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Suprefact Depot 3 Mesi: Scheda Tecnica del Farmaco

Suprefact Depot 3 Mesi

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Suprefact Depot 3 Mesi: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Suprefact

INDICE DELLA SCHEDA

Suprefact Depot 3 Mesi: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Suprefact Depot 9,45 mg impianto

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni siringa pre-riempita con tre barrette cilindriche identiche, contiene, come principio attivo, 9,9 mg di buserelin acetato, corrispondenti a 9,45 mg di buserelin.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Impianto.

Ogni impianto è composto da 3 barrette cilindriche di color crema.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Suprefact Depot 9,45 mg impianto trova impiego negli adulti nella terapia del carcinoma della prostata ormono-dipendente in fase avanzata. In ogni caso non è indicato dopo orchiectomia bilaterale, non potendo buserelin provocare ulteriore riduzione di testosterone.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Suprefact Depot 9,45 mg impianto è utilizzato per il trattamento a lungo termine del carcinoma della prostata in fase avanzata.

Popolazione pediatrica

Suprefact Depot 9,45 mg impianto non deve essere impiegato nei bambini. La sicurezza e l’efficacia di Suprefact Depot 9,45 mg impianto nei bambini non sono state stabilite.

Modo di somministrazione

Il contenuto della siringa (3 barrette cilindriche corrispondenti a 9,45 mg di buserelin) va somministrato per via sottocutanea, a livello della parete addominale, ogni tre mesi (vedere paragrafo 6.6). Comunque, l’intervallo di tre mesi tra due iniezioni di Suprefact Depot 9,45 mg impianto può essere occasionalmente prolungato di ulteriori tre settimane.

Prima dell’iniezione può essere utilizzato un anestetico locale.

Si raccomanda di cominciare la somministrazione di un anti-androgeno, come terapia aggiuntiva, circa 5 giorni prima di iniziare con Suprefact Depot 9,45 mg impianto (vedere anche paragrafo 4.4).

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità al principio attivo , a LHRH analoghi o a qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Circa 5 giorni prima dell’inizio del trattamento con il Suprefact Depot 9,45 mg impianto, si raccomanda di iniziare una terapia con un antiandrogeno. Questo trattamento supplementare deve essere continuato in parallelo alla terapia con buserelin per 3-4 settimane. Dopo questo periodo i livelli di testosterone di norma rientrano nel range desiderato in risposta alla terapia con buserelin.

Nei pazienti con diagnosi di metastasi, ad esempio alla colonna vertebrale, la terapia aggiuntiva con un antiandrogeno è indispensabile per prevenire complicanze iniziali come la compressione dei nervi spinali e la paralisi, dovute alla transitoria attivazione del tumore e delle sue metastasi (vedere anche paragrafo 4.8).

La risposta al trattamento può essere accertata misurando il livello sierico dell’antigene prostatico specifico (PSA) e del testosterone. I livelli di testosterone aumentano all’inizio del trattamento per poi ridursi durante le successive due settimane. Dopo 2-4 settimane i livelli di testosterone diminuiscono, portandosi a livelli compatibili con la castrazione. L’assenza di un miglioramento clinico o di cambiamenti nell’antigene prostatico specifico PSA di fronte ad una adeguata riduzione del testosterone è diagnostico di una insensibilità ormonale del tumore.

I pazienti con riconosciute metastasi alla colonna vertebrale o a rischio di complicazioni neurologiche o di ostruzione urinaria devono essere strettamente monitorati durante le prime settimane di terapia, se l’inizio del trattamento non è accompagnato da una contemporanea somministrazione di un anti-androgeno.

Gli studi epidemiologici pubblicati suggeriscono una correlazione tra il trattamento con agonisti dell’ormone rilasciante le gonadotropine (GnRH) e l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari (quali infarto miocardico, morte cardiaca improvvisa e ictus) e di diabete mellito. Tali rischi devono essere valutati prima di iniziare la terapia e durante il trattamento ed i pazienti devono essere monitorati e trattati di conseguenza (vedere paragrafo 4.8).

Nei pazienti ipertesi è opportuno effettuare un regolare monitoraggio della pressione arteriosa (rischio di peggioramento del controllo pressorio).

Prolungamento dell’intervallo QT

La terapia di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT.

Nei pazienti con una storia di prolungamento dell’intervallo QT o con fattori di rischio per il prolungamento dell’intervallo QT e nei pazienti che ricevono medicinali concomitanti che possono prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5), prima di iniziare il trattamento con Suprefact Depot 9.45 mg impianto i medici devono valutare il rapporto rischio-beneficio inclusa la possibilità di torsioni di punta.

In alcuni pazienti trattati con GnRH agonisti si è osservato un cambiamento nella tolleranza al glucosio (vedere paragrafo 4.8). Per i pazienti diabetici si raccomanda un regolare controllo dei valori glicemici (rischio di peggioramento del controllo metabolico).

A causa della soppressione del testosterone, la terapia con agonisti del GnRH può aumentare il rischio di anemia. I pazienti devono essere valutati per tale rischio e gestiti di conseguenza (vedere paragrafo 4.8).

L’uso di LHRH agonisti può essere associato ad una diminuzione della densità ossea e può portare a osteoporosi e ad un aumento del rischio di fratture ossee (vedere paragrafo 4.8). E’ necessario prestare particolare attenzione nei pazienti con fattori di rischio addizionali per l’osteoporosi (per esempio abuso cronico di alcol, fumatori, terapia a lungo termine con anticonvulsivanti o corticosteroidi, anamnesi familiare di osteoporosi). Si raccomanda di monitorare periodicamente la densità minerale ossea (BMD) e di usare misure preventive, durante la terapia, per prevenire osteopenia/osteoporosi.

Vi è un aumentato rischio di episodi di depressione (che possono essere gravi) nei pazienti in trattamento con agonisti del GnRH, quali buserelin. I pazienti devono essere informati in proposito e trattati adeguatamente se compaiono i sintomi.

Pazienti con anamnesi di depressione devono essere controllati attentamente e, se necessario, sottoposti a terapia antidepressiva (rischio di recidiva o di peggioramento della depressione).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Non sono stati effettuati studi specifici in merito alle interazioni.

Durante il trattamento con buserelin l’effetto degli antidiabetici può essere attenuato (vedere anche paragrafo 4.8).

Poiché il trattamento di deprivazione androgenica può prolungare l’intervallo QT, deve essere attentamente valutato l’uso concomitante di Suprefact Depot 9.45 impianto con medicinali noti per prolungare l’intervallo QT o con medicinali in grado di indurre torsioni di punta come i medicinali antiaritmici di classe IA (ad esempio chinidina, disopiramide) o di classe III (ad esempio amiodarone, sotalolo, dofetilide, ibutilide), metadone, moxifloxacina, antipsicotici, ecc (vedere paragrafo 4.4).

04.6 Gravidanza e allattamento

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Vista l’indicazione terapeutica, Suprefact Depot 9,45 mg impianto non deve essere somministrato alle donne.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono stati effettuati studi sulla capacità di guidare veicoli e sull’ uso di macchinari. Alcuni effetti indesiderati (per esempio capogiri) possono diminuire le capacità di concentrazione e reazione del paziente e quindi costituire un rischio nelle situazioni in cui tali capacità rivestono particolare

importanza (per esempio guidare veicoli o usare macchinari o in situazioni analoghe). Pertanto, i pazienti devono essere avvisati circa il potenziale effetto di questi eventi sulla capacità di guidare o usare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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All’inizio del trattamento, in genere, si osserva un aumento transitorio della testosteronemia che può indurre una temporanea attivazione del tumore con reazioni collaterali come:

insorgenza di dolore osseo o sua esacerbazione nei pazienti con metastasi.

sintomi di disturbi neurologici da compressione del tumore con ad esempio debolezza muscolare degli arti inferiori.

minzione difficoltosa, idronefrosi o stasi linfatica.

trombosi con embolia polmonare.

Tali reazioni possono essere largamente evitate somministrando contemporaneamente un antiandrogeno all’inizio del trattamento con buserelin (vedere anche paragrafo 4.4).

Elenco delle reazioni avverse

La frequenza è stata definita utilizzando la seguente convenzione MedDRA: molto comune (≥1/10); comune (≥1/100, <1/10); non comune (≥1/1.000, <1/100); raro (≥1/10.000, <1/1.000); molto raro (<1/10.000), non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili).

Tumori benigni, maligni e non specificati (cisti e polipi compresi)

Molto raro: durante il trattamento con LHRH agonisti incluso buserelin sono stati riportati casi di ingrandimento di adenoma ipofisario. Anche con la somministrazione concomitante di una terapia anti-androgena, lieve e transitorio aumento del dolore correlato al tumore.

Patologie del sistema emolinfopoietico Molto raro: trombocitopenia, leucopenia.

Disturbi del sistema immunitario

Non comune: reazioni di ipersensibilità come arrossamento della pelle, prurito, eruzione cutanea (inclusa l’orticaria).

Raro: gravi reazioni di ipersensibilità con broncospasmo e asma allergica anche con dispnea che in casi isolati hanno condotto a reazioni di shock anafilattico/anafilattoide.

Nei casi di reazioni anafilattiche/anafilattoidi può essere necessario rimuovere chirurgicamente l’impianto.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Molto raro: aumento della sete, aumento o diminuzione dell’appetito, riduzione della tolleranza al glucosio (con possibile peggioramento del controllo metabolico nel paziente diabetico).

Disturbi psichiatrici

Comune: perdita della libido; cambiamenti d’umore, depressione (trattamenti a lungo termine) Non comune: cambiamenti d’umore, depressione (trattamenti a breve termine)

Raro: nervosismo, instabilità emotiva, ansia.

Patologie del sistema nervoso Comune: cefalea.

Non comune: sonnolenza, capogiri.

Raro: disturbi del sonno, disturbi della memoria e della concentrazione.

In casi isolati, con altre formulazioni di buserelin, è stata osservata parestesia.

Patologie dell’occhio

Molto raro: disturbi della visione (ad es. visione offuscata) e sensazione di pressione dietro gli occhi.

Patologie dell’orecchio e del labirinto Molto raro: tinnito, disturbi dell’udito

Patologie cardiache Raro: palpitazioni.

Esperienza post-marketing con frequenza non nota: prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafo 4.4 e 4.5)

Patologie vascolari Comune: vampate di calore.

Raro: peggioramento dei valori pressori in pazienti ipertesi.

Patologie gastrointestinali Non comune: stipsi.

Raro: Nausea, vomito, diarrea.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Raro: aumento o perdita dei capelli e dei peli del corpo.

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Molto raro: disturbi e dolori a carico del sistema muscoloscheletrico.

L’uso di LHRH agonisti può essere associato ad una diminuzione della densità ossea e può portare a osteoporosi ed ad un aumento del rischio di fratture ossee. Il rischio di fratture dello scheletro aumenta con la durata della terapia.

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Comune: impotenza ed atrofia dei testicoli

Non comune: ginecomastia (non dolorosa) Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Comune: dolore od altre reazioni locali (ad es. arrossamento, gonfiore) nel sito dell’iniezione. Non comune: edema (lieve) delle caviglie e delle parti inferiori delle gambe, stanchezza.

Molto raro: peggioramento dello stato di benessere.

Esami diagnostici

Non comune: aumento della concentrazione sierica degli enzimi epatici (ad es. le transaminasi), incremento o diminuzione del peso corporeo.

Raro: aumento o diminuzione della lipidemia, iperbilirubinemia.

La maggior parte degli effetti sopra elencati sono correlati, direttamente od indirettamente, alla soppressione della sintesi di testosterone indotta da buserelin (sintomi da deficit androgeno).

Dati farmacoepidemiologici indicano che la privazione di androgeni può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, diabete mellito e anemia (frequenza non nota) (vedere paragrafo 4.4).

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto rischio/beneficio del medicinale stesso. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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Sintomi

Finora non sono stati osservati casi di intossicazione con buserelin. Ci si aspetta che le reazioni dovute a sovradosaggio siano simili a quelle osservate con il normale impiego della specialità come astenia, mal di testa, nervosismo, vampate, capogiri, nausea, dolore addominale, edema nella parte bassa delle gambe e mastodinia così come reazioni nel sito di iniezione (vedere paragrafo 4.8).

Gestione

In caso di sovradosaggio la terapia è sintomatica.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmaco-terapeutica: analoghi dell’ormone rilasciante gonadotropina Codice ATC: L02AE01

Meccanismo d’azione

Buserelin è l’analogo superagonista dell’ormone naturale rilasciante gonadotropina (gonadorelina; GnRH, LHRH). La sua azione farmacologica consiste, inizialmente, nello stimolare la liberazione di gonadotropina e la secrezione di testosterone: successivamente, si instaura una riduzione progressiva della concentrazione di testosterone, fino al raggiungimento di livelli compatibili con la castrazione.

Mentre la liberazione di gonadotropina risulta inibita nel corso di un trattamento a lungo termine con buserelin, la secrezione di altri ormoni ipofisari (ormone della crescita, prolattina, ACTH, TSH), invece, non viene influenzata direttamente. Nessuna modificazione è evidenziata nella secrezione di adrenocorticosteroidi.

Per quanto concerne l’inibizione della stimolazione dovuta al testosterone nel tessuto tumorale, l’efficacia di buserelin ai fini del trattamento del carcinoma della prostata è sovrapponibile a quella dell’orchiectomia.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento e distribuzione

La cessione di buserelin dall’impianto viene controllata in base alla degradazione della matrice polimerica. Il profilo del rilascio è di tipo bifasico: alla liberazione iniziale (t max< 1 giorno) segue una fase entro la quale ha luogo la cessione lenta e continuata nell’arco dei 3 mesi che rappresentano l’intervallo posologico (dose totale pari a 9,9 mg). La biodisponibilità dell’impianto di buserelin dopo iniezione sottocutanea è approssimativamente del 50%. L’esposizione sistemica al buserelin è

in grado di indurre la soppressione della sintesi di testosterone per tutto l’intervallo posologico, riducendone la concentrazione a valori compatibili con la castrazione.

Buserelin è presente nel siero prevalentemente in forma immodificata. Circa il 15% della quantità somministrata si lega alle proteine. Dati preclinici evidenziano accumulo di buserelin, in prevalenza, a livello epatico e renale, nonché nel lobo anteriore dell’ipofisi che rappresenta l’organo bersaglio.

Biotrasformazione

Mediante studi in-vitro è stato possibile osservare che buserelin è inattivato nel fegato e nel rene dalle peptidasi (peptidasi piroglutamilica ed endopeptidasi chimotripsina-simili). Nell’ipofisi il buserelin legato al recettore viene inattivato dagli enzimi di membrana.

Eliminazione

L’eliminazione di buserelin e dei suoi metaboliti inattivi avviene per via renale; studi su modelli animali indicano che l’escrezione avviene anche attraverso la bile.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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I risultati di studi preclinici possono essere correlati agli effetti farmacologici ed endocrinologici già noti per buserelin acetato. Nei test effettuati in-vitro od in-vivo non è stata dimostrata induzione di genotossicità. In studi condotti su modelli animali l’impianto di buserelin acetato è risultato essere localmente ben tollerato.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Poli (D,L–lattide–co–glicolide) con un rapporto molare lattide:glicolide di 75:25..

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente, in quanto il prodotto è presentato in uno speciale applicatore.

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Non conservare a temperatura superiore ai 30°C.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Siringa pre-riempita contenente un impianto costituito da tre barrette cilindriche in un annesso applicatore in propionato di cellulosa e acciaio inossidabile sigillato in una busta composta da un foglio di polietilene tereftalato, alluminio, polietilene a bassa densità.

Ogni confezione contiene 1 o 2 siringhe pre-riempite.

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Instruzioni per la manipolazione

Attenzione: per evitare la fuoriuscita dell’impianto dall’ago (A), mantenere la siringa in posizione verticale fino al momento dell’iniezione, tenendo l’ago puntato verso l’alto.

A: Ago

B: Cappuccio di protezione dell’ago C: Pistone

D: Impianto

E: Cappuccio di protezione del pistone

Dopo aver aperto la confezione ed estratto l’applicatore dall’imballo, controllare che gli impianti siano posizionati nella finestrella di ispezione alla base dell’ago. Se necessario, con le dita dare un colpetto sul cappuccio di protezione dell’ago in modo da riportare gli impianti in corrispondenza della finestrella di ispezione. La siringa deve essere utilizzata immediatamente dopo l’apertura dell’imballaggio.

Disinfettare il punto di iniezione, scelto nella parete addominale laterale. Quindi togliere prima il cappuccio di protezione del pistone (E) e, poi, quello dell’ago (B).

Formata una plica cutanea, introdurre l’ago per circa 3 cm nel tessuto sottocutaneo (cioè ad una profondità leggermente superiore ad 1 pollice) tenendo l’applicatore – immediatamente prima dell’iniezione – in posizione orizzontale o con la punta dell’ago rivolta leggermente verso l’alto. Prima di iniettare, far retrarre la siringa di circa 1-2 cm.

Spingere il pistone in modo da iniettare le barrette cilindriche (impianti) nel tessuto sottocutaneo. Mentre si estrae l’ago, premere sul punto di iniezione, in modo che gli impianti rimangano all’interno del tessuto in cui sono stati iniettati.

Per assicurarsi che tutte le 3 barrette siano state iniettate, controllare che la punta del pistone sia visibile sulla punta dell’ago.

Smaltimento

Il prodotto non utilizzato o il materiale di scarto devono essere smaltiti in conformità ai requisiti di legge locali

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Sanofi S.p.a

viale L. Bodio 37/b 20158 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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A.I.C. 025540042

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data di prima autorizzazione16.Novembre1999 Data dell’ultimo rinnovo 30 Aprile2009

10.0 Data di revisione del testo

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28/03/2015

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Suprefact – Depot 1 Sir 9,45 mg (Buserelin Acetato)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: 51 Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Distribuzione Prontuario Ospedale-Territorio (PHT) per conto delle ASL, Prontuario terapeutico regionale, Continuita terapeutica Ospedale-Territorio (Det. AIFA 29/10/2004 All. 2)Prescrivibile su Diagnosi e Piano Terapeutico ATC: L02AE01 AIC: 025540042 Prezzo: 409,29 Ditta: Sanofi Spa


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983