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Efexor: effetti collaterali e controindicazioni

Efexor compresse (Venlafaxina Cloridrato) è un farmaco spesso utilizzato per le seguenti malattie:

EFEXOR è indicato per il trattamento di tutti i tipi di depressione, compresa la depressione accompagnata da ansia, sia nei pazienti ospedalizzati che ambulatoriali.

Efexor compresse: effetti collaterali

Come tutti i farmaci, però, anche Efexor compresse ha effetti collaterali (chiamati anche “effetti indesiderati”), reazioni avverse e controindicazioni che, se spesso sono poco rilevanti dal punto di vista clinico (piccoli disturbi sopportabili), talvolta possono essere assai gravi ed imprevedibili.

Diventa quindi importantissimo, prima di iniziare la terapia con Efexor compresse, conoscerne le controindicazioni, le speciali avvertenze per l’uso e gli effetti collaterali, in modo da poterli segnalare, alla prima comparsa, al medico curante o direttamente all’ Agenzia Italiana per il FArmaco (A.I.FA.).

Efexor compresse: controindicazioni

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Uso concomitante di EFEXOR con qualsiasi farmaco inibitore delle monoaminossidasi (I-MAO) (vedere 4.4).

Non si deve iniziare l’assunzione di EFEXOR se non sono trascorsi almeno 14 giorni dalla interruzione del trattamento con un I-MAO; un periodo più breve può essere giustificato in caso di I-MAO reversibile (Vedere 4.4).

La somministrazione della venlafaxina deve essere interrotta almeno 7 giorni prima dell’inizio del trattamento con qualunque I-MAO (vedere 4.5).

La sicurezza di EFEXOR non è dimostrata nelle cardiopatie ischemiche, pertanto l’uso di EFEXOR è da riservare, a giudizio del medico, ai casi di assoluta necessità.

Il rischio di effetti dannosi a carico del feto e/o del lattante a seguito di somministrazione di EFEXOR non è escluso; pertanto, l’uso di EFEXOR in gravidanza e/o nell’allattamento è da riservare, a giudizio del medico, ai casi di assoluta necessità.

Efexor compresse: effetti collaterali

Il profilo di sicurezza di EFEXOR è stato valutato su un totale di 2.897 pazienti trattati negli studi clinici di fase II e III sulla depressione.

Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento:

L’interruzione del trattamento con venlafaxina (soprattutto se brusca) porta in genere a sintomi da sospensione.

Sono stati riportati vertigini, disturbi del sensorio (comprese parestesia e sensazione di scossa elettrica), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilita’ emozionale, irritabilita’ e disturbi visivi.

Generalmente tali eventi sono da lievi a moderati ed auto-limitanti, tuttavia in alcuni pazienti possono essere gravi e/o prolungati. Si consiglia pertanto che, se non e’ piu’ richiesto il trattamento con Efexor, vi sia una graduale interruzione, condotta tramite un decremento graduale della dose (vedere sezione 4.2 “Posologia e modo di somministrazione” e sezione 4.4 “Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego”).

Incidenza negli studi controllati:

Gli effetti indesiderati riportati sono stati classificati utilizzando una terminologia standard basata sul dizionario COSTART. Le frequenze riportate rappresentano la percentuale di individui che hanno avuto un effetto indesiderato del tipo citato almeno una volta durante il trattamento con EFEXOR.

Effetti indesiderati verificatesi con un’incidenza >5%:

Gli effetti indesiderati più comunemente osservati (incidenza >5% e almeno il doppio di quella del gruppo placebo) nei pazienti che hanno partecipato a studi clinici placebo-controllati sulla depressione, della durata di 4-8 settimane, includono: disturbi a carico del sistema nervoso comprendenti ansia, senso di capogiro, secchezza delle fauci, nervosismo, sonnolenza, tremore; disturbi gastrointestinali comprendenti anoressia, stipsi, nausea, vomito; disturbi cutanei di cui principalmente sudorazione; disturbi dell’apparato urogenitale comprendenti anomalie dell’eiaculazione/orgasmo e impotenza dei pazienti di sesso maschile; inoltre astenia e anomalie dell’accomodazione.

Un confronto tra le incidenze degli effetti indesiderati osservati in due studi palcebo-controllati, a breve termine, con EFEXOR somministrato a tre livelli fissi di dosaggio, ha permesso di stabilire che alcuni degli effetti indesiderati più comunemente osservati erano dose-correlati. Gli effetti indesiderati generalmente diminuiscono di intensità e frequenza con il progredire del trattamento.

Frequenza di tutti gli altri effetti indesiderati emersi negli studi clinici:

L’elenco seguente riassume tutti gli effetti emersi durante il trattamento in un totale di 2.897 pazienti che hanno ricevuto dosi multiple di EFEXOR negli studi di fase II e III. Gli sperimentatori hanno registrato gli effetti indesiderati associati al trattamento utilizzando una terminologia descrittiva di loro scelta. Pertanto, non è possibile fornire una stima significativa della proporzione degli effetti indesiderati individuali senza prima raggruppare eventi similari in un numero più limitato di categorie standardizzate di effetti indesiderati.

Nell’elenco seguente è stata utilizzata una terminologia standard (COSTART) per classificare gli effetti indesiderati riportati. Le frequenze riportate rappresentano la percentuale di individui che hanno avuto un effetto indesiderato del tipo citato almeno una volta durante il trattamento con EFEXOR. Sono stati inclusi tutti gli eventi verificatisi durante il trattamento con EFEXOR tranne quelli per i quali la correlazione con il farmaco è risultata remota. Laddove il termine COSTART per un evento è risultato talmente generico da non fornire alcuna informazione, esso è stato sostituito da un termine più appropriato. E’ importante sottolineare che, benché gli eventi riportati si siano verificati durante il trattamento con EFEXOR, non necessariamente essi sono stati causati dal trattamento.

Gli eventi sono elencati per organi ed apparati e sono suddivisi in ordine di frequenza decrescente secondo le seguenti definizioni:

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effetti collaterali frequenti = effetti che si verificano in una o più occasioni in almeno l’1% dei pazienti;

effetti collaterali non frequenti = effetti che si verificano con una frequenza dello 0,1-1%;

effetti collaterali rari = effetti che si verificano con frequenza inferiore allo 0,1%.

effetti collaterali molto rari = effetti che si verificano con frequenza inferiore allo 0,01%.

Gli effetti che si sono verificati con un’incidenza pari o superiore al 3% sono contrassegnati con un asterisco.

Effetti generali: Frequenti: dolore addominale*, lesione accidentale*, astenia*/affaticamento, dolore dorsale*, dolore al torace, brividi*, febbre, sindrome influenzale*, cefalea*, infezione*, dolore cervicale, dolore*, trauma. Non frequenti: ingrossamento addominale, reazioni allergiche, odore del corpo, cisti, edema facciale, edema generalizzato, ernia, lesione intenzionale, malessere, moniliasi, rigidità cervicale, neoplasia, sovradosaggio, dolore pelvico, reazione di fotosensibilizzazione, tentato suicidio. Rari: ascesso, appendicite, carcinoma, cellulite, alitosi, effetto di Hangover, ulcera, sindrome di astinenza. Molto rari: anafilassi.

Apparato cardiovascolare: Frequenti: ipertensione*, emicrania, palpitazione, ipotensione ortostatica, tachicardia, vasodilatazione* (principalmente vampate /rossore). Non frequenti: angina pectoris, aritmia, bradicardia, blocco di branca, anomalie dell’elettrocardiogramma, blocco atrio-ventricolare di 1° grado, ipotensione, ipotensione posturale, disturbo vascolare periferico (soprattutto piedi freddi e/o mani fredde), flebite, sincope, extrasistoli ventricolari. Rari: artrite, ischemia cerebrale, insufficienza cardiaca congestizia, arresto cardiaco, insufficienza cardiaca, emorragia (principalmente ematomi cutanei), disturbi della valvola mitrale, infarto miocardico, pericardite, extrasistole sopraventricolare, vene varicose. Molto rari: prolungamento delll’intervallo QT, fibrillazione ventricolare, tachicardia ventricolare (comprendente tachicardia torsade de pointes).

Apparato digestivo: Frequenti: anoressia*, aumento dell’appetito*, stipsi*, diarrea*, dispepsia*, eruttazione, flatulenza*, nausea*, disturbi dentali (principalmente bruxismo), vomito*, diminuzione dell’appetito. Non frequenti: colite, disfagia, esofagite, gastrite, gastroenterite, disturbi gastrointestinali (principalmente infezioni virali), gengivite, glossite, emorroidi, melena, ulcera della bocca, ascesso peridontale, emorragia rettale, stomatite, ulcera dello stomaco, feci anormali, edema della lingua, bruxismo. Rari: cheilite, colecistite, colelitiasi, ulcera duodenale, ulcera esofagea, emorragia gastrointestinale, emorragia della gengiva, ematemesi, epatite, ileite, aumento della salivazione, ostruzioni intestinale, ittero, danno epatico, moniliasi orale, sindrome peptica ulcerosa, proctite, discolorazione della lingua. Molto rari: pancreatite.

Sistema endocrino: Rari: edema della tiroide, ipertiroidismo, ipotiroidismo, tiroidite.

Sistema linfatico ed ematico: Frequenti: ecchimosi. Non frequenti: anemia, anemia ipocromica, leucocitosi, leucopenia, linfoadenopatia, linfocitosi, trombocitemia, anomalie dei leucociti, sanguinamento delle mucose, trombocitopenia. Rari: basofilia, cianosi, eosinofilia, eritrociti anormali, anemia microcitica, prolungamento del tempo di sanguinamento. Molto rari: discrasia ematica (comprese agranulocitosi, anemia aplastica, neutropenia, pancitopenia).

Sistema metabolico e nutritivo:Frequenti: aumento di peso, perdita di peso, aumento del colesterolo plasmatico (particolarmente a seguito di somministrazione prolungata e generalmente con i dosaggi più elevati). Non frequenti: aumento della fosfatasi alcalina, aumento della azotemia/creatinina, diabete mellito, glicosuria iperglicemia, iperpotassiemia, iperlipemia, iperuricemia ipoglicemia, ipopotassiemia, ipoproteinemia, aumento dell’aspartato aminotransferasi (AST), sete, anormalità dei test della funzionalità epatica, iposodiemia. Rari: intolleranza all’alcol, bilirubinemia, cachessia, disidratazione, gotta, emocromatosi, ipercalcinuria, iperfosfatemia, ipofosfatemia, anemia sideropenica, aumento dell’alaninaminotrasferasi (ALT), uremia, epatite, sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico (SIADH). Molto rari: aumento della prolattina.

Sistema muscoloscheletrico: Frequenti: artralgia, mialgia. Non frequenti: artrite, artrosi, disturbi ossei (specialmente speroni ossei), dolore osseo, borsite, disturbi delle articolazioni, miastenia, tenosinovite. Rari: crampi alle gambe, osteoporosi, osteosclerosi, artrite reumatoide. Molto rari: rabdomiolisi.

Sistema nervoso: Frequenti: sogni inconsueti, agitazione*, amnesia, ansia*, confusione, depersonalizzazione, depressione*, senso di capogiro*, secchezza delle fauci*, labilità emotiva, ipertonia*, iperestesia, insonnia*, diminuzione della libido, nervosismo*, parestesie*, disturbi del sonno, sonnolenza*, pensieri anomali, tremore*, trisma, mioclonia, ritenzione urinaria, vertigini, stato di sedazione. Non frequenti: apatia, atassia, stimolazione del sistema nervoso centrale, convulsioni, delusioni, distonia, euforia, sindrome extrapiramidale, allucinazioni, ostilità, ipercinesia, ipotonia, incoordinazione, aumento della libido, reazioni maniacali, mioclonia, nevralgia, neuropatia, neurosi, reazioni paranoiche, psicosi, depressione psicotica, disturbi del linguaggio, stupor, torcicollo. Rari ideazione/comportamento suicidario (vedi paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego), disturbi della deambulazione, acinesia, irrequietezza psicomotoria/acatisia (vedi paragrafo 4.4 Avvertenze speciali e opportune precauzioni d’impiego), afasia, bradicinesia, sindrome buccoglossale, accidente cerebrovascolare, coma, demenza, sindrome di GuIlain-Barrè, ipocinesia, neurite, nistagmo, riflessi aumentati, convulsioni, sindrome neurolettica maligna, sindrome serotoninergica. Molto rari: delirio, reazioni extra-piramidali (comprese distonia e discinesia), discinesia tardiva.

Sistema respiratorio: Frequenti: bronchite, aumento della tosse*, dispnea, faringite*, rinite*, sinusite*, sbadiglio. Non frequenti: asma, epistassi, iperventilazione, laringismo, laringite, disturbi polmonari (soprattutto congestione del torace), polmonite, alterazione della voce. Rari: atelettasia, emottisi, singhiozzo, ipoventilazione, ipossia, pleurite, embolia polmonare, disturbi respiratori, apnea nel sonno, aumento dell’espettorato. Molto rari: eosinofilia polmonare.

Cute e annessi: Frequenti: prurito, rash*, sudorazione*(compresa sudorazione notturna). Non frequenti: acne, alopecia, dermatite da contatto, pelle secca, eczema, dermatite fungina, disturbi dei capelli, herpes simplex, herpes zoster, rash maculopapulare, disturbi delle unghie, disturbi della cute, ipertrofia della cute, orticaria. Rari: dermatite esfoliativa, foruncolosi, alterazione del colore dei capelli, irsutismo, leucoderma, dermatite lichenoide, psoriasi, rash pustolare, seborrea, atrofia cutanea, neoplasia cutanea benigna, carcinoma cutaneo, nodulo cutaneo, rash vescicolobollare. Molto rari: eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson.

Sensi speciali: Frequenti: disturbi dell’accomodazione*, otalgia, midriasi, gusto alterato, tinnito, disturbi del visus. Non frequenti: cataratta, congiuntivite, lesione corneale, diplopia, secchezza oftalmica, disturbi auricolari, esoftalmo, disturbi oftalmici, emorragia oftalmica, dolore oftalmico, glaucoma, disturbi della lacrimazione, otite esterna, otite media, alterazione del senso dell’olfatto, alterazione del senso del gusto, fotofobia, disturbi di rifrazione, perdita del gusto, difetto del campo visivo, disturbi del corpo vitreo, tinnitoRari: blefarite, cromatopsia, edema congiuntivale, opacità corneale, ulcera corneale, sordità, iperacusia, cheratite, labirintite, miosi, papiIledema, disturbi della pupilla, disturbi della retina, pigmentazione della retina, disturbi vascolari della retina, sclerite, uveite, disturbi vestibolari. Molto rari: glaucoma ad angolo chiuso.

Apparato ruogenitale:Frequenti: anomalie dell’eiaculazione*/orgasmo (maschi), dismenorrea*, ematuria, impotenza (nell’uomo)*, disordini mestruali, anomalie dell’orgasmo della donna, minzione frequente*, infezione del tratto urinario*, disturbi della minzione (prevalentemente esitazione), anorgasmia, disfunzione erettile. Non frequenti: albuminuria, amenorrea, dolore vescicale, neoplasia mammaria, dolore mammario, cistite, disuria, secrezione lattea, calcolo renale, dolore renale, leucorrea, menorragia, metrorragia, nicturia, anomalie dell’orgasmo della donna, poliuria, disturbi prostatici, pielonefrite, piuria, gravidanza non intenzionale, incontinenza urinaria, disturbi del tratto urinario, urgenza alla minzione, anomalia dell’urina, ingrossamento dei fibromi uterini, emorragia vaginale, moniliasi vaginale, vaginite, ritenzione urinaria. Rari: aborto, anuria, neoplasia della vescica, congestione mammaria, ingrossamento mammario, cristalluria da calcio, disturbi della cervice, gravidanza ectopica, fibrociste mammaria, glicosuria, ipomenorrea, anomalia della funzionalità renale, mastite, menopausa, disturbi dell’ovaio, erezione prolungata, carcinoma prostatico, salpingite, disturbi testicolari, disturbi urogenitali, urolitiasi, emorragia uterina, spasmo uterino, vulvovaginite.

Esperienza post-marketing:

Le segnalazioni spontanee di altri effetti collaterali verificatisi in coincidenza con l’uso di EFEXOR che sono state ricevute dopo l’introduzione sul mercato e che potrebbero avere nessun rapporto causale con l’assunzione di EFEXOR comprendono: agranulocitosi, anafilassi, anemia aplastica, catatonia, anomalie congenite, aumento della creatinina fosfochinasi (CPK), tromboflebite venosa profonda, delirio, anomalie dell’elettrocardiogramma (quali fibrillazione atriale, bigeminismo, tachicardia sopraventricolare e ventricolare), ipotensione (incidenza tra l’1% e lo 0,1%), necrosi epidermica/sindrome di Stevens-Johnson, sintomi extrapiramidali (comprendenti discinesia tardiva), anomalie dei test di funzionalità epatica (incidenza compresa tra l’1% e lo 0,1%) comprendenti aumento della gammaglutamil transpeptidasi (GGT), necrosi o insufficienza epatica, steatosi epatica, movimenti involontari, aumento della deidrogenasi lattica (LDH), eventi rassomiglianti la sindrome neurolettica maligna, pancreatite, panico, aumento della prolattina, insufficienza renale, sindrome serotoninergica e sensazioni del tipo shock elettrico (in alcuni casi dopo l’interruzione del trattamento o dopo graduale diminuzione delle dose), sanguinamento delle mucose (incidenza compresa tra l’1% e lo 0,1%) iponatriemia (incidenza compresa tra l’1% e lo 0,1%), sindrome da inappropriata secrezione dell’ormone antidiuretico SIADH (incidenza compresa tra l’1% e lo 0,1%), sindrome neurolettica maligna NMS (incidenza < 0,1%) aumento del tempo di sanguinamento (incidenza < 0,1%), anafilassi (incidenza < 0,01%).

Modifica dei test di laboratorio:

I parametri emato-chimici sono stati monitorati durante gli studi clinici con EFEXOR.

Una differenza statisticamente significativa rispetto al gruppo trattato con placebo è stata osservata solo per il colesterolo totale.

La variazione media finale del colesterolo totale nei 2897 pazienti trattati con EFEXOR era costituita da un aumento dei valori di base di 3,21 mg/dl, variazione questa di significato clinico sconosciuto.

E’ ben noto che con gli antidepressivi si verifichino effetti da sospensione del trattamento e perciò si raccomanda che il dosaggio di qualsiasi formulazione della venlafaxina venga diminuito gradualmente ed il paziente monitorato (vedere 4.2).

I seguenti sintomi sono stati riportati in associazione con una interruzione brusca, o con una riduzione della dose, o con l’interruzione graduale del trattamento: ipomania, ansia, agitazione, nervosismo, confusione, insonnia o altri disturbi del sonno, affaticamento, sonnolenza, parestesie, capogiri, convulsioni, vertigini, cefalea, sudorazione, secchezza delle fauci, anoressia, diarrea, nausea e vomito. La maggior parte delle reazioni da interruzione sono lievi e si risolvono senza trattamento.

Raramente in seguito alla somministrazione di antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina si possono verificare manifestazioni emorragiche quali ecchimosi, emorragie ginecologiche, manifestazioni emorragiche a carico del tratto gastrointestinale, delle mucose o anche di altri distretti dell’organismo.

Efexor compresse: avvertenze per l’uso

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Il medicinale contiene lattosio. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi, o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Possibilità di interazione con I-MAO:

Reazioni avverse, talvolta di entità grave, sono state riscontrate nei casi in cui EFEXOR è stato somministrato subito dopo la sospensione di un farmaco inibitore delle monoaminossidasi (I-MAO) o quando la terapia con un I-MAO è iniziata subito dopo la sospensione di EFEXOR. Gli effetti collaterali osservati sono stati: tremore, mioclonia, sudorazione, nausea, vomito, rossore, senso di testa vuota, ipertermia con caratteristiche simili alla sindrome neurolettica maligna, epilessia e morte. In pazienti sottoposti a trattamento concomitante con antidepressivi aventi proprietà farmacologiche simili all’EFEXOR e un I-MAO, sono state segnalate reazioni gravi e a volte fatali.

Nel caso dell’uso concomitante di un inibitore selettivo della serotonina (SSRI) con un antidepressivo I-MAO, queste reazioni hanno compreso: ipertermia, rigidità, mioclonia, instabilità autonomica con possibilità di rapide fluttuazioni dei segni vitali, modificazioni dello stato psichico inclusa una notevole agitazione in grado di sfociare nel delirio e nel coma, nonché stati simili alla sindrome neurolettica maligna.

Ipertermia grave ed epilessia, talvolta mortali, sono state riportate in caso di uso concomitante di antidepressivi triciclici con I-MAO. Queste reazioni si sono verificate anche in pazienti che avevano iniziato la terapia con un I-MAO subito dopo aver sospeso l’assunzione degli antidepressivi triciclici.

Date queste reazioni come anche le interazioni gravi, talvolta fatali, riscontrate in caso di uso concomitante o immediatamente consecutivo alla somministrazione di I-MAO con altri antidepressivi con proprietà farmacologiche simili all’EFEXOR, è assolutamente sconsigliato l’uso di EFEXOR in concomitanza con un I-MAO o nei 14 giorni successivi alla sospensione del trattamento con quest’ultimo. Sulla base dell’emivita di EFEXOR, sono necessari almeno 7 giorni di sospensione del trattamento con EFEXOR prima di poter iniziare il trattamento con un I-MAO (vedere anche 4.3).

Le raccomandazioni summenzionate sul lasso di tempo specifico intercorrente tra l’interruzione del trattamento con un I-MAO e l’inizio della terapia con EFEXOR si basano sulle considerazioni riguardanti I-MAO irreversibili. Il periodo di tempo necessario tra l’interruzione di un I-MAO reversibile, moclobemide, e l’inizio della terapia con EFEXOR può essere inferiore a 14 giorni. Comunque, in considerazione del rischio delle reazioni avverse descritte prima per gli I-MAO, deve essere assicurato un adeguato periodo di wash-out quando si passa dalla moclobemide alla terapia con EFEXOR. La determinazione di un adeguato periodo di wash-out deve prendere in considerazione le proprietà farmacologiche della moclobemide e l’esame clinico del paziente individuale.

Assunzione da parte di bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni:

Efexor non deve essere utilizzato per il trattamento di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni di età.

Comportamenti suicidari (tentativi di suicidio e ideazione suicidaria) e ostilità (essenzialmente aggressività, comportamento di opposizione e collera) sono stati osservati con maggiore frequenza negli studi clinici effettuati su bambini e adolescenti trattati con antidepressivi rispetto a quelli trattati con placebo. Qualora, in base ad esigenze mediche, dovesse essere presa la decisione di effettuare il trattamento, il paziente deve essere sorvegliato attentamente per quanto concerne la comparsa di sintomi suicidari.

Per di più, non sono disponibili i dati sulla sicurezza a lungo termine per i bambini e gli adolescenti per quanto concerne la crescita, la maturazione e lo sviluppo cognitivo e comportamentale.

Pazienti anziani:

Non è necessario un adattamento specifico del dosaggio della venlafaxina esclusivamente per ragioni d’età. Comunque, come con tutti gli antidepressivi, il prodotto deve essere usato con cautela nei pazienti anziani. Particolare attenzione deve essere prestata nell’aumentare la dose.

Aumento della pressione sanguigna:

In alcuni pazienti trattati con venlafaxina è stato riportato un aumento della pressione sanguigna dose-correlato.

Casi di elevata pressione sanguigna che richiedevano un trattamento immediato sono stati riportati nell’esperienza post-marketing.

Durante gli studi clinici si sono verificati aumenti medi della pressione diastolica in posizione supina di circa 2 mmHg in pazienti trattati con EFEXOR in confronto a diminuzioni di circa 2 mmHg in pazienti trattati con placebo. Gli aumenti medi della pressione diastolica supina erano dose-correlati. In uno studio a breve termine sulla valutazione della dose, i pazienti trattati con un dosaggio giornaliero di EFEXOR di 75 mg o di 150-225mg hanno mostrato aumenti minori della pressione diastolica supina media; invece, pazienti trattati con i dosaggi più alti (da 300 a 375 mg/die) hanno avuto aumenti medi della pressione diastolica supina di circa 4 mmHg alla quarta settimana e di 7 mmHg alla sesta settimana. Il 5% dei pazienti (135/2817) trattati con EFEXOR durante gli studi clinici è stato giudicato avere degli aumenti prolungati della pressione diastolica supina.

Per quei pazienti che durante il trattamento con EFEXOR presentano un aumento prolungato della pressione sanguigna, è necessario considerare o una diminuzione del dosaggio o la sospensione del trattamento.

In presenza di ipertensione trattata o di pressione del sangue elevata, sembra che il trattamento con EFEXOR non predisponga ad ulteriori aumenti.

Si raccomanda di misurare la pressione sanguigna ai pazienti che assumono venlafaxina.

Una ipertensione pre-esistente dovrebbe essere controllata prima del trattamento con la venlafaxina.

Si deve usare cautela nei pazienti con condizioni preesistenti che potrebbero essere compromesse da aumenti della pressione sanguigna.

Midriasi/glaucoma:

In associazione con la venlafaxina, si può verificare midriasi. Si raccomanda che i pazienti con pressione intra-oculare aumentata, o pazienti a rischio di glaucoma ad angolo stretto (glaucoma ad angolo chiuso), siano monitorati accuratamente.

Mania/ipomania:

Episodi di mania/ipomania si possono verificare in una piccola proporzione dei pazienti con disturbi dell’umore che hanno ricevuto antidepressivi, inclusa la venlafaxina. Viraggi in mania/ipomania sono stati riportati in un ristretto numero di pazienti con disturbi affettivi maggiori, trattati con altri antidepressivi commercializzati. Come con tutti gli antidepressivi EFEXOR deve essere introdotto con cautela in pazienti con storia personale o familiare di disordini bipolari.

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Aggressività:

Si può verificare aggressività in una piccola porzione di pazienti che abbiano assunto antidepressivi, compreso trattamento con venlafaxina, o che abbiano avuto una riduzione del dosaggio o che abbiano interrotto il trattamento.

Come con altri antidepressivi, la venlafaxina deve essere utilizzata con cautela in pazienti con storia di aggressività.

Modifiche del peso corporeo:

Il trattamento con EFEXOR induce un minimo cambiamento globale del peso corporeo medio. Riduzioni statisticamente significative del peso medio (< 1Kg) sono state notate durante i primi 5 mesi di trattamento con EFEXOR. Nel periodo successivo (dall’8° al 26° mese di trattamento) sono stati notati aumenti statisticamente significativi del peso medio fino a 2,5 Kg: un effetto spesso osservato durante la terapia con antidepressivi triciclici. L’aumento medio del peso corporeo osservato a fine trattamento è stato di 0,3 Kg, indicando così che il trattamento con EFEXOR determina complessivamente un lieve cambiamento del peso corporeo. Un aumento o perdita di peso clinicamente significativo durante gli studi clinici è stato osservato in meno dell’1% dei pazienti trattati con EFEXOR.

Iponatriemia/SIADH:

Casi di iponatriemia e/o una sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH) si possono verificare con l’uso di venlafaxina, generalmente in pazienti con deplezione di liquidi o disidratati, inclusi i pazienti anziani e nei pazienti che assumono diuretici. Nell’esperienza post-marketing ci sono state segnalazioni molto rare di SIADH in pazienti anziani trattati con EFEXOR. Anche se gli eventi segnalati si sono verificati durante la terapia con EFEXOR, la correlazione con il farmaco è sconosciuta. Rari casi di iponatriemia, generalmente in pazienti anziani, sono stati riportati con EFEXOR, sono tornati alla normalità dopo sospensione del farmaco (vedere 4.8). La terapia con EFEXOR nei pazienti anziani in trattamento con diuretici o con deplezione di liquidi di altra origine deve essere effettuata con cautela.

Convulsioni:

Si possono presentare convulsioni durante la terapia con venlafaxina. Lo 0,26% dei pazienti osservati nel corso degli studi clinici con EFEXOR ha presentato convulsioni (o eventi rassomiglianti a convulsioni). EFEXOR, come tutti i farmaci antidepressivi, deve essere somministrato con cautela nei pazienti con storia di disturbi epilettici. Qualora si verificassero convulsioni, EFEXOR deve essere sospeso.

Rash cutaneo:

Durante gli studi clinici effettuati con EFEXOR, si è verificato rash cutaneo nel 4% dei pazienti e orticaria nello 0,7%. Comunque, meno dell’1% dei pazienti ha interrotto il trattamento a causa di queste reazioni. Normalmente si è verificato rash di tipo maculopapulare. In un caso il rash è stato associato ad aumento significativo delle transaminasi o a risultati sistemici che hanno suggerito vasculite. I casi di rash e orticaria sono stati giudicati severi nello 0,6% dei pazienti trattati con EFEXOR. I pazienti devono essere avvertiti di informare il proprio medico nel caso si verificassero rash, orticaria, o altro fenomeno di tipo allergico.

Sanguinamento cute/mucose:

I farmaci che inibiscono l’uptake della serotonina possono portare ad anormalità dell’aggregazione delle piastrine Il rischio di sanguinamento della cute e delle mucose può aumentare in pazienti che assumono venlafaxina. Come con tutti gli altri inibitori del re-uptake della serotonina, la venlafaxina deve essere utilizzata con cautela in pazienti predisposti al sanguinamento.

Possibili interazioni con agenti per la perdita di peso:

La sicurezza e l’efficacia della terapia con la venlafaxina in combinazione con agenti per la perdita di peso, compresa la fentermina, non è stata stabilita. La somministrazione contemporanea di venlafaxina cloridrato e di agenti per la perdita di peso non è raccomandata. La venlafaxina cloridrato non è indicata per la perdita di peso da sola o in combinazione con altri prodotti.

Aumento della colesterolemia:

Sono stati registrati aumenti clinicamente rilevanti del colesterolo sierico nel 5,3% dei pazienti trattati con venlafaxina e nello 0,0% dei pazienti trattati con placebo in studi clinici della durata di almeno 3 mesi e controllati con placebo. La misurazione dei livelli sierici di colesterolo deve essere presa in considerazione durante un trattamento prolungato.

Suicidio/Ideazione suicidaria:

La depressione e’ associata ad aumentato rischio di pensieri suicidari, autolesionismo e suicidio (suicidio/eventi correlati).

Tale rischio persiste fino a che si verifichi una remissione significativa. Poiche’ possono non verificarsi miglioramenti durante le prime settimane di trattamento o in quelle immediatamente successive, i pazienti devono essere attentamente controllati fino ad avvenuto miglioramento. È esperienza clinica in generale che il rischio di suicidio puo’ aumentare nelle prime fasi del miglioramento.

Altre patologie psichiatriche per le quali Efexor e’ prescritto possono anche essere associate ad un aumentato rischio di comportamento suicidario. Inoltre, queste patologie possono essere associate al disturbo depressivo maggiore. Quando si trattano pazienti con disturbi depressivi maggiori si devono, pertanto, osservare le stesse precauzioni seguite durante il trattamento di pazienti con altre patologie psichiatriche.

Pazienti con anamnesi positiva per comportamento o pensieri suicidari, o che manifestano un grado significativo di ideazione suicidaria prima dell’inizio del trattamento, sono a rischio maggiore di ideazione suicidaria o di tentativi di suicidio, e devono essere attentamente controllati durante il trattamento. Una metanalisi degli studi clinici condotti con farmaci antidepressivi in confronto con placebo nella terapia di disturbi psichiatrici, ha mostrato un aumento del rischio di comportamento suicidario nella fascia di eta’ inferiore a 25 anni dei pazienti trattati con antidepressivi rispetto al placebo.

La terapia farmacologia con antidepressivi deve essere sempre associata ad una stretta sorveglianza dei pazienti, in particolare di quelli ad alto rischio, specialmente nelle fasi iniziali del trattamento e dopo cambiamenti di dose. I pazienti (o chi si prende cura di loro) dovrebbero essere avvertiti della necessita’ di monitorare e di riportare immediatamente al proprio medico curante qualsiasi peggioramento del quadro clinico, l’insorgenza di comportamento o pensieri suicidari o di cambiamenti comportamentali.

Acatisia/Irrequietezza psicomotoria:

L’uso di venlafaxina e’ stato associato allo sviluppo di acatisia, caratterizzata da una sensazione interna di irrequietezza e di agitazione psicomotoria quale l’impossibilita’ di sedere o stare immobile, generalmente associate ad un malessere soggettivo. Cio’ e’ piu’ probabile che accada entro le prime settimane di trattamento. In pazienti che sviluppino questi sintomi, l’aumento del dosaggio puo’ essere dannoso.

Sindrome serotoninergica:

Come con altri farmaci serotoninergici, la sindrome serotoninergica, una condizione potenzialmente pericolosa per la vita, può verificarsi con il trattamento con la venlafaxina, particolarmente con l’uso concomitante di altri farmaci che possono influenzare i sistemi neurotrasmettitoriali serotoninergici (vedere paragrafo 4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione).

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Uso in pazienti con patologie concomitanti:

L’esperienza clinica con EFEXOR in pazienti con malattie sistemiche concomitanti è limitata. È necessario usare cautela, quando EFEXOR è somministrato a pazienti con malattie o condizioni che potrebbero influenzare le risposte emodinamiche o metaboliche.

EFEXOR non è stato studiato o usato in modo significativo in pazienti con storia di recente infarto miocardico o malattia cardiaca instabile. Perciò deve essere usato con cautela in questi pazienti. I pazienti con queste diagnosi sono stati sistematicamente esclusi da qualsiasi studio clinico con il prodotto. Non è stata rilevata alcuna seria aritmia cardiaca nei pazienti trattati con EFEXOR e gli intervalli medi PR, QRS o QTc non sono risultati prolungati in misura significativa. La frequenza cardiaca media è risultata aumentata di circa 3 battiti al minuto durante il trattamento. Risultati clinicamente significativi nell’esame dell’elettrocardiogramma sono stati osservati nel 2,7% dei pazienti trattati con EFEXOR, in confronto all’1,1% dei pazienti trattati con placebo, senza che si riscontrasse alcuna anormalità con una frequenza uguale o superiore allo 0,2% in ciascun gruppo.

Aumento della frequenza cardiaca:

Si può verificare un aumento della frequenza cardiaca, in particolare con i più alti dosaggi. Si deve prestare attenzione ai pazienti con condizioni preesistenti che possano essere compromesse da un aumento della frequenza cardiaca.

EFEXOR deve essere assunto con particolare prudenza nei pazienti affetti da aritmie cardiache, ipertensione arteriosa, ipertrofia prostatica e altre condizioni stenosanti dell’apparato genitourinario e gastroenterico.

Farmacodipendenza e abuso:

Gli studi clinici non hanno evidenziato comportamenti di farmaco dipendenza, sviluppo di tolleranza o aumenti di dosaggio nel tempo. Studi in vitro hanno rivelato che la venlafaxina non ha praticamente affinità per i recettori degli oppiacei, delle benzodiazepine, della fenciclidina (PCP), o dell’acido N-metil-D-aspartico (NMDA). Nei roditori, la venlafaxina non ha mostrato alcuna attività stimolante significativa del SNC.

In studi farmaco discriminativi condotti su primati, la venlafaxina non ha evidenziato alcuna significativa predisposizione all’abuso sia come stimolante che come deprimente.

Comunque non è possibile stabilire se un farmaco che agisce sul SNC possa essere usato erroneamente, in modo improprio e/o con abuso. Pertanto, i medici devono attentamente indagare nell’anamnesi dei pazienti circa l’esistenza di una storia di abuso di farmaci e tenere questi pazienti sotto stretto controllo osservandoli per qualsiasi manifestazione di abuso o dipendenza con EFEXOR (quali ad es. sviluppo di assuefazione, aumento di dosaggio o comportamenti di farmacodipendenza).

Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento:

I sintomi da sospensione osservati quando il trattamento e’ interrotto sono comuni, in particolare in caso di brusca interruzione (vedere sezione 4.8 “Effetti indesiderati”).

Negli studi clinici gli eventi avversi osservati con l’interruzione del trattamento si presentavano nel “35 % (stima dell’incidenza percentuale osservata di sintomi da sospensione)” dei pazienti in trattamento con Efexor, in confronto al “17 % (stima dell’incidenza percentuale osservata di sintomi da sospensione)” dei pazienti trattati con placebo.

Il rischio di comparsa dei sintomi da sospensione puo’ dipendere da diversi fattori, compresi la durata della terapia, il dosaggio e il tasso di riduzione della dose.

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Sono stati riportati vertigini, disturbi del sensorio (comprese parestesia e sensazione di scossa elettrica), disturbi del sonno (compresi insonnia e sogni vividi), agitazione o ansia, nausea e/o vomito, tremore, confusione, sudorazione, cefalea, diarrea, palpitazioni, instabilita’ emotiva, irritabilita’ e disturbi visivi.

Generalmente, l’intensita’ di tali sintomi e’ da lieve a moderata, tuttavia in alcuni pazienti puo’ essere grave. In genere compaiono entro i primi giorni di sospensione del trattamento, ma vi sono stati casi molto rari nei quali sono comparsi in pazienti che avevano inavvertitamente saltato una dose. Generalmente tali sintomi sono auto-limitanti, e di solito si risolvono entro due settimane, sebbene in alcuni individui possono durare piu’ a lungo (2-3 mesi o piu). Si consiglia, pertanto, di ridurre gradualmente la dose di venlafaxina quando si sospende il trattamento, nel corso di un periodo di diverse settimane o mesi, in base alle necessita’ del paziente (vedere Sintomi da sospensione osservati in seguito ad interruzione del trattamento, sezione 4.2 “Posologia e modo di somministrazione”).

I farmaci appartenenti alla classe degli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina vanno somministrati con cautela in pazienti che ricevano in concomitanza anticoagulanti, farmaci che influenzano l’aggregazione piastrinica (FANS, acido acetilsalicilico, ticlopidina, ecc.) o altri farmaci che possono accrescere il rischio di sanguinamento.

Inoltre tali farmaci vanno somministrati con cautela nei pazienti con precedenti di disordini della coagulazione.

Gli effetti indesiderati possono essere più frequenti durante l’uso contemporaneo di inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRIs), nefazodone, trazodone, triptani e preparazioni a base di Hypericum perforatum.


Ricordiamo che anche i cittadini possono segnalare gli effetti collaterali dei farmaci.

In questa pagina si trovano le istruzioni per la segnalazione:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/reazioni-avverse-da-farmaci/

Questo invece è il modulo da compilare e da inviare al responsabile della farmacovigilanza della propria regione:

https://www.torrinomedica.it/articoli/wp-content/uploads/2019/11/scheda_aifa_cittadino_16.07.2012.pdf

Ed infine ecco l’elenco dei responsabili della farmacovigilanza con gli indirizzi email a cui inviare il modulo compilato:

https://www.torrinomedica.it/burocrazia-sanitaria/responsabili-farmacovigilanza/

Per approfondire l’argomento, per avere ulteriori raccomandazioni, o per chiarire ogni dubbio, si raccomanda di leggere l’intera Scheda Tecnica del Farmaco

2 Comments

  1. Buongiorno, ho deciso di sospendere efexor dopo 13anni di terapia, ho preso per una settimana la dose dimezzata e poi niente più la mia dottoressa ha detto che era sufficiente. A distanza di 3 gg sto avendo molti disturbi : vertigini, nausea, piccole scosse elettriche alle orecchie, diarrea… Vorrei sapere per quanto tempo durerà questa fase? Ho sbagliato in qualcosa?
    Tra l’altro la mia dottoressa pensa si tratti di un forte attacco di cervicale… Grazie

    Maria trevisi

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