Lasitone: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Lasitone - Furosemide+spironolattone - Stati edematosi da iperaldosteronismo secondario (scompenso cardiaco congestizio, cirrosi epatica in fase ascitica, sindrome nefrosica), laddove altre terapie ...

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Lasitone

Lasitone

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Lasitone: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Lasitone 25 mg + 37 mg capsule rigide

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

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Lasitone 25 mg + 37 mg capsule rigide

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Una capsula rigida contiene 25 mg di furosemide e 37 mg di spironolattone. Eccipienti con effetti noti: lattosio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Capsule rigide.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Stati edematosi da iperaldosteronismo secondario (scompenso cardiaco congestizio, cirrosi epatica in fase ascitica, sindrome nefrosica), laddove altre terapie non sono risultate sufficientemente efficaci o tollerate.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

La posologia e la durata del trattamento variano a seconda del caso clinico; in genere si somministrano 1 – 3 capsule/die.

Modo di somministrazione

Le capsule devono essere inghiottite intere.

Il farmaco va assunto con la prima colazione e/o pranzo con una buona quantità di fluidi (circa 1 bicchiere). Non si consiglia l’assunzione alla sera, particolarmente all’inizio del trattamento, per via dell’atteso aumento della produzione notturna di urine in questi casi.

 

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità ai principi attivi, ai sulfamidici o derivati o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Lasitone non deve essere usato in:

pazienti con compromessa funzionalità renale ed una clearance della creatinina inferiore a 30 mL/min per 1,73 m2 di superficie corporea, insufficienza renale acuta o anuria; pazienti con insufficienza epatica con alterazione dello stato di coscienza (coma o precoma epatico); pazienti con iperpotassiemia;

pazienti con grave ipopotassiemia. Tuttavia, un’ipopotassiemia che si dovesse sviluppare durante la terapia con Lasitone può essere corretta senza interruzione del trattamento; pazienti con grave iposodiemia

pazienti con ipovolemia o disidratazione (associata o meno ad ipotensione);

durante la gravidanza presunta o accertata;

durante l’allattamento;

sovradosaggio da digitale.

I soggetti allergici alla sulfonamide (es. antibiotici a base di sulfonamide o sulfaniluree) potrebbero mostrare una sensibilità crociata alla furosemide.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Spironolattone può causare alterazioni vocali. Ciò richiede attenzione nel determinare se iniziare la terapia con Lasitone nei pazienti per i quali la voce ricopre un ruolo importante nell’attività lavorativa (ad es. attori, cantanti, insegnanti).

Non vi è esperienza circa l’uso di Lasitone nei bambini.

La terapia con Lasitone deve essere effettuata sotto attento controllo medico. É necessario un attento monitoraggio nei seguenti casi: in pazienti con ipotensione;

in pazienti che sarebbero particolarmente a rischio in caso di pronunciato calo della pressione arteriosa (ad es. con stenosi rilevante delle arterie coronariche o dei vasi che irrorano il cervello); in pazienti con diabete mellito latente o manifesto;

in pazienti con gotta;

in pazienti con qualsiasi ostruzione del flusso urinario (ad esempio in pazienti con disturbi della minzione, ipertrofia prostatica, idronefrosi, stenosi uretrale), particolarmente negli stadi iniziali della terapia. É necessario assicurare il libero deflusso urinario in ogni momento del trattamento in quanto l’aumento della produzione di urina può causare disturbi in questi pazienti; in pazienti con cirrosi epatica e compromessa funzionalità renale (può ulteriormente peggiorare la funzionalità renale). Come per tutti i diuretici si consiglia di iniziare il trattamento della cirrosi epatica con ascite in ambiente ospedaliero in modo da poter intervenire adeguatamente nel caso si manifesti, nel corso della diuresi, tendenza al coma epatico; nei pazienti con ipoproteinemia; sindrome nefritica: a causa del rischio di un aumento degli eventi avversi, il farmaco deve essere dosato con cautela. L’effetto della furosemide può essere ridotto e la sua ototossicità può essere incrementata.

Nei pazienti trattati con furosemide, particolarmente negli anziani, nei pazienti in terapia con altri medicinali in grado di indurre ipotensione e nei pazienti affetti da altre patologie cliniche che comportano rischi di ipotensione, possono verificarsi casi di ipotensione sintomatica con conseguenti capogiri, svenimenti o perdita della coscienza.

La terapia con Lasitone richiede regolari controlli dei livelli sierici di sodio, potassio, creatinina e glucosio. Sono necessari controlli frequenti della potassiemia nei pazienti con compromessa funzionalità renale e clearance della creatinina inferiore a 60 mL/min per 1,73 m2 di superficie corporea, cosi come nei pazienti in cui Lasitone viene somministrato con altri farmaci che possono portare ad aumento della potassiemia.

L’uso concomitante di farmaci noti per causare iperkaliemia con spironolattone può causare grave iperkaliemia.

In corso di terapia con Lasitone, quindi non è indicata la somministrazione di supplementi di potassio né di altri farmaci antikaliuretici, salvo in casi estremamente particolari. In ogni modo il trattamento deve essere interrotto allorché la sodiemia risulti inferiore a 126 mEq/l e la potassiemia superiore a 5 mEq/l.

In alcuni pazienti affetti da carcinoma prostatico metastatico resistente alla castrazione è stata osservata la progressione del tumore durante il trattamento con spironolattone. Lo spironolattone lega il recettore per gli androgeni e può aumentare i livelli di antigene prostatico specifico (PSA).

Nei neonati prematuri (possibile sviluppo di nefrocalcinosi/nefrolitiasi), la funzionalità renale deve essere monitorata e deve essere eseguita un’ecografia renale.

Uso concomitante con risperidone

In studi su risperidone, controllati con placebo, in pazienti anziani con demenza, è stata osservata una incidenza più alta di mortalità in pazienti trattati con furosemide più risperidone (7,3%; età media 89 anni, range 75 – 97 anni) rispetto a pazienti trattati con risperidone da solo (3,1%; età media 80 anni, range 70 – 96 anni) o furosemide da sola (4,1%; età media 80 anni, range 67 – 90 anni). L’uso concomitante di risperidone con altri diuretici (principalmente diuretici tiazidici a basso dosaggio) non è risultato associato ad una simile evenienza. Non è stato identificato alcun meccanismo fisiopatologico per spiegare questo dato, e non è stato osservato alcun pattern correlabile alla causa di decesso. Tuttavia, prima di decidere l’uso di tale combinazione, deve essere esercitata cautela e devono essere presi in considerazione i rischi e i benefici di questa combinazione o della co-somministrazione con altri potenti diuretici. Non vi è stato aumento dell’incidenza di mortalità in pazienti che assumevano altri diuretici in concomitanza con risperidone. Indipendentemente dal trattamento, la disidratazione è risultata un fattore di rischio globale per la mortalità e pertanto deve essere evitata in pazienti anziani con demenza (vedere paragrafo 4.3).

È stata segnalata la possibilità di aggravamento o di attivazione di lupus eritematoso sistemico.

Per chi svolge attività sportiva

L’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti

Lasitone contiene lattosio: i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per unità, cioè essenzialmente “senza sodio”.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’assorbimento di spironolattone aumenta marcatamente con l’assunzione di cibo (vedere paragrafo 5.2).

Associazioni sconsigliate

Lo spironolattone può ridurre i livelli plasmatici di mitotano nei pazienti affetti da carcinoma corticosurrenalico in trattamento con mitotano e non deve essere utilizzato in concomitanza con mitotano.

Se spironolattone viene somministrato in associazione con sali di potassio, farmaci che riducono l’escrezione di potassio, farmaci anti-infiammatori non steroidei o ACE-inibitori, si può verificare un aumento del potassio sierico che si manifesta con iperpotassiemia.

In aggiunta ad altri farmaci noti per causare iperkaliemia, l’uso concomitante di trimetoprim/sulfametossazolo (cotrimossazolo) con spironolattone può causare iperkaliemia clinicamente rilevante.

Furosemide può potenziare l’effetto otolesivo degli aminoglicosidi e di altri farmaci ototossici. Poiché tali disturbi possono essere irreversibili, questi farmaci devono essere utilizzati in associazione a Lasitone solo nel caso vi sia una assoluta necessità.

Sono stati descritti casi isolati in cui la somministrazione endovenosa di furosemide effettuata entro 24 ore dalla somministrazione di cloralio idrato è stata seguita da sensazione di calore, attacchi di sudorazione, agitazione, nausea, aumento della pressione arteriosa e tachicardia. Tali reazioni si possono verificare anche con Lasitone.

Precauzioni per l’uso

Cisplatino: durante l’uso concomitante con furosemide, ci si deve aspettare la possibilità di danni all’udito. Se durante il trattamento con cisplatino è prevista la diuresi forzata con furosemide, la furosemide deve essere somministrata solo a basse dosi (es. 40 mg con normale funzionalità renale) e se il bilancio idrico è positivo. In caso contrario, la nefrotossicità del cisplatino potrebbe essere aumentata.

Furosemide riduce l’escrezione dei sali di litio. Ciò può portare ad aumento dei livelli sierici di litio aumentando il rischio di tossicità da litio, compreso aumento del rischio di effetti cardiotossici e neurotossici.

Si raccomanda dunque di monitorare attentamente la litiemia nei pazienti che ricevono una terapia concomitante con sali di litio.

Poiché il sucralfato riduce l’assorbimento intestinale di furosemide, indebolendone l’effetto, Lasitone e sucralfato non vanno assunti contemporaneamente o a breve distanza l’uno dall’altro.

I pazienti in terapia diuretica possono presentare ipotensione grave e compromissione della funzionalità renale, compresi casi di insufficienza renale, particolarmente in concomitanza con la prima somministrazione di un ACE-inibitore o di un antagonista dei recettori dell’angiotensina II o la prima volta che se ne aumentano le dosi. Si deve prendere in considerazione l’opportunità di sospendere provvisoriamente la somministrazione di furosemide o, quanto meno, di ridurne la dose 3 giorni prima dell’inizio del trattamento con un ACE-inibitore o con un antagonista dei recettori dell’angiotensina II o prima di aumentarne le dosi.

Risperidone: Si deve esercitare cautela e devono essere presi in considerazione i rischi e i benefici della combinazione o co-trattamento con furosemide o con altri diuretici potenti, prima della decisione di utilizzare tale combinazione.

Vedere paragrafo 4.4 per l’aumento di mortalità in pazienti anziani con demenza co-trattati con risperidone Levotiroxina: alte dosi di furosemide possono inibire il legame degli ormoni tiroidei alle proteine di trasporto. Ciò può determinare un aumento iniziale e transitorio di ormoni tiroidei liberi e una diminuzione complessiva totale dei livelli di ormone tiroideo. Il significato clinico di questa interazione non è noto. I livelli degli ormoni tiroidei devono essere monitorati.

Lo spironolattone si lega al recettore degli androgeni e può aumentare i livelli dell’antigene prostatico specifico (PSA) nei pazienti con cancro alla prostata trattati con abiraterone. L’uso con abiraterone non è raccomandato.

Da considerare con attenzione

La somministrazione concomitante di farmaci anti-infiammatori non steroidei può ridurre l’effetto di Lasitone. Nei pazienti con disidratazione o ipovolemia pre-esistente, gli anti-infiammatori non steroidei possono causare insufficienza renale acuta.

Spironolattone e carbenoxolone possono compromettere reciprocamente la rispettiva attività farmacologica. La liquirizia in quantità elevate agisce nello stesso modo di carbenoxolone.

Corticosteroidi, carbenoxolone, liquirizia in quantità elevate e l’uso prolungato di lassativi possono facilitare lo sviluppo di ipopotassiemia.

Spironolattone può determinare aumento dei livelli sierici di digossina; inoltre, l’attività e gli effetti indesiderati dei preparati digitalici e di farmaci che inducono la sindrome del QT lungo possono essere potenziati da alterazioni elettrolitiche (ad es. ipopotassiemia, ipomagnesiemia) causate da furosemide.

Fenitoina può ridurre l’effetto di Lasitone.

Con la somministrazione concomitante di altri antipertensivi, diuretici o farmaci ad effetto ipotensivo con Lasitone ci si attende un più pronunciato calo della pressione arteriosa.

Colestiramina: nei pazienti trattati con Lasitone in concomitanza con colestiramina è stata riportata iperpotassiemia nel contesto di acidosi metabolica ipercloremica.

Possono risultare indeboliti gli effetti di farmaci antidiabetici e dei simpaticomimetici che aumentano la pressione arteriosa, mentre possono essere potenziati gli effetti della teofillina o dei miorilassanti curarici.

L’attività dei salicilati ad alte dosi ed i loro effetti indesiderati possono risultare aumentati da Lasitone.

Nei pazienti trattati contemporaneamente con furosemide e dosi elevate di talune cefalosporine si può sviluppare una compromissione della funzionalità renale.

Gli effetti dannosi sul rene dei farmaci nefrotossici possono essere potenziati dalla furosemide.

Probenecid, metotrexato e altri farmaci che, come la furosemide, sono escreti prevalentemente per via tubulare renale, possono ridurre l’effetto della furosemide. Al contrario, la furosemide può ridurre l’eliminazione renale di queste sostanze. In caso di trattamento con alte dosi (sia di furosemide che di altri farmaci) può verificarsi un aumento delle concentrazioni sieriche dell’una e degli altri. Di conseguenza aumenta il rischio di eventi avversi dovuti alla furosemide od alle altre terapie concomitanti.

L’utilizzo concomitante di ciclosporina A e furosemide è associata ad un aumentato rischio di artrite gottosa secondaria ad iperuricemia da furosemide e a riduzione dell’escrezione degli urati indotta da ciclosporina.

I pazienti ad elevato rischio di nefropatia da radiocontrasto trattati con furosemide hanno avuto una maggior incidenza di deterioramento della funzionalità renale in seguito alla somministrazione dei mezzi di contrasto, rispetto ai pazienti ad alto rischio che hanno ricevuto idratazione endovenosa solamente prima della somministrazione del mezzo di contrasto.

Inibitori della renina: l’aliskiren riduce la concentrazione plasmatica della furosemide somministrata per via orale. Nei pazienti trattati con aliskiren e furosemide orale si può osservare una riduzione dell’effetto della furosemide e si raccomanda di monitorare la riduzione dell’effetto diuretico e di adeguare la dose di conseguenza.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Lasitone non deve essere assunto durante la gravidanza. Studi sugli animali con spironolattone hanno mostrato femminilizzazione dei genitali nella prole maschile (vedere paragrafo 5.3 “Dati preclinici di sicurezza”). Effetti anti-androgenici sono stati riportati negli esseri umani.

Allattamento

I diuretici possono inibire la lattazione, inoltre la furosemide passa nel latte materno ed è quindi necessario evitare l’allattamento durante la terapia con Lasitone.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Lasitone può alterare la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

Durante la terapia con Lasitone le capacità di concentrazione e reazione possono risultare alterate, modificando in tal modo la capacità del paziente di guidare veicoli e di usare macchinari. Ciò si verifica particolarmente nelle fasi iniziali della terapia o dopo il consumo di alcool.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Nella tabella sottostante la frequenza delle reazioni avverse è riportata secondo la seguente convenzione: Molto comune: ≥ 1/10; Comune: ≥ 1/100 e < 1/10; Non comune: ≥ 1/1.000 e < 1/100; Raro: ≥ 1/10.000 e < 1/1.000; Molto raro: < 1/10.000; Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Classificazione per sistemi e organi Frequenza Effetti indesiderati
Patologie del sistema emolinfopoietico Comune Emoconcentrazione
Non comune Trombocitopenia
Raro Leucopenia, eosinofilia
Molto raro Anemia aplastica, agranulocitosi, anemia emolitica
Disturbi del sistema immunitario Raro Gravi reazioni anafilattiche o
anafilattoidi (per esempio con shock)
Non nota Aggravamento o attivazione di lupus eritematoso sistemico
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune Disturbi elettrolitici (compresi quelli sintomatici); disidratazione e ipovolemia (specialmente in pazienti anziani), aumento della creatinina e dei trigliceridi nel sangue
Comune iposodiemia, ipocloremia, ipokaliemia, livelli alti di colesterolo nel sangue,
iperuricemia e attacchi di gotta
Non comune Alterata tolleranza al glucosio.
Manifestazione clinica di un diabete mellito latente
Non nota Ipocalcemia, ipomagnesiemia, urea elevata nel sangue, alcalosi metabolica, pseudo sindrome di Bartter nel contesto di un abuso e/o di un uso a lungo termine di furosemide.
Capogiri e crampi alle gambe nel contesto di ipovolemia, disidratazione o iperpotassiemia.
Con spironolattone: iperkaliemia, acidosi metabolica ipercloremica
Patologie del sistema nervoso Comune Encefalopatia epatica in pazienti
con insufficienza epatocellulare
Non comune Sonnolenza, cefalea, vertigini,
stato confusionale
Raro Parestesie
Non nota Sensazione di testa piena, cefalea, atassia, torpore / sonnolenza, letargia,
capogiri, svenimenti e perdita della coscienza (dovuti a ipotensione sintomatica o ad altre
cause)
Patologie dell’occhio Non comune Alterazioni visive
Patologie dell’orecchio e del labirinto Non comune Disturbi dell’udito solitamente transitori, specialmente in pazienti con insufficienza renale, ipoproteinemia (per esempio nella sindrome nefrotica) e/o in caso di somministrazione endovenosa troppo rapida di furosemide. Sordità talvolta irreversibile dopo somministrazione orale o
endovenosa di furosemide.
Molto raro Tinnito
Patologie cardiache Non comune Aritmie cardiache
Patologie vascolari Molto comune (per infusione
endovenosa)
Riduzione pressione arteriosa
compresa ipotensione ortostatica
Raro Vasculiti
Non nota Trombosi
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Raro Raucedine, alterazione dell’altezza della voce (abbassamento del tono nella
donna e aumento nell’uomo)
Patologie gastrointestinali Non comune Secchezza della bocca, nausea,
disturbi della motilità intestinale
Raro Vomito, diarrea
Molto raro Pancreatite acuta, ulcere gastriche
(anche con sanguinamenti)
Patologie epatobiliari Molto raro Colestasi, aumento transaminasi
Non nota Epatite
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune Orticaria, prurito, rash, porpora, dermatite bollosa, eritema multiforme, pemfigoide, dermatite esfoliativa, reazioni di
fotosensibilità
Raro Irsutismo
Non nota Sindrome di Stevens-Johnson, necrolisi epidermica tossica, pustolosi esantematica acuta generalizzata (AGEP), rash farmacologico con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome di
DRESS), reazioni lichenoidi
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Non comune Crampi muscolari, tetania,
miastenia
Non nota Sono stati segnalati casi di rabdomiolisi , spesso nel contesto di una grave ipopotassiemia
(vedere paragrafo 4.3 ).
Patologie renali e urinarie Comune Poliuria
Raro Nefrite interstiziale
Non nota Aumento di sodio nell’urina, aumento di cloro nell’urina, ritenzione urinaria (in pazienti con ipertrofia prostatica, stenosi dell’uretra o difficoltà di svuotamento vescicale); nefrocalcinosi/nefrolitiasi (in neonati prematuri trattati con furosemide); insufficienza renale, specialmente nel contesto di
diminuita perfusione renale.
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Raro Irregolarità mestruali (dose-
dipendenti), impotenza
Non nota Dolorabilità del capezzolo, mastodinia, aumento di volume della mammella (dose- dipendente), ginecomastia (dose- dipendente). L’ingrossamento del seno nell’uomo è correlato alla durata della terapia ed è reversibile. Nelle donne, irregolarità mestruali (dose–
dipendente) inclusa amenorrea.
Nell’uomo: progressione del
carcinoma prostatico resistente alla castrazione.
Patologie congenite, familiari e genetiche Non nota Aumento del rischio di persistenza del dotto arterioso pervio quando la furosemide viene somministrata a neonati prematuri durante le prime
settimane di vita
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune Stanchezza
Raro Febbre
Non nota Reazioni di tipo locale come
dolore (se iniettabile)

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Un’eccessiva diuresi può portare a disidratazione e collasso circolatorio come conseguenza dell’ipovolemia, nonché dell’emoconcentrazione. Un aumento della predisposizione alle trombosi può verificarsi come conseguenza dell’emoconcentrazione, soprattutto nei pazienti più anziani.

Lo spironolattone può causare una grave iperkaliemia, soprattutto nei pazienti con funzionalità renale compromessa, che può portare all’insorgenza di paralisi muscolare (paralisi iperkaliemica) e aritmie cardiache. In particolare, in caso di polso irregolare, stanchezza o debolezza muscolare (ad es. delle gambe), è necessario prestare particolare attenzione alla possibilità di iperkaliemia Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: http://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni- avverse.

 

04.9 Sovradosaggio

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Il quadro clinico di un sovradosaggio acuto o cronico è determinato principalmente dall’entità della perdita di fluidi ed elettroliti e le sue conseguenze, quali ipovolemia e disidratazione, emoconcentrazione ed aritmie cardiache (ad es. blocco A-V e fibrillazione ventricolare). Tali alterazioni si possono manifestare ad esempio con grave ipotensione (con progressione fino allo shock), insufficienza renale acuta, trombosi, stati di delirio, paralisi flaccida, apatia e confusione.

Non esistono antidoti specifici contro spironolattone e furosemide. Se l’assunzione è avvenuta da poco tempo, si possono effettuare tentativi per limitare un ulteriore assorbimento attraverso la rimozione dei principi attivi (ad es. lavanda gastrica) o metodi per ridurne l’assorbimento (ad es. carbone attivo).

É necessario correggere le alterazioni clinicamente rilevanti del bilancio idroelettrolitico. Le misure correttive tese alla prevenzione e al trattamento delle complicanze gravi causate da tali alterazioni (ad es. iperpotassiemia) e di altri effetti, possono comportare un attento monitoraggio generale e specifico e misure terapeutiche (ad es. per promuovere l’eliminazione di potassio).

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: diuretici e farmaci risparmiatori di potassio in associazione, codice ATC: C03EB01 L’associazione della furosemide, saluretico ad elevata efficacia, con lo spironolattone, antialdosteronico di sintesi esplicante azione diuretica-antikaliuretica, è caratterizzata dal sinergismo d’azione nei confronti dei singoli componenti in termini di azione saluretica e dalla capacità di rispettare il patrimonio organico di potassio.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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I livelli sierici della furosemide e dello spironolattone nell’associazione, misurati come aree sottese alle rispettive curve, sono sovrapponibili a quelli ottenuti con i singoli componenti, dimostrando immutata biodisponibilità delle molecole, nonostante l’assorbimento sia più lento.

Spironolattone

L’effetto diuretico di spironolattone in genere si instaura gradualmente. Il picco dell’effetto si raggiunge circa 2 – 3 giorni dall’inizio della terapia e l’effetto persiste per circa lo stesso periodo dopo la sospensione del trattamento.

In seguito a somministrazione orale spironolattone viene assorbito rapidamente (tmax da 1 a 2 ore).

Dopo somministrazione orale spironolattone subisce un elevato metabolismo da primo passaggio con trasformazione a 7-alfa-tio-spironolattone, canrenone e canrenoato, 7-alfa-tiometil-spironolattone e 6-beta- idrossi-7-alfa-tiometil-spironolattone. Le concentrazioni massime di questi metaboliti si verificano dopo circa 2 – 4 ore. La biodisponibilità assoluta di canrenone dopo somministrazione orale di spironolattone è in media del 25% della dose assunta. Ciò si applica anche alla biodisponibilità dopo assunzione orale dell’associazione spironolattone-furosemide.

I primi tre dei metaboliti menzionati posseggono attività antimineralocorticoide corrispondente al 26%, 68% e 33% rispettivamente di quella di spironolattone.

A dosaggi compresi tra 25 mg e 200 mg di spironolattone, vi è una relazione all’incirca lineare tra una dose singola di spironolattone e le concentrazioni plasmatiche di canrenone, mentre dosaggi più elevati determinano concentrazioni relativamente più basse.

L’emivita plasmatica di spironolattone è di circa 1,5 ore e quella di canrenone è di 9 – 24 ore. Spironolattone viene eliminato rapidamente (emivita plasmatica circa 1,5 ore); i suoi metaboliti vengono eliminati più lentamente. L’eliminazione avviene principalmente nelle urine e in misura minore nella bile. Sia spironolattone che canrenone si legano alle proteine plasmatiche per oltre il 90% (90% e 98% rispettivamente, con la differenza determinata dal metodo utilizzato).

L’assorbimento di spironolattone aumenta se assunto con il cibo. Ciò determina un aumento nelle concentrazioni plasmatiche del farmaco e dei metaboliti dal 50% al 100%.

Spironolattone ed i suoi metaboliti passano la barriera placentare. Canrenone viene secreto nel latte materno.

Furosemide

L’inizio della diuresi in seguito a somministrazione orale di furosemide appare entro 1 ora. Il picco dell’effetto si verifica entro la prima o seconda ora. L’effetto diuretico perdura per circa 6 – 8 ore.

La curva dose-risposta è lineare attraverso un’ampia gamma di dosaggi.

La furosemide viene rapidamente assorbita dal tratto gastrointestinale. La biodisponibilità nel volontario sano è di circa 60% – 70% della dose somministrata. La biodisponibilità del farmaco nei pazienti è influenzata da vari fattori comprese le patologie sottostanti e può essere ridotta al 30% (ad es. nella sindrome nefrosica). Ciò è valido anche per la biodisponibilità di furosemide in seguito alla somministrazione dell’associazione spironolattone-furosemide. Il picco delle concentrazioni plasmatiche si registra dopo 1 ora dall’assunzione orale. Il volume di distribuzione relativo per i bambini e per gli adulti è di 0,2 l/kg peso corporeo.

Furosemide possiede un elevato legame alle proteine plasmatiche (più del 98%), principalmente all’albumina.

Furosemide viene eliminata principalmente in forma immodificata. Vi è un solo metabolita principale, l’estere glucuronizzato, che viene escreto nelle urine per circa il 10% (fino al 20%).

La clearance renale media del farmaco rappresenta i due terzi del totale nel soggetto sano, mentre un terzo della dose di furosemide viene escreta per via non renale. Per via dell’elevato legame alle proteine plasmatiche, l’escrezione renale avviene principalmente tramite secrezione attiva della furosemide nel lume tubulare attraverso il sistema prossimale di trasporto degli anioni. Nella maggioranza dei casi, la cinetica di eliminazione dal siero può essere descritta da un modello a due compartimenti.

L’emivita terminale della furosemide dopo somministrazione endovenosa è di circa 1 – 1,5 ore. Furosemide viene escreta nel latte materno.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Tossicità cronica

Spironolattone:

La tossicità cronica e sub-cronica è stata studiata in varie specie animali. Solamente in uno studio nel ratto si sono rilevati segni di un aumento dell’incidenza di adenomi benigni tiroidei e testicolari ad alte dosi.

Furosemide:

Studi condotti in varie specie di roditori e nel cane somministrando furosemide per via orale ed endovenosa hanno rivelato una bassa tossicità acuta. La DL50 di furosemide per via orale nel topo e nel ratto è compresa tra 1050 mg/kg e 4600 mg/kg peso corporeo, mentre nella cavia è di 243 mg/kg. Nel cane la DL50 è di circa 2000 mg/kg per via orale ed è superiore a 400 mg/kg peso corporeo per via e.v.

Con la somministrazione di furosemide per 6 e 12 mesi nel ratto e nel cane si sono riscontrate alterazioni renali (compresa fibrosi focale, calcificazione) ai dosaggi più alti (da 10 a 20 volte la dose terapeutica nell’uomo). Associazione furosemide-spironolattone: Nel topo la DL50 è di 3028 mg/kg peso corporeo e nel ratto è di 3642 mg/kg.

In studi di tossicità sub-cronica effettuati con un rapporto di spironolattone 50 mg a furosemide 20 mg, i ratti hanno tollerato dosi giornaliere di circa 100 mg/kg peso corporeo senza sintomatologia. Con la somministrazione di dosi giornaliere di 300 mg/kg, si sono sviluppate calcificazioni renali che sono da attribuirsi alla furosemide. A dosaggi giornalieri di 17,5 mg/kg e oltre, i cani hanno sviluppato ipertrofia prostatica (per via dell’effetto antiandrogeno di spironolattone) e atrofia tubulare renale (riconosciuto come effetto specie-specifico della furosemide).

Ototossicità

Furosemide può interferire con i meccanismi di trasporto nella stria vascolare dell’orecchio interno, con possibile risultato di disturbi uditivi che sono generalmente reversibili.

Mutagenesi e cancerogenesi

Spironolattone

Negli esperimenti condotti sugli animali non è stato rilevato alcun effetto mutageno o cancerogeno anche a dosaggi estremamente elevati di spironolattone. Tale rilevazione può trovare spiegazione nel diverso metabolismo del farmaco rispetto a quello del potassio canrenoato. Spironolattone ed i suoi metaboliti contenenti zolfo bloccano la trasformazione di canrenone negli epossidi intermedi che sono considerati la causa dell’effetto tumorigeno del potassio canrenoato.

Furosemide

Furosemide a dosaggi di circa 200 mg/kg/die peso corporeo (14.000 ppm) è stata somministrata con la dieta a topi e ratti femmine per un periodo di 2 anni. Nel topo, ma non nel ratto, è stata rilevata un’aumentata incidenza di adenocarcinomi mammari. Questa dose è notevolmente più alta della dose terapeutica somministrata all’essere umano. Inoltre queste neoplasie erano morfologicamente identiche ai tumori di natura spontanea osservati nel 2% – 8% dei controlli.

Pertanto appare poco probabile che l’incidenza di tumori sia rilevante nel trattamento dell’essere umano. Infatti non vi è alcuna evidenza di un aumento dell’incidenza di adenocarcinomi mammari in seguito all’utilizzo di furosemide. Sulla base di studi epidemiologici una classificazione per cancerogenesi di furosemide nell’uomo non appare possibile.

In uno studio sulla cancerogenesi nei ratti sono state somministrate dosi giornaliere di furosemide di 15 e 30 mg/kg peso corporeo. Nei ratti maschi alla dose di 15 mg/kg, ma non alla dose di 30 mg/kg, si è rilevato un aumento marginale dei tumori non comuni. Questi risultati sono considerati casuali.

Nel ratto, studi di cancerogenesi alla vescica indotta da nitrosamine non hanno rivelato alcuna evidenza che furosemide possa agire da fattore di promozione.

In studi in vitro su cellule batteriche e di mammiferi, sono stati ottenuti risultati sia positivi che negativi. Tuttavia, è stata osservata induzione di mutazioni genetiche e cromosomiali solamente quando furosemide ha raggiunto concentrazioni citotossiche.

Tossicologia riproduttiva

Spironolattone

Nel ratto spironolattone causa femminilizzazione dei feti maschi, rilevazione da attribuirsi all’effetto antiandrogeno di spironolattone. Studi nel topo e nel ratto non hanno rilevato alcun segno di teratogenesi.

Furosemide

Furosemide non ha compromesso la fertilità nel ratto femmina e maschio a dosi giornaliere di 90 mg/kg peso corporeo e nel topo maschio e femmina a dosi giornaliere di 200 mg/kg per via orale.

Non sono stati osservati effetti embriotossici o teratogeni rilevanti in varie specie di mammiferi compresi topi, ratti, gatti, conigli e cani in seguito a trattamento con furosemide. Un ritardo nella maturazione renale – riduzione del numero di glomeruli differenziati – è stato descritto nella prole di ratti trattati con dosi di 75 mg/kg di furosemide ai giorni 7 – 11 e 14 – 18 della gravidanza.

Furosemide attraversa la barriera placentare e nel cordone ombelicale raggiunge concentrazioni pari al 100% della concentrazione sierica nella madre. Ad oggi non sono state rilevate malformazioni nell’essere umano che possano essere collegate all’esposizione a furosemide. Tuttavia, non è stata ottenuta esperienza sufficiente a permettere la formulazione di una valutazione definitiva sui possibili effetti dannosi a carico dell’embrione/feto. La produzione urinaria nel feto può essere stimolata in utero.

Nei neonati prematuri trattati con furosemide è stata osservata nefrolitiasi e nefrocalcinosi.

Non sono stati condotti studi per valutare gli effetti sul lattante della furosemide ingerita con il latte materno.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Contenuto della capsula: cellulosa microcristallina, lattosio monoidrato, talco, carbossimetilamido sodico (tipo C), magnesio stearato.

Involucro della capsula: gelatina e biossido di titanio (E171).

 

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

 

06.3 Periodo di validità

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5 anni.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare a temperatura inferiore a 30°C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Confezione contenente un blister da 20 capsule.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Sanofi S.r.l. – Viale L. Bodio, 37/B – Milano

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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A.I.C. n. 023770011

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 21 Maggio 1979 Data del rinnovo più recente: Giugno 2010

 

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: 16/04/2026

 


 

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

Informazioni aggiornate al: 18/04/2026
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Lasitone – 20 caps 25 mg+37 mg (Furosemide+spironolattone)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Nessuna ATC: C03EB01 AIC: 023770011 Prezzo: 5,4 Ditta: Sanofi Srl