Intesticort

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Intesticort: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Intesticort 3 mg

01.0 Denominazione del medicinale

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Intesticort 3 mg capsule gastroresistenti

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni capsula contiene 3 mg di budesonide Eccipienti con effetti noti: ogni capsula contiene 240 mg di saccarosio e 12 mg di lattosio monoidrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Capsule rigide gastroresistenti, (capsule gastroresistenti) Capsula rigida rosa contenente granuli bianchi gastroresistenti

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Malattia di Crohn Induzione della remissione in pazienti affetti da malattia di Crohn di grado lieve o moderato a carico dell’ileo e/o del colon ascendente Colite collagena Induzione della remissione in pazienti affetti da colite collagena in fase attiva Epatite autoimmune

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia:

Malattia di Crohn

Adulti di età > 18 anni:

La dose quotidiana raccomandata è di tre capsule una volta al giorno al mattino, oppure una capsula (contenente 3 mg di budesonide) tre volte al giorno (mattina, mezzogiorno e sera; corrispondenti a una dose totale giornaliera di 9 mg di budesonide) se è più comodo per il paziente.

Colite collagena

Adulti di età > 18 anni:

La dose raccomandata è di tre capsule una volta al giorno al mattino (corrispondente ad una dose giornaliera di 9 mg di budesonide).

Epatite autoimmune

Induzione della remissione(adulti di età > 18 anni):

Per l’induzione della remissione (cioè per la normalizzazione dei parametri di laboratorio elevati), la dose quotidiana raccomandata è di una capsula (contenente 3 mg di budesonide) tre volte al giorno (mattina, mezzogiorno e sera; che corrisponde a una dose totale quotidiana di 9 mg di budesonide).

Mantenimento della remissione (adulti di età > 18 anni):

Dopo il raggiungimento della remissione, la dose quotidiana raccomandata è di una capsula (contenente 3 mg di budesonide) due volte al giorno (una capsula la mattina e una la sera; che corrisponde a una dose totale quotidiana di 6 mg di budesonide).

Se le transaminasi ALT e/o AST aumentano durante il trattamento di mantenimento, la dose va aumentata fino a 3 capsule al giorno (che corrispondono a una dose totale quotidiana di 9 mg di budesonide), come descritto per l’induzione della remissione

Nei pazienti tolleranti l’azatioprina, il trattamento per l’induzione e per il mantenimento della remissione con budesonide va associato ad azatioprina.

Tutte le indicazioni Bambini

Intesticort 3 mg non va somministrato ai bambini al di sotto dei 12 anni di età, per mancanza di esperienzae per il possibile rischio aumentato di sviluppare una soppressione surrenale in questo gruppo d’età.

Pazienti adolescenti:

La sicurezza e l’efficacia di Intesticort 3 mg nei bambini di età compresa tra i 12 e i 18 anni non sono state ancora stabilite. I dati al momento disponibili nei pazienti adolescenti (12 – 18 anni) con malattia di Crohn o con epatite autoimmune sono riportati nei paragrafi 4.8 e 5.1 ma non può essere fatta alcuna raccomandazione riguardante la posologia.

Modo di somministrazione

Le capsule contenenti i granuli gastroresistenti vanno assunte circa mezz’ora prima dei pasti e vanno ingerite intere con un’abbondante quantità di liquido (es. un bicchiere d’acqua).

Durata della somministrazione

Malattia di Crohn e colite collagena

La durata del trattamento in caso di malattia di Crohn attiva e di colite collagena deve essere limitata a 8 settimane.

Epatite autoimmune

Per l’induzione della remissione, va somministrata una dose totale quotidiana di 9 mg, fino al suo raggiungimento. Successivamente, per il mantenimento della remissione, va somministrata una dose totale quotidiana di 6 mg di budesonide. Il trattamento per il mantenimento della remissione nell’epatite autoimmune deve essere continuato almeno per 24 mesi. Può essere abbandonato solo se la remissione biochimica viene costantemente mantenuta e non sono presenti segni di infiammazione alla biopsia epatica.

Conclusione del trattamento

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Il trattamento con Intesticort 3 mg non deve essere sospeso bruscamente, bensi ridotto gradualmente (con dosi decrescenti). Nel corso della prima settimana il dosaggio va ridotto a due capsule al giorno, una la mattina e una la sera. Nella seconda settimana va assunta una sola capsula al mattino. Successivamente, il trattamento può essere interrotto.

04.3 Controindicazioni

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Intesticort 3 mg non va usato in pazienti con: ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; cirrosi epatica

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Il trattamento con Intesticort 3 mg determina livelli di steroidi sistemici inferiori rispetto alla terapia convenzionale con glucocorticosteroidi somministrati per via orale. Il passaggio da terapie con altri glucocorticosteroidi può causare sintomi correlati al cambiamento dei livelli sistemici di steroidi.

È richiesta cautela nei pazienti affetti da tubercolosi, ipertensione, diabete mellito, osteoporosi, ulcera peptica, glaucoma, cataratta, anamnesi familiare di diabete o di glaucoma o qualsiasi altra condizione in cui i glucocorticosteroidi possono dare degli effetti indesiderati.

Questo medicinale non è indicato nei pazienti con Morbo di Crohn a carico del tratto gastrointestinale superiore.

A causa del meccanismo d’azione prevalentemente locale del composto, non si possono attendere effetti benefici nei pazienti con sintomi extraintestinali (es. a carico degli occhi, della pelle, delle articolazioni).

Possono manifestarsi effetti sistemici dei glucorticosteroidi, in particolare in caso di prescrizione a dosi elevate e per periodi prolungati. Tali effetti possono comprendere sindrome di Cushing, soppressione surrenalica, ritardo della crescita, ridotta densità minerale ossea, cataratta, glaucoma , un ampio spettro di effetti psichiatrici/comportamentali (vedere paragrafo 4.8).

Infezioni

La soppressione della risposta infiammatoria e della funzione immunitaria aumenta la suscettibilità alle infezioni e la loro gravità. Il rischio del peggioramento di infezioni batteriche, micotiche, amebiche e virali durante il trattamento con glucocorticoidi deve essere accuratamente considerato. Le manifestazioni cliniche sono spesso atipiche e gravi infezioni quali setticemia e tubercolosi possono restare nascoste e, quindi, raggiungere uno stadio avanzato prima di essere riconosciute.

Varicella

La varicella risulta particolarmente preoccupante perché questa malattia, che normalmente si annovera tra quelle minori, può rivelarsi fatale per i pazienti immunosoppressi. I pazienti senza una storia definita di varicella vanno avvertiti di evitare lo stretto contatto personale con la varicella e l’herpes zoster. In caso di esposizione devono consultare urgentemente il medico. Se il paziente è un bambino, i genitori devono essere avvertiti di questa precauzione. In caso di pazienti non immuni esposti cui vengono somministrati glucorticosteroidi sistemici o che li hanno assunti nei tre mesi precedenti, è necessaria un’immunizzazione passiva con immunoglobulina per varicella zoster (VZIG) entro 10 giorni dall’esposizione al virus. Se viene confermata la diagnosi di varicella, la malattia richiede la cura di specialisti e un trattamento urgente. La somministrazione di glucorticosteroidi non va interrotta e sarà eventualmente necessario un incremento della dose.

Morbillo

I pazienti con immunità compromessa che sono venuti in contatto con il morbillo, devono ricevere immunoglobuline normali il più presto possibile dopo l’esposizione.

Vaccini

I vaccini vivi non vanno somministrati a pazienti che fanno uso cronico di glucocorticosteroidi.

La risposta anticorpale ad altri vaccini può risultare ridotta. Pazienti con disfunzioni epatiche Sulla base delle esperienze nei pazienti con cirrosi biliare primaria (PBC) all’ ultimo stadio con cirrosi epatica, bisogna attendersi un aumento della disponibilità sistemica della budesonide in tutti i pazienti con alterazioni gravi della funzione epatica.

Tuttavia, nei pazienti con malattie epatiche senza cirrosi epatica, la budesonide a dosi giornaliere di 9 mg è stata sicura e ben tollerata. Non c’è evidenza della necessità di una raccomandazione specifica di dosaggio nei pazienti con malattia epatica senza cirrosi o con lievi alterazioni della funzione epatica .

Disturbi visivi

Con l’uso di corticosteroidi sistemici e topici possono essere riportati disturbi visivi. Se un paziente si presenta con sintomi come visione offuscata o altri disturbi visivi, è necessario considerare il rinvio a un oculista per la valutazione delle possibili cause che possono includere cataratta, glaucoma o malattie rare come la corioretinopatia sierosa centrale (CSCR), che sono state segnalate dopo l’uso di corticosteroidi sistemici e topici.

Altri

I glucocorticosteroidi possono causare la soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e ridurre la risposta allo stress. Nel caso in cui i pazienti siano soggetti ad interventi chirurgici o ad altri tipi di stress, si raccomanda un trattamento supplementare con glucocorticosteroidi sistemici.

Va evitato il trattamento concomitante con ketoconazolo o altri inibitori di CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

Le capsule Intesticort 3 mg contengono lattosio e saccarosio. Pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio o al fruttosio, malassorbimento di glucosio/galattosio, insufficienza di saccarosio- isomaltasi, deficienza di Lapp lattasi o di lattasi congenita non dovrebbero assumere questo medicinale.

Nei pazienti con epatite autoimmune, i livelli sierici di transaminasi (ALT, AST) devono essere valutati a intervalli regolari, per aggiustare adeguatamente la dose di budesonide. Durante il primo mese di trattamento, i livelli di transaminasi vanno valutati ogni due settimane, poi almeno ogni 3 mesi.

La somministrazione del medicinale, Intesticort 3 mg capsule gastroresistenti, può causare positività al test anti-doping.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Interazioni farmacodinamiche

Glicosidi cardiaci

L’azione dei glicosidi può essere potenziata dalla carenza di potassio.

Saluretici

Può aumentare l’escrezione di potassio. Interazioni farmacocinetiche Citocromo P450

Inibitori di CYP3A4

Si ritiene che il trattamento concomitante con inibitori di CYP3A, compresi i medicinali contenenti cobicistat, possa aumentare il rischio di effetti indesiderati sistemici. L’associazione deve essere evitata a meno che il beneficio non superi il il rischio aumentato di effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi, in questo caso è necessario monitorare i pazienti per gli effetti indesiderati sistemici dovuti ai corticosteroidi.

La somministrazione contemporanea per via orale di 200 mg di ketoconazolo una volta al giorno ha fatto registrare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di budesonide (dose singola da 3 mg) all’incirca di sei volte. Un aumento delle concentrazioni di circa tre volte è stato rilevato in caso di somministrazione di ketoconazolo 12 ore dopo budesonide. Non disponendo di dati sufficienti per fornire raccomandazioni sulla dose, questa combinazione deve essere evitata.

E’ probabile che anche altri potenti inibitori di CYP3A4 come ritonavir, itraconazolo, claritromicina e succo di pompelmo determinino un marcato aumento delle concentrazioni plasmatiche di budesonide. Pertanto va evitata la contemporanea assunzione di budesonide.

Induttori di CYP3A4

I composti o i medicinali, quali carbamazepina e rifampicina, che inducono CYP3A4, possono ridurre l’esposizione sistemica ma anche quella locale di budesonide nella mucosa dell’intestino. È possibile che sia necessario un aggiustamento della dose di budesonide.

Substrati di CYP3A4

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I composti o i medicinali che vengono metabolizzati da CYP3A4 possono competere con budesonide. Ciò può causare un incremento della concentrazione di budesonide nel plasma se la sostanza che compete ha una maggiore affinità con CYP3A4, oppure, se budesonide lega più strettamente CYP3A4, la sostanza in competizione può aumentare nel plasma ed è possibile che sia necessario un aggiustamento/riduzione della dose di questo medicinale.

Elevate concentrazioni plasmatiche ed accresciuti effetti dei glucocorticosteroidi sono stati segnalati in pazienti di sesso femminile che assumevano anche estrogeni o contraccettivi orali, ma ciò non è stato osservato con contraccettivi orali combinati a dosi ridotte.

La cimetidina alle dosi raccomandate, in combinazione con budesonide ha un lieve ma insignificante effetto sulla farmacocinetica di budesonide. L’omeprazolo non ha alcun effetto sulla farmacocinetica di budesonide.

Composti leganti gli steroidi

Teoricamente non è possibile escludere potenziali interazioni con resine sintetiche leganti gli steroidi quali la colestiramina e gli antiacidi. Se somministrati contemporaneamente a Intesticort 3 mg, tali interazioni possono causare una riduzione dell’effetto della budesonide. Per tale ragione questi composti non vanno assunti contemporaneamente, bensi a distanza di almeno due ore.

Siccome la funzione surrenalica può risultare soppressa in seguito al trattamento con budesonide, il test di stimolazione con ACTH per la diagnosi di insufficienza pituitaria può dar luogo a risultati falsati (bassi valori).

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Va evitata la somministrazione durante la gravidanza, a meno che non vi siano ragioni che esigono la terapia con Intesticort 3 mg. Sono disponibili pochi dati sugli esiti di gravidanza dopo somministrazione orale di budesonide nell’uomo. Sebbene i dati sull’uso di budesonide per via inalatoria in un ampio numero di gravidanze esposte non indichino effetti avversi, la concentrazione massima di budesonide nel plasma prevista superiore nel trattamento con Intesticort 3 mg rispetto alla budesonide per via inalatoria. Test su animali gravidi hanno dimostrato che budesonide, al pari di altri glucocorticosteroidi, è causa di alterazioni dello sviluppo fetale (vedere paragrafo 5.3). La rilevanza di questo dato per l’uomo non è stata stabilita.

Allattamento

La budesonide passa nel latte materno (sono disponibili dati sull’escrezione dopo l’uso inalatorio).

Tuttavia, possono comparire solo effetti minori sul bambino allattato con latte materno dopo assunzione di Intesticort 3 mg nell’intervallo terapeutico. Bisogna decidere se interrompere l’allattamento con latte materno ointerrompere/evitare la terapia con budesonide, considerando i benefici dell’allattamento con latte materno per il bambino e quelli della terapia per la donna Fertilità

Non sono disponibili dati riguardanti l’effetto di budesonide sulla fertilità umana. La fertilità non è risultata alterata dopo la terapia con budesonide in studi su animali (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Nella valutazione degli effetti indesiderati, si usano le seguenti convenzioni di frequenza: molto comune: (≥ 1/10) comune: (≥ 1/100 – < 1/10)

non comune: (≥ 1/1.000 – < 1/100) raro: (≥ 1/10.000 – < 1/1.000) molto raro: (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi Frequenza secondo
la convenzione MedDRA
Reazione avversa
Disturbi metabolismo nutrizione del
e della
Comune Sindrome di Cushing: esempio facies lunare, obesità del tronco, ridotta tolleranza al glucosio, diabete mellito, ipertensione, ritenzione di sodio con edema, aumento dell’escrezione di potassio, inattività o atrofia della corteccia surrenale, striae rubrae, acne da steroidi, disturbi della secrezione di ormoni sessuali (es.
amenorrea, irsutismo,
impotenza)
Molto raro Ritardo della
nei bambini
crescita
Patologie dell’occhio Raro Glaucoma, cataratta, visione offuscata
(vedere anche paragrafo 4.4)
Patologie gastrointestinali Comune Dispepsia,
addominale
dolore
Non comune Ulcera duodenale o
gastrica
Raro Pancreatite
Molto raro Stipsi
Disturbi del
immunitario
sistema Comune Aumentato rischio di
infezioni
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune Dolori muscolari e articolari, debolezza muscolare e
contratture, osteoporosi
Raro Osteonecrosi
Patologie del sistema nervoso Comune Cefalea
Molto raro Pseudotumor cerebri,
incluso il papilledema negli adolescenti
Disturbi psichiatrici Comune Depressione,
irritabilità, euforia
Classificazione per sistemi e organi Frequenza secondo
la convenzione MedDRA
Reazione avversa
Non comune Iperattività psicomotoria, ansia
Raro Aggressività
Patologie della cute e del tessuto
sottocutaneo
Comune Esantema allergico, petecchie, ritardo nella guarigione di ferite,
dermatite da contatto
Raro Ecchimosi
Patologie vascolari Molto raro Aumento del rischio di trombosi, vasculite
(sindrome da sospensione dopo una terapia a lungo termine)
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di
somministrazione
Molto raro Affaticamento, malessere

La maggior parte degli eventi avversi riportati in questo RCP può comparire anche in seguito al trattamento con altri glucocorticosteroidi.

Occasionalmente si possono presentare eventi avversi tipici per i glucocorticosteroidi sistemici. Questi eventi avversi dipendono dal dosaggio, dalla durata del trattamento, da trattamenti concomitanti o precedenti con altri glucocorticosteroidi e dalla sensibilità individuale.

Studi clinici hanno dimostrato che la frequenza degli eventi avversi associati ai glucocorticosteroidi è più bassa con Intesticort 3 mg rispetto al trattamento orale con dosaggi equivalenti di prednisolone.

Un’esacerbazione o la ricomparsa di manifestazioni extraintestinali (che colpiscono in particolare cute ed articolazioni) può manifestarsi nei pazienti in occasione del passaggio dai glucocorticosteroidi ad azione sistemica a budesonide ad azione locale.

Effetti indesiderati negli studi clinici con pazienti pediatrici

Malattia di Crohn:

Negli studi clinici con Intesticort 3 mg capsule in 82 pazienti pediatrici con malattia di Crohn, la soppressione surrenalica e il mal di testa sono stati gli effetti indesiderati più frequenti. Sono stati riportati gli effetti indesiderati tipici dei glucocorticosteroidi e altre rare reazioni, quali capogiri, nausea, vomito e iperacusia (vedere anche paragrafo 5.1).

Epatite autoimmune:

I dati sulla sicurezza di un sottogruppo di un totale di 42 pazienti pediatrici in uno studio clinico sull’epatite autoimmune hanno rivelato che gli effetti indesiderati riportati non erano diversi e non più frequenti rispetto alla popolazione adulta in questo studio (vedere anche paragrafo 5.1).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

04.9 Sovradosaggio

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Al momento non sono noti casi di sovradosaggio con budesonide.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: glucocorticosteroide codice ATC: A07EA06

L’esatto meccanismo d’azione della budesonide nel trattamento della malattia di Crohn non è stato interamente compreso. I dati forniti da studi farmacologici e da studi clinici controllati indicano decisamente che il meccanismo d’azione di Intesticort 3 mg capsule è basato fondamentalmente su un’azione locale nell’intestino. La budesonide è un glucocorticosteroide ad elevato effetto antinfiammatorio locale. A dosi clinicamente equivalenti ai glucocorticosteroidi ad azione sistemica, la budesonide causa una soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisario-surrene significativamente inferiore e presenta un impatto minore sui marcatori dell’infiammazione.

Intesticort 3 mg capsule presenta un’influenza dose-dipendente sui livelli plasmatici di cortisolo, che con la dose consigliata di 9 mg di budesonide/die risulta significativamente inferiore rispetto ad una dose con equivalente efficacia clinica di glucocorticosteroidi sistemici.

Efficacia e sicurezza clinica

Studi clinici in pazienti con malattia di Crohn

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In uno studio randomizzato, in doppio cieco, doppio placebo, condotto in pazienti con

malattia di Crohn da lieve-moderata (200 < CDAI < 400) che colpisce l’ileo terminale e/o il colon ascendente, è stata confrontata l’efficacia di 9 mg di budesonide in una singola dose giornaliera (9 mg OD) rispetto al trattamento con 3 mg di budesonide tre volte al giorno (3 mg TID).

L’obiettivo primario di efficacia era la proporzione di pazienti in remissione (CDAI < 150) all’ottava settimana.

Un totale di 471 pazienti sono stati inclusi nello studio (full analysis set, FAS), di cui 439 sono stati inseriti nell’analisi per protocollo (PP). Non c’erano differenze rilevanti nelle caratteristiche basali dei due gruppi di trattamento. All’analisi confermatoria (PP), il 71,3% dei pazienti nel gruppo 9 mg OD ed il 75,1% dei pazienti nel gruppo 3 mg TID erano in remissione (p: 0,01975), dimostrando la non inferiorità del dosaggio di budesonide 9 mg OD rispetto a 3 mg TID.

Non è stato riportato nessun effetto avverso grave correlato al farmaco.

Studio clinico in pazienti con epatite autoimmune

In uno studio multicentrico prospettico, in doppio cieco, randomizzato, 207 pazienti con epatite autoimmune (AIH) senza cirrosi sono stati trattati con dosi quotidiane iniziali di 9 mg/die di budesonide (n=102) per un periodo che andava fino a 6 mesi o con 40 mg/die di prednisone (decrescenti fino a 10 mg/die, n=105). Dopo la remissione biochimica, la dose di budesonide è stata ridotta a 6 mg/die. I pazienti ricevevano anche 1-2 mg/kg/die di azatioprina per tutto lo studio. L’endpoint primario composito era la completa remissione biochimica (cioè un livello sierico normale di aspartato- e alanina-aminotransferasi) senza comparsa di effetti indesiderati steroido-specifici predefiniti a 6 mesi. L’endpoint primario è stato raggiunto nel 47% dei pazienti del gruppo budesonide e nel 18% dei pazienti del gruppo prednisone (p<0.001).

Per quanto riguarda le variabili di efficacia secondaria, a 6 mesi la remissione biochimica completa è comparsa nel 60% e nel 39% dei pazienti rispettivamente del gruppo budesonide e nel gruppo prednisone (p=0.001). Il 72% e il 47% dei pazienti rispettivamente nel gruppo budesonide e nel gruppo prednisone, non hanno sviluppato effetti indesiderati steroido-specifici (p<0.001). La riduzione media delle concentrazioni di IgG e di γ-globuline e la riduzione nel tasso dei pazienti con concentrazioni elevate di IgG e di γ-globuline non hanno presentato differenze tra i gruppi di trattamento.

Un trattamento di follow-up in aperto di altri 6 mesi è stato offerto a tutti i pazienti dopo la fase controllata in doppio cieco. In totale, 176 pazienti hanno proceduto con questa fase in aperto, ricevendo 6mg/die di budesonide in associazione con 1-2 mg/kg/die di azatioprina. I tassi dei pazienti con remissione biochimica e i tassi dei pazienti con risposta completa (non statisticamente significativi) erano ancora più elevati nel gruppo originale budesonide (tasso di risposta completa 60% e di remissione biochimica 68,2% alla fine della fase in aperto) rispetto al gruppo originale prednisone (tasso di risposta completa 49% e di remissione biochimica 50,6% alla fine della fase in aperto).

Popolazione pediatrica

Studio clinico in pazienti con epatite autoimmune

Sono state studiate la sicurezza e l’efficacia della budesonide su 46 pazienti pediatrici (11 maschi e 35 femmine) di età compresa tra i 9 e i18 anni, come sottogruppo di pazienti dello studio clinico sopra menzionato.

19 pazienti pediatrici sono stati trattati con budesonide e 27 hanno ricevuto il controllo attivo (prednisone) per l’induzione della remissione con una dose quotidiana di 9 mg di budesonide. Dopo 6 mesi di studio, 42 pazienti pediatrici hanno continuato per altri 6 mesi in trattamento di follow-up in aperto con budesonide.

Il tasso di soggetti con risposta completa (definita come risposta biochimica, cioè normalizzazione delle transaminasi epatiche (AST, ALT) e assenza di effetti indesiderati steroido-specifici) nei pazienti di età ≤ 18 anni è stato considerevolmente inferiore rispetto ai pazienti adulti. Non ci sono state differenze significative fra i gruppi di trattamento. Dopo trattamento di follow-up con budesonide per altri 6 mesi, il tasso dei pazienti pediatrici con risposta completa era lievemente inferiore rispetto ai pazienti adulti, ma la differenza tra i gruppi di età era inferiore. Non ci sono state differenze significative nel tasso dei responder completi tra quelli originariamente trattati con prednisone e quelli trattati continuatamente con budesonide.

Studi clinici sulla malattia di Crohn

Due studi randomizzati controllati con Intesticort 3 mg capsule hanno incluso pazienti di età compresa tra gli 8 e i 19 anni con malattia di Crohn ad attività lieve o moderata (PCDAI [paediatric CD activity index] 12.5 – 40) con infiammazione dell’ileo, dell’ileo-colon o solo del colon.

In uno studio, complessivamente 33 pazienti sono stati trattati con 9 mg di budesonide (3 mg TID) al giorno per 8 settimane, seguiti da 6 mg di budesonide al giorno nella settimana 9 e da 3 mg di budesonide al giorno nella settimana 10 o con prednisone (40 mg/die per due settimane, portati fino a zero con riduzioni di 5 mg/settimana). La remissione (PCDAI ≤ 10) è stata raggiunta in 9/19 (47,3%) pazienti del gruppo budesonide (alle settimane 4 e 12) e in 8/14 (57,1 %, alla settimana 4) e 7/14 (50%, alla settimana 12) pazienti del gruppo prednisone.

Un secondo studio su 70 bambini con CD ha comparato due schemi di dosaggio della budesonide: i pazienti del gruppo 1 sono stati trattati per 7 settimane con 9 mg /die di budesonide (3 mg TID), seguiti da 6 mg/die di budesonide (3 mg BID) per altre 3 settimane. Nel gruppo 2, i pazienti sono stati trattati per 4 settimane con 12 mg/die di budesonide (3 mg TID e 3 mg OD) e successivamente per ciascuna di 3 settimane rispettivamente con 9 mg/die di budesonide (3 mg TID) e 6 mg/die di budesonide (3 mg BID). La riduzione media del PCDAI alla settimana 7 è stata definita come endpoint primario di efficacia. C’è stata una rilevante riduzione del PCDAI in entrambi i gruppi di trattamento. La riduzione è stata più pronunciata nel gruppo 2, ma la differenza tra i gruppi non ha raggiunto la significatività statistica (n.s.). Endpoint secondari di efficacia: il miglioramento (definito come una riduzione del PCDAI≥10 punti) è stato osservato nel 51,4% dei pazienti del gruppo 1 e nel 74,3% dei pazienti del gruppo 2 (n.s.); la remissione (PCDAI≤12.5) è stata accertata nel 42,9% dei pazienti del primo gruppo, contro il 65,7% del secondo gruppo (n.s.).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Intesticort 3 mg capsule, contenenti granuli resistenti ai succhi gastrici, hanno grazie al loro speciale rivestimento, un periodo di latenza di 2-3 ore. In volontari sani, come pure in pazienti affetti da malattia di Crohn sono state rilevate massime concentrazioni plasmatiche medie di budesonide pari a 1-2 ng/ml dopo circa 5 ore dall’assunzione di una dose orale di Intesticort 3 mg capsule, somministrato in una dose singola di 3 mg prima dei pasti. Il rilascio massimo avviene quindi nell’ileo terminale e nel cieco, la sede principale di infiammazione in caso di malattia di Crohn. Nei pazienti con ileostomia il rilascio di budesonide da Intesticort 3 mg è comparabile a quello nei soggetti sani o nei pazienti affetti da malattia di Crohn. È stato dimostrato che circa il 30-40% di budesonide rilasciato si trova ancora nella sacca di ileostomia. Ciò indica che una quantità sostanziale di budesonide rilasciata da Intesticort 3 mg è destinata ad essere trasferita normalmente nel colon.

La contemporanea assunzione di cibo può ritardare di 2-3 ore il rilascio dei granuli dallo stomaco, prolungando il periodo di latenza a 4-6 ore, senza alterazione dei tassi di assorbimento.

Distribuzione

Budesonide presenta un elevato volume di distribuzione (circa 3 l/kg). Il legame con le proteine plasmatiche è tra l’85 e il 90%.

Biotrasformazione

La budesonide subisce un’ampia biotrasformazione nel fegato (approssimativamente 90%) in metaboliti dotati di bassa attività glucocorticosteroidea. L’attività glucocorticosteroidea dei metaboliti maggiori, 6-idrossibudesonide e 16-idrossiprednisolone, è pari a meno dell’1% di quella della budesonide.

Eliminazione

L’emivita di eliminazione media è di circa 3-4 ore. La disponibilità sistemica nei volontari sani come pure nei pazienti a digiuno affetti da malattia di Crohn è pari a circa 9-13%. La clearance è di circa 10-15 L/min per la budesonide, determinata con metodi basati sull’HPLC.

Popolazioni specifiche di pazienti

Malattie epatiche

Una rilevante quota di budesonide viene metabolizzata nel fegato. L’esposizione sistemica di budesonide può risultare aumentata nei pazienti con funzioni epatiche compromesse, a causa di una riduzione del metabolismo di budesonide mediato da CYP3A4. Ciò dipende dal tipo e dal grado di severità della malattia epatica.

Pazienti pediatrici

La farmacocinetica della budesonide è stata valutata in 12 pazienti pediatrici con malattia di Crohn (età: 5 – 15 anni). Dopo somministrazione di una dose multipla di budesonide (3 x 3 mg di budesonide per una settimana), l’AUC media di budesonide durante l’intervallo di dosaggio è stata di circa 7 ng h/ml, e la Cmax di circa 2 ng/ml. La distribuzione di budesonide orale (3 mg, dose singola) in pazienti pediatrici è stata simile a quella degli adulti.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici in studi tossicologici acuti, subcronici e cronici condotti con budesonide hanno fatto registrare atrofia del timo e della corteccia surrenale ed una riduzione in particolare dei linfociti. Questi effetti sono risultati meno marcati o di portata pari a quelli osservati con altri glucocorticosteroidi. Come con altri glucocorticosteroidi ed in funzione della dose, della durata e delle malattie, questi effetti steroidei possono avere rilevanza anche per l’uomo.

La budesonide non ha presentato effetti mutageni in una serie di test in vitro e in vivo.

Un numero leggermente accresciuto di focolai epatici basofili è stato osservato in studi cronici condotti con budesonide sul ratto ed in studi di cancerogenicità è stata osservata una maggiore incidenza di neoplasie epatocellulari primitive, di astrocitomi (nei ratti di sesso maschile) e di tumori mammari (nei ratti di sesso femminile). Questi tumori sono dovuti probabilmente all’azione sul recettore specifico degli steroidi, all’aumentato carico metabolico del fegato e a effetti anabolici, effetti conosciuti anche per altri glucocorticosteroidi e rilevati in studi condotti sul ratto, che perciò rappresentano un effetto di classe. Nessun effetto simile è stato osservato nell’uomo in relazione alla budesonide, né in studi clinici, né in relazioni spontanee.

In generale, i dati non-clinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di safety pharmacology, tossicità a dosi ripetute, genotossicità, potenziale cancerogeno.

Negli animali in stato di gravidanza la budesonide, al pari di altri glucocorticosteroidi, ha dimostrato di causare alterazioni dello sviluppo fetale, ma non è stata stabilita la rilevanza di questi dati per gli esseri umani (vedere anche il paragrafo 4.6).

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Contenuto delle capsule:

Ammonio metacrilato copolimero (tipo A) (Eudragit RL) Ammonio metacrilato copolimero (tipo B) (Eudragit RS) Lattosio monoidrato Amido di mais

Acido metacrilico, metilmetacrilato copolimero (1:1) (Eudragit L 100), Acido metacrilico, metilmetacrilato copolimero (1:2) (Eudragit S 100), Povidone K25, Acqua purificata*, Saccarosio,

talco, Trietilcitrato

*eccipiente intermedio

Rivestimento della capsula:

Ferro ossido nero (E 172) Eritrosina (E 127) Gelatina

Acqua purificata

Ferro ossido rosso (E 172) Sodio laurilsolfato Biossido di titanio (E 171)

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister di AL/PVC/PVDC.

Confezioni da 10, 50, 90, 100, 120 capsule. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Dr. Falk Pharma GmbH Leinenweberstr. 5 79108 Freiburg Germania

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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10 Capsule rigide gastroresistenti – AIC 036507034 50 Capsule rigide gastroresistenti – AIC 036507046 90 Capsule rigide gastroresistenti – AIC 036507010100 Capsule rigide gastroresistenti – AIC 036507022120 Capsule rigide gastroresistenti – AIC 036507059

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione : 4 gennaio 1999; Data del rinnovo più recente: 4 gennaio 2009

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 19/10/2021


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