Catiolanze
Catiolanze (Latanoprost)
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Catiolanze: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))
Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Catiolanze
01.0 Denominazione del medicinale
Catiolanze 50 microgrammi/ml collirio, emulsione
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
1 ml di collirio in emulsione contiene 50 microgrammi di latanoprost. Un contenitore monodose da 0,3 ml di collirio in emulsione contiene 15 microgrammi di latanoprost. Una goccia contiene circa 1,65 microgrammi di latanoprost.
Eccipiente con effetti noti
Un ml di emulsione contiene 0,05 mg di cetalconio cloruro (vedere paragrafo 4.4).
Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.
03.0 Forma farmaceutica
Collirio, emulsione. L’emulsione è un liquido bianco con un pH di 4,0 – 5,5 e osmolalità di 250-310 mOsm/kg.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Catiolanze è indicato per ridurre la pressione intraoculare (PIO) elevata in pazienti adulti con glaucoma ad angolo aperto o ipertensione oculare. Catiolanze è indicato per ridurre la pressione intraoculare (PIO) elevata nei bambini a partire dai 4 anni di età e negli adolescenti con PIO elevata e glaucoma pediatrico.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia
Catiolanze può essere utilizzato nei pazienti pediatrici a partire dai 4 anni in poi con la stessa posologia usata negli adulti.
La terapia raccomandata è di una goccia una volta al giorno nell’occhio(i) da trattare. L’effetto ottimale si ottiene somministrando Catiolanze alla sera.
E’ opportuno non instillare Catiolanze più di una volta al giorno, in quanto è stato dimostrato che somministrazioni più frequenti diminuiscono l’effetto ipotensivo sulla pressione intraoculare.
Dose dimenticata In caso di mancata somministrazione di una dose, il trattamento deve continuare normalmente con la dose successiva.
Popolazione pediatrica La sicurezza di Catiolanze nei bambini di età inferiore a 4 anni non è stata stabilita poiché non ci sono dati disponibili per questa formulazione (emulsione). I dati di sicurezza al momento disponibili per il principio attivo latanoprost sono riportati nei paragrafi 4.8 e 5.1. Modo di somministrazione
Uso oculare. Solo monouso.
Un contenitore monodose contiene una quantità di collirio sufficiente per trattare entrambi gli occhi.
Come con altri colliri, si raccomanda di comprimere il sacco lacrimale a livello del canto mediale (occlusione della punta) per un minuto, per ridurre il possibile assorbimento sistemico. Ciò deve essere effettuato subito dopo l’instillazione di ogni singola goccia.
Le lenti a contatto devono essere rimosse prima dell’instillazione del collirio e possono essere riapplicate dopo 15 minuti.
Se si usa più di un medicinale oftalmico ad uso topico, i medicinali devono essere somministrati almeno 5 minuti l’uno dall’altro. Catiolanze deve essere somministrato per ultimo (vedere paragrafo 4.5).
Questo medicinale è un liquido sterile di colore bianco che non contiene conservanti. Il liquido di ogni contenitore monodose deve essere usato immediatamente dopo l’apertura e somministrato nell’occhio/negli occhi da trattare. Poiché dopo l’apertura del contenitore monodose la sterilità non può essere mantenuta, eventuale contenuto rimanente deve essere gettato immediatamente dopo la somministrazione. Raccomandare ai pazienti di:
- evitare il contatto tra la punta dell’erogatore e l’occhio o le palpebre.
- Usare il collirio in emulsione immediatamente dopo la prima apertura del contenitore monodose e
gettare il contenitore monodose dopo l’uso.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al latanoprost o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Alterazione del colore dell’occhio
Catiolanze può alterare gradualmente il colore dell’occhio aumentando la quantità di pigmento marrone dell’iride. Prima dell’inizio del trattamento, i pazienti devono essere informati circa la possibilità di cambiamento permanente del colore dell’occhio. Il trattamento unilaterale può causare eterocromia permanente.
Questo cambiamento di colore dell’occhio con latanoprost è stato notato soprattutto in pazienti con iridi di colore misto, ad es. blu-marrone, grigio-marrone, giallo-marrone e verde-marrone. Negli studi con latanoprost, l’insorgenza del cambiamento avviene di solito entro i primi 8 mesi di trattamento, raramente durante il secondo o il terzo anno, e non è stato riscontrato dopo il quarto anno di trattamento. La percentuale di progressione della pigmentazione dell’iride diminuisce nel tempo ed è stabile per cinque anni. Non sono stati valutati gli effetti dell’aumentata pigmentazione dell’iride oltre i cinque anni. In uno studio in aperto di 5 anni sulla sicurezza di latanoprost, la pigmentazione dell’iride è stata riscontrata nel 33% dei pazienti (vedere paragrafo 4.8). Nella maggioranza dei casi il cambiamento del colore dell’iride è lieve e spesso non osservabile clinicamente. L’incidenza varia dal 7 all’85% in pazienti con iridi di colore misto, con la più alta incidenza in pazienti con iridi giallomarrone. Nessun cambiamento è stato riscontrato in pazienti con occhi di colore omogeneo blu, cambiamenti sono stati riscontrati solo raramente in pazienti con occhi di colore omogeneo grigio, verde o marrone.
Il cambiamento di colore con il trattamento a base di latanoprost è dovuto ad un aumento della melanina contenuta nei melanociti dello stroma dell’iride e non ad un aumento del numero dei melanociti. Tipicamente, la pigmentazione marrone attorno alla pupilla si diffonde concentricamente verso la zona periferica dell’occhio interessato, ma può scurirsi tutta l’iride o parte di essa. Dopo la sospensione del trattamento con latanoprost non si è riscontrato un ulteriore aumento nella pigmentazione marrone dell’iride. Dati su studi clinici hanno dimostrato che il cambiamento di colore non è riferibile ad alcun sintomo o ad alterazioni patologiche.
Nevi o areole dell’iride non sono stati influenzati dal trattamento con latanoprost. Gli studi clinici su latanoprost non hanno evidenziato accumulo di pigmento nel trabecolato sclero-corneale o in qualsiasi altra parte della camera anteriore. Sulla base di un’esperienza clinica di 5 anni con latanoprost, l’aumento della pigmentazione dell’iride non ha mostrato determinare alcuna conseguenza di natura clinica negativa e la somministrazione di Catiolanze può essere continuata se si manifesta la pigmentazione dell’iride. I pazienti, comunque, devono essere controllati regolarmente e in caso il quadro clinico lo giustifichi, il trattamento con Catiolanze può essere interrotto.
Glaucoma cronico ad angolo chiuso
Vi è un’esperienza limitata di latanoprost nel glaucoma cronico ad angolo chiuso, in pazienti pseudofachici con glaucoma ad angolo aperto e nel glaucoma pigmentario. Non c’è esperienza di latanoprost nel glaucoma infiammatorio e neovascolare o in condizioni di infiammazione oculare. Latanoprost non ha alcuno o lievi effetti sulla pupilla, ma non si ha esperienza in merito ad attacchi acuti di glaucoma ad angolo chiuso. Quindi, si deve usare cautela nell’impiego di Catiolanze in queste circostanze, finché non sarà disponibile maggiore esperienza.
Chirurgia della cataratta
Sono disponibili dati limitati circa l’uso di latanoprost durante la fase peri-operatoria della chirurgia di estrazione della cataratta. Catiolanze deve essere usato con cautela in questi pazienti.
Anamnesi di cheratite erpetica, pazienti afachici e pseudofachici
Catiolanze deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi di cheratite erpetica e deve essere evitato nei casi di cheratite da herpes simplex in fase attiva e nei pazienti con anamnesi di cheratite erpetica ricorrente associata in modo specifico agli analoghi delle prostaglandine.
Edema maculare ed edema maculare cistoide
Con latanoprost sono stati riportati casi di edema maculare (vedere paragrafo 4.8) soprattutto in pazienti afachici, pseudofachici con rottura della capsula posteriore della lente o con lenti in camera anteriore, o in pazienti con fattori di rischio noti per l’edema maculare cistoide (come la retinopatia diabetica e l’occlusione venosa retinica). Catiolanze deve essere usato con cautela in pazienti afachici, pseudofachici con rottura della capsula posteriore della lente o con lenti in camera anteriore e in pazienti con fattori di rischio noti per l’edema maculare cistoide.
Iriti/uveiti
Catiolanze deve essere usato con cautela in pazienti con nota predisposizione a fattori di rischio per iriti/uveiti.
Pazienti con asma
C’è una limitata esperienza con latanoprost in pazienti con asma, ma sono stati segnalati alcuni casi di esacerbazione di asma e/o dispnea con latanoprost dopo la commercializzazione. I pazienti asmatici devono quindi essere trattati con prudenza in attesa di sufficienti esperienze (vedere anche paragrafo 4.8). Discolorazione della cute periorbitale
E’ stata osservata una discolorazione della cute periorbitale con latanoprost, riportata nella maggioranza delle segnalazioni in pazienti giapponesi. Ad oggi i dati hanno mostrato che la discolorazione della cute periorbitale non è permanente e in qualche caso è reversibile mentre si continua il trattamento con latanoprost.
Modifiche alle ciglia
Latanoprost può gradualmente modificare le ciglia e la peluria dell’occhio trattato e dell’area circostante; questi cambiamenti includono un aumento nell’allungamento, nell’ispessimento, nella pigmentazione e nell’infoltimento delle ciglia o della peluria e la crescita di ciglia con orientamento anomalo. I cambiamenti delle ciglia sono reversibili con la sospensione del trattamento con latanoprost.
Altro
L’uso concomitante di latanoprost con prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è raccomandato (vedere paragrafo 4.5).
Eccipiente con effetti noti
Catiolanze contiene cetalconio cloruro che può causare irritazione agli occhi.
04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione
Non sono stati effettuati studi di interazione negli adulti.
Sono stati riportati casi di innalzamento paradossale della pressione intraoculare in seguito alla concomitante somministrazione oftalmica di due analoghi delle prostaglandine. Pertanto, la somministrazione di due o più prostaglandine, analoghi delle prostaglandine o derivati delle prostaglandine non è raccomandata.
Popolazione pediatrica
Non sono stati effettuati studi di interazione nella popolazione pediatrica.
04.6 Gravidanza e allattamento
Gravidanza Non è stata stabilita la sicurezza di questo medicinale per l’impiego durante la gravidanza. Esiste la possibilità di rischio farmacologico in corso di gravidanza, sia per il feto che il neonato. Pertanto Catiolanze non deve essere usato in gravidanza.
Allattamento
Latanoprost e i suoi metaboliti possono passare nel latte materno e quindi Catiolanze non deve essere usato nelle donne che allattano con latte materno o l’allattamento al seno deve essere interrotto.
Fertilità
Negli studi animali non è stato trovato che latanoprost abbia alcun effetto sulla fertilità maschile o femminile (vedere paragrafo 5.3).
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Catiolanze altera lievemente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Analogamente agli altri preparati per uso oftalmico, l’instillazione di Catiolanze può causare un senso di annebbiamento transitorio della vista. I pazienti non devono guidare o utilizzare macchinari fino a quando questo effetto non si è risolto.
04.8 Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
La maggioranza delle reazioni avverse riguardano il sistema oculare. In uno studio di sicurezza in aperto di 5 anni con collirio in soluzione a base di latanoprost conservato, il 33% dei pazienti ha sviluppato la pigmentazione dell’iride (vedere paragrafo 4.4). Le altre reazioni avverse oculari sono in genere transitorie e si manifestano alla somministrazione della dose.
I dati di sicurezza specifici per Catiolanze sono disponibili da 330 pazienti. Le reazioni avverse più comuni sono state iperemia oculare (1,6%) e iperemia congiuntivale (1,0%). Durante gli studi non ci sono state reazioni avverse gravi specifiche per Catiolanze.
I dati di sicurezza a lungo termine sono disponibili da uno studio di fase 3 in cui 118 pazienti hanno ricevuto Catiolanze per almeno 360 giorni. Il profilo di sicurezza a lungo termine non differiva da quello osservato durante i primi 3 mesi di trattamento. Le reazioni avverse oculari più comuni riferite durante l’uso a lungo termine sono state iperemia oculare e congiuntivale (4,4%), sensazione anomala nell’occhio (2,2%) e crescita delle ciglia (2,2%).
Tabella delle reazioni avverse
La seguente tabella descrive le reazioni avverse per il collirio a base di latanoprost conservato, in soluzione, in sperimentazioni cliniche e dati dopo l’immissione in commercio. Le reazioni avverse verificatesi con una frequenza diversa osservate nelle sperimentazioni cliniche con Catiolanze collirio, emulsione sono segnate nella tabella con ¥. Le reazioni avverse sono classificate in base alla frequenza come segue: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, <1/100), raro (≥1/10.000, <1/1000) e molto raro (<1/10.000). Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classificazion | Molto | Comune | Non comune | Raro | Molto raro <1/10.000 | ||||||||||
| e per sistemi | comune | ≥1/100, | ≥1/1000, | ≥1/10.000, | |||||||||||
| organi | ≥1/10 | <1/10 | <1/100 | <1/1,000 | |||||||||||
| Infezioni ed | Cheratite | ||||||||||||||
| infestazioni | erpetica*§ | ||||||||||||||
| Patologie del | Mal di testa*; capogiri* | ||||||||||||||
| sistema | |||||||||||||||
| nervoso | |||||||||||||||
| Patologie dell’occhio | Patologie | Iperpigmenta zione dell’iride | Iperemia | Edema | Iriti*; | Modifiche periorbitali e della palpebra, che determinan o un incavament o del solco palpebrale | |||||||||
| dell’occhio | congiuntival | palpebrale¥; | edema | ||||||||||||
| e di grado da | alterazioni | corneale*; | |||||||||||||
| lieve a | delle ciglia e | erosione | |||||||||||||
| moderato¥ | della peluria | corneale; | |||||||||||||
| irritazione | (aumento della | edema | |||||||||||||
| oculare | lunghezza, | periorbitale; | |||||||||||||
| (bruciore, | dello spessore, | trichiasi*; | |||||||||||||
| sensazione di | della | distichiasi; | |||||||||||||
| sabbia, | pigmentazione; | cisti | |||||||||||||
| prurito, | infoltimento | dell’iride*§; | |||||||||||||
| dolore | delle ciglia)¥; | reazione | |||||||||||||
| puntorio, | blefarite; | cutanea |
| Classificazion | Molto | Comune | Non comune | Raro | Molto raro <1/10.000 | ||||||||||||
| e per sistemi | comune | ≥1/100, | ≥1/1000, | ≥1/10.000, | |||||||||||||
| organi | ≥1/10 | <1/10 | <1/100 | <1/1,000 | |||||||||||||
| sensazione di | secchezza oculare; cheratite*; annebbiamento della vista¥; edema maculare inclusi edema maculare cistoide*, uveite* | secchezza | localizzata sulle palpebre; inscurimento della cute palpebrale; pseudopemfig oide della congiuntiva oculare*§ | localizzata | |||||||||||||
| corpo | oculare; | sulle palpebre; | |||||||||||||||
| estraneo e | cheratite*; | inscurimento | |||||||||||||||
| sensazione | annebbiamento | della cute | |||||||||||||||
| anomala) ¥; | della vista¥; | palpebrale; | |||||||||||||||
| cheratite | edema | pseudopemfig | |||||||||||||||
| puntata, per | maculare | oide della | |||||||||||||||
| lo più | inclusi edema | congiuntiva | |||||||||||||||
| asintomatica; | maculare | oculare*§ | |||||||||||||||
| dolore | cistoide*, | ||||||||||||||||
| oculare; | uveite* | ||||||||||||||||
| fotofobia; | |||||||||||||||||
| congiuntivite | |||||||||||||||||
| * | |||||||||||||||||
| Patologie | Angina; | Angina | |||||||||||||||
| cardiache | palpitazioni* | instabile | |||||||||||||||
| Patologie | Asma*; dispnea* | Asma*; | Esacerbazione dell’asma | ||||||||||||||
| respiratorie, | dispnea* | ||||||||||||||||
| toraciche e | |||||||||||||||||
| mediastiniche | |||||||||||||||||
| Patologie | Nausea*; vomito* | ||||||||||||||||
| gastrointestinal | |||||||||||||||||
| i | |||||||||||||||||
| Patologie della | Eruzione cutanea | Prurito | |||||||||||||||
| cute e del | |||||||||||||||||
| tessuto | |||||||||||||||||
| sottocutaneo | |||||||||||||||||
| Patologie del | Mialgia*; artralgia* | ||||||||||||||||
| sistema | |||||||||||||||||
| muscoloschelet | |||||||||||||||||
| rico e del | |||||||||||||||||
| tessuto | |||||||||||||||||
| connettivo | |||||||||||||||||
| Patologie | Dolore toracico* | ||||||||||||||||
| generali e | |||||||||||||||||
| condizioni | |||||||||||||||||
| relative alla | |||||||||||||||||
| sede di | |||||||||||||||||
| somministrazio | |||||||||||||||||
| ne |
*Reazione avversa ai farmaci identificata post-marketing §Frequenza della reazione avversa ai farmaci stimata usando “La regola del 3” ¥ Frequenza della reazione avversa ai farmaci stimata dagli studi specifici per Catiolanze collirio emulsione
Descrizione degli eventi avversi selezionati
Nessuna informazione è disponibile.
Popolazione pediatrica In due studi clinici a breve termine (≤ 12 settimane) che hanno coinvolto 93 (25 e 68) pazienti pediatrici trattati con latanoprost conservato collirio, soluzione, il profilo di sicurezza è stato simile a quello negli adulti e non è stato identificato alcun evento avverso nuovo. I profili di sicurezza a breve termine in diversi sottogruppi pediatrici sono stati pure simili (vedere paragrafo 4.2 e 5.1). Gli eventi avversi osservati con maggiore frequenza con latanoprost conservato nella popolazione pediatrica rispetto agli adulti sono stati: nasofaringite e piressia.
Catiolanze non è stato studiato specificamente nella popolazione pediatrica.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.
04.9 Sovradosaggio
È improbabile il verificarsi di sovradosaggio a seguito di somministrazione oculare. Qualora si verifichi un sovradosaggio, il trattamento deve essere sintomatico.
Sintomi A parte irritazione oculare e iperemia congiuntivale non si conoscono altri effetti indesiderati oculari in caso di sovradosaggio di latanoprost per via oculare.
Trattamento In caso di sovradosaggio con questo medicinale, il trattamento deve essere sintomatico.
Popolazione pediatrica I principi sopra descritti si applicano alla gestione del sovradosaggio nella popolazione pediatrica.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Oftalmologici; Preparati antiglaucoma e miotici. Codice ATC: S01EE01
Meccanismo di azione Il principio attivo latanoprost, un analogo della prostaglandina F è un agonista selettivo del recettore 2α prostanoide FP che riduce la pressione intraoculare aumentando il deflusso dell’umore acqueo. Studi indicano che il meccanismo d’azione principale consiste in un aumentato deflusso uveosclerale, anche se è stato riportato un aumento nella facilità di deflusso (riduzione della resistenza al deflusso).
Effetti farmacodinamici La riduzione della pressione intraoculare inizia tra le tre e le quattro ore dopo la somministrazione e l’effetto massimo si raggiunge dopo otto-dodici ore. La riduzione della pressione è mantenuta per almeno 24 ore. Studi pivotal hanno dimostrato l’efficacia di latanoprost somministrato in monoterapia. Inoltre sono stati effettuati studi clinici in associazione. Essi includono studi che evidenziano l’efficacia di latanoprost in associazione con antagonisti beta-adrenergici (timololo). Studi a breve termine (1 o 2 settimane) indicano un effetto additivo di latanoprost se usato in associazione con agonisti adrenergici (dipivalil epinefrina), inibitori dell’anidrasi carbonica somministrati per via orale (acetazolamide) e, almeno parzialmente additivo, con agonisti colinergici (pilocarpina). Latanoprost non ha un effetto significativo sulla produzione di umore acqueo. Non è stato riscontrato alcun effetto di Latanoprost sulla barriera emato/acquosa. Latanoprost, durante trattamenti a breve termine, non ha indotto diffusione di fluoresceina nel segmento posteriore in occhi umani pseudofachici. Non sono stati riscontrati effetti farmacologici significativi sul sistema cardiovascolare o respiratorio dopo somministrazione di latanoprost a dosi cliniche.
Efficacia e sicurezza clinica L’efficacia e la sicurezza di Catiolanze sono state valutate in uno studio pivotale di fase 3.
Uno studio di fase 3 di non inferiorità, controllato, randomizzato, a mascheramento singolo ha valutato l’efficacia e la sicurezza di Catiolanze collirio, emulsione rispetto a latanoprost collirio, soluzione conservato con cloruro di benzalconio in 386 adulti con glaucoma ad angolo aperto (OAG) o ipertensione oculare (OHT). L’endpoint primario era la variazione di picco e media rispetto al basale della PIO tra i gruppi di trattamento in un periodo di trattamento di 12 settimane, con un margine di non inferiorità pre-specificato di 1,5 mmHg. I dati demografici e le caratteristiche della malattia al basale erano simili tra i gruppi, con un’età media complessiva (DS) di 63,1 anni (11,16). La maggior parte (61,5%) dei partecipanti era di sesso femminile e il 96,4% erano bianchi. Il 75,8% dei pazienti (n=291) aveva un OAG primario e il 21,1% (n=81) aveva OHT; i rimanenti avevano glaucoma pseudoesfoliativo (2,1%) e glaucoma pigmentario (1,0%).
Efficacia L’endpoint primario è stato raggiunto quando la non inferiorità di Catiolanze rispetto alla soluzione allo 0,005% di latanoprost conservato è stata dimostrata alla Settimana 12 (vedi tabella 1). La differenza di trattamento con media dei minimi quadrati (LS) tra i gruppi di Catiolanze e della soluzione di latanoprost conservato, ai punti temporali di picco e medio, sono state rispettivamente di – 0,6 (IC al 95%; -1,2, -0,1) e -0,5 (IC al 95%; -1,0, 0,1).
La variazione dal basale nel punteggio della colorazione corneale con fluoresceina (CFS) alla Settimana 12 nei soggetti con CFS al basale ≥1 sulla scala di Oxford modificata è stata valutata come endpoint secondario principale. Catiolanze ha dimostrato superiorità rispetto al controllo in termini di miglioramento nel punteggio CFS alla Settimana 12.
Tabella 1 dei risultati di efficacia: MMRM sui casi osservati (occhio in studio, serie di analisi completa)
| Endpoint (valutazione alla Settimana 12) | Esito | Catiolanze (N=192) | Soluzione di latanoprost conservato (N=192) |
| Valutazione alle 09:00 | |||
| N | 188 | 189 | |
| Media LS (SE) | -8,8 (0,25) | -8,2 (0,26) | |
| IC della differenza al 95% | -1,2, -0,1 | ||
| Valutazione alle 16:00 | |||
| N | 186 | 188 | |
| Media LS (SE) | -8,6 (0,24) | -8,1 (0,25) | |
| IC della differenza al 95% | -1,0, 0,1 |
| Endpoint secondario principale Variazione CFS rispetto al basale in pazienti con punteggio CFS al basale ≥1 | N | 80 | 86 |
| Media LS (SE) | -0,71 (0,069) | -0,41 (0,077) | |
| IC della differenza al 95% | -0,46, -0,13 | ||
| Valore p | 0,0006 |
CFS=colorazione corneale con fluoresceina; IC=intervallo di confidenza; FAS=serie completa di analisi; n=numero di pazienti; media LS=media dei minimi quadrati; MMRN=modello misto per misure ripetute; SE=errore standard L’analisi è applicata a tutti i pazienti nella FAS con punteggio CFS al basale ≥1. Significatività statistica (p<0,05) mostrata in grassetto.
Figura dei risultati di efficacia: Variazione della media GREZZA della PIO rispetto al basale con SE in funzione di visita e punto temporale (occhio in studio, popolazione in aperto)
Periodo con doppio Periodo in aperto
mascheramento
)g a id H m e m m O ( E IP S
e n /+ o iz e la a ira sa b V la d
BL 09 BL 16 W4 09 W4 16 W12 09 W12 16 M6 09 M9 09 M15 09 Analysis Visit/Timepoint
Catiolanze/Catiolanze Xalatan/Catiolanze 09/16 = 9:00/16:00; BL = basale; PIO = pressione intraoculare; M = mese; SE = errore standard; W = settimana
Popolazione pediatrica
Catiolanze collirio, emulsione non è stato studiato specificamente nella popolazione pediatrica.
L’efficacia e la sicurezza della soluzione di collirio a base di latanoprost conservato sono state determinate in pazienti pediatrici. L’efficacia di latanoprost in pazienti pediatrici ≤ 18 anni è stata dimostrata in uno studio clinico di 12 settimane, in doppio cieco di latanoprost confrontato con timololo in 107 pazienti con diagnosi di ipertensione oculare e glaucoma pediatrico. Per i neonati è stata richiesta un’età gestazionale di almeno 36 settimane. I pazienti hanno assunto latanoprost 50 mcg/ml una volta al giorno o timololo 0,5% (o 0,25% nel caso di pazienti di età inferiore a 3 anni) due volte al giorno. L’endpoint primario di efficacia era la riduzione media della pressione intraoculare (PIO) rispetto al basale alla dodicesima settimana dello studio. Le riduzioni medie della PIO sono state simili nei due gruppi trattati con latanoprost o timololo. Nei gruppi studiati di tutte le età (0 < 3 anni, 3 < 12 anni e da 12 a 18 anni di età) la riduzione media della PIO alla dodicesima settimana è stata simile nei due gruppi trattati rispettivamente con latanoprost o con timololo. Tuttavia i dati di efficacia relativi al gruppo di bambini di età compresa tra 0 < 3 anni si riferiscono solo a 13 pazienti per latanoprost e non è stata mostrata una efficacia significativa nei 4 pazienti che rappresentavano il gruppo di età compresa tra 0 < 1 anno nello studio clinico pediatrico. Non sono disponibili dati relativi a neonati pretermine (con età gestazionale inferiore a 36 settimane).
Le riduzioni di PIO nel sottogruppo affetto da glaucoma congenito primario (GCP) sono state simili nel gruppo trattato con latanoprost e nel gruppo trattato con timololo. Nel sottogruppo non-GCP (ad esempio
| nei casi di glaucoma giovanile ad angolo aperto, glaucoma afachico) sono stati osservati risultati simili | |||||||||||||||
| a quelli osservati nel sottogruppo GCP. | |||||||||||||||
| L’effetto sulla PIO è stato osservato dopo la prima settimana di trattamento (vedere tabella 2) ed è stato | |||||||||||||||
| mantenuto per tutte le 12 settimane dello studio, come negli adulti. | |||||||||||||||
| Tabella 2: riduzione della PIO (mmHg) alla 12a Settimana per Gruppo di trattamento | |||||||||||||||
| attivo e per Diagnosi al basale | |||||||||||||||
| Latanoprost | Timololo | ||||||||||||||
| N=53 | N=54 | ||||||||||||||
| Media al basale (ES) | 27,3 (0,75) | 27,8 (0,84) | |||||||||||||
| Variazione alla 12a settimana | -7,18 (0,81) | -7,18 (0,81) | -5,72 (0,81) | -5,72 (0,81) | |||||||||||
| rispetto alla media al basale† (ES) | |||||||||||||||
| valore di p vs. timololo | 0,2056 | ||||||||||||||
| GCP | Non- GCP | GCP | Non- GCP | ||||||||||||
| N=28 | N=25 | N=26 | N=28 | ||||||||||||
| Media al basale (ES) | 26,5 (0,72) | 28,2 (1,37) | 26,3 (0,95) | 29,1 (1,33) | |||||||||||
| Variazione alla 12a settimana | -5,90 (0,98) | -5,90 (0,98) | -8,66 (1,25) | -8,66 (1,25) | -5,34 (1,02) | -5,34 (1,02) | -6,02(1,18) | -6,02(1,18) | |||||||
| rispetto alla media al basale† (ES) | |||||||||||||||
| valore di p vs. timololo | 0,6957 | 0,1317 | |||||||||||||
| ES: errore standard. | |||||||||||||||
| † Valori aggiustati sulla base del modello di analisi della covarianza (ANCOVA). | |||||||||||||||
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Latanoprost (p.m. 432.58) è un profarmaco esterificato con un gruppo isopropile, di per sé inattivo, che dopo reazione di idrolisi nella forma acida diventa biologicamente attivo.
Assorbimento
Il profarmaco è ben assorbito attraverso la cornea e tutto il latanoprost che entra nell’umore acqueo viene idrolizzato durante il passaggio attraverso la cornea.
Distribuzione
Studi nell’uomo con latanoprost indicano che il picco di concentrazione nell’umore acqueo viene raggiunto circa due ore dopo la somministrazione topica. Dopo instillazione locale nella scimmia, latanoprost si distribuisce soprattutto nel segmento anteriore, nella congiuntiva e nelle palpebre. Solo piccole quantità di farmaco raggiungono il segmento posteriore.
Biotrasformazione ed eliminazione
La forma acida di latanoprost non viene praticamente metabolizzata nell’occhio. Il metabolismo principale si verifica nel fegato. Nell’uomo l’emivita plasmatica è di 17 minuti. Studi nell’animale hanno dimostrato che i metaboliti principali, (1,2-dinor e 1,2,3,4-tetranor), non esercitano alcuna o solo debole attività biologica e sono escreti soprattutto nell’urina.
Popolazione pediatrica
E’ stato condotto uno studio di farmacocinetica in aperto relativo alla concentrazione plasmatica dell’acido di latanoprost su 22 soggetti adulti e 25 pazienti pediatrici (di età compresa tra 0 e < 18 anni) affetti da ipertensione oculare e glaucoma. Ai gruppi di tutte le età è stata somministrata una goccia di latanoprost 50 mcg/ml al giorno in ciascun occhio per un minimo di 2 settimane. L’esposizione sistemica all’acido di latanoprost è stata approssimativamente 2 volte maggiore nei bambini di età compresa tra 3 < 12 anni e 6 volte maggiore nei bambini di età < 3 anni rispetto agli adulti, ma è stato comunque mantenuto un ampio margine di sicurezza per la manifestazione di eventi avversi sistemici (vedere paragrafo 4.9). Nei gruppi di tutte le età il tempo medio necessario per raggiungere il picco di concentrazione plasmatica dopo la dose è stato pari a 5 minuti. L’emivita media di eliminazione plasmatica è stata breve (< 20 minuti), simile nei pazienti pediatrici e adulti, e non ha portato ad un accumulo di acido di latanoprost nel circolo sistemico in condizioni di stato stazionario.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
La tossicità oculare di latanoprost, al pari di quella sistemica, è stata valutata in diverse specie animali. In genere latanoprost è ben tollerato con un margine di sicurezza tra dose clinica oculare e tossicità sistemica di almeno 1.000 volte. Alti dosaggi di latanoprost circa 100 volte la dose clinica/kg di peso corporeo, somministrati nelle scimmie non anestetizzate per via endovenosa, hanno dimostrato un aumento della frequenza respiratoria probabilmente indotta da broncocostrizione di breve durata. In studi nell’animale latanoprost non ha evidenziato proprietà sensibilizzanti.
Non sono stati osservati effetti tossici nell’occhio con dosi di latanoprost fino a 100 mcg/occhio/die nel coniglio o nella scimmia (la dose clinica è approssimativamente di 1,5 mcg/occhio/die). Nella scimmia, comunque, latanoprost ha dimostrato di indurre un aumento della pigmentazione dell’iride. L’iperpigmentazione sembra essere determinata da una stimolazione della produzione di melanina nei melanociti dell’iride; non sono state osservate alterazioni di tipo proliferativo. Il cambiamento del colore dell’iride può essere permanente.
Ricerche sulla tossicità oculare cronica con latanoprost hanno dimostrato che la somministrazione di 6 mcg/occhio/die di latanoprost può indurre un allargamento della rima palpebrale. Questo effetto è reversibile e si verifica dopo somministrazione di dosi superiori alla dose clinica. Tale effetto non è stato riscontrato nell’uomo.
In uno studio di tossicità oculare di 28 giorni, la somministrazione di Catiolanze due volte al giorno per 28 giorni non ha rivelato nessun effetto tossico sistemico o locale significativo nei conigli. Le concentrazioni plasmatiche di acido di latanoprost erano trascurabili 15 minuti dopo l’instillazione finale di Catiolanze.
Latanoprost è risultato negativo nei test di mutazione inversa nei batteri, di mutazione genica nel linfoma murino e nel test del micronucleo nel topo. Aberrazioni cromosomiche sono state osservate in vitro su linfociti umani. Effetti simili sono stati osservati con la prostaglandina F , una prostaglandina 2α di origine naturale; ciò sta ad indicare che tali effetti sono classe correlati.
Ulteriori studi di mutagenesi in vitro/in vivo nel ratto, su sintesi di DNA non programmata, hanno dato risultati negativi ed indicano che latanoprost non ha proprietà mutagene. Studi di carcinogenesi nel topo e nel ratto sono risultati negativi.
Studi nell’animale hanno dimostrato che latanoprost non ha effetto sulla fertilità maschile o femminile. In studi di tossicità embrionale nel ratto non è stata riscontrata tossicità embrionale con dosi di latanoprost (5,50 e 250 mcg/kg/die) per via endovenosa. Comunque latanoprost induce effetti letali per l’embrione nel coniglio alla dose di 5 mcg/kg/die e più.
La dose di 5 mcg/kg/die (circa 100 volte la dose clinica) ha causato tossicità embrionale e fetale significativa caratterizzata da aumentata incidenza di riassorbimento ritardato, aborto e da peso fetale ridotto.
Non è risultato nessun potenziale teratogeno.
06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Trigliceridi a media catena Cetalconio cloruro Polisorbato 80 Glicerolo Acqua per preparazioni iniettabili
06.2 Incompatibilità
Non pertinente
06.3 Periodo di validità
3 anni Questo medicinale è un liquido bianco sterile che non contiene conservanti. La sterilità non può essere mantenuta dopo l’apertura del singolo contenitore monodose. Gettare qualsiasi contenitore monodose aperto immediatamente dopo l’uso.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Conservare a temperatura inferiore a 30° C.
Dopo l’apertura del sacchetto di alluminio, i contenitori monodose devono essere conservati all’interno del sacchetto per prevenire l’evaporazione e tenerli al riparo dalla luce.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Contenitori monodose in polietilene a bassa densità in sacchetto sigillato in foglio di alluminio/polietilene.
Ogni contenitore monodose contiene 0,3 ml. Un sacchetto contiene 5 contenitori monodose.
Confezioni: 30, 60, 90 o 120 contenitori monodose.
E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Santen Oy Niittyhaankatu 20 33720 Tampere Finlandia
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
EU/1/23/1763/001 EU/1/23/1763/002 EU/1/23/1763/003 EU/1/23/1763/004
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
Data della prima autorizzazione: 15 novembre 2023
10.0 Data di revisione del testo
Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea per i medicinali, http://www.ema.europa.eu

