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Isotol – Mannitolo: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Isotol

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Isotol: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Isotol: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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ISOTOL 20% SOLUZIONE PER INFUSIONE

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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100 ml contengono:

Mannitolo 20 g.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione per infusione.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Riduzione della pressione endocranica e della massa cerebrale:

– per facilitare l’intervento chirurgico sulle strutture più profonde;

– per impedire danni cerebrali nei casi di ipertensione endocranica quando si debba aprire la dura madre;

– per diminuire l’ipertensione endocranica e l’ernia cerebrale prima o durante studi diagnostici;

– per il trattamento dell’edema cerebrale post-operatorio;

– per ridurre la pressione cerebro-spinale nello "pseudotumor cerebri";

Riduzione della pressione intraoculare quando questa non risponda ad altri trattamenti:

– per facilitare la chirurgia oculare;

– per ridurre temporaneamente l’ipertensione endoculare;

– per ridurre l’ipertensione nel glaucoma maligni nel periodo pre-operatorio;

– per ridurre i pericoli chirurgici del glaucoma maligno.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Somministrare esclusivamente per via endovenosa.

La dose totale, la concentrazione e la velocità di somministrazione dipendono dal tipo e dalla gravità delle condizioni del paziente, nonché dalle sue necessità di fluidi e dall’escrezione urinaria. La dose normale per gli adulti varia da 50 a 200 g di mannitolo nelle 24 ore. Nella maggior parte dei casi si otterrà un’adeguata risposta con dosi di circa 100 g/24 ore. Di solito la velocità di somministrazione va regolata in modo da mantenere un flusso urinario di almeno 30-50 ml /ora.

Dose "test": prima di istituire una terapia con dosi elevate di mannitolo nei pazienti con marcata oliguria o nei casi in cui si suppone che la funzionalità renale sia inadeguata, somministrare una dose "test" di mannitolo. Questa dose "test" sarà di circa 0,2 g/kg (circa 75 ml di una soluzione al 20% oppure 100 ml di una soluzione al 15%) somministrati in 3 – 5 minuti in vena per produrre un flusso urinario di almeno 30 – 50 ml/ora. Se il flusso urinario non aumenta, si potrà somministrare una seconda dose "test". Se la risposta permane inadeguata, si dovrà esaminare lo stato del paziente prima di somministrare altro mannitolo.

Riduzione della pressione endocranica ed intraoculare: somministrare in vena una dose di 1,5 – 2,0 g/kg come soluzione al 20% (7,5 – 10 ml/kg) in circa 30 minuti per ottenere un effetto massimo ed immediato. Se il mannitolo viene usato in fase pre-operatoria, la dose va somministrata da 1 ora a 1 ora e mezza prima dell’intervento per ottenere la massima riduzione della pressione prima dell’intervento stesso.

In certi pazienti sono stati somministrati 15 ml di Soluzione di Mannitolo al 20% "Isotol" (pari al 3 g di mannitolo) per Kg di peso corporeo.

I pazienti che non rispondono con la produzione di oltre 100 ml di urina per ora dopo somministrazione in vena di mannitolo, non devono ricevere più di 500 ml di Soluzione di Mannitolo al 20% "Isotol" (100 g di Mannitolo) nelle 24 ore. Potrà essere necessario cateterizzare il paziente per essere certi che la insufficiente gettata urinaria non sia dovuta ad impedimenti meccanici.

BAMBINI

Nei bambini la sicurezza e l’efficacia di mannitolo non sono state determinate.

04.3 Controindicazioni

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– Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti

– Anuria dovuta a grave compromissione renale

– Congestione polmonare o edema polmonare

– Emorragia cerebrali e intracraniche in atto, eccetto durante craniotomia

– Disidratazione grave

Peggioramento della lesione e della funzionalità renale dopo terapia con mannitolo, con diminuzione della diuresi ed aumento dell’azotemia.

Deficit cardiaco o congestione polmonare progressiva dopo terapia con mannitolo.

In concomitanza di trasfusioni di sangue, le soluzioni di mannitolo non devono essere somministrate tramite lo stesso catetere di infusione con sangue intero per il possibile rischio di pseudoagglutinazione.

Il medicinale non deve essere utilizzato come veicolo di altri farmaci.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Il medicinale deve essere utilizzato con cautela nei pazienti con scompenso cardiaco congestizio, insufficienza renale grave e in stati associati a edemi e ritenzione idrosalina, acidosi e disidratazione marcata, in pazienti in trattamento con farmaci corticosteroidei e corticotropinici.

Nel caso in cui sia necessaria la somministrazione del medicinale contemporaneamente ad una trasfusione di sangue, aggiungere al medicinale 20 mEq di sodio cloruro per ogni litro di soluzione di mannitolo.

Durante la somministrazione di mannitolo è necessario monitorare:

– il bilancio dei fluidi, gli elettroliti e l’osmolarità plasmatica;

– la funzionalità renale per prevenire una nefrosi osmotica irreversibile;

– la diuresi per evitare accumulo di mannitolo, possibile causa di scompenso cardiaco;

– la pressione di perfusione cerebrale, che deve essere sempre mantenuta al di sopra dei 70 mmHg.

Se si usano a lungo dosi elevate di Isotol, la nefrosi osmotica, che è una vacuolizzazione reversibile dei tubuli, può trasformarsi in una grave nefrosi irreversibile; anche la funzionalità renale deve essere attentamente controllata durante la somministrazione di mannitolo al 20%, soprattutto in dosi elevate e ripetute.

Il passaggio di liquido intracellulare privo di sodio nei compartimenti extracellulari in seguito a somministrazione di mannitolo può ridurre la concentrazione del sodio nel siero ed aggravare una iposodiemia preesistente.

Provocando una diuresi continua ed accentuata, la somministrazione di mannitolo può mascherare od aggravare un’idratazione inadeguata o l’ipovolemia.

Eccessive perdite di acqua e di elettroliti possono comportare seri squilibri. La risposta diuretica obbligatoria dopo rapida infusione di Soluzione di Mannitolo al 20% può aggravare una preesistente emoconcentrazione.

Se si continua la somministrazione di mannitolo, le perdite di acqua in eccesso rispetto a quelle elettrolitiche possono causare ipersodiemia. Se l’escrezione urinaria continua a diminuire durante l’infusione, lo stato clinico del paziente va attentamente riesaminato e, se necessario, l’infusione di mannitolo va sospesa.

Un accumulo di mannitolo può comportare una espansione eccessiva del liquido extracellulare che può aggravare un collasso cardiaco in atto o latente.

Durante la somministrazione ricontrollare il flacone almeno una volta ogni ora. Se il paziente manifesta febbre o brividi, sospendere immediatamente la somministrazione ed informare il medico. Si deve esaminare attentamente lo stato cardiovascolare del paziente prima di procedere alla somministrazione rapida endovenosa di mannitolo poiché l’espansione improvvisa del liquido extracellulare può provocare deficit cardiaci fulminanti.

Nei pazienti con grave diminuzione della funzione renale si dovrebbe utilizzare una dose "test" (vedere paragrafo 4.2 Posologia e Somministrazione). Una seconda dose "test" può essere provata se la risposta è inadeguata; comunque non si devono impiegare più di due dosi "test".

La somministrazione lenta della Soluzione di Mannitolo al 20% può dar luogo facilmente a flocculazione nel flacone e nel raccordo; in questi casi, interrompere la fleboclisi; per ritardare la flocculazione, riscaldare il flacone a 60° C prima di liberare il tappo e di iniziare la somministrazione. Nelle somministrazioni lente è tuttavia preferibile ricorrere a Soluzioni di Mannitolo meno concentrate.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Il mannitolo potenzia gli effetti tossici degli aminoglicosidi.

Il mannitolo potrebbe determinare un aumento degli effetti tossici dei curari e può aumentare il rischio di tossicità da digossina in caso di comparsa di ipokaliemia.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Non sono disponibili dati su possibili danni provocati dal medicinale quando somministrato durante la gravidanza o l’allattamento o sulla capacità riproduttiva.

Pertanto, il medicinale non deve essere usato durante la gravidanza e durante l’allattamento, se non in caso di assoluta necessità e solo dopo aver valutato il rapporto rischio/beneficio.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Il medicinale non altera la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati di mannitolo organizzati secondo la classificazione sistemica organica MedDRA. Non sono disponibili dati sufficienti per stabilire la frequenza dei singoli effetti elencati.

Patologie del sistema nevoso

Cefalea, convulsioni, senso di svenimento, vertigini.

Patologie dell’occhio

Visione confusa.

Patologie cardiache

Scompenso cardiaco congestizio, tachicardia, dolori anginosi

Patologie gastrointestinali

Nausea, vomito, diarrea, bocca secca.

Patologie renali e urinarie

Ritenzione urinaria.

Patologie vascolari

Ipotensione, ipertensione.

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Edema polmonare, rinite

Disordini dell’equilibrio idrico ed elettrolitico

Disordini elettrolitici e dell’equilibro acido-base, ipernatriemia, disidratazione.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Reazioni febbrili, brividi, dolore e infezione nella sede di infusione, trombosi venosa, flebite venosa che si estende dal sito di infusione, necrosi tissutale, sete, edema.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Orticaria

04.9 Sovradosaggio

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La dose va regolata in base alla funzione cardiovascolare ed alla risposta che il paziente dà alla prima somministrazione. Il rischio di deficit cardiaco congestizio e di edema polmonare aumenta nelle somministrazioni ripetute e pertanto queste richiedono particolare attenzione.

In caso di eccessiva infusione accidentale, il trattamento dovrà essere sospeso ed il paziente dovrà essere tenuto sotto osservazione per valutare la comparsa di eventuali segni e sintomi correlabili al farmaco somministrato, garantendo al paziente le relative misure sintomatiche e di supporto a seconda della necessità.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmaco terapeutica: soluzioni che favoriscono la diuresi osmotica.

Codice ATC: B05BC01.

Il mannitolo (C6H14O6) è un polialcool che, somministrato per via venosa, non viene metabolizzato; esso viene filtrato dal glomerulo e riassorbito solo in minima quantità dai tubuli. Il filtrato glomerulare iperosmolare, impedendo il riassorbimento di acqua dal tubulo prossimale, produce una diuresi osmotica.

Il mannitolo ipertonico (20%) per via venosa esplica una potente azione a livello cerebrale ed a livello oculare.

Il gradiente osmotico che si crea tra il compartimento endovascolare, il cervello e l’occhio, estrae acqua; in tal modo esso corregge l’ipertensione endocranica ed endoculare.

Si ritiene che il mannitolo venga eliminato nell’urina al 5%, per cui, mentre l’apporto di 500 ml di mannitolo al 5% dovrebbe comportare l’eliminazione di pari quantità di urina, la somministrazione di 500 ml di Isotol (mannitolo al 20%) dovrebbe essere seguita dall’escrezione di 2000 ml di urina, con 1500 ml di liquido prelevati dall’organismo.

Di per sé stesso il mannitolo per os o per vena è sostanza praticamente atossica.

Una soluzione di mannitolo al 5% somministrata in presenza di reni funzionanti ha una tossicità non diversa da quella della soluzione isotonica di cloruro di sodio (soluzione fisiologica).

Le soluzioni ipertoniche di mannitolo, come l’Isotol – soluzione di mannitolo al 20% – presentano invece una tossicità acuta che dipende non solo dalla massa idrica che arriva in circolo ma anche dal richiamo idrico dai tessuti e quindi dalla deidratazione acuta.

Nel topo la DL50 dell’Isotol è risultata di 68-79 ml/kg.

Per quanto riguarda la tossicità cronica della soluzione di mannitolo al 20%, accanto agli effetti deidratanti citati, si devono ricordare anche quelli conseguenti alle perdite per via urinaria di elettroliti.

La sintomatologia in questi casi può essere assai varia in rapporto soprattutto alle condizioni del singolo paziente. – Vedi paragrafo 4.8 (Effetti indesiderati) e paragrafo 4.9 (Sovradosaggio).

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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05.3 Dati preclinici di sicurezza

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INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Acqua per Preparazioni Iniettabili q.b. a ml 100

06.2 Incompatibilità

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Le soluzioni di mannitolo prive di elettroliti non vanno somministrate assieme al sangue. Se è indispensabile effettuare queste somministrazioni simultaneamente si devono aggiungere almeno 20 mEq di Cloruro di Sodio per litro di Soluzione di Mannitolo allo scopo di evitare pseudoagglutinazioni.

06.3 Periodo di validità

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Validità confezione 500 ml – 4 anni.

Validità confezione 250 ml – 2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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La conservazione a temperatura inferiore a 20° può causare la formazione di un precipitato cristallino che può essere ridisciolto scaldando o autoclavando il flacone; raffreddare fino a temperatura corporea prima della somministrazione. Conservare in normali condizioni ambientali.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Flaconi in vetro tipo II° con tappo in elastomero e sigillo di garanzia contenenti rispettivamente 250 e 500 ml.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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LABORATORI DIACO BIOMEDICALI S.p.A.

Via Flavia, 124 – 34147 Trieste

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Flacone da 250 ml 020294017

Flacone da 500 ml 020294029

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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22 maggio 1965

10.0 Data di revisione del testo

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06/06/2013

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983