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Isofenal: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Isofenal

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Isofenal: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

Se sei un paziente, consulta anche il Foglietto Illustrativo (Bugiardino) di Isofenal

INDICE DELLA SCHEDA

Isofenal: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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ISOFENAL 100 mg/2ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Una fiala di soluzione contiene:

Principio attivo: Ketoprofene 100 mg

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1

03.0 Forma farmaceutica

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Soluzione iniettabile per uso intramuscolare

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Trattamento sintomatico degli episodi dolorosi acuti in atto in corso di affezioni infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Via iniettabile i.m.

La dose giornaliera consigliata è di 50 – 100 mg somministrata 1 – 2 volte al giorno.

La dose massima giornaliera è di 200 mg. Il rapporto rischio beneficio deve essere attentamente considerato prima di iniziare il trattamento con la dose giornaliera di 200 mg , e dosi più alte sono controindicate(vedi anche sezione 4.4)

Iniettare immediatamente dopo l’aspirazione della soluzione nella siringa. La soluzione non utilizzata deve essere gettata.

Pazienti con insufficienza renale e pazienti anziani

Nel trattamento di pazienti anziani e di pazienti con insufficienza renale la posologia deve essere attentamente stabilita dal Medico che dovrà valutare un’eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati.

Pazienti con insufficienza epatica

Tali pazienti devono essere seguiti attentamente e trattati con la dose giornaliera minima efficace (vedere sezìonì 4.4 e 5.2).

Bambini

La sicurezza e l’efficacia di ketoprofene non sono state studiate nei bambini. Il medicinale è controindicato in età pediatrica.

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi (vedì sezìone 4.4)

04.3 Controindicazioni

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Il Ketoprofene è controindicato nei seguenti casi:

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1, in particolare verso altri farmaci antiinfiammatori non steroidei: esiste la possibilità di ipersensibilità crociata con acido acetilsalicilico o altri farmaci antiinfiammatori non steroidei; pertanto il ketoprofene non deve essere somministrato ai pazienti nei quali acido acetilsalicilico o altri farmaci antiinfiammatori non steroidei abbiano provocato reazioni di ipersensibilità come broncospasmo, attacchi d’asma, riniti, orticaria o altre reazioni di tipo allergico al ketoprofene.

Gravi reazioni anafilattiche, raramente fatali sono state riportate in questi pazienti.

durante il terzo trimestre di gravidanza, durante l’allattamento e in età pediatrica.

In corso di terapia diuretica intensiva:

Ulcera peptica attiva, o precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione storia di sanguinamento o perforazione gastrointestinale conseguenti a precedente terapia con FANS

Grave insufficienza renale

Porfiria, leucopenia e piastrinopenia, soggetti con emorragie in atto, diatesi emorragica;

In pazienti con problemi emostatici o in corso di trattamento con anticoagulanti, in quanto ne sinergizza l’azione;

Grave insufficienza cardiaca

Dispepsia cronica, gastrite;

Grave insufficienza epatica (cirrosi epatica o epatiti gravi;

Emorragia cerebrovascolare o qualsiasi altro sanguinamento attivo;

nei pazienti con disordini dell’emostasi o sotto terapia anticoagulante.

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace e del trattamento più breve possibile necessario per controllare i sintomi (vedì sezìone 4.2 e ì paragrafì sottostantì suì rìschì gastroìntestìnalì e cardìovascolarì).

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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atici e soggetti predisposti può insorgere crisi di broncospasmo ed eventualmente shock ed altri fenomeni allergici. Pazienti con asma combinato con rinite cronica, sinusite cronica e/o poliposi nasale presentano un più alto rischio di allergia all’aspirina e/o ai FANS rispetto al resto della popolazione. La somministrazione di questi prodotti medicinali può causare attacchi d’asma o broncospasmo, soprattutto in soggetti allergici all’aspirina o ai FANS (vedì sezìone 4.3).

Il medicinale, come tutti gli antinfiammatori non steroidei, interferisce con la sintesi delle prostaglandine e di loro importanti intermedi che sono partecipi di funzioni fisiologiche. Il farmaco, pertanto, richiede particolare precauzioni o se ne impone l’esclusione dell’uso allorché nel paziente siano presenti le seguenti condizioni: stati di ipoperfusione del rene, malattie renali, insufficienza cardiaca, insufficienza epatica da lieve a moderata, età avanzata.

Questo farmaco non può essere considerato un semplice antidolorifico e richiede di essere impiegato sotto lo stretto controllo del medico. Inoltre, superato l’episodio doloroso acuto, è prudente passare all’impiego di preparazioni per uso non parenterale che, pur dando qualitativamente gli stessi effetti indesiderati, sono meno inclini a indurre reazioni gravi.

L’eventuale impiego di ISOFENAL iniettabile i.m. per periodi prolungati, è consentito solo negli ospedali e case di cura. Le iniezioni devono essere eseguite nel rigoroso rispetto delle norme igieniche.

L’uso concomitante di ISOFENAL con altri FANS deve essere evitato, inclusi gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi-2.

Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari

Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata poiché in associazione al trattamento con i FANS sono stati riportati ritenzione idrica ed edema.

Studi clinici ed dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per es. infarto del miocardio o ictus). Non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per Ketoprofene.

I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica accertata, malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con Ketoprofene soltanto dopo attenta valutazione. Analoghe considerazioni devono

essere effettuate prima di iniziare un trattamento di lunga durata in pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo).

Anziani

I pazienti anziani hanno una frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono essere fatali (vedì sezìone 4.2).

Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione

Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali.

Alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che Ketoprofene può essere associato a un elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale rispetto ad altri FANS, soprattutto ad alte dosi (vedì anche sezìone 4.2 e 4.3)

Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione (vedì sezìone 4.3), il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa dose disponibile.

L’uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali (vedì sotto e sezìone 4.5)

Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento.

Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’aspirina (vedì sezìone 4.5).

Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono ISOFENAL il trattamento deve essere sospeso immediatamente.

I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) perché tali condizioni possono essere esacerbate (vedì sezìone 4.8).

Rischio di emorragia gastrointestinale: il rischio relativo al sanguinamento aumenta in pazienti con un basso peso corporeo.

Durante i trattamenti a lungo termine devono essere eseguiti la conta ematica e i test di funzionalità epatica e renale.

Iperpotassiemia

Iperpotassiemia può essere indotta da diabete o dal trattamento concomitante di agenti risparmiatori di potassio (vedì sezìone 4.5). In queste circostanze, i livelli di potassio devono essere monitorati regolarmente.

All’inizio del trattamento, la funzione renale deve essere attentamente monitorata nei pazienti con insufficienza cardiaca, cirrosi o sindrome nefrosica, in pazienti sotto terapia diuretica e in pazienti con insufficienza renale cronica, in particolare se i pazienti sono anziani.

In questi pazienti, la somministrazione di ketoprofene può indurre una riduzione del flusso ematico renale provocato dall’inibizione delle prostaglandine e portare allo scompenso renale. Come per altri FANS, in caso di infezioni, deve esser tenuto presente che le proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche del ketoprofene possono mascherare i sintomi caratteristici di progressione dell’infezione, come la febbre.

Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS (vedì sezìone 4.8).

Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio: l’insorgenza della

reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. ISOFENAL deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

In pazienti con test della funzionalità epatica anormali o con storia epatite, i livelli delle transaminasi devono essere valutati periodicamente, soprattutto durante le terapie a lungo termine. Durante la terapia a lungo termine devono essere condotti test di funzionalità epatica e renale e controllato l’emocromo

Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione Associazioni da evitare

Litio:

rischio di aumentati livelli plasmatici di litio, che a volte possono raggiungere livelli tossici per via di una ridotta escrezione renale di litio. Dove necessario i livelli plasmatici di litio dovrebbero essere monitorati con eventuale aggiustamento del dosaggio durante e dopo la terapia con FANS

Altri FANS (inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2) e salicilati ad alte dosi:

è opportuno non associare Isofenal con acido acetilsalicilico o con altri farmaci antiinfiammatori non steroidei (inclusi gli inibitori selettivi delle cicloossigenasi-2): può determinare aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale e sanguinamento.

Metotrexato a dosi superiori a 15mg/settimana: aumento del rischio di tossicità ematica del metotrexato, particolarmente se somministrato ad alte dosi (>15mg/settimana); probabilmente dovuto allo spiazzamento dalle proteine plasmatiche del metotrexato e ad una diminuzione della clearance renale.

Devono intercorrere 12 ore tra la sospensione o l’inizio del trattamento con ketoprofene e la somministrazione di metotrexato.

Anticoagulanti (eparina e warfarin):

i FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti come il warfarin ed eparina;

Agenti antiaggreganti (per es. ticlopidina , clopidogrel) :

aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere Precauzìonì per l’uso). Se la co-somministrazione è inevitabile il paziente deve essere attentamente monitorato.

Diverse sostanze sono coinvolte in interazioni a causa dei loro effetti antiaggreganti: tirofiban, eptifibatide, abcixiab e iloprost. L’utilizzo di diversi farmaci antiaggreganti potenzia il rischio di sanguinamento.

Associazioni che richiedono cautela

Corticosteroidi:

aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento (vedere sezìone 4.4).

Pentossifillina:

aumento del rischio di sanguinamento. Controlli clinici più frequenti e monitoraggio del tempo di sanguinamento.

Diuretici:

I FANS possono ridurre l’effetto dei diuretici e di altri farmaci antiipertensivi. Nei pazienti, soprattutto in quelli disidratati che assumono diuretici, ci può essere un elevato rischio di sviluppare disfunzioni renali, in seguito a riduzione del flusso sanguigno renale causata dall’inibizione delle prostaglandine. Questi pazienti devono essere adeguatamente reidratati prima dell’inizio della co-somministrazione e la loro funzionalità renale deve essere monitorata quando inizia il trattamento (vedere sezìone 4.4).

ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina II:

in pazienti con funzione renale compromessa (per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani) la co-somministrazione di un ACE-inibitore o di un antagonista dell’angiotensina II e agenti che inibiscono il sistema della ciclossigenasi può portare ad un ulteriore deterioramento della funzione renale, che comprende una possibile insufficienza renale acuta generalmente reversibile. Queste interazioni devono essere considerate in pazienti che assumono ISOFENAL in concomitanza con ACE-inibitori o antagonisti dell’angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti anziani. I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il monitoraggio della funzione renale dopo l’inizio della terapia concomitante (vedì sezìone 4.4).

Metotrexato a dosi inferiori a 15mg/settimana:

durante le prime settimane della terapia combinata deve essere effettuato un esame emocromocitometrico ogni settimana. In presenza di alterazioni della funzionalità renale o nei pazienti anziani, il monitoraggio deve essere più frequente.

Sulfoniluree

Sono, inoltre, da tenere presenti eventuali interazioni con ipoglicemizzanti orali

Associazioni che necessitano di essere prese in considerazione Difenilidantoina e sulfamidici: poiché il legame proteico del ketoprofene é elevato, può essere necessario ridurre il dosaggio di difenilidantoina o di sulfamidici che dovessero essere somministrati contemporaneamente.

Antipertensivi (beta-bloccanti, inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, diuretici): rischio di ridurre la potenza antipertensiva (inibizione delle prostaglandine vasodilatatorie da parte dei FANS).

Trombolitici:

aumento del rischio di sanguinamento.

Inbitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs):

aumento del rischio di emorragia gastrointestinale

Probenecid:

la somministrazione concomitante di probenecid può notevolmente ridurre la clearance plasmatica del ketoprofene.

Gemeprost:

ridotta efficacia di gemeprost. Dispositivi anticoncezionali intrauterini (IUDs):

l’efficacia del dispositivo può risultare ridotta con conseguente gravidanza.

Rischi connessi all’iperkalemia:

alcuni prodotti medicinali o categorie terapeutiche possono promuovere l’iperkalemia, ad esempio i sali di potassio, i diuretici risparmiatori di potassio, gli inibitori dell’enzima di conversione, i bloccanti del recettore per l’angiotensina II, i FANS, le eparine (a basso peso molecolare o non frazionata), le ciclosporine, il tacrolimus e il trimetoprim. Il presentarsi dell’iperkalemia può dipendere dalla presenza di cofattori. Questo rischio è aumentato le sostanze menzionate sopra sono somministrate contemporaneamente. Ciclosporina, tacrolimus:

rischio di effetti nefrotossici aggiuntivi, in modo particolare negli anziani.

04.6 Gravidanza e allattamento

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L’uso di ISOFENAL, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della ciclossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza.

L’uso di FANS potrebbe compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato nelle donne che tentano di concepire.

Nelle donne che hanno problemi di fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità, deve essere considerata l’interruzione del trattamento con FANS.

La somministrazione di ketoprofene, anche se sperimentalmente non ha fatto osservare tossicità embriofetale per posologie rapportabili a quelle previste per l’uso clinico, non è consigliabile in gravidanza, durante l’allattamento e nell’infanzia. L’uso del farmaco in prossimità del parto determina il ritardo del parto stesso; inoltre, se somministrato in tale periodo, può provocare alterazioni dell’emodinamica del piccolo circolo del nascituro con gravi conseguenze per la respirazione.

Gravidanza

L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/ fetale.

Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%. E’ stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia.

Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita pre- e post-impianto e della mortalità embrio-fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato

riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il periodo organogenetico.

Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il ketoprofene non deve essere somministrato se non strettamente necessario. Se il ketoprofene è usato da una donna che tenta di concepire, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose deve essere la più bassa e la durata di trattamento la più breve possibile.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre

il feto a:

tossicità cardiopolmonare ( con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);

disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios:

la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere anche a dosi molto basse;

inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio Di conseguenza, il ketoprofene è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.

Allattamento

Non sono disponibili dati sull’escrezione del ketoprofene nel latte materno. Il ketoprofene è controindicato nelle donne in allattamento.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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I pazienti devono essere messi in guardia sulla possibilità d’insorgenza di stordimento, sonnolenza, vertigini o convulsioni e deve essere avvisato di non guidare o utilizzare macchinari o svolgere attività che richiedono particolare vigilanza qualora questi sintomi si manifestassero.

I pazienti devono essere messi in guardia sulla possibilità d’insorgenza di disturbi visivi. Qualora i pazienti manifestino questi sintomi non devono guidare o utilizzare macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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Gli reazione avverse più comunemente osservate sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedì paragrafo 4.4).

I seguenti effetti indesiderati sono stati riportati con ketoprofene negli adulti.

Dopo somministrazione di ISOFENAL sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, pirosi, gastralgia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatiti ulcerative, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedì paragrafo 4.4).

Meno frequentemente sono state osservate gastriti.

La frequenza e l’entità di tali effetti risultano sensibilmente ridotte assumendo il farmaco a stomaco pieno (durante i pasti o insieme al latte).

Seppure estremamente rari, sono possibili severe reazioni sistemiche di ipersensibilità, come edema della laringe, edema della glottide, dispnea, palpitazione, sino allo shock anafilattico. In tali casi è necessaria l’immediata assistenza medica.

Patologie del sistema emolinfopoietico

Raro: anemia emorragica, leucopenia. Non nota: trombocitopenia, agranulocitosi

Disturbi psichiatrici

Non nota: alterazioni dell’umore

Patologie del sistema nervoso

Non comune: cefalea, capogiri, sonnolenza.

Non nota: convulsioni

Patologie dell’occhio

Raro: visione offuscata (vedì sezìone 4.4). Patologie dell’orecchio e del labirinto

Raro: tinnito.

Patologie cardiache

Non nota: insufficienza cardiaca.

Patologie vascolari

Non nota: ipertensione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche

Raro: asma.

Non nota: broncospasmo (particolarmente in pazienti con nota ipersensibilità ad acido acetilsalicilico ASA e altri FANS), riniti

Patologie gastrointestinali

Comuni: nausea, vomito, dolore gastrico, dolori addominali. Non comuni: costipazione, diarrea, gastriti.

Rari: stomatiti ulcerative, ulcere peptiche, colite.

Non nota: perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani, melena ed ematemesi (vedì sezìone 4.4).

Patologie epatobiliari

Raro: aumento dei livelli delle transaminasi, epatite, aumento della bilirubina sierica dovuto a malattie epatiche.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo

Non comuni: rash, prurito.

Non nota: orticaria, aggravamento di orticaria cronica, angioedema, reazioni di fotosensibilità, esantema cutaneo, alopecia, eruzioni bollose inclusa sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica, dermatiti, eczemi da contatto.

Patologie renali e urinarie

Non nota: insufficienza renale acuta, nefrite tubulare interstiziale, sindrome nefrosica, disuria. Ritenzione idrica o di sodio con possibile comparsa di edemi, iperpotassiemia (vedì sezìonì 4.4 e 4.5).

Danno renale d’organo che potrebbe causare insufficienza renale acuta: sono stati riportati casi isolati di necrosi tubulare acuta e necrosi papillare renale.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione

Non comuni: edema, affaticamento Raro: astenia

Nota: sono stati riportati alcuni casi di dolore e sensazione di bruciore nella sede d’iniezione.

Disturbi del sistema immunitario

Non nota: reazioni anafilattiche (compreso shock).

Esami diagnostici

Raro: aumento ponderale.

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di alcuni FANS (specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata ) può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p.es. infarto del miocardio o ictus) (vedì sezìone 4.4)

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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Come altri derivati dell’acido propionico, il ketoprofene presenta una bassa tossicità anche in

situazioni di sovradosaggio; negli adulti, i principali i sintomi di sovradosaggio di ketoprofene sono mal di testa, vertigini, sonnolenza, nausea, vomito, diarrea e dolore addominale. Sulla base delle esperienze con i derivati dell’acido propionico, in caso di intossicazione acuta è stata osservata l’insorgenza anche di ipotensione, broncocostrizione, depressione respiratoria, emorragia gastrointestinale e cianosi. Il trattamento in questi casi è sintomatico e di sostegno. Sintomi da sovradosaggio possono comprendere: disturbi a carico del sistema nervoso centrale, confusione e perdita di coscienza,

Il paziente deve essere trasferito immediatamente in un ospedale specializzato dove può iniziare un trattamento sintomatico. Non esistono antidoti specifici.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: antinfiammatorio/antireumatico non steroideo. Codice ATC: M01AE03

Ketoprofene è un farmaco ad attività antiinfiammatoria e analgesica appartenente alla categoria farmacoterapeutica dei FANS

L’attività antiinfiammatoria è da porre in relazione a quattro ben documentati meccanismi d’azione: stabilizzazione della membrana lisosomiale; inibizione della sintesi delle prostaglandine; attività antibradichimica; attività antiaggregante piastrinica.

Studi di farmacologia condotti sugli animali ed in parte anche su volontari sani, fanno ritenere che l’attività analgesica sia doppiamente articolata.

E’ infatti probabile che accanto alla ormai nota attività periferica, mediata principalmente dall’effetto inibitorio sulla sintesi delle prostaglandine, ketoprofene esplichi la propria attività analgesica anche attraverso un meccanismo di tipo centrale non oppioide in cui sono coinvolte strutture sovraspinali quali i recettori glutammato tipo NMDA inducenti la sensibilizzazione centrale in cui sono implicati diversi mediatori biochimici, quali la sostanza P, la 5-HT, oltre alle stesse prostaglandine presenti a livello del SNC.

Questo peculiare profilo analgesico spiegherebbe la rapidità dell’effetto antalgico del ketoprofene osservato in clinica in diverse condizioni dolorose acute, altrimenti non spiegabile con il solo meccanismo periferico fino ad oggi noto.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Nell’uomo l’assorbimento di ketoprofene è molto elevato.

Somministrato per via intramuscolare raggiunge i massimi livelli ematici entro mezz’ora; il valore medio di picco è di 10,4 mcg/ml. Particolarmente interessante appare la farmacocinetica di ISOFENAL nel liquido sinoviale; in questa sede infatti si raggiungono concentrazioni inferiori a quelle ematiche, ma di gran lunga più persistenti e questa caratteristica può spiegare l’effetto prolungato del farmaco sulla componente dolorosa articolare.

Il ketoprofene attraversa rapidamente la barriera ematoencefalica raggiungendo concentrazioni in equilibrio con quelle plasmatiche, già a 15 minuti dalla sua somministrazione per via intramuscolare alla dose di 100 mg.

A livello del fluido cerebrospinale è possibile raggiungere quote relativamente importanti di ketoprofene libero anche quando i livelli plasmatici dì ketoprofene sono ancora al di sotto dei valori di picco.

L’eliminazione del Ketoprofene avviene essenzialmente attraverso le urine (maggiore di 50% sotto forma di metaboliti) ed in minima parte attraverso le feci (1%)

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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Le prove tossicologhe hanno dimostrato la bassa tossicità e l’alto indice terapeutico di ISOFENAL. La DL50 per via orale nel ratto, è di 165 mg/Kg, mentre nel topo, per varie vie di somministrazione, è compresa tra 365 e 662 mg/Kg. La somministrazione di farmaci antiinfiammatori non steroidei può determinare, nelle ratte gravide, restrizione del dotto arterioso fetale.

Non vi sono ulteriori informazioni su dati preclinici oltre a quelle riportate il altre parti di questo Riassunto delle caratteristiche del prodotto ( vedi sezione 4.6)

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Arginina, alcool benzilico, acido citrico monoidrato, acqua per preparazioni iniettabili

06.2 Incompatibilità

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Le soluzioni iniettabili non vanno mescolate a solventi aventi pH acido, quali, ad. esempio, le soluzioni contenenti lidocaina.

06.3 Periodo di validità

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2 anni

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Scatola con 6 fiale di vetro ambrato tipo I da ml 2

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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So.Se.PHARM S.r.l. -VIA DEI CASTELLI ROMANI, 22 – POMEZIA- ROMA

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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ISOFENAL 100mg/2ml soluzione iniettabile per uso intramuscolare – 6 fiale – AIC 035072014

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Prima autorizzazione: 31 Gennaio 2002

Rinnovo: 31 Gennaio 2012

10.0 Data di revisione del testo

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27/03/2014

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Isofenal – im 6 F 100 mg 2 ml (Ketoprofene)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Etico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: M01AE03 AIC: 035072014 Prezzo: 3,61 Ditta: So.se.pharm Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983