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Lercanidipina Zentiva 10 mg cp riv film 14 cp in blister al

Lercanidipina Zentiva 10 mg cp riv film 14 cp in blister al

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Lercanidipina Zentiva 10 mg cp riv film 14 cp in blister al: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Lercanidipina Zentiva

INDICE DELLA SCHEDA

Lercanidipina Zentiva 10 mg cp riv film 14 cp in blister al: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Lercanidipina Zentiva 10 mg compresse rivestite con film Lercanidipina Zentiva 20 mg compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Una compressa rivestita con film contiene 10 mg di lercanidipina cloridrato, equivalenti a 9,4 mg di lercanidipina.

Una compressa rivestita con film contiene 20 mg di lercanidipina cloridrato, equivalenti a 18,8 mg di lercanidipina.

Eccipiente:

Lercanidipina Zentiva 10 mg compresse rivestite con film: lattosio monoidrato 30 mg

Eccipiente:

Lercanidipina Zentiva 20 mg compresse rivestite con film: lattosio monoidrato 60 mg Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film

Lercanidipina Zentiva 10 mg compressa rivestita con film: compresse rivestite con film di colore giallo, rotonde, biconvesse del diametro di 6,5 mm, con linea di frattura su un lato e marcate “L” sull’altro lato.

Lercanidipina Zentiva 20 mg compressa rivestita con film: compresse rivestite con film di colore rosa, rotonde, biconvesse del diametro di 8,5 mm, con linea di frattura su un lato e marcate “L” sull’altro lato.

La linea di frattura serve per agevolare la rottura e facilitare la deglutizione, non per dividere in dosi uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Lercanidipina Zentiva è indicata per il trattamento dell’ipertensione essenziale lieve-moderata.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Modo di somministrazione: uso orale

La dose raccomandata è di 10 mg una volta al giorno per via orale, almeno 15 minuti prima dei pasti; la dose può essere aumentata a 20 mg, in funzione della risposta individuale del paziente.

La titolazione della dose deve essere graduale, poichè possono essere necessarie circa 2 settimane affinché si manifesti effetto antipertensivo massimo.

Alcuni soggetti , non adeguatamente controllati mediante monoterapia antiipertensiva, possono trarre beneficio dall’aggiunta della lercanidipina alla terapia con farmaci beta-bloccanti, diuretici (idroclorotiazide) o inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina.

Poiché la curva dose-risposta è ripida, e presenta un "plateau" a dosi tra 20 e 30 mg, è improbabile che l’efficacia migliori a dosi più elevate; mentre possono aumentare gli effetti indesiderati.

Anziani:

Sebbene i dati di farmacocinetica e l’esperienza clinica non suggeriscono la necessità di una correzione della posologia giornaliera, la terapia negli anziani deve essere iniziata con particolare cautela.

Bambini e adolescenti

L’uso della lercanidipina non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni a causa della mancanza di esperienza clinica.

Insufficienza renale o epatica

Si raccomanda particolare cautela all’inizio del trattamento di pazienti con insufficienze epatiche o renali lievi-moderate. Anche se la posologia solitamente raccomandata è risultata ben tollerata da questi pazienti, l’incremento della dose giornaliera a 20 mg deve essere valutato con cautela. Nei pazienti con compromissione epatica, l’effetto antiipertensivo può essere aumentato e quindi deve essere considerato un aggiustamento del dosaggio.

L’uso di lercanidipina non è raccomandato in pazienti con insufficienza epatica grave o con insufficienza renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min).

Modo di Somministrazione

Le compresse devono essere assunte con un po’ d’acqua almeno 15 minuti prima di un pasto.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità alla lercanidipina, alle diidropiridine o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro.

Insufficienza cardiaca congestizia non trattata.

Angina pectoris instabile.

Infarto miocardico nel mese precedente.

Insufficienza epatica o renale grave.

Co-somministrazione con:

potenti inibitori di CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

ciclosporina (vedere paragrafo 4.5).

succo di pompelmo (vedere paragrafo 4.5).

Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).

Donne in età fertile che non utilizzino un metodo anticoncezionale efficace.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Sindrome del nodo del seno

E’ necessaria particolare cautela quando si utilizza lercanidipina in pazienti con sindrome del nodo del seno (se non è impiantato un pace-maker). Sebbene studi controllati di emodinamica non abbiano dimostrato alcuna compromissione della funzione ventricolare, è richiesta cautela in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra. E’ stato suggerito che alcune diidropiridine a breve durata d’azione possano essere associate ad un incremento del rischio cardio-vascolare in pazienti affetti da ischemia cardiaca. Sebbene la lercanidipina sia un farmaco a lunga durata d’azione, in tali pazienti è richiesta cautela.

Angina pectoris

Alcune diidropiridine possono raramente provocare dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente in pazienti con angina pectoris pre-esistente può verificarsi un aumento della frequenza, della durata e della gravità di questi attacchi. Sono stati osservati casi isolati di infarto del miocardio (vedere paragrafo 4.8).

Uso nella disfunzione epatica o renale:

E’ necessario prestare attenzione quando si inizia il trattamento di pazienti con disfunzioni epatiche o renali lievi-moderate. Anche se la posologia giornaliera solitamente raccomandata è risultata ben tollerata da questi pazienti, l’aumento della dose giornaliera a 20 mg deve essere effettuato con cautela. Poiché nei pazienti con alterazione della funzionalità epatica, l’effetto antiipertensivo può risultare potenziato, in questa popolazione deve essere considerato una correzione del dosaggio.

L’uso della lercanidipina non è raccomandato in pazienti con compromissione epatica grave o con compromissione renale grave (clearance della creatinina < 30 ml/min) (vedere paragrafo 4.2)

L’assunzione di alcool deve essere evitata, in quanto può potenziare l’effetto vasodilatatore dei farmaci antipertensivi (vedere paragrafo 4.5).

Induttori del CYP3A4

Gli induttori del CYP 3A4 come gli anticonvulsivanti (ad es. fenitoina, carbamazepina) e la rifampicina possono ridurre i livelli plasmatici della lercanidipina e di conseguenza l’efficacia della lercanidipina può essere inferiore a quanto atteso (vedere paragrafo 4.5).

Questo medicinale contiene lattosio monoidrato, non deve pertanto essere somministrato a pazienti con deficit di Lapp-lattasi, galattosemia o sindrome di malassorbimento di glucosio- galattosio.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Interazioni metaboliche

È noto che la lercanidipina viene metabolizzata dall’enzima CYP3A4 e quindi, inibitori ed induttori del CYP3A4, somministrati contemporaneamente possono interagire con il metabolismo e l’eliminazione di lercanidipina.

Inibitori del CYP3A4

La co-somministrazione di lercanidipina e inibitori del CYP3A4 (ad esempio ketoconazolo, itraconazolo, ritonavir, eritromicina, troleandomicina) deve essere evitata.

Uno studio di interazione con ketoconazolo, un potente inibitore del CYP3A4, ha mostrato un considerevole aumento dei livelli plasmatici della lercanidipina (un aumento della AUC di 15 volte e un aumento della Cmax di 8 volte per l’eutomero S-lercanidipina).

Sono stati osservati livelli plasmatici elevati sia per lercanidipina sia per ciclosporina dopo somministrazione concomitante. Uno studio condotto su giovani volontari sani ha dimostrato che quando la ciclosporina viene somministrata 3 ore dopo l’assunzione di lercanidipina, i livelli plasmatici di lercanidipina non cambiavano, mentre l’AUC della ciclosporina aumentava del 27%. Tuttavia, la co-somministrazione di lercanidipina con ciclosporina produceva un aumento di 3 volte dei livelli plasmatici di lercanidipina e un aumento del 21% dell’AUC di ciclosporina. Ciclosporina e lercanidipina non devono essere somministrate in concomitanza.

Come per altre diidropiridine, la lercanidipina è sensibile all’inibizione metabolica causata dal succo di pompelmo con conseguente aumento della sua biodisponibilità sistemica ed aumento dell’ effetto ipotensivo. La lercanidipina non deve essere assunta con succo di pompelmo.

Quando somministrata alla dose di 20 mg in concomitanza con midazolam per os in volontari anziani, l’assorbimento di lercanidipina aumenta (approssimativamente del 40%) e la velocità di assorbimento diminuisce (tmax da 1.75 a 3 ore). Le concentrazioni di midazolam non venivano modificate.

Induttori del CYP3A4

La co-somministrazione della lercanidipina con induttori del CYP3A4 come i farmaci anticonvulsivanti (ad es. fenitoina, carbamazepina) e rifampicina deve essere effettuata con cautela poiché l’effetto antiipertensivo può essere ridotto, è inoltre opportuno monitorare con maggiore frequenza la pressione arteriosa .

Substrati del CYP3A4

La co-somministrazione di 20 mg di lercanidipina in pazienti sottoposti a trattamento cronico con b- metildigossina, non ha evidenziato interazioni farmacocinetiche . Volontari sani trattati con digossina mostrano, dopo somministrazione di 20 mg di lercanidipina a digiuno, un incremento medio del 33% nella Cmax di diossina, mentre l’AUC e la clearance renale non venivano significativamente modificate. I pazienti in trattamento concomitante con digossina devono essere monitorati attentamente per individuare eventuali segni di tossicità da digossina.

La somministrazione concomitante di cimetidina 800 mg/die non provoca alterazioni significative dei livelli plasmatici di lercanidipina, ma a dosi più elevate è necessaria cautela poichè la biodisponibilità e l’effetto ipotensivo della lercanidipina possono aumentare.

Uno studio di interazione con fluoxetina (un inibitore del CYP2D6 e del CYP3A4), condotto su volontari di età media pari a 65 ± 7 anni (media ± d.s.), non ha mostrato variazioni clinicamente rilevanti nella farmacocinetica di lercanidipina.

La co-somministrazione di 20 mg di lercanidipina a volontari sani a digiuno non ha alterato la farmacocinetica del warfarin.

E’ necessaria cautela nel prescrivere la lercanidipina in concomitanza con altri substrati del CYP3A4, quali terfenadine, astemizolo, farmaci antiaritmici di classe III quali amiodarone, chinidina.

Alcool

L’assunzione di alcool deve essere evitata in quanto può potenziare l’effetto vasodilatatore dei farmaci antipertensivi.

Altre interazioni

Quando la lercanidipina è stata co- somministrata con metoprololo, un beta-bloccante eliminato principalmente dal fegato, la biodisponibilità di metoprololo è rimasta inalterata, mentre quella della lercanidipina si è ridotta del 50%. Questo effetto può essere ascritto alla riduzione del flusso sanguigno epatico, causato dai beta-bloccanti e può pertanto verificarsi con altri farmaci di questa classe. Di conseguenza, la lercanidipina può essere somministrata con sicurezza con bloccanti dei recettori beta-adrenergici, anche se può essere necessaria una correzione della dose.

In seguito alla co-somministrazione ripetuta di una dose di 20 mg di lercanidipina con 40 mg di simvastatina, l’AUC di lercanidipina non è stata significativamente modificata, mentre l’AUC della simvastatina è aumentata del 56% e quella del suo metabolita attivo -idrossiacido del 28%. È improbabile che questi cambiamenti siano di rilevanza clinica. Somministrando lercanidipina al mattino e simvastatina la sera, come indicato per questi medicinali, non sono previste interazioni.

La lercanidipina è stata associata con sicurezza a diuretici ed ACE inibitori.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Non esistono dati sufficienti relativi all’impiego di lercanidipina in gravidanza. Studi non clinici non forniscono evidenza di un effetto teratogeno nel ratto e nel coniglio e la funzione riproduttiva nel ratto è rimasta inalterata. Poiché altri composti appartenenti alla classe delle diidropiridine si sono rivelati teratogeni nell’animale, la lercanidipina non deve essere somministrata durante la gravidanza o a donne in età fertile, a meno che non facciano uso di un contraccettivo efficace .

Allattamento

A causa dell’elevata lipofilia, la lercanidipina può essere escreta nel latte materno. Pertanto non deve essere somministrata durante l’allattamento.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Lercanidipina non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare o di usare macchinari. Tuttavia, si deve usare cautela in quanto possono verificarsi vertigini, astenia, affaticamento e, raramente, sonnolenza.

04.8 Effetti indesiderati

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Negli studi clinici e nella fase di post-marketing sono stati riportati i seguenti effetti indesiderati:

Valutazione della frequenza:

Molto comune: ≥1/10
Comune: Da ≥ 1/100 a < 1/10
Non comune: Da ≥ 1/1.000 a < 1/100
Raro: Da ≥ 1/10.000 a < 1/1.000
Molto raro: < 1/10.000, non nota (non valutabile sulla base dei dati disponibili)
Classificazione per sistemi e organi Reazioni avverse al farmaco
Esami diagnostici Molto raro Aumenti reversibili dei livelli sierici di trasaminasi epatiche
Patologie cardiache Non comune Tachicardia, palpitazioni, edema periferico
Raro Angina pectoris
Molto raro Dolore al petto, infarto del miocardio, ipotensione
Alcune diidropiridine possono raramente determinare dolore precordiale o angina pectoris. Molto raramente, i pazienti con angina pectoris preesistente possono manifestare un aumento della frequenza, della durata o della gravità di questi attacchi.
Patologie del sistema nervoso Non comune Cefalea, vertigini
Patologie gastrointestinali Raro Dispepsia, diarrea, dolore addominale, vomito
Molto raro Ipertrofia gengivale
Patologie renali e urinarie Raro Poliuria
Molto raro Frequenza urinaria
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Raro Rash
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Raro Mialgia
Patologie vascolari Non comune Vampate
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Raro Astenia, affaticamento
Disturbi del sistema immunitario Molto raro Ipersensibilità
Disturbi psichiatrici Raro Sonnolenza

La lercanidipina non sembra provocare effetti indesiderati su i livelli di glicemia o su i livelli sierici dei lipidi.

04.9 Sovradosaggio

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Nell’esperienza post-marketing, sono stati riportati tre casi di sovradosaggio (rispettivamente 150 mg, 280 mg e 800 mg di lercanidipina, ingeriti in un tentativo di suicidio).

Dose Segni/Sintomi Trattamento Esito
150 mg + quantità indefinite di alcool Sonnolenza Lavanda gastrica, carbone attivo Risoluzione
280 mg + 5,6 mg moxonidina Shock cardiogenico, ischemia miocardica grave, insufficienza renale lieve Catecolamine a dosi elevate, furosemide, digitale, espansori plasmatici parenterali Risoluzione
800 mg Emesi, ipotensione Carbone attivo, purganti, dopamina endovena Risoluzione

Il sovradosaggio può provocare eccessiva vasodilatazione periferica con ipotensione marcata e tachicardia riflessa. In caso di grave ipotensione, bradicardia e perdita di coscienza, può essere necessario ricorrere ad una terapia di supporto cardiovascolare, con la somministrazione endovenosa di atropina in caso di bradicardia.

In considerazione del prolungato effetto di lercanidipina, è necessario monitorare per almeno 24 ore la funzione cardiovascolare dei pazienti incorsi in sovradosaggio. Non sono disponibili informazioni sui possibili effetti benefici della dialisi. Data l’elevata lipofilia del principio attivo, è molto probabile che i livelli plasmatici non possano essere usati come parametri di riferimento per la durata del periodo di rischio e che la dialisi non abbia alcuna efficacia.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: bloccanti selettivi dei canali del calcio con effetti principalmente vascolari.

Codice ATC: C08CA13

La lercanidipina è un calcio-antagonista appartenente al gruppo delle diidropiridine che inibisce il flusso del calcio attraverso la membrana cellulare nella muscolatura cardiaca liscia. Il meccanismo alla base della sua azione antipertensiva è dovuto ad un effetto rilassante diretto esercitato sulla muscolatura liscia vascolare, con conseguente abbassamento della resistenza periferica totale. Nonostante la sua breve emivita plasmatica, la lercanidipina è dotata di attività antipertensiva

prolungata, dovuta all’elevato coefficiente di ripartizione nella membrana, e non provoca effetti inotropi negativi grazie alla sua elevata selettività vascolare.

Poiché la vasodilatazione indotta da lercanidipina ha un’insorgenza graduale, raramente in pazienti ipertesi, è stata osservata ipotensione acuta associata a tachicardia riflessa.

Come per altre 1,4-diidropiridine chirali, l’attività antipertensiva di lercanidipina è dovuta principalmente al suo enantiomero (S).

Oltre agli studi clinici eseguiti a supporto dell’indicazioni terapeutiche, un ulteriore piccolo studio non controllato ma randomizzato in pazienti con ipertensione grave (pressione sanguigna diastolica media

± sd. di 114,5 ± 3,7 mmHg) ha dimostrato una normalizzazione della pressione sanguigna nel 40% dei 25 pazienti trattati con la dose di lercanidipina da 20 mg, in un’unica somministrazione giornaliera, di lercanidipina e nel 56% dei 25 pazienti trattati con la dose di lercanidipina da 10 mg due volte al giorno. In uno studio clinico controllato, randomizzato, in doppio-cieco verso placebo condotto in pazienti con ipertensione sistolica isolata, la lercanidipina si è dimostrata efficace nel ridurre la pressione sanguigna sistolica da valori medi iniziali di 172,6 ± 5,6 mmHg a 140,2 ±8,7 mmHg.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

La lercanidipina è completamente assorbita dopo somministrazione orale di 10-20 mg e i picchi plasmatici, rispettivamente di 3,30 ng/ml ± 2,09 d.s. e 7,66 ng/ml ± 5,90 d.s., si raggiungono dopo circa 1,5-3 ore dalla somministrazione.

I due enantiomeri di lercanidipina mostrano un profilo dei livelli plasmatici simile: il tempo necessario per ottenere la massima concentrazione plasmatica è identico, le concentrazioni massime plasmatiche e l’AUC sono, in media, 1,2 volte più elevate per l’enantiomero (S) e l’emivita di eliminazione dei due enantiomeri è essenzialmente la stessa. Non è stata osservata interconversione "in vivo" degli enantiomeri.

A causa dell’elevato metabolismo di primo passaggio, la biodisponibilità assoluta di lercanidipina, somministrata per via orale a pazienti a stomaco pieno è del 10% circa, e si riduce ad un terzo (1/3) quando somministrata a volontari sani a digiuno.

La somministrazione orale di lercanidipina porta a livelli plasmatici di lercanidipina che non sono direttamente proporzionali alla dose (cinetica non lineare). Dopo somministrazione di 10, 20 o 40 mg, le concentrazioni plasmatiche massime osservate sono state in un rapporto di 1:3:8 e le AUC di concentrazione plasmatica – tempo in un rapporto di 1:4:18, indicando una saturazione progressiva del metabolismo di primo passaggio. Conseguentemente, la biodisponibilità aumenta all’aumentare della dose .

La biodisponibilità di lercanidipina, somministrata per via orale, aumenta di 4 volte quando la lercanidipina è assunta nelle 2 ore successive a un pasto ad alto contenuto di grassi. Conseguentemente, la lercanidipina deve essere assunta prima dei pasti.

Distribuzione

La distribuzione dal plasma ai tessuti ed agli organi è rapida e completa.

Il grado di legame di lercanidipina con le proteine plasmatiche è superiore al 98%. Poiché nei pazienti affetti da disfunzioni renali o epatiche di grado severo i livelli proteici nel plasma sono ridotti, la frazione libera del farmaco può aumentare.

Metabolismo

La lercanidipina è ampiamente metabolizzata dal CYP 3A4; il profarmaco non è stato riscontrato nelle urine o nelle feci. Esso viene convertito prevalentemente in metaboliti inattivi ed il 50% circa della dose è escreta nelle urine.

Esperimenti “in vitro” condotti su microsomi epatici hanno dimostrato che la lercanidipina esercita un certo grado di inibizione dei CYP3A4 e CYP2D6 ma a concentrazioni di 160 e 40 volte, rispettivamente, superiori rispetto a quelle raggiunte alla massima concentrazione conseguente alla dose da 20 mg.

Inoltre, studi di interazione condotti nell’uomo hanno mostrato che la lercanidipina non modifica i livelli plasmatici di midazolam, un tipico substrato del CYP3A4, o di metoprololo, un tipico substrato di CYP2D6. Perciò, a dosi terapeutiche, non ci si aspetta che lercanidipina inibisca la biotrasformazione di farmaci metabolizzati da CYP3A4 e CYP2D6.

Eliminazione

L’eliminazione avviene essenzialmente mediante biotrasformazione.

È stata calcolata una emivita di eliminazione terminale media di 8-10 ore e l’attività terapeutica dura 24 ore, a causa dell’elevato legame alle membrane lipidiche. La somministrazione ripetuta non ha fatto rilevare alcun accumulo .

Anziani, insufficienza renale ed epatica

Nei pazienti anziani e nei pazienti con disfunzione renale da lieve a moderata o con compromissione da lieve a moderata delle funzioni epatiche, il comportamento farmacocinetico di lercanidipina si è rivelato simile a quello osservato nella popolazione generale dei pazienti; nei pazienti con grave disfunzione renale o in pazienti dializzati sono stati riscontrati livelli più elevati (di circa il 70%) del farmaco. In pazienti affetti da compromissione delle funzioni epatiche da moderata a grave, è probabile un aumento della biodisponibilità sistemica di lercanidipina in quanto il farmaco viene di norma ampiamente metabolizzato nel fegato.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Gli studi preclinici di sicurezza condotti su animali non hanno dimostrato alcun effetto sul sistema nervoso autonomo, sul sistema nervoso centrale o sulla funzione gastrointestinale alle dosi comunemente utilizzate per ottenere l’effetto antipertensivo.

Gli effetti rilevanti osservati negli studi a lungo termine su ratti e cani erano correlati, direttamente o indirettamente, ai noti effetti di dosi elevate di Ca-antagonisti, ascrivibili in prevalenza ad un’attività farmacodinamica eccessiva.

La lercanidipina non è genotossica e non ha dimostrato alcun potenziale di rischio cancerogeno.

Nei ratti la fertilità e la capacità riproduttiva generale non venivano alterate dal trattamento con lercanidipina.

Non si sono evidenziati effetti teratogeni nel ratto e nel coniglio; tuttavia, la somministrazione di lercanidipina ad alte dosi ha indotto perdite pre e post impianto e ritardo nello sviluppo fetale.

Lercanidipina cloridrato somministrata ad alte dosi (12 mg/kg/die) durante il travaglio ha indotto distocia.

La distribuzione di lercanidipina e/o dei suoi metaboliti negli animali gravidi e la loro escrezione nel latte materno non sono stati valutati.

La tossicità dei metaboliti non è stata valutata in studi separati.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa: Magnesio stearato.

Povidone

Sodio amido glicolato Tipo A Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina

Film di rivestimento:

Compresse rivestite con film da 10 mg: Macrogol

Alcool polivinilico, parzialmente idrolizzato Talco

Titanio diossido (E171) Ferro ossido giallo (E172).

Compresse rivestite con film da 20 mg: Macrogol

Alcool polivinilico, parzialmente idrolizzato Talco

Titanio diossido (E171) Ferro ossido giallo (E172) Ferro ossido rosso (E172).

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Blister Al/PVC: Non conservare al di sopra dei 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità.

Blister Al/PVDC: Non conservare al di sopra dei 25°C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità..

Flacone HDPE: Non conservare al di sopra dei 25°C. Conservare nella confezione originale. Tenere il contenitore chiuso ermeticamente per proteggere dall’umidità.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Confezione in blister (alluminio/PVC) con foglio pressato Confezione in blister (alluminio/PVDC) con foglio pressato

Flacone per compresse (HDPE), con tappo in LDPE a chiusura ermetica.

Confezioni: Blister (AL/PVC):

Lercanidipina Zentiva 10 mg compresse rivestite con film: 28, 30, 50, 56, 84, 100 compresse rivestite con film

Lercanidipina Zentiva 20 mg compresse rivestite con film: 28, 30, 50, 56, 84, 100 compresse rivestite con film

Blister (AL/PVDC):

Lercanidipina Zentiva 10 mg compresse rivestite con film: 28, 30, 50, 56, 84, 100 compresse rivestite con film

Lercanidipina Zentiva 20 mg compresse rivestite con film: 28, 30, 50, 56, 84, 100 compresse rivestite con film

Flacone HDPE:

Lercanidipina Zentiva 10 mg compresse rivestite con film: 100 compresse rivestite con film Lercanidipina Zentiva 10 mg compresse rivestite con film: 100 compresse rivestite con film

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Zentiva Italia S.r.l. Viale Bodio, 37/B 20158 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Lercanidipina Winthrop 10 mg compresse rivestite con film

28 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567019/M

30 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567021/M

50 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567033/M

56 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567045/M

84 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567058/M

100 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567060/M

28 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567159/M

30 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567161/M

50 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567173/M

56 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567185/M

84 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567197/M

100 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567209/M

100 compresse rivestite con film in contenitore HDPE AIC n. 039567146/M

Lercanidipina Winthrop 20 mg compresse rivestite con film

28 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567072/M

30 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567084/M

50 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567096/M

56 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567108/M

84 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567110/M

100 compresse rivestite con film in blister AL/PVC AIC n. 039567122M

28 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567211/M

30 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567223/M

50 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567235/M

56 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567247/M

84 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567250/M

100 compresse rivestite con film in blister AL/PVDC AIC n. 039567262/M

100 compresse rivestite con film in contenitore HDPE AIC n. 039567134/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Determinazione AIC n. 1628 del 15.03.2010 – Supplemento ordinario n. 64 alla Gazzetta Ufficiale n. 73 del 29.03.2010

10.0 Data di revisione del testo

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Maggio 2010

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Lercanidipina zent – 28 Cpr 10 mg (Lercanidipina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: C08CA13 AIC: 039567159 Prezzo: 5,63 Ditta: Zentiva Italia Srl


Lercanidipina zent – 28 Cpr 20 mg (Lercanidipina Cloridrato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: C08CA13 AIC: 039567211 Prezzo: 9,12 Ditta: Zentiva Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983