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Losartan Ahcl 28 Cpr Riv 100 mg: Scheda Tecnica

Losartan Ahcl 28 Cpr Riv 100 mg

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Losartan Ahcl 28 Cpr Riv 100 mg: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Losartan Ahcl 28 Cpr Riv 100 mg: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Losartan AHCL 100 mg compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ciascuna compressa rivestita con film contiene 100 mg di Losartan AHCL, equivalente a 91,7 mg di Losartan.

Eccipiente:

Ogni compressa rivestita con film contiene 104 mg di lattosio. Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse rivestite con film

Compresse rivestite con film da bianco a quasi bianco, rotonde, biconvesse, rivestite con film piatte da un lato e con un “100” a sbalzo sull’altro lato.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento dell’ipertensione essenziale in adulti e in bambini e adolescenti dai 6 ai 18 anni di età.

Trattamento di patologia renale in pazienti con ipertensione e diabete mellito di tipo 2 con proteinuria ≥0,5 g/giorno come parte di un trattamento anti-ipertensivo.

Riduzione del rischio di ictus in pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra documentata da ECG (vedere paragrafo 5.1 Studìo LIFE, Razza).

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Le compresse di losartan devono essere deglutite con un bicchiere d’acqua. La compressa di Losartan AHCL può essere assunta con o senza cibo.

Ipertensione

La dose abituale iniziale e di mantenimento é di 50 mg una volta al giorno per la maggior parte dei pazienti. L’effetto antiipertensivo massimo si ottiene dopo 3-6 settimane dall’inizio della terapia. Alcuni pazienti possono ricevere un ulteriore beneficio aumentando la dose a 100 mg una volta al giorno (al mattino).

Losartan AHCL compresse può essere somministrato con altri agenti antiipertensivi, specialmente con diuretici (ad es. idroclorotiazide).

Pazienti ipertesi con diabete di tipo II con proteniuria 0,5 g/giorno

La dose iniziale abituale è di 50 mg una volta al giorno. La dose può essere aumentata a 100 mg una volta al giorno su risposta della pressione arteriosa da un mese in poi dopo l’inizio della terapia. Losartan AHCL può essere somministrato con altri agenti anti-ipertesivi (ad es. diuretici, calcioantagonisti, alfa- o beta-antagonisti ed agenti che agiscono centralmente) così come con l’insulina ed altri agenti ipoglicemici comunemente utilizzati (ad es. sulfoniluree, glitazone ed inibitori della glucosidasi).

Riduzione del rischio di ictus nei pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra documentata da ECG

La consueta dose iniziale è 50 mg di Losartan AHCL compresse una volta al giorno. Una dose bassa di idroclorotiazide deve essere aggiunta e/o la dose di Losartan AHCL compresse deve essere incrementata a 100 mg una volta al giorno, in base alla risposta della pressione sanguigna.

Popolazioni speciali

Uso in pazienti con deplezione del volume intravascolare:

Per i pazienti con deplezione del volume intravascolare (ad es. quelli trattati con un’alta dose di diuretici), é raccomandata una dose iniziale di 25 mg una volta al giorno (vedere paragrafo 4.4)

Uso in pazienti con danno renale ed emodialisi:

Non é necessario un aggiustamento della dose iniziale in pazienti con danno renale ed in pazienti in emodialisi.

Uso in pazienti con compromissione epatica:

Deve essere considerato un dosaggio più basso nei pazienti con anamnesi di compromissione epatica. Non c’è esperienza sull’uso terapeutico nei pazienti con grave compromissione epatica. Pertanto, Losartan non é raccomandato in pazienti con compromissione epatica grave (vedere paragrafì 4.3 e 4.4).

Popolazione pediatrica

I dati sull’efficacia e sulla sicurezza di losartan per il trattamento dell’ipertensione nei bambini e negli adolescenti di 6-18 anni sono limitati (vedere paragrafo 5.1). Sono disponibili dati limitati sulla farmacocinetica nei bambini ipertesi sopra un mese di età (vedere paragrafo 5.2).

Per i pazienti che possono deglutire le compresse, la dose raccomandata è di 25 mg una volta al giorno in pazienti da >20 a <50 kg. In casi eccezionali il dosaggio può essere incrementato ad un massimo di 50 mg una volta al giorno. La dose deve essere aggiustata in funzione della risposta della pressione sanguigna.

In pazienti con peso corporeo >50 kg la dose abituale è di 50 mg una volta al giorno. In casi eccezionali la dose può essere aggiustata fino ad un massimo di 100 mg una volta al giorno. Non sono stati studiati dosaggi maggiori di 1,4 mg/kg (od in eccesso di 100 mg) al giorno in pazienti pediatrici.

Losartan non è raccomandato in bambini sotto i 6 anni di età poiché i dati disponibili in questo gruppo di pazienti sono limitati.

Non è raccomandato in bambini con velocità di filtrazione glomerulare <30 ml/min/1,73 m2, poiché non ci sono dati disponibili (vedere paragrafo 4.4).

Losartan inoltre non è raccomandato nei bambini con compromissione epatica (vedere paragrafo 4.4).

Uso in pazienti anziani:

Sebbene si debba prendere in considerazione di iniziare la terapia con 25 mg in pazienti oltre i 75 anni, generalmente non é necessario l’aggiustamento della dose per i pazienti anziani.

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti (vedere paragrafì 4.4 e 6.1).

Secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4 e 4.6) Compromissione epatica grave

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Ipersensibilità:

Angioedema. Pazienti con anamnesi di angioedema (rigonfiamento del viso, labbra, gola e/o lingua) devono essere strettamente monitorati (vedere paragrafo 4.8).

Ipotensione e squilibrio idro-elettrolitico

Si può verificare ipotensione sintomatica, specialmente dopo la prima dose e dopo l’incremento della dose, in pazienti con deplezione di volume e/o sodio a causa di una forte terapia diuretica, dieta iposodica, diarrea o vomito. Queste condizioni devono essere corrette prima della somministrazione di Losartan AHCL compresse, oppure deve essere utilizzata una dose più bassa (vedere paragrafo 4.2). Questo é valido anche per i bambini dai 6 ai 18 anni di età.

Squilibri elettrolitici

Gli squilibri elettrolitici sono comuni in pazienti con danno renale, con o senza diabete, e devono essere presi in considerazione. In uno studio clinico condotto in pazienti affetti da diabete di tipo 2 con nefropatia, l’incidenza di iperkaliemia é risultata più alta nel gruppo trattato con Losartan AHCL compresse rispetto al gruppo trattato con placebo (vedere paragrafo 4.8). Di conseguenza, le concentrazioni plasmatiche di potassio così come i valori di clearance della creatinina devono essere attentamente monitorati, soprattutto nei pazienti con insufficienza cardiaca ed una clearance di creatinina tra 30-50 ml/min.

Non é raccomandato l’uso concomitante di diuretici risparmiatori di potassio, integratori di potassio e sostituti del sale contenenti potassio con il losartan (vedere paragrafo 4.5)

Compromissione della funzionalità epatica

Sulla base dei dati farmacocinetici che dimostrano un aumento significativo delle concentrazioni plasmatiche di losartan nei pazienti cirrotici, deve essere presa in considerazione una dose più bassa per i pazienti con un’anamnesi di

compromissione epatica (vedere paragrafo 4.2). Non esistono esperienze terapeutiche con losartan nei pazienti con compromissione epatica grave. Per cui il losartan non deve essere somministrato in pazienti con compromissione epatica grave (vedere paragrafì 4.2, 4.3 e 5.2).

Losartan inoltre non é raccomandato in bambini con compromissione epatica (vedere paragrafo 4.2).

Funzionalità renale compromessa

Come conseguenza dell’inibizione del sistema renina-angiotensina, sono state riportate alterazioni nella funzionalità renale incluso insufficienza renale (in particolare, nei pazienti la cui funzionalità renale dipende dal sistema renina- angiotensina-aldosterone come ad esempio quelli con insufficienza cardiaca grave o con disfunzione renale preesistente).

Come con altri prodotti medicinali che influenzano il sistema renina- angiotensina-aldosterone, sono stati inoltre riportati aumenti di urea ematica e della creatinina sierica in pazienti con stenosi bilaterale dell’arteria renale o stenosi dell’arteria in un rene solitario; tali alterazioni della funzionalità renale possono essere reversibili con l’interruzione della terapia. Il losartan deve essere utilizzato con cautela in pazienti con stenosi bilaterale dell’arteria renale o stenosi dell’arteria in un rene unico.

Uso in pazienti pediatrici con funzionalità renale ridotta

A causa della mancanza di dati, il losartan non é raccomandato in bambini con velocità di filtrazione glomerulare < 30ml/ min/ 1,73 m2, (vedere paragrafo 4.2). La funzionalità renale deve essere regolarmente monitorata durante il trattamento con il losartan poiché può peggiorare. Questo soprattutto quando il losartan viene somministrato in presenza di altre condizioni (febbre, disidratazione) che possono compromettere la funzionalità renale.

L’utilizzo concomitante di losartan con ACE-inibitori é risultato nella compromissione della funzionalità renale. Di conseguenza, l’uso concomitante non é raccomandato (vedere paragrafo 4.5).

Trapianto renale

Non c’è esperienza in pazienti con recente trapianto di reni.

Iperaldosteronismo primario

Generalmente i pazienti con aldosteronismo primario non rispondono ai farmaci antiipertensivi che inibiscono il sistema renina-angiotensina. Pertanto, l’uso di Losartan AHCL compresse non é raccomandato.

Cardiopatia coronarica e malattia cerebrovascolare

Come con qualsiasi agente antiipertensivo, la diminuzione eccessiva della pressione arteriosa in pazienti con malattia ischemica cardiovascolare e cerebrovascolare può provocare un infarto miocardico o ictus.

Insufficienza cardiaca

In pazienti con insufficienza cardiaca, con o senza danno renale, esiste il rischio

– come con altri farmaci che agiscono sul sistema renina-angiotensina – di ipotensione arteriosa grave e danno renale (spesso acuto).

Non c’è sufficiente esperienza terapeutica con il losartan in pazienti con insufficienza cardiaca e concomitante insufficienza renale grave, in pazienti con grave insufficienza cardiaca (NYHA classe IV) così come in pazienti con insufficienza cardiaca e concomitanti aritmie cardiache sintomatiche a rischio di vita. Per cui, losartan deve essere utilizzato con cautela in questi gruppi di pazienti. La combinazione di losartan con un beta-bloccante deve essere usata con cautela (vedere paragrafo 5.1).

Stenosi della valvola aortica e mitrale, cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva Come con altri vasodilatatori, si deve prestare particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi aortica o mitrale, oppure da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.

Eccipienti

Questo farmaco contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio- galattosio non devono assumere questo medicinale.

Gravidanza:

La terapia con il losartan non deve essere iniziata durante la gravidanza. A meno che non sia considerato essenziale continuare la terapia con il losartan, per le pazienti che stanno programmando una gravidanza si deve ricorrere al trattamento con un antiipertensivo alternativo che abbia un comprovato profilo di sicurezza per l’utilizzo in gravidanza. Quando viene diagnosticata la gravidanza, il trattamento con losartan deve essere interrotto immediatamente e se appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa (vedere paragrafì 4.3 e 4.6).

Altre avvertenze e precauzioni

Come osservato per gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, il losartan e gli altri antagonisti dell’angiotensina sono apparentemente meno efficaci nell’abbassare la pressione arteriosa nella popolazione di colore rispetto a quella non di colore, probabilmente a causa di una più alta prevalenza di stati a basso livello direnina nella popolazione ipertesa di colore.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Altri agenti antiipertensivi possono aumentare l’azione ipotensiva del Losartan. Altre sostanze che inducono ipotensione come antidepressivi triciclici, antipsicotici, baclofene, amifostine: L’uso concomitante con questi farmaci che abbassano la pressione arteriosa, come effetto principale o secondario, può aumentare il rischio di ipotensione.

Il losartan é metabolizzato principalmente dal citocromo P450 (CYP) 2C9 nel metabolita attivo carbossiacido. In uno studio clinico é stato osservato che il fluconazolo (inibitore del CYP2C9) diminuisce l’esposizione al metabolita attivo approssimativamente del 50%. É stato trovato che il trattamento concomitante di losartan con rifampicina (induttore degli enzimi metabolizzatori) ha dato luogo ad una riduzione del 40% nella concentrazione plasmatica del metabolita attivo. La rilevanza clinica di questo effetto é

sconosciuta. Non é stata trovata alcuna differenza nell’esposizione con trattamento concomitante con fluvastatina (inibitore debole del CYP2C9).

Come con altri farmaci che bloccano l’angiotensina II o i suoi effetti, l’uso concomitante di altri farmaci che trattengono il potassio (ad es. diuretici risparmiatori di potassio: amiloride, triamterene, spironolattone) o che possono aumentare i livelli di potassio (ad es. eparina), integratori di potassio o i sostituti del sale contenenti potassio possono portare ad aumenti di potassio sierico. La co-somministrazione non é consigliabile.

Sono stati riportati aumenti reversibili nelle concentrazioni del litio sierico e tossicità durante la somministrazione concomitante di litio ed ACE-inibitori. Sono inoltre stati riportati rarissimi casi con antagonisti dei recettori dell’angiotensina II. La co-somministrazione di litio e losartan deve essere intrapresa con cautela. Se questa combinazione risultasse essenziale, é raccomandato il monitoraggio del livello di litio sierico durante l’utilizzo concomitante.

Quando gli antagonisti dell’angiotensina II sono somministrati simultaneamente con farmaci antinfiammatori non steroidei (ad es. inibitori selettivi della COX- 2, acido acetilsalicilico a dosi antiinfiammatorie e farmaci antinfiammatori non steroidei non selettivi), può verificarsi un’attenuazione dell’effetto antiipertensivo. L’uso concomitante degli antagonisti dell’angiotensina II o di diuretici e farmaci antinfiammatori non steroidei può portare ad un aumento del rischio di peggioramento della funzione renale, incluso un possibile danno renale acuto, ed un aumento nel potassio sierico, specialmente in pazienti con debole funzione renale preesistente. La combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente negli anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante, ed in seguito periodicamente.

Il duplice blocco (ad es. con l’aggiunta di ACE-inibitori ad un antagonista del recettore dell’angiotensina II) deve essere limitato a casi individualmente definiti con uno stretto monitoraggio della funzionalità renale. Alcuni studi hanno dimostrato che nei pazienti con malattia aterosclerotica stabilita, con insufficienza cardiaca o con diabete con danno d’organo terminale, il duplice blocco del sistema renina-angiotensina-aldosterone è associato ad una maggiore frequenza di ipotensione, sincope, iperkaliemia e di alterazioni della funzionalità renale (inclusa insufficienza renale acuta), rispetto all’uso di un singolo agente per il blocco del sistema renina-antiotensina-aldosterone.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

L’uso del losartan non é raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.4). L’uso del Losartan AHCL é controindicato durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafì 4.3 e 4.4).

L’evidenza epidemiologica concernente il rischio di teratogenesi a seguito dell’esposizione agli ACE-inibitori durante il primo trimestre di gravidanza non

è stata conclusiva; tuttavia non può essere escluso un piccolo aumento del rischio. Sebbene non siano disponibili dati epidemiologici controllati sul rischio con Antagonisti del Recettore dell’Angiotensina II (AIIRA), un simile rischio può esistere anche per questa classe di medicinali. A meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un AIIRA, le pazienti che stanno programmando una gravidanza devono ricorrere al trattamento con un antiipertensivo alternativo che abbia un comprovato profilo di sicurezza per l’uso in gravidanza. Quando viene diagnosticata una gravidanza, il trattamento con il losartan deve essere interrotto immediatamente e, se appropriato, si deve iniziare una terapia alternativa.

É noto che l’esposizione alla terapia con un AIIRA durante il secondo e il terzo trimestre induce tossicità fetale umana (ridotta funzionalità renale, oligoidramnios, ritardo nell’ossificazione del cranio) e tossicità neonatale (insufficienza renale, ipotensione, iperkaliemia) (vedere paragrafo 5.3). In caso di esposizione a Losartan dal secondo trimestre di gravidanza, si raccomanda un controllo ecografico della funzionalità renale e del cranio.

I neonati le cui madri abbiano assunto il losartan devono essere attentamente osservati per l’ipotensione (vedere paragrafì 4.3 e 4.4).

Allattamento

Poiché non sono disponibili informazioni relativamente all’uso di losartan durante l’allattamento al seno, losartan non è raccomandato e sono preferibili trattamenti alternativi con profili di sicurezza meglio stabiliti durante l’allattamento, particolarmente durante l’allattamento di un neonato o di un bambino prematuro.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati condotti studi sugli effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari.

Tuttavia, durante la guida o l’uso di macchinari il paziente deve considerare la possibilità che si verifichino episodi di vertigine o sonnolenza come effetto della terapia antiipertensiva, in particolare all’inizio del trattamento o dopo un aumento della dose.

04.8 Effetti indesiderati

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Losartan è stato valutato in studi clinici nel modo seguente:

• in studi clinici controllati in più di 3.000 pazienti adulti a partire dal 18° anno di età, per l’ipertensione essenziale

• in uno studio clinico controllato in 177 pazienti pediatrici ipertesi di età compresa tra i 6 e i 16 anni

• in uno studio clinico controllato in più di 9.000 pazienti ipertesi di età compresa tra i 55 e gli 80 anni, con ipertrofia ventricolare sinistra (vedere studio LIFE, paragrafo 5.1)

• in uno studio clinico controllato in più di 7.700 pazienti adulti con insufficienza cardiaca cronica (vedere studi ELITE I, ELITE II e HEAAL, paragrafo 5.1)

• in uno studio clinico controllato in più di 1.500 pazienti affetti da diabete di tipo 2 a partire dal 31° anno di età, con proteinuria (vedere studio RENAAL, paragrafo 5.1)

In questi studi clinici, la reazione avversa più comune era rappresentata dalle vertigini.

La frequenza degli eventi avversi elencati viene definita utilizzando la seguente convenzione:

molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000)

non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

Negli studi clinici controllati sull’ ipertensione essenziale, in pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra, insufficienza cardiaca cronica nonchè ipertensione e diabete mellito di tipo 2 con nefropatia, l’evento avverso più comune sono state le vertigini.

Ipertensione

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Frequenza
Patologie del sistema nervosocapogirocomune
sonnolenza, cefalea, disturbi del sonnonon comune
Patologie cardiachepalpitazioni, angina pectorisnon comune
Patologie vascolariipotensione sintomatica (specialmente in pazienti con deplezione del volume intravascolare, ad es. pazienti con grave insufficienza cardiaca oppure sotto trattamento con alte dosi di diuretici), ipotensione ortostatica (inclusi effetti ortostatici legati alla dose)**, eruzione cutaneanon comune
Patologie gastrointestinalidolore addominale, costipazionenon comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneastenia, affaticamento, edemanon comune
Patologie dell’orecchio e del labirinovertiginicomune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoeruzione cutaneanon comune
Esami diagnosticiiperkaliemiacomune
aumento di alanina aminotransferasi (ALT)*raro

* Normalmente reversibili dopo l’interruzione del trattamento.

Pazienti ipertesi con ipertrofia ventricolare sinistra

In uno studio clinico controllato in 9.193 pazienti ipertesi di età compresa tra i 55 e gli 80 anni, con ipertrofia ventricolare sinistra, sono state riportate le seguenti reazioni avverse:

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Frequenza
Patologie del sistema nervosocapogirocomune
Patologie dell’orecchio e del labirintovertiginicomune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneastenia/affaticamentocomune

Insufficienza cardiaca cronica

In uno studio clinico controllato in pazienti con insufficienza cardiaca cronica (vedere lo studio ELITE I, ELITE II e HEAAL, paragrafo 5.1), sono state riportate le seguenti reazioni avverse:

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Frequenza
Patologie del sistema nervosocapogirocomune
cefaleanon comune
parestesiararo
Patologie cardiachesincope, fibrillazione atriale, ictus cerebrovascolareraro
Patologie vascolariipotensione, inclusa ipotensione ortostatica (inclusi effetti ortostatici legati alla dose)**comune
Patologie del sistema emolinfopoieticoanemiacomune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinichedispnea, tossenon comune
Patologie gastrointestinalidiarrea, nausea, vomitonon comune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoorticaria, prurito, eruzione cutaneanon comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneastenia/affaticamentonon comune
Esami diagnosticiaumento dell’urea nel sangue, della creatinina serica e del potassio sericocomune
Patologie del metabolismo e della nutrizioneiperkaliemianon comune*
Patologie renali ed urinariecompromissione renale, insufficienza renalecomune

* comune in pazienti che ricevono una dose di 150 mg di losartan invece di 50 mg di losartan.

Ipertensione e diabete di tipo 2 con patologie renali

In uno studio clinico controllato in 1.513 pazienti affetti da diabete di tipo 2 a partire da 31 anni di età, con proteinuria (studio RENAAL, vedere paragrafo 5.1), i più comuni eventi avversi correlati alla dose che sono stati riportati per losartan sono i seguenti:

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Frequenza
Patologie del sistema nervosocapogirocomune
Patologie vascolariIpotensione ortostatica (inclusi effetti ortostatici legati alla dose)**comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneastenia/affaticamentocomune
Esami diagnosticiipoglicemia, iperkaliemia*comune

* in uno studio clinico condotto in pazienti affetti da diabete di tipo 2 con nefropatia, hanno sviluppato iperkaliemia >5,5 mmol/l il 9,9% dei pazienti trattati con compresse di losartan e il 34% dei pazienti trattati con il placebo.

I seguenti eventi avversi si sono manifestati maggiormente in pazienti che hanno ricevuto losartan piuttosto che il placebo:

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Frequenza
Patologie del sistema emolinfopoieticoanemianon nota
Patologie cardiachesincope, palpitazioninon nota
Patologie vascolariipotensione ortostaticanon nota
Patologie gastrointestinalidiarreanon nota
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivomal di schienanon nota
Patologie renali ed urinarieinfezioni del tratto urinarionon nota
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazionesintomi caratteristici dell’influenzanon nota

Esperienza di post-commercializzazione

I seguenti eventi avversi sono stati riportati nell’esperienza di post-commercializzazione:

Classificazione per sistemi e organi Reazione avversa Frequenza
Patologie del sistema emolinfopoieticoanemia, trombocitopenianon nota
Patologie dell’orecchio e del labirintotinnitonon nota
Patologie del sistema immunitarioipersensibilità: reazioni anafilattiche, angioedema incluso il rigonfiamento della laringe e della glottide che causa ostruzione delle vie aeree e/o il rigonfiamento del viso, delle labbra, della faringe e/o della lingua; in alcuni di questi pazienti l’angioedema è stato riportato in passato in correlazione alla somministrazione di altri medicinali, compresi gli ACE inibitori; vasculite, compresa la porpora di Henoch-Schonleinraro
Patologie del sistema nervosoEmicrania, disgeusianon nota
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinichetossenon nota
Patologie gastrointestinalidiarrea, pancreatitenon nota
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazionemalesserenon nota
Disturbi epatobiliariepatiteraro
anomalie della funzionalità epaticanon nota
Disturbi della cute e del tessuto sottocutaneoorticaria, prurito, eruzione cutanea, fotosensibilitànon nota
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivomialgia, artralgia, rabdomiolisinon nota
Patologie del sistema riproduttivo e della mammelladisfunzione erettile/impotenzanon nota
Patologie psichiatrichedepressionenon nota
Esami diagnosticiiponatremianon nota

**Soprattutto nei pazienti con deplezione intravascolare, ad esempio pazienti con grave insufficienza cardiaca o in trattamento con alte dosi di diuretici.

Patologie renali e urinarie:

Come conseguenza dell’inibizione del sistema renina-angiotensina-aldosterone, nei pazienti a rischio sono state riportate alterazioni della funzionalità renale, compresa insufficienza renale; queste alterazioni nella funzionalità renale possono essere reversibili con l’interruzione della terapia (vedere paragrafo 4.4)

Popolazione pediatrica

Il profilo degli eventi avversi nei pazienti pediatrici sembra essere simile a quello riscontrato nei pazienti adulti. I dati nella popolazione pediatrica sono limitati.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta direttamente tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: https://www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi di intossicazione

Sono disponibili dati limitati relativamente al sovradosaggio nell’uomo. La manifestazione più probabile di sovradosaggio è l’ipotensione e la tachicardia. La bradicardia può verificarsi a seguito di stimolazione parasimpatica (vagale).

Trattamento dell’intossicazione

Nel caso in cui insorgesse ipotensione sintomatica, deve essere istituito il trattamento di supporto. Le misure da intraprendere dipendono dal momento dell’assunzione del farmaco e dal tipo e dalla severità dei sintomi. Deve essere data priorità alla stabilizzazione del sistema circolatorio. Dopo l’assunzione orale é indicata la somministrazione di una dose sufficiente di carbone attivo. In seguito, deve essere effettuato uno stretto monitoraggio dei parametri vitali. Se necessario, i parametri vitali devono essere corretti. Né il losartan né il metabolita attivo possono essere rimossi con l’emodialisi.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Gruppo farmacoterapeutico: Antagonisti dell’angiotensina II, non associati Codice ATC: C09 CA 01

Il losartan é un antagonista orale sintetico del recettore dell’angiotensina-II (del tipo AT1). L’Angiotensina II, un potente vasocostrittore, é l’ormone attivo primario del sistema renina/angiotensina ed è un fattore determinante nella fisiopatologia dell’ipertensione. L’Angiotensina II si lega al recettore AT1 presente in molti tessuti (ad es. muscolatura liscia vascolare, ghiandola surrenale, reni e cuore) e stimola diversi importanti processi biologici tra cui la vasocostrizione e il rilascio dell’aldosterone. L’Angiotensina II stimola inoltre la proliferazione delle cellule muscolari lisce.

Il losartan blocca selettivamente il recettore AT1. Sia il losartan che il suo metabolita acido carbossilico farmacologicamente attivo (E-3174) bloccano in vitro ed in vivo, tutte le azioni fisiologicamente rilevanti dell’angiotensina II, indipendentemente dall’origine o dal processo di sintesi.

Il losartan non ha un effetto agonista né blocca altri recettori ormonali o canali ionici importanti per la regolazione cardiovascolare. Inoltre il losartan non inibisce l’ACE (chininasi II), l’enzima che degrada la bradichinina. Di conseguenza, non vi é un potenziamento degli effetti indesiderati mediati dalla bradichinina.

Durante la somministrazione di losartan, la rimozione del feedback negativo dell’angiotensina II sulla secrezione di renina determina un’aumento dell’attività reninica plasmatica (PRA). Aumenti nel PRA portano ad aumenti nell’angiotensina II nel plasma. Nonostante questi aumenti, l’attività antiipertensiva e la soppressione della concentrazione plasmatica di aldosterone vengono mantenute , indicando un blocco efficace del recettore dell’angiotensina II.

Dopo l’interruzione di losartan, i valori del PRA e dell’ angiotensina II tornano ai valori basali entro tre giorni.

Sia il losartan che il suo metabolita attivo principale hanno una maggiore affinità per il recettore AT1 che per il recettore AT2. A parità di peso, il metabolita attivo é da 10- a 40- volte più attivo del Losartan.

Studi sull’Ipertensione

Negli studi clinici controllati, la somministrazione di Losartan una volta al giorno in pazienti con ipertensione essenziale di grado lieve o moderato ha statisticamente ridotto in maniera significativa la pressione arteriosa sistolica e diastolica. La misurazione della pressione arteriosa 24 ore dopo la dose, relativa a5-6 ore dopo la dose ha dimostrato una riduzione della pressione arteriosa nelle 24 ore; il ritmo naturale diurno é stato conservato. La riduzione della pressione arteriosa alla fine dell’intervallo di dosaggio é stata del 70-80% dell’effetto osservato 5-6 ore dopo la dose.

L’interruzione di losartan in pazienti ipertesi non é risultata in un brusco aumento della pressione arteriosa (effetto rebound). Nonostante la marcata riduzione della pressione arteriosa, il losartan non ha avuto alcun effetto clinicamente significativo sulla frequenza cardiaca.

Losartan ha uguale efficacia su maschi e femmine ed in pazienti ipertesi più giovani (sotto i 65 anni) e più anziani.

Studio LIFE

Lo studio sull’intervento di Losartan per la riduzione dell’Endpoint nell’ipertensione (LIFE) é stato un studio randomizzato, in triplo cieco, controllato in attivo, condotto su 9.193 pazienti ipertesi dai 55 agli 80 anni con ipertrofia ventricolare sinistra documentata da ECG. I pazienti sono stati randomizzati verso losartan compresse 50 mg o atenololo 50 mg una volta al giorno. Se la pressione arteriosa desiderata, (<140/90 mmHg) non è stata raggiunta, é stato dapprima aggiunto dell’idroclorotiazide (12,5 mg) e, se necessario, la dose di Losartan o di atenololo è stata poi aumentata a 100 mg una volta al giorno. Altri anti-ipertensivi, ad eccezione degli ACE-inibitori, antagonisti dell’angiotensina II o beta-bloccanti a sono stati aggiunti se necessario per raggiungere la pressione arteriosa desiderata. La durata media del follow-up é stata di 4,8 anni.

L’endpoint primario era composito di morbidità e mortalità cardiovascolare misurate da una riduzione dell’incidenza combinata della morte cardiovascolare, ictus e infarto del miocardio. La pressione arteriosa era significativamente diminuita a livelli simili nei due gruppi. Il trattamento con Losartan ha dato luogo ad una riduzione del rischio del 13,0% (p=0,021, intervallo di confidenza al 95 % di 0,77-0,98) in confronto ad atenololo nei pazienti che hanno raggiunto

l’endpoint composito primario. Questo dato era principalmente attribuibile alla riduzione dell’incidenza di ictus. Il trattamento con Losartan ha ridotto il rischio di ictus del 25% rispetto adatenololo (p=0,001 intervallo di confidenza al 95% di 0,63-0,89). I tassi di decesso cardiovascolare e di infarto miocardico non sono risultati significativamente differenti tra i gruppi di trattamento.

Razza

Nello studio LIFE i pazienti di colore trattati con Losartan hanno avuto un rischio maggiore di incorrere nell’endpoint primario combinato, cioè un evento cardiovascolare (ad es. infarto cardiaco, morte cardiovascolare) e soprattutto ictus, rispetto ai pazienti di colore trattati con atenololo. Pertanto, i risultati osservati con losartan in confronto ad atenololo nello studio LIFE relativamente alla morbidità/mortalità cardiovascolare non sono applicabili ai pazienti di colore con ipertensione ed ipertrofia ventricolare sinistra.

Studio RENAAL

Lo studio sulla Riduzione degli Endpoints nel diabete di tipo II con l’Antagonista del Recettore dell’Angiotensina II Losartan (RENAAL) é stato uno studio clinico controllato condotto in tutto il mondo su 1.513 pazienti con diabete di tipo 2 con proteinuria con o senza ipertensione. 751 pazienti sono stati trattati con il losartan. L’obiettivo dello studio era di dimostrare un effetto nefroprotettivo del losartan nei confronti ed in aggiunta al beneficio di un abbassamento della pressione

I pazienti con proteinuria e creatinina sierica di 1,3 – 3,0 mg/dl sono stati randomizzati per il trattamento con il Losartan 50 mg una volta al giorno, con titolazione se necessario, per raggiungere la risposta pressoria , o per il trattamento con placebo, in un contesto di terapia antiipertensiva convenzionale che escludesse gli ACE-inibitori e gli antagonisti dell’angiotensina II.

Gli sperimentatori hanno ricevuto istruzioni per titolare il farmaco in studio a 100 mg al giorno come appropriato; il 72% dei pazienti ha assunto la dose giornaliera di 100 mg per la maggior parte del tempo. Altri agenti antiipertensivi (diuretici, calcio- antagonisti, antagonisti dell’alfa-recettore e beta-recettore ed anche agenti antiipertensivi ad azione centrale) sono stati permessi come trattamento supplementare a seconda della necessità in entrambi i gruppi. I pazienti sono stati seguiti fino a 4,6 anni (3,4 anni in media).

L’endpoint primario dello studio era un endpoint composito con raddoppiamento della creatinina sierica, insufficienza renale allo stadio terminale (necessità di dialisi o di trapianto) o morte.

I risultati hanno dimostrato che il trattamento con Losartan AHCL compresse (327 casi) in confronto al placebo (359 casi) ha portato ad una riduzione del rischio pari al 16,1% (p=0.022) nel numero di pazienti che hanno raggiunto l’endpoint composito primario. Per i seguenti componenti dell’endpoint composito primario, sia individuali che combinati., i risultati hanno inoltre mostrato una significativa riduzione del rischio nel gruppo trattato con Losartan: riduzione del rischio del 25,3% per il raddoppiamento della creatinina sierica (p=0.006); riduzione del rischio del 28,6% per insufficienza renale allo stadio finale (p=0.002); riduzione del rischio del 19,9% per insufficienza renale allo

stadio finale o decesso (p=0.01); riduzione del rischio del 21,0% per il raddoppiamento della creatinina sierica o insufficienza renale allo stadio finale (p=0,01).

La mortalità per tutte le cause non è risultata di per sè significativamente differente tra i due gruppi di trattamento.

In questo studio losartan é stato generalmente ben tollerato, come mostrato dal tasso di interruzione della terapia dovuta ad eventi avversi che è risultato confrontabile al gruppo placebo.

Studio HEAAL

Lo studio (HEAAL) della valutazione dell’endpoint dell’insufficienza cardiaca dell’antagonista dell’Angiotensina II Losartan è stato uno studio clinico controllato condotto a livello mondiale in 3.834 pazienti dai 18 ai 98 anni di età con insufficienza cardiaca (Classe di NYHA II-IV), intolleranti al trattamento con ACE inibitori. I pazienti sono stati randomizzati per ricevere losartan 50 mg una volta al giorno o losartan 150 mg, su un background di terapia convenzionale che esclude gli ACE inibitori.

I pazienti sono stati seguiti per più di 4 anni (in media 4,7 anni). L’endpoint primario dello studio era un endpoint composito di tutte le cause di morte o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca.

I risultati hanno mostrato che il trattamento con 150 mg di losartan (828 eventi), paragonato con 50 mg di losartan (889 eventi) ha portato ad una riduzione del rischio del 10,1% (p=0,027 95% intervallo di confidenza 0,82-0,99) nel numero di pazienti che raggiungevano l’endpoint primario terminale. Questo era principalmente attribuibile ad una riduzione dell’incidenza dell’ospedalizzazione per insufficienza cardiaca. Il trattamento con 150 mg di losartan ha ridotto il rischio di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca del 13,5% rispetto a 50 mg di losartan (p=0,025 95% intervallo di confidenza 0,76- 0,98). La percentuale di tutte le cause di morte non era significativamente diversa tra i gruppi di trattamento. Compromissione renale, ipotensione e iperkaliemia erano più comuni nel gruppo dei 150 mg che nel gruppo dei 50 mg, ma questi eventi avversi non hanno portato ad interruzioni del trattamento significativamente maggiori nel gruppo dei 150 mg.

Studio ELITE I ed ELITE II

Nello Studio ELITE condotto per 48 settimane su 722 pazienti con insufficienza cardiaca (NYHA Classe II-IV), non é stata osservata alcuna differenza tra i pazienti trattati con Losartan e quelli trattati con captopril rispetto all’endpoint primario di un cambiamento a lungo termine nella funzionalità renale. L’osservazione dello Studio ELITE I che, confrontato al captopril, Losartan riduca il rischio di mortalità, non é stato confermato nello Studio seguente ELITE II, che viene descritto di seguito.

Nello Studio ELITE II Losartan 50 mg una volta al giorno (dose iniziale di 12,5 mg, aumentato a 25 mg, poi a 50 mg una volta al giorno) é stato confrontato con captopril 50 mg tre volte al giorno (dosaggio iniziale 12,5 mg, aumentato a 25 mg, poi a 50 mg tre volte al giorno). L’endpoint primario di questo studio era la mortalità per tutte le cause.

In questo studio sono stati seguiti per circa due anni (media: 1,5 anni) 3.152 pazienti con insufficienza cardiaca (NYHA Classe II-IV) per determinare se Losartan fosse superiore a captopril nel ridurre la mortalità per tutte le cause. L’endpoint primario non ha mostrato alcuna differenza statisticamente significativa tra Losartan e captopril nel ridurre la mortalità per tutte le cause.

In entrambi gli studi clinici a confronto (non controllati con placebo) sui pazienti con insufficienza cardiaca la tollerabilità di Losartan é stata superiore a quella di captopril, misurata sulla base di una diminuzione significativa dell’interruzione della terapia per eventi avversi e una significativamente minore frequenza di tosse.

É stata osservato un aumento della mortalità in ELITE II nel piccolo sottogruppo (22% di tutti i pazienti HF) che prendevano beta-bloccanti al basale.

Popolazione pediatrica

Ipertensione pediatrica

L’effetto antiipertensivo di Losartan AHCL compresse è stato stabilito in uno studio clinico condotto su 177 pazienti pediatrici ipertesi dai 6 ai 16 anni con peso corporeo > 20 kg e tasso di filtrazione glomerulare > 30 ml/ min/ 1,73 m2. I pazienti che pesavano da >20kg a < 50 kg hanno ricevuto 2,5 , 25 o 50 mg di losartan al giorno ed i pazienti che pesavano > 50 kg hanno ricevuto 5, 50 o 100 mg di losartan al giorno. Alla fine delle tre settimane, la somministrazione di losartan una volta al giorno ha abbassato la pressione arteriosa minima in maniera dose-dipendente.

Complessivamente, c’è stata una dose-risposta. La relazione dose-risposta è stata molto evidente nel gruppo a dosaggio basso in confronto al gruppo a dosaggio medio (periodo I: -6,2 mmHg contro -11,65 mmHg), ma è stata attenuata nel confronto tra il gruppo a medio dosaggio con il gruppo ad alto dosaggio (periodo I: -11,65 mmHg contro -12,21 mmHg). I dosaggi più bassi studiati, 2,5 mg e 5 mg, corrispondenti ad un dosaggio giornaliero medio di 0,07 mg/ kg, non sembravano offrire una consistente efficacia antiipertensiva.

Questi risultati sono stati confermati durante il periodo II dello studio nel quale i pazienti sono stati randomizzati per continuare con il losartan o con placebo, dopo tre settimane di trattamento. La differenza nell’aumento della pressione arteriosa in confronto al placebo è stata più grande nel gruppo a medio dosaggio (6,70 mm Hg medio dosaggio contro 5,38 mmHg alto dosaggio). L’aumento nella pressione arteriosa diastolica minima è stato lo stesso nei pazienti che ricevevano placebo ed in quelli che hanno continuato losartan con il dosaggio più basso di ogni gruppo, suggerendo di nuovo che la dose più bassa in ogni gruppo non ha avuto alcun effetto antiipertensivo significativo.

Non sono stati studiati gli effetti a lungo termine di losartan sulla crescita, la pubertà e lo sviluppo generale. Non è stata stabilita neanche l’efficacia a lungo termine della terapia antiipertensiva con losartan nei bambini per ridurre la morbidità e mortalità cardiovascolare

Nei bambini ipertesi (N=60) e normotesi (N=246) con proteinuria, l’effetto di losartan sulla proteinuria è risultato valutato in uno studio clinico di 12 settimane controllato con placebo e principio attivo (amlodipina). La proteinuria era definita come il rapporto proteina/creatinina nelle urine ≥0,3. I pazienti ipertesi (età da 6 fino a 18 anni) sono stati randomizzati per ricevere o losartan (n=30) o amlodipina (n=30). I pazienti normotesi (età da 1 anno fino a 18 anni) sono stati randomizzati per ricevere o losartan (n=122) o placebo (n=124). Losartan è stato somministrato a dosi di 0,7 mg/kg fino a 1,4 mg/kg (fino alla dose massima di 100 mg/giorno). Amlodipina è stata somministrata a dosi di 0,05 mg/kg fino a 0,2 mg/kg (fino ad una dose massima di 5 mg/giorno).

Complessivamente, dopo 12 settimane di trattamento, i pazienti che hanno ricevuto losartan hanno manifestato una riduzione statisticamente significativa dal basale nella proteinuria del 36% rispetto ad un aumento dell’1% nel gruppo trattato con placebo/amlodipina (p≤0,001). I pazienti ipertesi che hanno ricevuto losartan hanno avuto una riduzione della proteinuria basale di -41,5% (CI 95%

-29,9; -51,1) rispetto a +2,4% (CI 95% -22,2; 14,1) nel gruppo trattato con amlodipina. Il declino sia della pressione sanguigna sistolica che della pressione sanguigna diastolica è risultato maggiore nel gruppo trattato con losartan (-5,5/- 3,8 mmHg) rispetto al gruppo trattato con amlodipina (-0,1/+0,8 mmHg). Nei bambini normotesi, è stata osservata una piccola riduzione della pressione sanguigna nel gruppo trattato con losartan (-3,7/3,4 mmHg) rispetto al placebo. Non è stata osservata alcuna correlazione significativa tra il declino nella proteinuria e nella pressione sanguigna, tuttavia è possibile che il declino nella pressione sanguigna sia responsabile, in parte, del declino della proteinuria nel gruppo trattato con losartan. Gli effetti a lungo termine della riduzione della proteinuria nei bambini non sono stati studiati.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

In seguito a somministrazione orale, losartan è ben assorbito e subisce un metabolismo di primo passaggio, formando un metabolita acido carbossilico attivo ed altri metaboliti inattivi. La biodisponibilità sistemica di losartan compresse è del 33% circa. Le concentrazioni medie di picco di losartan e del suo metabolita attivo si raggiungono rispettivamente dopo 1 ora e dopo 3-4 ore.

Distribuzione

Sia il losartan che il suo metabolita attivo sono legati per  99%alle proteine plasmatiche, principalmente con l’albumina. Il volume di distribuzione del losartan è di 34 litri.

Biotrasformazione

Circa il 14% di una dose di losartan somministrata per via endovenosa o per via orale viene trasformata nel suo metabolita attivo. Dopo somministrazione orale o endovenosa di losartan marcato con 14C- losartan la radioattività circolante nel plasma viene principalmente attribuita a losartan ed al suo metabolita attivo. La conversione minima di losartan al suo metabolita attivo è stata vista in circa l’1% degli individui studiati.

In aggiunta al metabolita attivo, vengono formati metaboliti inattivi.

Eliminazione

La clearance plasmatica del losartan e del suo metabolita attivo è rispettivamente di circa 600 ml/min e 50 ml/min. La clearance renale del losartan e del suo metabolita attivo è rispettivamente di circa 74 ml/min e 26 ml/min. Quando losartan viene somministrato oralmente, circa il 4% della dose viene escreto nelle urine inalterato e circa il 6% della dose viene escreto nelle urine come metabolita attivo. Le proprietà farmacocinetiche del losartan e del suo metabolita attivo sono lineari con i dosaggi di losartan orale fino a 200 mg.

Dopo la somministrazione orale, le concentrazioni plasmatiche di losartan e del suo metabolita attivo declinano in modo poli-esponenziale con un emivita terminale di circa 2 ore e 6 -9 ore, rispettivamente. Durante il dosaggio una volta al giorno con 100 mg, né losartan né il suo metabolita attivo si accumulano significativamente nel plasma.

Sia l’escrezione biliare che urinaria contribuiscono all’eliminazione del losartan e dei suoi metaboliti. Dopo una dose orale di losartan marcato con 14C nell’uomo, circa 35% / 43% della radioattività viene recuperata nelle urine e il 58% / 50% nelle feci.

Caratteristiche nei pazienti

Nei pazienti ipertesi anziani le concentrazioni plasmatiche di losartan e del suo metabolita attivo non sono essenzialmente differenti da quelle trovate in pazienti ipertesi giovani.

Nelle pazienti donne ipertese i livelli plasmatici di losartan erano fino al doppio più alti che nei pazienti ipertesi maschi, mentre i livelli plasmatici del metabolita attivo non erano differenti tra uomini e donne.

Nei pazienti con cirrosi da alcool da media a moderata, i livelli plasmatici di losartan e del suo metabolita attivo dopo somministrazione orale erano rispettivamente 5 e 1,7 volte più alte che nei volontari maschi giovani.

Le concentrazioni plasmatiche di losartan non sono alterate nei pazienti con clearance della creatinina sopra 10 ml/min. In confronto ai pazienti con normale funzione renale, l’AUC di losartan è circa 2 volte più alta nei pazienti in emodialisi.

Le concentrazioni plasmatiche del metabolita attivo non sono alterate nei pazienti con danno renale o nei pazienti in emodialisi.

Né losartan né il metabolita attivo possono essere rimossi dall’emodialisi.

Farmacocinetica nei pazienti pediatrici

Le proprietà farmacocinetiche di losartan sono state studiate in 50 pazienti pediatrici ipertesi > 1 mese a < 16 anni che seguivano la somministrazione orale una volta al giorno di approssimativamente 0,54 a 0,77 mg/ kg di losartan (dosaggi medi).

I risultati hanno mostrato che il metabolita attivo si forma da losartan neigruppi di tutte età. I risultati hanno mostrato sommariamente parametri farmacocinetici simili di losartan dopo somministrazione orale in infanti e bambini piccoli, bambini in età pre-scolare, bambini in età scolare ed adolescenti. I parametri farmacocinetici per il metabolita differenziavano in più larga misura tra i gruppi di età. Quando si confrontano i bambini in età prescolare con gli adolescenti queste differenze diventano statisticamente significative. L’esposizione negli infanti/bambini più piccoli era comparativamente alta.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I dati preclinici non rivelano rischi particolari per l’uomo sulla base di studi convenzionali di farmacologia generale, genotossicità e potenziale cancerogeno. In studi di tossicità a dosi ripetute, la somministrazione di losartan ha indotto una diminuzione nei parametri dei globuli rossi (eritrociti, emoglobina, ematocrito), un aumento nell’urea-N nel siero ed aumenti occasionali nella sierocreatinina, una diminuzione del peso del cuore (senza un istologico correlato) e alterazioni gastrointestinali (lesioni della membrana della mucosa, ulcere, erosioni, emorragie). Come altre sostanze che influenzano direttamente il sistema renina-angiotensina, è stato dimostrato che losartan induce effetti avversi sullo sviluppo del feto in stadio avanzato, risultando nella morte del feto ed in malformazioni.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo della compressa:

Lattosio

Amido di mais pregelatinizzato Povidone K-90 (E1201) Diossido di silicio (E551) Talco (E553b)

Magnesio Stearato (E572)

Film di rivestimento:

Idrossi-propil-cellulosa (E463) Idrossi-propil-metilcellulosa (E464) Polietilenglicol 400

Biossido di titanio (E171) Talco (E553b)

06.2 Incompatibilità

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Non applicabile

06.3 Periodo di validità

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3 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore ai 25 °C. Conservare nella confezione originale per proteggere dall’umidità.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Rivestimento di pellicola in policloruro di vinile (PVC) chiaro 250µ con polivinilidencloruro (PVdC) 90-gsm e semplice blister in alluminio 25µ.

Dimensioni della confezione

Le compresse sono confezionate in blisters da 21, 28, 30 e 98 compresse.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Accord Healthcare Limited Sage House

319, Pinner Road, North Harrow, Middlesex, HA1 4HF, Regno Unito

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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A.I.C. n. 039374107 – "100 mg compresse rivestite con film" 21 compresse in blister Pvc/Pvdc/Al

A.I.C. n. 039374032 – 100 mg compresse rivestite con film; 28 compresse in blister Pvc/Pvdc/Al

A.I.C. n. 039374119 – "100 mg compresse rivestite con film" 30 compresse in blister Pvc/Pvdc/Al

A.I.C. n. 039374121 – "100 mg compresse rivestite con film" 98 compresse in blister Pvc/Pvdc/Al

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Maggio 2010

10.0 Data di revisione del testo

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Giugno 2013

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Losartan ahcl – 28 Cpr Riv 100 mg (Losartan Potassico)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: C09CA01 AIC: 039374032 Prezzo: 10,5 Ditta: Accord Healthcare Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983