Pubblicità

Pravafenix

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Pravafenix: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Pravafenix

 

01.0 Denominazione del medicinale

Indice

Pravafenix 40 mg/160 mg capsule rigide

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

Indice

Ogni capsula dura contiene 40 mg di pravastatina sodica e 160 mg di fenofibrato. Eccipiente:

ogni capsula dura contiene 19 mg di lattosio.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

Indice

Capsula dura.

Pravafenix è costituito da una capsula dura con un corpo verde chiaro e un cappuccio color oliva contenente una massa cerosa bianco-beige e una compressa.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

Indice

Pravafenix è indicato per il trattamento dei pazienti adulti ad alto rischio di cardiopatia coronarica(CHD) con dislipidemia mista caratterizzata da elevati livelli di trigliceridi e bassi livelli di colesterolo HDL e con livelli di colesterolo LDL adeguatamente controllati nel corso di una terapia con pravastatina 40 mg in monoterapia.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

Indice

Prima di iniziare la terapia con Pravafenix devono essere escluse le cause secondarie di dislipidemia combinata e i pazienti devono essere sottoposti a una dieta standard per la riduzione di colesterolo e trigliceridi che devono essere continuate durante la terapia stessa.

Posologia

Il dosaggio raccomandato è di una capsula al giorno. Le restrizioni dietetiche iniziate prima della terapia devono essere continuate.

La risposta alla terapia deve essere monitorata con la misurazione dei livelli sierici di lipidi. Di solito dopo il trattamento con Pravafenix si verifica una riduzione rapida dei livelli sierici di lipidi, ma la terapia deve essere interrotta se non si ottiene una risposta adeguata entro tre mesi.

Popolazioni speciali

Pazienti anziani (età pari o superiore a 65 anni)

La terapia con Pravafenix deve essere decisa dopo la valutazione della funzione renale (vedere paragrafo 4.4 Dìsturbì renalì e delle vìe urìnarìe). Nei pazienti di età superiore ai 75 anni sono disponibili dati di sicurezza limitati su Pravafenix ed esso si deve usare con cautela.

Insufficienza renale

Nei pazienti con insufficienza renale moderata non dovrebbe essere necessaria alcuna variazione posologica.

Pravafenix è controindicato nei pazienti con insufficienza renale da moderata a grave (definita come clearance della creatinina <60 ml/min. Vedere paragrafo 4.3.)

Insufficienza epaticaNei pazienti epatopatici con insufficienza epatica lieve non è necessario un aggiustamento posologico. Pravafenix non è raccomandato nei pazienti con insufficienza epatica moderata ed è controindicato nei pazienti con insufficienza epatica grave (vedere paragrafo 4.3).

Popolazione pediatrica (età pari o inferiore a 18 anni)

Nella popolazione pediatrica, per l’indicazione dislipidemia mista, non è indicato l’uso di Pravafenix (vedere paragrafo 4.3).

Modo di somministrazione

La dose raccomandata è di una capsula assunta ogni giorno durante il pasto serale. Dato che a stomaco vuoto l’assorbimento è minore, Pravafenix deve essere sempre assunto con alimenti (vedere paragrafì 4.5. e 5.2).

 

04.3 Controindicazioni

Indice

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti.Grave insufficienza epatica compresa la cirrosi biliare o epatopatie attive tra cui le alterazioni non spiegate dei parametri di funzionalità epatica (compreso l’aumento delle transaminasi sieriche) con aumenti superiori a 3 volte i limiti superiori della norma (ULN) (vedere paragrafo 4.4).Bambini e adolescenti (età inferiore a 18 anni).Insufficienza renale da moderata a grave (definita come clearance, eliminazione, della creatinina stimata <60 ml/min).

Fotosensibilità o reazioni fototossiche note durante il trattamento con fibrati o

ketoprofene.Patologie della colecisti (vedere paragrafo 4.4).

pancreatite acuta o cronica, fatta eccezione per la pancreatite acuta causata da una grave

ipertrigliceridemia (vedere sezìone 4.4).Gravidanza e allattamento (vedere paragrafo 4.6).Anamnesi di miopatie e/o rabdomiolisi durante la terapia con statine e/o fibrati o valori confermati di creatinfosfochinasi (CK) aumentati più di 5 volte il limite superiore della norma (ULN) durante un precedente trattamento con statine (vedere paragrafo 4.4).

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

Indice

Le proprietà farmacocinetiche di Pravafenix non sono perfettamente identiche alla co- somministrazione delle monoterapie esistenti quando assunte con i pasti grassi o a digiuno. I pazienti non devono passare da una co-somministrazione libera di fenofibrato e pravastatina a Pravafenix (vedere paragrafo 5.2).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo

Come con altri farmaci ipolipemizzanti, la pravastatina o il fenofibrato sono stati associati alla comparsa di mialgie, miopatie e molto raramente rabdomiolisi con o senza insufficienza renale secondaria. La rabdomiolisi è un evento acuto, potenzialmente fatale, del muscolo scheletrico, che può insorgere in qualsiasi momento durante il trattamento ed è caratterizzata da distruzione muscolare massiva associata a un consistente aumento della CK (di solito >30 o 40 volte i limiti superiori della norma-ULN) risultante in mioglobinuria.

Il rischio di tossicità muscolare è aumentato quando un fibrato e un inibitore della 3-idrossi-3- metilglutaril-Coenzima A (HMG-CoA) reduttasi sono somministrati insieme. Si deve considerare una miopatia in tutti i pazienti che presentino sintomi muscolari di natura sconosciuta come dolore o dolorabilità, debolezza muscolare o crampi muscolari. In tali casi si deve procedere al dosaggio dei livelli di CK (vedì oltre).

Di conseguenza il potenziale rapporto rischi/benefici di Pravafenix deve essere attentamente valutato prima dell’inizio della terapia e nei pazienti devono essere monitorati i segni di tossicità muscolare. Alcuni fattori predisponenti come un’età superiore a 70 anni, insufficienza renale, insufficienza epatica, ipotiroidismo, anamnesi di tossicità muscolare con una statina o un fibrato, anamnesi personale o famigliare di una miopatia ereditaria o di abuso di alcool possono aumentare il rischio di tossicità muscolare e quindi è indicato in questi pazienti il dosaggio della CK prima di iniziare la terapia in associazione (vedere sotto).

Pravastatina non deve essere somministrata insieme all’acido fusidico per via sistemica. Sono stati riportati casi di rabdomiolisi (compresi alcuni casi mortali) in pazienti che ricevevano questa compbinazione (vedere paragrafo 4.5). In pazienti in cui l’uso di acido fusidico per via sistemica è considerato essenziale, il trattamento con statina deve essere interrotto per la durata del trattamento

Pubblicità

con acido fusidico. Il paziente deve consultare il medico qualora manifesti sintomi di debolezza, dolore o dolorabilità muscolare.

La terapia con statina può essere ripresa sette giorni dopo l’ultima dose di acido fusidico. In circostanze eccezionali, dove è necessario l’uso prolungato di acido fusidico per via sistemica, as es. per il trattamento di infezioni gravi, la necessità di somministrazione contemporanea di pravastatina e acido fusidico deve essere presa in considerazione soltanto caso per caso e sotto stretto controllo medico.

Prima di iniziare il trattamento

I livelli di CK devono essere misurati prima di iniziare la terapia. I livelli basali di CK potranno anche essere utili come riferimento in caso di successivo aumento durante la terapia in associazione. Una volta misurati, i livelli di CK devono essere interpretati nel contesto di altri fattori potenziali che

possono causare danno muscolare transitorio, come esercizio intenso o traumi muscolari; se necessario, la misurazione dev’essere ripetuta.

Se i livelli di CK risultano significativamente elevati, superiori di 5 volte i valori superiori della norma (ULN) al basale, i risultati devono essere controllati dopo 5-7 giorni. Se confermato il trattamento non deve essere assolutamente iniziato (vedere paragrafo 4.3).

Durante il trattamentoSi raccomanda sistematicamente il monitoraggio di routine della CK ogni 3 mesi nei primi 12 mesi di terapia di associazione e secondo il parere del medico oltre questo periodo iniziale.

Si deve consigliare ai pazienti di riferire prontamente la comparsa di dolore muscolare, dolorabilità, debolezza o crampi muscolari di natura sconosciuta. In questi casi devono essere misurati i livelli

di CK.

Se viene rilevato e confermato un livello di CK marcatamente elevato (superiore a 5 volte i limiti superiori della norma(ULN)), la terapia con Pravafenix deve essere interrotta. L’interruzione della terapia deve essere presa in considerazione anche nel caso di sintomi muscolari gravi, associati a disturbi quotidiani (con qualunque livello di CK). Se in tali pazienti si sospetta un disturbo muscolare ereditario, si sconsiglia la reintroduzione della terapia con Pravafenix.

Patologie epatobiliari

Come con altri farmaci ipolipemizzanti, è stato osservato un modesto aumento dei livelli di transaminasi in alcuni pazienti trattati con pravastatina o fenofibrato. Nella maggior parte dei casi, i livelli delle transaminasi epatiche sono tornati al loro valore basale senza dover interrompere il trattamento.

Si raccomanda di monitorare i livelli di transaminasi ogni 3 mesi nei primi 12 mesi di terapia e lasciare il monitoraggio alla discrezione del medico oltre tale periodo iniziale.

Si deve fare particolare attenzione a quei pazienti nei quali si osservano aumenti dei livelli delle transaminasi e la terapia deve essere interrotta nel caso in cui gli aumenti dell’aspartato aminotransferasi (AST) e dell’alanina aminotransferasi (ALT) superino di 3 volte i limiti superiori della norma(ULN) e siano persistenti.Si deve usare cautela nel somministrare Pravafenix a pazienti con storia di epatopatia o alcolismo.

pancreatite

Nei pazienti che assumevano fenofibrato o pravastatina sono state osservate i (vedere sezìone 4.3). Questo evento può rappresentare un’insufficiente efficacia nei pazienti con ipertrigliceridemia grave, un effetto diretto del farmaco o un fenomeno secondario mediato dalla formazione di una colelitiasi o fango biliare che porti a un’ostruzione del dotto biliare comune.

Disturbi renali e delle vie urinarie

Pravafenix è controindicato nell’insufficienza renale da moderata a grave (vedere paragrafo 4.3).Si raccomanda di controllare sistematicamente la clearance (eliminazione) stimata della creatinina all’inizio della terapia e ogni 3 mesi nei primi 12 mesi di terapia di associazione e quindi a discrezione del medico oltre questo periodo.

La terapia deve essere interrotta in caso di clearance stimata della creatinina <60 ml/min. Patologia polmonare interstiziale

Casi eccezionali di patologie polmonari interstiziali sono stati osservati con alcune statine, soprattutto nella terapia a lungo termine (vedere paragrafo 4.8). Le caratteristiche con cui si presenta possono comprendere dispnea, tosse stizzosa e deterioramento dello stato generale (astenia, calo ponderale e febbre). Se si sospetta che un paziente abbia una patologia polmonare interstiziale la terapia con Pravafenix deve essere sospesa.

ColelitiasiIl fenofibrato può aumentare l’escrezione di colesterolo nella bile causando potenzialmente una colelitiasi. Se si sospetta una colelitiasi, è indicato uno studio della colecisti. Pravafenix deve essere sospeso se si trovano calcoli della colecisti.

Eventi di tromboembolia venosa

Nello studio FIELD è stato osservato un aumento statisticamente significativo dell’incidenza di embolia polmonare (0,7% nel gruppo placebo rispetto all’1,1% nel gruppo con fenofibrato; p=0,022) e un aumento statisticamente non significativo della trombosi venosa profonda (placebo 1.0%,

48/4 900 pazienti) rispetto al fenofibrato 1,4% (67/4 895); p=0,074. L’aumento del rischio di eventi trombotici venosi può essere correlato all’aumento del livello di omocisteina, un fattore di rischio per la trombosi, e ad altri fattori non identificati. Il significato clinico di questo dato non è chiaro. Deve quindi essere usata cautela nei pazienti con storia di embolia polmonare.

Diabete Mellito

Alcune evidenze suggeriscono che i medicinali della classe delle statine determinano un aumento della glicemia e che, in alcuni pazienti ad elevato rischio di diabete, possono indurre un livello di iperglicemia tale da richiedere un appropriato trattamento antidiabetico. Questo rischio, tuttavia, è superato dalla riduzione del rischio vascolare determinato dalle statine, pertanto esso non deve costituire motivo per interrompere il trattamento con statine. I pazienti a rischio (glicemia a digiuno tra 5,6 e 6,9 mmol/L, BMI>30kg/m2, aumentata trigliceridemia, ipertensione) devono essere monitorati sia per gli aspetti clinici che per i parametri di laboratorio, in accordo con le linee guida nazionali.

Lattosio

Questo medicinale contiene lattosio. I pazienti con rari disturbi ereditari di intolleranza al galattosio, il deficit di Lapp lattasi o il malassorbimento glucosio-galattosio non devono assumere questo medicinale.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

Indice

Non sono stati effettuati studi formali di interazione per Pravafenix; l’uso concomitante dei principi attivi nei pazienti degli studi clinici non ha causato nessuna interazione inattesa. Quanto segue riflette le informazioni disponibili per i singoli principi attivi (fenofibrato e pravastatina).

Interazioni pertinenti per la pravastatina

Colestiramina/Colestipolo

Quando somministrati contemporaneamente, si è osservata una diminuzione approssimativa tra il 40 e il 50% della biodisponibilità della pravastatina. La somministrazione di pravastatina 1 ora prima o 4 ore dopo la colestiramina o 1 ora prima del colestipolo non ha determinato diminuzioni significative dal punto di vista clinico nella biodisponibilità o nell’effetto terapeutico della pravastatina.

Ciclosporina

La contemporanea somministrazione di pravastatina e ciclosporina porta a un aumento di circa 4 volte nell’esposizione sistemica alla pravastatina. Tuttavia, in alcuni pazienti l’aumento dell’esposizione alla pravastatina può essere maggiore. Si raccomanda un controllo clinico e biochimico dei pazienti in trattamento con questa associazione.

Farmaci metabolizzati dal citocromo P450

La pravastatina non viene metabolizzata in maniera clinicamente significativa dal complesso del citocromo P450. Questo è il motivo per cui i farmaci che sono metabolizzati dal sistema del citocromo

P450, o ne sono inibitori, possono essere aggiunti a una terapia continuativa con pravastatina senza causare alterazioni significative nei livelli plasmatici della pravastatina stessa, come è stato rilevato con altre statine. L’assenza di interazioni farmacocinetiche significative con la pravastatina è stata dimostrata specificamente per numerosi farmaci, in particolare per quelli che sono substrati/inibitori del CYP3A4, come diltiazem, verapamil, itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi, succo di pompelmo e inibitori del CYP2C9 (ad es. fluconazolo).

In uno di due studi d’interazione con pravastatina ed eritromicina è stato osservato un aumento statisticamente significativo dell’area sotto la curva (AUC) (70%) e della Cmax (121%) della pravastatina. In uno studio simile con claritromicina è stato osservato un aumento statisticamente significativo dell’area sotto la curva (AUC) (110%) e della Cmax (127%). Sebbene queste siano variazioni minori, si deve prestare attenzione nell’associare pravastatina a eritromicina o claritromicina.

Acido fusidico

L’interazione farmacologica tra prava statina ed acido fusidico può portare ad un aumento del rischio di rabdomilisi. Il rischio di miopatia, compresa rabdomiolisi può aumentare in seguito a somministrazione contemporanea di acido fusidico per via sistemica e statine. La co-somministrazione di questa associazione può provocare un aumento delle concentrazioni plasmatiche di entrambi gli agenti. Il meccanismo di questa interazione (che sia farmacodimanico, farmacocinetico o entrambi) non è ancora noto. Sono stati riportati casi di rabdomiolisi (compresi alcuni casi mortali) in pazienti che ricevevano questa combinazione. Se il trattamento con acido fusidico è considerato necessario, il trattamento con pravastatina deve essere interrotto per la durata del trattamento con acido fusidico.

Vedere anche paragrafo 4.4

Altri prodotti medicinal

iIn studi d’interazione non sono state notate differenze statisticamente significative nella biodisponibilità quando la pravastatina viene somministrata con acido acetilsalicilico, antiacidi (assunti 1 ora prima della pravastatina), acido nicotinico o probucol.

Interazioni pertinenti per il fenofibrato

Resine leganti gli acidi biliari

Le resine leganti gli acidi biliari riducono frequentemente l’assorbimento dei prodotti medicinali e in caso di co-somministrazione il fenofibrato deve essere assunto 1 ora prima o 4-6 ore dopo la resina in modo da non impedire l’assorbimento del fenofibrato stesso.

Anticoagulanti orali

Il fenofibrato aumenta l’effetto degli anticoagulanti orali e può aumentare il rischio di sanguinamenti. Si raccomanda di ridurre di circa un terzo la dose degli anticoagulanti all’inizio della terapia e quindi adeguarla gradualmente se necessario a seconda del valore dell’INR (International Normalised Ratio, rapporto normalizzato internazionale). Questa associazione, quindi, non è raccomandata.

Ciclosporina

Durante la somministrazione concomitante di fenofibrato e ciclosporina sono stati osservati alcuni casi gravi di alterazione reversibile della funzione renale. La funzione renale di questi pazienti, perciò,

deve essere monitorata strettamente e la terapia con fenofibrato sospesa in caso di alterazioni gravi dei parametri di laboratorio.

Interazione con gli aliment

iPravafenix deve essere assunto con il cibo, dato che il cibo stesso aumenta la biodisponibilità del fenofibrato (vedere paragrafì 4.2 e 5.2).

In tutti gli studi clinici i pazienti hanno ricevuto l’istruzione di assumere Pravafenix giornalmente durante il pasto serale e di dover continuare le restrizioni dietetiche istituite prima della terapia. Dal momento che i dati di sicurezza ed efficacia attuali si basano sulla somministrazione con il cibo mantenendo le restrizioni dietetiche, si raccomanda che Pravafenix sia somministrato durante i pasti. (vedere paragrafì 4.2 e 5.2.)

 

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Gravidanza

PravafenixNon esistono dati sull’uso in associazione di pravastatina e fenofibrato nelle donne in gravidanza. L’associazione non è stata testata in studi di tossicità della riproduzione.Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto. Perciò, dato che la pravastatina è controindicata (vedì oltre), Pravafenix è controindicato durante la gravidanza (vedere paragrafo 4.3).

Pravastatina sodica

La pravastatina è controindicata durante la gravidanza e deve essere somministrata alle donne in età fertile solo quando la gravidanza sia altamente improbabile e quando siano state informate del rischio potenziale. Si raccomanda una particolare prudenza nelle donne in età fertile: verificare la comprensione adeguata del rischio potenziale associato alla terapia con pravastatina durante la gravidanza. In caso di gravidanza pianificata o accertata, il medico deve essere immediatamente informato e la terapia con pravastatina deve essere interrotta a causa del potenziale rischio per il feto.

Fenofibrato

Non esistono dati sufficienti sull’uso del fenofibrato nelle donne in gravidanza. Gli studi sugli animali non hanno dimostrato effetti teratogeni.Sono stati dimostrati effetti embriotossici a dosi nell’ambito della tossicità materna (vedere paragrafo 5.3). Il rischio potenziale per gli esseri umani non è noto.

Allattamento

PravafenixCon Pravafenix non sono stati effettuati studi su animali in allattamento. Perciò, tenendo presente la controindicazione della pravastatina in allattamento, anche Pravafenix è controindicato durante l’allattamento al seno (vedere paragrafo 4.3).

Pravastatina sodica

Una piccola quantità di pravastatina è escreta nel latte umano, per tale motivo la pravastatina è controindicata durante l’allattamento al seno (vedere paragrafo 4.3).

Fenofibrato

Il fenofibrato è escreto nel latte di ratto femmina.Non ci sono dati sull’escrezione di fenofibrato e/o suoi metaboliti nel latte umano.

Fertilità

Non sono stati osservati effetti negli studi di tossicità della riproduzione con fenofibrato e pravastatina (vedere paragrafo 5.3).Non ci sono dati sugli effetti sulla fertilità nell’uso in associazione di fenofibrato e pravastatina.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Pravafenix non altera o altera in modo trascurabile la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Tuttavia, quando si è alla guida di veicoli o si usano macchinari, si deve tenere in considerazione la possibilità che, durante il trattamento, si possano verificare capogiri e disturbi della vista.

 

04.8 Effetti indesiderati

Indice

Negli studi clinici, più di 1.566 pazienti sono stati trattati con Pravafenix. Le reazioni avverse solitamente sono state lievi e transitorie.

Reazioni avverse complessive con Pravafenix

Le reazioni avverse cliniche osservate dai ricercatori sono elencate sotto.

La frequenza delle reazioni avverse è classificata in base alla seguente convenzione: molto comune (≥ 1/10), comune (≥ 1/100 fino a < 1/10), non comune (≥ 1/1 000 fino a < 1/100), raro (≥ 1/10 000 fino a < 1/1 000), molto raro (< 1/10 000).

Classificazione persistemi e organi Reazione avversa Frequenza
Alterazioni del sistema immunitario Reazioni di ipersensibilità Non comune
Disturbi metabolici e nutrizionali Diabete mellito scompensato, obesità Non comune
Disturbi psichiatrici Disturbi del sonno tra cui insonnia e incubi Non comune
Patologie del sistema nervoso Capogiri, cefalea, parestesie Non comune
Alterazioni cardiache Palpitazioni Non comune
Patologie gastrointestinali Distensione addominale, dolore addominale, dolore addominale alto, stipsi, diarrea, secchezza del cavo orale, dispepsia, eruttazioni, flatulenza, nausea, malessere addominale, vomito. Comune
Patologie epatobiliari Aumento delle transaminasi Comune
Dolore epatico, aumento della gammaglutamiltransferasi Non comune
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Prurito, orticaria Non comune
Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e del tessuto osseo Artralgie, dolore lombare, aumento della creatinfosfochinasi, crampi muscolari, dolore muscoloscheletrico, mialgie, dolore alle estremità. Non comune
Disturbi renali e delle vie urinarie Aumento della creatininemia, riduzione della clearance creatininica renale, aumento della clearance creatininica renale, insufficienza renale Non comune
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Astenia, affaticamento, sintomi simil-influenzali Non comune
Esami diagnostici Aumento della colesterolemia, aumento della trigliceridemia, aumento delle lipoproteine a bassa densità, aumento del peso corporeo. Non comune

Descrizione di reazioni avverse particolari

Muscolo scheletrico: raramente sono stati osservati aumenti marcati e persistenti della creatinfosfochinasi (CK). Negli studi clinici l’incidenza di aumenti importanti della creatinfosfochinasi (CK ≥ 3 volte i limiti superiori della norma(ULN), < 5 volte i limiti superiori della norma (ULN) ) era di 1,92% per i pazienti trattati con Pravafenix. Aumenti clinicamente importanti della creatinfosfochinasi (CK ≥ 5 volte i limiti superiori della norma, < 10 volte i limiti superiori della norma senza sintomi muscolari) sono stati osservati nello 0,38% dei pazienti trattati con Pravafenix.

Aumenti clinicamente importanti (CK ≥ 10 volte i limiti superiori della norma (ULN) senza sintomi muscolari) sono stati osservati nello 0,06% dei pazienti trattati con Pravafenix (vedere paragrafo 4.4).

Reazioni epatiche: raramente sono stati osservati aumenti marcati e persistenti della creatinfosfochinasi (CK). Negli studi clinici l’incidenza di aumenti importanti della creatinfosfochinasi (ALT e/o AST ≥ 3 volte i limiti superiori della norma (ULN), < 5 volte i limiti superiori della norma (ULN)) era dello 0,83% per i pazienti trattati con Pravafenix. Aumenti clinicamente importanti delle transaminasi (ALT e/o AST ≥ 5 volte i limiti superiori della norma (ULN) ) sono stati osservati nello 0,38% dei pazienti trattati con Pravafenix (vedere paragrafo 4.4).

Informazioni aggiuntive sui singoli principi attivi della combinazione a dose fissa

Pravafenix contiene pravastatina e fenofibrato. Qui sotto sono elencate ulteriori reazioni avverse associate all’uso dei prodotti medicinali contenenti pravastatina o fenofibrato osservate in studi clinici e durante l’esperienza successiva all’immissione in commercio che possono potenzialmente verificarsi con Pravafenix. Le categorie di frequenza si basano sulle informazioni disponibili nel riassunto delle caratteristiche del prodotto di pravastatina e fenofibrato disponibili nell’Unione europea.

Classe di sistema Organico Reazioni avverse(fenofibrato) Reazioni avverse(pravastatina) Frequenza
Patologie del sistema Emolinfopoietico Riduzione dell’emoglobina, riduzione del numero di leucociti Raro
Patologie del sistema Nervoso Astenia e vertigini Raro
Polineuropatia periferica Molto raro
Patologie dell’occhio Disturbi della visione (inclusa visione offuscata e diplopia) Non Comune
Patologie vascolari Tromboembolia (embolia polmonare, trombosi venosa profonda) Non Comune
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Patologie polmonari Interstiziali Non noto
Patologie epatobiliari Colelitiasi Non Comune
Ittero, necrosi epatica fulminante Molto raro
Ittero, complicanze della colelitiasi (per esempio colecistite, colangite, colica biliare ecc). Non noto
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea, alterazioni di cuoio capelluto/capelli (inclusa alopecia) Non Comune
Alopecia, reazioni di Fotosensibilizzazione Raro
Patologie del sistema muscoloscheletrico, del tessuto connettivo e del tessuto osseo Patologie muscolari (per esempio miositi, debolezza muscolare) Non Comune
Rabdomiolisi che può essere associata a insufficienza renale acuta secondaria a mioglobinuria, miopatia (vedere par. 4.4); miosite, polimiosite. Casi isolati di disturbi tendinei, a volte complicati da rottura. Molto raro
Rabdomiolisi Non noto
Patologie renali e delle vie urinarie Disturbi della minzione (inclusa disuria, pollachiuria, nicturia) Non Comune
Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella Disfunzione sessuale Disfunzione sessuale Non Comune
Patologie sistemiche Astenia Non Comune
Esami diagnostici Aumento dell’azotemia Raro

* Nello studio FIELD (studio sul fenofibrato), uno studio randomizzato e controllato con placebo effettuato su 9 795 pazienti con diabete mellito di tipo 2, è stato osservato un aumento statisticamente significativo di pancreatiti in pazienti trattati con fenofibrato rispetto ai pazienti che ricevevano il placebo (0,8% rispetto a 0,5%; p = 0,031). Nello studio FIELD è stato osservato un aumento statisticamente significativo dell’incidenza di embolia polmonare (0,7% nel gruppo placebo rispetto all’1,1% nel gruppo con fenofibrato; p=0,022) e un aumento statisticamente non significativo della trombosi venosa profonda (placebo 1,0 %, 48/4 900 pazienti) rispetto al fenofibrato 1,4% (67/4895 pazienti); p=0,074.

I seguenti eventi avversi sono stati osservati con alcune statine:

– Incubi

– perdita di memoria,

depressione, casi eccezionali di patologie polmonari interstiziali, soprattutto con la terapia a lungo termine (vedere paragrafo 4.4).

– Diabete mellito: la frequenza dipenderà dalla presenza o assenza di fattori di rischio (glicemia a digiuno ≥ 5,6 mmol/L, BMI > 30kg/m², aumentata trigliceridemia, storia di ipertensione).

 

04.9 Sovradosaggio

Indice

In caso di sovradosaggio devono essere impiegate misure sintomatiche e di supporto. Pravastatina

I casi osservati di sovradosaggio erano asintomatici e non hanno causato anomalie agli esami di laboratorio. Non è noto un antidoto specifico. Se si sospetta un sovradosaggio è necessario usare una terapia sintomatica e istituire le adeguate misure di supporto richieste.

Fenofibrato

Non è noto un antidoto specifico. Se si sospetta un sovradosaggio è necessario usare una terapia sintomatica e istituire le adeguate misure di supporto richieste. Il fenofibrato non può essere eliminato con l’emodialisi.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

Indice

Categoria farmacoterapeutica: sostanze modificatrici dei lipidi, inibitori dell’HMG CoA reduttasi in associazione ad altri ipolipemizzanti.

Codice ATC: C10BA03.

Effetti farmacodinamici

Pravafenix contiene fenofibrato e pravastatina, che hanno diversi meccanismi di azione e mostrano effetti additivi in termini di riduzione della lipidemia. Le affermazioni che seguono riflettono le proprietà farmacodinamiche/farmacocinetiche dei singoli principi attivi di Pravafenix.

Fenofibrato

Il fenofibrato è un derivato dall’acido fibrico i cui effetti modificanti i lipidi osservati negli esseri umani sono mediati dall’attivazione del recettore attivante la proliferazione dei perossisomi tipo alfa (PPARα). Gli studi con il fenofibrato sulle frazioni lipoproteiche mostrano una riduzione dei livelli di colesterolo LDL e VLDL. I livelli di colesterolo HDL sono spesso aumentati. I trigliceridi LDL e VLDL sono ridotti. L’effetto complessivo è una riduzione del rapporto tra lipoproteine a bassa densità e lipoproteine a densità molto bassa rispetto alle proteine ad alta densità.

Le proprietà ipolipemizzanti del fenofibrato osservate nella pratica clinica sono state spiegate in vivo con l’attivazione del recettore attivante la proliferazione dei perossisomi tipo alfa (PPARα) in colture di epatociti di topi transgenici e di esseri umani. Attraverso questo meccanismo il fenofibrato aumenta la lipolisi e l’eliminazione delle particelle ricche di trigliceridi dal plasma attivando la lipoproteinlipasi e riducendo la produzione di Apoproteina C-III. L’attivazione del PPARα induce anche la sintesi di Apoproteine A-I, A-II e colesterolo HDL.

L’uricemia aumenta nel 20% circa dei casi di pazienti iperlipidemici, particolarmente in quelli con malattia di tipo IV. Il fenofibrato ha un effetto uricosurico e quindi fornisce a questi pazienti un beneficio aggiuntivo.

Pravastatina

La pravastatina è un inibitore competitivo della 3-idrossi-3-metilglutaril-coenzima A (HMG-CoA) reduttasi, l’enzima che catalizza il primo passaggio della biosintesi del colesterolo e che ne limita la velocità; essa produce il suo effetto ipolipemizzante in due modi. Primo, attraverso un’inibizione competitiva specifica e reversibile dell’HMG-CoA reduttasi, la pravastatina produce una modesta riduzione della sintesi del colesterolo intracellulare. Ciò causa un aumento del numero di recettori LDL sulla superficie cellulare e un maggior catabolismo mediato dal recettore con una clearance del colesterolo LDL circolante.

In secondo luogo, la pravastatina inibisce la produzione di LDL inibendo la sintesi epatica del colesterolo VLDL, precursore del colesterolo LDL.

Sia nei soggetti sani sia nei pazienti con ipercolesterolemia la pravastatina riduce le seguenti frazioni lipidiche: colesterolo totale, colesterolo LDL, apolipoproteina B, colesterolo VLDL e trigliceridi; mentre vengono aumentati il colesterolo HDL e l’apolipoproteina A.

Pravafenix

I rispettivi effetti di pravastatina e fenofibrato sono complementari. La pravastatina è più efficace nel ridurre il colesterolo LDL e totale, ma ha solo effetti modesti su trigliceridi e colesterolo HDL, mentre il fenofibrato è molto efficace nel ridurre i trigliceridi e nell’aumentare il colesterolo HDL ma è poco efficace sul colesterolo LDL.

Un’ulteriore proprietà dei fibrati è quella di modificare la dimensione e la densità delle particelle di colesterolo LDL rendendole meno aterogene. Si è osservato che fibrati e statine in associazione aumentano le attività trascrizionali dei recettori PPARa.

Efficacia e sicurezza clinica

Sono stati condotti quattro studi multicentrici con Pravafenix 40 mg/160 mg o pravastatina 40 mg o simvastatina 20 mg: 3 studi comprendevano un periodo di 12 settimane randomizzato, in doppio cieco e con controllo attivo con una fase estesa in aperto e uno era uno studio di 24 settimane in aperto.

In totale in questi studi sono stati arruolati 1 637 pazienti che non hanno avuto una risposta adeguata alle terapie con pravastatina 40 mg in monoterapia o simvastatina 20 mg in Europa e negli USA.

Nello studio europeo di cardinale importanza, multicentrico, di 64 settimane, comprendente un periodo di 12 settimane randomizzato, in doppio cieco e controllato verso placebo, con 2 gruppi paralleli, 248 pazienti ad alto rischio cardiovascolare con dislipidemia mista sono stati randomizzati in uno di due gruppi di trattamento: Pravafenix 40 mg/160 mg o pravastatina 40 mg. Sono stati randomizzati solo i pazienti che non avevano soddisfatto gli obiettivi delle linee guida NCEP ATP III in termini di colesterolo LDL e trigliceridi (LDL >100 mg/dl e trigliceridi >150 mg/dl) dopo 8 settimane di terapia con pravastatina 40 mg (1 compressa una volta al giorno). I pazienti trattati con Pravafenix 40 mg/160 mg sono stati confrontati con quelli trattati con pravastatina 40 mg: Pravafenix ha ridotto significativamente il colesterolo non-HDL ed LDL e i trigliceridi e aumentato significativamente il colesterolo HDL in misura maggiore rispetto a pravastatina 40 mg (tabella).

Variazioni percentuali medie dal basale alla 12a settimana per i pazienti trattati con Pravafenix40 mg/160 mg o pravastatina 40 mg una volta al dì
Pravafenix 40 mg/160 mgNa= 120 Media (%)± ESb PRAVASTATINA 40 mgNa= 119 Media (%)± ESb Pravafenix rispetto a PRAVASTATINA valore pc
C. non-HDL (mg/dl) -14,1 ± 1,78 -6,1 ± 1,79 0,0018
C. LDL (mg/dl) -11,7 ± 1,75 -5,9 ± 1,76 0,019
C. HDL (mg/dl) +6,5 ± 1,12 +2,3 ± 1,13 0,0089
TG (mg/dl) -22,6 ± 4,37 -2,0 ± 4,39 0,0010
TC (mg/dl) -9,9 ± 1,37 -4,4 ± 1,38 0,006
Apo A1 (g/L) +5,5 ± 0,99 +2,8 ± 0,97 0,058
Apo B (g/L) -12,6 ± 1,57 -3,8 ± 1,53 <0,0001
Apo B/Apo A1 -16,3 ± 1,66 -6,0 ± 1,61 <0,0001
Fibrinogeno (g/L) -8,8 ± 1,80 +1,4 ± 1,75 <0,0001
PCR HS (mg/L) -1,1 ± 0,61 +0,6 ± 0,70 0,003

a Numero di pazienti

b Variazione percentuale media (media dei minimi quadrati ± errore standard) tra i valori basali misurati dopo 8 settimane di terapia con pravastatina 40 mg e 12 ulteriori settimane con Pravafenix 40 mg/160 mg o pravastatina 40 mg

c Valore p a coppie significativo se <0,05

Gli effetti di Pravafenix 40 mg/160 mg sono stati confermati in uno studio simile, multicentrico, di 64 settimane comprendente una fase in doppio cieco, randomizzata, di 12 settimane effettuata negli USA che confrontava Pravafenix 40 mg/160 mg a fenofibrato 160 mg in monoterapia e pravastatina 40 mg in monoterapia in pazienti con dislipidemia mista. È stato anche stabilito il beneficio incrementale di Pravafenix 40 mg/160 mg sui principali parametri di lipidemia rispetto a pravastatina 40 mg e fenofibrato 160 mg in monoterapia.

Popolazione pediatrica

L’Agenzia europea dei medicinali ha previsto l’esonero dall’obbligo di presentare i risultati degli studi con Pravafenix in tutti i sottogruppi della popolazione pediatrica per disturbi del metabolismo lipoproteico e altre iperlipidemie (vedere paragrafo 4.2 per informazioni sull’uso pediatrico).

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

Indice

Somministrando il fenofibrato in associazione con pravastatina non è stata osservata alcuna significativa interazione farmacocinetica.

Assorbimento

In uno studio in dose singola Pravafenix è risultato bioequivalente a fenofibrato somministrato in associazione a pravastatina. In uno studio in dose multipla, tuttavia, i risultati mostravano che il prodotto non è bioequivalente in quanto la sua biodisponibilità dopo una dose multipla è del 20% inferiore per la componente di fenofibrato dell’associazione. Ciò è causato dal contenuto di grasso del pasto.

Perciò l’associazione a dose fissa (Pravafenix) non può essere considerata intercambiabile con la somministrazione libera in associazione di farmaci monocomponente contenenti fenofibrato e pravastatina.

In condizioni di alimentazione e digiuno è stato effettuato uno studio di farmacocinetica dopo una somministrazione in dose singola di Pravafenix. I risultati di questo studio mostrano che il cibo ha effetto su velocità ed entità di assorbimento nell’associazione a dose fissa. La biodisponibilità dell’acido fenofibrico è minore in condizioni di digiuno dopo una somministrazione in dose singola dell’associazione fenofibrato-pravastatina 160/40 mg. La riduzione di AUCt, AUC e Cmax dell’acido fenofibrico (stima puntuale) è rispettivamente del 30,94%, del 10,9% e del 68,71%.

La biodisponibilità della pravastatina è maggiore dopo la somministrazione di una dose singola del prodotto in studio fenofibrato/pravastatina 160/40 mg in condizioni di digiuno rispetto a una dose singola del prodotto assunto dopo il pasto. L’aumento di AUC∞, AUCt e Cmax è rispettivamente del 111,88%, 114,06% e 115,28%. In linea con alcune formulazioni di fenofibrato, si raccomanda che l’associazione fissa sia assunta con il cibo poiché la biodisponibilità del fenofibrato è aumentata se somministrato con il cibo e l’efficacia ipolipemizzante della pravastatina non viene modificata.

Pravastatina

La pravastatina è somministrata per bocca nella sua forma attiva. Viene rapidamente assorbita ed i livelli di picco sierico sono raggiunti dopo 1-1,5 ore dall’ingestione. In media viene assorbito il 34% della dose somministrata per bocca, con una biodisponibilità assoluta del 17%.

La presenza di cibo nel tratto gastroenterico porta ad una riduzione della biodisponibilità, ma l’effetto ipocolesterolemizzante della pravastatina è identico quando questa venga assunta con o senza cibo. Dopo l’assorbimento, il 66% della pravastatina subisce una prima estrazione dal circolo a livello epatico, il principale sito della sua azione, della sintesi del colesterolo e della clearance (eliminazione)

del colesterolo LDL. Studi in vitro hanno dimostrato che la pravastatina viene trasportata negli epatociti e, in misura sostanzialmente minore, nelle altre cellule. Alla luce di questo sostanziale primo passaggio attraverso il fegato, le concentrazioni plasmatiche di pravastatina hanno solo un valore limitato nel predire un effetto ipolipemizzante.

Le concentrazioni plasmatiche sono proporzionali alle dosi somministrate.

Fenofibrato

Le concentrazioni plasmatiche raggiungono quelle massimali (Cmax) da 4 a 5 ore dopo la somministrazione orale. In ciascun individuo le concentrazioni plasmatiche sono stabili durante la terapia continuativa.

L’assorbimento di fenofibrato è aumentato quando somministrato con il cibo. L’effetto del cibo aumenta con il contenuto di grasso: maggiore è il contenuto di grasso maggiore è la biodisponibilità del fenofibrato.

Distribuzione

Pravastatina Circa il 50% della pravastatina presente in circolo è legato alle proteine plasmatiche. Il volume di distribuzione è di circa 0,5 l/kg. Una piccola quantità di pravastatina passa nel latte umano.

FenofibratoL’acido fenofibrico è strettamente legato all’albumina plasmatica (più del 99%).

Biotrasformazione ed eliminazione

Pravastatina

La pravastatina non viene significativamente metabolizzata dal citocromo P450, né sembra essere un substrato o un inibitore della glicoproteina P ma piuttosto un substrato di altre proteine di trasporto. Dopo la somministrazione orale, il 20% della dose iniziale è eliminato con le urine e il 70% con le feci. L’emivita di eliminazione plasmatica della pravastatina orale va da 1,5 a 2 ore.

Dopo una somministrazione endovenosa, il 47% della dose viene eliminato per escrezione renale ed il 53% per escrezione biliare e biotrasformazione. Il prodotto principale della degradazione della pravastatina è il metabolita isomerico 3-α-idrossi. Questo metabolita possiede un’attività di inibizione dell’HMG-CoA reduttasi da un decimo a un quarantesimo del composto originale.

La clearance sistemica della pravastatina è 0,81 l/h/kg e la clearance renale è 0,38 l/h/kg, dato che indica una secrezione tubulare.

Fenofibrato

Non si può trovare nel plasma fenofibrato immodificato; il principale metabolita è l’acido fenofibrico. Il farmaco è escreto principalmente nelle urine. Praticamente tutto il farmaco viene eliminato entro

6 giorni. Il fenofibrato è escreto principalmente in forma di acido fenofibrico e del suo glucuronide coniugato. Negli anziani la clearance plasmatica totale apparente dell’acido fenofibrico non si modifica. L’emivita di eliminazione plasmatica dell’acido fenofibrico è di circa 20 ore.

Gli studi di cinetica dopo la somministrazione di una dose singola e nella terapia continuativa hanno dimostrato che il farmaco non si accumula. L’acido fenofibrico non è eliminato dall’emodialisi.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

Indice

La sicurezza della somministrazione in associazione di pravastatina e fenofibrato è stata stabilita nei ratti. I risultati tossicologici in questi studi di co-somministrazione erano coerenti con quelli osservati con pravastatina e fenofibrato somministrati individualmente.

Pravastatina

In base a studi convenzionali di sicurezza farmacologica, tossicità a dosi ripetute e tossicità della riproduzione, non ci sono altri rischi per il paziente, oltre quelli attesi, dovuti al meccanismo d’azione farmacologico.

Studi a dosi ripetute indicano che la pravastatina può indurre gradi variabili di epatotossicità e miopatia; in genere, effetti sostanziali su questi tessuti si sono evidenziati solo a dosi 50 volte superiori o più della massima dose nell’uomo in mg/kg. Negli studi in vitro ed in vivo di genotossicità non è

stata rilevata evidenza di potenziale mutageno. In uno studio di cancerogenicità condotto per 2 anni sui topi utilizzando pravastatina a dosi di 250 e 500 mg/kg/die (>310 volte la dose massima nell’uomo in mg/kg), sono stati rilevati incrementi statisticamente significativi nell’incidenza di carcinomi

epatocellulari in maschi e femmine e, solo nelle femmine, di adenomi polmonari. In uno studio di cancerogenicità condotto per 2 anni sui ratti, ad un dosaggio di 100 mg/kg/die (125 volte la massima dose nell’uomo in mg/kg), è stato dimostrato un aumento statisticamente significativo nell’incidenza di carcinomi epatocellulari solo nei maschi.

Fenofibrato

Studi di tossicità cronica non hanno prodotto informazioni rilevanti sulla tossicità specifica del fenofibrato. Gli studi di mutagenicità del fenofibrato sono risultati negativi. In ratti e topi sono stati osservati tumori epatici a dosaggi elevati che sono attribuibili alla proliferazione dei perossisomi. Queste alterazioni sono specifiche per i piccoli roditori e non sono state osservate in altre specie animali. Ciò non ha rilevanza per l’uso terapeutico negli esseri umani.

Studi in topi, ratti e conigli non hanno rivelato alcun effetto teratogeno. Gli effetti embriotossici sono stati osservati a dosi nell’ambito della tossicità materna. Ad alte dosi sono stati osservati prolungamento del periodo di gestazione e difficoltà durante il parto. Non è stato osservato alcun segno sulla fertilità.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

Indice

Contenuto della capsulaLattosio monoidratoCellulosa microcristallinaAscorbil palmitato Povidoneb K29-32

Sodio amido-glicolato Magnesio stearato Talco

Triacetina

Sodio idrogeno carbonato Macrogolgliceridi laurici Tipo 1500 IdrossipropilcellulosaMacrogol 20 000

Rivestimento della capsulaGelatinaIndigotina (E132)Ossido di ferro nero (E172)Biossido di titanio (E171)Ossido di ferro giallo (E172)

 

06.2 Incompatibilità

Indice

Non pertinente.

 

06.3 Periodo di validità

Indice

Blister in poliamide-alluminio-PVC/allumino rigide. 2 anni.

Bottiglia in polietilene ad alta densità 3 anni.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

Indice

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

Indice

Confezione con blister in poliamide-alluminio-PVC/allumino contenente 30, 60 e 90 casule rigide.Bottiglia bianca opaca in polietilene ad alta densità contenente 14, 30, 60 e 90 capsule rigide.È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Indice

Il prodotto non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

Indice

Laboratoires SMB s.a. Rue de la Pastorale, 26-28 B-1080 Bruxelles

Belgio

Tel. +32 (2) 411 48 28

Fax +32 (2) 411 28 28

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

Indice

EU/1/11/679/001-007

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

Indice

Data di prima autorizzazione: 14 Aprile 2011

 

10.0 Data di revisione del testo

Indice

24/02/2016

FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

Indice

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *