Colecalciferolo Alt 4 Cps 25000: Scheda Tecnica del Farmaco

Colecalciferolo Alt 4 Cps 25000 - Colecalciferolo - Trattamento iniziale della carenza di vitamina D clinicamente rilevante negli adulti.

Colecalciferolo Alt 4 Cps 25000

Colecalciferolo Alt 4 Cps 25000

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Colecalciferolo Alt 4 Cps 25000: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

Indice della Scheda

01.0 Denominazione del medicinale

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Colecalciferolo Alter 25 000 UI capsule Colecalciferolo Alter 50 000 UI capsule

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni capsula contiene 250 mg di colecalciferolo (vitamina D3) 100 CWS Ph equivalenti a 25 000 UI. Ogni capsula contiene 500 mg di colecalciferolo (vitamina D3) 100 CWS Ph equivalenti a 50 000 UI.

Colecalciferolo Alter 25 000 UI capsule contiene 0,044 mg di FD&C giallo n. 6 (giallo tramonto FCF) (E 110).

Colecalciferolo Alter 50 000 UI capsule contiene 0,013 mg di FD&C giallo n. 6 (giallo tramonto FCF) (E 110).

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Capsula, rigida.

Colecalciferolo Alter 25 000 UI è una capsula rigida con un corpo giallo e una testa arancione chiaro contenente granuli a flusso libero di colore da biancastro a giallo. La dimensione della capsula è 18 mm x 5,8 mm.

Colecalciferolo Alter 50 000 UI è una capsula rigida con un corpo giallo e una testa nera contenente granuli a flusso libero di colore da biancastro a giallo. La dimensione della capsula è 24 mm x 7 mm.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento iniziale della carenza di vitamina D clinicamente rilevante negli adulti.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Posologia

La dose deve essere determinata individualmente dal medico sulla base del grado di integrazione di vitamina D necessaria.

Dose raccomandata:

25 000 UI: 1 capsula/settimana per 8-12 settimane.

Dosi elevate possono essere prese in considerazione sotto controllo medico: 50 000 UI: 1 capsula/settimana (1 dose singola) fino a 6 settimane.

Dopo il primo mese si può prendere in considerazione una riduzione della dose. La dose deve essere aggiustata in base ai livelli sierici desiderabili di 25-idrossicolecalciferolo (25(OH) D), alla severità della malattia e alla risposta dei pazienti al trattamento.

In alternativa, si possono seguire le raccomandazioni posologiche nazionali per il trattamento della carenza di vitamina D. La durata dell’uso è solitamente limitata al primo mese di trattamento, a seconda della decisione del medico.

Popolazioni speciali Compromissione renale

Colecalciferolo non deve essere usato in pazienti con compromissione renale severa (vedere paragrafo 4.3).

Compromissione epatica

Non è richiesto alcun aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione epatica.

Popolazione pediatrica

Colecalciferolo Alter non è raccomandato nei bambini e negli adolescenti sotto i 18 anni di età.

 

04.3 Controindicazioni

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Colecalciferolo Alter non è raccomandato durante la gravidanza e l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).

Modo di somministrazione

Le capsule devono essere deglutite intere.

I pazienti devono essere informati di assumere il colecalciferolo preferibilmente con un pasto (vedere paragrafo 5.2 Proprietà farmacocinetiche – “Assorbimento”).

Per i pazienti con difficoltà di deglutizione, la capsula può essere aperta e i granuli dispersibili versati in mezzo bicchiere d’acqua per facilitare la somministrazione. Questa sospensione deve essere consumata immediatamente dopo la preparazione.

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Ipersensibilità al principio attivo, colecalciferolo (vitamina D3), o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1 Ipercalcemia, ipercalciuria Ipervitaminosi D Nefrolitiasi Nefrocalcinosi Compromissione renale severa

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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Insufficienza renale

La vitamina D3 deve essere usata con cautela nei pazienti con funzionalità renale compromessa e l’effetto sui livelli di calcio e fosfato deve essere monitorato. Deve essere preso in considerazione il rischio di calcificazione dei tessuti molli. Nei pazienti con insufficienza renale severa, la vitamina D sotto forma di colecalciferolo non viene metabolizzata normalmente e devono essere utilizzate altre forme di vitamina D.

Nei pazienti con insufficienza renale severa, la vitamina D in forma di colecalciferolo non viene metabolizzata normalmente e Colecalciferolo Alter è controindicato (vedere paragrafo 4.3). Devono essere utilizzate altre forme di vitamina D.

Rischio di litiasi

Il monitoraggio è importante per i pazienti con un rischio aumentato di formazione di calcoli renali.

In caso di ipercalciuria (superiore a 300 mg (7,5 mmol)/24 ore) il trattamento deve essere interrotto. In caso di segni di compromissione della funzionalità renale, la dose deve essere ridotta o il trattamento interrotto.

Patologie cardiovascolari

È richiesta cautela soprattutto nei pazienti anziani in trattamento per patologie cardiovascolari (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione: glicosidi cardiaci, inclusa la digitale).

Derivati della benzotiadiazina

La vitamina D3 deve essere usata con particolare cautela nei pazienti trattati con derivati della benzotiadiazina (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione).

Pazienti immobilizzati

È richiesta cautela nei pazienti immobilizzati (rischio di ipercalcemia e ipercalciuria). In questi pazienti devono essere monitorati i livelli di calcio nelle urine e nel plasma.

Sarcoidosi

La vitamina D3 deve essere prescritta con cautela in pazienti affetti da sarcoidosi, a causa di un possibile aumento della conversione della vitamina D3 nella sua forma attiva. In questi pazienti il livello di calcio nel plasma e nelle urine deve essere monitorato.

Psedoipoparatiroidismo

Questo medicinale non deve essere assunto in presenza di pseudoipoparatiroidismo (il fabbisogno di vitamina D può essere ridotta dalla sensibilità talvolta normale alla vitamina D, con rischio di sovradosaggio a lungo termine). In tali casi, sono disponibili derivati della vitamina D più gestibili.

Integrazione di vitamina D

È necessario tenere conto della dose totale di vitamina D3 in caso di associazione con trattamenti contenenti già vitamina D3, cibi addizionati con vitamina D3, in caso di utilizzo di latte arricchito con vitamina D e del livello di esposizione alla luce solare del paziente.

Integrazione di calcio

Non esiste una chiara evidenza di causalità tra l’integrazione di vitamina D3 e i calcoli renali, ma il rischio è plausibile, soprattutto in caso di concomitante integrazione di calcio. La necessità di un’integrazione aggiuntiva di calcio deve essere presa in considerazione per i singoli pazienti. Gli integratori di calcio devono essere somministrati sotto stretto controllo medico.

Trattamento a lungo termine

Durante il trattamento a lungo termine devono essere monitorati il livello di calcio sierico, l’escrezione urinaria di calcio e la funzionalità renale.

Questo medicinale contiene FD&C giallo n. 6 (giallo tramonto FCF) (E 110) come eccipiente. Può causare reazioni di tipo allergico.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

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Anticonvulsivanti e barbiturici

L’uso concomitante di anticonvulsivanti (come la fenitoina) o barbiturici (e possibili altri farmaci che inducono gli enzimi epatici) può ridurre l’effetto della vitamina D3 mediante inattivazione metabolica.

Diuretici tiazidici

In caso di trattamento con diuretici tiazidici, che riducono l’escrezione urinaria di calcio, si raccomanda il monitoraggio della concentrazione sierica di calcio.

Glucocorticoidi

L’uso concomitante di glucocorticoidi può ridurre l’effetto della vitamina D3.

Digitale e altri glicosidi cardiaci

In caso di trattamento con farmaci contenenti digitale ed altri glicosidi cardiaci, la somministrazione di vitamina D3 può aumentare il rischio di tossicità della digitale (aritmia). È necessario uno stretto controllo medico, insieme al monitoraggio della concentrazione sierica del calcio e al monitoraggio elettrocardiografico, se necessario.

Resine a scambio ionico o lassativi

Il trattamento simultaneo con resine a scambio ionico come colestiramina, colestipolo cloridrato, orlistat o lassativi come olio di paraffina può ridurre l’assorbimento gastrointestinale della vitamina D3.

Agenti citotossici e antifungini imidazolici

Gli agenti citotossici e gli antifungini imidazolici interferiscono con l’attività della vitamina D3, inibendo la conversione del 25-idrossi-colecalciferolo in 1,25-diidrossi-colecalciferolo effettuata dall’enzima renale, 25-idrossivitamina D-1-idrossilasi.

Rifampicina

La rifampicina può ridurre l’efficacia del colecalciferolo a causa dell’induzione degli enzimi epatici.

Isoniazide

L’isoniazide può ridurre l’efficacia del colecalciferolo a causa dell’inibizione dell’attivazione metabolica del colecalciferolo.

Ketoconazolo

Il ketoconazolo può inibire sia gli enzimi sintetici che catabolici della vitamina D. Sono state osservate riduzioni delle concentrazioni sieriche di vitamina D endogena dopo la somministrazione di dosi di ketoconazolo da 300 mg/die a 1200 mg/die per una settimana in uomini sani. Tuttavia, non sono stati condotti studi di interazione farmacologica in vivo tra ketoconazolo e vitamina D.

Magnesio e fosforo

I prodotti contenenti magnesio (come gli antiacidi) non possono essere assunti durante un trattamento a lungo termine con dosi elevate di vitamina D a causa del rischio di ipermagnesiemia. I prodotti contenenti fosforo utilizzati in dosi elevate, somministrati in concomitanza possono aumentare il rischio di iperfosfatemia.

Fertilità, gravidanza e allattamento

Questo medicinale non è raccomandato durante la gravidanza e l’allattamento. Deve essere utilizzato un dosaggio basso.

Gravidanza

I dati relativi all’utilizzo del colecalciferolo (vitamina D3) in donne in gravidanza sono in numero limitato. Studi sugli animali hanno mostrato tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3 Dati preclinici di sicurezza). Un sovradosaggio prolungato durante la gravidanza deve essere evitato poiché la conseguente ipercalcemia prolungata può portare a ritardo mentale e fisico, stenosi aortica sopravalvolare e retinopatia nel bambino. La dose giornaliera raccomandata per le donne in gravidanza è di 400 UI, tuttavia, nelle donne considerate carenti di vitamina D3 può essere necessaria una dose più elevata (fino a 2000 UI/die). Durante la gravidanza le donne devono seguire il consiglio del proprio medico poiché il loro fabbisogno può variare a seconda della severità della malattia e della risposta al trattamento. Il trattamento delle donne in gravidanza con alte dosi di vitamina D non è raccomandato.

Allattamento

La vitamina D3 e i suoi metaboliti vengono escreti nel latte materno. Se necessario, la vitamina D3 può essere prescritta durante l’allattamento. Questa integrazione non sostituisce la somministrazione di vitamina D3 nel neonato.

Non è stato osservato sovradosaggio nei neonati indotto da madri che allattano, tuttavia, quando si prescrive ulteriore vitamina D3 a un neonato allattato al seno, l’operatore sanitario deve considerare la dose di eventuale vitamina D3 aggiuntiva somministrata alla madre. Il trattamento con alte dosi di vitamina D durante l’allattamento non è raccomandato.

Fertilità

Non sono disponibili dati suglieffetti della vitamina D3 sulla fertilità. Tuttavia, non è previsto che i normali livelli endogeni di vitamina D abbiano effetti avversi sulla fertilità.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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Non sono disponibili dati sugli effetti del colecalciferolo sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Tuttavia, un tale effetto è improbabile.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Le reazioni avverse sono elencate di seguito ordinate per frequenza e classificazione per sistemi e organi. Le categorie di frequenza sono definite come: non comune (da ≥ 1/1 000 a < 1/100), raro (≥ 1/10 000 a < 1/1 000), o non nota: (la frequenza non può essere stabilita sulla base dei dati disponibili).

Disturbi del sistema immunitario:

Non nota: reazioni di ipersensibilità come angioedema o edema della laringe.

Disturbi del metabolismo e della nutrizione:

Non comuni: ipercalcemia e ipercalciuria.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo:

Rari: Prurito, eruzione cutanea e orticaria. Segnalazione delle reazioni avverse sospette La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione riportato all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse .

 

04.9 Sovradosaggio

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Il sovradosaggio del prodotto può causare ipervitaminosi, ipercalcemia e iperfosfatemia.

Sintomi di ipercalcemia: anoressia, sete, nausea, vomito, stipsi, dolore addominale, debolezza muscolare, stanchezza, confusione, polidipsia, poliuria, dolore osseo, calcificazioni nei reni, calcoli renali, vertigini e aritmie cardiache nei casi gravi. Nei casi estremi l’ipercalcemia può portare al coma o addirittura alla morte. Livelli persistentemente alti di calcio possono causare compromissione renale irreversibile e calcificazione dei tessuti molli.

Trattamento dell’ipercalcemia: il trattamento con vitamina D (e calcio) deve essere interrotto. Allo stesso tempo deve essere interrotto anche l’utilizzo di diuretici tiazidici, litio, vitamina D ed A cosi come di glicosidi cardiaci. In caso di pazienti con compromissione dello stato di coscienza, è anche necessario lo svuotamento gastrico. Possono essere praticati reidratazione e terapia singola o combinata con diuretici dell’ansa, bisfosfonati, calcitonina e corticosteroidi a seconda della gravità del sovradosaggio. Dovrebbero essere monitorati i livelli sierici di elettroliti, la funzionalità renale e la diuresi. In casi gravi potrebbe essere necessario anche il monitoraggio dell’ECG e della pressione venosa centrale.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: vitamina D3 e analoghi Codice ATC: A11CC05

Nella sua forma biologicamente attiva, la vitamina D3 stimola l’assorbimento intestinale del calcio, l’incorporazione del calcio nell’osteoide e il rilascio di calcio dal tessuto osseo. Nell’intestino tenue promuove l’assorbimento rapido e ritardato del calcio. Stimola altresi il trasporto passivo e attivo del fosfato. A livello renale, inibisce l’escrezione di calcio e fosfato favorendo il riassorbimento tubulare. La produzione dell’ormone paratiroideo (PTH) nelle paratiroidi è inibita direttamente dalla forma biologicamente attiva della vitamina D3. La secrezione di PTH viene ulteriormente inibita dall’aumentato assorbimento di calcio nell’intestino tenue sotto l’influenza della vitamina D3 biologicamente attiva.

 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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La farmacocinetica della vitamina D3 è ben nota. Assorbimento La vitamina D3 viene ben assorbita dal tratto gastrointestinale in presenza di bile, quindi la somministrazione con il pasto principale della giornata può facilitare l’assorbimento della vitamina D3.

Distribuzione e biotrasformazione

In sede epatica la vitamina subisce una prima idrossilazione cosi da formare il 25-idrossi- colecalciferolo, per poi subire un’ulteriore idrossilazione nel rene e formare il metabolita attivo 1,25- diidrossicolecalciferolo (calcitriolo).

Eliminazione

I metaboliti circolano nel sangue legati ad una specifica α-globina, la vitamina D3 e i suoi metaboliti vengono escreti principalmente nella bile e nelle feci.

Caratteristiche in gruppi specifici di soggetti o pazienti

Nei pazienti con funzionalità renale compromessa è stata segnalata una diminuzione del 57% del tasso di clearance metabolica rispetto ai volontari sani.

In pazienti con malassorbimento si verifica una riduzione dell’assorbimento e un aumento dell’eliminazione della vitamina D

Per i soggetti obesi è più difficile mantenere normali livelli di vitamina D con l’esposizione solare, di conseguenza, possono aver bisogno di dosi orali più elevate di vitamina D3 per compensare il deficit.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Gli studi preclinici condotti in varie specie animali hanno dimostrato che gli effetti tossici si verificano neglianimali a dosi nettamente superiori a quelle previste per l’uso terapeutico nell’uomo.

Negli studi di tossicità a dosi ripetute, gli effetti più comunemente riscontrati sono stati: aumento della calciuria, diminuzione della fosfaturia e della proteinuria.

A dosi elevate, è stata osservata ipercalcemia. In una condizione prolungata di ipercalcemia le alterazioni istologiche (calcificazione) sono state più frequenti a carico di reni, cuore, aorta, testicoli, timo e mucosa intestinale.

Il colecalciferolo (vitamina D3) ha mostrato di essere teratogeno negli animali ad alte dosi.

A dosi equivalenti a quelle terapeutiche, il colecalciferolo (vitamina D3) non ha alcuna attività teratogena.

Il colecalciferolo (vitamina D3) non ha alcuna potenziale attività mutagena o cancerogena.

Sono state osservate nella prole microcefalia, malformazioni cardiache e anomalie scheletriche. La prole di conigli gravidi trattati con alte dosi di vitamina D presentava lesioni simili dal punto di vista anatomico alla stenosi aortica sopravalvolare e la prole che non mostra tali cambiamenti mostra vasculotossicità simile a quella degli adulti a seguito di tossicità acuta da vitamina D. Il colecalciferolo è anche fetotossico nei topi con meno prole, nata da topi in gravidanza che ricevono dosi medie e alte di vitamina D.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Colecalciferolo 25 000 UI capsule rigide: Gelatina, Titanio diossido (E-171), Ossido di ferro rosso (E-172), Giallo chinolina (E 104), FD&C giallo n. 6 (giallo tramonto FCF) (E 110).

Colecalciferolo 50 000 UI capsule rigide: Gelatina, Titanio diossido (E-171), Ossido di ferro nero (E-172), Giallo chinolina (E 104), FD&C giallo n. 6 (giallo tramonto FCF) (E 110).

 

06.2 Incompatibilità

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In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Confezionamento primario in Poliammide/Alluminio/PVC – Alluminio in scatole di cartone. Confezioni da 2,4 e 8 capsule È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Il medicinale non utilizzato e i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Laboratori Alter S.r.l. Via Egadi 7, 20144 Milano Italia

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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AIC n. 050957012 – "25000 UI CAPSULE RIGIDE" 4 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL AIC n. 050957024 – "25000 UI CAPSULE RIGIDE" 8 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL AIC n. 050957051 – "25000 UI CAPSULE RIGIDE" 2 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL AIC n. 050957036 – "50000 UI CAPSULE RIGIDE" 4 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL AIC n. 050957048 – "50000 UI CAPSULE RIGIDE" 8 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL AIC n. 050957063 – "50000 UI CAPSULE RIGIDE" 2 CAPSULE IN BLISTER PA/AL/PVC-AL

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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18 settembre 2024

 

10.0 Data di revisione del testo

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Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: ———-

 


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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