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Meloxicam Zent: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Meloxicam Zent

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Meloxicam Zent: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Meloxicam Zent: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Meloxicam Zentiva 7,5 mg compresse Meloxicam Zentiva 15 mg compresse

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa contiene 7,5 mg di meloxicam. Ogni compressa contiene 15 mg di meloxicam.

Eccipiente con effetto noto: lattosio monoidrato.

Ogni compressa da 7,5 mg contiene 59,85 mg di lattosio (come lattosio monoidrato). Ogni compressa da 15 mg contiene 119,7 mg di lattosio (come lattosio monoidrato).

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa.

Meloxicam 7,5 mg: Compressa giallo chiaro, rotonda, biconvessa, con i bordi smussati, con i caratteri “B” e “18” impressi su una faccia e con la faccia retrostante liscia.

Meloxicam 15 mg: Compressa giallo chiaro, rotonda, biconvessa, con i bordi smussati, con i caratteri “B” e “19” impressi ai due lati della linea di frattura su una faccia e con la faccia retrostante liscia.

La compressa può essere divisa in due dosi uguali.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento sintomatico di breve durata delle riacutizzazioni dell’osteoartrosi.

Trattamento sintomatico a lungo termine dell’artrite reumatoide o della spondilite anchilosante.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Uso orale.

La quantità totale giornaliera deve essere assunta durante il pasto in un’unica dose, con acqua o altro liquido.

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.4). Periodicamente si devono rivalutare il fabbisogno del paziente per un sollievo sintomatico e la risposta alla terapia, specialmente nei pazienti con osteoartrite.

Riacutizzazioni dell’osteoartrosi:

7,5 mg al giorno. Se necessario, in assenza di miglioramento, si può aumentare la

dose a 15 mg al giorno.

Artrite reumatoide, spondilite anchilosante:

15 mg al giorno (vedere anche ìl paragrafo seguente "Popolazìonì specìalì"). A seconda dell’effetto terapeutico, si può ridurre la dose a 7,5 mg al giorno.

NON SUPERARE LA DOSE MASSIMA GIORNALIERA DI 15 MG.

Popolazioni speciali

Pazienti anziani e pazienti con aumentato rischio di reazioni avverse (vedere paragrafo 5.2):

La dose raccomandata per il trattamento a lungo termine dell’artrite reumatoide e della spondilite anchilosante nei pazienti anziani è di 7,5 mg al giorno. Per i pazienti con aumentato rischio di reazioni avverse devono iniziare il trattamento con 7,5 mg al giorno (vedere paragrafo 4.4).

Compromissione renale (vedere paragrafo 5.2):

Nei pazienti dializzati con grave insufficienza renale, la dose non deve superare i 7,5 mg al giorno. Nei pazienti affetti da compromissione renale da lieve a moderata (ovvero quelli con clearance della creatinina superiore a 25 ml/min), non è necessaria alcuna riduzione della dose. (Per i pazienti con grave insufficienza renale non sottoposti a dialisi, vedere paragrafo 4.3).

Compromissione epatica (vedere paragrafo 5.2):

Nei pazienti affetti da compromissione epatica da lieve a moderata, non è necessaria alcuna riduzione della dose. (Per i pazienti con funzionalità epatica gravemente compromessa, vedere paragrafo 4.3).

Bambini e adolescenti:

Meloxicam è controindicato nei bambini e adolescenti di età inferiore ai 16 anni (vedere paragrafo 4.3).

Esistono altri dosaggi di meloxicam, che possono risultare più appropriati.

04.3 Controindicazioni

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Questo medicinale è controindicato nelle seguenti situazioni:

Terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.6 “Fertìlìtà, gravìdanza e allattamento”).

Bambini e adolescenti di età inferiore ai 16 anni.

Ipersensibilità a meloxicam o ad uno qualsiasi degli eccipienti o ipersensibilità a sostanze aventi una azione analoga, quali i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), l’acido acetilsalicilico (aspirina). Meloxicam non deve essere somministrato a pazienti che, in seguito all’assunzione di acido acetilsalicilico o di altri FANS, hanno manifestato sintomi di asma, polipi nasali, edema angioneurotico, od orticaria.

Storia di sanguinamento o perforazione gastrointestinale correlati ad una precedente terapia con FANS.

Storia di ulcera peptica /emorragia ricorrente o in atto (due o più distinti episodi di comprovata ulcerazione o sanguinamento).

Grave compromissione della funzionalità epatica.

Pazienti con grave insufficienza renale non sottoposti a dialisi.

Sanguinamento gastrointestinale, anamnesi di emorragia cerebrovascolare o altri disordini emorragici.

Grave insufficienza cardiaca.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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E’ richiesta cautela se meloxicam viene somministrato a pazienti che soffrono, o hanno avuto una precedente storia, di asma bronchiale dato che esiste la possibilità che i FANS causino broncospasmo in tali pazienti.

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedere paragrafo 4.2 e ì sotto rìportatì rìschì gastroìntestìnalì e cardìovascolarì).

In caso di un insufficiente effetto terapeutico, la dose massima giornaliera raccomandata non deve essere superata, ne si deve assumere in aggiunta un altro FANS, in quanto ciò può aumentare la tossicità, senza peraltro alcun vantaggio terapeutico dimostrato. L’utilizzo di meloxicam in associazione a FANS, inclusi gli inibitori selettivi della ciclo-ossigenasi 2, deve essere evitato.

Meloxicam non è indicato per il trattamento di pazienti che richiedono sollievo dal dolore acuto.

Se non si verifica un miglioramento dopo diversi giorni, il beneficio clinico del trattamento deve essere rivalutato.

Effetti gastrointestinali

Prima di iniziare il trattamento con meloxicam occorre valutare ogni eventuale storia di esofagite, gastrite e/o ulcera peptica in modo da accertare la loro completa guarigione. Occorre controllare abitualmente la possibile insorgenza di recidive in pazienti in trattamento con meloxicam e che abbiano precedenti di tali patologie.

I FANS devono essere somministrati con cautela ai pazienti con una storia di patologie gastrointestinali (colite ulcerativa, morbo di Crohn) poiché le loro condizioni potrebbero aggravarsi (vedere paragrafo 4.8 – Effettì ìndesìderatì).

Sanguinamento gastrointestinale, ulcerazione o perforazione, che possono essere fatali sono stati riportati con tutti i FANS in qualsiasi momento del trattamento, con o senza sintomi di allarme o precedenti eventi gastrointestinali gravi.

Il rischio di sanguinamento gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è maggiore con l’aumentare delle dosi dei FANS in pazienti con una storia di ulcera, specialmente se complicata da emorragia o perforazione (vedere paragrafo 4.3) e negli anziani. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la dose più bassa disponibile. Una terapia associata con agenti protettivi (ad esempio misoprostolo o inibitori della pompa protonica) deve essere presa in considerazione per questi pazienti, e anche per pazienti che richiedono una concomitante bassa dose di aspirina o altri medicinali che potrebbero aumentare il rischio gastrointestinale (vedere dì seguìto e paragrafo 4.5).

I pazienti con precedenti di tossicità gastrointestinale, in particolare se anziani, devono segnalare qualsiasi sintomo addominale insolito (specialmente sanguinamento gastrointestinale) particolarmente nelle fasi iniziali del trattamento.

Si consiglia cautela nei pazienti in trattamento concomitante con medicinali che possono aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, quali l’eparina come trattamento o somministrata in geriatria, gli anticoagulanti come il warfarin, o altri medicinali antiinfiammatori non steroidei, incluso l’acido acetilsalicilico somministrato a dosi antiinfiammatorie (≥ 1 g come singola somministrazione o ≥ 3 g come quantità totale giornaliera) (vedere paragrafo 4.5).

Qualora si verifichi sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumano meloxicam, il trattamento deve essere sospeso.

Reazioni cutanee

Reazioni cutaneee pericolose per la vita inclusa dermatite esfoliativa, Sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (NET) sono state segnalate con l’uso di meloxicam.

I pazienti devono essere avvertiti dei segni e dei sintomi e devono essere attentamente controllati per le reazioni cutanee. Il più alto rischio d’insorgenza di SJS o NET si manifesta nelle prime settimane di trattamento.

Se si presentano i segni e i sintomi di dermatite esfoliativa, di SJS o NET (ad esempio eruzione cutanea progressiva spesso con vescicole o lesioni delle mucose), il trattamento con meloxicam deve essere sospeso.

I risultati migliori nella gestione di queste reazioni si hanno con una diagnosi precoce e l’interruzione immediata di ogni medicinale sospetto. L’interruzione precoce è associata ad una migliore prognosi. Se il paziente ha sviluppato dermatite esfoliativa, SJS o NET con l’uso di meloxicam, meloxicam non deve essere più riutilizzato in questo paziente.

In rari casi, i FANS possono provocare nefrite interstiziale, glomerulonefrite, necrosi della midollare del rene, o sindrome nefrosica.

Parametri di funzionalità epatica e renale

Come con la maggior parte dei FANS, sono stati occasionalmente segnalati aumenti dei livelli delle transaminasi sieriche, della bilirubina sierica e di altri parametri di funzionalità epatica, così come aumenti della creatinina sierica e della concentrazione ematica di azoto ureico e altre alterazioni di parametri di laboratorio. Nella maggior parte dei casi si è trattato di alterazioni transitorie e di lieve entità. In caso di alterazioni di entità significativa o persistenti, occorre sospendere la somministrazione di meloxicam e prescrivere esami appropriati.

Insufficienza renale funzionale

I FANS inibendo l’effetto vasodilatatore delle prostaglandine renali, possono indurre insufficienza renale funzionale per riduzione della filtrazione glomerulare. Questo evento avverso è dose-dipendente. All’inizio del trattamento, o dopo un aumento della dose, è raccomandato un attento monitoraggio della diuresi e della funzionalità renale in pazienti con i seguenti fattori di rischio:

anzianità;

trattamento concomitante con ACE inibitori, antagonisti dell’angiotensina II, sartani, diuretici (vedere paragrafo 4.5 – Interazìonì con altrì medìcìnalì ed altre forme dì ìnterazìone);

ipovolemia (qualsiasi ne sia la causa);

insufficienza cardiaca congestizia (vedere paragrafo 4.3 – Controìndìcazìonì);

insufficienza renale;

sindrome nefrosica;

nefropatia da Lupus;

disfunzione epatica grave (albumina sierica <25 g/l o punteggio Child-Pugh 10 ).

E’ richiesta cautela nei pazienti con una storia di ipertensione e/o scompenso cardiaco poiché sono stati segnalati ritenzione di liquidi e edema in associazione con la terapia con FANS. E’ necessario un monitoraggio clinico, in caso di ipertensione o scompenso cardiaco non appena si inizi la terapia. Può verificarsi una riduzione dell’effetto antiipertensivo (vedere paragrafo 4.5).

In rari casi i FANS possono essere la causa di nefrite interstiziale, glomerulonefrite, necrosi renale midollare o sindrome nefrosica.

La dose di meloxicam in pazienti con insufficienza renale all’ultimo stadio, sottoposti ad emodialisi non deve essere superiore a 7,5 mg. Non è richiesta una riduzione della dose in pazienti con compromissione renale lieve o moderata (cioè in pazienti con clearance della creatinina superiore a 25 ml/min).

Ritenzione di sodio, potassio ed acqua

Con la somministrazione di FANS si possono verificare ritenzione di sodio, potassio ed acqua e interferenza con gli effetti natriuretici dei diuretici. Inoltre si può verificare un calo dell’effetto antipertensivo dei medicinali antipertensivi (vedere paragrafo 4.5). Conseguentemente in pazienti sensibili edema, insufficienza cardiaca o ipertensione possono precipitare o peggiorare. È pertanto necessario un monitoraggio clinico per i pazienti a rischio (vedere paragrafì 4.2 e 4.3).

Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari

Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiché in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema.

Si raccomanda nei pazienti a rischio il monitoraggio clinico della pressione sanguigna al basale e soprattutto all’inizio del trattamento con meloxicam.

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alte dosi e per i trattamenti di lunga durata), incluso meloxicam, può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p. es. infarto del miocardio o ictus). Non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per meloxicam.

I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con meloxicam soltanto dopo attenta valutazione. Analoghe considerazioni devono essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo).

Iperkaliemia

L’iperkaliemia può essere favorita dal diabete o con un trattamento concomitante che notoriamente aumenta la kaliemia (vedere paragrafo 4.5). Si deve effettuare un regolare monitoraggio dei valori di potassio in tali casi.

Altre avvertenze e precauzioni

Le reazioni avverse sono spesso meno ben tollerate dai soggetti anziani, deboli o debilitati, che devono pertanto essere tenuti sotto stretto controllo. Come con altri FANS, occorre esercitare particolare cautela negli anziani, che spesso presentano

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Gli anziani presentano una maggior frequenza di reazioni avverse ai FANS soprattutto sanguinamento e perforazione gastrointestinali che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2).

Meloxicam, come qualsiasi altro FANS, può mascherare i sintomi di una malattia infettiva sottostante.

Fertilità femminile compromessa

Al pari di tutti i medicinali in grado di inibire la sintesi delle cicloossigenasi / prostaglandine, l’uso di meloxicam può compromettere la fertilità e non è raccomandato alle donne che intendono concepire.. Occorre considerare l’opportunità di interrompere il trattamento con meloxicam nelle donne che hanno difficoltà a concepire o che si stanno sottoponendo ad indagini sulla fertilità.

Meloxicam Zentiva contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio- galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

Sono stati effettuati studi di interazione solo negli adulti.

Interazioni farmacodinamiche:

Altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) e acido acetilsalicilico ≥ 3 g/d: La contemporanea somministrazione di diversi FANS può aumentare il rischio di ulcera e di sanguinamento gastrointestinale, a causa dell’effetto sinergico. L’uso concomitante di meloxicam con altri farmaci antiinfiammatori non steroidei, incluso l’acido acetilsalicilico a dosi antinfiammatorie (1 g come singola somministrazione o 3 g come dose giornaliera totale), non è raccomandato.

Anticoagulanti o eparina somministrata in geriatria o a dosi curative:

Il rischio di sanguinamento aumenta notevolmente per effetto dell’inibizione della funzione piastrinica e del danno alla mucosa gastroduodenale. I FANS possono aumentare gli effetti degli anticoagulanti come il warfarin (vedere paragrafo 4.4). Non e raccomandato l’uso concomitante di FANS e anticoagulanti o eparina somministrata in geriatria o a dosi curative (vedere paragrafo 4.4).

Negli altri casi di utilizzo di eparina è richiesta cautela per un aumentato rischio di sanguinamento. E’ richiesto un attento monitoraggio dell’INR se risulta impossibile evitare tale associazione.

Medicinali trombolitici ed antipiastrinici:

Aumento del rischio di sanguinamento per l’inibizione dell’attività delle piastrine e danno alla mucosa gastroduodenale.

Diuretici, ACE (enzima che converte l’angiotensina) inibitori e antagonisti dell’angiotensina II (come i sartani):

I FANS possono ridurre l’effetto dei medicinali diuretici e di altri antiipertensivi. In alcuni pazienti con compromessa funzionalità renale (es. pazienti disidratati o anziani con compromessa funzionalità renale) la concomitante somministrazione di un ACE inibitore o antagonisti dell’angiotensina II e agenti che inibiscono la cicloossigenasi possono portare ad ulteriore deterioramento della funzionalità renale,

inclusa una possibile insufficienza renale acuta che di solito è reversibile. Pertanto, l’associazione deve essere somministrata con cautela, specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzionalità renale dopo l’inizio della terapia concomitante, e poi periodicamente (vedere anche paragrafo 4.4).

Altri medicinali antiipertensivi (es. Beta-bloccanti):

Come per i medicinali precedenti, può verificarsi una diminuzione dell’effetto antiipertensivo dei Beta-bloccanti (a causa dell’inibizione delle prostaglandine con effetto vasodilatatorio).

Inibitori della calcineurina (es. ciclosporina, tacrolimus):

La nefrotossicità degli inibitori della calcineurina può essere aumentata dai FANS attraverso gli effetti renali mediati dalle prostaglandine. Occorre controllare la funzionalità renale durante la terapia combinata. Si raccomanda un attento controllo della funzionalità renale, specialmente negli anziani.

Dispositivi intrauterini:

I FANS sono stati segnalati per ridurre l’efficacia dei dispositivi intrauterini.

Una riduzione dell’efficacia dei dispositivi intrauterini per effetto dei FANS è già stata segnalata in passato, ma necessita di ulteriori conferme.

Corticosteroidi (es. glucocorticoidi):

L’uso concomitante con corticosteroidi richiede cautela a causa di un aumentato rischio di sanguinamento o di ulcera gastrointestinale.

Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI):

Aumentato rischio di sanguinamento gastrointestinale.

Interazioni farmacocinetiche: Effetto di meloxicam sulla farmacocinetica di altri farmaci

Litio:

E’ stato segnalato che i FANS provocano un aumento dei livelli di litio nel sangue (riducendo l’escrezione renale del litio), che può raggiungere valori tossici. La somministrazione concomitante di litio e FANS non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4). Laddove questa associazione appaia necessaria, le concentrazioni plasmatiche di litio devono essere attentamente monitorate all’inizio del trattamento, in occasione di variazioni della posologia e all’interruzione del trattamento con meloxicam.

Metotrexato:

I FANS possono ridurre la secrezione tubulare di metotrexato, aumentandone pertanto le concentrazioni plasmatiche. Per tale ragione, ai pazienti in trattamento con elevati dosaggi di metotrexato (più di 15 mg/settimana) non è raccomandato l’uso concomitante di FANS (vedere paragrafo 4.4).

Il rischio di interazione fra i FANS e metotrexato deve essere considerato anche nei pazienti che assumono un basso dosaggio di metotrexato, in particolare nei pazienti con compromissione della funzionalità renale. Laddove sia necessario il trattamento concomitante, occorre tenere sotto controllo la conta delle cellule ematiche e la funzionalità renale.

Occorre esercitare cautela nei casi in cui i FANS e metotrexato vengano somministrati entro tre giorni gli uni dall’altro, dal momento che la concentrazione

plasmatica di metotrexato può aumentare e provocare un aumento della tossicità.

Sebbene il trattamento concomitante con meloxicam non abbia avuto influenza rilevante sulla farmacocinetica di metotrexato (15 mg/settimana), occorre tenere presente che la tossicità ematologica del metotrexato può risultare amplificata dal trattamento con i FANS (vedere sopra). (Vedere paragrafo 4.8).

Interazioni farmacocinetiche: Effetto di altri medicinali sulla farmacocinetica di meloxicam

Colestiramina:

La colestiramina accelera l’eliminazione di meloxicam interrompendo la circolazione enteroepatica, tanto che la clearance di meloxicam aumenta del 50% e l’emivita diminuisce a 13 ± 3 ore. Questa interazione è clinicamente significativa.

Non sono emerse interazioni farmacocinetiche farmaco-farmaco clinicamente significative in relazione alla somministrazione concomitante di antiacidi, cimetidina e digossina.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza:

L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazione cardiovascolare aumentava da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. Si ritiene che il rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di un inibitore della sintesi di prostaglandine ha determinato un aumento della perdita pre e post- impianto e della mortalità embrio-fetale. Inoltre, un aumento dell’incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, meloxicam non deve essere somministrato se non chiaramente necessario.

Se meloxicam è usato da donne che tentano di concepire o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere mantenuta la più bassa possibile e la durata del trattamento deve essere la più breve possibile.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre il feto a*:

tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e

ipertensione polmonare);

disfunzione renale, che può peggiorare fino a insufficienza renale con oligo- idroamnios.

la madre e il neonato, alla fine della gravidanza a*:

possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante

che può verificarsi anche a dosi molto basse;

inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del

travaglio.

Conseguentemente, meloxicam è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Allattamento:

Mentre non esistono dati specifici relativi a meloxicam, è noto il passaggio dei FANS attraverso il latte materno. La somministrazione pertanto non è raccomandata in donne che allattano.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi specifici sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, sulla base del profilo farmacodinamico e delle reazioni avverse riportate, è probabile che meloxicam abbia un’influenza nulla o trascurabile su queste attività. Tuttavia qualora si verifichino disturbi visivi o sonnolenza, vertigini o altri disturbi del sistema nervoso centrale, è consigliabile astenersi da guidare veicoli e usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Studio clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alte dosi e in trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di trombosi arteriosa (per esempio infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo 4.4).

Si possono verificare ulcere peptiche perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatali, in particolare negli anziani (vedere paragrafo 4.4).

Gravi reazioni avverse cutanee (SCARs) sono state segnalate: sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e necrolisi epidermica tossica (NET) (vedere paragrafo 4.4).

Le frequenze delle reazioni avverse del farmaco sotto indicate sono basate sulle corrispondenti occorrenze degli eventi avversi riportati durante gli studi clinici. L’informazione si basa sugli studi clinici che hanno coinvolto 3.750 pazienti che sono stati trattati con dosi orali giornaliere di 7,5 o 15 mg di meloxicam in compresse o capsule per periodi di durata fino a 18 mesi (durata media del trattamento 127 giorni).

La seguente tabella riassume le reazioni avverse del farmaco, con le loro frequenze, divise in gruppi in accordo alla terminologia MedDRA: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100 e <1/10); non comune (≥1/1.000 e <1/100); raro (≥1/10.000 e <1/1.000); molto raro (<1/10.000); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Frequenza Effetto indesiderato
Patologie del sistema emolinfopoieticoComuneAnemia
Non comuneLeucopenia, trombocitopenia, agranulocitosi
Disturbi del sistema immunitarioRaroReazioni anafilattiche/anafilattoidi
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneNon comuneRitenzione di fluidi e di sodio, iperkaliemia
Disturbi psichiatriciRaroDisturbi dell’umore, insonnia, incubi
Patologie del sistema nervosoComuneCapogiri, cefalea
Non comuneVertigine, tinnito, sonnolenza
RaroStato confusionale
Patologie dell’occhioRaroCompromissione della visione inclusa visione offuscata
Patologie cardiacheNon comunePalpitazioni, insufficienza cardiaca
Patologie vascolariNon comuneIpertensione, vampate
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheRaro Attacchi d’asma*
Patologie gastrointestinaliComuneDispepsia, nausea, vomito, dolore addominale, costipazione, flatulenza, diarrea, melena, ematemesi
Non comuneEsofagiti, stomatiti, sanguinamento gastrointestinale, ulcere peptiche**
RaroPerforazione gastrointestinale, gastriti, coliti, esacerbazioni delle coliti, e morbo di Crohn.
Patologie epatobiliariRaroEpatiti
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoComunePrurito, eruzione cutanea
Non comuneOrticaria
RaroAngioedema, reazioni di fotosensibilità
Molto raroReazioni bollose inclusi eritema multiforme, Sindrome di Stevens-Johnson e Necrolisi epidermica tossica
Patologie renali e urinarieRaroInsufficienza renale acuta**
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneComuneEdema
Esami diagnosticiNon comuneAumento delle transaminasi, aumento della bilirubina, aumento della creatinina, aumento dell’urea nel sangue.

* in alcuni individui allergici ad acido acetilsalicilico (aspirina) o altri FANS.

** pazienti con fattori di rischio (vedere paragrafo 4.4).

Reazioni avverse non correlate al medicinale ma generalmente riconosciute come attribuibili ad altri composti della classe

Danno organico renale probabilmente con conseguente insufficienza renale acuta: sono stati segnalati casi isolati di nefriti tubulo-interstiziali, necrosi tubulari acute, sindrome nefritica e necrosi papillare.

04.9 Sovradosaggio

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I sintomi conseguenti al sovradosaggio acuto di FANS si limitano di solito a letargia, sonnolenza, nausea, vomito e dolore epigastrico che sono generalmente reversibili con la terapia di supporto. Può verificarsi sanguinamento gastrointestinale. Un’intossicazione grave può causare ipertensione, insufficienza renale acuta, disfunzione epatica, depressione respiratoria, coma, convulsioni, collasso cardiovascolare e arresto cardiaco. Sono state segnalate reazioni anafilattoidi con l’ingestione terapeutica di FANS e possono verificarsi a seguito di sovradosaggio.

In caso di sovradosaggio di FANS, i pazienti devono essere trattati con terapie sintomatiche e di supporto. Da uno studio clinico è stato dimostrato che la colestiramina somministrata per via orale in dosi di 4 g tre volte al giorno accelera l’eliminazione di meloxicam.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Farmaci Antiinfiammatori non steroidei; Oxicam. Codice ATC: M01AC06.

Meloxicam è un farmaco antiinfiammatorio non steroideo (FANS) della famiglia degli oxicam con proprietà antiinfiammatorie, analgesiche ed antipiretiche.

L’attività antinfiammatoria di meloxicam è stata dimostrata nei modelli classici dell’infiammazione. Come per gli altri FANS, non è noto il preciso meccanismo d’azione. Vi è tuttavia almeno un meccanismo d’azione comune per tutti i FANS (meloxicam compreso): l’inibizione della biosintesi delle prostaglandine, noti mediatori dell’infiammazione.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

Meloxicam è ben assorbito dal tratto gastrointestinale, come evidenziato dall’elevata biodisponibilità assoluta, pari all’89%, dopo somministrazione per via orale (capsule). Compresse, sospensione orale e capsule sono risultate bioequivalenti.

Dopo somministrazione di una dose singola di meloxicam, le concentrazioni plasmatiche massime medie vengono raggiunte entro 2 ore nel caso della sospensione, ed entro 5-6 ore per le formulazioni solide orali (capsule e compresse). Con dosaggi multipli, lo stato stazionario veniva raggiunto entro 3-5 giorni. La monosomministrazione giornaliera permette di ottenere concentrazioni plasmatiche del principio attivo con fluttuazioni relativamente modeste rispettivamente nel range 0,4-1,0 µg/ml per la dose da 7,5mg e 0,8-2,0 µg/ml per la dose da 15mg (rispettivamente Cmin e Cmax allo stato stazionario). Le massime concentrazioni

plasmatiche di meloxicam allo stato stazionario vengono raggiunte entro 5-6 ore per compresse, capsule e sospensione orale rispettivamente. Il trattamento ininterrotto per periodi superiori all’anno determina concentrazioni di principio attivo simili a quelle che risultano una volta raggiunto per la prima volta lo stato stazionario.

L’assorbimento di meloxicam dopo somministrazione orale non è alterato dalla contemporanea ingestione di cibo.

Distribuzione

Meloxicam si lega fortemente alle proteine plasmatiche, essenzialmente all’albumina (99%). Meloxicam penetra nel liquido sinoviale per dare concentrazioni pari a circa la metà di quelle plasmatiche. Il volume di distribuzione è basso, in media 11 litri. La variabilità interindividuale è dell’ordine del 30-40%.

Biotrasformazione

Meloxicam subisce un’ampia biotrasformazione epatica. Nelle urine sono stati individuati quattro diversi metaboliti farmacodinamicamente inattivi. Il principale metabolita, il 5′-carbossimeloxicam (60% della dose), si forma per ossidazione di un metabolita intermedio, il 5′-idrossimetilmeloxicam, anch’esso escreto ad una quantità inferiore (9% della dose). Studi in vitro indicano che in questo metabolismo riveste un ruolo importante il CYP 2C9, con un minore contributo dell’isoenzima CYP 3A4. Gli altri due metaboliti, che rappresentano rispettivamente il 16% e il 4% della dose somministrata, sono probabilmente da attribuirsi all’attività della perossidasi del paziente.

Eliminazione

Meloxicam viene in massima parte escreto sotto forma di metaboliti, in pari quantità nelle urine e nelle feci. Meno del 5% della dose giornaliera viene escreto in forma immodificata nelle feci, mentre nelle urine sono escrete soltanto tracce di farmaco in forma immodificata L’emivita media per l’eliminazione è di circa 20 ore. La clearance plasmatica totale media è pari a 8 ml/min.

Linearità/non-linearità

Meloxicam mostra una farmacocinetica lineare nel range di dosi terapeutiche da 7,5 mg a 15 mg dopo somministrazione per via orale o intramuscolare.

Popolazioni speciali

Insufficienza epatica/renale:

Né l’insufficienza epatica, né l’insufficienza renale lieve o moderata hanno un sostanziale effetto sulla farmacocinetica di meloxicam. Nell’insufficienza renale terminale, l’aumento del volume di distribuzione può risultare in maggiori concentrazioni di meloxicam libero, e la dose giornaliera di 7,5 mg non deve essere superata (vedere paragrafo 4.2).

Anziani:

La clearance plasmatica media allo stato stazionario nei soggetti anziani è risultata leggermente inferiore rispetto a quella riscontrata negli individui più giovani.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Negli studi preclinici il profilo tossicologico di meloxicam si è dimostrato identico a quello degli altri FANS: in corso di somministrazione cronica a dosi elevate sono state osservate ulcere ed erosioni gastrointestinali, necrosi papillare renale in due specie animali.

Studi di tossicità riproduttiva per via orale nel ratto hanno evidenziato una riduzione delle ovulazioni e inibizione dell’impianto ed effetti embriotossici (aumento dei riassorbimenti) a livelli di dose maternotossici di 1 mg/kg e più elevati. Studi di tossicità sulla riproduzione in ratti e conigli non hanno rilevato teratogenicità sino alle dosi orali di 4 mg/kg nei ratti e 80 mg/kg nei conigli.

I livelli di dose interessati superavano da 10 a 5 volte la dose clinica (7-15 mg) calcolata sulla base della dose espressa in mg/kg (per una persona di 75 kg). Come per tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine, sono stati descritti effetti fetotossici al termine della gestazione. Non è stato evidenziato alcun effetto mutageno, né in vitro né in vivo. Non è stato evidenziato alcun rischio cancerogeno nel ratto e nel topo a dosi molto superiori a quelle utilizzate nell’uomo.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Crospovidone

Silice colloidale anidra Sodio citrato

Lattosio monoidrato Cellulosa microcristallina Magnesio stearato

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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Tre anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede particolari condizioni per la conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister di PVC/PVDC/alluminio.

Meloxicam Zentiva 7,5 mg compresse sono disponibili in blister in confezioni da 1, 2, 7, 10, 14, 15, 20, 28, 30, 50, 60, 100, 140, 280, 300, 500 o 1.000 compresse. È

possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Meloxicam Zentiva 15 mg compresse sono disponibili in blister in confezioni da 1, 2, 7, 10, 14, 15, 20, 28, 30, 50, 60, 100, 140, 280, 300, 500 o 1.000 compresse. È

possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Viale Bodio, 37/b 20158 Milano Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Meloxicam Zentiva 7,5 mg compresse

compressa AIC n. 037322017

compresse AIC n. 037322029

7 compresse AIC n. 037322031

10 compresse AIC n. 037322043

compresse AIC n. 037322056

compresse AIC n. 037322068

20 compresse AIC n. 037322070

28 compresse AIC n. 037322082

30 compresse AIC n. 037322094

50 compresse AIC n. 037322106

60 compresse AIC n. 037322118

100 compresse AIC n. 037322120

140 compresse AIC n. 037322132

280 compresse AIC n. 037322144

300 compresse AIC n. 037322157

500 compresse AIC n. 037322169

1.000 compresse AIC n. 037322171

Meloxicam Zentiva 15 mg compresse

compressa AIC n. 037322183

compresse AIC n. 037322195

7 compresse AIC n. 037322207

10 compresse AIC n. 037322219

compresse AIC n. 037322221

compresse AIC n. 037322233

20 compresse AIC n. 037322245

28 compresse AIC n. 037322258

30 compresse AIC n. 037322260

50 compresse AIC n. 037322272

60 compresse AIC n. 037322284

100 compresse AIC n. 037322296

140 compresse AIC n. 037322308

280 compresse AIC n. 037322310

300 compresse AIC n. 037322322

500 compresse AIC n. 037322334

1.000 compresse AIC n. 037322346

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data della prima autorizzazione: 11.04.2007.

10.0 Data di revisione del testo

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11/06/2016

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Meloxicam zent – 30 Cpr 15 mg (Meloxicam)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: 66 Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Nessuna ATC: M01AC06 AIC: 037322260 Prezzo: 6,02 Ditta: Zentiva Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983