Lista/Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse sono elencate di seguito, secondo la classificazione sistemica organica e per frequenza. Le frequenze sono definite come: molto comune (? 1/10), comune (? 1/100 e < 1/10), non comune (? 1/1000

e < 1/100), raro (? 1/10000 e < 1/1000), molto raro (< 1/10000), compresi casi isolati. Gli eventi molto comuni, comuni e non comuni sono generalmente definiti dagli studi clinici. E’ stata anche presa in considerazione l’incidenza del placebo. Le reazioni avverse identificate attraverso la sorveglianza dopo l’immissione in commercio, sono state classificate come rare o molto rare (compresi casi isolati).

Patologie del sistema emolinfopoietico Molto raro trombocitopenia
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto raro anoressia
Disturbi psichiatrici Non comune depressione
Molto raro psicosi, apatia, confusione
Patologie del sistema nervoso centrale Comune disturbi a carico del sistema nervoso centrale, vertigini
Molto raro cefalea
Patologie dell’occhio Comune disturbi visivi (visione offuscata o gialla)
Patologie cardiache Comune aritmia, disturbi della conduzione, bigeminismo, trigeminismo, prolungamento del tratto PR, bradicardia sinusale
Molto raro tachiaritmia sopraventricolare, tachicardia atriale (con o senza blocco), tachicardia giunzionale (nodale), aritmia ventricolare, contrazione ventricolare prematura, sottoslivellamento del tratto ST
Patologie gastrointestinali Comune nausea, vomito, diarrea
Molto raro ischemia intestinale, necrosi intestinale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Comune eruzioni cutanee a carattere urticarioide o scarlattiniforme, che possono essere accompagnate da marcata eosinofilia
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Molto raro ginecomastia può presentarsi nella somministrazione a lungo termine
Patologie sistemiche e condizioni relative al sito di somministrazione Molto raro affaticamento, malessere, debolezza

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzowww.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

4.9.

Lanoxin: avvertenze per l’uso

L’intossicazione con digossina può scatenare aritmie, alcune delle quali possono somigliare a quelle per le quali il farmaco è indicato. Ad esempio la tachicardia atriale con blocco atrioventricolare variabile, richiede molta attenzione poiché clinicamente il ritmo è simile alla fibrillazione atriale.

Molti dei benefici della digossina nelle aritmie derivano da un certo grado di blocco della conduzione atrioventricolare.

Comunque quando un blocco atrioventricolare incompleto già esiste vanno previsti gli effetti di una sua rapida progressione. In caso di blocco completo il ritmo di scappamento idioventricolare può essere soppresso.

In taluni casi di disturbi seno-atriali (es. nella Malattia del Nodo del Seno), la digossina può causare o esacerbare la bradicardia sinusale, o causare il blocco senoatriale.

La somministrazione di digossina nel periodo immediatamente successivo ad un infarto del miocardio non è controindicata. Tuttavia l’uso di farmaci inotropi, in alcuni pazienti in questo ambito può determinare un indesiderato aumentodi richiesta di ossigeno nel miocardio ed ischemia, ed alcuni studi retrospettivi di follow-up suggeriscono che la digossina sia associata ad un rischio aumentato di morte. Deve essere tenuta in considerazione la possibilità che insorgano aritmie in pazienti che, a seguito di infarto del miocardio, possono essere ipokaliemici e suscettibili di instabilità emodinamica.

Si deve inoltre tener conto delle limitazioni successivamente imposte alla cardioversione diretta.

Il trattamento con digossina deve essere generalmente evitato nei pazienti con insufficienza cardiaca associata ad amiloidosi cardiaca. Tuttavia, qualora non ci fossero appropriati trattamenti alternativi, la digossina può essere usata per controllare la frequenza ventricolare nei pazienti con amiloidosi cardiaca e fibrillazione atriale.

La digossina può raramente scatenare una vasocostrizione e pertanto deve essere evitata nei pazienti con miocardite.

I pazienti con malattia cardiaca da beri-beri possono non rispondere adeguatamente alla digossina qualora la deficienza pre-esistente di tiamina non sia stata trattata concomitantemente.

La digossina non deve essere impiegata nella pericardite costrittiva a meno che non sia utilizzata per controllare la frequenza ventricolare nel corso di fibrillazione atriale o per migliorare la disfunzione sistolica.

La digossina migliora la tolleranza allo sforzo in pazienti che presentano disfunzione sistolica ventricolare sinistra e normale ritmo sinusale.

Questo può essere associato o meno ad un miglioramento del profilo emodinamico. Tuttavia il beneficio della digossina in pazienti con aritmie sopraventricolari è maggiormente evidente a riposo, meno evidente sotto sforzo.

L’uso di dosi terapeutiche di digossina può determinare un prolungamento dell’intervallo PR e sottoslivellamento del tratto ST dell’ECG. La digossina può indurre variazioni falsamente positive del tratto ST-T dell’ECG durante la prova da sforzo. Questi effetti elettrofisiologici riflettono effetti attesi del farmaco e non sono indicativi di tossicità.

Nei casi in cui i glicosidi cardioattivi siano stati assunti nelle precedenti due settimane, le raccomandazioni sulla dose iniziale di un paziente vanno riesaminate e si consiglia di ridurre la dose.

Le indicazioni sul dosaggio vanno riesaminate se i pazienti sono anziani o ci siano altre ragioni per cuila clearance renale della digossina risulti ridotta. Deve essere presa in considerazione una riduzione sia del dosaggio iniziale che di quello di mantenimento.

Nei pazienti in trattamento con digossina devono essere controllati periodicamente gli elettroliti sierici e la funzione renale mediante le concentrazioni sieriche della creatinina; la frequenza dei controlli dipende dalla situazione clinica.

La determinazione delle concentrazioni sieriche di digossina può essere molto utile nel prendere una decisione per una ulteriore somministrazione di digossina, ma altri glicosidi ed altre sostanze endogene, digossina simili, possono presentare reattività crociata nel saggio fornendo risultati falsamente positivi.

Possono essere più appropriati i rilevamenti effettuati durante la sospensione temporanea del trattamento con digossina.

I pazienti con grave patologia respiratoria possono presentare una accresciuta sensibilità del miocardio ai glicosidi digitalici.

L’ipokaliemia sensibilizza il miocardio all’azione dei glicosidi cardioattivi.

L’ipossia, l’ipomagnesiemia ed una marcata ipercalcemia aumentano la sensibilità del miocardio ai glicosidi cardioattivi.

La somministrazione di digossina a pazienti con patologia tiroidea richiede attenzione. Sia la dose iniziale che di mantenimento di digossina devono essere ridotte in caso di ipofunzione tiroidea.

In condizioni di ipertiroidismo c’è una relativa resistenza alla digossina e può essere necessario aumentare le dosi.

Durante il trattamento di tireotossicosi il dosaggio deve essere progressivamente ridotto in rapporto al miglioramento della tireotossicosi.

I pazienti con sindrome da malassorbimento o ricostruzioni gastrointestinali, possono richiedere dosi maggiori di digossina.

Sebbene molti pazienti con insufficienza cardiaca congestizia cronica traggano beneficio dalla somministrazione di digossina in acuto, ve ne sono alcuni nei quali tale somministrazione non porta a miglioramenti emodinamici duraturi. E’ quindi importante valutare individualmente la risposta di ciascun paziente quando il Lanoxin viene continuato a lungo termine.

Cardioversione elettrica

Il rischio di provocare pericolose aritmie con cardioversione elettrica diretta è notevolmente accresciuto in presenza di intossicazione digitalica, ed è proporzionale all’energia usata per la cardioversione.

Per la cardioversione elettrica di elezione di un paziente che sta assumendo digossina, il farmaco dovrebbe essere sospeso 24 ore prima che la cardioversione sia eseguita.

In caso di emergenza, come nell’arresto cardiaco, il tentativo di cardioversione deve essere effettuato impiegando l’energia efficace più bassa.

La cardioversione elettrica diretta non è appropriata nel trattamento di aritmie causate dai glicosidi cardioattivi.

Preparazioni a base di Hypericum perforatum non dovrebbero essere assunte in contemporanea con medicinali contenenti contraccettivi orali, digossina, teofillina, carbamazepina, fenobarbital, fenitoina a causa del rischio di un decremento dei livelli plasmatici e di diminuzione dell’efficacia terapeutica di contraccettivi orali, digossina, teofillina, carbamazepina, fenobarbital, fenitoina (vedere paragrafo 4.5. Interazìonì con altrì medìcìnalì ed altre forme dì ìnterazìone).

Informazioni importanti su alcuni eccipienti

Le

compresse

di LANOXIN contengono lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

LANOXIN sciroppo contiente sciroppo di glucosio idrogenato. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, non devono assumere questo medicinale.

LANOXIN

sciroppo

contiene metilparaidrossidobenzoato. Tale sostanza che può causare reazioni allergiche (anche ritardate).

100 ml di LANOXIN

sciroppo

contengono 10,5 ml di alcool etilico al 96%. 1 ml di LANOXIN Sciroppo contiene 0,105 ml di alcool etilico al 96%: la dose singola massima impiegata negli adulti e bambini di età superiore a 10 anni nella digitalizzazione orale rapida corrisponde a 2,52 g di alcool.

Nel caso di digitalizzazione orale rapida in bambini di età superiore a 10 anni la somministrazione di LANOXIN Sciroppo comporta l’assunzione da parte del paziente di dosi giornaliere di alcool superiori a 3 g totali.

Nel caso di digitalizzazione orale rapida in bambini di età inferiore ai 10 anni la somministrazione di LANOXIN Sciroppo comporta invece l’assunzione da parte del bambino di dosi giornaliere di alcool inferiori a 3 g.

Si richiama, pertanto, l’attenzione del medico prescrittore sulla necessità di valutare scrupolosamente, alla luce del singolo quadro clinico, il bilancio rischio/beneficio della digitalizzazione orale rapida contro i potenziali effetti negativi legati alla presenza di alcool nella formulazione.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco