Sutent: effetti collaterali e controindicazioni

Sutent 25 mg capsule rigide (Sunitinib Maleato) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Tumore stromale del tratto gastrointestinale (GIST)

SUTENT è indicato per il trattamento del tumore stromale del tratto gastrointestinale (GIST) non operabilie e/o metastatico negli adulti dopo fallimento di un trattamento con imatinib dovuto a resistenza o intolleranza.

Carcinoma renale metastatico (MRCC)

SUTENT è indicato per il trattamento del carcinoma renale avanzato/metastatico (MRCC) negli adulti.

Tumori neuroendocrini pancreatici (pNET)

SUTENT è indicato per il trattamento di tumori neuroendocrini pancreatici (pNET) ben differenziati, non operabili o metastatici, in progressione di malattia, negli adulti.

L’esperienza con SUTENT come farmaco di prima linea è limitata (vedere paragrafo 5.1).

Sutent 25 mg capsule rigide: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Sutent 25 mg capsule rigide ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Sutent 25 mg capsule rigide, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Sutent 25 mg capsule rigide: controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Sutent 25 mg capsule rigide: effetti collaterali

Riassunto del profilo di sicurezza

Le più gravi reazioni avverse correlate al trattamento con sunitinib, alcune fatali, sono insufficienza renale, insufficienza cardiaca, embolia polmonare, perforazione gastrointestinale ed emorragie (es. emorragie delle vie respiratorie, gastrointestinali, correlate al tumore, delle vie urinarie, e cerebrali). Le più comuni reazioni avverse di qualsiasi grado (riportate dai pazienti negli studi clinici registrativi per l’RCC, il GIST ed il pNET) comprendevano riduzione dell’appetito, disturbi del gusto, ipertensione, affaticamento, disturbi gastrointestinali (es. diarrea, nausea, stomatite, dispepsia e vomito), alterazione del colore della cute e sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare. Tali sintomi possono attenuarsi con la prosecuzione del trattamento. L’ipotiroidismo può insorgere durante il trattamento. I disturbi ematologici (es. neutropenia, trombocitopenia ed anemia) sono risultati tra le più comuni reazioni avverse al farmaco.

Gli eventi avversi fatali diversi da quelli elencati nel paragrafo 4.4. o nel paragrafo 4.8 e considerati possibilmente correlati a sunitinib includono insufficienza multipla d’organo, coagulazione intravascolare disseminata, emorragia peritoneale, insufficienza surrenale, pneumotorace, shock e morte improvvisa.

Tabella delle reazioni avverse

Le reazioni avverse segnalate dai pazienti con GIST, MRCC e pNET in un set di dati raggruppati di 7115 pazienti sono elencate di seguito e suddivise secondo la classificazione per sistemi e organi, frequenza e grado di gravità (NCI-CTCAE). Sono riportate anche le reazioni avverse post-marketing identificate negli studi clinici. All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine di gravità decrescente.

Le frequenze sono definite come segue: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 a <1/10); non comune (≥1/1.000 a <1/100); raro (≥1/10.000 a <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Tabella 1 – Reazioni avverse segnalate negli studi clinici

Classificazioneper sistemi e organi Frequenza Reazioni avverse Tutti i gradin (%) Grado 3n (%) Grado 4n (%)
Infezioni e infestazioni Comune Infezioni virali a 528 (7,4%) 4 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Infezioni respiratorie b* 626 (8,8%) 138 (1,9%) 21 (0,3%)
Comune Ascessi c* 177 (2,5%) 44 (0,6%) 6 (0,1%)
Comune Infezioni fungine d 97 (1,4%) 7 (0,1%) 1 (0,0%)
Comune Infezione delle vie urinarie 408 (5,7%) 57 (0,8%) 1 (0,0%)
Comune Infezioni della cute e 106 (1,5%) 18 (0,3%) 3 (0,0%)
Comune Sepsi f* 102 (1,4%) 45 (0,6%) 28 (0,4%)
Non comune Fascite necrotizzante* 8 (0,1%) 1 (0,0%) 6 (0,1%)
Non comune Infezioni batteriche g 44 (0,6%) 19 (0,3%) 5 (0,1%)
Patologie delsistema emolinfopoietico Molto comune Neutropenia 1224 (17,2%) 484 (6,8%) 46 (0,6%)
Molto comune Trombocitopenia 1563 (22,0%) 460 (6,5%) 115 (1,6%)
Molto comune Anemia 1697 (23,9%) 462 (6,5%) 103 (1,4%)
Molto comune Leucopenia 725 (10,2%) 141 (2,0%) 9 (0,1%)
Comune Linfopenia 155 (2,2%) 49 (0,7%) 2 (0,0%)
Non comune Pancitopenia 25 (0,4%) 8 (0,1%) 1 (0,0%)
Rara Microangiopatia trombotica 1 (0,0%) 1 (0,0%) 0 (0,0%)
Disturbi del sistemaimmunitario Non comune Ipersensibilità 45 (0,6%) 7 (0,1%) 0 (0,0%)
Rara Angioedema 7 (<0,1%) 3 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologieendocrine Molto comune Ipotiroidismo 890 (12,5%) 52 (0,7%) 6 (0,1%)
Non comune Ipertiroidismo 52 (0,7%) 5 (0,1%) 0 (0,0%)
Rara Tiroidite 6 (<0,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Disturbi delmetabolismo e della nutrizione Molto comune Riduzione dell’appetito h 2644 (37,2%) 218 (3,1%) 3 (0,0%)
Comune Disidratazione* 501 (7,0%) 192 (2,7%) 15 (0,2%)
Comune Ipoglicemia 106 (1,5%) 28 (0,4%) 16 (0,2%)
Rara Sindrome da lisi tumorale* 4 (<0,1%) 3 (0,0%) 0 (0,0%)
Disturbi psichiatrici Molto comune Insonnia 759 (10,7%) 12 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Depressione 379 (5,3%) 18 (0,3%) 3 (0,0%)
Patologie del sistema nervoso Molto comune Capogiri 684 (9,6%) 34 (0,5%) 3 (0,0%)
Molto comune Cefalea 1406 (19,8%) 85 (1,2%) 5 (0,1%)
Molto comune Alterazione del gusto i 2048 (28,8%) 32 (0,4%) 0 (0,0%)
Comune Neuropatia periferica 275 (3,9%) 18 (0,3%) 1 (0,0%)
Comune Parestesia 382 (5,4%) 13 (0,2%) 1 (0,0%)
Comune Ipoestesia 214 (3,0%) 4 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Iperestesia 166 (2,3%) 4 (0,1%) 0 (0,0%)
Non comune Emorragia cerebrale* 23 (0,3%) 2 (0,0%) 4 (0,1%)
Non comune Accidente cerebrovascolare* 32 (0,4%) 8 (0,1%) 11 (0,2%)
Non comune Attacco ischemico transitorio 21 (0,3%) 8 (0,1%) 3 (0,0%)
Rara Sindrome dell’encefalopatia posteriore reversibile* 5 (<0,1%) 3 (0,0%) 1 (0,0%)
Patologiedell’occhio Comune Edema periorbitale 333 (4,7%) 3 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Edema della palpebra 276 (3,9%) 9 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Aumento della lacrimazione 394 (5,5%) 1 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologiecardiache Comune Ischemia miocardica j* 87 (1,2%) 27 (0,4%) 3 (0,0%)
Comune Riduzione della frazione d’eiezione k 152 (2,1%) 27 (0,4%) 0 (0,0%)
Non comune Insufficienza cardiaca congestizia 32 (0,4%) 22 (0,3%) 4 (0,1%)
Non comune Infarto miocardico l* 62 (0,9%) 10 (0,1%) 33 (0,5%)
Non comune Insufficienza cardiaca* 51 (0,7%) 22 (0,3%) 8 (0,1%)
Non comune Cardiomiopatia* 15 (0,2%) 5 (0,1%) 1 (0,0%)
Non comune Versamento pericardico 57 (0,8%) 14 (0,2%) 5 (0,1%)
Non comune Prolungamento dell’intervallo QT nell’elettrocardiogra mma 23 (0,3%) 4 (0,1%) 2 (0,0%)
Rara Insufficienza ventricolare sinistra* 7 (<0,1%) 5 (0,1%) 0 (0,0%)
Rara Torsione di punta 1 (0,0%) 0 (0,0%) 1 (0,0%)
Patologie vascolari Molto comune Ipertensione 1991 (28,0%) 505 (7,1%) 15 (0,2%)
Comune Trombosi venosa profonda 91 (1,3%) 50 (0,7%) 6 (0,1%)
Comune Vampate di calore 129 (1,8%) 1 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Rossore 188 (2,6%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Emorragia del tumore* 49 (0,7%) 26 (0,4%) 3 (0,0%)
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Molto comune Dispnea 1443 (20,3%) 322 (4,5%) 75 (1,1%)
Molto comune Epistassi 1080 (15,2%) 43 (0,6%) 4 (0,1%)
Molto comune Tosse 1272 (17,9%) 40 (0,6%) 0 (0,0%)
Comune Embolia polmonare* 119 (1,7%) 33 (0,5%) 52 (0,7%)
Comune Versamento pleurico* 296 (4,2%) 121 (1,7%) 15 (0,2%)
Comune Emottisi 340 (4,8%) 22 (0,3%) 4 (0,1%)
Comune Dispnea da sforzo 175 (2,5%) 8 (0,1%) 0 (0,0%)
Molto comune Dolore orofaringeo m 455 (6,4%) 6 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Congestione nasale 115 (1,6%) 1 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Secchezza nasale 79 (1,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Emorragia polmonare* 20 (0,3%) 3 (0,0%) 1 (0,0%)
Non comune Insufficienza respiratoria* 56 (0,8%) 11 (0,2%) 15 (0,2%)
Patologie gastrointestinali Molto comune Stomatite n 2011 (28,3%) 189 (2,7%) 2 (0,0%)
Molto comune Dolore addominale o 2162 (30,4%) 406 (5,7%) 38 (0,5%)
Molto comune Vomito 2416 (34,0%) 287 (4,0%) 17 (0,2%)
Molto comune Diarrea 3729 (52,4%) 430 (6,0%) 13 (0,2%)
Molto comune Dispepsia 1564 (22,0%) 36 (0,5%) 1 (0,0%)
Molto comune Nausea 3035 (42,7%) 246 (3,5%) 4 (0,1%)
Molto comune Stipsi 1653 (23,2%) 67 (0,9%) 3 (0,0%)
Comune Malattia da reflusso gastroesofageo 465 (6,5%) 13 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Disfagia 265 (3,7%) 26 (0,4%) 5 (0,1%)
Comune Emorragia gastrointestinale* 121 (1,7%) 56 (0,8%) 20 (0,3%)
Comune Esofagite* 143 (2,0%) 21 (0,3%) 0 (0,0%)
Comune Distensione dell’addome 451 (6,3%) 32 (0,4%) 2 (0,0%)
Comune Fastidio addominale 231 (3,2%) 4 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Emorragia rettale 274 (3,9%) 24 (0,3%) 5 (0,1%)
Comune Sanguinamento gengivale 147 (2,1%) 6 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Ulcerazione della bocca 182 (2,6%) 8 (0,1%) 1 (0,0%)
Comune Proctalgia 150 (2,1%) 12 (0,2%) 2 (0,0%)
Comune Cheilite 109 (1,5%) 3 (0,0%) 1 (0,0%)
Comune Emorroidi 316 (4,4%) 4 (0,1%) 1 (0,0%)
Comune Glossodinia 430 (6,0%) 13 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Dolore del cavo orale 582 (8,2%) 23 (0,3%) 0 (0,0%)
Comune Secchezza della bocca 483 (6,8%) 2 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Flatulenza 501 (7,0%) 2 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Disturbi del cavo orale 70 (1,0%) 1 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Eruttazione 69 (1,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Non comune Perforazione gastrointestinalep* 15 (0,2%) 7 (0,1%) 4 (0,1%)
Non comune Pancreatite 17 (0,2%) 6 (0,1%) 1 (0,0%)
Non comune Fistola anale 27 (0,4%) 5 (0,1%) 2 (0,0%)
Patologieepatobiliari Non comune Insufficienza epatica* 23 (0,3%) 4 (0,1%) 8 (0,1%)
Non comune Colecistite q* 33 (0,5%) 16 (0,2%) 4 (0,1%)
Non comune Anormale funzionalità epatica 18 (0,3%) 3 (0,0%) 1 (0,0%)
Rara Epatite 4 (<0,1%) 2 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie dellacute e del tessuto sottocutaneo Molto comune Alterazione del colore della cute r 1761 (24,8%) 13 (0,2%) 0 (0,0%)
Molto comune Sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare 1984 (27,9%) 551 (7,7%) 3 (0,0%)
Molto comune Rash s 1595 (22,4%) 73 (1,0%) 2 (0,0%)
Molto comune Alterazione del colore dei capelli 858 (12,1%) 10 (0,1%) 0 (0,0%)
Molto comune Secchezza della cute 805 (11,3%) 5 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Esfoliazione cutanea 373 (5,2%) 15 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Reazioni cutanee t 180 (2,5%) 11 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Eczema 81 (1,1%) 1 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Vescicole 257 (3,6%) 27 (0,4%) 1 (0,0%)
Comune Eritema 488 (6,9%) 15 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Alopecia 564 (7,9%) 1 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Acne 128 (1,8%) 1 (0,0%) 1 (0,0%)
Comune Prurito 460 (6,5%) 3 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Iperpigmentazione della cute 95 (1,3%) 1 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Lesioni della cute 190 (2,7%) 14 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Ipercheratosi 144 (2,0%) 12 (0,2%) 0 (0,0%)
Comune Dermatite 259 (3,6%) 33 (0,5%) 2 (0,0%)
Comune Disturbi delle unghie u 176 (2,5%) 3 (0,0%) 0 (0,0%)
Rara Eritema multiforme* 5 (<0,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Rara Sindrome di Stevens- Johnson* 2 (0,0%) 1 (0,0%) 1 (0,0%)
Rara Pioderma gangrenoso 1 (0,0%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Rara Necrolisi epidermica tossica* 3 (0,0%) 0 (0,0%) 1 (0,0%)
Patologie del sistemamuscoloscheletri co e del tessutoconnettivo Molto comune Dolore alle estremità 1237 (17,4%) 125 (1,8%) 13 (0,2%)
Molto comune Artralgia 1023 (14,4%) 97 (1,4%) 5 (0,1%)
Molto comune Dolore alla schiena 1290 (18,1%) 181 (2,5%) 8 (0,1%)
Comune Dolore muscoloscheletrico 508 (7,1%) 41 (0,6%) 3 (0,0%)
Comune Spasmi muscolari 363 (5,1%) 8 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Mialgia 650 (9,1%) 34 (0,5%) 0 (0,0%)
Comune Debolezza muscolare 275 (3,9%) 46 (0,6%) 5 (0,1%)
Non comune Osteonecrosi della mascella 31 (0,4%) 12 (0,2%) 0 (0,0%)
Non comune Fistola* 13 (0,2%) 3 (0,0%) 2 (0,0%)
Rara Rabdomiolisi* 7 (<0,1%) 2 (0,0%) 1 (0,0%)
Rara Miopatia 7 (<0,1%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Patologie renalie urinarie Comune Insufficienza renale* 153 (2,2%) 66 (0,9%) 18 (0,3%)
Comune Insufficienza renale acuta* 84 (1,2%) 42 (0,6%) 11 (0,2%)
Comune Cromaturia 197 (2,8%) 0 (0,0%) 0 (0,0%)
Comune Proteinuria 105 (1,5%) 39 (0,5%) 4 (0,1%)
Non comune Emorragia delle vie urinarie 8 (0,1%) 2 (0,0%) 0 (0,0%)
Rara Sindrome nefrosica 7 (<0,1%) 1 (0,0%) 4 (0,1%)
Patologiesistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazion e Molto comune Infiammazione della mucosa 1928 (27,1%) 180 (2,5%) 10 (0,1%)
Molto comune Affaticamento v 4746 (66,7%) 1211 (17,0%) 87 (1,2%)
Molto comune Edema w 1723 (24,2%) 87 (1,2%) 2 (0,0%)
Molto comune Piressia 1252 (17,6%) 72 (1,0%) 8 (0,1%)
Comune Dolore al torace 589 (8,3%) 72 (1,0%) 10 (0,1%)
Comune Dolore 494 (6,9%) 81 (1,1%) 12 (0,2%)
Comune Sindrome influenzale 155 (2,2%) 4 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Brividi 430 (6,0%) 11 (0,2%) 1 (0,0%)
Non comune Compromissione del processo di cicatrizzazione 28 (0,4%) 3 (0,0%) 0 (0,0%)
Esami diagnostici Comune Riduzione di peso 701 (9,9%) 29 (0,4%) 1 (0,0%)
Comune Riduzione della conta dei globuli bianchi 274 (3,9%) 95 (1,3%) 7 (0,1%)
Comune Aumento della lipasi 105 (1,5%) 46 (0,6%) 26 (0,4%)
Comune Riduzione della conta piastrinica 307 (4,3%) 94 (1,3%) 15 (0,2%)
Comune Riduzione dell’emoglobina 269 (3,8%) 62 (0,9%) 12 (0,2%)
Comune Aumento dell’amilasi x 76 (1,1%) 31 (0,4%) 4 (0,1%)
Comune Aumento della aspartato amino- transferasi 294 (4,1%) 51 (0,7%) 8 (0,1%)
Comune Aumento della alanino amino- transferasi 243 (3,4%) 56 (0,8%) 6 (0,1%)
Comune Aumento della creatininemia 451 (6,3%) 44 (0,6%) 3 (0,0%)
Comune Aumento della pressione sanguigna 83 (1,2%) 9 (0,1%) 0 (0,0%)
Comune Aumento dell’acido urico ematico 98 (1,4%) 4 (0,1%) 22 (0,3%)
Non comune Aumento della creatina fosfochinasi ematica 60 (0,8%) 12 (0,2%) 5 (0,1%)
Non comune Aumento dell’ormone tireotropo 45 (0,6%) 7 (0,1%) 0 (0,0%)
Tutti gli eventi avversi 7050 (99,1%) 3423 (48,1%) 993 (14,0%)

I seguenti termini sono stati raggruppati:

a Nasofaringite ed herpes orale

b Bronchite, infezione delle basse vie respiratorie, polmonite e infezioni delle vie respiratorie

c Ascesso, ascesso di un arto, ascesso anale, ascesso gengivale, ascesso del fegato, ascesso pancreatico, ascesso perineale, ascesso perirettale, ascesso rettale, ascesso sottocutaneo e ascesso dentale

d Candidiasi esofagea e candidiasi orale

e Cellulite e infezione cutanea

f Sepsi e shock settico

g Ascesso addominale, sepsi addominale, diverticolite e osteomielite

h Appetito ridotto e anoressia

i Disgeusia, ageusia e alterazione del gusto

j Sindrome coronarica acuta, angina pectoris, angina instabile, occlusione dell’arteria coronaria, ischemia miocardica

k Riduzione/anomalia della frazione d’eiezione

l Infarto miocardico acuto, infarto miocardico, infarto miocardico silente

m Dolore orofaringeo e faringolaringeo

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n Stomatite e stomatite aftosa

o Dolore addominale, dolore addominale inferiore e superiore

p Perforazione gastrointestinale e intestinale

q Colecistite e colecistite alitiasica

r Cute gialla, alterazione del colore della cute e disturbi della pigmentazione

s Dermatite psoriasiforme, rash esfoliativo, rash, rash eritematoso, rash follicolare, rash generalizzato, rash maculare, rash maculo-papulare, rash papulare e rash pruriginoso

t Reazione della cute e patologia della cute

u Patologia delle unghie e alterazione del colore delle unghie

v Affaticamento ed astenia

w Edema facciale, edema ed edema periferico

x Amilasi e aumento dell’amilasi

* Comprende eventi fatali

Descrizione delle reazioni avverse individuate

Infezioni ed infestazioni: Sono stati segnalati casi di infezioni gravi (con o senza neutropenia), inclusi casi con esito fatale . Sono stati segnalati casi di fascite necrotizzante, tavolvolta fatali, che potevano interessare anche la zona del perineo (vedere anche paragrafo 4.4).

Patologie del sistema emolinfopoietico: Sono stati segnalati casi di microangiopatia trombotica In questi casi si raccomanda la sospensione temporanea di SUTENT; dopo la risoluzione di questi eventi è possibile riavviare il trattamento a discrezione del medico curante.

Disturbi del sistema immunitario: Sono state segnalate reazioni di ipersensibilità, incluso angioedema.

Patologie del sistema nervoso: Sono stati segnalati pochi casi, alcuni fatali, di soggetti che presentavano convulsioni e evidenza radiologica di sindrome della leucoencefalopatia posteriore reversibile (RPLS) (vedere anche paragrafo 4.4).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: È stata segnalata una maggiore incidenza di eventi ipoglicemici in pazienti con pNET rispetto ai pazienti con MRCC e GIST. Tuttavia molti degli eventi avversi osservati negli studi clinici non sono stati considerati correlati al trattamento in studio.

Patologie epatobiliari: È stata segnalata disfunzione epatica e può includere anormalità dei test di funzionalità epatica, epatite o insufficienza epatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Sono stati segnalati casi di pioderma gangrenoso, generalmente reversibile dopo l’interruzione del trattamento ( vedere anche paragrafo 4.4).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Sono stati segnalati casi di miopatia e/o rabdomiolisi, alcuni associati ad insufficienza renale acuta. I pazienti che presentano segni o sintomi di tossicità muscolare devono essere trattati secondo quanto previsto dalla pratica medica standard.

Sono stati riportati casi di formazione di fistole, talvolta associate a necrosi tumorale e regressione, in alcuni casi con esito fatale.

Casi di osteonecrosi della mandibola/mascella sono stati segnalati in pazienti trattati con SUTENT, molti dei quali si sono verificati in pazienti che avevano fattori di rischio riconosciuti per l’osteonecrosi della mandibola/mascella, in particolare l’esposizione ai bifosfonati per via endovenosa e/o storia di malattie odontoiatriche che richiedevano interventi dentali di tipo invasivo (vedere anche paragrafo 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato nell’Allegato V.

Sutent 25 mg capsule rigide: avvertenze per l’uso

Disturbi della cute e dei tessuti

L’alterazione del colore della cute, che può essere dovuta al colore del principio attivo (giallo), è una reazione avversa molto comune che si verifica in circa il 30% dei pazienti. I pazienti devono essere informati che durante il trattamento con sunitinib può verificarsi anche la depigmentazione dei capelli o della cute. Altri possibili effetti dermatologici possono includere secchezza, ispessimento o screpolatura della cute, bolle o rash cutaneo occasionale del palmo delle mani o della pianta dei piedi.

Le reazioni sopra riportate non erano cumulative, sono risultate generalmente reversibili e solitamente non hanno comportato l’interruzione del trattamento. Sono stati segnalati casi di pioderma gangrenoso, generalmente reversibile dopo la sospensione del farmaco. Sono state segnalate reazioni cutanee gravi, tra cui casi di eritema multiforme (EM) e casi riconducibili alla sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e alla necrolisi epidermica tossica (NET), alcuni dei quali fatali. In presenza di segni o sintomi di SJS, NET o EM (p.es. rash cutaneo progressivo spesso con vesciche o lesioni della mucosa) il trattamento con sunitinib deve essere interrotto. Se la diagnosi di SJS o di NET viene confermata, il trattamento non deve essere ripreso. In alcuni casi di sospetto EM, dopo la risoluzione della reazione i pazienti hanno tollerato la reintroduzione della terapia con sunitinib a dosi più basse; alcuni di questi pazienti hanno anche ricevuto trattamento concomitante con corticosteroidi o antistaminici.

Emorragia e sanguinamenti causati da tumori

Dall’esperienza post-marketing sono stati riportati eventi emorragici, alcuni dei quali con esito fatale, inclusi emorragie gastrointestinali, respiratorie, emorragie delle vie urinarie e cerebrali.

Episodi di sanguinamento si sono verificati nel 18% dei pazienti trattati con sunitinib rispetto al 17% dei pazienti del gruppo placebo in uno studio di fase 3 sull’indicazione GIST. I pazienti con MRCC in trattamento con sunitinib mai precedentemente trattati con sunitinib hanno riportato eventi di sanguinamento nel 39% dei casi rispetto all’U% di pazienti trattati con IFN-a. Diciassette (4,5%) pazienti in trattamento con sunitinib rispetto a 5 pazienti (1,7%) in trattamento con IFN-a hanno riportato episodi di sanguinamento di Grado 3 o superiore. Il 26% dei pazienti in trattamento con sunitinib per MRCC refrattari alle citochine ha riportato episodi di sanguinamento. Episodi di sanguinamento, esclusa l’epistassi, si sono verificati nel 21,7% dei pazienti trattati con sunitinib rispetto al 9,85% dei pazienti del gruppo placebo nello studio di fase 3 sull’indicazione pNET. La valutazione di routine di questo evento deve includere una conta ematica completa ed un esame obiettivo.

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L’epistassi è stata la reazione avversa emorragica più comune, essendo stata segnalata in circa la metà dei pazienti con tumori solidi che hanno riportato eventi emorragici. Alcuni di questi episodi di epistassi sono stati gravi, ma molto raramente fatali.

Sono stati segnalati eventi di emorragia del tumore, talvolta associati a necrosi tumorale; alcuni di questi eventi emorragici sono stati fatali.

Negli studi clinici un’emorragia del tumore si è verificata in circa il 2% dei pazienti con GIST. Questi eventi possono verificarsi improvvisamente e, nel caso di tumori polmonari, possono presentarsi sotto forma di un’emottisi grave e potenzialmente fatale o come emorragia polmonare. Casi di emorragia polmonare, alcuni con esito fatale, sono stati osservati negli studi clinici e sono stati segnalati anche nella fase di commercializzazione del prodotto nei pazienti trattati con sunitinib per il MRCC, GIST e il tumore del polmone. SUTENT non è approvato per l’uso in pazienti con tumore del polmone.

I pazienti in trattamento concomitante con anticoagulanti (per es. warfarin, acenocumarolo) possono essere periodicamente monitorati mediante una conta ematica completa (piastrine), i fattori di coagulazione (PT/INR) ed un esame obiettivo.

Disturbi gastrointestinali

Diarrea, nausea/vomito, dolore addominale, dispepsia e stomatite/dolore orale sono state le reazioni avverse gastrointestinali segnalate con maggiore frequenza; sono stati inoltre segnalati casi di esofagite (vedere paragrafo 4.8).

Le cure di supporto per le reazioni avverse gastrointestinali che necessitano di un trattamento possono includere medicinali con proprietà antiemetiche, antidiarroiche o antiacide.

Complicanze gastrointestinali gravi, talvolta fatali, incluse perforazioni gastrointestinali, si sono verificate in pazienti con neoplasie intra-addominali trattati con sunitinib. Nello studio di fase 3 sul GIST si sono verificati episodi di sanguinamento gastrointestinale fatali nello 0,98% dei pazienti trattati con placebo.

Ipertensione

L’ipertensione è stata una reazione avversa molto comune segnalata negli studi clinici. Il dosaggio di sunitinib è stato ridotto o la sua somministrazione temporaneamente sospesa in circa il 2,7% dei pazienti nei quali si è verificata ipertensione. In nessuno di questi pazienti sunitinib è stato interrotto in modo permanente. Una grave ipertensione (>200 mmHg sistolica o 110 mmHg diastolica) si è verificata nel 4,7% dei pazienti con tumori solidi. Nei pazienti MRCC e mai precedentemente trattati sono stati segnalati casi di ipertensione nel 33,9% dei pazienti in trattamento con sunitinib rispetto al 3,6% dei pazienti in trattamento con IFN-a. Episodi di ipertensione grave si sono verificati nel 12% dei pazienti mai precedentemente trattati del gruppo sunitinib e in meno dell’ 1% di quelli del gruppo IFN-a. Nello studio di fase 3 sul pNET l’ipertensione è stata segnalata nel 26,5% dei pazienti che hanno assunto sunitinib rispetto al 4,9% dei pazienti del gruppo placebo. Episodi di ipertensione grave si sono verificati in pazienti con pNET nel 10% dei pazienti trattati con sunitinib e nel 3% di quelli trattati con placebo.I pazienti devono essere sottoposti a screening per l’ipertensione e controllati in modo appropriato. Si raccomanda la sospensione temporanea del trattamento in pazienti con grave ipertensione non controllata con trattamento farmacologico. Il trattamento può riprendere quando l’ipertensione è adeguatamente controllata.

Disturbi ematologici

Una riduzione assoluta della conta dei neutrofili di Grado 3 e 4 è stata osservata rispettivamente nel 10% e nell’1,7% dei pazienti arruolati nello studio di fase 3 sul GIST, nel 16% e 1,6% dei pazienti inclusi nello studio MRCC di fase 3 e nel 13% e 2,4% dei pazienti inclusi nello studio di fase 3 sui pNET. Una riduzione della conta piastrinica di Grado 3 e 4 è stata riportata rispettivamente nel 3,7% e nello 0,4% dei pazienti arruolati nello studio di fase 3 sul GIST, nell’8,2% e 1,1% dei pazienti inclusi nello studio MRCC di fase 3 e nell’3,7% e 1,2% dei pazienti inclusi nello studio di fase 3 sui pNET. Gli eventi suddetti non sono stati cumulativi, sono stati generalmente reversibili e solitamente non hanno comportato l’interruzione del trattamento. Nessuno di questi eventi negli studi di fase 3 è stato

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fatale, ma nella fase post-marketing del prodotto sono stati segnalati rari eventi ematologici fatali, inclusa emorragia associata con trombocitopenia e infezioni neutropeniche.

E’ stato osservato che l’anemia può verificarsi sia nella fase iniziale che in quella tardiva del trattamento con sunitinib; sono stati segnalati casi di Grado 3 e 4.

La conta ematica completa deve essere eseguita all’inizio di ogni ciclo di trattamento nei pazienti in terapia con sunitinib.

Patologie cardiache

Eventi cardiovascolari, alcuni dei quali fatali, che includevano insufficienza cardiaca, cardiomiopatia, ischemia miocardica e infarto miocardico, sono stati riportati nei pazienti trattati con sunitinib. Questi dati indicano che sunitinib aumenta il rischio di cardiomiopatia. Nei pazienti trattati non è stato identificato nessuno specifico fattore di rischio aggiuntivo nei casi di cardiomiopatia indotta dal sunitinib, a parte l’effetto specifico del medicinale. Sunitinib deve essere usato con cautela in pazienti a rischio di questi eventi o che presentano in anamnesi tali eventi.

Negli studi clinici si sono verificate riduzioni della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) >20% e al di sotto del limite inferiore del normale in circa il 2% dei pazienti con GIST trattati con sunitinib, nel 4% dei pazienti con MRCC refrattari alle citochine trattati con sunitinib e nel 2% dei pazienti con GIST trattati con placebo. Queste riduzioni della LVEF non sembrano essere progressive e spesso sono migliorate con il proseguimento del trattamento. Nello studio condotto in pazienti con MRCC e mai precedentemente trattati, il 27% dei pazienti in trattamento con sunitinib ed il 15% di quelli trattati con IFN-a presentava un valore di LVEF al di sotto del limite inferiore del normale. A due pazienti (<1%) trattati con sunitinib è stata diagnosticata un’insufficienza cardiaca congestizia (ICC).

Nei pazienti con GIST gli episodi di “insufficienza cardiaca”, “insufficienza cardiaca congestizia” o “insufficienza ventricolare sinistra” sono stati segnalati nello 1,2% dei pazienti trattati con sunitinib e nell’1% dei pazienti trattati con placebo. Nello studio pivotal di fase 3 sul GIST (n=312), le reazioni cardiache fatali correlate al trattamento si sono verificate nell’1% dei pazienti di entrambi i bracci dello studio (braccio sunitinib e placebo). In uno studio di fase 2 su pazienti con MRCC refrattari alle citochine, lo 0,9% dei pazienti ha riportato infarto del miocardio fatale correlato al trattamento e in uno studio di fase 3 su pazienti con MRCC e mai precedentemente trattati, lo 0,6% dei pazienti del braccio IFN-a e lo 0% di pazienti del braccio sunitinib ha riportato eventi cardiaci fatali. Nello studio di fase 3 sul pNET un paziente (1%) che aveva assunto sunitinib ha avuto una insufficienza cardiaca fatale correlata al trattamento. Un’eventuale correlazione tra l’inibizione del recettore per le tirosin chinasi (RTK) e la funzionalità cardiaca non è chiara.

I pazienti che hanno riportato eventi cardiaci, nei 12 mesi precedenti la somministrazione di sunitinib, quali infarto del miocardio (inclusa angina grave/instabile), intervento di bypass aorto-coronarico/periferico, ICC sintomatica, evento cerebrovascolare o attacco ischemico transitorio o embolia polmonare, sono stati esclusi dagli studi clinici con sunitinib. Non è noto se i pazienti con tali condizioni concomitanti possano essere a rischio maggiore di sviluppare una disfunzione del ventricolo sinistro correlata al farmaco.

Deve essere effettuato un attento monitoraggio dei segni e dei sintomi clinici di insufficienza cardiaca congestizia, in particolare in pazienti con fattori di rischio cardiaci e/o con storia di coronaropatia.

Si consiglia ai medici di valutare questo rischio rispetto ai benefici potenziali del farmaco. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati per i segni e sintomi clinici di insufficienza cardiaca congestizia durante il trattamento con sunitinib. Quando il paziente è in trattamento con sunitinib devono essere prese in considerazione anche valutazioni al basale e periodiche della frazione di eiezione ventricolare sinistra. In pazienti che non presentano fattori di rischio cardiaco, deve essere presa comunque in considerazione una valutazione della frazione di eiezione ventricolare al basale.

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In presenza di manifestazioni cliniche di ICC, si raccomanda l’interruzione del trattamento con sunitinib. La somministrazione di sunitinib deve essere interrotta e/o la dose ridotta in pazienti senza evidenze cliniche di insufficienza cardiaca congestizia ma con una riduzione della frazione di eiezione tra il 20% e il 50% rispetto al basale.

Prolungamento dell’intervallo QT

I dati degli studi preclinici (in vitro e in vivo), condotti con dosi superiori a quelle raccomandate nell’uomo, indicano che sunitinib può inibire i processi di ripolarizzazione cardiaca (ad es. prolungamento dell’intervallo QT).

Aumenti dell’intervallo QTc a più di 500 msec si sono verificati con una percentuale dello 0,5% e variazioni rispetto al basale di oltre 60 msec si sono verificate nell’1,1% dei 450 pazienti con tumori solidi; entrambi questi parametri sono riconosciuti come variazioni potenzialmente significative. A concentrazioni corrispondenti a circa il doppio di quelle terapeutiche è stato osservato che sunitinib prolunga l’intervallo QTcF (corretto secondo la formula di Frederica).

II prolungamento dell’intervallo QT è stato studiato in uno studio condotto su 24 pazienti, di età compresa tra 20-87 anni, con neoplasie in fase avanzata. I risultati di questo studio hanno dimostrato che sunitinib ha avuto un effetto sull’intervallo QTc (definito quale variazione media aggiustata per il placebo >10 msec, con un limite superiore dell’IC 90% >15 msec) alla concentrazione terapeutica (giorno 3) utilizzando il metodo di correzione al basale nell’arco delle 24 ore, ed a concentrazioni superiori a quelle terapeutiche (giorno 9) utilizzando entrambi i metodi di correzione al basale. Nessun paziente ha riportato un valore QTc >500 msec. Sebbene un effetto sull’intervallo QTcF sia stato osservato il giorno 3 a distanza di 24 ore dalla somministrazione (quindi con la concentrazione plasmatica terapeutica prevista dopo la dose raccomandata iniziale di 50 mg) con il metodo di correzione al basale nell’arco delle 24 ore, il significato clinico di questo dato non è chiaro.

Utilizzando valutazioni ECG seriali comprensive corrispondenti ad esposizioni terapeutiche o ad esposizioni superiori a quelle terapeutiche, in nessuno dei pazienti delle popolazioni valutabili o ITT è stato osservato un prolungamento dell’intervallo QTc ritenuto “grave” (quindi uguale o superiore al Grado 3 della versione 3.0 CTCAE).

Alle concentrazioni terapeutiche plasmatiche, la variazione media massima dell’intervallo QTcF (corretto secondo la formula di Frederica) rispetto al basale è stata di 9,6 msec (IC 90% 15,1 msec). A concentrazioni terapeutiche corrispondenti a circa due volte le concentrazioni terapeutiche, la variazione massima dell’intervallo QTcF rispetto al basale è stata di 15,4 msec (IC 90% 22,4 msec).

La moxifloxacina (400 mg) utilizzata come controllo positivo ha evidenziato una variazione media massima dell’intervallo QTcF rispetto al basale di 5,6 msec. Nessun soggetto ha riportato un effetto sull’intervallo QTc superiore al Grado 2 (versione 3.0 CTCAE).

4.2 e 4.5).

Eventi tromboembolici venosi

In circa l’1,0% dei pazienti con tumori solidi trattati con sunitinib negli studi clinici, inclusi gli studi GIST e MRCC, sono stati osservati eventi tromboembolici venosi correlati al trattamento.

Nel corso di un studio di fase 3 sul GIST, sette pazienti (3%) in trattamento con sunitinib e nessun paziente del gruppo placebo ha riportato eventi tromboembolici venosi; cinque dei sette pazienti avevano una trombosi venosa profonda (TVP) di grado 3 e due di grado 1 o 2. Quattro di questi sette pazienti in trattamento per il GIST hanno interrotto il trattamento dopo osservazione di TVP.

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Tredici pazienti (3%) trattati con sunitinib nello studio di fase 3 per l’indicazione MRCC e mai precedentemente trattati e quattro pazienti (2%) dei due studi MRCC, refrattari alle citochine, hanno riportato eventi tromboembolici venosi. Nove di questi pazienti avevano un’embolia polmonare, uno di grado 2 e otto di grado 4. Otto di questi pazienti avevano la TVP, uno con grado 1, due con grado 2, quattro con grado 3 ed uno con grado 4. In un paziente con embolia polmonare nello studio MRCC, refrattario alle citochine, è stata interrotta la dose.

Dei pazienti MRCC mai precedentemente trattati ed in trattamento con IFN-a, sei (2%) hanno riportato eventi tromboembolici venosi, un paziente (<1%) ha riportato TVP di grado 3 e cinque pazienti (1%) embolie polmonari, tutte di grado 4.

Eventi tromboembolici venosi sono stati segnalati per 1 (1,2%) paziente nel braccio con sunitinib e 5 (6,1%) pazienti nel braccio con placebo nello studio di fase 3 sul pNET. Due di questi soggetti trattati con placebo hanno riportato TVP, uno di grado 2 e uno di grado 3.

Negli studi registrativi su GIST, MRCC e pNET non sono stati osservati casi con esito fatale. Casi con esito fatale sono stati osservati nella fase di commercializzazione del prodotto (vedere eventì respìratorì e ìl paragrafo 4.8).

Eventi tromboembolici arteriosi

Casi di eventi tromboembolici arteriosi (ETA), a volte fatali, sono stati segnalati nei pazienti trattati con sunitinib. Gli eventi più frequenti comprendevano accidente cerebrovascolare, attacco ischemico transitorio e ischemia cerebrale. I fattori di rischio associati con gli eventi tromboembolici arteriosi, in aggiunta alla neoplasia preesistente e ad un’età pari o superiore a 65 anni, includevano ipertensione, diabete mellito e precedente evento tromboembolico.

Eventi respiratori

I pazienti che presentavano un’embolia polmonare nei 12 mesi precedenti sono stati esclusi dagli studi clinici con sunitinib.

Nei pazienti in trattamento con sunitinib negli studi registrativi di fase 3, gli eventi polmonari (dispnea, versamento pleurico, embolia polmonare o edema polmonare) sono stati osservati in circa il 17,8% dei pazienti con GIST, in circa il 26,7% di quelli con MRCC e nel 12% dei pazienti con pNET.

Circa il 22,2% dei pazienti con tumori solidi, inclusi GIST e MRCC, trattati con sunitinib negli studi clinici hanno riportato eventi polmonari.

Casi di embolia polmonare sono stati osservati in circa il 3,1% dei pazienti con GIST e nell’1,2% circa dei pazienti con MRCC, trattati con sunitinib negli studi di fase 3 (vedere paragrafo 4.4. – Eventì tromboembolìcì venosì). Nessun caso di embolia polmonare è stato osservato nei pazienti con pNET trattati con sunitinib nello studio di fase 3. Nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati osservati rari casi con esito fatale (vedere paragrafo 4.8).

Disfunzione tiroidea

Si raccomanda di effettuare la valutazione della funzionalità tiroidea con la misurazione dei valori di laboratorio al basale in tutti i pazienti. I pazienti con preesistente ipotiroidismo o ipertiroidismo, prima di iniziare il trattamento con sunitinib, devono essere trattati in base a quanto previsto dalla pratica clinica standard. Durante il trattamento con sunitinib si deve effettuare un controllo di routine della funzionalità tiroidea ogni 3 mesi. Inoltre durante il trattamento tutti i pazienti devono essere tenuti sotto stretta osservazione per i possibili segni e sintomi di disfunzione tiroidea e i pazienti che sviluppano qualsiasi segno e/o sintomo indicativo di disfunzione tiroidea devono essere sottoposti ad analisi di laboratorio della funzionalità tiroidea come previsto clinicamente. I pazienti che sviluppano disfunzione tiroidea devono essere trattati in base a quanto previsto dalla pratica clinica standard.

È stato osservato che l’ipotiroidismo può verificarsi all’inizio o alla fine del trattamento con sunitinib. L’ipotiroidismo è stato segnalato come reazione avversa in 7 pazienti (4%) in trattamento con

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sunitinib nei due studi MRCC condotti in pazienti refrattari alle citochine; in 61 pazienti (16%) in trattamento con sunitinib e in tre pazienti (<1%) del braccio di trattamento con IFN-a nello studio condotto in pazienti MRCC non pretrattati.

Inoltre, in 4 pazienti (2%) trattati per MRCC refrattari alle citochine sono stati segnalati aumenti del TSH. Nel complesso, il 7% della popolazione MRCC ha riportato evidenze cliniche o di laboratorio di ipotiroidismo correlato al trattamento. L’ipotiroidismo acquisito è stato osservato nel 6,2% dei pazienti dello studio GIST che assumevano sunitinib rispetto all’1% del gruppo placebo. Nello studio di fase 3 sui pNET l’ipotiroidismo è stato segnalato in 6 pazienti (7,2%) in trattamento con sunitinib e in un paziente (1,2%) trattato con placebo.

La funzionalità tiroidea è stata monitorata prospetticamente in due studi in pazienti affette da cancro della mammella; SUTENT non è approvato nel trattamento del cancro della mammella. In uno studio, l’ipotiroidismo è stato segnalato in 15 soggetti (13,6%) trattati con sunitinib e in 3 soggetti (2,9%) trattati con la terapia standard. L’aumento del TSH ematico è stato segnalato in 1 soggetto (0,9%) trattato con sunitinib e in nessun soggetto trattato con la terapia standard. L’ipertiroidismo non è stato segnalato in nessuno dei soggetti trattati con sunitinib ed è stato segnalato in 1 soggetto (1,0%) che ha ricevuto la terapia standard. Nell’altro studio, l’ipotiroidismo è stato segnalato in un totale di 31 soggetti (13%) trattati con sunitinib e in 2 soggetti (0,8%) trattati con capecitabina. L’aumento del TSH ematico è stato segnalato in 12 soggetti (5,0%) trattati con sunitinib e in nessun soggetto trattato con capecitabina. L’ipertiroidismo è stato segnalato in 4 soggetti (1,7%) trattati con sunitinib e in nessun soggetto trattato con capecitabina. La diminuzione del TSH ematico è stata segnalata in 3 soggetti (1,3%) trattati con sunitinib e in nessun soggetto trattato con capecitabina. L’aumento di T4 è stato segnalato in 2 soggetti (0,8%) trattati con sunitinib e in 1 soggetto (0,4%) trattato con capecitabina. L’aumento di T3 è stato segnalato in 1 soggetto (0,8%) trattato con sunitinib e in nessun soggetto trattato con capecitabina. Tutti gli eventi correlati alla tiroide segnalati erano di Grado 1-2.

Negli studi clinici e nella fase di commercializzazione del prodotto sono stati segnalati con una frequenza non comune casi di ipertiroidismo, alcuni seguiti da ipotiroidismo, e casi di tiroidite.

Pancreatite

Nei pazienti con diversi tumori solidi in trattamento con sunitinib sono stati osservati incrementi dell’attività della lipasi e dell’amilasi sierica. Gli incrementi dell’attività della lipasi sierica sono stati transitori e generalmente non associati a segni e sintomi di pancreatite in soggetti con tumori solidi di vario tipo.

La pancreatite è stata osservata con una frequenza non comune (<1%) in pazienti in trattamento con sunitinib per il GIST o MRCC.

Sono stati segnalati casi di eventi pancreatici gravi, alcuni con esito fatale.

In presenza di sintomi di pancreatite il trattamento con sunitinib deve essere interrotto ed ai pazienti deve essere fornita una adeguata terapia di supporto.

Nessun evento di pancreatite correlata al trattamento è stata segnalata nello studio di fase 3 sui pNET. Epatotossicità

L’epatotossicità è stata osservata in pazienti trattati con sunitinib. Casi di insufficienza epatica, a volte con esito fatale, sono stati osservati in < 1% dei pazienti con tumori solidi trattati con sunitinib. Prima di iniziare il trattamento, durante ogni ciclo di terapia e quando clinicamente indicato è necessario monitorare i test di funzionalità epatica (alanino transaminasi [ALT], aspartato transaminasi [AST], livelli di bilirubina). In presenza di segni o sintomi di insufficienza epatica, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto e ai pazienti devono essere fornite cure mediche di supporto adeguate.

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Patologie epatobiliari

Il trattamento con sunitinib può essere associato a colecistite, comprese colecistite alitiasica e colecistite enfitematosa. Negli studi clinici registrativi l’incidenza della colecistite è stata pari a 0,5%. Sono stati segnalati casi di colecistite nella fase post-marketing.

Funzionalità renale

Sono stati segnalati casi di compromissione renale, insufficienza renale e/o insufficienza renale acuta, in alcuni casi con esito fatale.

I fattori di rischio associati con la compromissione/insufficienza renale nei pazienti in trattamento con sunitinib includevano, in aggiunta al carcinoma renale preesistente: età avanzata, diabete mellito, compromissione renale preesistente, insufficienza cardiaca, ipertensione, sepsi, disidratazione/ipovolemia e rabdomiolisi.

La sicurezza correlata alla prosecuzione del trattamento con sunitinib in pazienti con proteinuria di grado da moderato a severo non è stata valutata in modo sistematico.

Sono stati segnalati casi di proteinuria e rari casi di sindrome nefrosica. Si raccomanda l’analisi delle urine al basale e i pazienti devono essere monitorati per il possibile sviluppo o peggioramento di proteinuria.

II trattamento con sunitinib deve essere interrotto in pazienti con sindrome nefrosica.

Fistole

Se si verifica la formazione di fistole, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto. Le informazioni disponibili sul trattamento prolungato con sunitinib in pazienti che presentano fistole sono limitate.

Compromissione del processo di cicatrizzazione delle ferite

Casi di compromessa cicatrizzazione delle ferite sono stati segnalati durante la terapia con sunitinib.

Non sono stati condotti formali studi clinici sull’effetto di sunitinib sulla cicatrizzazione delle ferite.

Per motivi precauzionali si raccomanda di interrompere temporaneamente la terapia con sunitinib nei pazienti che si sottopongono ad interventi chirurgici maggiori. L’esperienza clinica riguardo la tempistica necessaria per iniziare nuovamente la terapia dopo un intervento chirurgico maggiore è limitata. Pertanto la decisione di riprendere la terapia con sunitinib dopo un intervento chirurgico maggiore deve basarsi sul giudizio clinico di guarigione dall’intervento.

Osteonecrosi della mandibola/mascella

Casi di osteonecrosi della mandibola/mascella sono stati segnalati in pazienti trattati con SUTENT. Nella maggioranza dei casi segnalati i pazienti avevano ricevuto un precedente o concomitante trattamento con bifosfonati per via endovenosa, con i quali l’osteonecrosi della mandibola/mascella è un rischio identificato. Pertanto deve essere prestata attenzione quando SUTENT e i bifosfonati endovena sono somministrati contemporaneamente od in modo sequenziale.

Anche gli interventi dentali di tipo invasivo sono stati identificati come fattore di rischio. Prima del trattamento con SUTENT si devono prendere in considerazione una visita odontoiatrica ed appropriate cure odontoiatriche preventive. Se possibile, interventi dentali di tipo invasivo devono essere evitati nei pazienti che hanno assunto in precedenza o stanno assumendo bifosfonati per via endovenosa (vedere paragrafo 4.8).

Ipersensibilità/angioedema

Se si verifica un edema dovuto ad una reazione di ipersensibilità, il trattamento con sunitinib deve essere interrotto e dovrà essere effettuato un trattamento medico standard.

Disturbi del sistema nervoso

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Disturbi del gusto

Nel corso degli studi clinici la disgeusia è stata riportata in circa il 28% dei pazienti in trattamento con sunitinib.

Convulsioni

Negli studi clinici con sunitinib e nella fase di commercializzazione del prodotto, sono stati osservati casi di convulsioni in soggetti con o senza evidenze radiologiche di metastasi cerebrali. Inoltre, c’è stato un numero limitato di segnalazioni (<1%), alcune fatali, di soggetti con convulsioni ed evidenze radiologiche della sindrome della leucoencefalopatia posteriore reversibile (RPLS). I pazienti con convulsioni e segni/sintomi compatibili con RPLS, come ipertensione, cefalea, riduzione dello stato d’allerta, alterata funzionalità mentale e perdita della vista, inclusa cecità corticale, devono essere controllati con un trattamento medico che includa il controllo dell’ipertensione. Si raccomanda la sospensione temporanea di sunitinib; successivamente alla risoluzione dell’evento, il trattamento può riprendere a discrezione del medico curante.

Sindrome da lisi tumorale (TLS)

Casi di sindrome da lisi tumorale (TLS), alcuni con esito fatale, sono stati osservati raramente negli studi clinici e sono stati segnalati nella fase di commercializzazione del prodotto nei pazienti trattati con sunitinib. I fattori di rischio per la TLS includono un elevato carico tumorale, l’insufficienza renale cronica preesistente, l’oliguria, la disidratazione, l’ipotensione e le urine acide. Questi pazienti devono essere attentamente monitorati e trattati come clinicamente indicato; per questi pazienti deve essere presa in considerazione l’idratazione profilattica.

Infezioni

Sono stati segnalati casi di gravi infezioni, con o senza neutropenia, inclusi alcuni casi con esito fatale. Le infezioni più comunemente osservate con il trattamento con sunitinib sono infezioni tipiche del paziente neoplastico, quali infezioni respiratorie, del tratto urinario, della cute e sepsi.

Sono stati segnalati rari casi, talvolta fatali, di fascite necrotizzante, compresa quella del perineo. La terapia con sunitinib deve essere interrotta in pazienti che sviluppano fascite necrotizzante e deve essere tempestivamente avviato un trattamento adeguato.

Ipoglicemia

Sono stati riportati casi di diminuzione della glicemia nel sangue durante il trattamento con sunitinib, alcuni dei quali clinicamente sintomatici e che hanno richiesto il ricovero ospedaliero a causa della perdita di coscienza. In caso di ipoglicemia sintomatica, il trattamento con sunitinib deve temporaneamente essere interrotto. Il livello di glucosio nel sangue deve essere controllato regolarmente nei pazienti diabetici per valutare se sia necessario modificare il dosaggio dei farmaci per il diabete allo scopo di ridurre al minimo il rischio di ipoglicemia.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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