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Claritromicina Ran 250 mg

Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto

Claritromicina Ran 250 mg: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)

01.0 Denominazione del medicinale

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Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film

 

02.0 Composizione qualitativa e quantitativa

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Ogni compressa contiene 250 mg di claritromicina.

Per l’elenco completo degli eccipienti vedere paragrafo 6.1.

 

03.0 Forma farmaceutica

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Compressa rivestita con film.

Compresse di colore giallo chiaro, di forma ovale, biconvesse, rivestite con film, con impresso “C1” su di un lato.

 

04.0 INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche

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Devono essere prese in considerazione le linee-guida ufficiali sull’uso appropriato degli agenti antibatterici.

La claritromicina è indicata negli adulti e nei bambini di età uguale e superiore ai 12 anni.

Claritromicina Ranbaxy Italia compresse è indicata per il trattamento delle seguenti infezioni causate da patogeni sensibili.

Le indicazioni comprendono:

Infezioni del tratto inferiore delle vie respiratorie: per esempio bronchite acuta e cronica, polmonite.

Infezioni del tratto superiore delle vie respiratorie: per esempio sinusite e faringite.

La claritromicina è adatta per la terapia iniziale di infezioni respiratorie acquisite in comunità ed è stato dimostrato essere attiva in vitro contro i patogeni respiratori, comuni ed atipici, elencati nella sezione “microbiologia”.

La claritromicina è anche indicata per infezioni della cute e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata.

In presenza dell’effetto di soppressione dell’acidità indotto da omeprazolo o lansoprazolo, claritromicina è indicata per l’eradicazione dell’H. pylori in pazienti con ulcera duodenale (vedere paragrafo 4.2 Posologìa e modo dì sommìnìstrazìone).

La claritromicina è di solito attiva contro i seguenti organismi in vitro:

Batteri Gram-positivi: Staphylococcus aureus (meticillino sensibile); Streptococcus pyogenes (Gruppo A streptococchi beta-emolitici), streptococchi alfa-emolitici (gruppo viridans); Streptococcus (Diplococcus) pneumoniae, Streptococcus agalactiae, Listeria monocytogenes.

Batteri Gram-negativi: Haemophilus influenzae, Haemophilus parainfluenzae, Moraxella (Branhamella) catarrhalis, Neisseria gonorrhoeae, Legionella pneumophila, Bordetella pertussis, Helicobacter pylori, Campylobacter jejuni.

Micoplasma: Mycoplasma pneumoniae, Ureaplasma urealyticum.

Altri organismi: Chlamydia trachomatis, Mycobacterium avium, Mycobacterium leprae.

Anaerobi: Bacteroides fragilis macrolide-suscettibili, Clostridium perfringens, specie

Peptococcus; specie Peptostreptococcus, Propionibacterium acnes.

La claritromicina ha attività battericida contro diversi ceppi batterici. Questi organismi comprendono Haemophilus influenzae, Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogenes, Streptococcus agalactiae, Moraxella (Branhamella) catarrhalis, Neisseria gonorrhoeae, H. pylori e specie Campylobacter.

L’attività di claritromicina contro H. pylori è maggiore a pH neutro rispetto che a pH acido.

 

04.2 Posologia e modo di somministrazione

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I pazienti con infezioni del tratto respiratorio/della pelle e dei tessuti molli:

Adulti

La dose abituale è 250 mg due volte al giorno sebbene questa possa essere aumentata a 500 mg due volte al giorno nelle infezioni gravi. La durata abituale della terapia è di 6-14 giorni.

Bambini oltre i 12 anni

Come per gli adulti.

Bambini sotto i 12 anni

L’uso di Claritromicina Ranbaxy Italia compresse non è raccomandato per i bambini al di sotto dei 12 anni.

Sono stati condotti studi clinici con la claritromicina sospensione per uso pediatrico nei bambini da 6 mesi a 12 anni. Pertanto, i bambini al di sotto di 12 anni devono usare claritromicina sospensione per uso pediatrico (granuli per sospensione orale).

Eradicazione dell’H. pylori nei pazienti con ulcera duodenale (Adulti)

La durata abituale della terapia è da 6 a 14 giorni.

Triplice terapia

Claritromicina (500 mg) due volte al giorno e lansoprazolo 30 mg due volte al giorno devono essere somministrati con amoxicillina 1000 mg due volte al giorno.

Triplice terapia

Claritromicina (500 mg) due volte al giorno e lansoprazolo 30 mg due volte al giorno devono essere somministrati con metronidazolo 400 mg due volte al giorno.

Triplice terapia

Claritromicina (500 mg) due volte al giorno e omeprazolo 40 mg due volte al giorno devono essere somministrati con amoxicillina 1000 mg due volte al giorno o metronidazolo 400 mg due volte al giorno.

Triplice terapia

Claritromicina (500 mg) due volte al giorno deve essere somministrata con amoxicillina 1000 mg due volte al giorno e omeprazolo 20 mg al giorno.

Duplice terapia

La dose abituale di Claritromicina è 500 mg tre volte al giorno. Claritromicina deve essere somministrata con omeprazolo 40 mg per via orale una volta al giorno. Lo studio principale è stato condotto con omeprazolo 40 mg una volta al giorno per 28 giorni.

Studi di supporto sono stati condotti con omeprazolo 40 mg una volta al giorno per 14 giorni.

Anziani

Come per gli adulti.

Danno renale

Nei pazienti con danno renale, con clearance della creatinina <30 ml/min, la dose di claritromicina deve essere dimezzata, ad esempio 250 mg una volta al giorno o 250 mg due volte al giorno nelle infezioni più gravi. Il trattamento non deve proseguire oltre 14 giorni in questi pazienti.

Modo di somministrazione

La claritromicina può essere somministrata indipendentemente dai pasti, poiché il cibo non influenza il grado di biodisponibilità (vedere paragrafo 5.2).

 

04.3 Controindicazioni

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La claritromicina è controindicata in pazienti con nota ipersensibilità agli antibiotici macrolidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

La somministrazione concomitante di claritromicina ed ergotamina o diidroergotamina è controindicata, poiché può causare tossicità all’ergot.

La somministrazione concomitante di claritromicina e di uno qualsiasi dei seguenti farmaci è controindicata: astemizolo, cisapride, pimozide e terfenadina poiché questo può dare luogo a prolungamento dell’intervallo QT e ad aritmie cardiache, inclusa la tachicardia ventricolare, la fibrillazione ventricolare e la torsione di punta (vedere paragrafo 4.5).

La claritromicina non deve essere somministrata ai pazienti con un’anamnesi di prolungamento dell’intervallo QT (prolungamento congenito o acquisito e documentato dell’intervallo QT) o di aritmia cardiaca ventricolare, compresa la torsione di punta (vedere paragrafì 4.4 e 4.5).

La somministrazione concomitante di ticagrelor o ranolazina è controindicata.

La claritromicina non deve essere usata in concomitanza con gli inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine), ampiamente metabolizzati dal CYP3A4 (lovastatina o simvastatina) a causa del maggior rischio di miopatia, compresa la rabdomiolisi (vedere paragrafo 4.5).

Come con altri inibitori forti del CYP3A4, la claritromicina non deve essere usata in pazienti che assumono colchicina.

La claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con ipokaliemia (rischio di prolungamento dell’intervallo QT).

La claritromicina non deve essere usata nei pazienti che soffrono di grave insufficienza epatica in associazione con danno renale, (vedere paragrafì 4.4 e 4.5).

 

04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

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Il medico non deve prescrivere la claritromicina a donne in gravidanza senza valutare attentamente il rapporto rischio/beneficio, soprattutto durante i primi tre mesi di gravidanza (vedere paragrafo 4.6).

Si consiglia cautela in pazienti con insufficienza renale grave (vedere paragrafo 4.2).

La claritromicina viene escreta principalmente attraverso il fegato. Pertanto, deve essere prestata cautela nella somministrazione dell’antibiotico in pazienti con compromissione della funzionalità epatica. Si deve anche usare cautela quando claritromicina viene somministrata a pazienti con danno renale da moderato a grave.

Sono stati segnalati casi di insufficienza epatica ad esito fatale (vedere paragrafo 4.8). Alcuni pazienti possono aver avuto una patologia epatica pre-esistente o possono aver assunto altri medicinali epatotossici. I pazienti devono essere avvisati di interrompere il trattamento e di contattare il medico in caso di sviluppo di segni e sintomi di patologie epatiche come anoressia, ittero, urine scure, prurito o dolore addominale.

È stata segnalata colite pseudomembranosa con quasi tutti gli agenti antibatterici, incluso i macrolidi, che può variare in gravità da lieve a pericolosa per la vita. Con l’uso di quasi tutti gli agenti antibatterici, tra cui la claritromicina, sono stati segnalati casi di diarrea associata a Clostridium Difficile (CDAD), la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite fatale. Il trattamento con gli agenti antibatterici altera la normale flora del colon e può portare a una crescita eccessiva di C. difficile. Il CDAD deve essere tenuto in considerazione in tutti i pazienti che presentano diarrea a seguito dell’uso di antibiotici. È inoltre necessaria un’attenta anamnesi poiché CDAD è stata segnalata oltre due mesi dopo la somministrazione di agenti antibatterici. Pertanto, deve essere considerata la sospensione della terapia con claritromicina a prescindere dalle indicazioni. Devono essere eseguite analisi microbiologiche e si deve iniziare un trattamento adeguato. Deve essere evitato l’uso di farmaci che inibiscono la peristalsi.

Dopo la commercializzazione sono stati segnalati casi di tossicità da colchicina con l’uso concomitante di claritromicina e cochicina, specialmente in pazienti anziani, alcuni dei quali si sono verificati in pazienti con insufficienza renale. Sono stati segnalati decessi in alcuni di

questi pazienti (vedere paragrafo 4.5). É controindicata la somministrazione concomitante di claritromicina e colchicina (vedere paragrafo 4.3).

Si raccomanda cautela nella somministrazione concomitante di claritromicina e triazolo- benzodiazepine, come triazolam e midazolam (vedere paragrafo 4.5).

Si raccomanda cautela quando la claritromicina viene somministrata in concomitanza con altri farmaci ototossici, soprattutto con gli aminoglicosidi. La funzione vestibolare ed uditiva devono essere controllate durante e dopo il trattamento.

Prolungamento dell’intervallo QT

Durante il trattamento con macrolidi inclusa la claritromicina, sono stati osservati ripolarizzazione cardiaca e intervallo QT prolungati, che comportano un rischio di sviluppare un’aritmia cardiaca e torsione di punta (vedere paragrafo 4.8). Pertanto, poiché le seguenti situazioni possono portare ad un aumento del rischio di aritmie ventricolari (inclusa la torsione di punta), la claritromicina deve essere usata con cautela nei seguenti pazienti:

Pazienti con malattia coronarica, grave insufficienza cardiaca, disturbi della conduzione o bradicardia clinicamente rilevante;

Pazienti con disturbi dell’equilibrio elettrolitico come ipomagnesiemia. La

claritromicina non deve essere somministrata a pazienti con ipokaliemia (vedere paragrafo 4.3);

Pazienti che assumono in concomitanza altri medicinali che si associano al

prolungamento dell’intervallo QT (vedere paragrafo 4.5);

È controindicata la somministrazione concomitante di claritromicina e astemizolo, cisapride, pimozide e terfenadina (vedere paragrafo 4.3);

la claritromicina non deve essere usata in pazienti con prolungamento QT congenito

o acquisito e documentato o con anamnesi di aritmia ventricolare (vedere paragrafo 4.3).

Polmonite: in considerazione della resistenza emergente dello Streptococcus pneumoniae ai macrolidi, è importante che il test di sensibilità venga effettuato quando si prescrive la claritromicina per la polmonite contratta in comunità. Per quanto riguarda la polmonite contratta in ospedale, la claritromicina deve essere usata in associazione con altri antibiotici appropriati.

Infezioni della pelle e dei tessuti molli di gravità da lieve a moderata: queste infezioni sono più spesso causate da Staphylococcus aureus e Streptococcus piogene, entrambi possono essere resistenti ai macrolidi. Pertanto, è importante eseguire il test di sensibilità. Nei casi in cui gli antibiotici beta-lattamici non possono essere usati (ad esempio in caso di allergia), altri antibiotici, come la clindamicina, possono essere considerati farmaci di prima scelta. Attualmente, si ritiene che i macrolidi abbiano un ruolo importante in alcune infezioni della pelle e dei tessuti molli come per esempio quelle causate da Corynebacterium minutissimum (eritrasma), acne volgare e erisipela e nei casi in cui il trattamento con penicillina non può essere usato.

In caso di gravi reazioni di ipersensibilità acuta, come anafilassi, sindrome di Stevens- Johnson e necrolisi epidermica tossica, la terapia con claritromicina deve essere immediatamente interrotta e deve essere urgentemente avviato un trattamento appropriato.

La claritromicina deve essere usata con cautela quando somministrata con induttori del citocromo CYP3A4 (vedere paragrafo 4.5).

Inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine): è controindicato l’uso concomitante di claritromicina con lovastatina o simvastatina (vedere paragrafo 4.3). Deve essere usata cautela quando si prescrive la claritromicina con altre statine. È stata segnalata rabdomiolisi nei pazienti che assumono claritromicina e statine. I pazienti devono essere monitorati per segni e sintomi di miopatia. Nei casi in cui l’uso concomitante di claritromicina e statine non può essere evitato, si raccomanda di prescrivere la dose più bassa possibile della statina. Può essere preso in considerazione l’impiego di una statina che non dipende dal metabolismo del CYP-3A (ad esempio fluvastatina) (vedere paragrafo 4.5).

Agenti ipoglicemizzanti orali/insulina: l’uso concomitante di claritromicina e agenti ipoglicemizzanti orali (come le sulfoniluree) e/o insulina può causare ipoglicemia significativa. Si raccomanda un attento monitoraggio del glucosio (vedere paragrafo 4.5).

Anticoagulanti orali: vi è un rischio di emorragia grave, un aumento significativo del Rapporto Internazionale Normalizzato (INR) e del tempo di protrombina quando la claritromicina viene somministrata contemporaneamente con warfarin (vedere paragrafo 4.5). L’INR e il tempo di protrombina devono essere frequentemente monitorati quando i pazienti assumono contemporaneamente claritromicina e anticoagulanti orali.

L’uso della terapia antibiotica, come l’uso di claritromicina per il trattamento dell’infezione da H.pylori, può far insorgere organismi resistenti ai farmaci.

L’uso prolungato può dare luogo, come con altri antibiotici, a colonizzazione con un aumentato numero di batteri resistenti e di funghi. Se si verifica una sovrainfezione, deve essere iniziata una terapia adeguata.

Si deve anche prestare attenzione alla possibilità di resistenza crociata tra la claritromicina e altri macrolidi, come lincomicina e clindamicina.

 

04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione

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L’uso dei seguenti farmaci è assolutamente controindicato a causa dei potenziali gravi effetti di interazione farmacologica:

Cisapride, pimozide, astemizolo e terfenadina.

Livelli elevati di cisapride sono stati riscontrati in pazienti che hanno assunto in concomitanza claritromicina e cisapride.

Ciò può comportare un prolungamento dell’intervallo QT e aritmie cardiache che includono tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsioni di punta. Effetti simili sono stati osservati nei pazienti che assumono claritromicina e pimozide in concomitanza (vedere paragrafo 4.3)

É stato segnalato che i macrolidi alterano il metabolismo della terfenadina aumentando i livelli di terfenadina che occasionalmente sono stati associati ad aritmie cardiache, quali prolungato intervallo QT, tachicardia ventricolare, fibrillazione ventricolare e torsione di punta (vedere paragrafo 4.3). In uno studio su 14 volontari sani, la co-somministrazione di claritromicina e terfenadina ha determinato un aumento di 2-3 volte dei livelli sierici del metabolita acido di terfenadina e un prolungamento dell’intervallo QT, che non ha portato ad

alcun effetto clinicamente rilevabile. Effetti simili sono stati osservati in seguito alla co- somministrazione di astemizolo ed altri macrolidi.

Ergotamina/diidroergotamina

Segnalazioni post-marketing indicano che la co-somministrazione di claritromicina e ergotamina o diidroergotamina è stata associata a tossicità acuta da ergot caratterizzata da vasospasmo e ischemia delle estremità e di altri tessuti tra cui il sistema nervoso centrale. La co-somministrazione di claritromicina e questi medicinali è controindicata (vedere paragrafo 4.3).

Inibitori della HMG-CoA reduttasi (statine)

L’uso concomitante di claritromicina con lovastatina o simvastatina è controindicato (vedere paragrafo 4.3), poiché tutte le statine sono ampiamente metabolizzate dal CYP3A4 e il trattamento concomitante con claritromicina ne aumenta la concentrazione plasmatica, che aumenta il rischio di miopatia, inclusa rabdomiolisi. Segnalazioni di rabdomiolisi sono state ricevute per i pazienti che assumevano claritromicina contemporaneamente a queste statine. Se il trattamento con claritromicina non può essere evitato, la terapia con lovastatina o simvastatina deve essere interrotta nel corso del trattamento.

Deve essere usata cautela quando si prescrive la claritromicina con le statine. Nei casi in cui non è possibile evitare l’uso concomitante di claritromicina con le statine, si consiglia di prescrivere la dose più bassa possibile della statina. Può essere preso in considerazione l’uso di una statina che non dipende dal metabolismo del CYP3A (ad esempio fluvastatina). I pazienti devono essere controllati per segni e sintomi di miopatia.

Effetti di altri medicinali sulla claritromicina

I farmaci induttori del CYP3A4 (ad es.: rifampicina, fenitoina, carbamazepina, fenobarbital, Erba di San Giovanni) possono indurre il metabolismo della claritromicina. Questo può causare livelli sub-terapeutici di claritromicina che portano ad una ridotta efficacia. Può essere inoltre necessario il monitoraggio dei livelli plasmatici degli induttori del CYP3A4 perché i livelli possono essere aumentati a causa dell’inibizione del CYP3A4 da parte della claritromicina (vedere anche le ìnformazìonì relatìve al medìcìnale ìnduttore del CYP3A4 sommìnìstrato). La co-somministrazione di rifabutina e claritromicina porta ad un aumento dei livelli plasmatici della rifabutina ed ad una diminuzione dei livelli sierici di claritromicina insieme ad un aumentato rischio di uveite.

I seguenti farmaci sono noti o sospettati di alterare le concentrazioni circolanti di claritromicina; può essere richiesto un aggiustamento della dose di claritromicina o trattamenti alternativi:

Efavirenz, neviparina, rifampicina, rifabutina e rifapentina

Forti induttori del metabolismo del citocromo P450 come efavirenz, nevirapina, rifampicina, rifabutina e rifapentina possono accelerare il metabolismo della claritromicina e di conseguenza abbassare i livelli plasmatici della claritromicina, aumentando al contempo i livelli plasmatici del 14-OH-claritromicina, un metabolita che risulta anche attivo dal punto di vista microbiologico. Poiché le attività microbiologiche della claritromicina e del 14-OH- claritromicina sono differenti per batteri diversi, l’effetto terapeutico previsto può essere compromesso nel corso della co-somministrazione di claritromicina e degli induttori enzimatici.

Etravirina

L’esposizione alla claritromicina è stata diminuita dall’etravirina; tuttavia le concentrazioni del metabolita 14-OH-claritromicina, sono aumentate. Poiché l’14-OH-claritromicina ha ridotto l’attività contro il Mycobacterium avium complex (MAC), l’attività complessiva contro questo patogeno può essere alterata; pertanto, devono essere prese in considerazione delle alternative alla claritromicina per il trattamento di MAC.

Fluconazolo

La co-somministrazione di 200 mg di fluconazolo al giorno e di 500 mg di Claritromicina Ranbaxy due volte al giorno in 21 volontari sani ha determinato aumenti della concentrazione minima media di claritromicina allo stato stazionario (Cmin) e dell’area sotto la curva (AUC) pari al 33% ed al 18%, rispettivamente. Le concentrazioni allo stato stazionario del metabolita attivo 14-OH-claritromicina, non sono state influenzate in maniera significativa dalla somministrazione concomitante di fluconazolo. Non è necessario alcun aggiustamento della dose di claritromicina.

Ritonavir

Uno studio farmacocinetico ha dimostrato che la somministrazione concomitante di 200 mg di ritonavir ogni otto ore e di 500 mg di Claritromicina Ranbaxy ogni 12 ore ha determinato una marcata inibizione del metabolismo della claritromicina con aumento in Cmax, Cmin e AUC rispettivamente del 31, del 182 e 77%, quando somministrata contemporaneamente al ritonavir. La formazione del 14-OH-claritromicina è risultata completamente inibita. A causa dell’ampia finestra terapeutica della claritromicina, non è necessaria una riduzione della dose nei pazienti con normale funzionalità renale. Tuttavia, deve essere considerato un successivo aggiustamento della dose nei pazienti con compromissione renale. Per pazienti con una clearance della creatinina (CLCR) da 30 a 60 ml/min la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50% e per quelli con clearance della creatinina (CLCR ) <30 ml/min la dose deve essere ridotta del 75%. Non devono essere co-somministrate dosi di claritromicina superiori a 1 g al giorno con ritonavir.

Simili aggiustamenti della dose devono essere considerati nei pazienti con ridotta funzionalità renale quando ritonavir è utilizzato come potenziale farmacocinetico con altri inibitori delle HIV-proteasi, inclusi atanazavir e saquinavir (vedere paragrafo sotto, Interazìonì farmacologìche Bì-dìrezìonalì).

Effetto della claritromicina su altri medicinali

Interazioni sul CYP3A-base

La co-somministrazione di claritromicina, nota per inibire il CYP3A, e di un farmaco metabolizzato principalmente dal CYP3A, può essere associata ad aumenti delle concentrazioni del farmaco che possono aumentare o prolungare gli effetti terapeutici e gli effetti indesiderati del farmaco somministrato in concomitanza. La claritromicina deve essere utilizzata con cautela nei pazienti in trattamento con altri farmaci noti per essere substrati dell’enzima CYP3A, soprattutto se il substrato del CYP3A presenta un ristretto margine di sicurezza (ad esempio la carbamazepina) e/o se il substrato viene metabolizzato in maniera estesa da questo enzima.

Devono essere presi in considerazione aggiustamenti della dose e, quando possibile, si devono attentamente monitorare le concentrazioni sieriche dei farmaci metabolizzati principalmente dal CYP3A nei pazienti che ricevono contemporaneamente claritromicina.

I seguenti medicinali o classi farmacologiche sono noti o sospettati di essere metabolizzati dallo stesso isoenzima CYP3A: alprazolam, astemizolo, carbamazepina, cilostazolo, cisapride, ciclosporine, disopiramide, alcaloidi dell’ergot, lovastatina, metilprednisolone, midazolam, omeprazolo, anticoagulanti orali (ad es. warfarin, vedere paragrafo 4.4), antipsicotici atipici (ad esempio quetiapina), pimozide, chinidina, rifabutina, sildenafil, simvastatina, , tacrolimus, terfenadina, triazolam e vinblastina, ma questo elenco non è completo. I medicinali che interagiscono con un meccanismo simile attraverso altri isoenzimi nell’ambito del sistema del citocromo P450 comprendono fenitoina, teofillina e valproato.

Antiaritmici

Vi sono state segnalazioni post-marketing di torsioni di punta che si sono verificate con l’uso concomitante di claritromicina e chinidina o disopiramide. Deve essere effettuato un monitoraggio dell’elettorcardiogramma per il prolungamento del QT durante la co- somministrazione di claritromicina con questi farmaci. I livelli sierici di chinidina e disopiramide devono essere monitorati durante la terapia con claritromicina.

Ci sono state segnalazioni post-marketing di ipoglicemia con la somministrazione concomitante di claritromicina e disopiramide. Pertanto, i livelli di glucosio nel sangue devono essere controllati durante la somministrazione concomitante di claritromicina e disopiramide.

Ipoglicemizzanti orali/insulina

Con alcuni farmaci ipoglicemizzanti come nateglinide e repaglinide, può essere coinvolta l’inibizione dell’enzima CYP3A da parte della claritromicina e può causare ipoglicemia quando usati in concomitanza. Si raccomanda un attento controllo del glucosio.

Omeprazolo

Claritromicina (500 mg ogni 8 ore) in associazione ad omeprazolo è stata somministrata in soggetti adulti sani (40 mg al giorno). Le concentrazioni plasmatiche allo stato stazionario di omeprazolo sono risultate aumentate (la Cmax, l’AUC0-24, e il t½ sono aumentati del 30%, dell’89% e del 34%, rispettivamente), a causa della co-somministrazione di claritromicina.

Il valore del pH gastrico medio nel corso di 24 ore era pari a 5,2 quando l’omeprazolo è stato somministrato in monoterapia, e a 5,7 quando l’omeprazolo è stato somministrato in concomitanza alla claritromicina.

Sildenafil, tadalafil e verdanafil

Ognuno di questi inibitori della fosfodiesterasi è metabolizzato, almeno parzialmente, dal CYP3A ed il CYP3A può essere inibito dalla claritromicina somministrata in concomitanza. È probabile che la co-somministrazione di claritromicina con sildenafil, tadalafil o vardenafil determini un aumento dell’esposizione all’inibitore della fosfodiesterasi. Deve pertanto essere presa in considerazione una riduzione della dose di sildenafil, tadalafil e verdanafil quando tali farmaci vengono co-somministrati con claritromicina.

Teofillina, carbamazepina

I risultati di studi clinici indicano che vi è stato un modesto ma statisticamente significativo (p >0,05) aumento di teofillina o dei livelli circolanti di carbamazepina, quando uno di questi farmaci è stato somministrato in concomitanza con la claritromicina. Può essere necessario prendere in considerazione una riduzione della dose.

Tolterodina

La via metabolica principale della tolterodina passa attraverso l’isoforma 2D6 del citocromo P450 (CYP2D6). Tuttavia, in un sottogruppo di popolazione sprovvisto di CYP2D6, la via metabolica identificata è rappresentata dal CYP3A. In questo sottogruppo di popolazione, l’inibizione del CYP3A determina concentrazioni sieriche di tolterodina significativamente più elevate. In presenza degli inibitori del CYP3A, può essere necessaria una riduzione della dose di tolterodina come una riduzione della dose di claritromicina nella popolazione di pazienti in cui il CYP2D6 risulti scarsamente metabolizzato.

Triazolobenzodiazepine (ad es. alprazolam, midazolam, triazolam)

Quando il midazolam è stato somministrato in associazione a claritromicina compresse (500 mg due volte al giorno) l’AUC del midazolam è aumentata di 2,7 volte dopo somministrazione endovenosa di midazolam e di 7 volte dopo somministrazione orale. La somministrazione concomitante di midazolam e claritromicina orale deve essere evitata. Se si somministra midazolam per via endovenosa con claritromicina, il paziente deve essere attentamente monitorato per effettuare aggiustamenti della dose. Le stesse precauzioni devono essere applicate anche alle altre benzodiazepine che sono metabolizzate dal CYP3A4, inclusi triazolam e alprazolam. Nel caso di benzodiazepine la cui eliminazione non dipenda dal CYP3A (temazepam, nitrazepam e lorazepam), è improbabile che si verifichi un’interazione importante dal punto di vista clinico con la claritromicina.

Nel corso dell’esperienza post-marketing, a seguito dell’uso concomitante di claritromicina e triazolam, sono state segnalate interazioni farmacologiche ed effetti a carico del SNC (ad es. sonnolenza e confusione). Si consiglia di monitorare il paziente per l’aumento di effetti farmacologici a carico del SNC.

Interazioni con altri medicinali

Aminoglicosidi

Si consiglia cautela per quanto riguarda la somministrazione concomitante di claritromicina con altri farmaci ototossici, in particolare con aminoglicosidi. Vedere paragrafo 4.4

Colchicina

La colchicina è un substrato sia del CYP3A che dell’efflux transporter, P-glicoproteina (Pgp). È noto che la claritromicina e gli altri macrolidi inibiscono il CYP3A e il Pgp. Quando la claritromicina e la colchicina sono somministrate contemporaneamente, l’inibizione del Pgp e/o del CYP3A da parte della claritromicina può portare ad una aumentata esposizione alla colchicina (vedere paragrafì 4.3 e 4.4).

Digossina

Si ritiene che la digossina sia un substrato dell’efflux transporter, P-glicoproteina (Pgp). La claritromicina è nota per inibire la Pgp. Quando la digossina e la claritromicina vengono somministrate in concomitanza, l’inibizione della Pgp da parte della claritromicina può determinare un aumento dell’esposizione alla digossina. Sono anche stati segnalati aumenti delle concentrazioni plasmatiche di digossina nei pazienti sottoposti a terapia concomitante a base di digossina e claritromicina nel corso della vigilanza post-marketing. Alcuni pazienti hanno evidenziato segni clinici analoghi a quelli che si presentano in caso di tossicità da digossina, tra cui aritmie potenzialmente fatali. Le concentrazioni plasmatiche di digossina

devono essere monitorate attentamente quando i pazienti ricevono in concomitanza digossina e claritromicina.

Zidovudina

La somministrazione orale contemporanea di claritromicina compresse e zidovudina in pazienti adulti HIV-positivi può risultare in una diminuzione delle concentrazioni di zidovudina allo stadio stazionario.

Poiché la claritromicina sembra interferire con l’assorbimento della zidovudina somministrata contemporaneamente per via orale, questa interazione può essere ampiamente evitata distanziando le dosi di claritromicina e zidovudina in modo da consentire un intervallo di 4 ore tra i due medicinali. Tale interazione non compare nei pazienti pediatrici affetti da HIV quando la claritromicina sospensione viene assunta contemporaneamente a zidovudina o didanosina. Tale interazione è improbabile quando la claritromicina viene somministrata per infusione endovenosa.

Fenitoina e Valproato

Ci sono state segnalazioni spontanee o pubblicate di interazioni di inibitori del CYP3A, inclusa la claritromicina con farmaci che non si ritiene vengano metabolizzati dal CYP3A (ad es. fenitoina e valproato). Sono raccomandate determinazioni dei livelli sierici per questi farmaci quando somministrati in concomitanza con claritromicina. Sono stati riferiti aumenti dei livelli sierici.

Interazioni farmacologiche Bidirezionali

Atazanavir

La claritromicina e l’atazanavir sono entrambi substrati ed inibitori del CYP3A ed esistono prove di interazione bidirezionale tra i farmaci. La co-somministrazione di claritromicina (500 mg due volte al giorno) e di atazanavir (400 mg una volta al giorno) ha determinato un aumento di 2 volte dell’esposizione alla claritromicina ed una diminuzione del 70% dell’esposizione del 14-OH-claritromicina con un aumento del 28% dell’AUC di atazanavir. In virtù dell’ampia finestra terapeutica della claritromicina, non deve essere necessario procedere ad alcuna riduzione della dose nei pazienti che presentano funzionalità renale normale. Nel caso di pazienti che presentino una funzione renale di grado moderato (clearance della creatinina da 30 a 60 ml/min), la dose di claritromicina deve essere ridotta del 50%. Nel caso di pazienti in cui la clearance della creatinina risulti minore di 30 ml/min, la dose di claritromicina deve essere ridotta del 75%, utilizzando un’appropriata formulazione di claritromicina. Non devono essere somministrate dosi di claritromicina superiori a 1000 mg al giorno in concomitanza alla somministrazione degli inibitori della proteasi.

Calcio-antagonisti

Si consiglia cautela riguardo la somministrazione concomitante di claritromicina e calcio- antagonisti metabolizzati dal CYP3A4 (ad esempio, verapamil, amlodipina, diltiazem) a causa del rischio di ipotensione. Le concentrazioni plasmatiche di claritromicina così come dei calcio-antagonisti possono aumentare a causa dell’interazione. Ipotensione, bradiaritmie e acidosi lattica sono stati osservati in pazienti che assumevano in concomitanza claritromicina e verapamil.

Itraconazolo

La claritromicina e l’itraconazolo sono entrambi substrati ed inibitori del CYP3A e ciò determina un’interazione farmacologica bidirezionale fra i farmaci. La claritromicina può

determinare un aumento dei livelli plasmatici di itraconazolo mentre l’itraconazolo può aumentare i livelli plasmatici della claritromicina. I pazienti che assumono claritromicina ed itraconazolo in concomitanza devono essere attentamente monitorati per rilevare la presenza di segni e sintomi dell’aumento o del prolungamento degli effetti farmacologici.

Saquinavir

La claritromicina e il saquinavir sono entrambi substrati ed inibitori del CYP3A ed esistono prove di interazione bidirezionale fra i farmaci. La co-somministrazione di claritromicina (500 mg due volte al giorno) e di saquinavir (capsule molli di gelatina, 1200 mg tre volte al giorno) a 12 volontari sani, ha determinato valori allo stato stazionario di AUC e Cmax di saquinavir che sono risultati superiori del 177% e del 187% rispetto a quelli rilevati con il saquinavir somministrato in monoterapia. I valori di AUC e Cmax della claritromicina sono risultati circa il 40% più elevati rispetto a quelli rilevati con la claritromicina somministrata in monoterapia. Non è necessario procedere ad alcun aggiustamento della dose quando i due farmaci vengono somministrati in concomitanza per un periodo di tempo limitato alle dosi/formulazioni studiate. Le osservazioni, emerse dagli studi di interazione farmacologica eseguiti utilizzando la formulazione in capsule molli di gelatina, possono non essere rappresentative degli effetti rilevati ricorrendo alla formulazione di saquinavir in capsule rigide di gelatina. Le osservazioni, emerse dagli studi di interazione farmacologica svolti somministrando saquinavir in monoterapia, possono non essere rappresentative degli effetti rilevati con la terapia combinata saquinavir/ritonavir. Quando saquinavir viene somministrato in concomitanza al ritonavir, si deve procedere ad un’attenta valutazione degli effetti potenziali che il ritonavir può avere sulla claritromicina (vedere paragrafo 4.5: Rìtonavìr).

È stato dimostrato che la claritromicina non interagisce con i contraccettivi orali.

 

04.6 Gravidanza e allattamento

Indice

Gravidanza

La sicurezza dell’uso di claritromicina durante la gravidanza non è stata stabilita. Sulla base dei risultati ottenuti da studi condotti su topi, ratti, conigli e scimmie la possibilità di effetti avversi sullo sviluppo embrio-fetale non può essere esclusa. Pertanto, l’uso in gravidanza non è raccomandato a meno che i benefici non siano superiori ai rischi.

Allattamento al seno

La sicurezza dell’uso di claritromicina durante l’allattamento al seno dei neonati non è stata stabilita.

La claritromicina è escreta nel latte umano.

 

04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Indice

Non vi sono dati disponibili sugli effetti di claritromicina sulla capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. La possibile comparsa di capogiri, vertigini, confusione e disorientamento, che possono verificarsi con il medicinale, deve essere tenuta in considerazione prima che i pazienti si mettono alla guida o utilizzano macchinari.

 

04.8 Effetti indesiderati

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Sintesi del profilo di sicurezza

Gli effetti indesiderati più frequenti e comuni correlati alla terapia con claritromicina sia per gli adulti che per la popolazione pediatrica sono: dolore addominale, diarrea, nausea, vomito e alterazione del gusto. Questi effetti indesiderati sono di solito di lieve intensità e sono coerenti con il noto profilo di sicurezza degli antibiotici macrolidi (vedere b) Tabella del riassunto delle reazioni avverse – paragrafo 4.8).

Non vi è stata alcuna differenza significativa nell’incidenza di questi effetti indesiderati gastrointestinali durante gli studi clinici tra la popolazione di pazienti con o senza pre- esistenti infezioni da micobatteri.

Tabella del riassunto degli effetti indesiderati

La seguente tabella riporta gli effetti indesiderati segnalati nel corso di studi clinici e dell’esperienza post-marketing a seguito della somministrazione di claritromicina compresse a rilascio immediato, in granuli per sospensione orale, polvere per soluzione iniettabile, compresse a rilascio prolungato e compresse a rilascio modificato.

Le reazioni considerate come almeno possibilmente correlate alla claritromicina sono riportate per classificazione sistemica organica e frequenza utilizzando la seguente convenzione: molto comune (≥1/10), comune (≥1/100, <1/10), non comune (≥1/1000,

<1/100) e non nota (effetti indesiderati derivati dall’esperienza post-marketing, la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili). All’interno di ciascuna classe di frequenza, gli effetti indesiderati sono riportati in ordine decrescente di gravità quando la gravità può essere valutata.

Classificazione per sistemi e organi Molto comune (≥1/10) Comune
(da ≥ 1/100 a < 1/10)
Non comune
(da ≥1/1.000 a < 1/100)
Non nota* (non può essere
definita sulla base dei dati disponibili)
Infezioni e
Infestazioni
Cellulite1,
candidiasi, gastroenterite2, infezioni3,
infezioni vaginali
Colite
pseudomembranosa, erisipela
Patologie del sistema emolinfopoietico Leucopenia, neutropenia4, trombocitemia3,
eosinofilia4
Agranulocitosi, trombocitopenia
Disturbi del sistema
immunitario5
Reazione anafilattoide1, Ipersensitività Reazione anafilattica, angioedema
Disturbi del
metabolismo e della nutrizione
Anoressia,
diminuzione dell’appetito
Disturbi psichiatrici Insonnia Ansia, nervosismo3, Disturbo psicotico, stato confusionale, depersonalizzazione, depressione, disorientamento, allucinazione,
sogni anomali, mania
Patologie del sistema nervoso Disgeusia, cefalea, perversione del gusto Perdita di coscienza1, discinesia1,
capogiri,
sonnolenza6, tremore
Convulsioni, ageusia, parosmia,
anosmia, parestesia
Patologie
dell’orecchio e del labirinto
Vertigini,
perdita di udito, tinnito
Sordità
Patologie cardiache Arresto cardiaco1, fibrillazione atriale1, intervallo QT prolungato all’electrocardiogramma7, extrasistole1,
palpitazioni
Torsioni di punta7, tachicardia ventricolare7, fibrillazione ventricolare
Patologie vascolari Vasodilatazione1 Emorragia8
Patologie respiratorie, toraciche e
mediastiniche
Asma1, epistassi2,
embolia polmonare1
Patologie gastrointestinali Diarrea8, vomito, dispepsia, nausea, dolore addominale Esofagite1,
patologia da reflusso gastroesofageo2, gastrite,
proctalgia2, stomatite, glossite,
distensione addominale4, costipazione,
secchezza della bocca, eruttazione,
flatulenza
Pancreatite acuta, alterazione del colore della lingua, alterazione della colorazione dei denti
Patologie epatobiliari Test della funzionalità epatica anormale Colestasi4, epatite4,
aumentati livelli di alanina aminotransferasi,
aumentati livelli di aspartato aminotransferasi,
aumentati livelli di gamma- glutamiltransferasi4
Insufficienza epatica10, ittero epatocellulare
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea, iperidrosi Dermatite bollosa1, prurito,
orticaria,
esantema maculo-papulare3
Sindrome di Stevens- Johnson5,
necrolisi epidermica tossica5,
eruzione da farmaci con eosinofilia e sintomi sistemici (DRESS),
acne
Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto
connettivo
Spasmi muscolari3, rigidità muscolare1, mialgia2 Rabdomiolisi2,11, miopatia
Patologie renali e
urinarie
Creatinina ematica
aumentata1,
Insufficienza renale,
nefrite interstiziale
urea ematica aumentata1
Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione Flebite al sito di iniezione1 Dolore al sito di iniezione1, infiammazione al sito di iniezione1 Malessere4, piressia3, astenia,
dolore toracico4,
brividi4, affaticamento4
Esami diagnostici Rapporto albumina globulina anomalo1, fosfatasi ematica aumentata4, latticodeidrogenasi ematica aumentata 4 Rapporto Internazionale Normalizzato aumentato8, prolungamento del tempo di protrombina8, colore anomalo delle
urine

1 ADR segnalate solo per polvere per soluzione iniettabile 2ADR segnalate solo per compresse a rilascio prolungato 3 ADR segnalate solo per granuli per sospensione orale

4 ADR segnalate solo per compresse a rilascio immediato

5, 7, 9,10 Vedere paragrafo

a)

6, 8, 11 Vedere paragrafo

c)

* Poiché queste reazioni sono state segnalate volontariamente da una quantità incerta di pazienti, non è sempre possibile stimare in modo attendibile la loro frequenza o stabilire una relazione causale con l’esposizione al medicinale. L’esposizione del paziente è stimata essere superiore a 1 miliardo di giorni di trattamento del paziente per la claritromicina.

** In alcuni dei casi di rabdomiolisi, la claritromicina è stata somministrata in concomitanza con altri medicinali noti per essere associati a rabdomiolisi (come statine, fibrati, colchicina o allopurinolo).

Descrizione degli effetti indesiderati selezionati

Flebite nel sito di iniezione, dolore nel sito di iniezione, dolore nel sito di iniezione nel vaso sanguigno e infiammazione nel sito di iniezione sono specifici della somministrazione endovenosa di claritromicina.

Sono stati segnalati casi di rabdomiolisi a seguito della co-somministrazione di claritromicina e statine, fibrati, colchicina o allopurinolo (vedere paragrafì 4.3 e 4.4).

Nel corso dell’esperienza post-marketing, a seguito dell’uso concomitante di claritromicina e triazolam, sono state segnalate interazioni farmacologiche ed effetti a carico del SNC (ad es. sonnolenza e confusione). Si consiglia di monitorare il paziente per tenere sotto controllo l’aumento di effetti farmacologici a carico del SNC (vedere paragrafo 4.5).

Sono stati segnalati rari casi con claritromicina compresse a rilascio prolungato di presenza di residui nelle feci, molti dei quali si sono verificati in pazienti con disturbi gastrointestinali anatomici (inclusa ileostomia o colostomia) o funzionali con tempi di transizione gastrointestinale ridotti. In numerosi casi, i residui delle compresse sono apparsi nella diarrea. Si raccomanda che i pazienti con residui di compressa nelle feci e nessun miglioramento nelle condizioni devono passare ad una diversa formulazione di claritromicina (ad es. la sospensione) o ad un altro antibiotico.

Popolazioni speciali: effetti indesiderati nei pazienti immunocompromessi (vedere paragrafo

e)).

Popolazioni pediatriche

Sono stati condotti studi clinici utilizzando claritromicina sospensione per uso pediatrico di claritromicina in bambini dai 6 mesi ai 12 anni di età. Pertanto, i bambini al di sotto dei 12 anni di età devono utilizzare la claritromicina sospensione per uso pediatrico. I dati sono insufficienti per poter raccomandare un regime di dose per l’uso della formulazione di claritromicina per via endovenosa in pazienti di età inferiore ai 18 anni.

Si prevede che la frequenza, il tipo e la gravità degli effetti indesiderati nei bambini siano gli stessi degli adulti.

Altre popolazioni speciali

Pazienti immunocompromessi

Nei pazienti affetti da AIDS e immunocompromessi trattati con dosi elevate di claritromicina per periodi prolungati di tempo per infezioni micobatteriche, è stato spesso difficile distinguere effetti indesiderati eventualmente associati alla somministrazione di claritromicina da segni pre-esistenti di HIV o malattia intermittente.

Nei pazienti adulti, gli effetti indesiderati più frequentemente segnalati dai pazienti trattati con dosi giornaliere totali di 1000 mg e 2000 mg di claritromicina sono stati: nausea, vomito, alterazione del gusto, dolore addominale, diarrea, eruzioni cutanee, flatulenza, cefalea, costipazione, disturbi dell’udito, aumentati livelli della glutammato-ossalacetato transaminasi (GOT) e della glutammato-piruvato transaminasi (GPT) sierica. Altri eventi con minore frequenza hanno incluso dispnea, insonnia e bocca secca. L’incidenza era paragonabile per i pazienti trattati con 1000 mg e 2000 mg, ma era generalmente circa 3-4 volte più frequente per quei pazienti trattati con dosi giornaliere totali di 4000 mg di claritromicina.

In questi pazienti immunocompromessi, sono state eseguite valutazioni degli esami di laboratorio analizzando quei parametri al di fuori dei livelli gravemente anomali (ad es. il limite estremo più basso o più elevato) per il test specifico. Sulla base di questi criteri, circa il 2-3% di quei pazienti trattati con 1000 mg o 2000 mg di claritromicina al giorno avevano livelli anormali elevati di GOT e GPT e globuli bianchi e piastrine insolitamente bassi. Una percentuale più bassa di pazienti in questi due gruppi di dosaggio avevano anche livelli elevati di azoto ureico nel sangue. Incidenze lievemente più elevate di valori anormali sono state osservate nei pazienti trattati con 4000 mg al giorno per tutti i parametri ad eccezione dei globuli bianchi.

Segnalazione delle reazioni avverse sospette

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo: www.agenziafarmaco.gov.it/it/responsabili

 

04.9 Sovradosaggio

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Segnalazioni indicano che l’ingestione di grandi quantità di claritromicina possono produrre sintomi gastrointestinali. I sintomi di sovradosaggio possono corrispondere considerevolmente al profilo degli effetti indesiderati. Un paziente con anamnesi di disturbi bipolari ha ingerito 8 g di claritromicina mostrando stato mentale alterato, comportamento paranoico, ipopotassiemia ed ipossiemia.

Terapia per l’intossicazione

Non c’è uno specifico antidoto in caso di sovradosaggio.

Gli effetti indesiderati che accompagnano il sovradosaggio devono essere trattati con la pronta eliminazione del farmaco non assorbito e misure di supporto. Come con altri macrolidi, non ci si aspetta che i livelli sierici di claritromicina siano sensibilmente influenzati dall’emodialisi o dalla dialisi peritoneale. Molto raramente si possono osservare gravi reazioni allergiche acute, come shock anafilattico. Ai primi segni di reazioni di ipersensibilità la terapia con la claritromicina deve essere sospesa e devono essere iniziate immediatamente le misure necessarie.

 

05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

05.1 Proprietà farmacodinamiche

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Categoria farmacoterapeutica: Antibatterici per uso sistemico, macrolidi. Codice ATC: J01FA09

Meccanismo d’azione

La claritromicina è un antibiotico appartenente al gruppo degli antibiotici macrolidi. Essa esercita la sua azione antibatterica legandosi selettivamente alla sub-unità ribosomiale 50s dei batteri sensibili, prevenendo la traslocazione degli aminoacidi attivati. Inibisce la sintesi proteica intracellulare di batteri sensibili.

Il metabolita 14-idrossi della claritromicina, un prodotto del metabolismo del composto originario, ha anche azione antimicrobica. Il metabolita è meno attivo del composto originario per la maggior parte degli organismi, tra cui mycobacterium spp. Un’eccezione è l’Haemophilus influenzale dove il metabolita 14-idrossi è due volte più attivo del composto originario.

La claritromicina è di solito attiva contro i seguenti organismi in vitro:

Batteri Gram-positivi: Staphylococcus aureus (meticillino sensibile); Streptococcus pyogenes (Gruppo A streptococchi beta-emolitici), streptococchi alfa-emolitici (gruppo viridans); Streptococcus (Diplococcus) pneumoniae, Streptococcus agalactiae, Listeria monocytogenes.

Batteri Gram-negativi: Haemophilus influenzae, Haemophilus parainfluenzae, Moraxella (Branhamella) catarrhalis, Neisseria gonorrhoeae, Legionella pneumophila, Bordetella pertussis, Helicobacter pylori, Campylobacter jejuni.

Micoplasma: Mycoplasma pneumoniae, Ureaplasma urealyticum.

Altri organismi: Chlamydia trachomatis, Mycobacterium avium, Mycobacterium leprae.

Anaerobi: Bacteroides fragilis macrolide-suscettibili, Clostridium perfringens, specie

Peptococcus; specie Peptostreptococcus, Propionibacterium acnes.

La claritromicina ha attività battericida contro diversi ceppi batterici. Questi organismi comprendono Haemophilus influenzae, Streptococcus pneumoniae, Streptococcus pyogenes, Streptococcus agalactiae, Moraxella (Branhamella) catarrhalis, Neisseria gonorrhoeae, Breakpoints (MIC, mg/L) Microorganismi Sensibile (≤) Resistente (>) Staphylococcus spp. 1 mg/L 2 mg/L Streptococcus spp.
(A, B, C, G) 0,25 mg/L 0,5 mg/L Streptococcus pneumonia 0,25 mg/L 0,5 mg/L Viridans group streptococcus IE IE Haemophilus spp. 1 mg/L 32 mg/L Moraxella catarrhalis 0,25 mg/L 0,5 mg/L1
 

05.2 Proprietà farmacocinetiche

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H. pylori è associato alla malattia peptica acida che comprende la malattia ulcerosa duodenale e la malattia ulcerosa gastrica in cui rispettivamente circa il 95% e l’80% dei pazienti è infettato da questo batterio. tinidazolo e omeprazolo; claritromicina più tetraciclina, bismuto subsalicilato e ranitidina; claritromicina più ranitidina da sola.

Gli studi clinici che hanno utilizzato diversi regimi di eradicazione di H. pylori hanno dimostrato che l’eradicazione di H. pylori previene recidive di ulcera.

Assorbimento

La claritromicina viene rapidamente ed ampiamente assorbita dal tratto gastrointestinale, dopo somministrazione orale di claritromicina compresse.

Il metabolita microbiologicamente attivo, 14-idrossiclaritromicina è formato dal metabolismo di primo passaggio. La claritromicina può essere somministrata indipendentemente dai pasti, poiché il cibo non influenza il grado di biodisponibilità della claritromicina compresse. Il cibo ritarda leggermente l’inizio dell’assorbimento della claritromicina e la formazione del 14-idrossi metabolita.

Distribuzione

La claritromicina raggiunge in alcuni tessuti concentrazioni che sono diverse volte superiori a quelle della sostanza attiva circolante. Livelli aumentati sono stati trovati sia nelle tonsille che nei polmoni.

A livelli terapeutici la claritromicina è legata alle proteine plasmatiche per circa l’80%. La claritromicina penetra anche nel muco gastrico. I livelli di claritromicina nel muco gastrico e nel tessuto gastrico sono superiori quando la claritromicina è somministrata con omeprazolo rispetto a quando la claritromicina è somministrata da sola.

Biotrasformazione ed eliminazione

La farmacocinetica della claritromicina non è lineare; tuttavia lo stato stazionario viene raggiunto entro due giorni dalla somministrazione. Al dosaggio di 250 mg due volte al giorno, il 15-20% del medicinale immodificato viene escreto nelle urine. Con 500 mg due volte al giorno, l’escrezione urinaria è maggiore (circa il 36%). Il metabolita 14-idrossi della claritromicina è il metabolita urinario principale e rappresenta il 10-15% della dose. La maggior parte della dose rimanente viene eliminata nelle feci, principalmente per via biliare. Il 5-10% del composto originario è presente nelle feci. Quando la claritromicina 500 mg è somministrata tre volte al giorno, le concentrazioni plasmatiche di claritromicina aumentano rispetto al dosaggio di 500 mg somministrato due volte al giorno.

 

05.3 Dati preclinici di sicurezza

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In studi in acuto nel topo e nel ratto la dose letale mediana è risultata maggiore della dose massima somministrabile (5g/kg).

In studi con dosi ripetute, la tossicità è risultata correlata alla dose, alla durata del trattamento ed alla specie. I cani risultarono più sensibili dei primati o dei ratti. I segni clinici maggiori a dosi tossiche comprendono emesi, debolezza, ridotta assunzione di cibo, aumento di peso, salivazione, disidratazione e iperacidità. In tutte le specie, a dosi tossiche, il fegato è stato il primo organo bersaglio. Epatotossicità è risultata evidenziabile da aumenti precoci dei test di funzionalità epatica. La sospensione del farmaco generalmente porta ad un ritorno a valori normali o ad una tendenza alla normalizzazione. Altri tessuti comunemente meno colpiti sono stomaco, timo ed altri tessuti linfatici ed i reni. A dosi quasi terapeutiche iniezione congiuntivale e lacrimazione sono comparse solo nei cani. A dosi massive di 400 mg/kg/die, alcuni cani e scimmie hanno sviluppato opacità corneale e/o edema.

Studi sulla fertilità e la riproduzione nel ratto non hanno mostrato effetti avversi. Studi di teratogenesi sul ratto (Wistar per os e Sprague-Dawley per os e e.v.), nel coniglio New Zealand White ed in scimmie Cynomolgous non sono riusciti a dimostrare alcuna

teratogenicità della claritromicina. Tuttavia, un ulteriore studio simile in ratti Sprague- Dawley ha documentato una bassa incidenza (6%) di anomalie cardiovascolari che sono risultate dovute ad espressione spontanea di mutamenti genetici. Due studi sul topo hanno rivelato una incidenza variabile (3-30%) di palatoschisi e, perdite di embrioni sono state osservate nelle scimmie ma solo a livelli di dosi che erano chiaramente tossici per le madri.

 

INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

06.1 Eccipienti

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Cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, povidone, magnesio stearato, talco, silice colloidale anidra, acido stearico.

Film di rivestimento: Opadry 20H 52875 contenente: ipromellosa, idrossipropilcellulosa, glicole propilenico, vanillina, titanio diossido, talco e chinolina gialla (E104).

 

06.2 Incompatibilità

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Non pertinente

 

06.3 Periodo di validità

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3 anni.

 

06.4 Speciali precauzioni per la conservazione

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Questo medicinale non richiede particolari condizioni di temperatura per la conservazione. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dall’umidità.

 

06.5 Natura e contenuto della confezione

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Le compresse rivestite con film sono confezionate in blister (PVC/ PVdC) chiuso con un foglio di alluminio.

I blister sono inseriti in un astuccio di cartone.

Confezioni:

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film

Confezioni da: 1, 2, 10, 1×10, 12, 14, 1×14, 15, 20, 42, 50, 56 o 100 compresse. È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

 

06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione

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Nessuna istruzione particolare.

 

07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio

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Ranbaxy Italia S.p.A. Piazza Filippo Meda, 3 – 20121 Milano

 

08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio

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Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 1 compressa AIC n° 037586017

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 2 compresse AIC n° 037586029

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 10 compresse AIC n° 037586031

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 12 compresse AIC n° 037586043

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 14 compresse AIC n° 037586056

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 15 compresse AIC n° 037586068

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 20 compresse AIC n° 037586070

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 42 compresse AIC n° 037586082

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 50 compresse AIC n° 037586094

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 56 compresse AIC n° 037586106

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 100 compresse AIC n° 037586118

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 1×14 compresse AIC n° 037586219

Claritromicina Ranbaxy Italia 250 mg compresse rivestite con film – 1×10 compresse AIC n° 037586245

 

09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione

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Dicembre 2007

 

10.0 Data di revisione del testo

Indice

Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: ———-

 


 

PRESCRIVIBILITÀ ED INFORMAZIONI PARTICOLARI

Informazioni aggiornate al: 21/10/2020
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Claritromicina ran – 12 Cpr 250 mg (Claritromicina)
Classe A: Rimborsabile dal SSN (gratuito o con ticket per il paziente)Nota AIFA: Nessuna   Ricetta: Ricetta Ripetibile Tipo: Generico Info: Nessuna ATC: J01FA09 AIC: 037586043 Prezzo: 2,53 Ditta: Ranbaxy Italia Spa


 


FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)

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