Aicisi: Scheda tecnica e prescrivibilità

Aicisi - Brinzolamide - Aicisi è indicato per ridurre l’elevata pressione intraoculare nei casi di:

Aicisi

Aicisi (Brinzolamide)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Aicisi: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Aicisi

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Aicisi 10 mg/mL collirio, sospensione

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Ogni mL di sospensione contiene 10 mg di brinzolamide. Ogni goccia di sospensione contiene circa 0,3 mg di brinzolamide.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Collirio, sospensione.

Sospensione di colore dal bianco al biancastro con pH di circa 7,5 e osmolalità di circa 295 mOsm/kg.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Aicisi è indicato per ridurre l’elevata pressione intraoculare nei casi di:

  • ipertensione oculare
  • glaucoma ad angolo aperto

come monoterapia nei pazienti adulti che non rispondono ai beta-bloccanti o nei pazienti adulti in cui i beta-bloccanti sono controindicati, o come terapia aggiuntiva ai beta-bloccanti o agli analoghi delle prostaglandine (vedere anche paragrafo 5.1).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Posologia

Quando usato in monoterapia o in terapia aggiuntiva, il dosaggio è di una goccia di Aicisi nel sacco congiuntivale dell’/degli occhio/i affetto/i due volte al giorno. Alcuni pazienti possono avere una risposta migliore con la somministrazione di una goccia tre volte al giorno.

Popolazioni speciali

Anziani Non è necessario alcun aggiustamento della dose nei pazienti anziani.

Compromissione epatica e renale La brinzolamide non è stata studiata in pazienti con compromissione epatica e pertanto non è raccomandata in tali pazienti.

La brinzolamide non è stata studiata in pazienti con compromissione renale grave (clearance della creatinina <30 mL/min) o in pazienti con acidosi ipercloremica. Poiché la brinzolamide ed il suo metabolita principale sono escreti in modo predominante dal rene, Aicisi è pertanto controindicato in tali pazienti (vedere anche paragrafo 4.3).

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di brinzolamide nei neonati, nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state stabilite. I dati al momento disponibili sono riportati nei paragrafi 4.8 e 5.1. L’uso di Aicisi non è raccomandato nei neonati, nei bambini e negli adolescenti.

Modo di somministrazione

Per uso oftalmico.

Si raccomanda l’occlusione nasolacrimale o la chiusura delicata della palpebra dopo l’instillazione. Ciò può ridurre l’assorbimento sistemico dei medicinali somministrati per via oftalmica e comportare una riduzione degli effetti indesiderati sistemici.

Istruire il paziente ad agitare bene il flacone prima dell’uso.

Per prevenire la contaminazione della punta del contagocce e della sospensione, si deve fare attenzione a non toccare le palpebre, le aree circostanti o altre superfici con la punta del contagocce del flacone multidose. Istruire i pazienti a conservare il flacone ben chiuso quando non lo si utilizza.

Quando Aicisi viene usato in sostituzione di un altro agente oftalmico antiglaucoma, interrompere la somministrazione dell’altro agente ed iniziare la terapia con Aicisi il giorno successivo.

Se viene usato più di un medicinale topico oftalmico, i medicinali devono essere somministrati ad almeno 5 minuti di distanza l’uno dall’altro. Gli unguenti oftalmici devono essere somministrati per ultimi.

Se si salta una dose, proseguire il trattamento con la dose successiva come programmato. La dose non dovrà essere superiore ad una goccia tre volte al giorno nell’/negli occhio/i affetto/i.

04.3 Controindicazioni

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1
  • Accertata ipersensibilità alle solfonamidi (vedere anche paragrafo 4.4)
  • Compromissione renale grave
  • Acidosi ipercloremica

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Effetti sistemici La brinzolamide è una sulfonamide inibitore dell’anidrasi carbonica e, sebbene somministrata per via topica, è assorbita a livello sistemico. Gli stessi tipi di reazioni avverse attribuibili alle sulfonamidi, possono verificarsi con la somministrazione topica del farmaco, inclusa la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (TEN). Al momento della prescrizione, i pazienti devono essere avvisati circa i segni e i sintomi e devono essere monitorati attentamente per le reazioni cutanee. Se si manifestano segni di reazioni gravi o di ipersensibilità, Aicisi deve essere interrotto immediatamente.

Sono stati segnalati disturbi dell’equilibrio acido-base con l’uso orale di inibitori dell’anidrasi carbonica. Usare con cautela in pazienti con rischio di compromissione renale a causa del possibile rischio di acidosi metabolica (vedere paragrafo 4.2).

La brinzolamide non è stata studiata nei neonati prematuri (di età gestazionale inferiore alle 36 settimane) o in quelli di età inferiore a 1 settimana. Ai pazienti affetti da significativa immaturità o da anomalia tubulare renale, deve essere somministrata brinzolamide solo dopo un’attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio a causa del possibile rischio di acidosi metabolica.

Gli inibitori orali dell’anidrasi carbonica possono compromettere la capacità di eseguire operazioni che richiedono attenzione mentale e/o coordinazione fisica. La brinzolamide viene assorbita a livello sistemico e quindi ciò potrebbe verificarsi con la somministrazione topica. Terapia concomitante Esiste la possibilità di un effetto additivo sugli effetti sistemici noti dell’inibizione dell’anidrasi carbonica, nei pazienti che ricevono un inibitore dell’anidrasi carbonica per via orale e brinzolamide. La concomitante somministrazione di brinzolamide e degli inibitori orali dell’anidrasi carbonica non è stata studiata e non è raccomandata (vedere anche paragrafo 4.5).

La brinzolamide è stata valutata principalmente in somministrazione concomitante con timololo nella terapia aggiuntiva del glaucoma. Inoltre, è stato, studiato l’effetto di riduzione della pressione intraoculare (PIO) della brinzolamide come terapia aggiuntiva all’analogo delle prostaglandine travoprost. Non sono disponibili dati a lungo termine sull’uso di brinzolamide come terapia aggiuntiva a travoprost (vedere anche paragrafo 5.1).

Esiste un’esperienza limitata con brinzolamide nel trattamento di pazienti con glaucoma pseudoesfoliativo o pigmentario. Si deve prestare attenzione nel trattare questi pazienti ed è raccomandato un attento monitoraggio della pressione intraoculare (PIO). La brinzolamide non è stata studiata in pazienti con glaucoma ad angolo stretto e il suo utilizzo non è raccomandato in questi pazienti.

Il possibile ruolo della brinzolamide sulla funzione endoteliale corneale di pazienti con cornee compromesse (particolarmente in pazienti con bassa conta cellulare endoteliale) non è stato studiato. Nello specifico, non sono stati studiati pazienti portatori di lenti a contatto e, in questi pazienti, è raccomandato un attento monitoraggio durante l’uso di brinzolamide, poiché gli inibitori dell’anidrasi carbonica possono influenzare l’idratazione corneale e l’uso di lenti a contatto potrebbe aumentare il rischio per la cornea. È raccomandato un attento monitoraggio dei pazienti con cornee compromesse, come i pazienti affetti da diabete mellito o distrofie corneali.

Aicisi non è stato studiato in pazienti portatori di lenti a contatto.

Non sono stati studiati i potenziali effetti di rimbalzo dopo l’interruzione del trattamento con brinzolamide; si prevede che l’effetto di riduzione della pressione intraoculare possa durare 5-7 giorni.

Popolazione pediatrica La sicurezza e l’efficacia di Aicisi nei neonati, nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra 0 e 17 anni non sono state stabilite ed il suo uso non è raccomandato nei neonati, nei bambini e negli adolescenti.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Non stati condotti studi specifici sull’interazione di altri medicinali con brinzolamide.

Negli studi clinici, la brinzolamide è stata utilizzata in concomitanza con analoghi delle prostaglandine e preparazioni oftalmiche a base di timololo senza evidenza di interazioni avverse. L’associazione tra brinzolamide e miotici o agonisti adrenergici non è stata valutata durante la terapia aggiuntiva del glaucoma.

La brinzolamide è un inibitore dell’anidrasi carbonica e sebbene somministrato per via topica, viene assorbito a livello sistemico. Disturbi dell’equilibrio acido/base sono stati riportati con l’uso orale di inibitori dell’anidrasi carbonica. La possibilità di interazione deve essere considerata in pazienti in terapia con Aicisi.

Gli isoenzimi del citocromo P-450 responsabili del metabolismo della brinzolamide includono CYP3A4 (il principale), CYP2A6, CYP2C8 e CYP2C9. Si prevede che gli inibitori di CYP3A4 come ketoconazolo, itraconazolo, clotrimazolo, ritonavir e troleandomicina possano inibire il metabolismo della brinzolamide da parte del CYP3A4. È necessario prestare attenzione se si usano contemporaneamente gli inibitori del CYP3A4. Tuttavia, dato che l’eliminazione avviene principalmente per via renale, l’accumulo di brinzolamide è poco probabile. La brinzolamide non è un inibitore degli isoenzimi citocromo P-450.

04.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza Non vi sono o sono disponibli in numero limitato dati provenienti dall’uso oftalmico della brinzolamide in donne in gravidanza. Gli studi condotti su animali hanno evidenziato una tossicità riproduttiva in seguito a somministrazione per via sistemica (vedere anche paragrafo 5.3).

Aicisi non è raccomandato durante la gravidanza e in donne in età fertile che non usano misure contraccettive.

Allattamento Non è noto se la brinzolamide/i metaboliti siano escreti nel latte materno in seguito a somministrazione topica oftalmica. Studi condotti sugli animali hanno mostrato escrezione di minime quantità di brinzolamide nel latte materno in seguito a somministrazione per via orale.

Non può essere escluso un rischio per i neonati/lattanti. Si deve decidere se interrompere l’allattamento al seno o interrompere/astenersi dalla terapia con brinzolamide, tenendo in considerazione il beneficio dell’allattamento per il bambino ed il beneficio della terapia per la donna.

Fertilità Studi condotti sugli animali con brinzolamide non hanno mostrato effetti sulla fertilità. Non sono stati effettuati studi per valutare l’effetto della somministrazione topica oftalmica di brinzolamide sulla fertilità umana.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Brinzolamide altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari.

Un temporaneo offuscamento della visione o altri disturbi visivi possono influire sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari (vedere anche paragrafo 4.8). Se si manifesta un offuscamento della visione dopo l’instillazione, il paziente dovrà attendere che la visione torni chiara prima di guidare o usare macchinari.

Gli inibitori orali dell’anidrasi carbonica possono compromettere la capacità di eseguire operazioni che richiedono attenzione mentale e/o coordinazione fisica (vedere anche paragrafo 4.4 e paragrafo 4.8).

04.8 Effetti indesiderati

Riepilogo del profilo di sicurezza Negli studi clinici che hanno coinvolto 2732 pazienti trattati con brinzolamide in monoterapia o come terapia aggiuntiva a timololo maleato 5 mg/mL, le reazioni avverse correlate al trattamento riportate più frequentemente sono state: disgeusia (6,0 %) (gusto amaro o inusuale, vedere la descrizione riportata sotto) e temporaneo offuscamento della visione dopo l’instillazione (5,4 %), della durata da pochi secondi a pochi minuti (vedere anche paragrafo 4.7).

Tabella riasssuntiva delle reazioni avverse Le seguenti reazioni avverse sono state segnalate con l’uso di brinzolamide 10 mg/mL collirio, sospensione e sono classificate in accordo con la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (da ≥1/100 a <1/10), non comune (da ≥1/1,000 a <1/100), raro (da ≥1/10,000 a <1/1000), molto raro (<1/10,000), o non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità. Le reazioni avverse sono state riportate nel corso di studi clinici e come segnalazioni spontanee nel postmarketing.

Classificazione per sistemi e organi Termine Preferito MedDRA
Infezioni ed infestazioni Non comune: nasofaringite, faringite, sinusite Non nota: rinite
Patologie del sistema emolinfopoietico Non comune: conta eritrocitaria diminuita, cloruro ematico aumentato
Disturbi del sistema immunitario Non nota: ipersensibilità
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non nota: riduzione dell’appetito
Disturbi psichiatrici Non comune: apatia, depressione, umore depresso, diminuzione della libido, incubo, nervosismo Raro: insonnia
Patologie del sistema nervoso Non comune: disfunzione motoria, amnesia, capogiro, parestesia, cefalea Raro: compromissione della memoria, sonnolenza Non nota: tremore, ipoestesia, ageusia
Patologie dell’occhio Comune: visione offuscata, irritazione oculare, dolore oculare, sensazione di corpo estraneo nell’occhio, iperemia oculare Non comune: erosione corneale, cheratite, cheratite puntata, cheratopatia, deposito oculare, colorazione corneale, difetto dell’epitelio corneale, disturbo dell’epitelio corneale, blefarite, prurito oculare, congiuntivite, gonfiore oculare, meibomite, abbagliamento, fotofobia, secchezza oculare, congiuntivite allergica, pterigio, pigmentazione della sclera, astenopia, fastidio oculare, sensazione anomala agli occhi, cheratocongiuntivite secca, cisti sottocongiuntivale, iperemia congiuntivale, prurito palpebrale, secrezione oculare, formazione di croste del margine palpebrale, aumento della lacrimazione Raro: edema corneale, diplopia, ridotta acuità visiva, fotopsia, ipoestesia dell’occhio, edema periorbitale, aumento della pressione intraoculare, rapporto fovea/disco del nervo ottico aumentato Non nota: disturbo corneale, problemi visivi, allergia oculare, madarosi, disturbo palpebrale, eritema palpebrale
Patologie dell’orecchio e del labirinto Raro: tinnito Non nota: vertigine
Patologie cardiache Non comune: disturbo cardio-respiratorio, bradicardia, palpitazioni Raro: angina pectoris, frequenza cardiaca irregolare Non nota: aritmia, tachicardia, ipertensione, pressione arteriosa aumentata, pressione arteriosa ridotta, aumento della frequenza cardiaca
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: dispnea, epistassi, dolore orofaringeo, dolore faringolaringeo, irritazione della gola, sindrome delle vie aeree superiori con tosse, rinorrea, starnuto Raro: iperreattività bronchiale, congestione delle vie respiratorie superiori, congestione sinusale, congestione nasale, tosse, secchezza nasale Non nota: asma
Patologie gastrointestinali Comune: disgeusia Non comune: esofagite, diarrea, nausea, vomito, dispepsia, dolore dell’addome superiore, disturbo addominale, disturbo allo stomaco, flatulenza, defecazioni frequenti,
disturbo gastrointestinale, ipoestesia orale, parestesia orale, bocca secca
Patologie epatobiliari Non nota: test di funzionalità epatica anormale
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune: eruzione cutanea, eruzione maculo-papulare, tensione cutanea Raro: orticaria, alopecia, prurito generalizzato Non nota: sindrome di Stevens-Johnson (SJS)/necrolisi epidermica tossica (TEN) (vedere paragrafo 4.4.), dermatite, eritema
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune: dolore alla schiena, spasmi muscolari, mialgia Non nota: artralgia, dolore alle estremità
Patologie renali e urinarie Non comune: dolore renale Non nota: pollachiuria
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non comune: disfunzione erettile
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune: dolore, fastidio al petto, affaticamento, sensazione di anormalità Raro: dolore al petto, sensazione di agitazione, astenia, irritabilità Non nota: edema periferico, malessere
Traumatismo, avvelenamento e complicazioni da procedura Non comune: corpo estraneo nell’occhio

Descrizione delle reazioni avverse selezionate La disgeusia (sapore amaro o inusuale in bocca in seguito all’instillazione) è stata la reazione avversa sistemica più frequentemente segnalata associata all’uso di brinzolamide durante gli studi clinici. È probabilmente causata dal passaggio del collirio nel nasofaringe attraverso il canale nasolacrimale. L’occlusione nasolacrimale o la chiusura delicata della palpebra dopo l’instillazione possono aiutare a ridurre l’incidenza di questo effetto (vedere anche paragrafo 4.2).

La brinzolamide è una sulfonamide inibitore dell’anidrasi carbonica con assorbimento sistemico. Effetti gastrointestinali, sul sistema nervoso, ematologici, renali e metabolici sono generalmente associati agli inibitori sistemici dell’anidrasi carbonica. Lo stesso tipo di reazioni avverse attribuibili agli inibitori orali dell’anidrasi carbonica può verificarsi con la somministrazione topica.

Non è stata osservata alcuna reazione avversa inattesa con brinzolamide quando utilizzata come terapia aggiuntiva a travoprost. Le reazioni avverse rilevate con la terapia aggiuntiva sono state osservate con ciascun singolo principio attivo.

Popolazione pediatrica In piccoli studi clinici a breve termine, è stato osservato che circa il 12,5% dei pazienti pediatrici ha manifestato reazioni avverse, la maggior parte delle quali erano reazioni oculari locali non gravi come iperemia congiuntivale, irritazione oculare, secrezione oculare e aumento della lacrimazione (vedere anche paragrafo 5.1).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioniavverse.

04.9 Sovradosaggio

Non sono stati segnalati casi di sovradosaggio. Il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Potrebbero verificarsi squilibrio elettrolitico, sviluppo di uno stato di acidosi e possibili effetti sul sistema nervoso. I livelli degli elettroliti sierici (in particolare il potassio) e i livelli del pH ematico devono essere monitorati.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: Preparati antiglaucoma e miotici, inibitori dell’anidrasi carbonica, codice ATC: S01EC04

Meccanismo d’azione L’anidrasi carbonica (Carbonic anhydrase – CA) è un enzima presente in molti tessuti del corpo, incluso l’occhio. L’anidrasi carbonica catalizza la reazione reversibile che coinvolge l’idratazione del biossido di carbonio e la disidratazione dell’acido carbonico.

L’inibizione dell’anidrasi carbonica a livello dei processi ciliari dell’occhio diminuisce la secrezione dell’umore acqueo, presumibilmente per un rallentamento della formazione di ioni bicarbonato con conseguente riduzione del trasporto di sodio e fluido. Il risultato è una riduzione della pressione intraoculare (PIO), che è uno dei maggiori fattori di rischio nella patogenesi del danno al nervo ottico e nella perdita di campo visivo nel glaucoma. La brinzolamide è un inibitore dell’anidrasi carbonica II (CA-II), l’isoenzima predominante nell’occhio, con una IC in vitro di 3,2 nM ed una K di 0,13 nM 50 i verso la CA-II.

Efficacia e sicurezza clinica È stato studiato l’effetto di riduzione della pressione intraoculare (PIO) della brinzolamide come terapia aggiuntiva all’analogo delle prostaglandine travoprost. Dopo un trattamento iniziale di 4 settimane con travoprost, i pazienti con una PIO ≥19 mmHg sono stati randomizzati a ricevere un trattamento aggiuntivo con brinzolamide o con timololo. È stata osservata un’ulteriore diminuzione della PIO media diurna da 3,2 a 3,4 mmHg per il gruppo trattato con brinzolamide e da 3,2 a 4,2 mmHg per il gruppo trattato con timololo. Si è verificata un’incidenza complessivamente più elevata di reazioni avverse oculari non gravi, correlate principalmente a segni di irritazione locale, nei gruppi brinzolamide/travoprost. Gli eventi sono stati lievi e non hanno influenzato la percentuale complessiva di interruzione degli studi (vedere anche paragrafo 4.8).

È stato condotto uno studio clinico con brinzolamide in 32 pazienti pediatrici di età inferiore ai 6 anni, ai quali era stato diagnosticato il glaucoma o l’ipertensione oculare. Alcuni pazienti non erano mai stati sottoposti a terapia ipotonizzante oculare mentre altri erano già in trattamento con altri medicinali per la riduzione della PIO. A coloro che avevano assunto precedentemente medicinali per la PIO non è stato richiesto di sospendere i medicinali per la PIO fino all’inizio della monoterapia con brinzolamide.

Tra i pazienti che non erano mai stati sottoposti a terapia ipotonizzante oculare (10 pazienti), l’efficacia della brinzolamide è stata simile a quella osservata in precedenza negli adulti, con riduzioni medie della pressione intraoculare rispetto al basale fino a 5 mmHg. Tra i pazienti che assumevano uno o più medicinali topici che riducono la PIO (22 pazienti), la PIO media è leggermente aumentata rispetto al valore basale nel gruppo brinzolamide.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

In seguito a somministrazione topica oculare, la brinzolamide è assorbita nella circolazione sistemica. A causa della sua alta affinità con l’anidrasi carbonica II (CA-II), la brinzolamide si distribuisce estensivamente nei globuli rossi (red blood cells RBCs) e mostra una lunga emivita nel sangue intero (media di circa 24 settimane). Nell’uomo, si forma il metabolita N-desetil-brinzolamide, che si lega anch’esso all’anidrasi carbonica e si accumula nei globuli rossi. Questo metabolita si lega principalmente all’anidrasi carbonica I (CA-I) in presenza di brinzolamide. Nel plasma, le concentrazioni sia della brinzolamide che dell’N-desetil-brinzolamide sono basse e generalmente al di sotto dei limiti dell’analisi quantitativa (<7,5 ng/mL).

Il legame con le proteine plasmatiche non è esteso (circa il 60%). La brinzolamide viene eliminata principalmente per escrezione renale (circa il 60%). Circa il 20% della dose è stato ritrovato nelle urine come metabolita. La brinzolamide e l’N-desetil-brinzolamide sono i componenti predominanti nelle urine insieme a tracce (< 1%) dei metaboliti N-desmetossipropil e O-desmetil.

In uno studio di farmacocinetica orale, volontari sani hanno ricevuto capsule da 1 mg di brinzolamide due volte al giorno per un massimo di 32 settimane ed è stata misurata l’attività dell’anidrasi carbonica (CA) nei globuli rossi per valutare il grado di inibizione sistemica dell’anidrasi carbonica (CA).

La saturazione da parte della brinzolamide dell’anidrasi carbonica II (CA-II) nei globuli rossi è stata raggiunta entro 4 settimane (concentrazioni nei globuli rossi di circa 20 μM). L’N-desetil-brinzolamide si è accumulata nei globuli rossi fino allo stato stazionario entro 20-28 settimane, raggiungendo concentrazioni comprese tra 6-30 μM. L’inibizione dell’attività totale dell’anidrasi carbonica (CA) nei globuli rossi allo stato stazionario è stata di circa il 70-75%.

Ai soggetti con compromissione renale moderata (clearance della creatinina pari a 30-60 mL/minuto) è stato somministrato 1 mg di brinzolamide due volte al giorno per via orale per un massimo di 54 settimane. La concentrazione di brinzolamide nei globuli rossi variava da circa 20 a 40 μM entro la quarta settimana di trattamento. Allo stato stazionario, le concentrazioni di brinzolamide e del suo metabolita nei globuli rossi variavano rispettivamente da 22,0 a 46,1 e da 17,1 a 88,6 μM.

Le concentrazioni di N-desetil-brinzolamide nei globuli rossi sono aumentate e l’attività totale dell’anidride carbonica nei globuli rossi è diminuita con la riduzione della clearance della creatinina, ma le concentrazioni di brinzolamide nei globuli rossi e l’attività dell’anidrasi carbonica CA-II sono rimaste invariate. Nei soggetti con il più elevato grado di compromissione renale, l’inibizione dell’attività totale dell’anidrasi carbonica (CA) è stata più elevata, sebbene inferiore al 90% allo stato stazionario.

In uno studio topico oculare, allo stato stazionario, le concentrazioni di brinzolamide nei globuli rossi erano simili a quelle riscontrate nello studio orale, ma i livelli di N-desetil-brinzolamide erano inferiori. L’attività dell’anidrasi carbonica era pari a circa il 40-70% dei livelli pre-dose.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

I dati non clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di farmacologia di sicurezza, tossicità a dose singola, tossicità a dosi ripetute, genotossicità e potenziale cancerogeno.

Studi di tossicità sullo sviluppo condotti su conigli con dosi orali di brinzolamide fino a 6 mg/kg/die (125 volte la dose oftalmica raccomandata nell’uomo) non hanno rivelato alcun effetto sullo sviluppo fetale nonostante una significativa tossicità materna. Studi simili nei ratti hanno evidenziato un’ossificazione leggermente ridotta del cranio e dello sterno dei feti di madri cui è stata somministrata brinzolamide a dosi di 18 mg/kg/die (375 volte la dose oftalmica raccomandata nell’uomo), ma non a dosi di 6 mg/kg/die. Questi risultati si sono verificati a dosi che hanno causato acidosi metabolica con una riduzione dell’aumento di peso corporeo nelle madri e diminuzione del peso del feto. Diminuzioni dose-correlate del peso fetale sono state osservate nei cuccioli di madri trattate con brinzolamide per via orale, variando da una leggera diminuzione (circa 5-6%) a 2 mg/kg/giorno, fino a circa il 14% a 18 mg/kg/giorno. Durante l’allattamento, il livello a cui non si manifestano effetti avversi nella prole è stato di 5 mg/kg/giorno.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Mannitolo Carbomer 974P Tyloxapol Disodio edetato Sodio cloruro Sodio idrossido (per aggiustre il pH) Acqua per preparazioni iniettabili.

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

2 anni Dopo la prima apertura del contenitore: 2 mesi

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Contenitore multidose bianco (HDPE) con contagocce (PP, HDPE, LDPE) e tappo (HDPE), nonché un aiuto ergonomico per l’applicazione (PP). Confezioni da 1 o 2 flaconi in un astuccio di cartone.

Confezioni:

1 x 5 mL flacone 1 x 9 mL flacone 2 x 9 mL flacone

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

Agitare il flacone prima dell’uso.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

OmniVision Italia S.r.l. Via Montefeltro, 6 20156 Milano, Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

052016019 “10 mg/mL collirio, sospensione” 1 flacone in HDPE da 5 mL 052016021 “10 mg/mL collirio, sospensione” 1 flacone in HDPE da 9 mL 052016033 “10 mg/mL collirio, sospensione” 2 flaconi in HDPE da 9 mL

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione:

10.0 Data di revisione del testo