Oxsynia RP: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Oxsynia RP

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Oxsynia RP: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Oxsynia 5 mg/2,5mg compresse a rilascio prolungato Oxsynia 10 mg/5mg compresse a rilascio prolungato Oxsynia 20 mg/10mg compresse a rilascio prolungato Oxsynia 40mg/20mg compresse a rilascio prolungato

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Oxsynia 5 mg/2,5 mg

Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 5 mg di ossicodone cloridrato equivalente a 4,5 mg di ossicodone e 2,5 mg di naloxone cloridrato equivalente a 2,73 mg di naloxone cloridrato diidrato e 2,25 mg di naloxone.

Oxsynia 10 mg/5 mg

Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 10 mg di ossicodone cloridrato equivalente a 9,0 mg di ossicodone e 5 mg di naloxone cloridrato equivalente a 5,45 mg di naloxone cloridrato e 4,5 mg di naloxone.

Oxsynia 20 mg/10 mg

Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 20 mg di ossicodone cloridrato equivalente a 18,0 mg di ossicodone e 10 mg di naloxone cloridrato equivalente a 10,9 mg di naloxone cloridrato diidrato e 9,0 mg di naloxone.

Oxsynia 40mg/20 mg

Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 40 mg di ossicodone cloridrato equivalente a 36 mg di ossicodone e 20 mg di naloxone cloridrato equivalente a 21,8 mg di naloxone cloridrato diidrato e 18,0 mg di naloxone.

Oxsynia 5 mg/2,5 mg

Eccipienti con effetti noti: Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 71.8 mg di lattosio monoidrato.

Oxsynia 10 mg/5 mg

Eccipienti con effetti noti: Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 64.3 mg di lattosio monoidrato.

Oxsynia 20 mg/10 mg

Eccipienti con effetti noti: Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 54.5mg di lattosio monoidrato.

Oxsynia 40 mg/20 mg.

Eccipienti con effetti noti: Ogni compressa a rilascio prolungato contiene 109.0 mg di lattosio monoidrato.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse a rilascio prolungato.

Oxsynia 5 mg/2,5 mg

Compresse a forma di capsule rivestite con film di colore blu, con diametro nominale di 9,5 mm e con “OXN” impresso su di un lato e “5” sull’altro lato.

Oxsynia 10 mg/5 mg.

Compresse a forma di capsule rivestite con film di colore bianco, con diametro nominale di 9,5 mm e con “OXN” impresso su di un lato e “10” sull’altro.

Oxsynia 20 mg/10 mg.

Compresse a forma di capsule rivestite con film di colore rosa, con diametro nominale di 9,5 mm e con “OXN” impresso su un lato e “20” sull’altro.

Oxsynia 40 mg/20 mg

Compresse a forma di capsule rivestite con film di colore giallo, con lunghezza nominale di 14 mm e con “OXN” impresso su un lato e con “40” sull’altro.

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Dolore severo che può essere adeguatamente gestito solo con oppioidi analgesici.

Trattamento sintomatico di seconda linea nei pazienti con sindrome idiopatica delle gambe senza riposo severa o molto severa dopo fallimento della terapia dopaminergica.

L’antagonista oppioide naloxone è aggiunto per contrastare la stipsi indotta dall’oppioide, bloccando l’azione dell’ossicodone a livello dei recettori oppioidi del tratto gastrointestinale.

Oxsynia è indicato negli adulti.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

Analgesia

L’efficacia analgesica di Oxsynia è equivalente a quella delle formulazioni a rilascio prolungato di ossicodone cloridrato.

Il dosaggio deve essere adeguato in base all’intensità del dolore e alla sensibilità individuale del paziente.

Oxsynia deve essere somministrata come segue:

Adulti

La dose iniziale abituale per un paziente mai trattato con oppioidi è di 10 mg/5 mg di ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato, ad intervalli di 12 ore.

Sono disponibili dosaggi inferiori per facilitare la titolazione della dose all’inizio della terapia con oppioidi e l’aggiustamento individuale della dose.

I pazienti che sono già in trattamento con oppioidi possono iniziare con dosi più alte in base alla precedente esperienza.

La dose massima giornaliera è 160 mg di ossicodone cloridrato e 80 mg di naloxone cloridrato. La dose massima giornaliera è riservata ai pazienti che sono stati precedentemente trattati con una dose giornaliera stabile e che necessitano ora di una dose maggiore. Particolare attenzione deve essere posta nel valutare l’opportunità di un aumento della dose in caso di pazienti con funzionalità renale compromessa e pazienti con insufficienza epatica lieve. Per quei pazienti che richiedono dosi maggiori deve essere presa in considerazione la somministrazione di dosi supplementari di ossicodone cloridrato a rilascio prolungato agli stessi intervalli di tempo, tenendo conto della massima dose giornaliera di 400 mg di ossicodone cloridrato a rilascio prolungato. In caso di dose supplementare di ossicodone cloridrato, l’effetto benefico di naloxone cloridrato sulla funzione intestinale può essere compromesso.

Dopo la completa interruzione della terapia con Oxsynia con conseguente passaggio ad altro oppioide si può verificare un peggioramento della funzione intestinale.

Alcuni pazienti in trattamento con Oxsynia secondo un regolare schema temporale, possono necessitare di analgesici a rilascio immediato come “farmaco di soccorso” per il trattamento del dolore episodico intenso. Oxsynia è una formulazione a rilascio prolungato e per questo non indicato per il trattamento del dolore episodico intenso.

Per il trattamento del dolore episodico intenso, una singola dose di “farmaco di soccorso” dovrebbe corrispondere a1/6 dell’equivalente dose giornaliera di ossicodone cloridrato.

La necessità di più di due somministrazioni di “farmaci di soccorso” al giorno è generalmente una indicazione che il dosaggio di Oxsynia richiede un aggiustamento in aumento. Questo aggiustamento deve essere effettuato ogni 1 – 2 giorni con incrementi di 5 mg/2,5 mg due volte al giorno o, dove necessario <2,5 mg/1,25 mg o > 10 mg/5 mg di ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato sino a che non venga raggiunta una dose adeguata.

Lo scopo è quello di stabilire la specifica dose individuale da assumere due volte al giorno, che mantenga un’adeguata analgesia e che ricorra il meno possibile ad altro “farmaco di soccorso” per tutto il tempo per cui è necessaria una terapia per il dolore.

Concentrazioni al picco plasmatico leggermente elevate (dose corretta) devono essere considerate quando sono usate le compresse da 2,5 mg/1,25 mg.

Oxsynia è assunto ad un determinato dosaggio due volte al giorno secondo un regolare schema terapeutico. Mentre una somministrazione simmetrica (stesso dosaggio mattina e sera) soggetta ad uno schema temporale fisso (ogni 12 ore) è appropriata per la maggior parte dei pazienti, alcuni pazienti in base alla situazione di dolore individuale, possono trarre beneficio da un dosaggio asimmetrico adattato all’andamento del proprio dolore. Generalmente deve essere scelta la dose analgesica efficace più bassa.

Nella terapia del dolore non maligno, dosi giornaliere fino a 40 mg/20mg di ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato sono generalmente sufficienti, ma possono essere necessarie dosi più alte.

Per dosi non praticabili con questa posologia, sono disponibili altre posologie di questo medicinale.

Sindrome delle gambe senza riposo

Oxsynia è indicato nei pazienti affetti dalla RLS da almeno 6 mesi. I sintomi della RLS devono manifestarsi quotidianamente e durante il giorno (≥ 4 giorni/settimana). Oxsynia deve essere usato dopo fallimento del precedente trattamento dopaminergico. Il fallimento del trattamento dopaminergico è considerato come una risposta iniziale inadeguata, una risposta che può diventare inadeguata nel tempo, dato che può verificarsi un’aumentata o inaccettabile tollerabilità malgrado dosi adeguate. Trattamenti precedenti con almeno un medicinale dopaminergico deve essere durato generalmente 4 settimane. Un periodo più breve potrebbe essere accettabile in caso di tollerabilità non accettabile alla terapia dopaminergica.

Il dosaggio deve essere aggiustato in base alla sensibilità individuale del paziente.

Il trattamento dei pazienti con sindrome delle gambe senza riposo con Oxsynia deve essere effettuato sotto la supervisione di un medico con esperienza nella gestione della sindrome delle gambe senza riposo.

Oxsynia deve essere somministrato come segue:

Adulti

La dose iniziale abituale è di 5 mg/2,5 mg di ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato ad intervalli di 12 ore.

È raccomandata una titolazione su base settimanale quando sono richiesti alti dosaggi. Alcuni pazienti possono beneficiare con alte dosi giornaliere fino ad un massimo di 60 mg/30 mg di ossicodone cloroidrato/naloxone cloroidrato.

Oxsynia è assunto ad un determinato dosaggio due volte al giorno secondo un regolare schema terapeutico. Mentre una somministrazione simmetrica (stesso dosaggio mattina e sera) soggetta ad uno schema temporale fisso (ogni 12 ore) è appropriata per la maggior parte dei pazienti, alcuni pazienti, in base alla situazione di dolore individuale, possono trarre beneficio da un dosaggio simmetrico adattato all’andamento del proprio dolore. Generalmente deve essere scelta la dose analgesica efficace più bassa.

Per dosi non praticabili con questa posologia, sono disponibili altre posologie di questo medicinale. Analgesia / Sindrome delle gambe senza riposo

Popolazioni speciali

Pazienti anziani

Come per i pazienti adulti il dosaggio deve essere aggiustato in base all’intensità del dolore o ai sintomi dell’RLS e alla sensibilità del singolo paziente.

Pazienti con funzione epatica compromessa

Uno studio clinico nei pazienti con compromissione epatica ha mostrato che le concentrazioni plasmatiche sia di ossicodone che di naloxone, sono elevate. Le concentrazioni di naloxone sono incrementate in modo maggiore rispetto all’ossicodone (vedere paragrafo 5.2). Non è ancora nota la rilevanza clinica di un’esposizione relativamente alta a naloxone nei pazienti con compromissione epatica. Deve essere usata particolare attenzione quando si somministra Oxsynia a pazienti con

compromissione epatica lieve (vedere paragrafo 4.4). Oxsynia è controindicato nei pazienti con compromissione epatica da moderata a grave (vedere paragrafo 4.3).

Pazienti con funzione renale compromessa.

Uno studio clinico nei pazienti con compromissione renale ha mostrato che le concentrazioni plasmatiche sia di ossicodone che di naloxone sono elevate. Le concentrazioni di naloxone sono incrementate in modo maggiore rispetto all’ossicodone (vedere paragrafo 5.2). Non è ancora nota la rilevanza clinica di un’esposizione relativamente alta a naloxone nei pazienti con compromissione renale. Deve essere usata particolare attenzione quando si somministra Oxsynia a pazienti con compromissione renale (vedere paragrafo 4.4).

Popolazione pediatrica

La sicurezza e l’efficacia di Oxsynia non è stata stabilita nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni. Non esistono dati disponibili.

Modo di somministrazione Uso orale.

Oxsynia è assunto al dosaggio stabilito due volte al giorno in accordo ad uno schema temporale fisso.

Le compresse a rilascio prolungato possono essere assunte con sufficiente liquido con o senza cibo. Queste compresse devono essere deglutite intere, non rotte, masticate o schiacciate (vedere paragrafo 4.4).

Durata dell’uso

Oxsynia non deve essere somministrato per lunghi periodi se non assolutamente necessario. Se in base alla natura e alla gravità del dolore si rendesse necessario un trattamento a lungo termine, è richiesto un attento e regolare monitoraggio per stabilire se e in quale misura sia necessario un ulteriore trattamento.

Analgesia

Quando il paziente non necessita più della terapia con oppioidi, può essere disponibile una riduzione graduale della dose (vedere paragrafo 4.4).

Sindrome delle gambe senza riposo

Durante la terapia con Oxsynia almeno ogni tre mesi i pazienti dovrebbero essere valutati clinicamente. Il trattamento deve essere continuato solo se Oxsynia è considerato efficace e il beneficio supera i rischi e i potenziali danni per ogni singolo paziente. Prima di continuare il trattamento per la RLS per oltre 1 anno è necessario considerare una riduzione graduale della dose di Oxsynia per un periodo approssimativo di una settimana per stabilire se è opportuno continuare il trattamento con Oxsynia.

Quando un paziente non richiede più la terapia con oppioidi si consiglia la cessazione del trattamento con riduzione graduale per un periodo di circa una settimana per ridurre il rischio di sindrome da astinenza (vedere paragrafo 4.4).

04.3 Controindicazioni

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Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati nel paragrafo 6.1

Grave depressione respiratoria con ipossiemia e/o ipercapnia

Malattia polmonare ostruttiva grave

Cuore polmonare

Asma bronchiale grave

Ileo paralitico non indotto da oppioidi

Compromissione epatica moderata o grave.

Inoltre per la sindrome delle gambe senza riposo:

Storia di abuso di oppioidi

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Il rischio maggiore causato dall’eccesso di oppioidi è la depressione respiratoria.

Deve essere usata cautela nel somministrare Oxsynia a pazienti anziani ed infermi, pazienti con ileo paralitico indotto da oppioidi, pazienti con funzione polmonare gravemente compromessa, pazienti con insufficienza renale, pazienti con lieve insufficienza epatica, pazienti con apnea notturna, mixedema, ipotiroidismo, morbo di Addison (insufficienza corticosurrenale), psicosi tossica, colelitiasi, ipertrofia della prostata, alcolismo, delirium tremens, pancreatite, ipotensione, ipertensione, malattia cardiovascolare preesistente, trauma cranico (a causa del rischio di aumento della pressione intracranica), epilessia o predisposizione alle convulsioni, o pazienti sottoposti a trattamento con inibitori MAO.

Deve essere usata cautela nel somministrare queste compresse nei pazienti con sindrome delle gambe senza riposo e con sindrome di apnea notturna a causa del rischio aggiuntivo di depressione respiratoria. Non esistono dati relativi al rischio perché negli studi clinici sono stati esclusi pazienti con sindrome da apnea notturna.

Deve inoltre essere usata cautela nel somministrare Oxsynia a pazienti con lieve compromissione epatica o renale. Attento monitoraggio medico è particolarmente necessario per pazienti con grave compromissione renale.

La diarrea può essere considerata un possibile effetto del naloxone.

In pazienti sottoposti a trattamento oppioide a lungo termine, il passaggio al trattamento con Oxsynia può inizialmente provocare sindrome da astinenza. Questi pazienti possono richiedere un’attenzione specifica.

Oxsynia non è indicato per il trattamento di sintomi da astinenza.

Durante la somministrazione a lungo termine, il paziente può sviluppare tolleranza al medicinale e richiedere dosi più elevate per mantenere l’effetto analgesico desiderato. La somministrazione cronica di Oxsynia può condurre ad una dipendenza fisica. A seguito di brusca interruzione della terapia possono manifestarsi sintomi da astinenza. Se non è più necessario il trattamento, può essere consigliabile ridurne gradualmente la dose giornaliera al fine di evitare la sindrome da astinenza (vedi paragrafo 4.2).

Non ci sono esperienze cliniche con Oxsynia nel trattamento a lungo termine della RLS per oltre un anno (vedere paragrafo 4.2).

Esiste la possibilità di sviluppare dipendenza psicologica agli analgesici oppioidi, incluso Oxsynia. Oxsynia deve essere usato con particolare attenzione nei pazienti con storia d’abuso di alcool e droga. L’ossicodone da solo ha un profilo d’abuso simile a quello degli altri potenti agonisti oppioidi.

Al fine di non compromettere la caratteristica del rilascio prolungato delle compresse a rilascio prolungato, le compresse devono essere assunte intere e non devono essere rotte, masticate o frantumate. Ingerire le compresse a rilascio prolungato rompendole, masticandole o frantumandole comporta un più veloce rilascio dei principi attivi e l’assorbimento di una possibile dose fatale di ossicodone (vedere paragrafo 4.9).

I pazienti che hanno sviluppato sonnolenza o sonno improvviso devono astenersi dal guidare veicoli o usare macchinari. Inoltre può essere considerato una riduzione della dose o il termine della terapia. A causa dei possibili effetti additivi, bisogna usare cautela quando i pazienti stanno assumendo altri medicinali sedativi in combinazione con Oxsynia (vedere paragrafi 4.5 e 4.7).

L’uso concomitante di alcool e Oxsynia può aumentare gli effetti indesiderati di Oxsynia; l’uso concomitante deve essere evitato.

Non esiste esperienza clinica nei pazienti con cancro associato a carcinomatosi peritoneale o sindrome subocclusiva negli stadi avanzati dei tumori dell’apparato digerente e pelvico. Perciò l’uso di Oxsynia non è raccomandato in questi soggetti.

Oxsynia non è raccomandato per uso preoperatorio o entro le 12/24 ore post operatorie. Sulla base del tipo e della misura dell’intervento, della procedura anestetica selezionata, di altro co-medicamento e della condizione individuale del paziente, il tempo esatto per l’avvio di un trattamento post operatorio con Oxsynia dipende dall’attenta valutazione del rapporto rischio/ beneficio per ogni singolo paziente.

È fortemente scoraggiato ogni abuso di Oxsynia da parte di tossicodipendenti.

In caso di abuso per via parenterale, intranasale o orale da parte di individui dipendenti da agonisti oppioidi, come l’eroina, la morfina o il metadone, si attende che Oxsynia produca marcati sintomi da astinenza – a causa delle caratteristiche del naloxone di antagonista del recettore oppioide – o intensifichi i sintomi da astinenza già presenti (vedere paragrafo 4.9).

Le compresse a rilascio prolungato sono costituite da una matrice polimerica, destinata solamente ad uso orale. Iniezioni per via parenterale per uso illecito dei componenti della compressa a rilascio prolungato (specialmente talco) possono provocare necrosi del tessuto locale e granulomi polmonari o possono portare ad altri effetti indesiderati gravi e potenzialmente fatali.

La matrice vuota della compressa a rilascio prolungato può essere visibile nelle feci.

L’uso di Oxsynia può produrre risultati positivi nei controlli antidoping. L’uso di Oxsynia come agente dopante può diventare pericoloso per la salute.

Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio/galattosio non devono assumere Oxsynia.

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Le sostanze che hanno un effetto depressivo sul SNC (per es. altri oppioidi, sedativi, ipnotici, antidepressivi, fenotiazine, neurolettici, antistaminici, antiemetici) possono aumentare gli effetti depressivi sul SNC (es. depressione respiratoria) di Oxsynia.

L’alcool può aumentare gli effetti farmacodinamici di Oxsynia; l’uso concomitante deve essere evitato.

Sono state osservate variazioni clinicamente rilevanti dell’International Normalized Ratio (INR o tempo di Quick) in entrambe le direzioni quando ossicodone e gli anticoagulanti cumarinici sono assunti contemporaneamente.

L’ossicodone è metabolizzato principalmente attraverso le vie citocromiali CYP3A4 e CYP2D6 (vedere paragrafo 5.2). L’attività di queste vie metaboliche può essere inibita o indotta dalla contemporanea somministrazione di altri farmaci o da elementi della dieta. La dose di Oxsynia deve essere modificata di conseguenza.

Gli inibitori di CYP3A4, come gli antibiotici della classe dei macrolidi (per es. claritromicina, eritromicina, telitromicina), gli antifungini azolici (per es. ketoconazolo, voriconazolo, itraconazolo, posaconazolo), gli inibitori delle proteasi (per es.ritonavir, indinavir, nelfinavir, saquinavir), la cimetidina e il succo di pompelmo possono causare una diminuita clearance di ossicodone da cui può derivare una sua aumentata concentrazione plasmatica. Può essere quindi necessaria una riduzione della dose di Oxsynia e una conseguente ri-titolazione.

Gli induttori di CYP3A4, come la rifampicina, la carbamazepina, la fenitoina e l’integratore noto come “erba di San Giovanni” possono aumentare il metabolismo e la clearence di ossicodone, da cui può risultare una sua diminuita concentrazione plasmatica. Si consiglia di usare cautela poiché può essere necessaria una nuova titolazione per ottenere un livello adeguato nel controllo del dolore.

Teoricamente, i medicinali che inibiscono l’attività di CYP2D6, come la paroxetina, la fluoxetina, e la chinidina possono provocare una diminuzione della clearance di ossicodone che può portare ad una sua aumentata concentrazione plasmatica. La somministrazione concomitante di inibitori di CYP2D6 non ha effetto significativo sull’eliminazione di ossicodone e non ha influenza sui suoi effetti farmacodinamici.

Studi in vitro sul metabolismo indicano che non sono previste interazioni clinicamente rilevanti tra ossicodone e naloxone. A concentrazioni terapeutiche, è minimo il rischio di interazioni clinicamente rilevanti tra paracetamolo, acido acetilsalicilico o naltrexone e l’associazione di ossicodone e naloxone.

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

Non sono disponibili dati sull’uso di Oxsynia nelle donne in gravidanza e durante il parto. I limitati dati nell’essere umano sull’uso di ossicodone durante la gravidanza non rivelano un aumentato rischio di anomalie congenite. Per il naloxone sono disponibili dati clinici insufficienti sull’esposizione in gravidanza. Tuttavia, l’esposizione sistemica delle donne al naloxone dopo l’uso di Oxsynia è relativamente bassa (vedere paragrafo 5.2). Sia naloxone che ossicodone penetrano nella placenta. Non sono stati condotti studi sugli animali con ossicodone e naloxone in associazione (vedere paragrafo 5.3). Gli studi sugli animali con ossicodone o naloxone somministrati come medicinale singolo non hanno rilevato alcun effetto teratogenico o embriotossico.

La somministrazione di ossicodone per un lungo periodo durante la gravidanza può portare sintomi di astinenza nel neonato. Se somministrato durante il parto, ossicodone può provocare depressione respiratoria nel neonato.

Oxsynia deve essere usata durante la gravidanza solo se i benefici superano i possibili rischi del nascituro o neonato.

Allattamento

L’ossicodone passa nel latte materno. È stato misurato un rapporto di concentrazione latte – plasma di 3,4:1 e pertanto sono ipotizzabili effetti dell’ossicodone nel lattante. Non è noto se anche il naloxone penetri nel latte materno. Comunque dopo l’assunzione di Oxsynia i livelli sistemici di naloxone sono molto bassi (vedere paragrafo 5.2).

Non può essere escluso un rischio per il lattante, in particolare dopo l’assunzione di dosi multiple di Oxsynia da parte della madre che allatta.

L’allattamento deve essere interrotto durante il trattamento con Oxsynia. Fertilità

Non ci sono dati inerenti alla fertilità.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Oxsynia altera moderatamente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Ciò è particolarmente probabile all’inizio del trattamento, dopo un aumento della dose o “rotazione” del farmaco e se Oxsynia è associato ad altri depressivi del SNC. I pazienti che si sono stabilizzati con uno specifico dosaggio non richiedono necessariamente misure limitative. Pertanto è necessario che i pazienti consultino il medico per verificare se possono guidare veicoli o usare macchinari.

I pazienti che sono in trattamento con Oxsynia e presentano sonnolenza o episodi di sonno improvviso devono essere informati di astenersi dal guidare veicoli o esercitare attività che può esporre essi stessi o gli altri al rischio di gravi danni o morte (es. utilizzo di macchinari), fino a quando questi episodi ricorrenti e la sonnolenza siano stati risolti (vedere paragrafo 4.4 e 4.5).

04.8 Effetti indesiderati

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Le seguenti frequenze sono la base per valutare gli effetti indesiderati:

Molto comune ( 1/10) Comune ( 1/100 a  1/10)

Non comune(1/1.000 a 1/100) Raro (> 1/10.000 a  1/1.000)

Molto raro(1/10.000)

Non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili)

All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità.

I seguenti effetti indesiderati sono stati riscontrati nei pazienti trattati per il dolore

Disturbi del sistema immunitario Non comune: ipersensibilità

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: diminuzione dell’appetito fino a perdita di appetito

Disturbi psichiatrici Comune: insonnia

Non comune: alterazioni del pensiero, ansietà, stato confusionale, depressione, riduzione della libido,

nervosismo, irriequitezza

Non nota: euforia, allucinazioni, incubi

Patologie del sistema nervoso Comune: capogiro, cefalea, sonnolenza

Non comune: convulsioni (particolarmente in persone con epilessia o soggette a convulsioni), disturbi dell’attenzione, disgeusia, disordini del linguaggio, sincope, tremori, letargia

Non nota: parestesia, sedazione

Patologie dell’occhio

Comune: compromissione della visione

Patologie dell’orecchio e del labirinto Comune:vertigini

Patologie cardiache

Non comune: angina pectoris particolarmente nei pazienti con storia di patologie coronariche, palpitazioni

Raro: tachicardia

Patologie vascolari Comune: vampate di calore

Non comune: riduzione della pressione arteriosa, aumento della pressione arteriosa

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: dispnea, rinorrea, tosse

Raro: sbadigli

Non nota: depressione respiratoria

Patologie gastrointestinali

Comune: dolore addominale, costipazione, diarrea, bocca secca, dispepsia, vomito, nausea, flatulenza

Non comune: distensione addominale Raro: patologie dentali

Non nota: eruttazioni

Patologie epatobiliari

Non comune: incremento degli enzimi epatici, coliche biliari

Patologie del tessuto cutaneo e sottocutaneo Comune: prurito, reazioni cutanee, iperidrosi

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del connettivo

Non comune: spasmi muscolari, crampi muscolari, mialgia

Patologie renali e urinarie

Non comuni: urgenza nella minzione Non nota: ritenzione urinaria

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non nota: disfunzione erettile

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Comune: astenia, fatica

Non comune: dolore al petto, brividi, sindrome di astinenza da sostanze d’abuso, malessere, dolore, edema periferico, sete

Esami diagnostici

Non comune: diminuzione del peso Raro: aumento del peso

Traumatismo, avvelenamento e complicazione da procedura Non comune: lesioni per incidenti

Per la sostanza attiva ossicodone cloridrato sono noti i seguenti ulteriori effetti indesiderati: a causa delle sue proprietà farmacologiche, ossicodone cloridrato può causare depressione

respiratoria, miosi, broncospasmo, spasmi della muscolatura liscia, nonché sopprimere il riflesso della tosse.

Infezioni e infestazioni Raro: Herpes simplex

Disturbi del sistema immunitario Non nota: risposte anafilattiche

Disturbi del metabolismo e della nutrizione Non comune: disidratazione

Raro: aumento dell’appetito

Disturbi psichiatrici

Comune: alterazione dell’umore e cambiamento della personalità, ridotta attività, ipereattività motoria

Non comune: agitazione, disturbi della percezione (ad es. derealizzazione), dipendenza da sostanze d’abuso

Non nota: aggressione

Patologie del sistema nervoso

Non comune: Concentrazione diminuita, emicrania, ipertonia, contrazioni muscolari involontarie, ipoestesia, coordinazione anormale

Non nota: iperalgesia

Patologie dell’orecchio e del labirinto

Non comune: compromissione dell’udito

Patologie vascolari

Non comune: vasodilatazione

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: disfonia

Patologie gastrointestinali Comune: singhiozzo

Non comune: disfagia, ileo, ulcerazioni della bocca, stomatite Raro: melena, sanguinamento gengivale

Non nota: carie dentali

Patologie epatobiliari Non nota: colestasi

Patologie della pelle e del tessuto sottocutaneo Non comune: cute secca

Raro: orticaria

Patologie renali e urinarie Comune: disuria

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non comune: ipogonadismo

Non nota: amenorrea

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Non comune: edema, tolleranza al farmaco

Non nota: sindrome di astinenza neonatale da sostanze d’abuso

I seguenti effetti indesiderati sono stati riscontrati nei pazienti trattati per la sindrome delle gambe senza riposo

Il seguente elenco riporta gli effetti indesiderati osservati con Oxsynia in uno studio clinico randomizzato e controllato con placebo di 12 settimane, che ha coinvolto un totale di 150 pazienti trattati con Oxsynia e 154 pazienti trattati con placebo con una dose giornaliera tra i 10 mg/5 mg e 80 mg/40 mg di ossicodone cloroidrato/naloxone cloroidrato. Gli effetti indesiderati sono stati osservati nella popolazione in studio che ha assunto Oxsynia per il trattamento del dolore e non osservati in quelli trattati per la RLS e aggiunti all’elenco con una frequenza non nota.

Disturbi del sistema immunitario Non nota: ipersensibilità

Disturbi del metabolismo e della nutrizione

Comune: diminuzione dell’appetito fino a perdita di appetito

Disturbi psichiatrici

Comune: insonnia, depressione

Non comune: riduzione della libido, sonnolenza improvvisa

Non nota: alterazioni del pensiero, ansietà, stato confusionale, depressione, nervosismo, irrequitezza, euforia, allucinazioni, incubi

Patologie del sistema nervoso Molto comune: cefalea, sonnolenza

Comune: capogiro, disturbi dell’attenzione, tremore, parestesia Non comune: disgeusia

Non nota: convulsioni (particolarmente in persone con epilessia o soggette a convulsioni), disturbi dell’attenzione, disordini del linguaggio, sincope, letargia

Patologie dell’occhio

Comuni: compromissione della visione

Patologie dell’orecchio e del labirinto Comune: vertigini

Patologie cardiache

Non nota: Angina pectoris particolarmente nei pazienti con storia di patologie coronariche, palpitazioni,

tachicardia

Patologie vascolari

Comune: vampate di calore, riduzione della pressione arteriosa, aumento della pressione arteriosa

Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Non comune: dispnea, rinorrea, tosse

Non nota: tosse, rinorrea, depressione respiratoria, sbadiglio

Patologie gastrointestinali

Molto comune: costipazione, nausea

Comune: dolore addominale, bocca secca, vomito Non comune: flatulenza

Non nota: distensione addominale, diarrea, dispepsia, eruttazioni, patologie dentali

Patologie epatobiliari

Comune: incremento degli enzimi epatici (incremento dell’alanina amminotrasferasi, incremento della gamma-glutamyltrasferasi)

Non nota: coliche biliari

Patologie del tessuto cutaneo e sottocutaneo Molto comune: iperidrosi

Comune: prurito, reazioni cutanee

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del connettivo Non nota: spasmi muscolari, crampi muscolari, mialgia

Patologie renali e urinarie

Non nota: urgenza nella minzione, ritenzione urinaria

Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Non comune: disfunzione erettile

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune: fatica

Comune: dolore al petto, brividi, sete, dolore

Non comune: sindrome di astinenza da sostanze d’abuso, edema periferico Non nota: malessere, astenia

Esami diagnostici

Non nota: diminuzione del peso, aumento del peso

Traumatismo, avvelenamento e complicazione da procedura Non comune: lesioni per incidenti

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-reazione-avversa.

04.9 Sovradosaggio

Indice

Sintomi di intossicazione

A seconda della storia del paziente, un sovradosaggio di Oxsynia può manifestarsi con sintomi indotti sia da ossicodone (agonista dei recettori oppioidi) che da naloxone (antagonista dei recettori oppioidi).

Sintomi di un sovradosaggio da ossicodone includono miosi, depressione respiratoria, sonnolenza che progredisce fino al coma, ipotonia, bradicardia come pure ipotensione. Nei casi più gravi può verificarsi coma, edema polmonare non c

ardiogeno
e insufficienza circolatoria e può portare ad un esito fatale.

Sono improbabili sintomi di sovradosaggio da solo naloxone.

Trattamento dell’intossicazione

Sintomi da astinenza dovuti a sovradosaggio di naloxone devono essere trattati sintomaticamente in un ambiente strettamente controllato.

Sintomi clinici che suggeriscano un sovradosaggio di ossicodone devono essere trattati con la somministrazione di antagonisti oppioidi (es: naloxone cloridrato 0,4 – 2mg per via endovenosa). La somministrazione deve essere ripetuta ad intervalli di 2 – 3 minuti, come clinicamente richiesto.

E’ inoltre possibile applicare una infusione di 2 mg di naloxone cloridrato in 500 ml di soluzione di cloruro di sodio 9 mg/ml (0.9%) o una soluzione di glucosio 50 mg/ml (5%) (0.004 mg/ml naloxone) . L’infusione deve essere somministrata ad una velocità corrispondente alle dosi precedentemente somministrate in bolo e in base alla risposta del paziente.

Deve essere presa in considerazione la lavanda gastrica.

Misure di supporto (ventilazione artificiale, ossigeno, vasopressori e infusione di fluidi) devono essere impiegate, se necessario, per gestire lo shock circolatorio che accompagna un sovradosaggio. L’arresto cardiaco o le aritmie possono richiedere il massaggio cardiaco o la defibrillazione.

Se necessario deve essere praticata la ventilazione artificiale. Devono essere preservati l’equilibrio idrico ed elettrolitico.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Categoria Farmacoterapeutica: Analgesici; Oppioidi; Alcaloidi naturali dell’oppio Codice ATC: N02AA55

Meccanismo d’azione

Ossicodone e naloxone hanno un’affinità per i recettori oppioidi kappa, mu e delta del cervello, midollo spinale ed organi periferici (per es. l’intestino). Ossicodone agisce come un agonista del recettore oppioide e produce sollievo dal dolore legandosi ai recettori oppioidi endogeni del SNC. Al contrario, naloxone è un antagonista puro che agisce su tutti i tipi di recettori oppioidi.

Effetti farmacodinamici

A causa del marcato metabolismo di primo passaggio, la biodisponibilità di naloxone con la somministrazione orale è< 3%, quindi un effetto sistemico clinicamente rilevante è improbabile. A causa dell’antagonismo competitivo locale del naloxone sull’effetto dell’ossicodone sul recettore oppioide del tratto intestinale, il naloxone riduce i disturbi della funzione intestinale tipici di un trattamento con oppioidi.

Efficacia e sicurezza clinica

Gli oppioidi possono influenzare gli assi ipotalamo-ipofisi-surrene e delle gonadi. Tra i cambiamenti osservati ci sono un aumento della prolattina nel siero e una riduzione del livello di cortisolo e testosterone nel plasma. Sintomi clinici possono verificarsi a causa di questi cambiamenti ormonali.

Studi preclinici mostrano diversi effetti degli oppioidi naturali sui componenti del sistema immunitario. Non è nota la rilevanza clinica di questi risultati. Non è noto se ossicodone, oppioide semisintetico, abbia gli stessi effetti degli oppioidi naturali sul sistema immunitario.

Analgesia

In uno studio di 12 settimane, in doppio cieco con gruppo parallelo condotto su 322 pazienti con stipsi indotta da oppioidi, i pazienti che sono stati trattati con ossicodone cloridrato – naloxone cloridrato nell’ultima settimana di trattamento hanno avuto in media un extra movimento intestinale spontaneo (senza lassativi), rispetto ai pazienti che hanno continuato ad usare dosaggi comparabili di ossicodone cloridrato compresse a rilascio prolungato (p<0,0001).L’uso di lassativi nelle prime 4 settimane è stato significativamente inferiore nel gruppo trattato con ossicodone – naloxone rispetto a quello in monoterapia con ossicodone (31% versus 55%, rispettivamente, p<0,0001). Risultati simili sono stati osservati in uno studio su 265 pazienti non malati di cancro confrontando dosi giornaliere di ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato di 60 mg/ 30 mg sino a 80 mg/ 40 mg, con ossicodone cloridrato in monoterapia alla stessa dose.

Sindrome delle gambe senza riposo

In uno studio di efficacia di 12 settimane, in doppio cieco, 150 pazienti con sindrome idiopatica delle gambe senza riposo da grave a molto grave, alla randomizzazione sono stati trattate con ossicodone cloridrato/ naloxone cloridrato. La sindrome grave è definita con un punteggio IRLS tra i 21 ei 30, e quella molto grave con un punteggio tra 31 e 40 anni. I pazienti hanno mostrato un miglioramento clinicamente rilevante e statisticamente significativo del valore medio IRLS rispetto al placebo durante l’intero periodo di trattamento con una diminuzione del valore medio IRLS di 5,9 punti rispetto al placebo alla settimana 12 (osservando un effetto simile al farmaco comparatore quale il placebo per i pazienti che hanno interrotto lo studio, un approccio molto conservatore). L’inizio dell’efficacia è stata dimostrata già dalla prima settimana del trattamento. Risultati simili sono stati osservati per il miglioramento della gravità del sintomo della RLS (misurato con la scala RLS-6-Rating), della qualità della vita misurata con un questionario QoL-RLS, della qualità del sonno (misurata con la scala del sonno MOS) e della proporzione del valore IRLS misurato. Nessun soggetto ha avuto una conferma di un aumento durante lo studio.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Ossicodone cloridrato

Assorbimento

Ossicodone ha un’alta biodisponibilità assoluta fino al 87% in seguito a somministrazione orale.

Distribuzione

Una volta assorbito, ossicodone è distribuito in tutto l’organismo. Circa il 45% è legato alle proteine plasmatiche. Ossicodone attraversa la placenta e può essere rilevato nel latte materno.

Biotrasformazione

Ossicodone viene metabolizzato nell’intestino e nel fegato a norossicodone e ossimorfone e a vari glucuronidi coniugati. Norossicodone, ossimorfone e norossimorfone sono prodotti attraverso il sistema del citocromo P450. La Chinidina riduce la produzione di ossimorfone nell’uomo senza influenzare sostanzialmente la farmacodinamica di ossicodone. Il contributo dei metaboliti sull’effetto farmacodinamico complessivo è insignificante.

Eliminazione

Ossicodone e suoi metaboliti vengono eliminati sia nelle urine che nelle feci.

Naloxone cloridrato

Assorbimento

In seguito a somministrazione orale, naloxone ha una disponibilità sistemica molto bassa (<3%).

Distribuzione

Naloxone attraversa la barriera della placenta. Non è noto, se il naloxone passi anche nel latte materno.

Biotrasformazione ed eliminazione

Dopo la somministrazione per via parenterale, l’emivita plasmatica è di circa un’ora. La durata d’azione dipende dalla dose e via di somministrazione, l’iniezione intramuscolare produce un effetto più prolungato rispetto a dosi somministrate per via endovenosa. È metabolizzato nel fegato ed

escreto nelle urine. I metaboliti principali sono naloxone glucuronide, 6 -naloxolo e il suo glucuronide.

Combinazione di ossicodone cloridrato/naloxone cloridrato

Relazione farmacocinetica/farmacodinamica

Le caratteristiche farmacocinetiche dell’ossicodone di Oxsynia sono equivalenti a quelle delle compresse a rilascio prolungato di ossicodone cloridrato somministrate in combinazione con le compresse a rilascio prolungato di naloxone cloridrato.

Tutti i dosaggi di Oxsynia sono intercambiabili.

Dopo la somministrazione orale di Oxsynia nella massima dose a soggetti sani, le concentrazioni plasmatiche di naloxone sono cosi basse che non è possibile effettuare una analisi farmacocinetica. Per condurre una analisi farmacocinetica, viene utilizzato come surrogato naloxone-3-glucuronide, fino a quando la sua concentrazione plasmatica è sufficientemente elevata per essere misurata.

Nel complesso, dopo l’ingestione di un pasto ad alto contenuto di grassi, la biodisponibilità e la concentrazione plasmatica massima (Cmax) di ossicodone sono aumentate di una media rispettivamente del 16% e del 30% rispetto alla somministrazione a digiuno. Questo è stato valutato come clinicamente non rilevante, quindi le compresse a rilascio prolungato di Oxsynia possono essere assunte con o senza cibo (vedere paragrafo 4.2).

Alla luce dei risultati di studi in vitro sul metabolismo del farmaco, interazioni clinicamente rilevanti riguardanti Oxsynia sembrano improbabili.

Pazienti anziani

Ossicodone:

Per AUC di ossicodone, in media, c’è stato un aumento al 118% (IC 90%: 103, 135), per gli anziani rispetto ai volontari più giovani. Per la Cmax di ossicodone, in media, c’è stato un aumento fino al114% (IC 90%: 102, 127). Per Cmin di ossicodone, in media, c’è stato un aumento fino al 128% (IC 90%: 107, 152).

Naloxone:

Per AUC di naloxone, in media, c’è stato un aumento al182% (IC 90%: 123, 270)per gli anziani rispetto ai volontari più giovani. Per la Cmax di naloxone, in media, c’è stato un aumento al 173% (IC 90%: 107, 280). Per Cmin di naloxone, in media, c’è stato un aumento al 317% (IC 90%: 142, 708).

Naloxone-3-glucuronide:

Per AUC dinaloxone-3-glucuronide, in media, c’è stato un aumento al 128% (IC 90%: 113, 147), per gli anziani rispetto ai volontari più giovani. Per la Cmax di naloxone-3-glucuronide, in media, c’è stato un aumento al 127% (IC 90%: 112, 144). Per Cmin di naloxone-3-glucuronide, in media, c’è stato un aumento al125% (IC 90%: 105, 148).

Pazienti con compromissione della funzionalità epatica

Ossicodone:

Per AUCINF di ossicodone, in media, c’è stato un aumento al 143% (IC 90%: 111, 184), 319% (IC 90%:

248, 411) e 310% (IC 90%: 241, 398)nei soggetti con compromissione epatica rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per la Cmax di ossicodone, in media, c’è stato un aumento al 120% (IC 90%: 99, 144), al201% (IC 90%: 166, 242) e al 191% (IC 90%: 158, 231) nei soggetti con

compromissione epatica rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per t1/2Z di ossicodone, in media, c’è stato un aumento al 108% (IC 90%: 70, 146), 176% (IC 90%: 138, 215) e 183% (IC 90%: 145, 221) nei soggetti con compromissione epatica rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani.

Naloxone:

Per AUCt di naloxone, in media, c’è stato un aumento al 411% (IC 90%: 152, 1112), 11518% (IC 90%:

4259, 31149) e 10666% (IC 90%: 3944, 28847) nei soggetti con compromissione epatica rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per la Cmax di naloxone, in media, c’è stato un aumento al 193% (IC 90%: 115, 324), 5292% (90% CI: 3148, 8896) e 5252% (90% CI:

3124, 8830) nei soggetti con compromissione epatica rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. A causa di una quantità insufficiente di dati disponibili, il t1/2Z e il corrispondente AUCINF di naloxone non sono stati calcolati. I confronti sulla biodisponibilità di naloxone sono pertanto basati sui valori AUCt.

Naloxone-3-glucuronide:

Per AUCINF di naloxone-3-glucuronide, in media, c’è stato un aumento al 157% (IC 90%: 89, 279),128% (IC 90%: 72, 227) e 125% (IC 90%: 71, 222) nei soggetti con compromissione epatica rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per la Cmax di naloxone-3- glucuronide, in media, c’è stato un aumento al 141% (IC 90%: 100, 197), 118% (IC 90%: 84, 166) e un calo al 98% (IC 90%: 70, 137) nei soggetti con compromissione epatica rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per t1/2Z di naloxone-3-glucuronide, in media, c’è stato un aumento a 117% (IC 90%: 72, 161), un calo al 77% (IC 90%: 32, 121) e al 94% (IC 90%: 49, 139) nei

soggetti con compromissione epatica rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani.

Pazienti con compromissione della funzionalità renale

Ossicodone:

Per AUCINF di ossicodone, in media, c’è stato un aumento al 153% (IC 90%: 130, 182), 166% (IC 90%:

140, 196) e 224% (IC 90%: 190, 266) nei soggetti con compromissione renale rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per la Cmax di ossicodone, in media, c’è stato un aumento al 110% (IC 90%: 94, 129), 135% (IC 90%: 115, 159) e 167% (IC 90%: 142, 196) nei soggetti con

compromissione renale rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per t1/2Z di ossicodone, in media, c’è stato un aumento a 149%, 123% e 142% nei soggetti con compromissione renale rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani.

Naloxone:

Per AUCt di naloxone, in media, c’è stato un aumento al 2850% (IC 90%: 369, 22042), 3910% (IC 90%: 506, 30243) e 7612% (IC 90%: 984, 58871), nei soggetti con compromissione renale rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. Per la Cmax di naloxone, in media, c’è stato un aumento al 1076% (90% CI: 154, 7502), 858% (IC 90%: 123, 5981) e 1675% (IC 90%:

240, 11676), nei soggetti con compromissione renale rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai volontari sani. A causa di una quantità insufficiente di dati disponibili, i valorit1/2Z e il corrispondente

valore AUCINF di naloxone non sono stati calcolati. I confronti di biodisponibilità di naloxone sono pertanto basati sui valori di AUCt. I rapporti possono essere stati influenzati dall’impossibilità di caratterizzare pienamente i profili di naloxone nel plasma di soggetti sani.

Naloxone-3-glucuronide:

Per AUCINF di naloxone-3-glucuronide, in media, c’è stato un aumento al 220% (IC 90%: 148, 327), 370% (IC 90%: 249, 550) e 525% (IC 90%: 354, 781) nei soggetti con compromissione renale rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai soggetti sani. Per la Cmax di naloxone-3- glucuronide, in media, c’è stato un aumento al148% (IC 90%: 110, 197), 202% (IC 90%: 151, 271) e 239% (IC 90%: 179, 320) nei soggetti con compromissione renale rispettivamente lieve, moderata e grave, rispetto ai soggetti sani. Per il valore t1/2Z di naloxone-3-glucuronide, in media, non c’è stato alcun cambiamento significativo tra i soggetti con compromissione renale e quelli sani.

Abuso

Per evitare danni alla proprietà di rilascio prolungato, le compresse a rilascio prolungato non devono essere rotte, frantumate o masticate in quanto questo porta ad un rapido rilascio dei principi attivi. Inoltre naloxone, se somministrato per via intranasale, ha una velocità di eliminazione più lenta. Entrambe le proprietà indicano che l’abuso di Oxsynia non avrà l’effetto desiderato. Nei ratti dipendenti da ossicodone, la somministrazione endovenosa di ossicodone cloridrato /naloxone cloridrato in un rapporto di 2:1 ha prodotto sintomi di astinenza.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

Non ci sono dati relativi a studi sulla tossicità riproduttiva della combinazione di ossicodone e naloxone.

Studi sui singoli componenti hanno mostrato che ossicodone non ha avuto effetti sulla fertilità e sullo sviluppo embrionale precoce nei ratti maschi e femmine a dosi fino a 8 mg/ kg di peso corporeo e non ha provocato malformazioni nei ratti a dosi fino a 8 mg / kg e nei conigli a dosi di 125 mg / kg per peso corporeo. Tuttavia, nei conigli, quando sono stati utilizzati singoli feti ai fini della valutazione statistica, è stato osservato un aumento di anomalie nello sviluppo dose-correlato (aumento dell’incidenza di 27 vertebre pre-sacrali e di costole soprannumerarie).Quando questi parametri sono stati statisticamente valutati utilizzando cucciolate, solo l’incidenza delle 27 vertebre pre-sacrali è risultata aumentata e solo nel gruppo trattato con 125 mg/kg, un livello di dose che ha prodotto gravi effetti farmacotossici negli animali gravidi. In uno studio sullo sviluppo pre e post-natale nei ratti, con dosi 6 mg/kg/die i pesi corporei F1 sono risultati inferiori se paragonati al peso corporeo del gruppo di controllo con dosi che hanno ridotto il peso materno e l’assunzione di cibo (NOAEL 2 mg/kg di peso corporeo).

Non sono stati rilevati effetti né sui parametri di sviluppo fisico, riflessologico e sensoriale o sugli indici di comportamento e riproduttivi. Gli studi standard sulla tossicità riproduttiva con naloxone mostrano che ad alte dosi orali naloxone non è risultato teratogenico e /o embrio-fetotossico e non influisce sullo sviluppo pre/post-natale. A dosi molto elevate (800 mg/kg/die) il naloxone ha causato un’aumentata mortalità dei cuccioli nell’immediato periodo postparto a dosaggi che hanno prodotto una significativa tossicità nei ratti madre (es: perdita del peso corporeo, convulsioni). Tuttavia, nei cuccioli sopravvissuti, non sono stati osservati effetti sullo sviluppo o sul comportamento.

Non sono stati effettuati studi di carcinogenicità a lungo termine con ossicodone/naloxone in combinazione o con ossicodone come singolo componente. È stato condotto uno studio di carcinogenicità orale nei ratti della durata di 24 mesi con naloxone a dosi fino a 100 mg/kg/die. I risultati indicano che naloxone non è carcinogenico in queste condizioni.

Ossicodone e naloxone come entità singole mostrano un potenziale clastogenico nei test in vitro. Effetti simili non sono stati osservati, tuttavia, nei test in vivo, anche se a dosi tossiche. I risultati indicano che il rischio mutageno di Targin sull’uomo alle concentrazioni terapeutiche può essere escluso con sufficiente certezza.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Oxsynia 5 mg/2,5 mg Nucleo della compressa: Idrossipropilcellulosa, Etilcellulosa,

Alcol stearilico, Lattosio monoidrato, Talco,

Magnesio stearato,

Rivestimento della compressa: Polivinilalcol, parzialmente idrolizzato Titanio diossido (E171),

Macrogol 3350, Talco,

Blu brillante FCF lacca di alluminio (E133).

Oxsynia 10 mg/5 mg Nucleo della compressa: Povidone K30, Etilcellulosa,

Alcol stearilico, Lattosio monoidrato, Talco,

Magnesio stearato

Rivestimento della compressa: Polivinilalcol, parzialmente idrolizzato Titanio diossido (E171),

Macrogol 3350, Talco

Oxsynia 20 mg/10 mg Nucleo della compressa: Povidone K30, Etilcellulosa,

Alcol stearilico,

Lattosio monoidrato, Talco,

Magnesio stearato

Rivestimento della compressa: Polivinilalcol, parzialmente idrolizzato Titanio diossido (E171),

Macrogol 3350, Talco,

Ferro ossido rosso (E172)

Oxsynia 40 mg/20 mg Nucleo della compressa: Povidone K30, Etilcellulosa,

Alcol stearilico, Lattosio monoidrato, Talco,

Magnesio stearato

Rivestimento della compressa: Polivinilalcol, parzialmente idrolizzato Titanio diossido (E171),

Macrogol 3350, Talco

Ferro ossido giallo (E172)

06.2 Incompatibilità

Indice

Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

Indice

Blister: 3 anni

Flacone: 2 anni. Periodo di validità dopo la prima apertura del flacone: 6 mesi

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Non conservare a temperatura superiore ai 25°C.

Oxsynia 5 mg/2,5 mg

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce.

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Blister child resistant in Polivinilcloruro (PVC) / alluminio

Confezione:10, 14, 20, 28, 30, 50, 56, 60, 98 o 100 compresse a rilascio prolungato Confezione ospedaliera:100 (10 x 10) compresse a rilascio prolungato

Flaconi HDPE con chiusura a prova di bambino Confezione: 100 compresse a rilascio prolungato

È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

MUNDIPHARMA PHARMACEUTICALS SRL – Via G. Serbelloni n° 4, 20122 Milano, Italia

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

045031123 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 10 Compresse In Blister Pvc/AI

045031135 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 14 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031147 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 20 Compresse In Blister Pvc/AI

045031150 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 28 Compresse In Blister Pvc/AI

045031162 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 30 Compresse In Blister Pvc/AI

045031174 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 50 Compresse In Blister Pvc/AI

045031186 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 56 Compresse In Blister Pvc/AI

045031198 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 60 Compresse In Blister Pvc/AI

045031200 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 98 Compresse In Blister Pvc/AI 045031212 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 100 Compresse In Blister Pvc/AI 045031224 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 10 X 10 Compresse In Blister Pvc/ AI Confezione Ospedaliera

045031236 – "5 Mg/2,5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 100 Compresse In Flacone Hdpe

045031248 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 10 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031251 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 14 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031263 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 20 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031275 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 28 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031287 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 30 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031299 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 50 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031301- "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 56 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031313 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 60 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031325 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 98 Compresse In Blister Pvc/ AI

045031337 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 100 Compresse In Blister Pvc/AI

045031349 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 10 X 10 Compresse In Blister Pvc/AI Confezione Ospedaliera

045031352 – "10 Mg/5 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 100 Compresse In Flacone Hdpe

045031477 – "20 Mg/lO Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 10 Compresse In Blister Pvc/AI

045031489 – "20 Mg/I0 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 14 Compresse In Blister Pvc/AI

045031491 – "20 Mg/I0 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 20 Compresse In Blister Pvc/AI

045031503 – "20 Mg/I0 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 28 Compresse In Blister Pvc/AI

045031515 – "20 Mg/I0 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 30 Compresse In Blister Pvc/AI

045031527 – "20 Mg/I0 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 50 Compresse In Blister Pvc/AI

045031539 – "20 Mg/I0 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 56 Compresse In Blister Pvc/AI

045031541 – "20 Mg/I0 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 60 Compresse In Blister Pvc/AI

045031554 – "20 Mg/I0 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 98 Compresse In Blister Pvc/AI

045031566 – "20 Mg/I0 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 100 Compresse In Blister Pvc/AI 045031578 – "20 Mg/10 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 10 X 10

Compresse In Blister Pvc/AI Confezione Ospedaliera

045031580 – "20 Mg/10 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 100 Compresse In Flacone Hdpe

045031705 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 10 Compresse In Blister Pvc/AI

045031717 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 14 Compresse In Blister Pvc/AI

045031729 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 20 Compresse

In Blister Pvc/AI

045031731 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 28 Compresse In Blister Pvc/AI

045031743 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 30 Compresse In Blister Pvc/AI

045031756 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 50 Compresse In Blister Pvc/AI

045031768 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 56 Compresse In Blister Pvc/AI

045031770 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 60 Compresse In Blister Pvc/AI

045031782 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 98 Compresse In Blister Pvc/AI

045031794 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 100 Compresse In Blister Pvc/AI

045031806 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 10 X 10 Compresse In Blister Pvc/AI Confezione Ospedaliera

045031818 – "40 Mg/20 Mg Compresse A Rilascio Prolungato" 100 Compresse In Flacone Hdpe

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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10.0 Data di revisione del testo

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