Omjjara: Scheda tecnica e prescrivibilità

Omjjara - Momelotinib - Omjjara è indicato per il trattamento della splenomegalia o dei sintomi correlati alla malattia in pazienti adulti con a ...

Omjjara

Omjjara (Momelotinib)

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Omjjara: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: scheda tecnica ufficiale AIFA (PDF))

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Omjjara

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

Omjjara 100 mg compresse rivestite con film Omjjara 150 mg compresse rivestite con film Omjjara 200 mg compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Omjjara 100 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene momelotinib dicloridrato monoidrato, equivalente a 100 mg di momelotinib.

Eccipiente con effetti noti

50,8 mg di lattosio monoidrato per compressa.

Omjjara 150 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene momelotinib dicloridrato monoidrato, equivalente a 150 mg di momelotinib.

Eccipiente con effetti noti

76,1 mg di lattosio monoidrato per compressa.

Omjjara 200 mg compresse rivestite con film

Ogni compressa rivestita con film contiene momelotinib dicloridrato monoidrato, equivalente a 200 mg di momelotinib.

Eccipiente con effetti noti

101,5 mg di lattosio monoidrato per compressa.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

Compressa rivestita con film.

Omjjara 100 mg compresse rivestite con film

Compresse rotonde, di colore marrone, con un diametro di circa 8,7 mm e una “M” sottolineata impressa su un lato e “100” sull’altro lato.

Omjjara 150 mg compresse rivestite con film

Compresse triangolari, di colore marrone, di circa 10,5 x 10,9 mm, con una “M” sottolineata impressa su un lato e “150” sull’altro lato.

Omjjara 200 mg compresse rivestite con film

Compresse a forma di capsula, di colore marrone, di circa un 7,3 x 15,4 mm, con una “M” sottolineata impressa su un lato e “200” sull’altro lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Omjjara è indicato per il trattamento della splenomegalia o dei sintomi correlati alla malattia in pazienti adulti con anemia da moderata a severa che sono affetti da mielofibrosi primaria, mielofibrosi post policitemia vera o mielofibrosi post trombocitemia essenziale e che sono naïve agli inibitori della chinasi Janus (JAK) o già trattati con ruxolitinib.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Il trattamento deve essere iniziato e monitorato da medici esperti nell’uso di medicinali antitumorali.

Posologia

Omjjara non deve essere usato in associazione ad altri inibitori di JAK.

La dose raccomandata è di 200 mg una volta al giorno.

Prima di iniziare il trattamento, periodicamente nel corso del trattamento e come clinicamente indicato, devono essere eseguiti emocromo completo e test di funzionalità epatica.

Modifiche della dose In caso di tossicità ematologiche e non ematologiche devono essere considerate delle modifiche della dose (tabella 1).

Tabella 1: Modifiche della dose in caso di reazioni avverse

Tossicità ematologiche
Trombocitopenia Modifica della dosea
Conta piastrinica al basale Conta piastrinica
≥100 × 109/L Da 20 × 109/L a <50 × 109/L Ridurre la dose giornaliera di 50 mg rispetto all’ultima dose somministrata
<20 × 109/L Interrompere il trattamento fino a ripristino delle piastrine a 50 × 109/L. Riprendere Omjjara a una dose giornaliera di 50 mg inferiore rispetto all’ultima dose somministratab
Da ≥50 × 109/L a <100 × 109/L <20 × 109/L Interrompere il trattamento fino a ripristino delle piastrine a 50 × 109/L. Riprendere Omjjara a una dose giornaliera di 50 mg inferiore rispetto all’ultima dose somministratab
<50 × 109/L <20 × 109/L Interrompere il trattamento fino a ripristino delle piastrine al basale. Riprendere Omjjara a una dose giornaliera di 50 mg inferiore rispetto all’ultima dose somministratab
Neutropenia Modifica della dosea
ANC <0.5 × 109/L Interrompere il trattamento fino a ANC ≥0.75 × 109/L. Riprendere Omjjara a una dose giornaliera di 50 mg inferiore rispetto all’ultima dose somministratab
Tossicità non ematologiche
Epatotossicità (a meno di altre cause apparenti) Modifica della dosea
ALT e/o AST >5 × ULN (o >5 × valore al basale, se valore al basale anomalo) e/o bilirubina totale >2 × ULN (o >2 × valore al basale, se valore al basale anomalo) Interrompere il trattamento fino a AST e ALT ≤2 × ULN o al basale e bilirubina totale ≤1.5 × ULN o al basale Riprendere Omjjara a una dose giornaliera di 50 mg inferiore rispetto all’ultima dose somministratab Se si riverificano innalzamenti di ALT o AST >5 × ULN, interrompere definitivamente Omjjara
Altre non ematologiche Modifica della dosea
Grado 3 o superiorec Sanguinamento di grado 2 o superiorec Interrompere il trattamento fino a risoluzione della tossicità a grado 1 o inferiore (o al basale). Riprendere Omjjara a una dose giornaliera di 50 mg inferiore rispetto all’ultima dose somministratab

ANC = conta assoluta dei neutrofili; ALT = alanina transaminasi; AST = aspartato transaminasi;

ULN = limite superiore della norma. a Riprendere o aumentare il trattamento fino alla dose iniziale a seconda di come clinicamente appropriato. b Si può riprendere il trattamento a 100 mg se precedentemente somministrato a 100 mg. c Classificato in base ai criteri National Cancer Institute Common Terminology Criteria for Adverse

Events (CTCAE).

Il trattamento con Omjjara deve essere interrotto nei pazienti che non sono in grado di tollerare 100 mg una volta al giorno.

Durata di impiego Il trattamento può essere continuato finché il rapporto beneficio-rischio rimane positivo per i pazienti, in base a valutazione del medico.

Dose dimenticata Se non si assume una dose di Omjjara, la dose successiva programmata deve essere assunta il giorno seguente. Non si devono assumere due dosi nello stesso momento per compensare la dose saltata.

Popolazioni speciali

Anziani Per i pazienti di età pari o superiore a 65 anni non è richiesto alcun aggiustamento della dose (vedere paragrafo 5.2).

Compromissione renale Non sono richiesti aggiustamenti della dose nei pazienti con compromissione renale (>15 mL/min).

Omjjara non è stato studiato nei pazienti con malattia renale terminale.

Compromissione epatica Non sono raccomandati aggiustamenti della dose nei pazienti pazienti con compromissione epatica lieve o moderata (vedere paragrafo 4.4). La dose iniziale raccomandata di Omjjara è di 150 mg una volta al giorno nei pazienti con compromissione epatica severa (Child-Pugh grado C) (vedere paragrafo 5.2). Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Omjjara nei bambini e negli adolescenti di età inferiore a 18 anni non sono state stabilite. Non ci sono dati disponibili.

Modo di somministrazione

Omjjara è solo per uso orale e può essere assunto ai pasti o lontano dagli stessi (vedere paragrafo 5.2).

04.3 Controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Infezioni

Nei pazienti trattati con Omjjara, si sono verificate infezioni, incluse infezioni serie e fatali, batteriche e virali (compreso COVID-19) (vedere paragrafo 4.8). La terapia con Omjjara non deve essere iniziata nei pazienti con infezioni in atto. I medici devono osservare attentamente i pazienti che assumono Omjjara per eventuali segni e sintomi di infezione (inclusi ma non limitati a febbre, tosse, diarrea, vomito, nausea e dolore alla minzione) e per avviare tempestivamente un trattamento idoneo.

Riattivazione dell’infezione da epatite B Nei pazienti con infezione cronica da virus dell’epatite B (HBV) in trattamento con inibitori di JAK, incluso Omjjara, sono stati segnalati aumenti della carica virale di epatite B (titolo HBV-DNA), con o senza associato innalzamento di alanina transaminasi (ALT) o aspartato transaminasi (AST). L’effetto di Omjjara sulla replicazione virale nei pazienti con infezione cronica da HBV non è noto. Nei pazienti con infezione cronica da HBV che ricevono Omjjara, l’infezione cronica da HBV deve essere trattata e monitorata secondo le linee guida cliniche per l’HBV.

Trombocitopenia e neutropenia

Nei pazienti trattati con Omjjara sono state osservate trombocitopenia e neutropenia severe (di grado ≥3) di nuova insorgenza (vedere paragrafo 4.8). Prima di iniziare il trattamento con Omjjara, periodicamente nel corso del trattamento e ove clinicamente indicato, deve essere eseguito un emocromo completo che includa la conta piastrinica. Può rendersi necessaria l’interruzione o una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.2).

Monitoraggio epatico

Devono essere condotti test di funzionalità epatica prima dell’inizio del trattamento con Omjjara, periodicamente nel corso del trattamento e ove clinicamente indicato. In caso di sospetto innalzamento in relazione al trattamento di ALT, AST o bilirubina, può essere necessaria l’interruzione o una riduzione della dose (vedere paragrafo 4.2).

Eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE)

In un ampio studio randomizzato controllato con farmaco attivo su tofacitinib (un altro inibitore di JAK) in pazienti con artrite reumatoide di età pari o superiore a 50 anni con almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare, è stato osservato un tasso più elevato di MACE, definito come morte cardiovascolare, infarto miocardico (IM) non fatale e ictus non fatale, con tofacitinib rispetto agli inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF). Per i pazienti che assumevano Omjjara sono stati riportati eventi di MACE, ma non è stata stabilita una relazione causale. Prima di iniziare o proseguire la terapia con Omjjara, devono essere valutati i rischi e i benefici per il singolo paziente, in particolare nei pazienti di età pari o superiore a 65 anni, nei pazienti che sono o sono stati fumatori per lungo tempo e nei pazienti con anamnesi di malattia cardiovascolare aterosclerotica o con altri fattori di rischio cardiovascolare.

Trombosi

In un ampio studio randomizzato controllato con farmaco attivo su tofacitinib (un altro inibitore di JAK) in pazienti con artrite reumatoide di età pari o superiore a 50 anni con almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare, è stato osservato un tasso più elevato di eventi tromboembolici venosi (TEV) dose-dipendenti, tra cui trombosi venosa profonda (TVP) ed embolia polmonare (EP), con tofacitinib rispetto agli inibitori del TNF.

Nei pazienti che assumevano Omjjara sono stati riportati eventi di TVP e di EP. Tuttavia, non è stata stabilita un’associazione causale. Nei pazienti con mielofibrosi trattati con Omjjara negli studi clinici, i tassi di eventi tromboembolici è stato simile tra i pazienti in trattamento con Omjjara e i pazienti del controllo. Prima di iniziare o proseguire la terapia con Omjjara, devono essere valutati i rischi e i benefici per il singolo paziente, in particolare nei pazienti con fattori di rischio cardiovascolare (vedere anche Eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE) nel paragrafo 4.4).

I pazienti con sintomi di trombosi devono essere valutati tempestivamente e adeguatamente trattati.

Secondi tumori maligni primari

In un ampio studio randomizzato controllato con farmaco attivo su tofacitinib (un altro inibitore di JAK) in pazienti con artrite reumatoide di età pari o superiore a 50 anni con almeno un altro fattore di rischio cardiovascolare, è stato osservato un tasso più elevato di tumori maligni, in particolare il carcinoma polmonare, il linfoma e il tumore cutaneo non melanoma (TCNM), con tofacitinib rispetto agli inibitori del TNF.

Nei pazienti che assumevano inibitori di JAK, compreso Omjjara, sono stati riportati linfomi e altri tumori maligni. Tuttavia, non è stata stabilita un’associazione causale.

Interazioni

Tenuto conto che Omjjara può potenzialmente aumentare le concentrazioni plasmatiche di alcuni medicinali (es. substrati sensibili della proteina di resistenza al cancro al seno [BCRP], quali rosuvastatina e sulfasalazina), i pazienti devono essere monitorati per reazioni avverse durante la cosomministrazione (vedere paragrafo 4.5)

La co-somministrazione di forti induttori del citocromo P450 (CYP) 3A4 può portare a ridotta esposizione a Omjjara con conseguente rischio di efficacia ridotta. Pertanto, è raccomandato un monitoraggio addizionale dei segni e sintomi clinici di mielofibrosi nel caso di uso concomitante di Omjjara e forti induttori del CYP3A4 (compresi ma non limitati a carbamazepina, fenobarbitale, fenitoina e erba di San Giovanni [Hypericum perforatum]) (vedere paragrafo 4.5].

Donne in età fertile

Considerate le incertezze sulla possibilità di Omjjara di ridurre l’efficacia dei contraccettivi ormonali, le donne in età fertile che usano contraccettivi ormonali ad azione sistemica, devono impiegare un metodo aggiuntivo di barriera durante il trattamento e per almeno 1 settimana dopo l’ultima dose di Omjjara (vedere paragrafi 4.5 e 4.6). Eccipienti con effetti noti

Omjjara contiene lattosio monoidrato. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per compressa, cioè essenzialmente “senza sodio”.

04.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Effetti di altri medicinali su momelotinib

Il metabolismo di momelotinib avviene tramite diversi enzimi CYP (tra cui CYP3A4, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19 e CYP1A2) e l’aldeide ossidasi, dei quali il maggior contributo è dato dal CYP3A4.

Potenti induttori del CYP3A4

Dosi ripetute di rifampicina (600 mg al giorno per 7 giorni) hanno ridotto la C di momelotinib del max

29,4% e l’AUC del 46,1% se confrontate con momelotinib (dose singola da 200 inf mg) più rifampicina
a dose singola (600 mg) per catturare l’effetto di induzione della rifampicina.

di forti induttori del CYP3A4 può portare a una riduzione dell’esposizione a momelotinib, con il conseguente rischio di una riduzione dell’efficacia. Pertanto, si raccomanda un monitoraggio addizionale dei segni e sintomi clinici di mielofibrosi con l’uso concomitante di momelotinib e forti induttori del CYP3A4 (inclusi ma non limitati a carbamazepina, fenobarbital, fenitoina e erba di San Giovanni [Hypericum perforatum]).

Dosi ripetute di rifampicina (600 mg al giorno per 7 giorni) non hanno modificato la C di max momelotinib e hanno ridotto l’AUC di momelotinib del 15,3% rispetto al solo momelotinib (dose inf singola da 200 mg) catturando l’effetto combinato dell’induzione del CYP3A4 e l’inibizione del peptide di trasporto degli anioni organici (OATP) 1B1 e OATP1B3. Momelotinib può essere somministrato con rifampicina senza aggiustamenti della dose.

Trasportatori

Momelotinib è un substrato dei trasportatori OATP1B1 e OATP1B3. La co-somministrazione con una dose singola di rifampicina, che evidenzia l’effetto inibitorio di OATP1B1/1B3, ha aumentato moderatamente l’esposizione a momelotinib (C del 40,4% e AUC del 57,1%). Pertanto, si max inf consiglia di prestare cautela e di monitorare il paziente per eventuali reazioni avverse nel caso di uso concomitante con inibitori di OATP1B1/1B3, inclusa ciclosporina.

Effetto di momelotinib su altri medicinali

Trasportatori

Momelotinib è un inibitore della BCRP. La co-somministrazione di una singola dose di rosuvastatina a 10 mg (un substrato della BCRP) con dosi ripetute di momelotinib (200 mg una volta al giorno) ha aumentato la C della rosuvastatina di 3,2 volte e l’AUC di 2,7 volte, il che poteva aumentare il max rischio di reazioni avverse alla rosuvastatina. La T e la t della rosuvastatina sono rimaste max 1/2 invariate. Momelotinib può aumentare l’esposizione ad altri substrati BCRP sensibili, inclusa sulfasalazina.

Momelotinib può inibire la P-gp nell’intestino e aumentare l’esposizione ai substrati della P-gp. Pertanto, si consiglia cautela quando si somministra momelotinib insieme a substrati della P-gp con basso indice terapeutico. Momelotinib può inibire il trasportatore dei cationi organici 1 (OCT1). Il metabolita attivo di momelotinib, M21, può inibire il trasportatore per l’estrusione multifarmaco e di tossine 1 (MATE1). Momelotinib e M21 non sono stati valutati per l’inibizione di MATE2-K. Pertanto, si consiglia cautela quando si somministra momelotinib con substrati sensibili di OCT1, MATE1 e MATE2-K (ad es. la metformina).

Substrati del CYP450

Momelotinib può indurre il CYP1A2 e il CYP2B6 e può inibire CYP2B6 . Pertanto, i substrati sensibili o con un basso indice terapeutico del CYP1A2 (ad es. teofillina, tizanidina) o del CYP2B6 (ad es. ciclofosfamide) devono essere co-somministrati con cautela con momelotinib.

Contraccettivi ormonali

Dosi ripetute di momelotinib non hanno avuto effetti sull’esposizione a midazolam, un substrato sensibile del CYP3A. Tuttavia, non può essere completamente escluso un rischio di induzione di altri enzimi regolati dal recettore X del pregnano (PXR) oltre al CYP3A4 e l’efficacia della somministrazione concomitante dei contraccettivi ormonali ad azione sistemica, può essere ridotta (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).

04.6 Gravidanza e allattamento

Donne in età fertile/Contraccezione

Alle donne in età fertile deve essere raccomandato di non restare incinta durante il trattamento con Omjjara. Attualmente non è noto se Omjjara può ridurre l’efficacia dei contraccettivi ormonali sistemici, pertanto le donne che impiegano contraccettivi ormonali sistemici devono aggiungere un metodo di barriera durante il trattamento e per almeno 1 settimana dopo l’ultima dose di Omjjara (vedere paragrafi 4.4 e 4.5)

Gravidanza

Non vi sono dati sull’uso di momelotinib nelle donne in gravidanza. Studi condotti su animali hanno mostrato una tossicità embrio-fetale a esposizioni inferiori a quella prevista per l’uomo alla dose raccomandata (vedere paragrafo 5.3). Sulla base del suo meccanismo d’azione, Omjjara può causare danni al feto. Essendo un inibitore di JAK, Omjjara è risultato causare mortalità embriofetale e teratogenicità in ratti e conigli a esposizioni clinicamente rilevanti. Omjjara è controindicato durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Se Omjjara viene utilizzato in gravidanza, o se la paziente resta incinta mentre sta assumendo il medicinale, il trattamento deve essere interrotto e la paziente informata dei possibili rischi per il feto.

Allattamento

Non è noto se momelotinib o i suoi metaboliti sono escreti nel latte umano. Momelotinib era presente nei cuccioli di ratto allattati da madri trattate, con eventi avversi a carico della prole (vedere paragrafo 5.3). Non può essere escluso un rischio per i bambini allattati con latte materno. Omjjara è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.3).

Fertilità

Non vi sono dati sugli effetti di momelotinib sulla fertilità umana femminile o maschile. Negli studi sugli animali, momelotinib ha compromesso la fertilità maschile e femminile (vedere paragrafo 5.3).

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Omjjara può avere una lieve influenza sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Possono manifestarsi capogiri e visione offuscata. I pazienti che manifestano capogiri o visione offuscata dopo l’assunzione di Omjjara devono prestare cautela durante la guida o l’uso di macchinari (vedere paragrafo 4.8).

04.8 Effetti indesiderati

Riassunto del profilo di sicurezza

La sicurezza di Omjjara, valutata in tre studi multicentrici, randomizzati, controllati con farmaco attivo condotti su adulti con mielofibrosi (MOMENTUM, SIMPLIFY-1 e SIMPLIFY-2) è riportata di seguito (tabella 2). Tra i pazienti trattati con Omjjara 200 mg al giorno nel periodo di trattamento randomizzato degli studi clinici (n = 448), le reazioni avverse più comuni sono state: diarrea (23%), trombocitopenia (21%), nausea (17%), cefalea (13%), capogiri (13%), affaticamento (12%), astenia (11%), dolore addominale (11%) e tosse (10%).

La reazione avversa grave più comune (di grado ≥3) è stata la trombocitopenia (12%). La reazione avversa più comune che ha portato a interruzione del trattamento con Omjjara è stata la trombocitopenia (2,5%). La reazione avversa più comune che ha richiesto riduzione della dose e/o interruzione del trattamento è stata la trombocitopenia (7%).

Tabella delle reazioni avverse

Le seguenti reazioni avverse sono state identificate in 448 pazienti esposti a Omjjara durante una durata mediana di 24 settimane nel corso di studi clinici (vedere paragrafo 5.1). Di seguito sono elencate le reazioni avverse secondo la classificazione per sistemi e organi (SOC) di MedDRA e per frequenza. All’interno di ciascun raggruppamento di frequenza, le reazioni avverse sono riportate in ordine decrescente di gravità. Le frequenze sono definite nel seguente modo:

Molto comune: ≥1/10 Comune: ≥1/100, <1/10 Non comune: ≥1/1 000, <1/100 Raro: ≥1/10 000, <1/1 000

Tabella 2: Tabella riassuntiva delle reazioni avverse segnalate in studi di fase 3 in adulti con mielofibrosi

Classificazione per sistemi e organi (SOC) Reazione avversa Categoria di frequenza
Infezioni ed infestazioni Infezione delle vie urinarie, infezione delle vie respiratorie superiori, polmonite, rinofaringite, COVID-19, cistite, bronchite, herpes orale, sinusite, herpes zoster, cellulite, infezione delle vie respiratorie, sepsi, infezione delle vie respiratorie inferiori, candidiasi orale, infezione della pelle, gastroenterite Comune
polmonite da COVID-19 Non comune
Patologie del sistema emolinfopoietico Trombocitopeniaa Molto comune
Neutropeniab Comune
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Deficit di vitamina B1 Comune
Patologie del sistema nervoso Capogiri, cefalea Molto comune
Sincope, neuropatia perifericac, parestesia Comune
Patologie dell’occhio Visione offuscata Comune
Patologie dell’orecchio e del labirinto Vertigini Comune
Patologie vascolari Ipotensione, ematoma, arrossamento cutaneo Comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse Molto comune
Patologie gastrointestinali Diarrea, dolore addominale, nausea Molto comune
Vomito, stipsi Comune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanead Comune
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Artralgia, dolore alle estremità Comune
Patologie generali e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia, affaticamento Molto comune
Piressia Comune
Esami diagnostici Alanina transaminasi (ALT) aumetate; aspartato aminotransferasi (AST) aumentate Comune
Traumatismi, intossicazioni e complicazioni da procedura Contusione Comune

a La trombocitopenia include una riduzione della conta piastrinica. b La neutropenia include una riduzione della conta dei neutrofili. c La neuropatia periferica include neuropatia sensoriale periferica, neuropatia motoria periferica, neuropatia periferica, neuropatia motorio-sensitiva, nevralgia e polineuropatia. d L’eruzione cutanea include eruzione maculo-papulare, eruzione eritematosa, eruzione da farmaco, eruzione follicolare, eruzione maculare ed eruzione pustolosa.

Descrizione di reazioni avverse selezionate

Infezioni

Nei tre studi clinici randomizzati, le infezioni più comuni sono state: infezione delle vie urinarie (6%), infezione delle vie respiratorie superiori (4,9%), polmonite (3.6%), rinofaringite (2,9%), COVID-19 (2,7%), cistite (2,7%), bronchite (2,5%) e herpes orale (2,5%). La maggior parte delle infezioni era lieve o moderata; le infezioni severe (≥ grado 3) segnalate più frequentemente sono state polmonite, sepsi, infezione delle vie urinarie, cellulite, polmonite da COVID-19, COVID-19, herpes zoster, cistite e infezioni cutanee. La percentuale di pazienti che ha interrotto il trattamento a causa di un’infezione è stata pari al 2% (9/448). Nel 2,2% (10/448) dei pazienti sono state riferite infezioni fatali (più frequentemente riportate COVID-19 e polmonite da COVID-19).

Trombocitopenia

Nei tre studi clinici randomizzati, il 21% (94/448) dei pazienti trattati con Omjjara ha sperimentato trombocitopenia; il 12% (54/448) dei pazienti trattati con Omjjara ha sperimentato trombocitopenia severa (≥ grado 3). La percentuale di pazienti che ha interrotto il trattamento a causa di trombocitopenia è stata pari al 2,5% (11/448).

Neuropatia periferica

Nei tre studi clinici randomizzati, l’8,7% (39/448) dei pazienti trattati con Omjjara ha manifestato neuropatia periferica. Nella maggior parte dei casi era di entità lieve o moderata, mentre in uno dei 39 casi era severa (≥ grado 3). La percentuale di pazienti che ha interrotto il trattamento a causa di neuropatia periferica è stata pari allo 0,7% (3/448). ALT/AST elevate

Nei tre studi clinici randomizzati, si è verificata insorgenza o peggioramento di ALT e AST elevate (tutti i gradi) nel 20% (88/448) e nel 20% (90/448), rispettivamente, dei pazienti trattati con Omjjara; innalzamenti delle transaminasi di grado 3 e 4 si sono verificati nell’1,1% (5/448) e nello 0,2% (1/448) dei pazienti, rispettivamente. Nei pazienti trattati con Omjjara negli studi clinici, è stato segnalato danno epatico reversibile indotto da farmaci.

Eruzione cutanea

Casi di eruzione cutanea (incluso un caso di necrolisi epidermica tossica [NET]) che hanno richiesto il ricovero sono stati segnalati nel contesto post-commercializzazione.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

04.9 Sovradosaggio

Se si sospetta un sovradosaggio, i pazienti devono essere sottoposti a monitoraggio per individuare segni o sintomi di reazioni o effetti avversi e si deve ricorrere immediatamente a misure di assistenza standard appropriate. L’ulteriore gestione deve proseguire come clinicamente indicato. Non si prevede che l’emodialisi aumenti l’eliminazione di momelotinib.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: agenti antineoplastici, inibitori delle protein chinasi. Codice ATC:

L01EJ04

Meccanismo d’azione

Momelotinib e il suo maggiore metabolita umano circolante (M21) sono inibitori delle Janus chinasi wild-type 1 e 2 (JAK1/JAK2) e di JAK2V617F mutante, che contribuiscono al segnale di una serie di citochine e fattori di crescita importanti per l’ematopoiesi e la funzione immunitaria. JAK1 e JAK2 reclutano e attivano le proteine STAT (trasduttore del segnale e attivatore della trascrizione) che controllano la trascrizione genica con un impatto sull’infiammazione, l’ematopoiesi e la regolazione immunitaria. La mielofibrosi è una neoplasia mieloproliferativa associata ad attivazione costitutiva e alterato segnale di JAK che contribuisce a livelli elevati di infiammazione e iperattivazione del recettore dell’activina A tipo-1 (ACVR1), noto anche come chinasi 2 simile al recettore dell’activina (ALK2). Inoltre, momelotinib e M21 sono inibitori diretti di ACVR1 e ciò porta a ulteriore down-regulation dell’espressione dell’epcidina epatica, con il conseguente aumento della disponibilità di ferro e della produzione di globuli rossi. Momelotinib e M21 inibiscono potenzialmente altre chinasi, quali altri membri della famiglia JAK, inibitore di chinasi κB (IKK), chinasi 1 associata al recettore dell’interleuchina-1 (IRAK1) e altri.

Effetti farmacodinamici

Momelotinib inibisce la fosforilazione di STAT3 indotta dalle citochine nel sangue intero ottenuto da pazienti con mielofibrosi e inibisce l’epcidina. La massima inibizione della fosforilazione di STAT3 si è verificata 2 ore dopo l’assunzione di momelotinib, con persistenza dell’inibizione per almeno 6 ore. È stata osservata per la durata dello studio di 24 settimane una riduzione acuta e sostenuta dell’epcidina circolante, associata ad aumento dei livelli di ferro e emoglobina nei pazienti con mielofibrosi, a seguito di somministrazione di momelotinib .

Efficacia e sicurezza clinica

L’efficacia di momelotinib nel trattamento dei pazienti con mielofibrosi è stata valutata in due studi randomizzati di fase 3, MOMENTUM e SIMPLIFY-1.

Mielofibrosi nei pazienti che sono stati trattati con ruxolitinib MOMENTUM è stato uno studio di fase 3, in doppio cieco, randomizzato 2:1, controllato con farmaco attivo, condotto su 195 pazienti sintomatici e anemici con mielofibrosi che avevano ricevuto in precedenza un inibitore di JAK. Tutti i pazienti avevano ricevuto ruxolitinib e il 4,6% dei pazienti aveva anche ricevuto fedratinib; il precedente trattamento con un inibitore di JAK è stato per ≥ 90 giorni o ≥ 28 giorni se la terapia è stata interrotta per necessità di trasfusione di eritrociti o a causa di trombocitopenia, anemia o ematoma di grado 3 o 4. I pazienti sono stati trattati con Omjjara 200 mg una volta/die o danazolo 300 mg due volte/die per 24 settimane, seguiti dal trattamento in aperto con Omjjara. I due endpoint primari di efficacia erano la percentuale di pazienti con riduzione del punteggio dei sintomi totale (total symptom score, TSS) pari o superiore al 50% rispetto dal basale alla settimana 24 (misurato tramite il Myelofibrosis Symptom Assessment Form [MFSAF] v4.0) e la percentuale di pazienti con indipendenza dalle trasfusioni (TI) alla settimana 24 (definito come assenza di trasfusioni e tutti i valori di emoglobina ≥8 g/dL nelle 12 settimane precedenti la settimana 24). Un endpoint secondario chiave ha misurato la percentuale di soggetti con ≥35% di riduzione del volume splenico dal basale alla settimana 24.

In accordo ai criteri di eleggibilità, i pazienti erano sintomatici con un TSS MFSAF di ≥10 punti allo screening (TSS MFSAF medio al basale 27) e anemici con valori di emoglobina (Hgb) <10 g/dL. Il diario giornaliero MFSAF ha fotografato la situazione dei principali sintomi di MF: sudorazione notturna, disturbo addominale, dolore sotto la costola sinistra, affaticamento, sazietà precoce, prurito e dolore osseo. La componente inattività è stata esclusa dal calcolo del TSS. Ognuno dei sintomi del MFSAF v.4.0 è stato misurato su una scala da 0 (assente) a 10 (peggiore immaginabile). I pazienti eleggibili dovevano inoltre presentare una milza ingrossata al basale e una conta piastrinica basale minima di 25 × 109/L.

I pazienti avevano assunto la terapia con inibitore di JAK per una durata mediana di 99 settimane. L’età mediana era di 71 anni (range: 38-86 anni): il 79% aveva un’età pari o superiore a 65 anni e il 31% pari o superiore a 75 anni; il 63% era di sesso maschile. Il 64% dei pazienti aveva una mielofibrosi primaria, il 19% una mielofibrosi post-PV e il 17% una mielofibrosi post-ET. Il 5% dei pazienti presentava una malattia a rischio intermedio 1, il 57% a rischio intermedio 2 e il 35% ad alto rischio, determinati mediante Dynamic International Prognostic Scoring System (DIPSS).

Il 16% dei pazienti aveva una trombocitopenia severa (definita come valori di piastrine inferiori a 50 × 109/L). Il 48% dei pazienti aveva un’anemia severa (definita come valori basali di Hgb <8 g/dL). Nelle 8 settimane precedenti l’arruolamento, il 79% aveva ricevuto trasfusioni di globuli rossi. Al basale, il 13% e il 15% dei pazienti trattati con Omjjara e danazolo, rispettivamente, erano indipendenti dalle trasfusioni (nessuna trasfusione e tutti i valori dell’emoglobina ≥8 g/dL nelle 12 settimane precedenti la somministrazione). Il valore dell’Hgb mediano basale era di 8,0 g/dL (range:

3,8-10,7 g/dL) e la conta piastrinica mediana di 96 × 109/L (range: 24 × 109/L-733 × 109/L). La lunghezza della milza palpabile mediana al basale era di 11,0 cm sotto il margine costale sinistro; il volume splenico mediano (misurato tramite risonanza magnetica [RM] o tomografia computerizzata [TC]) era di 2105 cm3 (range: 609-9717 cm3).

Alla settimana 24, una percentuale significativamente maggiore di pazienti trattati con Omjjara ha raggiunto una riduzione del TSS pari o superiore al 50% rispetto al basale (superiorità, uno degli endpoint primari) e una riduzione del volume splenico pari o superiore al 35% rispetto al basale (superiorità, uno degli endpoint secondari) (tabella 3). Tabella 3: Percentuale di pazienti che hanno ottenuto riduzione dei sintomi e riduzione del volume splenico alla settimana 24 (MOMENTUM)

Omjjara n=130 Danazolo n=65
Pazienti con una riduzione del TSS pari o superiore al 50%, n (%) Differenza tra trattamenti a (IC 95%) Valore di p (superiorità) 32 (25%) 6 (9%)
16% (6; 26) 0,0095
Pazienti con una riduzione del volume splenico pari o superiore al 35%, n (%) Differenza tra trattamentia (IC 95%) Valore di p (superiorità) 29 (22%) 2 (3%)
18% (10; 27) 0,0011

TSS = punteggio dei sintomi totale; IC = intervallo di confidenza. a Superiorità basata su un test stratificato Cochran-Mantel-Haenszel.

Una percentuale numericamente maggiore di pazienti trattati con Omjjara (30%; 39/130) ha raggiunto l’indipendenza dalle trasfusioni (definita come assenza di trasfusioni e tutti i valori dell’Hgb ≥8 g/dL nelle 12 settimane precedenti la settimana 24) rispetto al 20% (13/65) per danazolo alla settimana 24.

Pazienti con mielofibrosi naïve agli inibitori di JAK SIMPLIFY-1 è stato uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con farmaco attivo, condotto su 432 pazienti con mielofibrosi che non avevano ricevuto in precedenza un inibitore di JAK. Le analisi post-hoc sono state condotte in un sottogruppo di 181 pazienti con anemia da moderata a severa (Hgb < 10 g/dL). Le caratteristiche al basale e i risultati di efficacia sono forniti per questo sottogruppo.

Nella popolazione complessiva, l’endpoint primario di efficacia era la percentuale di pazienti con risposta del volume splenico (riduzione pari o superiore al 35%) alla settimana 24. Gli endpoint secondari includevano il tasso di risposta alla settimana 24 del TSS Myeloproliferative Neoplasm Symptom Assessment Form modificato (MPN-SAF) (definito come percentuale di pazienti con riduzione del TSS pari o superiore al 50% dal basale alla settimana 24) e indipendenza dalle trasfusioni alla settimana 24 (definita come assenza di trasfusioni e tutti i valori di Hgb ≥8 g/dL nelle 12 settimane precedenti la settimana 24).

In accordo ai criteri di eleggibilità, la risposta TSS dei pazienti è stata misurata utilizzando il diario MPN-SAF v2.0 modificato (TSS MPN-SAF medio al basale 19). La componente inattività è stata esclusa dal calcolo del TSS. I pazienti eleggibili dovevano inoltre presentare una milza ingrossata al basale e una conta piastrinica basale minima di 50 × 109/L.

Nel sottogruppo anemico, l’età mediana era di 68 anni (range: 25-86 anni): il 67% dei pazienti aveva un’età superiore a 65 anni e il 19% un’età pari o superiore a 75 anni, e il 59% era di sesso maschile. Il 63% dei pazienti aveva una mielofibrosi primaria, il 13% una mielofibrosi post-PV e il 24% una mielofibrosi post-ET. Il 4% dei pazienti presentava una malattia a rischio intermedio-1, il 25% a rischio intermedio-2 e il 71% ad alto rischio, determinati tramite International Prognostic Scoring System (IPSS). In questo studio, il 42% dei pazienti aveva un’anemia da moderata a severa (definita come valori basali dell’Hgb <10 g/dL). Nelle 8 settimane precedenti l’arruolamento, il 55% aveva ricevuto trasfusioni di globuli rossi. Al basale, il 29% e il 44% dei pazienti trattati con Omjjara e ruxolitinib, rispettivamente, erano indipendenti dalle trasfusioni (nessuna trasfusione e tutti i valori dell’emoglobina ≥8 g/dL nelle 12 settimane precedenti la somministrazione). Il valore dell’Hgb mediano basale era di 8,8 g/dL (range: da 6 g/dL a 10 g/dL) e la conta piastrinica mediana basale di 193 × 109/L (range: da 54 × 109/L a 2865 × 109/L). La lunghezza della milza palpabile mediana al basale era di 12,0 cm sotto il margine costale sinistro; il volume splenico mediano (misurato tramite RM o TC) era di 1843 cm3 (range: 352-9022 cm3). Le caratteristiche al basale della popolazione complessiva erano smili a quelle del sottogruppo anemico, ad eccezione della severità dell’anemia e della necessità di trasfusioni.

I pazienti sono stati trattati con Omjjara 200 mg/die o con la dose aggiustata di ruxolitinib due volte/die per 24 settimane, seguiti dal trattamento in aperto con Omjjara senza riduzione graduale di ruxolitinib. L’efficacia di Omjjara nello studio SIMPLIFY-1 era basata sull’analisi post-hoc della risposta del volume splenico (riduzione pari o superiore al 35%) nel sottogruppo di pazienti con anemia (valori Hgb <10 g/dL) (tabella 4). In questo sottogruppo, una percentuale numericamente inferiore di pazienti trattati con Omjjara (25%) ha raggiunto una riduzione del TTS pari o superiore al 50% alla settimana 24 rispetto a ruxolitinib (36%).

Tabella 4: Percentuale di pazienti che ha ottenuto riduzione del volume splenico alla settimana 24 nel sottogruppo anemico (SIMPLIFY-1)

Omjjara n=86 Ruxolitinib n=95
Pazienti con riduzione del volume splenico pari o superiore al 35%, n (%) (IC 95%) 27 (31%) (22; 42) 31 (33%) (23; 43)

Nella popolazione complessiva, la percentuale di pazienti che ha raggiunto una riduzione pari o superiore al 35% rispetto al basale del volume splenico (non-inferiorità, endpoint primario) alla settimana 24 è stata del 27% per Omjjara e del 29% per ruxolitinib (differenza tra i trattamenti 9%; IC 95%: 2; 16; p-value = 0,014).

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea per i medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con Omjjara in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per la mielofibrosi (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Momelotinib dopo la somministrazione orale è assorbito rapidamente, con la massima concentrazione plasmatica (C ) raggiunta entro 3 ore dalla somministrazione, con un aumento max delle esposizioni plasmatiche inferiore a quello proporzionale alla dose, in particolare a dosi superiori a 300 mg. In uno studio clinico, alla dose di 200 mg una volta al giorno allo steady state, la C media per momelotinib (%CV) è di 479 ng/mL (61%) e l’AUC è di 3288 ng×h/mL (60%) nei max tau pazienti con mielofibrosi.

Dopo il consumo di pasti a basso e ad alto contenuto di grassi da parte di volontari sani, la C di max momelotinib era, rispettivamente, del 38% e del 28% più elevata, e l’AUC era, rispettivamente, del 16% e del 28% più elevata, in confronto ai rispettivi valori in condizioni di digiuno. Queste variazioni dell’esposizione non erano clinicamente significative.

Distribuzione

Il legame con le proteine plasmatiche di momelotinib nell’uomo è di circa il 91%. Sulla base della farmacocinetica di popolazione, il volume medio apparente di distribuzione di momelotinib allo steady state era di 984 L nei pazienti con mielofibrosi che ricevevano momelotinib 200 mg una volta al giorno, a suggerire un’ampia distribuzione tissutale. Biotrasformazione

Sulla base della valutazione in vitro, momelotinib è metabolizzato prevalentemente da diversi enzimi CYP con contributi nel seguente ordine: CYP3A4 (36%), CYP2C8 (19%), CYP2C19 (19%), CYP2C9 (17%) e CYP1A2 (9%). M21 è un metabolita umano attivo avente circa il 40% dell’attività farmacologica del composto di partenza e la sua formazione implica la biotrasformazione da parte degli enzimi CYP seguita dal metabolismo a opera dell’aldeide ossidasi. Il rapporto medio tra M21 e momelotinib per l’AUC variava da 1,4 a 2,1.

Eliminazione

Dopo una dose orale di momelotinib 200 mg, l’emivita terminale media (t ) di momelotinib era di ½ circa 4-8 ore; l’emivita di M21 era simile. Sulla base di uno studio clinico, nei pazienti con mielofibrosi la clearance totale apparente (CL/F) di momelotinib era di 103 L/h.

Momelotinib è eliminato principalmente tramite il metabolismo e successiva escrezione nelle feci. Dopo una dose orale singola di momelotinib marcato con [14C] in soggetti sani di sesso maschile, il 69% della radioattività era escreta nelle feci (13% della dose come momelotinib non modificato), e il 28% nelle urine (<1% della dose come momelotinib non modificato).

Valutazione in vitro del potenziale d’interazione del medicinale (vedere anche paragrafo 4.5)

Effetti di momelotinib su altri medicinali

Effetto di momelotinib sulla UDP-glucuronosiltransferasi (UGT) Momelotinib è un inibitore di UGT1A1 e UGT1A9 a concentrazioni clinicamente rilevanti, ma la rilevanza clinica non è nota. Momelotinib e il suo principale metabolita circolante non sono inibitori delle altre isoforme (UGT1A3/4/6 e 2B7) a concentrazioni clinicamente rilevanti.

Effetto di momelotinib sugli enzimi CYP450 A concentrazioni clinicamente rilevanti, né momelotinib né il principale metabolita circolante, M21, rappresentano un rischio di inibizione di CYP1A2, CYP2C8, CYP2C9, CYP2C19 e CYP2D6.

Effetto di momelotinib sui trasportatori dei farmaci I dati in vitro indicano che, a concentrazioni clinicamente rilevanti, momelotinib inibisce OCT1 e il metabolita attivo, M21, inibisce MATE1. Né momelotinib né M21 sono stati valutati per l’inibizione di MATE2-K.

I dati in vitro indicano che né momelotinib né il suo principale metabolita, M21, inibiscono i seguenti trasportatori a concentrazioni clinicamente rilevanti: trasportatore di anioni organici 1 e 3 (OAT1, OAT3) e OCT2.

Effetto di momelotinib sui contraccettivi ormonali Dosi ripetute di momelotinib non hanno avuto effetti sull’esposizione a midazolam, un substrato sensibile del CYP3A. Tuttavia, non può essere completamente escluso un rischio di induzione di altri enzimi regolati dal recettore X del pregnano (PXR) oltre al CYP3A4 e l’efficacia della somministrazione concomitante dei contraccettivi ormonali ad azione sistemica può essere ridotta (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Popolazioni speciali

Età, peso corporeo, genere e popolazione Sulla base dei dati di esposizione (AUC) nei soggetti sani, genere e popolazione (bianca vs asiatica) non hanno un effetto clinicamente rilevante sulla farmacocinetica di momelotinib. Risultati esplorativi dell’analisi della farmacocinetica di popolazione nei pazienti non ha mostrato effetti dovuti a età, peso o genere sulla farmacocinetica di momelotinib. Compromissione epatica L’AUC di momelotinib è aumentata dell’8% e del 97% nei soggetti con compromissione epatica moderata (Child-Pugh classe B) e severa (Child-Pugh classe C), rispettivamente, rispetto ai soggetti con funzionalità epatica normale (vedere paragrafo 4.2).

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Cancerogenesi/mutagenesi

Momelotinib non è risultato cancerogeno nei topi e nei ratti a esposizioni fino a 12 e 17 volte quella clinica di 200 mg una volta/die sulla base dell’AUC combinata di momelotinib e del principale metabolita attivo umano, M21 (prodotto in quantità minime in topi, ratti e conigli).

Momelotinib non è risultato mutagenico o genotossico, in base ai risultati di una serie di test per le mutazioni geniche e aberrazioni cromosomiche in vitro e in vivo.

Tossicologia riproduttiva

Fertilità In studi di fertilità, momelotinib è stato somministrato per via orale a maschi e femmine di ratto.

Nei maschi, momelotinib ha ridotto la concentrazione e la motilità degli spermatozoi e ha ridotto il peso dei testicoli e della vescicola seminale a dosi di 25 mg/kg/die e superiori (esposizioni 13 volte la dose raccomandata pari a 200 mg al giorno sulla base dell’AUC combinata di momelotinib e M21), con una riduzione della fertilità a 68 mg/kg/die.

Le osservazioni sulle femmine hanno incluso una ridotta funzionalità ovarica a 68 mg/kg/die e un numero ridotto di gravidanze, un aumento della perdita pre e post impianto con perdita totale della cucciolata nella maggior parte degli animali a 25 e 68 mg/kg/die. Le esposizioni al livello che non produceva effetti avversi nei maschi e nelle femmine di ratto a 5 mg/kg/die era approssimativamente 3 volte la dose raccomandata di 200 mg al giorno (sulla base dell’AUC combinata di momelotinib e M21).

Gravidanza In studi sulla riproduzione animale, la somministrazione orale di momelotinib nelle femmine di ratto gravide durante il periodo dell’organogenesi ha causato tossicità nella madre alla dose di 12 mg/kg/die ed è stata associata a morte dell’embrione, malformazione viscerale e riduzione del peso fetale; sono state osservate alterazioni dello scheletro a 6 e a 12 mg/kg/die (approssimativamente 3,5 volte la dose raccomandata di 200 mg al giorno sulla base dell’AUC combinata di momelotinib e M21). Non sono stati osservati effetti nello sviluppo a 2 mg/kg/die a esposizioni equivalenti alla dose raccomandata di 200 mg (sulla base dell’AUC combinata di momelotinib e M21).

Nelle femmine di coniglio gravide, la somministrazione orale di momelotinib durante il periodo dell’organogenesi ha causato tossicità materna severa ed evidenze di tossicità embrio-fetale (riduzione del peso fetale, ritardo nell’ossificazione e aborto) a 60 mg/kg/die a meno dell’esposizione equivalente alla dose raccomandata di 200 mg (sulla base dell’AUC combinata di momelotinib e M21).

In uno studio orale sullo sviluppo pre e postnatale, le femmine di ratto hanno ricevuto momelotinib per via orale dalla gestazione alla fine dell’allattamento. A 6 e 12 mg/kg/die sono state osservate evidenze di tossicità materna, embrioletalità e ridotto peso alla nascita. La sopravvivenza della prole era significativamente ridotta a 12 mg/kg/die dalla nascita al giorno 4 di allattamento a esposizioni simili o inferiori a quella alla dose raccomandata (sulla base dell’AUC combinata di momelotinib e M21) e questo è stato pertanto considerato un effetto diretto di momelotinib mediante l’esposizione attraverso il latte.

06.0 INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Nucleo della compressa

Cellulosa microcristallina Lattosio monoidrato Sodio amido glicolato (tipo A) Magnesio stearato Silice colloidale anidra Gallato di propile

Rivestimento della compressa

Alcol polivinilico Macrogol Diossido di titano (E171) Talco Ossido di ferro giallo (E172) Ossido di ferro rosso (E172)

06.2 Incompatibilità

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Conservare nel flacone originale per proteggere il medicinale dall’umidità. Non rimuovere l’essiccante. Non ingerire l’essiccante. Questo medicinale non richiede alcuna temperatura particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Ogni scatola contiene un flacone bianco in polietilene ad alta densità (HDPE) con chiusura a prova di bambino in polipropilene e sigillo termosaldato a induzione in alluminio. Ogni flacone contiene 30 compresse rivestite con film, un essicante in gel di silice e un batuffolo in poliestere.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

GlaxoSmithKline Trading Services Limited 12 Riverwalk Citywest Business Campus Dublin 24 Irlanda

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Omjjara 100 mg compresse EU/1/23/1782/001

Omjjara 150 mg compresse EU/1/23/1782/002

Omjjara 200 mg compresse EU/1/23/1782/003

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Data della prima autorizzazione: 25 Gennaio 2024

10.0 Data di revisione del testo

Informazioni più dettagliate su questo medicinale sono disponibili sul sito web dell’Agenzia europea per i medicinali, https://www.ema.europa.eu.