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Claritromicina 250 Mylan: Scheda Tecnica del Farmaco

Claritromicina 250 Mylan

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Claritromicina 250 Mylan: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Claritromicina 250 Mylan: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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Claritromicina Mylan Generics 250 mg compresse rivestite con film.

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Principio attivo: Claritromicina 250 mg.

Per l’elenco completo degli Eccipienti vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film.

Compresse gialle, ovali, biconvesse, rivestite con film, con impresso “C250” su di un lato e “G” sull’altro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Claritromicina compresse è indicata per il trattamento di infezioni causate da organismi sensibili a tale antibiotico.

Le indicazioni comprendono:

Infezioni del tratto inferiore delle vie respiratorie, ad esempio: bronchite acuta e cronica, polmonite.

Infezioni del tratto superiore delle vie respiratorie, ad esempio: sinusite e faringite.

Claritromicina è indicata per la terapia iniziale di infezioni respiratorie acquisite in comunità ed è risultata attiva in vitro contro i patogeni respiratori comuni ed atipici elencati nel paragrafo microbiologico.

La claritromicina è inoltre indicata nelle infezioni della cute e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata (come cellulite, pioderma, impetigine).

Claritromicina in presenza dell’inibizione acida prodotta da omeprazolo o lansoprazolo è indicata anche nell’eradicazione dell’H .pylori in pazienti con ulcera duodenale (vedere paragrafo 4.2 Posologìa e modo dì sommìnìstrazìone).

Devono essere prese in considerazione le linee-guida ufficiali/nazionali relative alla resistenza antibatterica e l’uso appropriato degli antibiotici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Per posologie di 250 mg 2 volte al giorno devono essere usate le compresse da 250 mg, poiché le compresse da 500 mg non possono essere dimezzate.

Pazienti con infezioni del tratto respiratorio, della cute e dei tessuti molli

Adulti: claritromicina compresse è disponibile in 2 dosaggi, 250 e 500 mg. La dose usuale è di 250 mg due volte al giorno per 7 giorni, ma nel caso di necessità può essere aumentata a 500 mg due volte al giorno fino a 14 giorni nelle infezioni gravi.

Bambini oltre i 12 anni di età: come negli adulti.

Bambini di età inferiore a 12 anni: non è raccomandato l’uso di claritromicina compresse per questa fascia di età.

Eradicazione dell’H. pylori in pazienti con ulcera duodenale (adulti)

Terapia tripla (7-14 giorni): claritromicina 500 mg due volte al giorno ed un inibitore della pompa protonica associati ad amoxicillina 1000 mg due volte al giorno, per 7 – 14 giorni.

Terapia tripla (7 giorni): claritromicina 500 mg due volte al giorno ed un inibitore della pompa protonica associati a metronidazolo 400 mg due volte al giorno, per 7 giorni ( si raccomanda un test della sensibilità se la potenziale efficacia della terapia con metronidazolo non è sicura).

Terapia tripla (7 giorni): claritromicina 500 mg due volte al giorno ed un inibitore della pompa protonica associati ad amoxicillina 1000 mg due volte al giorno o metronidazolo 400 mg due volte al giorno, per 7 giorni ( si raccomanda un test della sensibilità se la potenziale efficacia della terapia con metronidazolo non è sicura).

Terapia tripla (10 giorni): claritromicina 500 mg due volte al giorno associata ad amoxicillina 1000 mg due volte al giorno e un inibitore della pompa protonica 20 mg una volta al giorno, per 10 giorni.

Terapia duplice (14 giorni): la dose usuale di claritromicina è di 500 mg tre volte al giorno per 14 giorni. Claritromicina deve essere somministrata con un inibitore della pompa protonica.

Le compresse devono essere inghiottite intere con liquidi. Anziani: come per gli adulti.

Compromissione della funzionalità renale: di solito non è richiesto un aggiustamento della dose eccetto che in pazienti con compromissione della funzionalità renale di grado severo (clearance della creatinina < 30 ml/min). Se l’aggiustamento è necessario la dose totale giornaliera deve essere dimezzata, ad es. 250 mg una volta al giorno o 250 mg due volte al giorno nelle infezioni più gravi. Il trattamento non deve essere continuato oltre i 14 giorni in questi pazienti.

Pazienti con compromissione della funzionalità epatica: di solito non è richiesto un aggiustamento della dose ma si deve esercitare cautela quando si somministra claritromicina a pazienti con compromissione della funzionalità epatica.

Claritromicina può essere somministrata indipendentemente dai pasti poiché il cibo non ne altera la biodisponibilità.

04.3 Controindicazioni

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Claritromicina è controindicata in pazienti con ipersensibilità nota alla claritromicina, ad altri antibiotici macrolidi o agli eccipienti della compressa. La somministrazione concomitante di claritromicina e ergotamina o diidroergotamina è controindicata, poiché questo può portare a tossicità da ergot.

Poiché la dose non può essere ridotta da 500 mg al giorno, claritromicina compresse a rilascio modificato è controindicata in pazienti con clearance della creatinina < 30 ml/min.

Tutte le altre formulazioni possono essere usate in questa popolazione di pazienti.

È controindicata la somministrazione concomitante di claritromicina e dei seguenti farmaci:

Astemizolo, antistaminico

Cisapride, stimolante della motilità

Pimozide, antipsicotico

Terfenadina, anti-istaminico.

Livelli aumentati di astemizolo, cisapride, pimozide e terfenadina, sono stati riscontrati in pazienti che ricevevano uno di questi farmaci e claritromicina in associazione. Questo può dare

luogo a prolungamento dell’intervallo QT ed aritmie cardiache, inclusa tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e Torsade de Pointes (vedere paragrafo 4.5).

Effetti simili sono stati osservati con la somministrazione concomitante di altri macrolidi.

La claritromicina non deve essere data a pazienti con una storia di prolungamento del QT o aritmia cardiaca ventricolare, incluso le torsioni di punta (vedere paragrafì 4.4 e 4.5 ).

La claritromicina non deve essere usata in concomitanza con inibitori dell’HMG-CoA reduttasi (statine), lovastatina o simvastatina, a causa del rischio di rabdomiolisi. Il trattamento con questi agenti deve essere interrotto durante il trattamento di claritromicina (vedere ìl paragrafo 4.4 ).

La claritromicina non deve essere data a pazienti con ipopotassemia (rischio di prolungamento dell’intervallo QT).

La claritromicina non deve essere data a pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica in combinazione con insufficienza renale.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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I medici non devono prescrivere la claritromicina a donne in gravidanza senza valutare attentamente i benefici verso i rischi, in particolare durante i primi 3 mesi di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

Si deve prestare cautela in pazienti con grave insufficienza renale (vedere paragrafo 4.2).

La claritromicina viene escreta principalmente attraverso il fegato ed i reni. Si deve prestare cautela nella somministrazione di questo antibiotico in pazienti con funzionalità epatica o renale compromessa.

Sono stati riportati casi di insufficienza epatica fatale (vedere paragrafo 4.8). Alcuni pazienti possono avere avuto un’insufficienza epatica pre-esistente o possono aver preso altri prodotti medicinali epatotossici. I pazienti devono essere avvisati di interrompere il trattamento e di contattare il loro medico se sviluppano segni e sintomi di insufficienza epatica come anoressia, ittero, urine scure, prurito, addome sensibile.

Claritromicina può essere usata in pazienti con nota ipersensibilità alla penicillina o quando il trattamento con la penicillina non è appropriato per altri motivi.

Si devono considerare con attenzione le possibili resistenze crociate ed allergie crociate tra claritromicina ed altri macrolidi, clindamicina e lincomicina. La claritromicina non deve essere associata ad altri farmaci ototossici, specialmente con gli aminoglicosidi. Deve essere effettuato il monitoraggio della funzione vestibolare e uditiva durante e dopo il trattamento.

E’ stata riportata colite pseudomembranosa con quasi tutti gli agenti antibatterici, compresi i macrolidi, e può variare in intensità da lieve a pericolosa per la vita. La diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD) è stata riportata con l’uso di quasi tutti gli antibatterici tra cui la claritromicina, e può variare nella severità da diarrea lieve a colite fatale. Il trattamento con agenti antibatterici altera la normale flora del colon, che può portare a una crescita eccessiva di

C. difficile. CDAD deve essere considerata in tutti i pazienti che presentano diarrea a seguito dell’uso di antibiotici. Un’attenta storia medica è necessaria, poiché è stato riportato che il CDAD si manifesta oltre due mesi dopo la somministrazione di agenti antibatterici. Pertanto, l’interruzione della terapia con la claritromicina deve essere considerata a prescindere dall’indicazione. Le analisi microbiologiche devono essere effettuate ed iniziato un adeguato trattamento I farmaci che inibiscono la peristalsi devono essere evitati.

Come per altri macrolidi, la claritromicina può causare una riacutizzazione o l’aggravamento della miastenia gravis e deve pertanto essere usata con cautela in pazienti con questa malattia.

Si consiglia cautela riguardo la somministrazione concomitante di claritromicina e triazolo- benzodiazepine come triazolam e midazolam (vedere paragrafo 4.5 ).

A causa del rischio del prolungamento dell’intervallo QT, la claritromicina deve essere usata con cautela in pazienti con disturbi delle arterie coronarie, grave insufficienza cardiaca, ipopotassiemia o ipomagnesiemia non compensate, bradicardia (meno di 50 battiti/minuto) o quando associata ad altri medicinali che possono prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo

4.5 ). Claritromicina non deve essere usata in pazienti con prolungamento dell’intervallo QT congenito o acquisito o anamnesi di aritmia ventricolare (vedere paragrafo 4.3).

Polmonite: in considerazione della resistenza emergente di Streptococcus pneumoniae ai macrolidi, è importante che i test di sensibilità vengano effettuati quando si prescrive la claritromicina per la polmonite acquisita in comunità. Nella polmonite acquisita in ospedale, la claritromicina deve essere usata in combinazione con ulteriori antibiotici appropriati.

In caso di gravi reazioni di ipersensibilità acuta, come anafilassi, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, la terapia con la claritromicina deve essere immediatamente interrotta ed il trattamento appropriato deve essere urgentemente avviato.

Claritromicina deve essere usata con cautela quando indicata per l’uso in pazienti che ricevono trattamenti con induttori del CYP3A4 a causa della possibilità di livelli sub-terapeutici della claritromicina (vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina è un inibitore del CYP3A4 e l’uso concomitante con altri medicinali che vengono metabolizzati in larga misura da questo enzima deve essere ristretto a situazioni in cui sia chiaramente indicato (vedere paragrafo 4.5 ).

Inibitori dell’HMG-CoA reduttasi: l’uso concomitante di claritromicina con lovastatina o simvastatina è controindicato (vedere paragrafo 4.3). Come con altri macrolidi, è stato segnalato che la claritromicina aumenta le concentrazioni di inibitori della HMG-CoA reduttasi (vedere paragrafo 4.5). Rari casi di rabdomiolisi sono stati riportati in pazienti che assumono questi farmaci in associazione. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia. Rari casi di rabdomiolisi sono stati riportati anche in pazienti in trattamento con atorvastatina o rosuvastatina in concomitanza con claritromicina. Quando atorvastatina o rosuvastatina sono utilizzate con la claritromicina, devono essere somministrate alle dosi più basse possibili. Deve essere preso in considerazione un aggiustamento della dose di statina o l’uso di una statina che non dipende dal metabolismo di CYP3A (ad esempio, fluvastatina o pravastatina).

Infezioni della pelle e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata: Queste infezioni sono più spesso causate da Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pyogenes, entrambi i quali possono essere resistenti ai macrolidi. Pertanto, è importante che siano eseguiti i test di sensibilità. Nei casi in cui gli antibiotici beta-lattamici non possono essere utilizzati (ad esempio allergie), altri antibiotici, come la clindamicina, possono essere il farmaco di prima scelta. Attualmente, si considera che i macrolidi svolgono solo un ruolo in alcune infezioni della pelle e dei tessuti molli, come quelli causati da Corynebacterium minutissimum (eritrasma), acne vulgaris, e erisipela e in situazioni in cui il trattamento penicillina non può essere utilizzato..

Streptococcus pyogenes: la claritromicina è in genere efficace nell’eradicazione degli streptococchi dall’orofaringe. Tuttavia non sono disponibili dati sull’efficacia di questo antibiotico nella susseguente prevenzione della febbre reumatica.

Nelle faringiti da infezioni da streptococco beta-emolitico, la durata del trattamento deve essere di almeno 10 gg.

L’H. pylori può sviluppare resistenza alla claritromicina.

L’uso di qualsiasi terapia antibiotica, come la claritromicina, per trattare l’infezione da H. pylori può essere scelta per microrganismi resistenti ai farmaci.

L’uso prolungato può, come con altri antibiotici, causare la colonizzazione, con aumento del numero di funghi e batteri non sensibili. Se si verificano superinfezioni, si deve instaurare una terapia appropriata.

Ipoglicemizzanti orali / insulina: L’uso concomitante di claritromicina e ipoglicemizzanti orali e / o insulina può causare ipoglicemia significativa. Con alcuni farmaci ipoglicemizzanti come nateglinide, pioglitazone, rosiglitazone e repaglinide, l’inibizione dell’enzima CYP3A da parte della claritromicina può essere coinvolta e potrebbe causare ipoglicemia quando vengono usati contemporaneamente. Un attento monitoraggio della glicemia è raccomandato.

Anticoagulanti orali: Vi è il rischio di emorragie gravi e significativi aumenti del Rapporto Internazionale Normalizzato (RNI) e del tempo di protrombina quando la claritromicina è somministrata in associazione a warfarin (vedere paragrafo 4.5).

Il RNI e i tempi di protrombina devono essere frequentemente monitorati, mentre i pazienti ricevono contemporaneamente la claritromicina e anticoagulanti orali.

Sono stati riportati casi post-marketing di tossicità da colchicina con l’uso concomitante di colchicina e claritromicina, specialmente in pazienti anziani, alcuni dei casi segnalati si sono verificati in pazienti con insufficienza renale. Sono stati riportati decessi in alcuni di questi pazienti (vedere paragrafo. 4.5). Se è necessaria la somministrazione concomitante di colchicina e claritromicina, i pazienti devono essere monitorati attentamente per i sintomi clinici della tossicità da colchicina.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’uso dei seguenti medicinali è strettamente controindicato a causa del potenziale di gravi effetti di interazione farmacologica:

Cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina

Sono stati riportati livelli elevati di cisapride in pazienti trattati con claritromicina e cisapride contemporaneamente. Ciò può causare prolungamento dell’intervallo QT e aritmie cardiache incluso tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. Effetti simili sono stati osservati nei pazienti che assumevano contemporaneamente claritromicina e pimozide (vedere paragrafo 4.3).

E’ stato riportato che i macrolidi modificano il metabolismo di terfenadina con conseguente aumento dei livelli di terfenadina che è stata occasionalmente associata con aritmia cardiaca, come prolungamento del QT, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta (vedere paragrafo 4.3). In uno studio su 14 volontari sani, la somministrazione concomitante di claritromicina e terfenadina ha determinato un aumento di 2-3 volte nei livelli sierici del metabolita acido di terfenadina e prolungamento dell’intervallo QT, che non hanno portato ad alcun effetto clinicamente rilevabile. Effetti simili sono stati osservati con la somministrazione concomitante di astemizolo ed altri macrolidi.

Ergotamina / diidroergotamina

Segnalazioni di post-marketing indicano che la co-somministrazione di claritromicina con ergotamina o diidroergotamina è stata associata a tossicità acuta della segale cornuta caratterizzata da vasospasmo e ischemia delle estremità e di altri tessuti tra cui il sistema

nervoso centrale. La somministrazione concomitante di claritromicina e questi farmaci è controindicata (vedere paragrafo 4.3).

Effetto della claritromicina compresse su altri prodotti medicinali

Interazioni da CYP3A

La somministrazione concomitante di claritromicina, nota per inibire CYP3A, e un farmaco metabolizzato principalmente dal CYP3A può essere associata ad aumenti delle concentrazioni del farmaco che potrebbe aumentare o prolungare gli effetti terapeutici e avversi del farmaco concomitante. La claritromicina deve essere usata con cautela nei pazienti in trattamento con altri farmaci noti per essere substrati dell’enzima CYP3A, soprattutto se il substrato di CYP3A ha uno stretto margine di sicurezza (ad esempio, carbamazepina) e / o il substrato è ampiamente metabolizzato da questo enzima.

Aggiustamenti del dosaggio possono essere considerati, e, quando possibile, le concentrazioni sieriche dei farmaci metabolizzati principalmente da CYP3A devono essere monitorati attentamente nei pazienti che ricevono contemporaneamente la claritromicina.

In alternativa il trattamento con questi medicinali può essere interrotto durante quello con claritromicina.

I seguenti farmaci o classi di farmaci sono noti o sospettati di essere metabolizzati dal stesso isoenzima CYP3A: alprazolam, astemizolo, carbamazepina, cilostazolo, cisapride, ciclosporina, disopiramide, alcaloidi della segale, lovastatina, metilprednisolone, midazolam, omeprazolo, anticoagulanti orali (es. warfarin), pimozide, chinidina, rifabutina, sildenafil, simvastatina, sirolimus, tacrolimus, terfenadina, triazolam e vinblastina. I medicinali che interagiscono con meccanismi simili attraverso altri isoenzimi del sistema del citocromo P450 sono fenitoina, teofillina e valproato.

Inibitori della HMG-CoA-reduttasi

La claritromicina inibisce il metabolismo di alcuni inibitori della HMG-CoA-riduttasi, con conseguente aumento delle concentrazioni plasmatiche di questi medicinali. L’associazione di claritromicina e simvastatina è stata raramente associata a rabdomiolisi. La claritromicina può produrre una simile interazione con atorvastatina ed una minor interazione con cerivastatina. Quando è indicata l’associazione di claritromicina con simvastatina o atorvastatina, i pazienti devono essere attentamente monitorati per l’insorgenza di segni e sintomi di miopatia.

Antiaritmici

Ci sono state segnalazioni di post-marketing di torsioni di punta che si verificano con l’uso concomitante di claritromicina e chinidina o disopiramide. Gli elettrocardiogrammi devono essere monitorati per il prolungamento del QT durante la co-somministrazione di claritromicina con questi farmaci. I livelli sierici di chinidina e disopiramide devono essere monitorati durante la terapia con claritromicina.

Omeprazolo

La claritromicina (500 mg ogni 8 ore) è stata somministrata in combinazione con omeprazolo (40 mg / die) in soggetti adulti sani. Le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario di omeprazolo sono aumentate (Cmax, AUC0 24, e t1/2 aumentato del 30%, 89% e 34%, rispettivamente), con la somministrazione concomitante di claritromicina. Il valore medio nelle 24 ore del pH gastrico è stato 5,2 quando omeprazolo è stato somministrato da solo e 5,7 quando omeprazolo è stato co-somministrato con claritromicina.

Sildenafil, tadalafil e vardenafil

Ognuno di questi inibitori della fosfodiesterasi è metabolizzato, almeno in parte, dal CYP3A, e il CYP3A può essere inibito dalla claritromicina somministrata contemporaneamente. La co- somministrazione di claritromicina con sildenafil, tadalafil o vardenafil potrebbe probabilmente risultare in un aumento dell’esposizione dell’inibitore della fosfodiesterasi. La riduzione del dosaggio di sildenafil, tadalafil e vardenafil deve essere presa in considerazione quando questi farmaci sono co-somministrati con la claritromicina.

Teofillina, carbamazepina

I risultati degli studi clinici indicano che vi è stato un aumento modesto ma statisticamente significativo (p  0,05) di teofillina in circolo o dei livelli di carbamazepina, quando uno di questi farmaci è stato somministrato in concomitanza con la claritromicina. Può essere necessario prendere in considerazione una riduzione della dose.

Tolterodina

La via principale del metabolismo di tolterodina è tramite l’isoforma 2D6 del citocromo P450 (CYP2D6). Tuttavia, in un sottoinsieme della popolazione priva di CYP2D6, il percorso individuato del metabolismo è attraverso il CYP3A. In questo sottogruppo della popolazione, l’inibizione del CYP3A comporta una concentrazione sierica significativamente più alta di tolterodina. Una riduzione del dosaggio di tolterodina può essere necessaria in presenza di inibitori del CYP3A, come la claritromicina, nella popolazione di metabolizzatori lenti del CYP2D6.

Triazolo- benzodiazepine (ad esempio, alprazolam, midazolam, triazolam)

Quando il midazolam è stato co-somministrato con compresse di claritromicina (500 mg due volte al giorno), l’AUC di midazolam è aumentata 2,7 volte dopo somministrazione endovenosa di midazolam e 7 volte dopo somministrazione orale. La somministrazione concomitante di midazolam per via orale e claritromicina deve essere evitata. Se il midazolam per via endovenosa è co-somministrato con la claritromicina, il paziente deve essere attentamente monitorato per permettere un aggiustamento della dose. Le stesse precauzioni devono valere anche per altre benzodiazepine che sono metabolizzate dal CYP3A, tra cui il triazolam e l’alprazolam. Per le benzodiazepine che non sono dipendenti dal CYP3A per la loro eliminazione (temazepam, nitrazepam, lorazepam), è improbabile un’interazione clinicamente importante con la claritromicina.

Ci sono state segnalazioni post-marketing di interazioni farmacologiche e di effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) (ad esempio, sonnolenza e confusione) con l’uso concomitante di claritromicina e triazolam. E’ suggerito il monitoraggio del paziente, per aumento degli effetti farmacologici sul SNC.

Effetto di altri prodotti medicinali sulla claritromicina compresse

I medicinali che sono induttori del CYP3A (per esempio rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital, Erba di San Giovanni) possono indurre il metabolismo della claritromicina. Questo può portare a livelli sub-terapeutici di claritromicina che porta ad una diminuita efficacia. Inoltre, potrebbe essere necessario monitorare i livelli plasmatici del induttore CYP3A, che potrebbe essere aumentato a causa della inibizione di CYP3A da claritromicina (vedere anche le rìlevantì ìnformazìonì del prodotto per l’ìnìbìtore del CYP3A4 sommìnìstrato). La somministrazione concomitante di rifabutina e claritromicina ha comportato un aumento della rifabutina, e la diminuzione dei livelli sierici di claritromicina insieme ad un aumento del rischio di uveite.

I seguenti farmaci sono noti o sospettati di alterare la concentrazione di claritromicina nel circolo; può essere richiesto un aggiustamento del dosaggio di claritromicina o di prendere in considerazione dei trattamenti alternativi.

Efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina

Induttori forti del sistema citocromo P 450, come efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina, e rifapentina possono accelerare il metabolismo della claritromicina e quindi abbassare i livelli plasmatici di claritromicina, mentre aumentano quelli di 14-OH-claritromicina, un metabolita che è anche microbiologicamente attivo. Poiché le attività microbiologiche della claritromicina e del 14-OH-claritromicina sono differenti per batteri diversi, l’effetto terapeutico desiderato può essere compromesso durante la somministrazione concomitante degli induttori di claritromicina e degli enzimi. Una riduzione del 39% dell’AUC per claritromicina e un aumento del 34% dell’AUC per il metabolita attivo 14-idrossi sono stati osservati quando la claritromicina è stata

utilizzata in concomitanza con l’induttore del CYP3A4 efavirenz. In tali circostanze, potrebbe essere necessario aumentare la dose di claritromicina e monitorare la sicurezza ed efficacia. Può essere necessario il monitoraggio dei livelli plasmatici del induttore del CYP3A4 perché i livelli potrebbero essere aumentati a causa della inibizione del CYP3A4 da parte della claritromicina (vedì anche le rìlevantì ìnformazìonì sul medìcìnale per la sommìnìstrazìone dell’ìnduttore del CYP3A4).

Fluconazolo

La somministrazione concomitante di fluconazolo 200 mg / die e di claritromicina 500 mg due volte al giorno in 21 volontari sani ha portato ad aumenti nella concentrazione media di claritromicina minima allo stato stazionario (Cmin) e dell’area sotto la curva (AUC) del 33% e 18% rispettivamente. Le concentrazioni allo stato stazionario del metabolita attivo 14-OH- claritromicina non sono state influenzate dalla somministrazione concomitante di fluconazolo. Nessun aggiustamento della dose di claritromicina è necessario.

Ritonavir

Uno studio farmacocinetico ha dimostrato che la somministrazione concomitante di ritonavir 200 mg ogni otto ore e claritromicina 500 mg ogni 12 ore ha determinato una marcata inibizione del metabolismo della claritromicina. La Cmax della claritromicina aumentata del 31%, la Cmin aumentata del 182% e l’AUC è aumentata del 77% con la somministrazione concomitante di ritonavir. Un’inibizione sostanzialmente completa della formazione di 14-OH-claritromicina è stata notata. A causa della grande finestra terapeutica della claritromicina, nessuna riduzione del dosaggio dovrebbe essere necessaria in pazienti con normale funzione renale. Tuttavia, nei pazienti con insufficienza renale, i seguenti aggiustamenti posologici devono essere considerati: Per i pazienti con CLCR 30 a 60 ml / min la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%.

Per i pazienti con CLCR <30 ml / min la dose di claritromicina deve essere ridotta del 75%. Dosi di claritromicina superiori a 1 g / die non devono essere somministrate con ritonavir.

Simili aggiustamenti del dosaggio devono essere considerati in pazienti con ridotta funzionalità renale quando il ritonavir viene utilizzato come potenziatore farmacocinetico con altri inibitori della proteasi HIV, inclusi atazanavir e saquinavir (vedì sezìone sottostante, ìnterazìonì farmacologìche Bì-dìrezìonale).

Trattamento delle infezioni da H. pylori

Benché le concentrazioni plasmatiche di claritromicina ed omeprazolo possano aumentare quando sono somministrati contemporaneamente, non è necessario un aggiustamento della dose. Alle dosi raccomandate non vi è alcuna interazione clinicamente significativa tra claritromicina e lansoprazolo. Aumenti nella concentrazione plasmatica di claritromicina si possono anche verificare quando essa è somminitrata contemporaneamente con antiacidi o ranitidina. Non sono necessari aggiustamenti del dosaggio.

Altre interazioni tra farmaci Colchicina

La colchicina è un substrato sia per CYP3A che per il trasportatore efflusso, P-glicoproteina (Pgp). La claritromicina e gli altri macrolidi sono noti inibire CYP3A e PGP. Quando la claritromicina e la colchicina sono somministrate contemporaneamente, l’inibizione della Pgp e / o di CYP3A da claritromicina può portare ad una maggiore esposizione alla colchicina. I pazienti devono essere monitorati per sintomi clinici di tossicità da colchicina (vedere paragrafo 4.4).

Digossina

La digossina è pensata per essere un substrato per il trasportatore di efflusso, P-glicoproteina (Pgp). La claritromicina è nota per inibire la Pgp. Quando la claritromicina e la digossina vengono somministrati assieme, l’inibizione del Pgp da claritromicina può portare ad una maggiore esposizione alla digossina. Concentrazioni elevate di digossina nel siero in pazienti trattati con claritromicina e digossina in concomitanza sono stati segnalate anche nella

sorveglianza post-marketing. Alcuni pazienti hanno presentato sintomi clinici compatibili con la tossicità da digossina, tra cui le aritmie potenzialmente fatali. Le concentrazioni di digossina nel siero devono essere attentamente monitorate mentre i pazienti sono in trattamento con digossina e claritromicina simultaneamente.

Zidovudina

La simultanea somministrazione orale di compresse di claritromicina e zidovudina a pazienti adulti con infezione da HIV può determinare una diminuzione della concentrazione della zidovudina allo stadio stazionario. Poiché la claritromicina sembra interferire con l’assorbimento della zidovudina somministrata contemporaneamente per via orale, questa interazione può essere evitata scaglionando le dosi di claritromicina e zidovudina per consentire un intervallo di 4 ore tra ogni farmaco. Questa interazione non si verifica in pazienti pediatrici affetti da HIV che assumono la claritromicina in sospensione con zidovudina o dideossiinosina. Questa interazione è improbabile quando la claritromicina è somministrata per infusione endovenosa.

Fenitoina e valproato

Ci sono state segnalazioni spontanee o pubblicate di interazione degli inibitori del CYP3A,, inclusa la claritromicina con farmaci che non si pensava fossero metabolizzati dal CYP3A (ad esempio fenitoina e valproato). Sono raccomandate le determinazioni dei livelli plasmatici di questi farmaci quando somministrati in concomitanza con la claritromicina. Sono stati riportati aumenti dei livelli plasmatici.

Interazioni farmacologiche bi-direzionali

Atazanavir

Sia la claritromicina che l’atazanavir sono substrati e inibitori del CYP3A, ed è evidente una interazione farmacologica bi-direzionale. La co-somministrazione di claritromicina (500 mg due volte al giorno) con atazanavir (400 mg una volta al giorno) ha determinato un aumento di 2 volte dell’esposizione alla claritromicina e una diminuzione del 70% dell’esposizione al 14-OH- claritromicina, con un aumento del 28% nell’AUC di atazanavir. A causa della grande finestra terapeutica della claritromicina, nessuna riduzione del dosaggio dovrebbe essere necessaria in pazienti con normale funzione renale. Per i pazienti con funzione renale moderata (clearance della creatinina da 30 a 60 mL / min), la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%. Per i pazienti con clearance della creatinina <30 ml / min, la dose di claritromicina deve essere ridotta del 75% utilizzando una formulazione adeguata claritromicina. Dosi di claritromicina superiori a 1000 mg al giorno non devono essere co-somministrate con inibitori delle proteasi.

Itraconazolo

Sia la claritromicina che l’itraconazolo sono substrati e inibitori del CYP3A, portando ad una interazione farmacologica bidirezionale. La claritromicina può aumentare i livelli plasmatici di itraconazolo, mentre l’itraconazolo può aumentare i livelli plasmatici di claritromicina. I pazienti che assumono contemporaneamente itraconazolo e claritromicina devono essere strettamente monitorati per segni o sintomi di effetti farmacologici aumentati o prolungati.

Saquinavir

Sia la claritromicina che saquinavir sono substrati e inibitori del CYP3A, ed è evidente una interazione farmacologica bi-direzionale. La somministrazione concomitante di claritromicina (500 mg due volte al giorno) e saquinavir (capsule di gelatina molli, 1200 mg tre volte al giorno) a 12 volontari sani ha determinato allo stadio stazionario valori di AUC e Cmax di saquinavir che erano 177% e 187% superiori a quelli osservati con solo saquinavir. I valori di AUC e Cmax della claritromicina sono stati circa il 40% superiori a quelli osservati con solo claritromicina. Nessun aggiustamento della dose è richiesto quando i due farmaci sono somministrati per un tempo limitato alle dosi / formulazioni studiate.

Le osservazioni degli studi di interazione farmacologica con la formulazione in capsule di gelatina molli possono non essere rappresentative degli effetti osservati con il saquinavir capsule di gelatina dura. Le osservazioni di studi di interazione farmacologica effettuati con saquinavir da solo possono non essere rappresentative degli effetti osservati con la terapia saquinavir /

ritonavir. Quando saquinavir è somministrato in associazione con ritonavir, occorre tenere in considerazione gli effetti potenziali di ritonavir sulla claritromicina.

Verapamil

Ipotensione, bradiaritmie e acidosi lattica sono stati osservati nei pazienti che assumevano contemporaneamente claritromicina e verapamil.

04.6 Gravidanza e allattamento

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La sicurezza della claritromicina durante la gravidanza e l’allattamento al seno dei neonati non è stata stabilita. Sulla base dei risultati variabili ottenuti da studi su topi, ratti, conigli e scimmie, la possibilità di effetti avversi sullo sviluppo embrio-fetale non può essere esclusa. Pertanto, l’uso durante la gravidanza non è consigliato, senza un’attenta valutazione rischio/beneficio. La claritromicina è escreta nel latte materno umano.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Non sono disponibili dati sull’effetto della claritromicina sulla capacità di guidare o usare macchine. Possibili capogiri, vertigini, confusione e disorientamento, che possono verificarsi con il farmaco, devono essere presi in considerazione dai pazienti prima di guidare o usare macchine.

04.8 Effetti indesiderati

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a. Sintesi del profilo di sicurezza

Le reazioni più frequenti e i comuni eventi avversi correlati alla terapia con claritromicina sia per adulti che per bambini sono dolore addominale, diarrea, nausea, vomito, dispepsia, cefalea e alterazione del gusto. Queste reazioni avverse sono generalmente di lieve intensità e sono in armonia con il noto profilo di sicurezza degli antibiotici macrolidi. (vedi sezione b del paragrafo 4.8)

Non vi era alcuna differenza significativa nell’incidenza di queste reazioni avverse gastrointestinali durante gli studi clinici tra i pazienti con o senza infezioni da micobatteri preesistenti.

b. Elenco riassuntivo delle reazioni avverse

La seguente tabella mostra le reazioni avverse segnalate negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing con la claritromicina compresse a rilascio immediato, in granuli per sospensione orale, polvere per soluzione iniettabile, compresse a rilascio prolungato e compresse a rilascio modificato.

Le reazioni avverse considerate almeno possibilmente correlate alla claritromicina vengono visualizzate per classe sistemica organica e frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥ 1 / 10), comune (≥ 1 / 100 a <1 / 10), non comune (≥ 1 / 1, 000 a <1 / 100), molto raro (<1 / 10000) e non nota (reazioni avverse dall’esperienza post-marketing; la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità quando la gravità può essere accertata.

Classe di organi e sistemi Molto Comune(≥ 1 / 10) Comune(≥ 1/100 a <1/10) Non comune (≥ 1/1000 a <1/100), Molto raro (<1/10000) Non nota(La frequenza non può essere stimata dai dati disponibili)
Infezioni ed infestazioniCandidosi oraleCandidosi, infezioni vaginaliErisipela, eritrasma, colite pseudomembranosa
Patologie del sistema emolinfopoieticoLeucopenia, neutropenia¹, eosinofilia¹Agranulocitosi, trombocitopenia,
Disturbi del sistema immunitario5IpersensibilitàReazioni anafilattiche
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneAnoressia, diminuzione dell’appetitoIpoglicemia³
Disturbi PsichiatriciInsonniaAnsiaIncubi notturniDisturbo psicoticostato confusionale, depersonalizzazione,depressione,disorientamento, allucinazioni, sogni anomali
Patologie del sistema nervosoDisgeusia, mal di testa, alterazione del gustoCapogiro, sonnolenza4, tremoreParaestesiaConvulsione, ageusia, parosmia, anosmia
Patologie dell’orecchio e del labirintoVertigini, problemi di udito, tinnitoSordità
Patologie cardiachetracciato QT dell’elettrocardiogramma prolungato 5, palpitazioniTorsioni di punta5, tachicardia ventricolare5
Patologie vascolariEmorragia6
Patologie gastrointestinaliDiarrea7, vomito, dispepsia, nausea, dolore addominale, stomatite, glossite,Distensione addominale¹, costipazione, bocca secca, eruttazione, flatulenzaPancreatine acuta, decolorazione della lingua, decolorazione dei denti
Patologie epatobiliariTest anormali della funzionalità epaticaColestasi¹, epatite¹, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi, aumento del gammaglutamiltransferasiInsufficienza epatica8, ittero epatocellulare
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoEruzione cutanea, iperidrosiPrurito, orticariaSindrome di Stevens-Johnson², necrolisi epidermica tossica², eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS),acne
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoRabdomiolisi9, miopatia
Patologie renali e urinarieInsufficienza renale, nefrite interstiziale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneMalessere¹, astenia, dolore toracico¹, brividi¹, fatica¹
Esami diagnosticiUrea nel sangue elevataAumentata creatinina sierica, aumento della fosfatasi alcalina nel sangue¹, aumento della lattato diidrogenasi del sangue¹Aumento del rapporto internazionale normalizzato6, anomalo colore delle urine, prolungamento del tempo di protrombina6

¹ ADR segnalate solo per la formulazione di compresse a rilascio immediato.

2, 5, 7, 8, 9vedere Sezione a)

3,4,6Vedere la Sezione c)

c. Descrizione delle reazioni avverse selezionate

In casi molto rari, è stata segnalata insufficienza epatica ad esito fatale e, in generale è stata associata con gravi malattie di base e / o farmaci concomitanti (vedere paragrafo 4.4).

Una particolare attenzione deve essere prestata alla diarrea come la diarrea da Clostridium difficile (CDAD) che è stata riportata con l’uso di quasi tutti gli antibatterici tra cui la claritromicina, e può variare nella gravità da diarrea lieve a colite fatale. (Vedere paragrafo 4.4)

In caso di gravi reazioni di ipersensibilità acute, come anafilassi, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, la terapia con claritromicina deve essere immediatamente interrotta e il trattamento appropriato deve essere urgentemente iniziato (vedere paragrafo 4.4).

Come con altri macrolidi, prolungamento dell’intervallo QT, tachicardia ventricolare e torsione di punta sono stati raramente riportati con claritromicina (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

La colite pseudomembranosa è stata segnalata con quasi tutti gli antibatterici, tra cui la claritromicina, e può variare in intensità da lieve a pericolosa per la vita. Pertanto, è importante considerare questa diagnosi nei pazienti che presentano diarrea a seguito della somministrazione di agenti antibatterici (vedere paragrafo 4.4).

In alcune delle segnalazioni di rabdomiolisi, la claritromicina è stata somministrata in concomitanza con le statine, fibrati, la colchicina o allopurinolo (vedere paragrafo 4.3 e 4.4).

Ci sono state segnalazioni post-marketing di tossicità da colchicina con l’uso concomitante di claritromicina e la colchicina, specialmente in anziani e / o pazienti con insufficienza renale, alcune con esito fatale. (Vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia, alcuni dei quali si sono verificati in pazienti con concomitanti agenti ipoglicemizzanti o insulina (vedere paragrafo 4.4 e 4.5).

Ci sono state segnalazioni post-marketing di interazioni farmacologiche e effetti sul sistema nervoso centrale (SNC) (ad esempio, sonnolenza e confusione) con l’uso concomitante di claritromicina e triazolam. Si suggerisce il monitoraggio del paziente per aumento degli effetti farmacologici al SNC (vedere paragrafo 4.5).

Vi è il rischio di emorragia grave e aumenti significativi nell’INR e tempo di protrombina quando la claritromicina è somministrata in associazione a warfarin.L’INR e i tempi di protrombina devono essere frequentemente monitorati, mentre i pazienti stanno ricevendo la claritromicina e anticoagulanti orali contemporaneamente (vedere paragrafi 4.4 e 4.5).

Popolazione speciale: Reazioni avverse in pazienti immunocompromessi (vedere paragrafo e)

d. Popolazione pediatrica

Gli studi clinici sono stati condotti con la claritromicina sospensione pediatrica nei bambini da 6 mesi a 12 anni di età. Pertanto, i bambini sotto i 12 anni devono usare claritromicina sospensione pediatrica. Non ci sono dati sufficienti per raccomandare un regime di dosaggio per l’uso della formulazione claritromicina IV in pazienti con meno di 18 anni di età.

Frequenza, tipo e gravità delle reazioni avverse nei bambini dovrebbero essere le stesse degli adulti.

e. Altri gruppi speciali

Pazienti immunocompromessi

Nei pazienti con AIDS e in altri pazienti immunocompromessi trattati con dosi più alte di claritromicina per lunghi periodi di tempo per le infezioni da micobatteri, è stato spesso difficile distinguere gli eventi avversi eventualmente associati alla somministrazione di claritromicina dai segni alla base della malattia del virus dell’immunodeficienza umana (HIV) o malattie intercorrenti.

Nei pazienti adulti, le reazioni avverse più frequentemente riportate da parte dei pazienti trattati con dosi giornaliere totale di 1000 mg e 2000 mg di claritromicina sono stati: nausea, vomito, alterazione del gusto, dolore addominale, diarrea, eruzioni cutanee, flatulenza, mal di testa, costipazione, disturbi dell’udito, aumento della glutammico ossalacetico transaminasi sierica (SGOT) e siero glutammico piruvato transaminasi (SGPT). Ulteriori eventi a bassa frequenza compresa dispnea, insonnia e secchezza delle fauci. Le incidenze erano comparabili per i pazienti trattati con 1000 mg e 2000 mg, ma erano generalmente di circa 3-4 volte più frequenti per quei pazienti che hanno ricevuto una dose totale giornaliera di 4000mg di claritromicina.

In questi pazienti immunocompromessi, le valutazioni dei valori di laboratorio sono state fatte da analisi di questi valori al di fuori del livello gravemente anormale (e cioè il limite estremo alto o basso) per la prova specificata. Sulla base di tali criteri, circa il 2% – 3% di quei pazienti che hanno ricevuto 1000 mg o 2000 mg di claritromicina ogni giorno avevano livelli elevati gravemente anormali di SGOT e SGPT, e anormalmente bassi delle cellule bianche del sangue e la conta piastrinica. Una percentuale inferiore di pazienti in questi due gruppi di dosaggio ha avuto anche elevati livelli di azoto ureico ematico. Incidenze leggermente superiori dei valori anomali sono state osservate per i pazienti che hanno ricevuto 4000 mg al giorno per tutti i parametri ad eccezione delle cellule bianche del sangue.

04.9 Sovradosaggio

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Alcune segnalazioni indicano che l’ingestione di grandi quantità di claritromicina possono produrre sintomi gastrointestinali. Un paziente con anamnesi di disturbi bipolari ha ingerito 8 g di claritromicina mostrando stato mentale alterato, comportamento paranoide, ipopotassiemia ed ipossiemia. Le reazioni avverse che accompagnano il sovradosaggio devono essere trattate con l’eliminazione rapida del farmaco non assorbito con lavanda gastrica e con misure di supporto.. Come per gli altri macrolidi non ci si aspetta che i livelli sierici della claritromicina siano influenzati in modo apprezzabile dall’emodialisi o dalla dialisi peritoneale.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Classe terapeutica: anti-infettivi generali per uso sistemico: antibiotici per uso sistemico.

Codice ATC: J01FA09.

Meccanismo d’azione:

La claritromicina è un derivato semi-sintetico dell’eritromicina A. Essa esercita la sua azione antibatterica legandosi alla sub-unità ribosomiale 50s dei batteri sensibili e bloccando la sintesi delle proteine.

Anche il metabolita 14-idrossi della claritromicina ha azione antimicrobica. La MIC di questo metabolita è uguale o due volte maggiore di quella del composto originario, eccetto che per l’H. influenzae dove il metabolita 14-idrossi è due volte più attivo.

Breakpoints

Vengono suggeriti i seguenti MIC breakpoint, che separano gli organismi sensibili (S) da quelli resistenti (R).

Raccomandazioni della British Society for Antimicrobial Chemotherapy (BSAC):

• Per Staphylococcus spp, Streptococcus spp. e M catarrhalis: S: ≤0,5 mg/l, R ≥1.0 mg/l.

• Per H. influenzae: S: ≤0.5 mg/l, R: ≥ 32,0 mg/l.

Raccomandazioni del National Committee for Clinical Laboratory Standards (NCCLS):

• Per Staphylococcus ssp. S: ≤2,0 mg/l, R: ≥8,0 mg/l

• Per H. influenzae: S: ≤8,0 mg/l, R: ≥ 32,0 mg/l.

• Per Streptococcus spp. S: ≤0,25 mg/l, R: >1.0 mg/l.

La prevalenza della resistenza può variare geograficamente e nel tempo per alcune specie, pertanto informazioni locali sulla sensibilità sono desiderabili, particolarmente nel trattamento di infezioni gravi. Le seguenti informazioni forniscono solo una guida approssimativa sulla probabilità che un organismo sia sensibile alla claritromicina. Quando l’intervallo di resistenza è noto per variare considerevolmente nell’ambito della Comunità Europea questo fatto viene mostrato nella tabella 1

Specie comunemente sensibili
Microrganismi aerobi Gram-negativi Moraxella catarrhalis
Microrganism anaerobi
Peptococcus spp.
Peptostreptococcusspp.
Propionibacterium acnes
Clostridium perfringens
Altri microrganismi
Chlamydia pneumoniae
Legionella pneumophila
Mycoplasma pneumoniae
Specie per le quali la resistenza acquisita può essere un problema
Organismi aerobi Gram-positivi
Staphylococcus aureus (meticillina-sensibile)
Staphylococcus aureus (meticillina-resistente)*
Streptococcus agalactiae
Streptococcus pneumoniae
Streptococcus pyogenes
Organismio aerobici Gram-negativi
Haemophilus influenzae•

* La resistenza ai macrolidi dello stafilococco aureo resistente alla meticillina (MRSA) è comunemente superiore al 50% nella Comunità Europea ed in alcune aree riguarda quasi tutti i ceppi.

le specie possono essere di sensibilità intermedia alla claritromicina e possono anche acquisire una resistenza di alto livello ai macrolidi.

Resistenza

I meccanismi di resistenza verso i macrolidi comprendono alterazioni del sito bersaglio dell’antibiotico o sono basati su modifiche dell’antibiotico e/o alterazioni del suo efflusso attivo.

Lo sviluppo della resistenza può essere mediato via cromosomi o plasmidi, può essere indotto o essere costitutivo. I batteri resistenti ai macrolidi generano enzimi che portano alla metilazione dell’adenina residuale nell’RNA ribosomiale e di conseguenza ad un’inibizione del legame dell’antibiotico con il ribosoma.

I batteri resistenti ai macrolidi mostrano generalmente una resistenza crociata ai lincosamidi ed alla streptogramina B sulla base di una mutazione del sito di legame ribosomiale. La claritromicina è catalogata tra i forti induttori di questo enzima, inoltre i macrolidi hanno un’azione batteriostatica attraverso l’inibizione della peptil-transferasi dei ribosomi.

Una resistenza crociata esiste tra claritromicina, eritromicina ed azitromicina. Gli stafilococchi resistenti alla meticillina e lo streptococcus pneumoniae resistente alla penicillina sono resistenti ai macrolidi come la claritromicina.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Dopo somministrazione orale in forma di compresse, la claritromicina viene assorbita rapidamente ed ampiamente dal tratto gastrointestinale. Il metabolita microbiologicamente

attivo, 14-idrossiclaritromicina, si forma per metabolismo di primo passaggio. Claritromicina compresse può essere somministrata indipendentemente dai pasti poiché il cibo non ne altera la biodisponibilità. Il cibo ritarda lievemente l’inizio dell’assorbimento e della formazione del 14- idrossimetabolita. La farmacocinetica della claritromicina non è lineare, tuttavia lo stato stazionario viene raggiunto entro 2 giorni di somministrazione. A 250 mg due volte al giorno il 15-20% del farmaco viene escreto immodificato nelle urine. Con un dosaggio di 500 mg due volte al giorno l’escrezione urinaria è maggiore (circa il 36%). La 14-idrossiclaritromicina è il maggior metabolita urinario e rappresenta circa il 10-15% della dose. La maggior parte della dose rimanente viene eliminata con le feci, principalmente attraverso la bile. Il 5-10% della sostanza originale si trova nelle feci.

Quando la claritromicina 500 mg viene somministrata tre volte al giorno le concentrazioni plasmatiche di claritromicina aumentano rispetto al dosaggio di 500 mg due volte al giorno.

Claritromicina raggiunge concentrazioni tissutali che sono parecchie volte superiori ai livelli di farmaco presente nel plasma sanguigno. Elevati livelli di claritromicina sono stati trovati nei tessuti delle tonsille ed in quelli polmonari. Ai livelli terapeutici l’80% della claritromicina è legato alle proteine plasmatiche.

Claritromicina penetra anche nel muco gastrico. I livelli di claritromicina nel muco e nel tessuto gastrico sono più elevati quando la claritromicina viene somministrata assieme all’omeprazolo rispetto a quando viene somministrata da sola.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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In studi in acuto nel topo e nel ratto la dose letale mediana è risultata maggiore della dose massima somministrabile (5g/kg).

In studi con dosi ripetute, la tossicità è risultata correlata alla dose, alla durata del trattamento ed alla specie. I cani risultarono più sensibili dei primati e dei ratti. I segni clinici maggiori a dosi tossiche comprendono emesi, debolezza, ridotta assunzione di cibo, aumento di peso, scialorrea, disidratazione e iperattività. In tutte le specie, a dosi tossiche, il fegato fu il primo organo bersaglio. Epatotossicità è risultata evidenziabile da aumenti precoci dei test di funzionalità epatica. La sospensione del farmaco generalmente porta ad un ritorno a valori normali o ad una tendenza alla normalizzazione. Altri tessuti comunemente meno colpiti sono stomaco, timo ed altri tessuti linfatici ed i reni. A dosi quasi terapeutiche iniezione congiuntivale e lacrimazione sono comparse solo nei cani. A dosi massive di 400 mg/kg/die, alcuni cani e scimmie hanno sviluppato opacità corneale e/o edema.

Studi sulla fertilità e la riproduzione nel ratto non hanno mostrato effetti avversi. Studi di teratogenesi nel ratto (Wistar per os e Sprague-Dawley per os e e.v.), nel coniglio New Zealand White ed in scimmie Cynomolgous non sono riusciti a dimostrare alcuna teratogenicità della claritromicina. Tuttavia un ulteriore studio simile in ratti Sprague-Dawley ha documentato una bassa incidenza (6%) di anomalie cardiovascolari che sono risultate dovute ad espressione spontanea di mutamenti genetici. Due studi nel topo hanno rivelato una incidenza variabile (3- 30%) di palatoschisi e perdite di embrioni sono state osservate nelle scimmie ma solo a livelli di dosi che erano chiaramente tossici per le madri.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Cellulosa microcristallina Amido pregelatinizzato Croscarmellosa sodica Povidone

Silice colloidale biossido Acido stearico

Magnesio stearato

Film di rivestimento:

Opadry giallo 20H22340 consistente in: Ipromellosa 3 (E464)

Idrossi-propilcellulosa (E463) Titanio diossido (E171) Glicole propilenico (E1520) Vanillina

Giallo di chinolina (E104)

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo prodotto medicinale non richiede speciali condizioni di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Blister in PVdC/PVC/Alluminio in astucci di cartone (per ciascuno Stato può essere richiesta la confezione a calendario o con blister monodose).

Flaconi in HDPP con tappo in PE (con dosatore opzionale in Polietilene del contenuto).

*Confezioni da: 4, 6, 7, 8, 10, 12, 14, 20, 21, 24, 28, 30, 42, 50, 60, 100, 250, 500 compresse

rivestite con film.

E’ possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Mylan S.p.A.

Via Vittor Pisani 20 – 20124 Milano, Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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250 mg compresse rivestite con film 4 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516010/M

250 mg compresse rivestite con film 6 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516022/M

250 mg compresse rivestite con film 7 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516034/M

250 mg compresse rivestite con film 8 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516046/M

250 mg compresse rivestite con film 10 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516059/M

250 mg compresse rivestite con film 12 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516061/M

250 mg compresse rivestite con film 14 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516073/M

250 mg compresse rivestite con film 20 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516085/M

250 mg compresse rivestite con film 21 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516097/M

250 mg compresse rivestite con film 24 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516109/M

250 mg compresse rivestite con film 28 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516111/M

250 mg compresse rivestite con film 30 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516123/M

250 mg compresse rivestite con film 42 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516135/M

250 mg compresse rivestite con film 50 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516147/M

250 mg compresse rivestite con film 60 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516150/M

250 mg compresse rivestite con film 100 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516162/M

250 mg compresse rivestite con film 250 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516174/M

250 mg compresse rivestite con film 500 compresse in blister PVDC/PVC/AL

AIC n. 037516186/M

250 mg compresse rivestite con film 4 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516198/M

250 mg compresse rivestite con film 6 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516200/M

250 mg compresse rivestite con film 7 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516212/M

250 mg compresse rivestite con film 8 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516224/M

250 mg compresse rivestite con film 10 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516236/M

250 mg compresse rivestite con film 12 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516248/M

250 mg compresse rivestite con film 14 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516251/M

250 mg compresse rivestite con film 20 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516263/M

250 mg compresse rivestite con film 21 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516275/M

250 mg compresse rivestite con film 24 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516287/M

250 mg compresse rivestite con film 28 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516299/M

250 mg compresse rivestite con film 30 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516301/M

250 mg compresse rivestite con film 42 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516313/M

250 mg compresse rivestite con film 50 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516325/M

250 mg compresse rivestite con film 60 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516337/M

250 mg compresse rivestite con film 100 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516349/M

250 mg compresse rivestite con film 250 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516352/M

250 mg compresse rivestite con film 500 compresse in contenitore HDPP

AIC n. 037516364/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Data di prima autorizzazione: 3 Novembre 2004

Data dell’ultimo rinnovo: 7 Ottobre 2009

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Novembre 2013

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

Indice

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983