Amidrox: effetti collaterali e controindicazioni

Amidrox (Acido Pamidronico Sale Sodico) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

Trattamento di affezioni associate ad aumento dell’attività osteoclastica:

– Ipercalcemia indotta da tumore

– Lesioni osteolitiche in pazienti con metastasi ossee associate a carcinoma della mammella

– Mieloma multiplo al III stadio

Amidrox: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Amidrox ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Amidrox, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Amidrox: controindicazioni

Ipersensibilità accertata o sospetta verso il disodio pamidronato o altri bifosfonati o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

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L’uso di Amidrox 3 mg/ml è controindicato durante l’allattamento (vedere paragrafo 4.6).

Amidrox: effetti collaterali

Le reazioni avverse al disodio pamidronato sono solitamente lievi e transitorie. Le più comuni (>1/10) reazioni avverse sintomatiche sono i sintomi simil-influenzali ed una leggera febbre. Questa leggera febbre (un aumento della temperatura corporea di 1-2°C) compare solitamente entro le prime 48 ore come una reazione autolimitante, dose-correlata legata alla prima dose, spesso senza altri sintomi concomitanti, e non dura solitamente più di 24 ore.

Reazioni acute simil-influenzali si verificano solitamente solo con la prima infusione di pamidronato. Si verifica comunemente (> 1/100, < 1/10) un’infiammazione locale dei tessuti molli nella sede di infusione, specialmente alla dose più elevata.

Raramente è stata riportata osteonecrosi che interessa principalmente la mandibola e/o mascella (vedere 4.4 Precauzioni di impiego).

L’ipocalcemia sintomatica è molto rara (<1/10.000).

Stima della frequenza:

Molto comune (>1/10)

Comune (>1/100, <1/10)

Non comune (>1/1.000, <1/100)

Raro (>1/10.000, <1/1000)

Molto raro (<1/10.000), comprese segnalazioni isolate

Patologie del sistema emolinfopoietico Comune (>1/100, <1/10)
Linfopenia
Non comune (>1/1.000, <1/100)
Anemia, leucopenia
Molto raro (<1/10.000), comprese segnalazioni isolate
Trombocitopenia
Disturbi del sistema immunitario Non comune (>1/1.000, <1/100)
Ipersensibilità comprese reazioni anafilattiche, broncospasmo, dispnea, edema angioneurotico
Molto raro (<1/10.000), comprese segnalazioni isolate
Shock anafilattico, riattivazione dell’herpes simplex
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Molto comune (>1/10)
Ipocalcemia, pofosfatemia
Comune (>1/100, <1/10)
Ipomagnesemia
Non comune (>1/1.000, <1/100)
Iperpotassiemia, ipopotassiemia, ipernatriemia
Molto raro (<1/10.000), incluse segnalazioni isolate
Ipernatriemia con stato confusionale
Patologie del sistema nervoso Comune (>1/100, <1/10)
Cefalea
Non comune (>1/1.000, <1/100)
Agitazione, stato confusioneale, capogiro, insonnia, sonnolenza, letargia
Molto raro (<1/10.000), comprese segnalazioni isolate
Convulsioni, allucinazioni visive, ipocalcemia sintomatica (parestesia, tetania, crampi muscolari
Patologie dell’occhio Non comune (>1/1.000, <1/100)
Uveite, (irite, iridociclite), sclerite, episclerite, congiuntivite
Molto raro (<1/10.000), comprese segnalazioni isolate
Xantopsia, infiammazione dele orbite
Patologie cardiache/patologie vascolari Non comune (>1/1.000, <1/100)
Ipertensione
Molto raro (<1/10.000), incluse segnalazioni isolate
Ipotensione, malattie cardiache aggravate (insufficienza centricolare sinistra/insufficienza cardiaca congestizia) con dispnea, edema polmonare dovuto a sovracarico di liquidi
Patologie gastrointestinali Comune (>1/100, <1/10)
Nausea, vomito
Non comune (>1/1.000, <1/100)
Dolore addominale, anoressia, diarrea, costipazione, dispepsia
Molto raro (<1/10.000), comprese segnalazioni isolate
Gastrite
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Non comune (>1/1.000, <1/100)
Rash, prurito
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo Comune (>1/100, <1/10)
Dolore osseo transitorio, artralgia, mialgia
Non comune (>1/1.000, <1/100)
Crampi muscolari
Raro (>1/10.000, <1/1.000)
Osteonecrosi che interessa principalmente le mandibole e/o mascelle
Patologie renali ed urinarie Raro (>1/10.000, <1/1.000)
Glomerulosclerosi segmentaria focale comprendente la variante collassante, sindrome nefrotica, disturbo tubulare renale, glomerulonefropatia, nefrite tubulointerstizile
Molto raro (<1/10.000), comrese segnalazioni isolate
Aggravamento della funzionalità renale acuta, aggravamento della funzionalità renale in pazienti con nefropatia pre-esistente
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Molto comune (>1/10)
Febbre e sintomi simil-influenzali talvolta accompagnati da malessere, rigidit6agrave; affaticamento e vampate
Comune (>1/100, <1/10)
Reazioni nella sede di infusione, come dolore nella sede di infusione, rash nella sede di infusione, gonfiore della sede di infusione, indurimento della sede di infusione, flebite nella sede di infusione, tromboflebite, dolore diffuso
Esami diagnostici Molto raro (<1/10.000), comprese segnalazioni isolate
Test della funzionalità epatica anormali, aumenti della creatinina ematica, aumenti dell’urea ematica

Molti degli effetti indesiderati qui sopra elencati potevano essere correlati alla malattia di base.

Quando sono stati comparati gli effetti dell’acido zoledronico (4 mg) e del pamidronato (90 mg) in uno studio clinico, il numero degli eventi avversi della fibrillazione atriale è stato maggiore nel gruppo del pamidronato (12/556, 2.2%) rispetto a quello dell’acido zoledronico (3/563, 0.5%). Precedentemente, in uno studio clinico su pazienti con osteoporosi postmenopausale, è stato osservato un incremento del tasso degli eventi avversi di fibrillazione atriale in pazienti trattati con acido zoledronico (5 mg) rispetto a quelli trattati con placebo (1.3% rispetto a 0.6%). Non si conosce il meccanismo dell’aumentata incidenza di fibrillazione atriale associata al trattamento con acido zoledronico e pamidronato.

Amidrox: avvertenze per l’uso

Avvertenze

Amidrox 3 mg/ml è un concentrato per soluzione per infusione e pertanto deve venire sempre diluito e poi somministrato come infusione endovenosa lenta (vedere paragrafo 4.2).

Amidrox 3 mg/ml deve essere somministrato unicamente come infusione endovenosa.

Il medicinale contiene 0,65 mmol di sodio per dose massima (90 mg). I pazienti che seguono una dieta sodica controllata devono tenere in considerazione questo fattore.

Amidrox 3 mg/ml non deve essere somministrato contemporaneamente ad altri bifosfonati. Se vengono utilizzate altre sostanze ipocalcemiche congiuntamente al disodio pamidronato, si può verificare una significativa ipocalcemia.

In alcuni pazienti con ipercalcemia indotta da tumore si sono verificate convulsioni dovute ai cambiamenti elettrolitici associati a quest’affezione e ad un suo efficace trattamento.

Precauzioni

All’inizio della terapia con Amidrox 3 mg/ml si deve effettuare un monitoraggio degli ellettroliti sierici, del calcio e del fosfato. I pazienti con anemia, leucopenia o trombocitopenia devono essere sottoposti a regolari valutazioni ematologiche.

I pazienti che hanno subito un intervento chirurgico alla tiroide possono essere particolarmente predisposti a sviluppare ipocalcemia conseguente al relativo ipoparatiroidismo.

Anche se il pamidronato viene escreto immodificato dai reni, il medicinale è stato utilizzato senza evidente aumento di effetti avversi in pazienti con livelli di creatinina plasmatica significativamente elevati (inclusi i pazienti sottoposti a terapia di sostituzione renale sia attraverso emodialisi che dialisi peritoneale). Tuttavia, l’esperienza con disodio pamidronato in pazienti con grave compromissione renale (creatinina sierica >440 micromol/l o 5 mg/dl in pazienti con ipercalcemia indotta da tumore [TIH]; 180 micromol/l o 2 mg/dl nei pazienti con mieloma multiplo) è limitata. Se il giudizio clinico stabilisce che i potenziali benefici sono superiori al rischio in questi casi, Amidrox 3 mg/ml si deve usare con prudenza e tenendo sotto stretto controllo la funzionalità renale.

Anche il bilancio idrico (escrezione urinaria, peso giornaliero) deve essere seguito con attenzione. L’esperienza circa l’uso del disodio pamidronato nei pazienti sottoposti ad emodialisi è estremamente scarsa.

Non si possono dare raccomandazioni specifiche per pazienti con grave compromissione epatica, perché non sono disponibili dati clinici.

I pazienti devono sottoporsi a periodiche valutazioni dei parametri standard di laboratorio (creatinina sierica e BUN [azoto ureico nel sangue]) e dei parametri clinici relativi alla funzionalità renale, specialmente i pazienti che ricevono frequenti infusioni di disodio pamidronato in un periodo di tempo prolungato e quelli con preesistenti malattie renali o una predisposizione alla compromissione renale (per es. i pazienti con mieloma multiplo e/o ipercalcemia indotta da tumore). Se durante la terapia con pamidronato si verifica un deterioramento della funzionalità renale, si deve interrompere l’infusione. È stato segnalato un deterioramento della funzionalità renale (comprendente insufficienza renale) dopo un trattamento a lungo termine con disodio pamidronato in pazienti con mieloma multiplo. Tuttavia, erano presenti anche una progressione della malattia di base e/o complicanze concomitanti e pertanto non è provato un rapporto causale con il disodio pamidronato.

Nel trattamento iniziale dell’ipercalcemia indotta da tumore è essenziale istituire una reidratazione endovenosa per ripristinare l’escrezione urinaria. I pazienti devono venire adeguatamente idratati per tutta la durata del trattamento, ma si deve evitare l’iper-idratazione. Nei pazienti con malattie cardiache, soprattutto gli anziani, un sovraccarico aggiuntivo di soluzione fisiologica può precipitare una insufficienza cardiaca (insufficienza ventricolare sinistra o scompenso cardiaco congestizio). Anche la febbre (sintomi simil-influenzali) può contribuire a questo deterioramento.

La sicurezza e l’efficacia del disodio pamidronato nei bambini e negli adolescenti (< 18 anni) non è stata stabilita.

Osteonecrosi della mandibola e/o mascella

In pazienti con cancro che ricevono regimi di trattamento incluso il pamidronato è stata riportata l’osteonecrosi della mandibola e/o mascella. L’osteonecrosi della mandibola e/o mascella ha molteplici fattori di rischio ben documentati che includono cancro, terapie concomitanti (ad es. chemioterapia, radioterapia, corticosteroidi) e condizioni co-morbose (ad es. anemia, coagulopatie, infezioni e patologie orali preesistenti).

La maggioranza dei casi documentati è stata associata a interventi odontoiatrici come l’estrazione del dente. Molti di questi pazienti erano anche in chemioterapia o assumevano corticosteroidi e presentavano segni di infezione locale inclusa la osteomielite.

Deve essere preso in considerazione un esame dentistico con adeguato consulto prima del trattamento con pamidronato.

Durante il trattamento, questi pazienti, se possibile, devono evitare interventi odontoiatrici invasivi. La chirurgia odontoiatrica può peggiorare la situazione in pazienti che sviluppano osteonecrosi della mascella durante il trattamento con pamidronato. Per pazienti che richiedono interventi odontoiatrici non vi sono dati disponibili che suggeriscano una riduzione del rischio di osteonecrosi della mandibola e/o mascella con l’interruzione del trattamento con pamidronato. Il giudizio clinico del medico curante deve guidare nella scelta del trattamento da utilizzare per ogni paziente basandosi sulla valutazione del rapporto rischio-beneficio individuale.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

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