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Claritromicina Zen: Scheda Tecnica e Prescrivibilità

Claritromicina Zen

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Claritromicina Zen: ultimo aggiornamento pagina: 09/02/2018 (Fonte: A.I.FA.)

INDICE DELLA SCHEDA

Claritromicina Zen: la confezione

01.0 Denominazione del medicinale

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CLARITROMICINA ZENTIVA 250 mg, compresse rivestite con film CLARITROMICINA ZENTIVA 500 mg, compresse rivestite con film

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa di CLARITROMICINA ZENTIVA 250 mg compresse rivestite con film contiene 250 mg di claritromicina.

Ogni compressa di CLARITROMICINA ZENTIVA 500 mg compresse rivestite con film contiene 500 mg di claritromicina.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

03.0 Forma farmaceutica

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Compresse rivestite con film

CLARITROMICINA ZENTIVA, 250 mg, compresse rivestite. Compressa rivestita con film bianca o quasi bianca, tonda e biconvessa

CLARITROMICINA ZENTIVA, 500 mg, compresse rivestite. Compressa rivestita con film bianca o quasi bianca, oblunga e biconvessa

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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La Claritromicina è indicata negli adulti e nei bambini con età di 12 anni o superiore per il trattamento delle infezioni batteriche acute e croniche, causate da batteri sensibili alla claritromicina. Le indicazioni includono:

Infezioni del tratto respiratorio superiore

Gola (tonsilliti, faringiti, tracheiti), infezioni della cavità sinusale (sinusiti) e dell’orecchio medio (otiti).

Infezioni del tratto respiratorio inferiore

Polmonite contratta in comunità, esacerbazione batterica delle bronchiti acute ed esacerbazione batterica acuta delle bronchiti croniche.

Infezioni della pelle e dei tessuti molli

Impetigo, erisipela, follicoliti, foruncoliti e ferite infette.

Infezioni micobatteriche localizzate o disseminate dovute a

Mycobacterium avium

o

Mycobacterium intracellulare.

Infezioni localizzate dovute a

Mycobacterium chelonae, Mycobacterium fortuitum

o

Mycobacterium kansasii.

Eradicazione dell’ Helicobacter pylori (H. Pylori), se vi è soppressione acida e prevenzione di ulcera duodenale ricorrente.

CLARITROMICINA ZENTIVA 250 mg è anche indicata nel trattamento delle infezioni stomatologiche, cioè gengiviti, paradontiti, infezioni dentali acute e ascesso dentale.

È necessario tenere in considerazione le guide ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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Per gli adulti, la dose abituale è di 250 mg due volte al giorno. La durata usuale del trattamento è compresa tra 6-14 giorni.

Nelle infezioni gravi, la dose può essere aumentata fino a 500 mg due volte al giorno per 6-14 giorni.

Per i bambini di età superiore ai 12 anni o con un peso superiore ai 30 Kg e per gli anziani , può essere utilizzata la stessa posologia degli adulti.

Per i bambini di età inferiore ai 12 anni o con un peso inferiore ai 30 Kg , l’uso di claritromicina compresse non è raccomandato. Deve essere usata un’altra forma farmaceutica più adatta per i bambini (ad esempio claritromicina sospensione pediatrica)

Eradicazione dell’H. pylori

Terapia triplice

Claritromicina 500 mg due volte al giorno e amoxicillina 1000 mg due volte al giorno, devono essere somministrati con omeprazolo 20 mg una volta al giorno per 7-10 giorni.

Claritromicina 500 mg due volte al giorno e lansoprazolo 30 mg due volte al giorno devono essere somministrati con 1000 mg di amoxicillina due volte al giorno per 10 giorni.

Terapia doppia

La dose abituale di claritromicina è 500 mg tre volte al giorno per 14 giorni, somministrata con 40 mg di omeprazolo per via orale una volta al giorno, seguita da una somministrazione di 20 mg o 40 mg di omeprazolo una volta al giorno per più di 14 giorni.

Infezioni micobatteriche

Claritromicina 500 mg due volte al giorno (se al termine di 3-4 settimane non vi sono miglioramenti, la dose quotidiana può essere aumentata fino a 1000 mg per due volte al giorno).

Infezioni stomatologiche

Claritromicina 250 mg due volte al giorno per 5 giorni.

Dosaggio nell’insufficienza epatica e renale

In genere la claritromicina può essere usata senza aggiustamenti nel dosaggio in pazienti con insufficienza epatica ed una funzionalità renale normale. Tuttavia, in pazienti con clearance della creatinina inferiore ai 30 ml/minuto con o senza insufficienza epatica, il dosaggio deve essere dimezzato oppure raddoppiato l’intervallo di dosaggio della claritromicina.

CLARITROMICINA ZENTIVA può essere somministrata indipendentemente dall’assunzione dei pasti poiché il cibo non ha effetto sulla biodisponibilità.

04.3 Controindicazioni

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Claritromicina è controindicata nei pazienti con nota ipersensibilità alla claritromicina, agli altri antibiotici macrolidi od ad uno qualsiasi degli eccipienti di CLARITROMICINA ZENTIVA.

Claritromicina è controindicata in gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

Claritromicina e i derivati dell’ergot non devono essere somministrati contemporaneamente (vedere paragrafo 4.5).

Claritromicina è controindicata in pazienti con insufficienza epatica grave.

Somministrazione concomitante con cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina. Livelli elevati di cisapride, pimozide e terfenadina possono portare ad un prolungamento dell’intervallo QT e aritmie cardiache, che includono tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta.

Effetti simili sono stati osservati con la somministrazione concomitante di astemizolo e di altri macrolidi ( vedere paragrafo 4.5).

L’ipokaliemia (rischio di prolungamento dell’intervallo QT).

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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La claritromicina viene escreta principalmente attraverso il fegato e i reni. E’ necessario porre attenzione durante la somministrazione di questo antibiotico in pazienti con insufficienza epatica o renale.

L’uso prolungato o ripetuto della claritromicina può portare ad una crescita eccessiva di

batteri o funghi non sensibili. Se si verifica una super-infezione, la claritromicina deve essere sospesa ed iniziata una terapia appropriata.

H. pylori può sviluppare resistenza alla claritromicina.

I pazienti ipersensibili alla lincomicina o alla clindamicina possono essere ipersensibili anche alla claritromicina. Pertanto, porre attenzione in caso di prescrizione della claritromicina a tali pazienti.

Con l’uso di antibiotici ad ampio spettro sono state osservati casi di coliti pseudomembranose. E’ importante pertanto effettuare tale diagnosi in pazienti che sviluppano diarrea grave durante o dopo il trattamento con claritromicina.

Come per gli altri macrolidi, la claritromicina può causare inasprimento o

peggioramento della miastenia grave e deve essere perciò usata con cautela nei pazienti con miastenia grave.

A causa del rischio di un prolungamento dell’intervallo QT, la claritromicina deve

essere usata con cautela nei pazienti con malattie coronariche, storia di aritmia ventricolare, grave insufficienza cardiaca, ipokalemia e/o ipomagnesemia non compensata, bradicardia (<50 bpm), o quando co-somministrata con altri prodotti medicinali con l’effetto di un prolungamento dell’intervallo QT.

La claritromicina non deve essere usata in pazienti con prolungamento del QT congenito o acquisito (vedere paragrafo 4.3 & 4.5).

La claritromicina deve essere usata con cautela quando indicata per l’uso in pazienti che

ricevono cure con induttori del citocromo CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina è un inibitore del CYP3A e l’uso concomitante di altri prodotti medicinali che subiscono metabolismo esteso da parte di questo enzima deve essere limitato a situazioni dove è chiaramente indicato (vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina inibisce il metabolismo di alcuni inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, ciò porta ad un aumento delle concentrazioni plasmatiche di queste sostanze. (vedere paragrafo 4.5).

A causa dell’insorgere della resistenza dello Streptococcus pneumoniae verso i macrolidi la claritromicina non è il farmaco di prima scelta nella polmonite acquisita in comunità. In caso di polmonite acquisita in ospedale la claritromicina deve essere usata solo in associazione con altri antibiotici appropriati.

Faringiti/ tonsilliti: La claritromicina non è il farmaco di scelta per la cura di faringiti e tonsilliti causate da

Streptococcus pyogenes

. Per queste e per la profilassi della febbre reumatica acuta la penicillina è il farmaco di scelta.

Infezioni del tessuto molle

Il principale responsabile delle infezioni del tessuto molle, Staphylococcus aureus, è frequentemente resistente alla claritromicina. Perciò, il test di sensibilità è considerato un presupposto per il trattamento delle infezioni del tessuto molle con claritromicina.

Sinusiti batteriche acute

La claritromicina non è la sostanza di prima scelta per il trattamento delle sinusiti

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’effetto di altri medicinali sulla claritromicina:

La claritromicina è metabolizzata dall’enzima CYP3A4. Perciò, potenti inibitori di questo enzima possono inibire il metabolismo della claritromicina, portando ad un aumento delle concentrazioni plasmatiche di claritromicina. In alternativa, gli induttori del CYP3A4 possono ridurre i livelli plasmatici di claritromicina.

Inibitori del CYP3A4:

Ritonavir (200 mg tre volte al giorno) inibisce il metabolismo della claritromicina (500 mg due volte al giorno), con un aumento della Cmax, Cmin e AUC del 31%, 182% e 77%, rispettivamente. La formazione del metabolita attivo 14 – idrossi è quasi completamente inibita. Una riduzione della dose di claritromicina non è probabilmente richiesta in pazienti con funzionalità renale normale, ma la dose giornaliera di claritromicina non deve superare 1 g (500 mg due volte al giorno). Comunque, la dose di claritromicina deve essere ridotta nei pazienti con insufficienza renale. Per i pazienti con una clearance della creatinina da 30 a 60 ml/min, la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%, e per quelli con clearance della creatinina < 30 ml/min la dose deve essere ridotta del 75%.

Sebbene le concentrazioni plasmatiche di claritromicina e omeprazolo possono aumentare in caso di somministrazione contemporanea, non è necessario un aggiustamento del dosaggio. L’aumento della concentrazione plasmatica di claritromicina può anche verificarsi in caso di co- somministrazione con antiacidi o ranitidina. Non è necessario alcun aggiustamento di dosaggio.

Induttori del CYP3A4:

Gli induttori del CYP3A4 (come rifampicina, rifabutina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbitale, erba di san Giovanni) possono indurre il metabolismo della claritromicina. Questo può portare a livelli sotto – terapeutici di claritromicina, con conseguente diminuzione dell’efficacia.

Sono state osservate la riduzione del 39% dell’AUC della claritromicina ed un aumento del 34% dell’AUC del metabolita attivo 14-idrossi quando la claritromicina viene usata in concomitanza con l’induttore CYP3A4 efavirenz.

In alcune circostanze, può essere necessario aumentare la dose di claritromicina e monitorarne la sicurezza e l’efficacia. Un ulteriore monitoraggio dei livelli plasmatici dell’induttore di CYP3A4 può essere necessario, poiché i livelli possono essere aumentati dall’inibizione del CYP3A4 causata dalla claritromicina (vedere anche le ìnformazìonì relatìve al medìcìnale per l’ìnduttore dì CYP3A4 sommìnìstrato).

Trattamento delle infezioni causate dall’H.pylori:

Sebbene le concentrazioni plasmatiche di claritromicina e omeprazolo possono aumentare quando somministrati contemporaneamente, non è necessario un aggiustamento del dosaggio. Al dosaggio raccomandato non ci sono interazioni cliniche significative tra la claritromicina ed il lansoprazolo.

L’effetto della claritromicina su altri prodotti medicinali:

La claritromicina è un inibitore dell’enzima metabolizzante CYP3A4 e della P-glicoproteina di trasporto. La claritromicina non deve essere usata durante il trattamento con altri medicinali che sono substrato del CYP3A4, a meno che i loro livelli plasmatici, gli effetti terapeutici o gli effetti indesiderati possano essere attentamente monitorati (vedere paragrafo 4.3). Medicinali che sono substrato di CYP3A4 e che vengono somministrati in concomitanza con la

claritromicina possono richiedere una riduzione della dose. In alternativa, il trattamento con queste sostanze può essere sospeso durante la terapia con la claritromicina.

Co – somministrazione con medicinali che possono prolungare l’intervallo QT:

Torsioni di punta sono state riportate in pazienti che hanno ricevuto claritromicina in concomitanza con chinidina o disopiramide. Inoltre, queste combinazioni devono essere evitate, oppure i livelli plasmatici di chinidina o disopiramide attentamente monitorati per permettere l’aggiustamento della dose.

Porre attenzione in caso di somministrazione della claritromicina a pazienti trattati con altri prodotti che possano prolungare l’intervallo QT (vedere paragrafo 4.4).

La claritromicina è un inibitore del metabolismo di cisapride e terfenadina, con conseguente aumento dei livelli plasmatici di terfenadina da 2 a 3 volte. Ciò è stato associato al prolungamento dell’intervallo QT e alle aritmie cardiache, incluse tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. Sono stati riportati sintomi simili in pazienti trattati con pimozide in associazione con la claritromicina. La somministrazione concomitante di claritromicina e terfenadina, cisapride o pimozide è controindicata (vedere paragrafo 4.3).

Inibitori dell’ HMG-CoA riduttasi

La claritromicina inibisce il metabolismo di alcuni inibitori della HMG-CoA riduttasi, ciò porta ad un aumento delle concentrazioni plasmatiche di questi medicinali. La co–somministrazione di claritromicina e simvastatina è stata raramente associata a rabdomiolisi. La claritromicina può causare interazioni simili con l’atorvastatina e minore interazione con cerivastatina. Quando è indicata la co–somministrazione di claritromicina con simvastatina, atorvastatina, o cerivastatina, i pazienti devono essere attentamente monitorati per valutare eventuali segni e sintomi di miopatie.

Vasocostrittori dell’Ergot (per esempio diidroergotamina, ergotamina)

La claritromicina non deve essere co-somministrata con i derivati dell’ergot (vedere paragrafo 4.3). Sono stati riportati casi di ergotismo dovuti ad aumento dei livelli plasmatici degli alcaloidi dell’ergot .

Benzodiazepine

La somministrazione concomitante con claritromicina (250 mg due volte al giorno) porta all’aumento di 2.7 volte dell’AUC di midazolam dopo somministrazione endovenosa e di 7 volte dopo somministrazione per via orale. La somministrazione concomitante di midazolam per via orale e di claritromicina deve essere evitata. In caso di somministrazione concomitante di midazolam per via endovenosa e claritromicina, il paziente deve essere attentamente monitorato e la dose aggiustata se necessario. Le stesse precauzioni devono essere applicate anche alle altre benzodiazepine metabolizzate dal CYP3A4, inclusi triazolam e alprazolam.

Ciclosporina, tacrolimus e sirolimus

L’uso concomitante della claritromicina in forma orale ha portato ad un aumento di più di due volte dei livelli di C min di ciclosporina e tacrolimus. Ci si possono aspettare effetti simili con sirolimus. I livelli plasmatici di ciclosporina, tacrolimus o sirolimus devono essere attentamente monitorati quando si inizia il trattamento con la claritromicina nei pazienti già trattati con uno di questi immunosoppressori, e le loro dosi devono essere ridotte se necessario. Quando la

claritromicina viene sospesa i livelli plasmatici devono essere monitorati per definire un’aggiustamento della dose di ciclosporina, tacrolimus o sirolimus

Digossina

La concentrazione di digossina nel plasma può aumentare quando co-somministrata con claritromicina. Il monitoraggio dei livelli plasmatici di digossina deve essere considerato quando il co-trattamento con la claritromicina è iniziato o terminato.

Warfarin:

La claritromicina può potenziare gli effetti del warfarin. Il tempo di protombina deve essere monitorato frequentemente e le dosi di warfarin aggiustate se necessario.

Carbamazepina:

La claritromicina può potenziare gli effetti della carbamazepina a causa di una riduzione nella velocità di escrezione.

Teofillina:

La somministrazione di claritromicina a pazienti trattati con teofillina è stata associata ad un aumento della concentrazione sierica di teofillina e ad una potenziale tossicità della teofillina.

Zidovudina

La somministrazione per via orale di claritromicina in associazione alla zidovudina nei pazienti adulti infettati dal virus HIV può portare ad una riduzione delle concentrazioni allo stato stazionario di zidovudina. Questo può essere generalmente evitato mantenendo un appropriato intervallo tra le somministrazioni di claritromicina e zidovudina di 1-2 ore. Nei bambini, non sono state riportate tali reazioni.

Rifabutina:

La somministrazione concomitante di rifabutina e claritromicina risulta rispettivamente in aumento e in diminuzione, nei livelli plasmatici. Può intervenire un aumento del rischio di uveiti associato all’uso di rifabutina.

Contraccettivi orali:

La claritromicina non ha mostrato interazioni con i contraccettivi orali..

04.6 Gravidanza e allattamento

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Gravidanza

I dati sull’uso della claritromicina nel primo trimestre in più di 200 gravidanze non hanno dimostrato una chiara evidenza di effetti teratogeni o avversi sulla salute dei neonati. I dati su di un numero limitato di donne in gravidanza che hanno ricevuto la claritromicina nel primo trimestre suggeriscono la possibilità di un aumentato rischio di aborto. Non sono fino ad ora disponibili altri dati epidemiologici rilevanti.

I dati provenienti dagli studi sugli animali hanno dimostrato la presenza di tossicità riproduttiva (vedere paragrafo 5.3).

Il rischio potenziale nell’uomo non è noto. CLARITROMICINA ZENTIVA non deve inoltre essere usata durante la gravidanza a meno che non strettamente necessario.

Allattamento

La claritromicina e i suoi metaboliti attivi sono escreti attraverso il latte materno. Pertanto, diarrea e infezioni fungine delle membrane mucose possono verificarsi nei bambini allattati, così da rendere necessario interrompere l’allattamento. Si deve considerare anche la possibilità di sensibilizzazione. La claritromicina deve inoltre essere usata solo se i benefici per la madre sono superiori ai potenziali rischi per il feto.

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

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CLARITROMICINA ZENTIVA non ha effetto sulla capacità di guidare o sull’uso di macchinari.

04.8 Effetti indesiderati

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a Riassunto del profilo di sicurezza

Le più frequenti e comuni reazioni avverse correlate alla terapia a base di claritromicina sia per i pazienti adulti che per i pazienti pediatrici sono dolore addominale, diarrea, nausea, vomito ed alterazione del gusto. Questi eventi avversi sono di solito di media intensità e sono coerenti con il profilo di sicurezza noto per gli antibiotici macrolidici (vedere paragrafo b del paragrafo. 4.8).

Non c’è una differenza significativa nell’incidenza di tali reazioni avverse gastrointestinali, durante gli studi clinici, tra pazienti con o senza infezioni da micobatteri pre-esistenti.

b. Tabella riassuntiva delle reazioni avverse

La seguente tabella riassume le reazioni avverse segnalate durante gli studi clinici e l’esperienza post-marketing relative alla claritromicina compresse a rilascio immediato, granulato per sospensione orale, polvere per soluzione iniettabile e compresse a rilascio prolungato e modificato.

Le reazioni avverse considerate possibilmente correlate alla claritromicina sono riportate per tipologia di organo e frequenza, in accordo alla seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000, < 1/100) e non nota (evento avverso da esperienza post-marketing; la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). In ogni gruppo di frequenza, le reazioni avverse sono presentate in base ad un ordine di gravità decrescente, nei casi in cui quest’ultima può essere definita.

Classificazione per sistemi e organi Molto comune ≥1/10) Comune ≥1/100, <1/10 Non comune ≥1/1000, < 1/100 Non nota (non può essere definita sulla base dei dati disponibili)
Infezioni ed infestazioniCelluliti¹, candidiasi, gastroenteriti², infezioni³, infezioni della vaginaColite pseudomembranosa, erisipela,
Patologie del sistema emolinfopoieticoLeucopenia, neutropenia4, trombocitemia³, eosinofilia4Agranulocitosi, trombicitopenia
Disturbi del sistema immunitario5Reazione anafilattoide¹, ipersensibilitàReazione anafilattica, angioedema
Disturbi del metabolismo e della nutrizioneAnoressia, appetito ridotto
Disturbi psichiatriciInsonniaAnsia, nervosismo³, strillare³Disturbo psicotico, stato confusionale, depersonalizzazione, depressione, disorientamento, allucinazione, sogni anormali
Patologie del sistema nervosoDisgeusia, mal di testa, alterazione del gustoPerdita di coscienza¹, discinesia¹, capogiri, sonnolenza6, tremoreConvulsioni, ageusia, parosmia, anosmia, parestesia
Patologie dell’orecchio e del labirintoVertigine, udito compromesso, tinnitoSordità
Patologie cardiacheArresto cardiaco¹, fibrillazione atriale¹, prolungamento dell’intervallo QT del tracciato elettrocardiografico7, extrasistoli¹, palpitazioniTorsione di punta7, tachicardia ventricolare7
Patologie vascolariVasodilatazione¹Emorragia8
Patologie respiratorie, toraciche e mediastinicheAsma¹, epistassi², embolia polmonare ¹
Patologie gastrointestinaliDiarrea9, vomito, dispepsia, nausea, dolore addominaleEsofagite¹, malattia da reflusso gastroesofageo2, gastrite, proctalgia2 stomatite, glossite, distensione dell’addome4, costipazione, bocca secca, eruttazione, flatulenzaPancreatite acuta, alterazione del colore della lingua, alterazione del colore dei denti
Patologie epatobiliariTest di funzione epatica anormaleColestasi4, epatite4, alanina aminotransferasi aumentata, aspartato aminotransferasi aumentata, Gamma-glutamil transferasi aumentata4Insufficienza epatica10, ittero epatocellulare
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneoEruzione cutanea, iperidrosiDermatite bollosa¹, prurito, orticaria, esantema maculopapulare³Sindrome di Stevens-Johnson5, necrolisi epidermica tossica 5, eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS), acne
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivoSpasmi muscolari³, rigidità muscolo scheletrica¹, mialgia²Rabdomiolisi2,11, miopatia
Patologie renali e urinarieCreatinina ematica aumentata¹, urea ematica aumentata¹Insufficienza della funzione renale, nefrite interstiziale
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazioneFlebite in sede di iniezione¹Dolore in sede di iniezione¹, infiammazione in sede di iniezione¹Malessere4, piressia³, astenia, dolore toracico4, brividi4, affaticamento4
Esami diagnosticiRapporto albumine/globuline anormale¹, fosfatasi alcalina ematica aumentata4, latticodeidrogenasi ematica aumentata4Aumento del rapporto internazionale normalizzato8, tempo di protrombina prolungato8, colore dell’urina anormale

¹ Reazione avversa riportata solo per la formulazione polvere per soluzione per iniezione

² Reazione avversa riportata solo per la formulazione a rilascio prolungato

³ Reazione avversa riportata solo per la formulazione granulato per sospensione orale

4 Reazione avversa riportata solo per la formulazione compresse a rilascio immediato

5,7,9,10 Vedere paragrafo a)

6,8,11 Vedere paragrafo c)

c. Descrizione di reazioni avverse selezionate

Flebiti in sede di iniezione, dolore in sede di iniezione, dolore provocato dalla puntura dell’ago e infiammazione in sede di iniezione sono specifiche per la formulazione endovenosa.

In alcuni casi di rabdomiolisi riportati la claritromicina era stata somministrata in concomitanza a statine, fibrati, colchicina o allopurinolo (vedere paragrafo. 4.3 e 4.4).

Sono stati riportati casi post-marketing di interazione farmacologica ed effetti sul Sistema Nervoso Centrale (SNC) (ad es. Sonnolenza e confusione) con l’uso concomitante di claritromicina e triazolam. Si suggerisce di monitorare il paziente nel caso di aumenti degli effetti farmacologici a livello del SNC (vedere paragrafo. 4.5).

Sono stati riportati casi di presenza di compresse a rilascio prolungato di claritromicina nelle feci, in molti di questi casi si sono verificati in pazienti con disturbi gastrointestinali funzionali o anatomici (inclusi ileostomia o colonstomia) con tempo di transito gastrointestinale ridotto. In diversi casi si erano verificati residui di compressa nelladiarrea. Si raccomanda ai pazienti che hanno residui di compresse nelle feci e non notano nessun miglioramento nelle loro condizioni, di considerare il passaggio a una diìversa formulazione della claritromicina (ad esempio sospensione) o un altro antibiotico.

Popoplazione speciale: Reazioni avverse in pazienti immunocompromessi (vedere paragrafo e)

d. Popolazioni pediatriche

Sono stati condotti studi clinici somministrando la sospensione pediatrica a base di claritromicina in bambini dai 6 mesi ai 12 anni di età. Di conseguenza i bambini al di sotto dei 12 anni di età devono assumere la sospensione pediatrica. Non sono disponibili dati a sufficienza per raccomandare uno schema posologico per l’utilizzo di claritromicina IV in pazienti di età inferiore a 18 anni.

Ci si aspetta che frequenza, tipo e gravità delle reazioni avverse siano le stesse degli adulti.

e. Altre popolazioni speciali

Pazienti immunocompromessi

In pazienti affetti da AIDS o immunocompromessi trattati per infezioni da Micobatteri con un alto dosaggio di claritromicina per lunghi periodi è stato difficile distinguere le reazioni avverse probabilmente associate alla somministrazione di claritromicina con le manifestazioni associate al Virus da Immunodeficienza Umana (HIV) o alla malattia intercorrente.

Nei pazienti adulti, la reazione avversa più frequentemente riportata da pazienti trattati con dosi giornaliere totali pari a 1000 mg e 2000 mg di claritromicina sono state: nausea, vomito, alterazioni del gusto, dolore addominale, diarrea, eruzione cutanea, flatulenza, mal di testa, costipazione, disturbi dell’udito, aumento dei valori SGOT (Transaminasi Glutammico-Ossalacetica Sierica) e SGPT (Transaminasi Glutammico-Piruvica Sierica). Reazioni addizionali a minor frequenza includono dispnea, insonnia e bocca secca. L’incidenza era comparabile per quei pazienti trattati con 1000 mg e 2000 mg, ma erano generalmente 3-4 volte più frequenti in quei pazienti che ricevevano una dose giornaliera totale di claritromicina pari a 4000 mg.

In questi pazienti immunocompromessi le valutazioni dei valori di laboratorio sono state effettuate analizzando quei valori al di fuori dei livelli anormali considerati seri per il test specifico (ad es. Limiti superiori e inferiori). Sulla base di questi criteri, circa il 2% o il 3% dei pazienti che avevano assunto 1000 mg o 2000 mg di claritromicina al giorno mostravano valori estremamente elevati di SGOT e SGPT, e livelli estremamente bassi di globuli bianchi e conta piastrinica. Una più bassa percentuale di pazienti inclusa in questi due gruppi di dosaggio ha mostrato anche elevati valori di azotemia. Un’incidenza lievemente più elevata di valori anormali è stata notata in pazienti trattati con 4000 mg di claritromicina al giorno per tutti i parametri esclusa la formula leucocitaria.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette.

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili.

04.9 Sovradosaggio

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L’ingestione di grandi quantità di claritromicina può indurre disturbi gastrointestinali. Le reazioni avverse che accompagnano un sovradosaggio devono essere trattate con lavanda gastrica e misure di supporto.

Un paziente con un’anamnesi di disturbo bipolare prese 8 g di claritromicina e si verificarono alterazioni dello stato mentale, comportamento paranoico, ipopotassiemia e ipossemia.

I livelli sierici di claritromicina non possono essere ridotti con emodialisi o dialisi peritoneale.

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Proprietà generali

Categoria farmacoterapeutica: macrolidi.

Codice ATC: J01F A09.

Meccanismo d’azione

La claritromicina è un derivato semi-sintetico dell’eritromicina A. Esercita la sua azione antibatterica legando la subunità ribosomiale 50s dei batteri sensibili e inibisce la sintesi proteica. È altamente potente contro un’ampia varietà di organismi aerobi e anaerobi gram-positivi e gram-negativi. Le concentrazioni minime inibitorie (MIC) della claritromicina sono generalmente 2 volte più basse rispetto alle MIC dell’eritromicina.

Il metabolita 14-idrossi claritromicina ha anche attività antimicrobica. Le MIC di questo metabolita sono uguali o 2 volte più alte delle MIC del composto originario, tranne per H. influenzae dove il metabolita 14-idrossi è 2 volte più attivo del composto originario.

Meccanismo di resistenza

La resistenza degli organismi gram-positivi verso i macrolidi comporta generalmente l’alterazione del sito di legame antimicrobico. Il tipo di resistenza MLSB, che può essere nativa o indotta dall’esposizione a certi macrolidi negli stafilococchi e che è inducibile negli streptococchi, è mediata da una varietà di geni acquisiti (famiglia erm), in grado di codificare metilasi marcate al centro del peptidyl transferasi dell’RNA ribosomiale 23S. La metilazione impedisce il legame degli antibatterici al ribosoma e dà inizio alla resistenza crociata verso i macrolidi (tutti i macrolidi quando nativi), i lincosamidi e le streptogramine di tipo B ma non di tipo A. I meccanismi meno frequenti di resistenza includono la degradazione antimicrobica mediante inattivazione degli enzimi quali le esterasi e l’efflusso attivo dell’antimicrobico da batteri. Gli organismi gram negativi possono essere intrinsicamente resistenti ai macrolidi a causa dell’incapacità dei macrolidi di penetrare effettivamente attraverso la membrana cellulare esterna; i macrolidi avendo una migliore penetrazione possono avere attività contro alcuni organismi gram-negativi.

Gli organismi Gram-negativi possono inoltre produrre metilasi ribosomiali.

Intervalli (Breakpoints)

Intervalli di Concentrazioni

In accordo ad EUCAST (Giugno 2008) sono stati definiti per la claritromicina i seguenti intervalli:

Organismoconcentrazione dell’intervallo MIC (mg/L)
Sensibilità ≤Resistenza >
Staphylococcus12
Streptococcus A,B,C,G0,250,5
S.pneumoniae*0,250,5
H. influenzae132
M. catarrhalis0,250,5

*La correlazione tra le MIC dell’H. influenzae e il macrolide e il risultato clinico è debole. Perciò, l’intervallo per i macrolidi e gli antibiotici correlati è stato posto per classificareH. influenzae wild type come intermedio.

La Claritromicina viene usata per l’eradicazione dell’ H. pylori (MIC ≤0.25 mg/L per wild type isolati).

Sensibilità

La prevalenza della resistenza acquisita per le specie selezionate può variare geograficamente e con il tempo ed è auspicabile avere informazioni locali sul tipo di resistenza, particolarmente quando trattasi di infezioni gravi. Se necessario, si deve ricorrere al consiglio di un esperto quando la prevalenza locale di resistenza è tale per cui l’efficacia dell’agente è dubbia, perlomeno in alcuni tipi di infezioni.

Il profilo della sensibilità dei vari micro-organismi alla claritromicina è riportata qui di seguito:

Specie comunemente sensibili

Microorganismi aerobi gram-positivi

Streptococcus pyogenes ¹

Microorganismi aerobi gram-negativi

Haemophilus influenzae

Helicobacter pylori²

Legionella pneumophila°

Moraxella catarrhalis

Microorganismi anaerobi

Bacteroides spp.

Peptococcus/Peptostreptococcus spp.

Clostridium spp. oltre che C. difficile

Fusobacterium spp.

Altri microorganismi

Chlamydophila pneumoniae°

Mycobacterium avium °

Mycobacterium chelonae

Mycobacterium intrazellulare°

Mycoplasma pneumoniae°

Specie per le quali la resistenza acquisita può essere un problema

Microorganismi aerobi gram-positivi

Staphylococcus aureus (Meticillina-sensibile)

Staphylococcus aureus (Meticillina-resistente)

Streptococcus pneumoniae

Organismi intrinsecamente resistenti

Microorganismi aerobi gram-negativi

Escherichia coli

Klebsiella spp.

Pseudomonas aeruginosa

° Non erano disponibili informazioni aggiornate al rilascio delle tabelle. La letteratura di base, la letteratura scientifica standard e le raccomandazioni terapeutiche presumono suscettibilità.

Almeno un distretto mostra un rapporto di resistenza maggiore del 50%.

¹ I rapporti di resistenza sono in alcuni studi ≥ 10 %.

² Il rapporto di resistenza è ≥ 10 % per i pazienti pre trattati.

La maggior parte dei ceppi di stafilococco resistenti alla meticillina e all’oxacillina sono resistenti alla claritromicina.

Relazione tra farmacocinetica e farmacodinamica

L’efficacia dipende principalmente dal periodo di tempo in cui la concentrazione della sostanza attiva rimane sopra alla minima concentrazione inibitoria (MIC) del patogeno.

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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Assorbimento

La claritromicina viene rapidamente assorbita dal tratto gastrointestinale, ed è soggetta al metabolismo di primo passaggio; la biodisponibilità del pro-farmaco è approssimativamente del 55%. L’inizio dell’assorbimento viene relativamente influenzato dalla presenza di cibo. Il picco della concentrazione plasmatica avviene dopo 2-3 ore dopo una dose orale. Allo stato stazionario, la massima concentrazione plasmatica di claritromicina e del suo metabolita attivo principale 14-idrossiclaritromicina, è di circa 1 e 0,6 μg/ml, rispettivamente, dopo 250 mg orali ogni 12 ore come compresse. La stessa dose somministrata come sospensione a soggetti a digiuno produce allo stato stazionario una concentrazione nel plasma di claritromicina di circa 2 μg/ml e circa 0.7 μg/ml di 14-idrossiclaritromicina. Allo stato stazionario le concentrazioni sono raggiunte in 3 o 4 giorni.

La farmacocinetica della claritromicina non è lineare e dose dipendente; alti dosi possono produrre un aumento sproporzionato delle concentrazioni massime del pro-farmaco, a causa della saturazione della via metabolica. Tuttavia, la non linearità è minima alle dosi raccomandate da 250 a 500 mg ogni 8 o 12 ore.

Distribuzione

La claritromicina e la 14-idrossiclaritromicina sono largamente distribuite, e le concentrazioni tissutali superano quelle nel siero, in parte a causa dell’assorbimento intracellulare. Il legame

con le proteine plasmatiche è stato riportato essere circa l’80%. La Claritromicina è stata ritrovata nel latte materno.

Biotrasformazione

La claritromicina viene metabolizzata in grande quantità dal fegato, e viene escreta attraverso la bile nelle feci; il 5% – 10% del pro-farmaco viene ritrovato nelle feci.

Eliminazione

Allo stato stazionario, circa il 20% e il 30% di una dose rispettivamente di 250 mg e 500 mg di compresse, e circa il 40% di una dose di 250 mg di sospensione, viene escreta nelle urine come farmaco immodificato. Anche la 14-idrossiclaritromicina come altri metaboliti sono escreti nelle urine, con un ritrovamento del 10 – 15% della dose. L’emivita di eliminazione della claritromicina e della 14-idrossiclaritromicina è di circa 3 – 4 ore e 5 – 6 ore, rispettivamente nei pazienti che ricevono 250 mg ogni 12 ore, e di circa 5 – 7 ore e 7 – 9 ore, rispettivamente, in quelli che ricevono 500 mg ogni 8 -12 ore. L’emivita è prolungata in caso di insufficienza renale.

Linearità /non-linearità

La farmacocinetica della claritromicina non è lineare e dose dipendente; alti dosi possono produrre una aumento sproporzionato nelle concentrazioni massime del pro-farmaco, a causa della saturazione della via metabolica. Comunque, la non linearità è minima alle dosi raccomandate di 250 – 500 mg ogni 8 – 12 ore.

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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In 4 settimane di studi sugli animali, la tossicità della claritromicina era correlata alla dose e alla durata del trattamento. In tutte le speci i primi segni di tossicità venivano osservati nel fegato, con lesioni epatiche osservate entro 14 giorni nei cani e nelle scimmie. I livelli plasmatici sistemici di esposizione, associati a questa tossicità, non sono noti in dettaglio, ma la dose tossica era più alta della dose raccomandata per il trattamento nell’uomo.

Non sono state rilevati effetti mutageni della claritromicina durante gli studi in vitro e in vivo.

Studi di tossicità sulla riproduzione hanno mostrato che la somministrazione della claritromicina a dosi 2 volte più alte di quella clinica nei conigli (ev) e a dosi 10 volte più alte di quella clinica per le scimmie (os) portava ad un’aumentata incidenza di aborti spontanei. Tali dosi erano correlate alla tossicità materna. Studi nei ratti non hanno dimostrato né embriotossicità né teratogenesi. Tuttavia, malformazioni cardiovascolari sono state osservate nei ratti trattati con dosi di 150 mg/kg/giorno. Studi sui topi hanno rilevato un’incidenza variabile (3-30%) di palatoschisi a dosi che erano 70 volte più alte della dose clinica.

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Nucleo: amido pregelatinizzato, croscarmellosa sodica, povidone, cellulosa microcristallina, silice colloidale anidra, magnesio stearato.

Rivestimento: ipromellosa, titanio diossido, talco e glicole propilenico

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente.

06.3 Periodo di validità

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2 anni.

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Conservare nella confezione originale.

Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione.

06.5 Natura e contenuto della confezione

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CLARITROMICINA ZENTIVA 500 mg

14 e 16 compresse in blister.

CLARITROMICINA ZENTIVA 250 mg

12 e 16 compresse in blister.

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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CLARITROMICINA ZENTIVA non deve essere gettato nell’ acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali non si utilizzano più. Questoaiuterà a proteggere l’ambiente.

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Zentiva Italia S.r.l.

Viale L. Bodio 37/b 20158 Milano

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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250 mg compresse rivestite con film – 12 compresse AIC n. 039820016/M

250 mg compresse rivestite con film – 16 compresse AIC n. 039820028/M

500 mg compresse rivestite con film – 14 compresse AIC n. 039820030/M

500 mg compresse rivestite con film – 16 compresse AIC n. 039820042/M

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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13 ottobre 2010

10.0 Data di revisione del testo

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04 Agosto 2011

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

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Claritromicina zen – 14 Cpr 500 mg (Claritromicina)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente) NotaAIFA: Nessuna Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Prontuario terapeutico regionale ATC: J01FA09 AIC: 039820030 Prezzo: 10,35 Ditta: Zentiva Italia Srl


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza” il 22/7/1982, con voti 110 e lode, discutendo la tesi dal titolo: “Aspetti clinici e di laboratorio di un nuovo enteropatogeno: il Clostridium difficile“. Abilitato all’ esercizio della professione medica nell’ ottobre 1982 Iscritto all’ Albo dei Medici di Roma e Provincia il 26/1/1983