Trinomia: effetti collaterali e controindicazioni

Trinomia 100/40/10 mg (Acido Acetilsalicilico + Atorvastatina Calcio Triidrato + Ramipril) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Trinomia è indicato per la prevenzione secondaria degli eventi cardiovascolari, come terapia sostitutiva in pazienti adulti adeguatamente controllati con i singoli componenti somministrati in concomitanza a dosi terapeutiche equivalenti.

Trinomia 100/40/10 mg: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Trinomia 100/40/10 mg ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Trinomia 100/40/10 mg, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Trinomia 100/40/10 mg: controindicazioni

Ipersensibilità ai principi attivi, ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, ad altri salicilati, ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), ad altri inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE) o alla tartrazina.

Ipersensibilità alla soia o alle arachidi.

In caso di anamnesi positiva per crisi asmatiche o altre reazioni allergiche all’acido salicilico o ad altri analgesici/antinfiammatori non steroidei.

Ulcera peptica ricorrente e/o emorragia gastrointestinale precedente o in atto, o altri tipi di emorragia, come emorragia cerebrovascolare.

Emofilia ed altri disturbi della coagulazione.

Grave compromissione della funzionalità renale ed epatica (vedere paragrafo 4.2).

Pazienti in emodialisi (vedere paragrafo 4.2).

Grave insufficienza cardiaca.

Trattamento concomitante con metotrexato a un dosaggio di 15 mg o più alla settimana (vedere paragrafo 4.5).

L’uso concomitante di Trinomia con medicinali contenenti aliskiren è controindicato nei pazienti affetti da diabete mellito o compromissione renale (VFG [velocità di filtrazione glomerulare] < 60 ml/min/1,73 m2) (vedere paragrafì 4.5 e 5.1).

Pazienti con polipi nasali associati ad asma indotta o esacerbata dall’acido acetilsalicilico.

Epatopatia in fase attiva o aumenti persistenti e inspiegabili delle transaminasi sieriche superiori a 3 volte il limite superiore della norma (vedere paragrafo 4.4).

Durante la gravidanza, l’allattamento e nelle donne in età fertile che non utilizzano adeguate misure contraccettive (vedere paragrafo 4.6).

Trattamento concomitante con tipranavir o ritonavir, a causa del rischio di rabdomiolisi (vedere paragrafì 4.4 e 4.5).

Trattamento concomitante con ciclosporina, a causa del rischio di rabdomiolisi (vedere paragrafì 4.4 e 4.5).

Anamnesi positiva per angioedema (ereditario, idiopatico o dovuto a precedente angioedema con ACE- inibitori o agonisti del recettore dell’angiotensina II (AIIRA)).

Trattamenti extracorporei che comportano il contatto del sangue con superfici a carica negativa (vedere paragrafo 4.5).

Stenosi significativa dell’arteria renale bilaterale o stenosi dell’arteria renale in caso di singolo rene funzionante.

Il ramipril non deve essere usato in pazienti con stati ipotensivi o emodinamicamente instabili.

Bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età. In caso di bambini di età inferiore a 16 anni con febbre, influenza o varicella, esiste il rischio di sviluppo della sindrome di Reye.

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Trinomia 100/40/10 mg: effetti collaterali

Riassunto del profilo di sicurezza

Trinomia deve essere usato esclusivamente come terapia sostitutiva in pazienti adeguatamente controllati con i singoli componenti somministrati in concomitanza a dosi terapeutiche equivalenti.

Gli effetti indesiderati più comuni associati al trattamento con aspirina sono di natura gastrointestinale. Ulcere e sanguinamento non sono comuni (meno di 1 caso su 100). La perforazione del tratto gastrointestinale è molto rara (meno di 1 caso su 10.000). Informare immediatamente il medico nel caso in cui si notino feci scure o presenza di sangue nel vomito (segni di grave sanguinamento gastrico).

Gli effetti avversi noti connessi alla terapia con ramipril comprendono tosse secca persistente e reazioni dovute ad ipotensione. Gli effetti avversi non comuni (meno di 1 caso su 100) associati alla terapia con ramipril comprendono angioedema, compromissione renale ed epatica. Neutropenia e agranulocitosi si verificano raramente (meno di 1 caso su 1.000).

La mialgia (dolore e spasmi muscolari, gonfiore delle articolazioni) è un effetto avverso comune correlato al trattamento con statine. Miopatia e rabdomiolisi sono eventi rari (meno di 1 caso su 1.000). Il monitoraggio della CK deve essere considerato parte della valutazione dei pazienti con livelli di CK significativamente elevati al basale (> 5 volte il LSN).

Nel database degli studi clinici con atorvastatina controllati verso placebo, comprendente 16.066 pazienti (8.755 nel gruppo atorvastatina vs 7.311 nel gruppo placebo) trattati per un periodo medio di 53 settimane, il 5,2% dei pazienti del gruppo atorvastatina ha interrotto il trattamento a causa di reazioni avverse rispetto al 4,0% dei pazienti del gruppo placebo.

Come per altri inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, un aumento delle transaminasi sieriche è stato segnalato nei pazienti trattati con atorvastatina. Queste alterazioni sono state in genere lievi, transitorie e non hanno richiesto l’interruzione del trattamento. Aumenti clinicamente importanti (> 3 volte il limite superiore della norma) delle transaminasi sieriche si sono verificati nello 0,8% dei pazienti trattati con atorvastatina. Questi aumenti sono apparsi dipendenti dalla dose e reversibili in tutti i pazienti.

Livelli sierici elevati di creatinchinasi (CK) superiori di 3 volte il limite superiore della norma sono stati osservati nel 2,5% dei pazienti trattati con atorvastatina, analogamente a quanto rilevato negli studi clinici con altri inibitori dell’HMG-CoA reduttasi. Livelli maggiori di 10 volte l’intervallo superiore della norma si sono verificati nello 0,4% dei pazienti trattati con atorvastatina (vedere paragrafo 4.4).

I seguenti eventi avversi sono stati segnalati con alcune statine:

Disfunzione sessuale.

Depressione.

Casi eccezionali di malattia polmonare interstiziale, in particolare con la terapia a lungo termine (vedere paragrafo 4.4).

Diabete Mellito: la frequenza dipende dalla presenza o assenza di fattori di rischio (glicemia a digiuno ? 5,6 mmol/l, IMC > 30 kg/m2, livelli elevati di trigliceridi, anamnesi positiva per ipertensione).

Riassunto in forma tabellare delle reazioni avverse

Tabella 3: Riassunto in forma tabellare delle reazioni avverse
molto comune (? 1/10); comune (? 1/100, < 1/10); non comune (? 1/1.000, < 1/100); raro (? 1/10.000,
< 1/1.000); molto raro (< 1/10.000) , non nota (la frequneza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Classificazione per sistemi e organi secondo MedDRA Effetti indesiderati Frequenza
Ramipril Atorvastatin a ASA
Patologie del sistema emolinfopoietico Eosinofilia. Non comune
Riduzione della conta leucocitaria (inclusa
neutropenia o agranulocitosi), riduzione della conta eritrocitaria, riduzione dell’emoglobina, riduzione della conta
piastrinica (trombocitopenia).
Raro
Sono state riportate gravi emorragie, in alcuni casi a rischio di vita, per esempio emorragia cerebrale, particolarmente in pazienti con ipertensione non controllata e/o
trattamento concomitante con anticoagulanti.
Raro
Sono stati osservati sanguinamenti generali, come sanguinamento del naso,sanguinamento delle gengive, sanguinamento della cute o sanguinamento del tratto urogenitale, con un possibile prolungamento del tempo di coagulazione (vedere paragrafo 4.4).
Questo effetto può
durare da 4 a 8 giorni dopo l’ingestione.
Raro
Trombocitopenia. Raro
Insufficienza midollare, pancitopenia,
anemia emolitica.
Non nota
Patologie gastrointestinali Disturbi gastrointestinali come pirosi,
nausea, vomito, mal di stomaco e diarrea.
Molto comune
Perdite ematiche minori nel tratto
gastrointestinale (micro-sanguinamenti).
Molto comune
Dispepsia, nausea, diarrea. Comune Comune
Vomito Comune Non comune
Disturbi digestivi, fastidio addominale Comune
Infiammazione gastrointestinale. Comune Non comune
Costipazione. Non comune Comune
Flatulenza. Comune
Ulcere gastrointestinali. Non comune
Sanguinamento gastrointestinale. Non comune
Anemia sideropenica dovuta a perdite ematiche occulte a carico del tratto
gastrointestinale dopo uso prolungato.
Non comune
Dolore addominale superiore e inferiore,
eruttazione, pancreatite.
Non comune
Pancreatite (casi con esito fatale sono stati riportati in via eccezionale con ACE- inibitori), aumento degli enzimi pancreatici, angioedema dell’intestino tenue, dolore addominale superiore, incluso gastrite,
secchezza delle fauci.
Non comune
Glossite. Raro
Perforazione di un ulcera gastrointestinale.
Informare immediatamente il medico in presenza di feci scure o di sangue nel vomito
(segni di grave sanguinamento gastrico).
Molto raro
Stomatite aftosa. Non nota
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Broncospasmo parossistico, dispnea grave,
rinite, congestione nasale.
Comune
Dolore faringolaringeo, epistassi. Comune
Tosse stizzosa non produttiva, bronchite,
sinusite, dispnea.
Comune
Broncospasmo, compreso aggravamento
dell’asma, congestione nasale.
Non comune
Infezioni ed
infestazioni
Rinofaringite. Comune
Patologie del sistema nervoso Mal di testa. Comune Comune
Capogiri Comune Non comune
Vertigini, ageusia. Non comune
Parestesia, disgeusia Non comune Non comune
Ipoestesia, amnesia. Non comune
Neuropatia periferica. Raro
Tremore, disturbo dell’equilibrio. Raro
Ischemia cerebrale comprendente ictus
ischemico e attacco ischemico transitorio, compromissione delle abilità psicomotorie, sensazione di bruciore, parosmia.
Non nota
Mal di testa, capogiri, compromissione dell’udito o ronzio nelle orecchie (tinnito) e confusione mentale Non pertinente (possono essere sintomi di sovradosaggio Vedere
paragrafo 4.9)
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Rash, in particolare maculo-papulare. Comune
Reazioni cutanee. Non comune
Orticaria, rash cutaneo, prurito, alopecia. Non comune
Angioedema; in casi molto eccezionali,
l’ostruzione delle vie aeree conseguente all’angioedema può avere esito fatale; prurito, iperidrosi.
Non comune
Edema angioneurotico, dermatite bollosa, incluso eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica
tossica.
Raro
Dermatite esfoliativa, onicolisi. Raro
Reazione di fotosensibilità. Molto raro
Eritema multiforme Non nota Molto raro
Necrolisi epidermica tossica, sindrome di
Steven-Johnson
Non nota
Pemfigo, aggravamento della psoriasi, dermatite psoriasiforme, esantema o
enantema pemfigoide o lichenoide, alopecia
Non nota
Ramipril Atorvastatin a ASA
Disturbi del sistema immunitario Reazioni allergiche. Comune
Reazioni di ipersensibilità della cute, del tratto respiratorio, del tratto gastrointestinale e del sistema cardiovascolare, specie in pazienti asmatici (con questi possibili sintomi: calo della pressione arteriosa, dispnea, rinite, congestione nasale, shock
anafilattico, edema di Quincke).
Raro
Anafilassi. Molto raro
Reazioni anafilattiche o anafilattoidi,
aumento degli anticorpi antinucleo.
Non nota
Patologie epatobiliari Epatite. Non comune
Aumento degli enzimi epatici e/o della
bilirubina coniugata.
Non comune
Colestasi. Raro
Ittero colestatico, danno epatocellulare. Raro
Insufficienza epatica. Molto raro
Valori elevati nei test di funzionalità epatica. Molto raro
Insufficienza epatica acuta, epatite
colestatica o citolitica (l’esito fatale si è verificato in casi molto eccezionali).
Non nota
Patologie renali e urinarie Compromissione della funzione renale,
compresa insufficienza renale acuta, aumento della diuresi, peggioramento della proteinuria preesistente, aumento dell’azotemia, aumento della creatinina ematica.
Non comune
Compromissione della funzionalità renale. Molto raro
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Iperglicemia. Comune
Aumento della potassiemia. Comune
Ipoglicemia. Non comune Molto raro
Aumento di peso. Non comune
Anoressia. Non comune Non comune
Diminuzione dell’appetito. Non comune
A basse dosi, l’acido acetilsalicilico riduce l’escrezione di acido urico.
Nei pazienti suscettibili questo può causare attacchi di
gotta.
Molto raro
Diminuzione della natriemia. Non nota
Disturbi psichiatrici Incubi, insonnia. Non comune
Umore depresso, ansia, nervosismo,
irrequietezza, disturbi del sonno, compresa sonnolenza.
Non comune
Stato confusionale. Raro
Disturbo dell’attenzione. Non nota
Patologie dell’occhio Visione offuscata. Non comune Non comune
Disturbi visivi. Non comune Raro
Congiuntivite. Raro
Ramipril Atorvastatin a ASA
Patologie dell’orecchio e del labirinto Tinnito. Raro Non comune
Compromissione dell’udito. Raro
Perdita dell’udito. Molto raro
Patologie del sistema muscoloscheletric o e del tessuto connettivo Mialgia, spasmi muscolari. Comune Comune
Dolore alle estremità, gonfiore delle
articolazioni, dorsalgia.
Comune
Artralgia. Non comune Comune
Dolore al collo, affaticamento muscolare. Non comune
Miopatia, miosite, rabdomiolisi,
tendinopatia, talvolta complicata da rottura.
Raro
Miopatia necrotizzante immuno-mediata
(vedere paragrafo 4.4).
Non nota
Patologie dell’apparato riproduttivo e
della mammella
Impotenza erettile transitoria, diminuzione
della libido.
Non comune
Ginecomastia. Non nota Molto raro
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di
somministrazione
Dolore toracico, affaticamento. Comune Non comune
Piressia. Non comune Non comune
Malessere, edema periferico. Non comune
Astenia. Raro Non comune
Esami diagnostici Anomalie dei test di funzionalità epatica,
aumento della creatinchinasi.
Comune
Presenza di globuli bianchi nelle urine. Non comune
Patologie cardiache Ischemia miocardica, comprendente angina
pectoris o infarto miocardico, tachicardia, aritmia, palpitazioni, edema periferico.
Non comune
Patologie vascolari Ipotensione, calo della pressione arteriosa
ortostatica, sincope.
Comune
Vampate. Non comune
Stenosi vascolare, ipoperfusione, vasculite. Raro
Fenomeno di Raynaud. Non nota

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

Trinomia 100/40/10 mg: avvertenze per l’uso

Trinomia deve essere utilizzato esclusivamente come terapia sostitutiva in pazienti adeguatamente controllati con i singoli componenti somministrati in concomitanza a dosi terapeutiche equivalenti.

Avvertenze per popolazioni speciali:

Si richiede una supervisione medica particolarmente attenta in caso di:

ipersensibilità ad altri analgesici/antinfiammatori/antipiretici/antireumatici o altri allergeni (vedere paragrafo 4.3).

altre allergie note (ad es. reazioni cutanee, prurito, orticaria), asma bronchiale, pollinosi, gonfiore delle mucose nasali (iperplasia delle adenoidi) e altre malattie respiratorie croniche (vedere paragrafo 4.3).

pazienti con anamnesi positiva per ulcere gastriche o enteriche o sanguinamento gastrointestinale (vedere paragrafo 4.3).

pazienti con ridotta funzionalità epatica e/o renale (vedere paragrafo 4.2).

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pazienti a rischio particolare di ipotensione: in pazienti con sistema renina-angiotensina-aldosterone fortemente attivato, insufficienza cardiaca transitoria o persistente post-infarto miocardico, pazienti a rischio di ischemia cardiaca o cerebrale, in caso di ipotensione acuta è necessaria la supervisione medica, comprendente il monitoraggio della pressione arteriosa, al fine di ridurre il rischio di un calo pronunciato acuto della pressione arteriosa e il deterioramento della funzione renale dovuto all’ACE-inibizione (vedere paragrafo 4.3).

deterioramento della circolazione cardiovascolare (vasculopatia renale, insufficienza cardiaca congestizia, deplezione del volume, intervento chirurgico maggiore, sepsi o eventi emorragici gravi).

pazienti con deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi.

pazienti a rischio di aumento dei livelli di acido urico.

pazienti che consumano quantità considerevoli di alcol e/o con anamnesi positiva per epatopatie.

– diagnosi di gravidanza: il trattamento deve essere interrotto immediatamente e, se opportuno, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafì 4.3 e 4.6).

gli ACE-inibitori causano una più elevata incidenza di angioedema nei pazienti neri rispetto ai pazienti non neri.

Come per altri ACE-inibitori, il ramipril può essere meno efficace nel ridurre la pressione arteriosa nei soggetti neri, possibilmente a causa della maggiore prevalenza di ipotensione con bassi livelli di renina nella popolazione nera ipertesa.

Il monitoraggio durante il trattamento è richiesto in caso di:

Trattamento concomitante con farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), corticosteroidi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), farmaci antiaggreganti, anticoagulanti

Trattamento concomitante con ibuprofene

Pazienti che sviluppano segni o sintomi indicativi di lesione epatica

Intervento chirurgico:

la terapia con Trinomia deve essere temporaneamente interrotta alcuni giorni prima di un intervento chirurgico maggiore di elezione, o quando sopravviene un’importante condizione medica o chirurgica. In caso di interventi di minore entità, come estrazioni dentali, Trinomia può contribuire al prolungamento del tempo di sanguinamento .

Si richiede un monitoraggio particolarmente attento nei pazienti con compromissione della funzionalità renale (vedere paragrafo 4.2). Esiste il rischio di compromissione della funzionalità renale, in particolare nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia o sottoposti a trapianto di rene.

Nei pazienti a rischio di sviluppo di iperkaliemia, ossia con insufficienza renale, età > 70 anni, diabete mellito non controllato, condizioni quali disidratazione, scompenso cardiaco acuto, acidosi metabolica o che utilizzano in concomitanza sali di potassio, diuretici risparmiatori di potassio e altri principi attivi che aumentano il potassio sierico, si raccomanda il monitoraggio regolare del potassio sierico (vedere paragrafo 4.5).

Avvertenza per effetti indesiderati specifici:

– Effetti epatici:

I test di funzionalità epatica devono essere eseguiti prima di iniziare il trattamento con atorvastatina e in seguito periodicamente. Nei pazienti che sviluppano segni o sintomi indicativi di lesione epatica devono essere eseguiti i test di funzionalità epatica. I pazienti che sviluppano un aumento dei livelli di transaminasi devono essere monitorati fino alla risoluzione della(e) anomalia(e). Qualora persista un aumento delle transaminasi di oltre 3 volte il limite superiore della norma (LSN), si raccomanda di ridurre la dose o sospendere Trinomia (vedere paragrafo 4.8).

Trinomia deve essere usato con cautela in pazienti che consumano quantità considerevoli di alcol e/o con anamnesi positiva per epatopatie.

Prevenzione dell’ictus mediante riduzione aggressiva dei livelli di colesterolo (SPARCL)

In un’analisi "post-hoc" di sottotipi di ictus in pazienti senza patologie coronariche (CHD) che avevano avuto un ictus recente o un attacco ischemico transitorio (TIA), si è osservata una maggior incidenza di ictus emorragico nei pazienti che avevano iniziato il trattamento con atorvastatina 80 mg rispetto al placebo. L’aumento del rischio è stato notato particolarmente in pazienti con precedente ictus emorragico o

infarto lacunare all’entrata nello studio. Per i pazienti con precedente ictus emorragico o infarto lacunare, il rapporto tra rischi e benefici di atorvastatina 80 mg è incerto ed il rischio potenziale di ictus emorragico deve essere attentamente considerato prima di iniziare il trattamento .

– Effetti sull’apparato muscoloscheletrico:

L’atorvastatina, come altri inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, può in rare occasioni avere effetti sul muscolo scheletrico e causare mialgia, miosite e miopatia, che possono progredire in rabdomiolisi, una condizione clinica potenzialmente letale caratterizzata da un marcato aumento dei livelli di creatinchinasi (CK) (> 10 volte il LSN), mioglobinemia e mioglobinuria, che possono portare ad insufficienza renale.

Prima del trattamento:

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L’atorvastatina deve essere prescritta con cautela in pazienti con fattori predisponenti alla rabdomiolisi. I livelli di CK devono essere determinati prima di iniziare il trattamento nelle seguenti situazioni:

Compromissione della funzionalità renale

Ipotiroidismo

Storia personale o familiare di disordini muscolari ereditari

Precedente storia di tossicità muscolare con statine o fibrati

Precedente storia di malattia epatica e/o in caso di consumo di elevate quantità di alcool.

Negli anziani (età > 70 anni) si deve considerare la necessità di tale determinazione in base alla presenza di altri fattori predisponenti alla rabdomiolisi.

Situazioni in cui può verificarsi un aumento dei livelli plasmatici, come interazioni (vedere paragrafo 4.5) e popolazioni speciali, incluse sottopopolazioni genetiche (vedere paragrafo 5.2).

In tali situazioni, il rischio del trattamento deve essere considerato in funzione del possibile beneficio e si raccomanda di monitorare clinicamente i pazienti.

Se i livelli basali di CK sono significativamente elevati (> 5 volte il LSN), il trattamento non deve essere iniziato.

Misurazione della creatinchinasi:

La creatinchinasi (CK) non deve essere misurata dopo un esercizio fisico intenso o in presenza di una qualsiasi causa alternativa plausibile di aumento della CK, poiché ciò può rendere difficile l’interpretazione del valore. Se i livelli di CK sono significativamente elevati al basale (> 5 volte il LSN), la misurazione deve essere ripetuta entro i 5-7 giorni successivi per confermare i risultati.

Durante il trattamento:

Ai pazienti deve essere chiesto di riferire prontamente la comparsa di dolore, crampi o debolezza muscolari, soprattutto se accompagnati da malessere o febbre.

Se tali sintomi si verificano mentre il paziente è sottoposto a trattamento con atorvastatina, si devono misurare i livelli di CK. Se tali livelli risultano significativamente elevati (> 5 volte il LSN), il trattamento deve essere interrotto.

Se i sintomi muscolari sono intensi e causano fastidio quotidiano, anche se i livelli di CK sono elevati a 5 volte il LSN, si deve prendere in considerazione l’interruzione del trattamento.

Se i sintomi si risolvono e i livelli di CK ritornano nella norma, si può considerare il ripristino del trattamento con atorvastatina o l’introduzione di una statina alternativa, con un attento monitoraggio.

Trinomia deve essere sospeso se si verifica un aumento clinicamente significativo dei livelli di CK (> 10 volte il LSN), o se viene diagnosticata o si sospetta rabdomiolisi.

Vi sono state segnalazioni molto rare di miopatia necrotizzante immuno-mediata (IMNM) durante o dopo il trattamento con statine, inclusa l’atorvastatina. L’IMNM è caratterizzata clinicamente da debolezza muscolare prossimale e da un’elevata creatinchinasi sierica, che permangono nonostante l’interruzione del trattamento con statine.

Trattamento concomitante con altri medicinali

inclusi ritonavir, lopinavir, atazanavir, indinavir, darunavir, ecc). Il rischio di miopatia può aumentare anche con l’uso concomitante di gemfibrozil e altri derivati dell’acido fibrico, eritromicina, niacina ed ezetimibe. Se possibile, devono essere considerate terapie alternative (che non producono interazioni) invece di questi medicinali.

Trinomia non deve essere co-somministrato con formulazioni sistemiche di acido fusidico o nei 7 giorni successivi all’interruzione del trattamento con acido fusidico. Nei pazienti per i quali l’uso dell’acido fusidico per via sistemica è considerato essenziale, il trattamento con statine deve essere interrotto per tutta la durata del trattamento con acido fusidico. Ci sono state segnalazioni di rabdomiolisi (compresi alcuni casi con esito infausto) in pazienti che hanno assunto acido fusidico e statine in associazione (vedere paragrafo 4.5). Il paziente deve essere avvisato di ricorrere ad immediate cure mediche nel caso in cui avvertisse sintomi di debolezza, dolore o sensibilità muscolare.

La terapia con statine può essere reintrodotta sette giorni dopo l’ultima dose di acido fusidico.

In circostanze eccezionali, nelle quali è richiesto l’uso prolungato di acido fusidico per via sistemica, ad es. per il trattamento di gravi infezioni, la necessità della somministrazione concomitante di Trinomia e acido fusidico deve essere valutata caso per caso e sotto stretta sorveglianza medica.

Malattia polmonare interstiziale:

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Casi eccezionali di malattia polmonare interstiziale sono stati segnalati con alcune statine, soprattutto con la terapia a lungo termine (vedere paragrafo 4.8). Se si sospetta lo sviluppo di malattia polmonare interstiziale in un paziente, la terapia con statine deve essere interrotta.

Diabete Mellito

Alcune evidenze suggeriscono che le statine, come effetto di classe, aumentano la glicemia e in alcuni pazienti, ad alto rischio di sviluppare diabete, possono indurre un livello di iperglicemia tale per cui è appropriato il ricorso a terapia antidiabetica. Questo rischio, tuttavia, è superato dalla riduzione del rischio vascolare con l’uso di statine e pertanto non deve essere motivo di interruzione del trattamento. I pazienti a rischio (glicemia a digiuno da 5,6 a 6,9 mmol/L, IMC>30kg/m2, livelli elevati di trigliceridi, ipertensione) devono essere monitorati sia a livello clinico che a livello biochimico in accordo con le linee guida nazionali.

Angioedema:

Angioedema è stato segnalato in pazienti trattati con ACE-inibitori, incluso ramipril (vedere paragrafo 4.8). In caso di angioedema, il trattamento con Trinomia deve essere interrotto.

E’ necessario istituire prontamente una terapia di emergenza. Il paziente deve essere tenuto sotto osservazione per almeno 12-24 ore e dimesso dopo la completa risoluzione dei sintomi.

Angioedema intestinale è stato segnalato in pazienti trattati con ACE-inibitori, incluso ramipril (vedere paragrafo 4.8). Questi pazienti presentavano dolore addominale (con o senza nausea o vomito).

Duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS)

Esiste l’evidenza che l’uso concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren aumenti il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS, a seguito dell’uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell’angiotensina II o aliskiren, non è pertanto raccomandato (vedere paragrafì 4.5 e 5.1).

Qualora la terapia del duplice blocco sia considerata assolutamente necessaria, deve essere eseguita esclusivamente sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna.

Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell’angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.

Reazioni anafilattiche durante la desensibilizzazione:

La probabilità e la gravità delle reazioni anafilattiche e anafilattoidi al veleno di insetti e ad altri allergeni aumentano con l’ACE-inibizione. Si deve prendere in considerazione la sospensione temporanea di Trinomia prima della desensibilizzazione.

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Neutropenia/agranulocitosi

Neutropenia/agranulocitosi, trombocitopenia ed anemia sono state osservate raramente ed è stata segnalata mielodepressione. Si raccomanda di monitorare i globuli bianchi. Un monitoraggio più frequente è consigliato nella fase iniziale del trattamento e in pazienti con compromessa funzionalità renale, in quelli con patologie concomitanti del collagene (ad es. lupus eritematoso o sclerodermia) e nei pazienti trattati con altri medicinali che possono causare alterazioni del quadro ematico (vedere paragrafì 4.5 e 4.8).

Tosse

Con l’uso di ACE-inibitori è stata segnalata tosse. Tipicamente, la tosse è non produttiva, persistente e si risolve dopo l’interruzione della terapia. La tosse indotta da ACE-inibitori deve essere considerata nell’ambito della diagnosi differenziale della tosse.

Trinomia contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi o malassorbimento di glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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