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etinilestradiolo e gestodene lupin 30 mcg 75 mcg cp riv film 1 x 21 cp in blister pvc al

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

etinilestradiolo e gestodene lupin 30 mcg 75 mcg cp riv film 1 x 21 cp in blister pvc al: ultimo aggiornamento pagina: 14/11/2020 (Fonte: A.I.FA.)

01.0 Denominazione del medicinale

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Etinilestradiolo e Gestodene Lupin 30 microgrammi/ 75 microgrammi compresse rivestite con film

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa contiene:

30 microgrammi di etinilestradiolo 75 microgrammi di gestodene

Eccipiente(i) con effetti noti: Lattosio

Ogni compressa contiene anche 50 mg di lattosio monoidrato Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse rivestite con film.

Compresse rivestite con film di colore bianco-biancastro, rotonde, biconvesse, con diametro di circa 5 mm, con impresso "GE3" su un lato e lisce sull’altro.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Contraccezione orale

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Come usare Etinilestradiolo e Gestodene Lupin

Le compresse devono essere prese ogni giorno all’incirca alla stessa ora seguendo le istruzioni scritte sulla confezione. Bisogna assumere una compressa al giorno per 21 giorni consecutivi. Ciascuna confezione successiva deve essere iniziata dopo un intervallo in cui non si assumono compresse. L’emorragia da interruzione (di contraccettivo) di norma inizia 2-3 giorni dopo l’assunzione dell’ultima compressa e non dovrebbe terminare prima dell’inizio della confezione successiva.

Come iniziare l’assunzione di Etinilestradiolo e Gestodene Lupin Nessun uso di contraccettivi ormonali nell’ultimo mese

La donna deve assumere la prima compressa il 1º giorno del normale ciclo (cioè il primo giorno delle mestruazioni). È possibile iniziare a prendere le compresse anche fra il 2º e il 5º giorno del ciclo mestruale, tuttavia in questi casi si raccomanda di utilizzare anche un metodo contraccettivo di barriera (per es., profilattico o spermicida) nei primi 7 giorni di assunzione delle compresse durante il primo ciclo.

Passaggio da un contraccettivo combinato (contraccettivo ormonale combinato (COC), anello vaginale o cerotto transdermico) a Etinilestradiolo e Gestodene Lupin  

La donna deve iniziare a prendere Etinilestradiolo e Gestodene Lupin il giorno successivo all’assunzione dell’ultima compressa attiva della confezione precedente di pillole anticoncezionali – ma comunque non più tardi del giorno successivo all’intervallo abituale di non assunzione delle compresse , o al periodo di assunzione di compresse placebo del precedente contraccettivo orale.

Nel caso in cui sia stato utilizzato un anello vaginale o un cerotto transdermico , la donna deve iniziare a prendere Etinilestradiolo e Gestodene Lupin preferibilmente il giorno della rimozione, ma al più tardi quando sarebbe dovuta avvenire l’applicazione successiva.

Passaggio da un contraccettivo solo progestinico (pillole di solo progestinico, iniezione, impianto) o da un sistema intrauterino di rilascio di progesterone (IUS)

La donna può cambiare dalle pillole di solo progestinico (POP) in qualunque giorno. La prima compressa deve essere presa il giorno successivo all’assunzione di una compressa dalla confezione di pillole POP. Nel caso di passaggio da un impianto o da uno IUS, Etinilestradiolo e Gestodene Lupin deve essere iniziato il giorno stesso di rimozione dell’impianto. Nel caso del passaggio da un contraccettivo iniettabile, Etinilestradiolo e Gestodene Lupin deve essere iniziato alla data in cui si sarebbe dovuta praticare la nuova iniezione. In tutti questi occorre informare la donna della necessità di ricorrere anche a un metodo contraccettivo di barriera nei primi 7 giorni di assunzione delle compresse.

Dopo un aborto nel primo trimestre

Etinilestradiolo e Gestodene Lupin può essere assunto immediatamente, mentre non sono necessari altri metodi contraccettivi.

Dopo il parto oppure dopo un aborto nel secondo trimestre

Occorre consigliare alle donne di iniziare a prendere le compresse fra il 21º e il 28º giorno dopo il parto o dopo un aborto nel secondo trimestre. Se l’assunzione inizia più tardi, occorre informare la donna della necessità di utilizzare anche un metodo contraccettivo di barriera nei primi 7 giorni di assunzione delle compresse. Tuttavia, se la donna ha già avuto rapporti sessuali, bisogna escludere la gravidanza prima di iniziare a prendere il COC o la donna dovrà aspettare fino al primo ciclo mestruale.

Per le donne che allattano al seno vedere paragrafo 4.6. Popolazione pediatrica

Non sono disponibili dati riguardanti la popolazione pediatrica. La sicurezza e l’efficacia dei

COC sono state stabilite in donne adulte in età fertile.

Compresse dimenticate

Dimenticare di prendere una compressa per meno di 12 ore non riduce l’efficacia contraccettiva. La donna deve prendere la compressa non appena se ne ricorda, poi continuare ad assumere le altre compresse all’orario consueto.

Dimenticare di prendere una compressa per più di 12 ore può ridurre l’efficacia contraccettiva. Le due regole seguenti possono essere utili per gestire le compresse dimenticate.

Non ritardare mai di oltre 7 giorni l’assunzione delle compresse.

Per avere adeguata soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisario-ovaio sono necessari 7 giorni di assunzione ininterrotta delle compresse.

Di conseguenza, possono essere dati i seguenti suggerimenti nella pratica quotidiana: Settimana 1

La donna deve prendere l’ultima compressa dimenticata non appena si ricorda, anche se questo significa dover prendere 2 compresse contemporaneamente. Da quel momento in poi dovrà continuare a prendere le compresse all’ora abituale. La donna dovrà inoltre utilizzare un metodo contraccettivo di barriera, per esempio il profilattico, per i 7 giorni successivi. Se la donna ha avuto rapporti sessuali durante i 7 giorni precedenti, deve considerare la possibilità di una gravidanza. Più compresse si dimenticano e più ci si avvicina all’intervallo mensile di non assunzione delle compresse, maggiore sarà il rischio di gravidanza.

Settimana 2

La donna deve prendere l’ultima compressa dimenticata non appena si ricorda, anche se questo significa dover prendere 2 compresse contemporaneamente. Da quel momento in poi dovrà continuare a prendere le compresse all’ora abituale. Se la donna ha preso correttamente le compresse nei 7 giorni precedenti la compressa dimenticata, non è necessario ricorrere a misure contraccettive supplementari. Tuttavia in caso contrario, oppure se la donna ha dimenticato di prendere più di 1 compressa, si consiglia di usare un metodo anticoncezionale supplementare per 7 giorni.

Settimana 3

Il rischio di ridotta protezione diventa imminente a causa dell’approssimarsi dell’intervallo di non assunzione delle compresse. Tuttavia, è possibile evitare la riduzione della protezione contraccettiva modificando lo schema di assunzione delle compresse. Adottando una delle seguenti opzioni non vi è pertanto necessità di usare metodi contraccettivi supplementari, purché nei 7 giorni precedenti la compressa dimenticata tutte le compresse siano state prese correttamente. In caso contrario, consigliare alla donna la prima delle due opzioni e allo stesso tempo raccomandare l’uso di un metodo anticoncezionale supplementare per 7 giorni.

La donna deve prendere l’ultima compressa dimenticata non appena si ricorda, anche se questo significa dover prendere 2 compresse contemporaneamente. Da quel momento in poi dovrà continuare a prendere le compresse all’ora abituale ogni giorno. La donna deve iniziare la confezione successiva di compresse immediatamente dopo aver assunto l’ultima compressa dell’attuale confezione, cioè senza lasciare alcun intervallo tra una confezione e l’altra. La donna probabilmente non avrà le mestruazioni fino a che avrà assunto tutta la seconda confezione di compresse, tuttavia potrebbe notare spotting o sanguinamento da sospensione nei giorni in cui prende le compresse.

Alla donna può anche essere consigliato di interrompere l’assunzione delle compresse dell’attuale confezione. In questo caso deve osservare un intervallo di durata fino a 7 giorni senza assumere compresse, compresi i giorni in cui si è dimenticata di prenderle, e poi proseguire con la confezione successiva.

Se la donna ha dimenticato di prendere più compresse e non ha mestruazioni nel primo intervallo normale in cui non assume compresse, deve considerare la possibilità di gravidanza.

Cosa fare in caso di vomito/diarrea

Se la donna dovesse vomitare entro 3-4 ore dall’assunzione di una compressa, quest’ultima potrebbe non essere stata totalmente assorbita dall’organismo. In questo caso, attenersi alle precauzioni di cui sopra per le compresse dimenticate. La diarrea potrebbe ridurre l’efficacia impedendo il totale assorbimento del contraccettivo. Se la donna non desidera variare lo schema di assunzione di compresse abituale, dovrà prendere la compressa (o le compresse) necessaria/e da un altro blister.

In caso di sintomi gastrointestinali che durano più a lungo o gravi, è necessario consigliare alla donna di usare un altro metodo contraccettivo e/o di contattare il suo medico.

Come anticipare o ritardare le mestruazioni.

Solo in casi eccezionali, è possibile ritardare la mestruazione nel modo descritto di seguito. Per ritardare la mestruazione la donna dovrà continuare a prendere Etinilestradiolo e Gestodene Lupin passando da una confezione all’altra, senza alcun intervallo di non assunzione delle compresse. È possibile ritardare la mestruazione per quanto si desidera fino al termine della seconda confezione ma non oltre. Mentre si ritarda la mestruazione la donna può presentare emorragia da interruzione o spotting. Lo schema di assunzione regolare di Etinilestradiolo e Gestodene Lupin va ripreso regolarmente al termine del consueto intervallo di 7 giorni di non assunzione.

Per spostare le mestruazioni ad un giorno della settimana diverso rispetto a quello previsto con l’attuale schema di assunzione delle compresse è possibile consigliare alla donna di abbreviare come desidera l’imminente intervallo di non assunzione delle compresse. Più breve è l’intervallo, maggiore è il rischio di non avere le mestruazioni e di presentare emorragia da interruzione o spotting durante l’assunzione delle compresse della confezione successiva (questo è possibile anche quando si ritardano le mestruazioni).

 

04.3 Controindicazioni

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Indice

Etinilestradiolo e Gestodene Lupin non deve essere somministrato a donne che soffrono delle seguenti condizioni e patologie. Se una di queste condizioni insorge per la prima volta durante l’uso è necessario interrompere immediatamente l’assunzione del prodotto.

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Tromboembolia venosa in atto o pregressa (trombosi venosa profonda, embolia polmonare) con o senza fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4).

Tromboembolia arteriosa in atto o pregressa, in particolare infarto miocardico o disturbi cerebrovascolari (vedere paragrafo 4.4).

Predisposizione ereditaria o acquisita per la trombosi venosa o arteriosa, come resistenza alla proteina C attivata, carenza di antitrombina III, carenza di proteina C, carenza di proteina S, iperomocisteinemia, anticorpi antifosfolipidi (anticorpi anticardiolipina, lupus anticoagulante).

Sintomi prodromici di trombosi pregressi (per es. ischemia cerebrale transitoria, angina pectoris).

Disturbi cardiovascolari, ossia cardiopatie, valvulopatia, disturbi aritmici.

Cefalea (inclusa l’emicrania) con sintomatologia neurologica focale, quale l’aura.

Disturbi della funzione epatica acuti e cronici (incluse le sindromi di Dubin-Johnson e Rotor), tumori epatici accertati attualmente o nel passato, ittero idiopatico o prurito accertato durante la gravidanza.

Pancreatite attuale o pregressa se associata con ipertrigliceridemia grave.

Presenza di un fattore di rischio grave o di più fattori di rischio per la trombosi arteriosa:

diabete mellito con sintomi vascolari

ipertensione grave

dislipoproteinemia grave

Tumori ormone-dipendenti (dipendenti dal livello degli ormoni sessuali steroidei, per esempio carcinoma della mammella o dell’endometrio) attuali o in anamnesi, sia confermati che sospetti.

Sanguinamento dai genitali non diagnosticato.

Gravidanza o sospetta gravidanza.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Avvertenze:

Se è presente uno dei seguenti stati/fattori di rischio, i benefici della contraccezione orale combinata (COC) devono essere pesati contro i possibili rischi in ogni singolo caso e discussi con la donna prima di iniziare la contraccezione orale combinata. Nel caso di peggioramento, riacutizzazione o comparsa iniziale di una qualunque di queste condizioni o fattori di rischio, la donna deve contattare il suo medico. In tal caso il medico deve decidere se l’uso del COC deve essere sospeso.

Disturbi della circolazione

L’uso di qualsiasi COC comporta un aumento del rischio di tromboembolia venosa (TEV) rispetto al non uso. L’aumento del rischio di TEV è più elevato durante il primo anno di assunzione in una donna che inizi ad assumere un contraccettivo orale combinato per la prima volta.

Studi epidemiologici evidenziano che l’incidenza di TEV nelle donne senza fattori di rischio noti per TEV che assumono un estrogeno a bassa dose (contraccettivo orale combinato con

<50 μg etinilestradiolo) va da circa 20 casi per 100.000 anni-donna (per i COC contenenti levonorgestrel) a 40 casi per 100.000 anni-donna (per i COC contenenti desogestrel/gestodene). Questo dato va confrontato con 5-10 casi per 100.000 donne-anni per le non utilizzatrici e 60 casi per 100.000 gravidanze. La TEV è fatale nell’1-2% dei casi. Studi epidemiologici hanno associato l’uso dei COC anche con un aumentato rischio di tromboembolia arteriosa (infarto miocardico, attacco ischemico transitorio).

Molto raramente è stata riportata trombosi in altri vasi sanguigni, per es. vene e arterie epatiche, mesenteriche, renali, cerebrali o retiniche, in utilizzatrici della pillola contraccettiva. Non vi è consenso sul fatto che il verificarsi di tali eventi sia associato all’uso dei contraccettivi ormonali.

La sintomatologia di eventi trombotici/tromboembolici venosi o arteriosi o di un accidente cerebrovascolare può includere:

dolore e/o gonfiore insoliti di un solo arto inferiore

improvviso dolore forte al petto, con o senza irradiazione al braccio sinistro

improvvisa mancanza di respiro

improvviso esordio di tosse

qualunque cefalea inconsueta, grave e prolungata

improvvisa perdita parziale o totale della vista

diplopia

articolazione indistinta delle parole o afasia

vertigini

collasso con o senza convulsioni focali

debolezza o intorpidimento molto pronunciato che interessi improvvisamente un lato o una parte del corpo

disturbi motori

addome "acuto".

Il rischio di complicanze tromboemboliche venose nelle utilizzatrici di COC aumenta con:

l’avanzare dell’età

un’anamnesi familiare positiva (tromboembolia venosa in fratelli/sorelle o nei genitori ad un’età relativamente precoce). In caso di sospetta predisposizione ereditaria, la donna va inviata da uno specialista prima di decidere riguardo l’utilizzo di COC.

prolungata immobilità, intervento chirurgico importante, procedura chirurgica sugli arti inferiori o trauma importante. In questi casi è consigliabile interrompere la pillola (nel caso di interventi programmati almeno 4 settimane prima della data dell’intervento) e non

riprenderlo fino a 2 settimane dopo completa deambulazione. Bisogna considerare un trattamento antitrombotico se l’assunzione della pillola non è stata interrotta in anticipo.

obesità (indice di massa corporea oltre 30 kg/m²).

non vi è consenso sul possibile ruolo di vene varicose e tromboflebiti superficiali nell’esordio o nella progressione della tromboembolia venosa.

Il rischio di complicanze tromboemboliche arteriose o di un accidente cerebrovascolare nelle utilizzatrici di COC aumenta con:

l’avanzare dell’età

fumo di tabacco (alle donne di oltre 35 anni di età deve essere vivamente consigliato di non fumare se desiderano usare un COC)

dislipoproteinemia

ipertensione

emicrania

obesità (indice di massa corporea oltre 30 kg/m²)

un’anamnesi familiare positiva (tromboembolia arteriosa in fratelli/sorelle o nei genitori ad un’età relativamente precoce). In caso di sospetta predisposizione ereditaria, la donna va inviata da uno specialista prima di decidere riguardo all’utilizzo di COC

valvulopatia

fibrillazione atriale

Anche la presenza di un fattore di rischio grave o di fattori di rischio multipli per patologia venosa o arteriosa, rispettivamente, possono costituire una controindicazione. Bisogna anche prendere in considerazione la possibilità di una terapia anticoagulante. Le utilizzatrici di COC devono essere specificamente avvertite di contattare il medico in caso di possibili sintomi di trombosi. In caso di trombosi sospetta o confermata l’uso del COC deve essere interrotto. Deve essere iniziato un metodo di contraccezione alternativo adeguato a causa della teratogenicità della terapia anticoagulante (cumarinici).

Bisogna considerare il maggiore rischio di tromboembolia nel periodo puerperale (per informazioni su "Fertilità, gravidanza e allattamento" vedere paragrafo 4.6).

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Altre malattie che sono state associate con eventi vascolari avversi includono: diabete mellito, lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitico-uremica, malattia intestinale infiammatoria cronica (morbo di Crohn oppure colite ulcerosa) e anemia a cellule falciformi. Un aumento nella frequenza o nella gravità dell’emicrania durante l’assunzione dei COC (che potrebbe essere un prodromo di un evento cerebrovascolare) può essere un motivo per l’interruzione immediata dell’uso del COC.

Tumori

Alcuni studi epidemiologici hanno riportato un maggiore rischio di cancro della cervice uterina nelle donne che usano COC nel lungo termine (>5 anni), tuttavia rimane ancora controverso in che misura questo risultato possa essere influenzato dagli effetti del comportamento sessuale e da altri fattori come il virus da papilloma umano (HPV).

Una metanalisi di 54 studi epidemiologici mostra che le donne che attualmente assumono COC sono a rischio relativo leggermente innalzato di tumore della mammella (RR=1,24). Questo rischio innalzato scompare gradualmente nei 10 anni successivi alla sospensione dei COC. Poiché il tumore della mammella insorge raramente nelle donne con meno di 40 anni, l’aumento dei casi diagnosticati di questa neoplasia nelle donne che usano attualmente o che hanno usato nel recente passato i COC è basso rispetto al rischio di tumore della mammella generale. Questi studi non provano alcun rapporto causale. L’andamento di innalzato rischio osservato potrebbe essere riconducibile a una diagnosi più precoce della neoplasia mammaria nelle donne che assumono COC, agli effetti biologici dei COC o a una combinazione di entrambe le cause. Il tumore della mammella diagnosticato nelle utilizzatrici o ex-utilizzatrici tende ad essere meno avanzato clinicamente rispetto a quello diagnosticato nelle donne che non sono mai state utilizzatrici di COC.

In rari casi sono stati riportati tumori epatici benigni, e ancora più raramente, tumori epatici maligni nelle utilizzatrici di COC. In casi isolati queste neoplasie hanno portato ad emorragia intra-addominale con esito potenzialmente fatale. Un tumore epatico deve essere considerato nella diagnosi differenziale in presenza di forte dolore all’addome superiore, in caso di epatomegalia o dinanzi a segni di emorragia intra-addominale nelle donne che assumono COC.

Con l’uso di COC a dosaggio più elevato (50 μg di etinilestradiolo) il rischio di cancro ovarico e dell’endometrio è ridotto. Si deve ancora confermare se questo fatto si applichi anche ai COC a dosaggio più basso.

Altre condizioni

Le donne con ipertrigliceridemia o anamnesi familiare di questo disturbo potrebbero essere a maggiore rischio di pancreatite se assumono un COC.

Anche se si sono rilevati lievi innalzamenti della pressione sanguigna in molte donne che assumono COC, aumenti clinicamente rilevanti sono rari. Solo in questi rari casi è giustificata un’interruzione immediata dell’uso del COC. Se, durante l’uso di un COC in donne con ipertensione preesistente, valori costantemente elevati di pressione sanguigna o un aumento significativo della pressione sanguigna non rispondono in maniera adeguata al trattamento ipertensivo, il COC deve essere interrotto. Se appropriato, l’uso del COC può essere ripreso se si raggiungono valori di normotensione con terapia antiipertensiva.

Sono stati segnalati i seguenti disturbi o il loro aggravamento, sia durante la gravidanza che con l’uso dei COC, benché non si abbiano prove definitive di un’associazione con i COC: ittero e/o prurito legato a colestasi, calcoli biliari, porfiria, lupus eritematoso sistemico, sindrome emolitico-uremica, corea di Sydeham, herpes gestazionale, perdita di udito a causa di otosclerosi.

In donne con angioedema ereditario gli estrogeni esogeni possono indurre o peggiorare i sintomi dell’angioedema.

Disturbi acuti o cronici della funzione epatica possono necessitare l’interruzione dell’uso di COC fino a che i marker della funzione epatica ritornino nella norma. Il ripresentarsi di ittero colestatico e/o di prurito correlato alla colestasi che si sia verificato in precedenza durante la gravidanza o durante l’uso in passato di steroidi sessuali indica necessità di interruzione dei COC.

Anche se i COC possono avere un effetto sulla resistenza periferica all’insulina e sulla tolleranza al glucosio, non vi è evidenza della necessità di alterare il regime terapeutico nelle donne diabetiche che utilizzano COC a basso dosaggio (contenenti <0,05 mg di etinilestradiolo). Tuttavia, le donne diabetiche devono essere monitorate con attenzione, in particolare nei primi stadi dell’uso di COC.

Durante l’uso di COC sono stati segnalati casi di peggioramento della depressione endogena, dell’epilessia, del Morbo di Crohn e della colite ulcerativa.

Può comparire occasionalmente cloasma, soprattutto nelle donne con anamnesi di cloasma gravidico. Le donne con tendenza al cloasma devono evitare l’esposizione al sole o alle radiazioni ultraviolette durante l’uso di COC.

Esame obiettivo/consulto medico

Prima di iniziare o di riprendere Etinilestradiolo e Gestodene Lupin deve essere fatta un’anamnesi completa (inclusa l’anamnesi familiare) e deve essere esclusa una gravidanza. Deve essere misurata la pressione sanguigna ed effettuato un esame obiettivo, guidato dalle controindicazioni (vedere paragrafo 4.3) e dalle avvertenze (vedere paragrafo 4.4). Bisogna anche far presente alla donna di leggere attentamente il foglio illustrativo e di attenersi alle istruzioni riportate. La frequenza e la natura degli esami devono essere basate su linee guida di pratica consolidate e devono essere adattate alla singola donna.

Bisogna ricordare alle donne che i contraccettivi orali non proteggono dalle infezioni da HIV (AIDS) e da altre malattie sessualmente trasmesse.

Efficacia ridotta

L’efficacia dei COC può essere ridotta per esempio in caso di compresse dimenticate (vedere paragrafo 4.2), disturbi gastrointestinali (vedere paragrafo 4.2) o assunzione di farmaci concomitanti (vedere paragrafo 4.5).

Ridotto controllo del ciclo

Con tutti i COC è possibile sanguinamento irregolare (spotting o metrorragia), particolarmente nei primi mesi d’uso. Pertanto la valutazione di eventuale sanguinamento irregolare è significativa solo dopo un periodo di adattamento di circa 3 cicli.

Se persistono le irregolarità di sanguinamento o queste si verificano dopo cicli precedenti regolari, devono essere considerate cause non ormonali e sono indicate adeguate misure diagnostiche per escludere la malignità o la gravidanza. Tra queste può essere incluso il curettage.

In alcune donne può non presentarsi sanguinamento da sospensione durante l’intervallo libero da pillola. Se il COC è stato assunto secondo quanto descritto al paragrafo 4.2 è improbabile che si sia instaurata una gravidanza. Tuttavia, se il COC non è stato assunto secondo tali istruzioni prima della mancata emorragia da sospensione, o se le emorragie da sospensione non verificatesi sono due, prima di continuare a prendere il COC si deve escludere una gravidanza.

Queste compresse contengono 50 milligrammi di lattosio per compressa. Le pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficienza di Lapp-lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Le interazioni tra l’etinilestradiolo (EE) e altre sostanze possono portare a una diminuzione o a un aumento delle concentrazioni sieriche di EE, rispettivamente.

Concentrazioni sieriche diminuite di EE possono causare un aumento di incidenza di spotting e di irregolarità mestruali e possono eventualmente ridurre l’efficacia dei COC.

Durante l’uso concomitante di prodotti contenenti EE e sostanze che possono portare a concentrazioni sieriche diminuite di EE, si raccomanda di utilizzare un metodo contraccettivo non ormonale (quali profilattico e spermicida) in aggiunta all’assunzione regolare di Etinilestradiolo e Gestodene Lupin . In caso di uso prolungato di tali sostanze i COC non devono essere considerati il contraccettivo primario.

Dopo l’interruzione di sostanze che possono portare a concentrazioni sieriche diminuite di EE, l’uso di un metodo contraccettivi non ormonale è raccomandato per almeno 7 giorni. Un utilizzo più lungo di un metodo contraccettivo è raccomandato dopo l’interruzione di sostanze che hanno portato all’induzione di enzimi microsomali epatici, che ha come effetto una diminuzione delle concentrazioni di EE sieriche. Talvolta possono essere necessarie parecchie settimane perché l’induzione enzimatica sia finita completamente, a seconda della dose, della durata dell’uso e della velocità di eliminazione della sostanza induttrice.

Esempi di sostanze che possono diminuire le concentrazioni di EE sieriche:

Tutte le sostanze che riducono il tempo di transito gastrointestinale

Sostanze che inducono gli enzimi epatici microsomali, quali rifampicina, rifabutina, barbiturati, pirmidone, carbamazepina, fenilbutazone, fenitoina, desametasone, griseofulvina, topiramato, alcuni inibitori delle proteasi, modafinil e probabilmente anche oxcarbazepina, felbamato, ritonavir e nevirapina.

Hypericum perforatum, noto anche come erba di San Giovanni (probabilmente tramite induzione degli enzimi microsomali epatici)

Alcuni antibiotici (per es., penicilline, tetracicline), attraverso una diminuzione della circolazione enteroepatica di estrogeni.

Esempi di sostanze che possono aumentare le concentrazioni di EE sieriche:

Atorvastatina

Inibitori competitivi della solfatazione della parete gastrointestinale, come l’acido ascorbico (vitamina C) e il paracetamolo

Sostanze che inibiscono gli isoenzimi del citocromo P 450 3A4 come indinavir, fluconazolo, voriconazolo e troleandomicina.

La troleandomicina può aumentare il rischio di colestasi intraepatica durante la somministrazione insieme ai COC.

L’EE può interferire con il metabolismo di altri farmaci inibendo gli enzimi microsomali epatici o inducendo la coniugazione di farmaci epatici, in particolare la glucuronizzazione, o con altri meccanismi. Conseguentemente, le concentrazioni plasmatiche e tessutali possono risultare aumentate (per es. ciclosporina, teofillina, corticosteroidi) o diminuite (per es. lamotrigine, levotiroxina, valproato).

Devono essere consultate le informazioni di prescrizione dei farmaci concomitanti per identificare potenziali interazioni.

Interazioni con analisi di laboratorio

L’impiego di contraccettivi orali può influenzare il risultato di alcuni esami di laboratorio tra i quali i test di funzionalità epatica (inclusa riduzione della bilirubina e della fosfatasi alcalina), tiroidea (aumento del T3 e T4 totali a causa di un aumento della TBG, diminuzione dell’uptake mediante resina del T3 libero), corticosurrenalica (aumento del cortisolo plasmatico, aumento della globulina legante il cortisolo, diminuzione del deidroepiandrosterone solfato – DHEAS) e renale (aumento della creatinina plasmatica e della clearance della creatinina)

livelli plasmatici delle proteine (di trasporto), per esempio della globulina legante i corticosteroidi e delle frazioni lipidiche/lipoproteiche

parametri del metabolismo glucidico

parametri della coagulazione e della fibrinolisi

diminuzione dei livelli sierici dei folati

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Etinilestradiolo e Gestodene Lupin non è indicato durante la gravidanza.

Se si verifica una gravidanza durante l’utilizzo di Etinilestradiolo e Gestodene Lupin , bisogna interrompere il trattamento immediatamente (vedere paragrafì 4.3).

I dati sulle gravidanze esposte al gestodene sono piuttosto limitati per permettere conclusioni riguardanti effetti negativi del gestodene sulla gravidanza, e sulla salute del feto o del neonato. Ad ora non sono disponibili dati rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

Gli studi su animali non indicano effetti dannosi diretti o indiretti nei confronti della gravidanza, dello sviluppo embrionale/fetale, del parto o dello sviluppo postnatale.

La maggior parte degli studi epidemiologici non hanno rivelato alcun aumento del rischio di malformazioni alla nascita di bambini nati da donne che avevano fatto uso di COC anteriormente alla gravidanza, né di effetti teratogenici in caso di assunzione accidentale di COC durante i primi stadi della gravidanza. Tuttavia non è possibile escludere completamente un effetto avverso dei principi attivi sullo sviluppo embrionale e fetale sulla base dell’azione ormonale dei principi attivi.

Allattamento

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Sono state identificate piccole quantità di steroidi contraccettivi e/o metaboliti nel latte di madri che allattavano, e sono stati riportati alcuni effetti avversi sul bambino, inclusi ittero e ingrossamento del seno.

L’allattamento può essere influenzato dai COC in quanto possono ridurre la quantità del latte materno e variarne la composizione.

L’uso dei COC non deve essere in generale raccomandato fino a che la madre che allatta abbia completamente svezzato il bambino.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Etinilestradiolo e Gestodene Lupin non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

 

04.8 Effetti indesiderati

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L’utilizzo dei COC è stato associato a:

un aumento del rischio di eventi trombotici e tromboembolici arteriosi e venosi, compreso infarto del miocardio, ictus, attacchi ischemici transitori, trombosi venosa e embolia polmonare

un aumento del rischio di neoplasia intraepiteliale della cervice uterina e cancro della cervice uterina

un aumento del rischio di diagnosi di tumore mammario

un aumento del rischio di neoplasma epatico benigno (ad es. iperplasia focale nodulare, adenoma epatico) (vedere paragrafo 4.4).

Frequenza
Molto comune
≥1/10
Comune
≥1/100,
<1/10
Non comune
≥1/1.000,
<1/100
Raro
≥1/10.000,
<1/1.000
Molto raro
<1/10.000
Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Classificazi one per sistemi e organi
Infezioni ed infestazioni infezione vaginale
(inclusa candidiasi)
Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi) carcinoma epatocellular e, adenoma epatico
Patologie del sistema immunitario reazioni anafilattiche/an afilattoidi (inclusi casi molto rari di orticaria, angioedema, e reazioni gravi con sintomi respiratori e circolatori) sindrome da lupus eritematoso sistemico
aggravata
Disturbi del metabolism o e della nutrizione ritenzione idrica aumento o diminuzione dell’appetito Deterioramento dell’intolleranza al glucosio aggravament o della porfiria
Disturbi psichiatrici alterazioni dell’umore, inclusa depressione, disturbi della libido
Patologie del sistema nervoso cefalea, inclusa emicrania nervosismo
vertigini
aggravament o della corea
Patologie dell’occhio intolleranza alle lenti a contatto neurite ottica*, trombosi vascolare retinica
Patologie dell’orecchi o e del labirinto disturbi dell’orecchio
Patologie vascolari ipertensione vene varicose
Patologie gastrointest inali nausea, vomito, dolore addominale crampi addominali,
distensione addominale, diarrea
pancreatite, colite ischemica malattia infiammator ia dell’intestin o (morbo di Crohn, colite ulcerativa)
Patologie epatobiliari ittero colestatico disturbi della cistifellea, inclusa colelitiasi** danno epatocellula re (per es.
epatite, anomala funzione epatica)
Patologie della cute e del tessuto sottocutan eo acne eruzione cutanea, cloasma (melasma) che può persistere, irsutismo, alopecia eritema nodoso eritema multiforme
Patologie renali e urinarie sindrome emolitico- uremica
Patologie dell’appara to riproduttiv o e della mammella metrorragia dolore al seno, tensione al seno, ingrossament o del seno, secrezioni dal seno, dismenorrea, disturbi mestruali, ipomenorrea,
variazioni del
flusso mestruale, variazioni dell’ectropion e della secrezione della cervice, amenorrea
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministr azione irritabilità
Esami diagnostici aumento o diminuzione di peso aumento della pressione sanguigna, lipidi anomali inclusa ipertriglicerid emia, diminuzione dei folati nel sangue***

*La neurite ottica può portare a perdita della vista parziale o completa.

**I COC possono peggiorare un disturbo della cistifellea esistente e possono accelerare lo sviluppo di tale malattia in donne precedentemente asintomatiche.

***I livelli di folato nel sangue possono essere abbassati da una terapia con COC. Questo fatto può essere clinicamente significativo se la donna inizia una gravidanza poco dopo aver interrotto i COC.

Sono stati riportati i seguenti eventi avversi gravi in donne che utilizzavano COC, vedere paragrafi 4.3 e 4.4.

Tromboembolia venosa, ossia trombosi con interessamento delle vene profonde degli arti inferiori o della pelvi ed embolia polmonare

Disordini tromboembolici arteriosi

Cancro della cervice uterina

Tumori epatici

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: cloasma.

Fra le donne che assumono COC la frequenza di diagnosi di tumori mammari è leggermente aumentata. Poiché il cancro della mammella è raro nelle donne di meno di 40 anni, il numero in eccedenza è modesto rispetto al rischio generale di tumori mammari. Non si conosce il rapporto causale con l’uso di COC. Per maggiori informazioni vedere i paragrafi 4.3 e 4.4.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette.

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

 

04.9 Sovradosaggio

Indice

L’intossicazione acuta da alte dosi orali del prodotto somministrato a bambini piccoli non ha portato ad alcun sintomo grave di malattie. I sintomi di sovradosaggio da assunzione di un contraccettivo orale in adulti e bambini possono includere nausea, vomito, tensione mammaria, vertigini, dolore addominale, sonnolenza/affaticamento; nei soggetti di sesso femminili può verificarsi emorragia da sospensione. Non vi sono antidoti specifici ed un ulteriore trattamento del sovradosaggio, se necessario, deve essere sintomatico.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Categoria farmacoterapeutica: contraccettivi ormonali sistemici; associazioni fisse estro- progestiniche. Codice ATC: G03A A10

I contraccettivi orali combinati agiscono mediante la soppressione delle gonadotropine. Benché il meccanismo primario di quest’azione è l’inibizione dell’ovulazione, altri meccanismi che includono variazioni del muco cervicale (che aumenta la difficoltà dello sperma di entrare nell’utero) e dell’endometrio (che riduce la probabilità dell’impianto) supportano l’effetto contraccettivo.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Gestodene

Assorbimento

Il gestodene somministrato per via orale viene assorbito rapidamente e completamente. Il picco della concentrazione sierica di circa 2-4 ng/ml è raggiunto dopo circa un’ora circa da una singola dose. La biodisponibilità è di circa il 99%.

Distribuzione

Il gestodene si lega alla sieroalbumina e alla globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG). Solo l’1-2% del volume totale nel siero è rappresentato da steroide libero, mentre il 50-70% è legato specificamente alla SHBG. L’aumento della SHBG causato dall’etinilestradiolo influenza la quantità di gestodene legato alle proteine sieriche, con conseguente aumento della frazione legata alla SHBG e diminuzione della frazione legata all’albumina. Il volume apparente di distribuzione del gestodene è di 0,7-1,4 l/kg.

Biotrasformazione

Il gestodene è metabolizzato in modo completo tramite i consueti meccanismi per il metabolismo degli steroidi.

Il tasso di clearance metabolica media dal siero è di 0,8-1,0 ml/min/kg.

Eliminazione

I livelli sierici di gestodene cadono in due fasi. La fase di disposizione finale è caratterizzata da un’emivita di 12-20 ore. Sono escreti solo i metaboliti del gestodene, con un rapporto tra urina e bile di 6:4. L’emivita per l’escrezione del metabolita è di circa 1 giorno.

Stato stazionario

Le proprietà farmacocinetiche del gestodene sono influenzate dai livelli di SHBG, che aumentano fino a circa tre volte con l’assunzione concomitante di etinilestradiolo. Con l’assunzione giornaliera il livello sierico di gestodene risulta circa triplo o quadruplo e raggiunge lo stato stazionario nella seconda metà del ciclo di trattamento.

Etinilestradiolo

Assorbimento

L’etinilestradiolo somministrato per via orale viene assorbito rapidamente e completamente. La concentrazione sierica massima di circa 30-80 pg/ml si raggiunge entro 1-2 ore. La biodisponibilità completa, derivante dalla coniugazione presistemica e dal metabolismo di primo passaggio, è di circa il 60%.

Distribuzione

L’etinilestradiolo si lega all’albumina sierica (circa 98,5%) in modo forte ma non specifico e porta all’aumento delle concentrazioni di SHBG nel siero. Il volume apparente di distribuzione è di circa 5-18 l/kg.

Biotrasformazione

Il metabolismo dell’etinilestradiolo avviene per lo più tramite idrossilazione aromatica, tuttavia si ha la formazione di svariati tipi di metaboliti idrossilati e metilati, riscontrati come metaboliti liberi e come coniugati di glucuronide e solfato. Il tasso di clearance metabolica è di circa 5-13 ml/min/kg.

Eliminazione

I livelli sierici di etinilestradiolo cadono in due fasi, la fase di disposizione finale è caratterizzata da un’emivita di circa 16-24 ore. Sono escreti solo i metaboliti, e questo avviene con un rapporto tra urina e bile di 2:3. L’emivita per l’escrezione dei metaboliti è di circa 1 giorno.

Stato stazionario

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Lo stato stazionario si raggiunge dopo 3-4 giorni, durante i quali i livelli sierici della sostanza sono maggiori del 20% rispetto alla dose singola.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Gli studi preclinici (tossicità generale, genotossicità, potenziale cancerogeno e tossicità riproduttiva) non hanno rivelato altri effetti oltre a quelli che possono essere spiegati basandosi sul profilo ormonale noto dell’etinilestradiolo e del gestodene.

Deve essere tenuto presente che gli steroidi sessuali possono promuovere la crescita di alcuni tessuti e tumori ormone-dipendenti.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Lattosio monoidrato Amido di mais

Sodio calcio edetato diidrato Povidone K30

Magnesio stearato

Copertura bianco Opadry: Ipromellosa

Titanio diossido (E171) Macrogol 400

 

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

 

06.3 Periodo di validità

Indice

2 anni.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Non conservare a temperatura superiore ai 25oC. Conservare nella confezione originale.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister di PVC/ foglio di alluminio in un sacchetto di alluminio, PVC/Aclar/foglio di alluminio in un sacchetto di alluminio, PVC/Aclar/foglio di alluminio con disseccante in un sacchetto di alluminio.

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Presentazione:

Blister contenenti 21 compresse in formati da 21 (1x 21), 63 (3×21), 126 (6x 21) e

273 (13 x 21) compresse*.

* È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Lupin (Europe) Ltd Victoria Court Bexton Road Knutsford Cheshire

WA16 0PF

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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IMMISSIONE IN COMMERCIO 042322014 – "0,03 Mg/0,075 Mg Compresse Rivestite Con Film" 1 X 21 Compresse In Blister Pvc/Al

042322026 – "0,03 Mg/0,075 Mg Compresse Rivestite Con Film" 3 X 21 Compresse In Blister Pvc/Al

042322038 – "0,03 Mg/0,075 Mg Compresse Rivestite Con Film" 6 X 21 Compresse In Blister Pvc/Al

042322040 – "0,03 Mg/0,075 Mg Compresse Rivestite Con Film" 13 X 21 Compresse In Blister Pvc/Al

042322053 – "0,03 Mg/0,075 Mg Compresse Rivestite Con Film" 1 X 21 Compresse In Blister Pvc/Aclar/Al

042322065 – "0,03 Mg/0,075 Mg Compresse Rivestite Con Film" 3 X 21 Compresse In Blister Pvc/Aclar/Al

042322077 – "0,03 Mg/0,075 Mg Compresse Rivestite Con Film" 6 X 21 Compresse In Blister Pvc/Aclar/Al

042322089 – "0,03 Mg/0,075 Mg Compresse Rivestite Con Film" 13 X 21 Compresse In Blister Pvc/Aclar/Al

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: ———-

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