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Premelle C

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Premelle C: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

 

01.0 Denominazione del medicinale

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PREMELLE C

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Premelle C è un’associazione combinata continuativa estro-progestinica per la terapia ormonale sostitutiva menopausale.

Sono disponibili due forme di dosaggio:

PREMELLE C 2,5 mg: 0,625 mg di estrogeni coniugati naturali (*) e 2,5 mg di medrossiprogesterone acetato (MPA)

PREMELLE C 5 mg: 0,625 mg di estrogeni coniugati naturali (*) e 5 mg di medrossiprogesterone acetato (MPA)

* Gli estrogeni coniugati sono costituiti da: sodio estrone solfato, sodio equilin solfato, 17 alfa-diidroequilina, 17 alfa-estradiolo, equilenina, 17alfa-diidroequilenina, 17 -bdiidroequilina, 17 beta-diidroequilenina, 17 beta-estradiolo e Delta8,9-deidroestrone.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse rivestite.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Premelle C è indicato per il trattamento delle seguenti condizioni in donne con utero integro.

1. Sintomi vasomotori da moderati a gravi associati a carenza estrogenica.

2. Vaginite atrofica

3. Uretrite atrofica

4. Prevenzione e trattamento dell’osteoporosi associata a carenza estrogenica.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Premelle C deve essere assunto per via orale, 1 compressa al dì, in modo continuativo cioè senza alcuna interruzione fra una confezione e l’altra.

Sintomi vasomotori da moderati a gravi, vaginite atrofica e uretrite atrofica associate a carenza estrogenica: 1 compressa di Premelle C 2,5 mg o Premelle C 5 mg al giomo.

Prevenzione e trattamento dell’osteoporosi associata a carenza estrogenica: 1 compressa di Premelle C 2,5 mg o Premelle C 5 mg al giomo. Per la prevenzione ed il trattamento dell’osteoporosi è necessario un trattamento a lungo termine.

Per la maggior parte delle donne in post-menopausa, la terapia può essere iniziata in qualsiasi momento; tuttavia, in presenza di un ciclo mestruale regolare, è opportuno iniziare il trattamento il primo giomo dell’emorragia.

Premelle C è indicato per le donne con utero intatto per ridurre il rischio di iperplasia endometriale e cancro endometriale associato alla terapia sostitutiva estrogenica, e per le quali è desiderata un’amennorrea. Per le pazienti isteroctomizzate è appropriata una terapia con solo estrogeno.

Il dosaggio di medrossiprogesterone acetato viene deciso dal medico su base individuale. I fattori che dovrebbero essere presi in considerazione al momento della scelta e dell’aggiustamento del dosaggio di medrossiprogesterone acetato includono l’anamnesi e lo stato clinico della paziente.

Con Premelle C, possono verificarsi diversi tipi di sanguinamenti. Questi possono variare dall’assenza di perdite a perdite irregolari. Se si verifica un sanguinamento, è frequentemente leggero o moderato. Questi tipi di sanguinamenti possono risolversi con l’uso continuato di Premelle C.

Deve essere assunta la dose efficace più bassa possibile.

Un dosaggio iniziale di 5 mg di medrossiprogesterone acetato è indicato per le pazienti nelle quali si vuole ottenere l’amenorrea. Una diminuzione del dosaggio di medrossiprogesterone acetato a 2,5 mg deve essere presa in considerazione dopo che l’amenorrea si è instaurata, o comunque entro 12 mesi dall’inizio della terapia. Se dopo la riduzione del dosaggio di medrossiprogesterone acetato dovessero ripresentarsi delle emorragie da sospensione, va considerata l’opportunità di ripristinare il dosaggio di 5 mg di medrossiprogesterone acetato.

Mantenimento/Continuazione/Estensione del trattamento:

Le pazienti dovrebbero essere esaminate ad intervalli regolari per determinare se il trattamento dei sintomi è ancora necessario. Per la prevenzione ed il trattamento dell’osteoporosi, è necessario un trattamento a lungo termine.

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04.3 Controindicazioni

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Cancro mammario sospetto o accertato

Neoplasia estrogeno-dipendente accertata o sospetta

Gravidanza accertata o presunta

Emorragia genitale anormale non diagnosticata

Tromboflebiti, trombosi o processi tromboembolici in atto o nell’anamnesi

Disfunzioni e malattie epatiche

Ipersensibilità individuale accertata verso i componenti o sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Le dosi di Premelle C nella terapia ormonale sostitutiva non devono superare le dosi raccomandate.

Attualmente i dati clinici disponibili (derivati dalla valutazione dei dati emersi da cinquantuno studi epidemiologici) suggeriscono che nelle donne in postmenopausa che si sottopongano o si siano sottoposte a terapia ormonale sostitutiva (HRT), vi sia un aumento da lieve a moderato della probabilità di diagnosi di cancro mammario. Ciò può essere dovuto sia ad una diagnosi precoce nelle pazienti trattate, che ad un reale effetto della HRT, che alla combinazione di ambedue.

La probabilità di porre diagnosi di cancro mammario aumenta con la durata del trattamento e sembra ritornare al valore iniziale dopo cinque anni dalla sospensione della HRT. Il cancro mammario diagnosticato in pazienti che usino o abbiano usato recentemente HRT sembrerebbe di natura meno invasiva di quello trovato in donne non trattate.

Nelle donne di età compresa tra i cinquanta e i settanta anni, che non usano HRT, viene diagnosticato il cancro mammario a circa quarantacinque soggetti ogni mille, con un aumento legato all’età.

È stato stimato che nelle donne che fanno uso di HRT, per almeno cinque anni, il numero di casi supplementari di diagnosi di cancro mammario sarà tra due e dodici per ogni mille soggetti, ciò in relazione all’età in cui le pazienti iniziano il trattamento e alla durata dello stesso.

È importante che il medico discuta l’aumento di probabilità di diagnosi di cancro mammario con la paziente candidata a terapia a lungo termine, valutandolo in relazione ai benefici della HRT.

Le donne sottoposte a questa terapia devono sottoporsi a regolari esami delle mammelle e dovrebbero essere istruite ad effettuare l’autopalpazione.

Donne in terapia estrogeno-sostitutiva sola o combinata con progestinici, hanno mostrato un aumentato rischio di tromboflebite e/o malattia tromboembolica.

Un grande studio clinico prospettivo condotto sull’uomo ha mostrato che alte dosi di estrogeni (5 mg al giomo di estrogeni coniugati), paragonabili a quelle utilizzate per il trattamento del carcinoma della prostata e della mammella, aumentano il rischio di infarto del miocardio non fatale, di embolia polmonare e tromboflebite. Il medico deve essere consapevole della possibilità di disturbi trombotici (comprendenti tromboflebite, trombosi della retina, embolia cerebrale e polmonare) durante la terapia ormonale sostitutiva ed essere attento alle primissime manifestazioni di questi disturbi (emicrania o cefalea intensa, turbe della coscienza o della motilità volontaria, afasia, turbe del visus, dispnea, ecc.). Se uno qualsiasi di questi si manifestasse o vi fosse il sospetto, la terapia ormonale sostitutiva deve essere immediatamente interrotta. Non sono disponibili sufficienti informazioni riguardanti pazienti precedentemente affetti da malattia tromboembolica non associata all’uso di estrogeni.

Le pazienti con fattori di rischio per disturbi trombotici devono essere tenute sotto stretto controllo.

In generale fattori di rischio riconosciuti per il tromboembolismo venoso (VTE) includono la storia personale, la storia familiare (il verificarsi di VTE in un parente stretto, ad un’età relativamente precoce, può indicare una predisposizione genetica) e l’obesità grave. Il rischio di VTE aumenta anche con l’età. Non esiste accordo circa il possibile ruolo delle vene varicose nel VTE.

Il rischio di VTE può essere temporaneamente aumentato da immobilizzazione prolungata, da interventi chirurgici maggiori elettivi o post-traumatici o traumi maggiori. A seconda della natura dell’evento e della durata dell’immobilizzazione, dovrebbe essere presa in considerazione una temporanea interruzione della HRT.

Aumenti occasionali della pressione sanguigna, durante la terapia estrogeno-sostitutiva, sono stati attribuiti a reazioni idiosincratiche agli estrogeni. Più frequentemente, la pressione sanguigna è rimasta invariata o è diminuita. Durante l’utilizzo di estrogeni la pressione sanguigna deve essere controllata ad intervalli regolari.

Se si verificasse un’improvvisa perdita della vista, parziale o completa, o se verificasse un inizio di proptosi, diplopia, o emicrania Premelle C deve essere sospeso in attesa di una valutazione. Se tale valutazione rivelasse papilledema o lesioni vascolari retiniche, la somministrazione del farmaco deve essere definitivamente interrotta.

È stato riportato un aumento del rischio di patologia della colecisti in donne che avevano assunto estrogeni per la postmenopausa.

Prima di iniziare o riprendere la terapia ormonale sostitutiva (HRT), oltre ad eseguire una visita generale e ginecologica, dovrebbe essere valutata l’anamnesi personale e familiare della paziente, alla luce delle controindicazioni e delle avvertenze speciali e precauzioni per l’uso.

Durante il trattamento sono raccomandati controlli specialistici periodici la cui natura e frequenza va adattata alla paziente e vanno condotte ripetute visite del seno e/o mammografia in linea con i programmi di controllo consigliati per le donne sane, modificati secondo le necessità cliniche individuali.

Le valutazioni prima di iniziare il trattamento e i controlli periodici dovrebbero includere in particolare, la misurazione della pressione sanguigna, l’esame delle mammelle e degli organi addominali e pelvici. Inoltre dovrebbe essere effettuato uno striscio di Papanicolaou.

Il monitoraggio clinico di tutte le donne che assumono associazioni estroprogestiniche è essenziale. Le pazienti in trattamento con Premelle C dovrebbero essere sottoposte a controlli, almeno una volta l’anno, per escludere l’iperplasia o il cancro dell’endometrio.

Alcune pazienti possono sviluppare manifestazioni indesiderate dovute ad eccessiva stimolazione estrogenica/progestinica quali emorragia uterina anormale o eccessiva, mastodinia, ecc. In caso di emorragia vaginale anormale devono essere intraprese adeguate misure diagnostiche, compresi, se necessario, prelievi endometriali per escludere la possibilità di patologie maligne.

Leiomiomi uterini preesistenti possono aumentare di grandezza durante l’uso di Premelle C.

Le pazienti con depressione nell’anamnesi devono essere tenute sotto controllo e il farmaco deve essere sospeso nel caso la depressione si ripresentasse in modo grave.

Sulla base di dati ottenuti con l’uso di contraccettivi, se possibile, la terapia estrogenica deve essere interrotta almeno 4 settimane prima di un intervento chirurgico se questo è associato ad un aumentato rischio di tromboembolia, oppure durante periodi di immobilizzazione prolungata.

Poichè Premelle C può causare un certo grado di ritenzione idrica, le condizioni che potrebbero essere influenzate da ciò, quali asma, epilessia, emicrania e disfunzioni cardiache o renali, richiedono una attenta osservazione.

In un grande studio prospettivo condotto principalmente su donne anziane in postmenopausa (età media 67 anni al momento dell’entrata nello studio) con patologia coronarica cardiaca (CHD) documentata, il trattamento con estro-progestinici non ha ridotto la percentuale totale di recidive di eventi di CHD (morte o infarti del miocardio non fatali) durante un follow-up medio di 4,1 anni. Documentata CHD è definita dalla presenza di una o più delle seguenti condizioni: pregresso infarto miocardico, pregressa rivascolarizzazione percutanea meccanica, pregresso intervento chirurgico di innesto di by-pass coronarico, oppure evidenza angiografica di una occlusione maggiore del 50% di uno o più rami maggiori delle arterie coronarie. Durante il primo anno di trattamento, l’incidenza di eventi di CHD è stata maggiore nel gruppo trattato con ormoni rispetto al gruppo trattato con placebo, dal 3° al 5° anno di trattamento, l’incidenza è risultata più bassa nel gruppo in trattamento ormonale. Queste tendenze sono state osservate anche in uno studio epidemiologico seguente su donne in postmenopausa con CHD conclamata. Osservazioni preliminari da un grande studio in corso, randomizzato e controllato con placebo, suggeriscono la presenza di un piccolo iniziale aumento nel numero di attacchi cardiaci, ictus e VTE in donne senza CHD conclamata in trattamento con estrogeni da soli o in combinazione con progestinici rispetto alle donne trattate con placebo. Con il tempo, questa differenza sembra diminuire e potrebbe anche scomparire.

I medici devono valutare attentamente i potenziali rischi e benefici della terapia per ogni singolo paziente.

La terapia estrogenica può essere associata a massivi aumenti dei trigliceridi nel plasma conducendo a pancreatiti o ad altre complicazioni in pazienti con difetti familiari del metabolismo lipoproteico.

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Premelle C dovrebbe essere usato con cautela in pazienti con disfunzioni del metabolismo osseo associate ad ipercalcemia e insufficienza renale.

È stata osservata una modificazione nella tolleranza al glucosio in alcune pazienti sottoposte a terapia con estrogeni/progestinici. Sono stati riscontrati ridotti livelli endogeni di insulina durante la terapia ormonale sostitutiva. Le pazienti diabetiche devono essere attentamente osservate durante l’assunzione di Premelle C.

Le pazienti devono essere informate che la ricomparsa dei flussi mestruali durante la terapia estrogenica sostitutiva, nelle donne in post-menopausa, non è indice di fertilità. Non ci sono dati a supporto dell’uso di Premelle C come appropriata forma di contraccezione. Le donne potenzialmente fertili che assumono Premelle C richiedono un metodo contraccettivo e devono essere informate della necessità di adottare un metodo contraccettivo non ormonale.

Dovrebbero essere strettamente controllate le pazienti con storia familiare di neoplasie e quelle che soffrano o abbiano sofferto delle patologie che seguono:

Colestasi ricorrente o prurito insistente durante la gravidanza

Alterazioni della funzionalità epatica

Insufficienza renale o cardiaca

Noduli al seno o mastopatia fibrocistica

Epilessia

– Asma

– Otospongiosi

– Diabete mellito

– Sclerosi multipla

– Lupus eritematoso sistemico

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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È stato osservato che la rifampicina, se assunta in concomitanza con l’etinilestradiolo contenuto nei contraccettivi orali, diminuisce l’attività estrogenica. Questo effetto è stato attribuito ad un aumentato metabolismo dell’estrogeno, presumibilmente attraverso l’induzione degli enzimi microsomiali epatici. Non è noto se ci sono effetti similari sugli estrogeni coniugati. Anche la difenilidantoina può ridurre i livelli estrogenici con un meccanismo similare.

Sono state osservate modificazioni nei seguenti parametri della coagulazione: tempo di protrombina, tempo di tromboplastina parziale, fattori VII e X, antitrombina III e plasminogeno.

In un ampio studio clinico le alterazioni notate in tali analisi di laboratorio erano entro il range normale dei parametri misurati. Risultati d’analisi alterate, comunque, possono essere un indicazione di una condizione medica preesistente. L’interruzione di Premelle può essere giustificata e le analisi di laboratorio devono essere ripetute.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Premelle C non deve essere usato durante la gravidanza. La terapia estrogenica durante la gravidanza è associata ad un aumentato rischio di difetti congeniti degli organi riproduttivi dei feti di sesso maschile e femminile, ad un aumentato rischio di adenosi vaginale, displasia a cellule squamose della cervice, e cancro vaginale nelle donne più tardi nella vita. Alcuni rapporti suggeriscono un’associazione tra l’esposizione intrauterina a farmaci progestinici nel primo trimestre di gravidanza e anormalità genitali nei feti di sesso maschile e femminile. L’esposizione a progestinici potrebbe approssimativamente raddoppiare il rischio di ipospadia. Comunque, il grado di rischio con il medrossiprogesterone acetato non è stato determinato. Ci sono dati insufficienti per quantificare il rischio per i feti femminili esposti; alcuni di questi progestinici inducono una lieve virilizzazione degli organi genitali esterni dei feti di sesso femminile. Gli estrogeni e i progestinici non sono efficaci nella prevenzione o nel trattamento della minaccia d’aborto e dell’aborto abituale quando somministrati durante il primo trimestre di gravidanza. Se una paziente è stata esposta a Premelle durante la gravidanza, o se durante l’assunzione del farmaco si è instaurata una gravidanza, la paziente deve essere avvertita dei potenziali rischi per il feto.

Come regola generale l’assunzione di qualsiasi farmaco durante il periodo dell’allattamento dovrebbe essere effettuata solo in caso di assoluta necessità poichè molti farmaci vengono escreti nel latte materno. Non è stato determinato l’effetto di Premelle sui bambini che vengono allattati al seno.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Premelle C non dovrebbe influenzare la capacità di guidare e usare macchinari.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Gli effetti indesiderati più gravi associati all’uso degli estrogeni e dei progestinici sono indicati nel paragrafo “Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso”. I seguenti ulteriori effetti collaterali sono stati riportati a seguito di terapia estrogenica e/o progestinica:

APPARATO UROGENITALE: emorragia vaginale

APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO: tromboembolia venosa, embolia polmonare

GHIANDOLE MAMMARIE: dolore, dolorabilità al tatto, ingrossamento

APPARATO DIGERENTE: nausea, crampi addominali, flatulenza, colelitiasi, ittero colestatico, pancreatite

CUTE: alopecia, rash, prurito, irsutismo

APPARATO OCULARE: disturbi visivi

SISTEMA NERVOSO CENTRALE: cefalea, nervosismo

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ALTRI EFFETTI: aumento o diminuzione del peso, edema, aggravamento della porfiria.

 

04.9 Sovradosaggio

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Sono stati riportati numerosi episodi di ingestione da parte di bambini di alte dosi di contraccettivi orali contenenti estrogeni/progestinici che indicano come non vi sia l’insorgenza di gravi episodi tossici acuti. Il sovradosaggio di estrogeni può causare nausea e nelle donne emorragia da privazione.

Non sono stati riportati casi di sovradosaggio con medrossiprogesterone acetato.

Se dovessero verificarsi casi di sovradosaggio massiccio con gravi problemi medici possono essere effettuate le normali pratiche di evacuazione gastrica, la somministrazione di carbone attivo e la terapia generale di sostegno.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Gli estrogeni coniugati naturali sono una miscela di estrogeni ottenuti esclusivamente da fonti naturali, associati in modo da costituire la composizione media degli estrogeni contenuti nelle urine di giumente gravide.

Il medrossiprogesterone acetato è un derivato sintetico del 17-OH progesterone .

Gli estrogeni sono importanti nello sviluppo e nel mantenimento dell’apparato urogenitale femminile e dei caratteri sessuali secondari. Durante l’età riproduttiva nella donna l’ovaio è la fonte principale di estrogeni anche se la quantità di ormoni circolanti ed escreti varia notevolmente durante il ciclo mestruale. Gli estrogeni inoltre influenzano il rilascio delle gonadotropine ipofisarie.

Man mano che la donna si avvicina alla menopausa, il numero dei follicoli nelle ovaie diminuisce ed i livelli di ormone follicolo-stimolante (FSH) aumentano. I livelli di estradiolo diminuiscono e l’estrogeno dominante nella postmenopausa è l’estrone che è prodotto perifericamente. Verso la fine del periodo perimenopausale l’ormone luteinizzante (LH) inizia ad aumentare. Infine l’endometrio cessa di proliferare soprattutto a causa dei bassi livelli medi degli estrogeni e s’instaura l’amenorrea permanente.

Le modificazioni iniziali, che si verificano quale risultato di questa riduzione nei livelli dell’ormone circolante, sono in gran parte di natura vasomotoria e includono vampate di calore e sudorazioni notturne (con insonnia).

Modificazioni intermedie sono rappresentate da atrofia dell’apparato genitourinario che comporta prurito vulvare, secchezza vaginale e sintomi urinari dovuti ad instabilità della vescica. Un effetto a lungo termine della carenza estrogenica è l’osteoporosi (perdita di massa ossea) ed un aumento dell’incidenza delle malattie cardiovascolari.

Gli effetti farmacologici degli estrogeni coniugati sono simili a quelli degli estrogeni endogeni. Nei tessuti bersaglio gli estrogeni entrano nella cellula e determinano la sintesi di specifico RNA e specifiche proteine.

Per parecchi anni dopo l’inizio della menopausa naturale o indotta, il tasso di perdita della massa ossea è accelerato. La terapia sostitutiva estrogenica rappresenta il sistema di trattamento singolo più efficace per la prevenzione e il trattamento dell’osteoporosi. L’estrogeno riduce il riassorbimento osseo e ritarda o blocca la perdita ossea postmenopausale.

L’uso della terapia con soli estrogeni è stato associato ad un aumento del rischio d’iperplasia endometriale, un possibile precursore dell’adenocarcinoma endometriale. I risultati degli studi indicano che l’aggiunta di un progestinico alla terapia estrogeno-sostitutiva per almeno 10 giorni a ciclo riduce l’incidenza di iperplasia endometriale e il conseguente rischio di adenocarcinoma in donne con utero intatto. L’aggiunta di un progestinico alla terapia sostitutiva estrogenica non interferisce con l’efficacia della terapia estrogenica. I risultati degli studi clinici indicano che il medrossiprogesterone acetato somministrato alla dose raccomandata a donne che ricevono 0,625 mg di estrogeni coniugati naturali riduce l’incidenza di modificazioni iperplastiche e può ridurre il rischio di sviluppo di adenocarcinoma.

Attività androgenica ed effetti anabolizzanti del medrossiprogesterone acetato possono essere osservati ad alte dosi ma il farmaco è apparentemente privo di attività estrogenica significativa. La somministrazione parenterale di medrossiprogesterone acetato inibisce la produzione di gonadotropine che a sua volta impedisce la maturazione follicolare e l’ovulazione, anche se i dati disponibili indicano che questo non si verifica quando il dosaggio orale normalmente raccomandato è somministrato in una unica dose giornaliera.

Inoltre, è stata osservata una diminuzione del rischio di malattie cardiache coronariche nelle donne in postmenopausa sottoposte a terapia estrogenica sostitutiva (tuttavia, per quanto riguarda un iniziale aumento del numero di eventi cardiovascolari vedere il paragrafo “Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso). La somministrazione orale di estrogeni coniugati naturali da soli in donne in postmenopausa aumenta i livelli sierici delle lipoproteine-colesterolo ad alta densità (HDL-C) e diminuisce i livelli delle lipoproteine-colesterolo a bassa densità (LDL-C). Questo migliora il profilo lipidico ed è riconosciuto come fattore responsabile degli effetti benefici degli estrogeni coniugati naturali sul ridotto rischio di malattia cardiaca coronarica nelle donne in postmenopausa. Anche se alcuni di questi effetti vengono modificati dall’aggiunta di medrossiprogesterone acetato, i risultati di uno studio clinico suggeriscono che l’insieme delle modificazioni benefiche nei parametri lipidici osservate con i regimi continuativi combinati e sequenziali di Premelle erano generalmente le stesse viste durante il trattamento con estrogeni coniugati naturali da soli.

Premelle C associa estrogeni e progestinici per supplire alle carenze estrogeniche ed aiutare a ridurre il rischio di iperplasia endometriale, un possibile precursore dell’adenocarcinoma.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Gli estrogeni coniugati sono solubili in acqua e vengono ben assorbiti dal tratto gastrointestinale. Il metabolismo e l’inattivazione avvengono principalmente nel fegato. Alcuni estrogeni vengono escreti nella bile; tuttavia essi sono riassorbiti dall’intestino e ritornano al fegato attraverso il sistema venoso portale. Gli estrogeni coniugati idrosolubili sono fortemente acidi e sono ionizzati nei fluidi corporei; ciò favorisce l’escrezione attraverso i reni poiché l’assorbimento tubulare è minimo.

Il medrossiprogesterone acetato è metabolizzato nel fegato principalmente mediante reazioni di idrossilazione.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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La somministrazione continua a lungo termine di estrogeni naturali e sintetici in alcune specie animali aumenta la frequenza di carcinomi del seno, della cervice, della vagina e del fegato.

In uno studio della durata di due anni in cui ratti femmine furono sottoposte a dosaggi orali di medrossiprogesterone acetato fino a 5000 mcg/Kg/giomo nella dieta (50 volte maggiori – sulla base dei valori di AUC – dei livelli osservati in donne che prendevano 10 mg di medrossiprogesterone acetato), si è verificato un aumento dose-correlato di tumori delle cellule delle insule pancreatiche (adenomi e carcinomi). L’incidenza di tumore del pancreas risultò aumentata con dosaggi di 1000 e 5000 mcg/Kg/giomo, ma non con 200 mcg/Kg/giomo.

L’attività cortisonica del medrossiprogesterone acetato a questi alti dosaggi si pensa possa aumentare il glucosio sierico nei ratti; tale aumento stimola per reazione le cellule beta delle insule pancreatiche a produrre insulina. Si pensa che questa stimolazione ripetuta causi i tumori nei ratti. È improbabile che lesioni similari si verifichino nell’uomo poichè la dose è 1/50, in base ai valori AUC, di quella utilizzata nei ratti e poiché il sistema endocrino nei ratti è più sensibile agli ormoni rispetto a quello delle donne. Quando il medrossiprogesterone acetato viene associato con gli estrogeni, il medrossiprogesterone acetato si lega ad un numero minore di recettori glucocorticosteroidei e perciò ha meno effetti sul glucosio plasmatico. Nell’essere umano, la risposta diabetogena al medrossiprogesterone acetato a dosi terapeutiche è scarsa. Inoltre, un’ampia ricerca bibliografica non ha rivelato alcuna evidenza che il medrossiprogesterone acetato causi tumori pancreatici nell’uomo.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Ogni compressa di Premelle C 2,5 mg contiene: lattosio monoidrato; metilcellulosa 15 cps; magnesio stearato; glicole polietilenico 20.000; gliceril monooleato; Shellac polvere; calcio solfato anidro; cellulosa; saccarosio; titanio biossido, polivinilpirrolidone; ossido di ferro rosso; cera carnauba; Opacode S-8-27717-nero.

Ogni compressa di Premelle C 5 mg contiene: lattosio monoidrato; metilcellulosa 15 cps; magnesio stearato; glicole polietilenico 20.000; gliceril monooleato; Shellac polvere; calcio solfato anidro; cellulosa; saccarosio; titanio biossido, polivinilpirrolidone; FD&C blu n. 2; cera carnauba; Opacode S-8-27717-nero.

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06.2 Incompatibilità

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Non note

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare a temperatura non superiore a 25° C

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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blister in PVC e alluminio.

Premelle C 2,5 mg – 28 compresse

Premelle C 5 mg – 28 compresse

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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WYETH MEDICA IRELAND – Newbridge, Irlanda

Rappresentante per l’Italia: WYETH LEDERLE S.p.A. – Via Nettunense n. 90 – Aprilia (LT)

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Premelle C cpr 2,5 mg : AIC n.029541012

Premelle C cpr 5 mg AIC n. 029541024

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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14 novembre 1997

 

10.0 Data di revisione del testo

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Luglio 2000

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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