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Dexabem Os 2 Mg Ml
Dexabem Os 2 Mg Ml
Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto
Dexabem Os 2 Mg Ml: ultimo aggiornamento pagina: (Fonte: A.I.FA.)
01.0 Denominazione del medicinale
Dexabem 2 mg/mL soluzione orale
02.0 Composizione qualitativa e quantitativa
ml di soluzione contiene: Principio attivo: desametasone 2,0 mg (pari a 2,632 mg di desametasone sodio fosfato) Eccipienti con effetti noti: Glicole propilenico Maltitolo liquido Sorbitolo liquido Acido benzoico Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1
03.0 Forma farmaceutica
Soluzione orale limpida e incolore.
04.0 INFORMAZIONI CLINICHE
04.1 Indicazioni terapeutiche
Dexabem (desametasone sodio fosfato) è un corticosteroide. È indicato in un’ampia varietà di disturbi: Disturbi oncologici:
Trattamento della leucemia linfatica acuta nei bambini di età compresa tra 1 e 18 anni, nell’ambito di specifici protocolli terapeutici in associazione ad altri medicinali.
Prevenzione di nausea e vomito indotti da chemioterapia nell’ambito di regimi antiemetici nell’adulto.
-Disturbi neurologici:
Trattamento sintomatico e a breve termine dell’edema cerebrale associato a tumori cerebrali primari e metastatici nell’adulto.
-Disturbi endocrini:
Test diagnostici di iperfunzione corticosurrenale.
-Disturbi respiratori:
Trattamento di esacerbazioni di asma nei bambini a partire da 1 anno di età e negli adolescenti fino a 18 anni di età.
-COVID-19:
Trattamento della malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) in pazienti adulti e adolescenti (di età pari o superiore a 12 anni con peso corporeo di almeno 40 kg) che necessitano di ossigenoterapia supplementare.
04.2 Posologia e modo di somministrazione
Posologia
In generale, la posologia dei glucocorticoidi deve essere adattata ai singoli casi, a seconda della gravità della malattia e della risposta individuale del paziente. La gravità, la prognosi, la prevedibile durata della malattia e la risposta del paziente al farmaco sono fattori determinanti ai fini della posologia.
Per ridurre al minimo gli effetti indesiderati, deve essere impiegata la dose efficace più bassa possibile (vedere paragrafo 4.8).
In determinate circostanze, ad esempio in caso di stress e di cambiamenti del quadro clinico, possono essere necessari ulteriori aggiustamenti della dose.
Ottenuta una risposta favorevole, si dovrebbe determinare l’appropriata posologia di mantenimento riducendo gradualmente e ad intervalli di tempo adeguati, la posologia iniziale del farmaco fino a raggiungere la dose minima sufficiente per mantenere la risposta clinica desiderata.
Se dopo un ragionevole periodo di tempo non si osserva una risposta clinica soddisfacente, si dovrebbe interrompere il trattamento con Desametasone e passare ad altra terapia appropriata.
Quando il farmaco è stato somministrato per un periodo di tempo superiore a qualche giorno, la sospensione del trattamento deve essere attuata gradualmente e non in modo brusco.
Le raccomandazioni di seguito riportate sono indicative. La dose iniziale e la dose giornaliera devono essere stabilite sulla base della risposta individuale del paziente e della severità della malattia.
Schemi posologici suggeriti:
Leucemia linfatica acuta
La dose e la frequenza delle somministrazioni variano a seconda del protocollo terapeutico e delle terapie associate. Il trattamento deve essere iniziato e monitorato da medici esperti nel trattamento della leucemia linfatica acuta. La somministrazione di Dexabem deve seguire le istruzioni per la somministrazione di desametasone descritte nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto del/i trattamento/i associato/i, se riportate. In caso contrario, i protocolli e le linee guida di trattamento locali o internazionali devono essere seguiti. I medici prescrittori devono valutare attentamente la dose di desametasone da utilizzare, tenendo conto delle condizioni e dello stato di malattia del paziente. Al termine del trattamento con desametasone, la dose deve essere ridotta in modo graduale fino alla completa interruzione.
Prevenzione di nausea e vomito indotte da chemioterapia
La dose varia a seconda del livello emetogeno della chemioterapia:
Terapia altamente/moderatamente emetogena
Giorno 1: 8-20 mg, anche in dosi frazionate.
Giorni 2, 3 o 2, 3, 4: 8-16 mg, anche in dosi frazionate.
Terapia a basso potere emetogeno
Giorno 1: 4-8 mg.
La dose di desametasone orale deve essere ridotta in caso di somministrazione concomitante con antagonisti del recettore della neurochinina-1 (NK1) quali aprepitant/netupitant usati per la gestione dell’emesi acuta e tardiva indotta da chemioterapie ad alto rischio emetogeno.
Edema cerebrale associato a tumori cerebrali primari e metastatici
Nel trattamento sintomatico e a breve termine dell’edema cerebrale associato a tumori cerebrali primari e metastatici nell’adulto: 4-16 mg/die (preferibilmente in dosi suddivise).
La dose iniziale e la durata del trattamento variano in base alla causa e alla gravità della condizione del paziente. Il trattamento deve essere ridotto in modo graduale fino alla completa interruzione.
La somministrazione di desametasone può ridurre l’efficacia dell’immunoterapia nei pazienti con tumore cerebrale. L’uso di desametasone in questi pazienti deve quindi essere attentamente valutato.
Test diagnostici per iperfunzione corticosurrenale
Test di soppressione del desametasone a basse dosi: 1 mg di desametasone tra le 23 e mezzanotte, oppure 0,5 mg ogni 6 ore per 48 ore.
Test di soppressione del desametasone ad alte dosi: 8 mg di desametasone tra le 23 e mezzanotte, oppure 2 mg ogni 6 ore per 48 ore.
Popolazione pediatrica
Test di soppressione del desametasone a basse dosi: 1 mg di desametasone tra le 23 e mezzanotte. In alternativa 0,5 mg ogni 6 ore per 48 ore per bambini di peso superiore a 40 kg o 30 µg/kg/die per bambini di peso inferiore a 40 kg.
Sebbene il test di soppressione del desametasone notturno da 1 mg sia utilizzato come test di screening per i pazienti pediatrici, non ci sono dati specifici riguardanti la sua interpretazione o le sue prestazioni in questa popolazione.
Trattamento del COVID-19
Nei pazienti adulti 6 mg una volta al giorno, per un massimo di 10 giorni.
Nei pazienti pediatrici (adolescenti di età pari o superiore a 12 anni) si raccomanda una dose di 6 mg una volta al giorno fino ad un massimo di 10 giorni.
La durata del trattamento deve essere guidata dalla risposta clinica e dalle esigenze del singolo paziente.
Esacerbazioni di asma Il dosaggio suggerito è:
Popolazione pediatrica (da 1 a 18 anni di età): una singola dose da 0,3 mg/kg a 0,6 mg/kg, non superiore a 12 mg totali. La somministrazione può essere eventualmente ripetuta dopo 24 ore.
La terapia non deve superare i due giorni di trattamento.
Non superare la dose massima raccomandata.
Di seguito si riportano i volumi con i relativi dosaggi:
| <.. image(Immagine che contiene testo, Attrezzatura da laboratorio, interno Descrizione generata automaticamente) removed ..> | Desametasone 2mg/mL Soluzione orale | |
|---|---|---|
| Volume (mL) | 2 mg/mL | |
| Desametasone mg/dose | ||
| 0,25 | 0,50 | |
| 0,50 | 1,00 | |
| 0,75 | 1,50 | |
| 1,00 | 2,00 | |
| 1,25 | 2,50 | |
| 1,50 | 3,00 | |
| 1,75 | 3,50 | |
| 2,00 | 4,00 | |
| 2,25 | 4,50 | |
| 2,50 | 5,00 | |
| 2,75 | 5,50 | |
| 3,00 | 6,00 | |
| 3,25 | 6,50 | |
| 3,50 | 7,00 | |
| 3,75 | 7,50 | |
| 4,00 | 8,00 | |
| 4,25 | 8,50 | |
| 4,50 | 9,00 | |
| 4,75 | 9,50 | |
| 5,00 | 10,00 | |
Quando è necessario somministrare una dose singola inferiore a 0,5 mg o una dose giornaliera superiore a 20 mg si devono utilizzare altri medicinali a base di desametasone autorizzati.
Popolazioni speciali
Anziani
Gli effetti avversi comuni dei corticosteroidi sistemici possono essere associati a conseguenze più gravi nei pazienti anziani, in particolare osteoporosi, ipertensione, ipopotassiemia, diabete, suscettibilità alle infezioni e atrofia cutanea. Uno stretto monitoraggio clinico è necessario per evitare reazioni pericolose per la vita (vedere paragrafo 4.8).
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose per il trattamento del COVID-19.
Compromissione epatica
I pazienti con compromissione epatica richiedono un adeguato monitoraggio e la dose deve essere determinata con cautela, poiché non esistono dati per questa popolazione di pazienti (vedere paragrafi 4.4 e 5.2).
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose per il trattamento del COVID-19.
Compromissione renale
I pazienti con compromissione renale richiedono un adeguato monitoraggio (vedere paragrafo 4.4). Non è richiesto alcun aggiustamento della dose per il trattamento del COVID-19.
Popolazione pediatrica
Non è richiesto alcun aggiustamento della dose per il trattamento del COVID-19 nei pazienti pediatrici (adolescenti di età pari o superiore a 12 anni con peso corporeo di almeno 40 kg).
L’uso di Dexabem nella popolazione pediatrica nella prevenzione di nausea e vomito indotti da chemioterapia e nell’edema cerebrale associato a tumori cerebrali primari e metastatici non è raccomandato per la mancanza di dati clinici.
Modo di somministrazione Uso orale.
Insieme alla siringa graduata viene fornito un adattatore a pressione per il flacone.
Solo alla prima apertura è necessario svitare il tappo a vite dal flacone e inserire l’adattatore nel collo del flacone per facilitare il prelievo della soluzione mediante l’utilizzo della siringa.
Utilizzare sempre la siringa dosatrice fornita con il prodotto per prelevare dal flacone il dosaggio necessario. Dopo la prima applicazione, lasciare l’adattatore collegato al contenitore in vetro e utilizzare il tappo a vite per chiudere il contenitore in vetro con l’adattatore.
Dopo l’utilizzo, è necessario lavare la siringa e lo stantuffo con acqua e asciugare prima di riutilizzarli.
La scala graduata presente sul corpo della siringa permette di prelevare dal flacone la quantità corretta di soluzione prescritta dal medico.
04.3 Controindicazioni
Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.
Infezioni sistemiche a meno che non venga impiegata una specifica terapia anti-infettiva.
Infezioni fungine sistemiche.
Ulcera peptica.
Psicosi.
Herpes simplex oculare
Evitare la somministrazione di vaccini virali vivi nei pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi (riduzione della risposta anticorpale serica).
In generale, non si applicano controindicazioni in condizioni in cui l’uso di glucocorticoidi può salvare la vita.
04.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso
Quando il desametasone viene somministrato ad alte dosi, il beneficio del trattamento con desametasone deve essere attentamente e costantemente valutato rispetto ai rischi effettivi e potenziali.
L’uso di Desametasone può aggravare alcune malattie concomitanti, pertanto esso va utilizzato solo quando vi è una chiara necessità clinica. In alcuni casi potrebbe essere necessario un trattamento specifico supplementare.
In generale, gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo utilizzando la dose efficace più bassa per il periodo minimo necessario per il controllo della malattia. Inoltre è necessario un frequente monitoraggio del paziente per aggiustare la dose in base alla patologia.
Se la somministrazione del farmaco deve essere interrotta, l’interruzione deve essere effettuata gradualmente. Soppressione surrenalica Durante una terapia prolungata si sviluppa una atrofia corticale surrenale che, a seconda della dose e della durata del trattamento, può persistere per molti mesi, e in alcuni casi più di un anno dopo l’interruzione del trattamento.
Nei pazienti che hanno ricevuto dosi di corticosteroidi sistemici superiori a quelle fisiologiche (circa 1 mg di Desametasone) per più di 3 settimane, l’interruzione non deve essere brusca. Il modo in cui la riduzione della dose deve essere effettuata dipende in larga misura dal fatto che la malattia possa recidivare quando la dose di corticosteroidi sistemici viene ridotta. Nel periodo di sospensione può essere necessaria la valutazione clinica della patologia. È improbabile che la sospensione brusca di dosi fino a 6 mg al giorno di Desametasone per 3 settimane determini una soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene clinicamente rilevante nella maggior parte dei pazienti.
La sospensione dei corticosteroidi dopo una terapia prolungata deve essere sempre graduale per evitare l’insufficienza surrenalica acuta.
Infezioni concomitanti
Sono stati riportati dei casi in cui l’uso concomitante di anfotericina B e idrocortisone fu seguito da ipertrofia cardiaca congestizia, ingrossamento cardiaco e insufficienza cardiaca.
In generale, a causa del rischio di peggioramento, mascheramento o riattivazione di infezioni concomitanti, il trattamento con Dexabem deve essere attuato solo quando vi è un chiaro bisogno clinico.
Per ridurre questo rischio, può essere necessario somministrare un ulteriore trattamento anti-infettivo mirato per le seguenti malattie: Infezioni virali acute (herpes zoster, herpes simplex, varicella, morbillo, cheratite erpetica). I pazienti devono essere avvertiti di evitare l’esposizione ad alcune malattie virali (varicella, morbillo) e in caso di esposizione di consultare immediatamente un medico, poiché potrebbe essere necessaria una profilassi con immunoglobuline.
HBsAg- positivo, epatite cronica attiva
Micosi sistemiche e parassitosi (ad esempio Nematodi)
Linfadenite dopo la vaccinazione BCG
Infezioni batteriche acute e croniche
Tubercolosi. Se i corticosteroidi sono somministrati in pazienti con tubercolosi latente o risposta positiva alla tubercolina, è necessaria una stretta osservazione in quanto si può verificare una riattivazione della malattia. Durante una terapia corticosteroidea prolungata, questi pazienti devono essere sottoposti a chemioprofilassi.
Il desametasone può nascondere i sintomi di una infezione esistente o che si sta sviluppando. Il trattamento con desametasone ad alto dosaggio e l’uso prolungato di quantità anche minime di desametasone porta ad un aumento del rischio di infezione, in circostanze normali (infezioni opportunistiche).
I corticosteroidi possono attivare una amebiasi latente. Perciò si raccomanda di accertare che non sia presente una amebiasi latente o attiva prima di iniziare una terapia corticosteroidea in pazienti che siano stati in paesi tropicali o in pazienti con diarrea.
Vaccini virali
Ai pazienti che ricevono dosi immunosoppressive di corticosteroidi non dovrebbero essere somministrati vaccini inattivati virali o batterici in quanto può accadere che la prevista risposta anticorpale serica non si verifichi. Pertanto la reazione immunitaria e quindi il successo di inoculazione possono essere influenzati da alte dosi di corticosteroidi.
Possono essere somministrati vaccini inattivati, ma la reazione immunitaria, e quindi il successo della vaccinazione, possono essere influenzati da alte dosi di corticosteroidi.
Si veda anche paragrafo 4.3.
Interferenza con gli esami di laboratorio
Il desametasone può sopprimere la reazione cutanea ai test allergologici. Può anche influenzare la prova al nitro-blu- tetrazolio (NBT) per le infezioni batteriche e causare risultati falsi negativi.
Patologie gastrointestinali
A causa del rischio di perforazione intestinale, Dexabem deve essere utilizzato solo quando vi è una necessità clinica in pazienti suscettibili a perforazione. Pazienti che ricevono dosi elevate di corticosteroidi possono mascherare i sintomi di perforazione gastrointestinale. Pertanto, i corticosteroidi devono essere somministrati con cautela e i pazienti monitorati attentamente in caso di: Colite ulcerativa non specifica con pericolo di perforazione
Ascessi e infezioni piogeniche in genere
Diverticolite
Anastomosi intestinali recenti (immediatamente post-operatorio).
Un bisogno più elevato di insulina o antidiabetici orali, deve essere preso in considerazione quando si somministra Dexabem a pazienti diabetici.
Patologie cardiovascolari
Durante il trattamento con Dexabem, è necessario il monitoraggio della pressione sanguigna, in particolare durante la somministrazione di dosi elevate e nei pazienti con difficoltà a controllare l’ipertensione arteriosa. Articoli di letteratura suggeriscono un’associazione tra l’uso di corticosteroidi e la rottura della parete ventricolare sinistra dopo un recente infarto miocardico; quindi, i corticosteroidi dovrebbero essere usati con estrema cautela in questi pazienti.
COVID-19
Non si devono interrompere eventuali terapie sistemiche con corticosteroidi già in corso per altre patologie (es. pazienti con malattia polmonare ostruttiva cronica), anche se il paziente non necessita di ossigenoterapia supplementare.
Disturbi elettrolitici
Posologie medie ed elevate di corticosteroidi possono provocare aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrica e salina, o eccessiva deplezione di potassio. Possono rendersi necessari un regime povero di sale e supplementazione di potassio. Tutti i corticosteroidi aumentano l’escrezione del calcio.
È necessaria particolare attenzione nel trattamento di pazienti con insufficienza renale, ipertensione e insufficienza cardiaca congestizia.
A dosi elevate, devono essere monitorati il sufficiente apporto di calcio e la restrizione di sodio, cosi come i livelli di potassio sierico. A seconda della durata e del dosaggio del trattamento, può essere previsto un effetto negativo sul metabolismo del calcio. Il calcio e la vitamina D devono essere monitorati e deve essere raccomandato uno stile di vite adeguato per la prevenzione dell’osteoporosi soprattutto in presenza di fattori di rischio co-esistenti.
Patologie dell’occhio
Disturbi visivi possono essere riportati con l’uso di corticosteroidi sistemici. L’uso prolungato di corticosteroidi può causare cataratta sottocapsulare, glaucoma con possibile lesione dei nervi ottici e può favorire l’instaurarsi di infezioni oculari secondarie dovute a funghi o virus. È necessario prestare particolare attenzione nel trattamento di pazienti con glaucoma (o storia familiare di glaucoma) e nel trattamento di pazienti con herpes simplex oculare, a causa della possibile perforazione corneale.
Se un paziente presenta sintomi come visione offuscata o altri disturbi visivi, è necessario considerare il rinvio ad un oculista per la valutazione delle possibili cause che possono includere cataratta, glaucoma o malattie rare come la corioretinopatia sierosa centrale.
Patologie neoplastiche
È stata riportata la sindrome da lisi tumorale (TLS) in pazienti con neoplasie ematologiche a seguito dell’uso di Desametasone da solo o in combinazione con altri agenti chemioterapici. Pazienti ad alto rischio di TLS, come pazienti con un alto tasso di proliferazione, alto carico tumorale e alta sensibilità agli agenti citotossici, dovrebbero essere attentamente monitorati e dovrebbero essere intraprese le precauzioni appropriate.
Reazioni psichiatriche
I pazienti e / o chi ne ha cura devono essere avvisati che possono verificarsi reazioni avverse psichiatriche potenzialmente gravi con la somministrazione di steroidi per via sistemica (vedere paragrafo 4.8).
I sintomi di solito emergono nel giro di pochi giorni o settimane dall’inizio del trattamento. I rischi possono essere più elevati con alte dosi/esposizione sistemica, anche se i livelli di dose non consentono la previsione di insorgenza, tipo, gravità o durata degli effetti collaterali. La maggior parte di essi si riducono dopo la riduzione della dose o sospensione del trattamento, anche se può essere necessario un trattamento specifico.
I pazienti / chi ne ha cura devono essere incoraggiati a rivolgersi al medico se si sviluppano preoccupanti sintomi psicologici, soprattutto se si sospetta umore depresso o intenzioni suicidarie. I pazienti / chi ne ha cura devono anche essere attenti a possibili disturbi psichiatrici che possono verificarsi durante o immediatamente dopo la riduzione della dose / sospensione della somministrazione di steroidi sistemici, anche se tali reazioni sono state riportate raramente.
È necessario prestare particolare attenzione all’uso di corticosteroidi sistemici in pazienti con anamnesi esistente o precedente di gravi disturbi affettivi. Questi includono malattie depressive o maniaco-depressive e precedenti psicosi steroidee.
Crisi da feocromocitoma
Dopo la somministrazione di corticosteroidi sistemici è stata segnalata crisi da feocromocitoma che può essere fatale. I corticosteroidi devono essere somministrati a pazienti con feocromocitoma sospetto o accertato solo dopo un’adeguata valutazione del rapporto rischio/beneficio.
Situazioni di stress
Nei pazienti sotto terapia corticosteroidea esposti a notevole stress (ad esempio dopo interventi chiururgici, infezioni e traumi) potrebbe essere necessario un aumento posologico temporaneo dei corticosteroidi prima, durante e dopo la situazione di stress.
In ogni caso, nei pazienti in terapia corticosteroidea, sottoposti a particolare stress, è consigliabile un adattamento della dose in rapporto all’entità della condizione stressante.
Ipersensibilità
Sono stati segnalati casi rari di reazioni anafilattoidi o di ipersensibilità come edema della glottide, orticaria e broncospasmo, specialmente con la somministrazione parenterale di corticosteroidi e in pazienti con anamnesi di allergia. Le misure profilattiche devono essere prese soprattutto se il paziente ha una storia di reazioni allergiche ai medicinali.
I corticosteroidi possono sopprimere le risposte alle prove cutanee. Monitoraggio L’uso di corticosteroidi richiede un adeguato monitoraggio nei pazienti con insufficienza renale, compromissione della funzione epatica, osteoporosi e miastenia grave.
In corso di terapia corticosteroidea e in presenza di ipoprotrombinemia, l’acido acetilsalicilico deve essere impiegato con cautela.
Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica la risposta ai corticosteroidi può aumentare.
Anziani
Gli effetti avversi comuni dei corticosteroidi sistemici possono essere associati a conseguenze più gravi nei pazienti anziani, in particolare osteoporosi, ipertensione, ipopotassiemia, diabete, suscettibilità alle infezioni e atrofia cutanea. Uno stretto monitoraggio clinico è necessario per evitare reazioni pericolose per la vita.
Doping
Per chi svolge attività sportiva: l’uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test antidoping.
Sospensione/interruzione della terapia
Dopo una terapia prolungata, la sospensione di corticosteroidi può provocare sintomi come febbre, mialgia, artralgia e malessere. Ciò può verificarsi in pazienti anche senza evidenza di insufficienza surrenalica.
Al momento dell’interruzione o della sospensione della somministrazione a lungo termine di glucocorticoidi, devono essere considerati i seguenti rischi: esacerbazione o recidiva della malattia di base, insufficienza surrenalica acuta, sindrome da astinenza di corticosteroidi.
Uso in associazione ad altri trattamenti
Quando Dexabem viene somministrato in associazione ad altri medicinali, consultare i rispettivi riassunti delle caratteristiche del prodotto prima di iniziare il trattamento con Dexabem.
Quando Dexabem è utilizzato in associazione a noti teratogeni (ad es. talidomide, lenalidomide, pomalidomide, plerixafor), è necessario prestare particolare attenzione ai requisiti in materia di test e prevenzione della gravidanza (vedere paragrafo 4.6).
Eventi tromboembolici venosi e arteriosi
I pazienti con fattori di rischio noti di tromboembolia (compresa una precedente trombosi) devono essere attentamente monitorati. Si deve intervenire per tentare di minimizzare tutti i fattori di rischio modificabili (ad es. fumo, ipertensione e iperlipidemia). Anche la somministrazione concomitante di medicinali eritropoietici può aumentare il rischio di trombosi in questi pazienti. Pertanto, i medicinali eritropoietici, o altri medicinali che possono aumentare il rischio di trombosi, come la terapia sostitutiva ormonale, devono essere utilizzati con cautela.
I pazienti e i medici devono essere consapevoli della necessità di prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia. I pazienti devono essere avvisati di rivolgersi al medico in caso di comparsa di sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore delle braccia o delle gambe. Deve essere raccomandato il trattamento antitrombotico a scopo profilattico, soprattutto nei pazienti con ulteriori fattori di rischio trombotico. La decisione di adottare misure profilattiche antitrombotiche deve essere presa dopo un’attenta valutazione dei fattori di rischio di base del singolo paziente.
La somministrazione di desametasone può ridurre l’efficacia dell’immunoterapia nei pazienti con tumore cerebrale. L’uso di desametasone in questi pazienti deve quindi essere attentamente valutato.
Popolazione pediatrica
Neonati e neonati prematuri
I dati disponibili suggeriscono effetti indesiderati a lungo termine dello sviluppo neurologico dopo il trattamento precoce (<96 ore) di neonati prematuri con malattia polmonare cronica a dosi di partenza di 0,25 mg / kg due volte al giorno.
Bambini e adolescenti
I corticosteroidi causano ritardo nella crescita. In caso di somministrazione prolungata, i glucocorticoidi possono accelerare la chiusura epifisaria.
Il trattamento deve essere limitato alla dose minima per il periodo più breve.
Bambini e adolescenti in terapia prolungata devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo.
L’uso di Dexabem nella popolazione pediatrica nella prevenzione di nausea e vomito indotti da chemioterapia e nell’edema cerebrale associato a tumori cerebrali primari e metastatici non è raccomandato per la mancanza di dati clinici.
Avvertenze sugli eccipienti
Questo medicinale contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per 1 ml di soluzione, cioè essenzialmente ‘senza sodio’.
Glicole propilenico
Questo medicinale contiene 90 mg di propilene glicole per 1 ml di soluzione.
La co-somministrazione con qualsiasi substrato dell’alcol deidrogenasi come etanolo può indurre gravi effetti avversi nei neonati e nei bambini con meno di 5 anni di età.
Sebbene propilene glicole non ha mostrato effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo in animali o umani, può raggiungere il feto ed è stato ritrovato nel latte materno. Come conseguenza, la somministrazione di propilene glicole a pazienti in gravidanza o in allattamento deve essere considerata caso per caso.
Il monitoraggio clinico è richiesto per i pazienti con insufficienza epatica o renale a causa di vari eventi avversi attribuiti a propilene glicole come disfunzione renale (necrosi tubulare acuta), danno renale acuto e disfunzione epatica.
Maltitolo liquido
Questo medicinale contiene 275 mg di Maltitolo liquido per 1 ml di soluzione.
I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, non devono assumere questo medicinale.
Sorbitolo
Questo medicinale contiene 140 mg di sorbitolo per 1 ml di soluzione.
L’effetto additivo della co-somministrazione di medicinali contenenti sorbitolo e l’assunzione giornaliera di sorbitolo con la dieta deve essere considerato. Il contenuto di sorbitolo in medicinali per uso orale può modificare la biodisponibilità di altri medicinali per uso orale co-somministrati.
Ai pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio non deve essere somministrato questo medicinale. Può causare problemi gastrointestinali e avere un lieve effetto lassativo.
Acido benzoico
Questo medicinale contiene 1 mg di acido benzoico per 1 ml di soluzione.
L’aumento della bilirubinemia a seguito del suo distacco dall’albumina può aumentare l’ittero neonatale che può evolvere in kernittero (depositi di bilirubina non coniugata nel tessuto cerebrale).
04.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione
Prima di utilizzare Dexabem in associazione a qualsiasi altro medicinale, consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto di tale medicinale.
Interazioni farmacodinamiche
Per motivi connessi alla sicurezza devono essere evitate le associazioni seguenti
con acido acetilsalicilico, a dosi ≥ 1 g per somministrazione o 3 g/die, a causa di un aumento del rischio di sanguinamento. A dosi ≥ 500 mg per somministrazione o < 3 g/die, sono necessarie precauzioni a causa di un aumento del rischio di emorragia, ulcerazioni e perforazione gastrointestinale. È tuttavia possibile la profilassi antitrombotica con acido acetilsalicilico a basso dosaggio; Con vaccini vivi attenuati, a causa del rischio di malattia, potenzialmente letale, correlata al vaccino (vedere paragrafi 4.3 e 4.4).
Per motivi connessi alla sicurezza richiedono precauzioni le associazioni seguenti
con medicinali ipokaliemizzanti: diuretici ipokaliemizzanti, in monoterapia o in associazione, lassativi, tetracosactide, amfotericina B per via endovenosa, a causa del rischio di ipokaliemia. I livelli di potassio devono essere monitorati e corretti, se necessario. Inoltre, l’amfotericina B comporta il rischio di ingrandimento cardiaco e insufficienza cardiaca in caso di uso concomitante.
Con la digitale, perché l’ipokaliemia ne potenzia gli effetti tossici. L’eventuale ipokaliemia deve essere corretta e i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione clinica, con controllo degli elettroliti e mediante elettrocardiogramma.
Con medicinali che comportano un rischio di torsioni di punta, a causa dell’aumento del rischio di aritmia ventricolare. L’eventuale ipokaliemia deve essere corretta e i pazienti devono essere tenuti sotto osservazione clinica, con controllo degli elettroliti e mediante elettrocardiogramma.
Con i medicinali eritropoietici o altri medicinali che possono aumentare il rischio di trombosi, come la terapia sostitutiva ormonale, nei pazienti trattati con talidomide o relativi analoghi insieme a Dexabem (vedere paragrafi 4.4 e 4.8).
Con i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), a causa di un aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale.
Con i medicinali ipoglicemizzanti, perché il desametasone può aumentare i livelli glicemici e ridurre la tolleranza al glucosio, con possibilità di chetoacidosi. I pazienti devono essere informati di questo rischio e deve essere intensificato l’automonitoraggio del sangue e delle urine, soprattutto durante le fasi iniziali del trattamento. Potrebbe essere necessario aggiustare la posologia dei medicinali antidiabetici durante e dopo il trattamento con desametasone.
Con i medicinali antipertensivi, a causa di una riduzione del loro effetto (ritenzione di acqua e sodio). Potrebbe essere necessario aggiustare la dose degli antipertensivi durante il trattamento con desametasone.
Con i fluorochinoloni, a causa di un possibile aumento del rischio di tendinite e, in casi eccezionali, di rottura del tendine interessato, in particolare dopo un trattamento prolungato.
Con metotrexato, a causa di un aumento del rischio di tossicità ematologica.
Interazioni farmacocinetiche
Effetti di altri medicinali sul desametasone
Il desametasone è metabolizzato tramite il citocromo P450 3A4 (CYP3A4) ed è trasportato dalla Pglicoproteina (P-gp, nota anche come MDR1). La somministrazione concomitante di desametasone con induttori o inibitori del CYP3A4 o della P-gp può provocare rispettivamente una riduzione o un aumento delle concentrazioni plasmatiche di desametasone.
A causa di alterazioni della farmacocinetica del desametasone richiedono precauzioni le associazioni seguenti − Medicinali che possono ridurre la concentrazione plasmatica di desametasone:
aminoglutetimide, a causa di una riduzione dell’efficacia del desametasone dovuta a un aumento del suo metabolismo epatico.
Anticonvulsivanti induttori degli enzimi epatici: carbamazepina, fosfenitoina, fenobarbital, fenitoina, primidone, a causa della riduzione dei livelli plasmatici di desametasone e quindi della sua efficacia.
Con rifampicina, a causa di una riduzione delle concentrazioni plasmatiche e dell’efficacia del desametasone connessa all’aumento del suo metabolismo epatico.
Medicinali topici gastrointestinali, antiacidi e carbone attivo, oltre a colestiramina, a causa della riduzione dell’assorbimento intestinale di desametasone. La somministrazione di tali medicinali e Dexabem deve avvenire con un intervallo di almeno due ore.
Efedrina, a causa di una riduzione dei livelli plasmatici di desametasone dovuti a un aumento della clearance metabolica.
− Medicinali che possono aumentare la concentrazione plasmatica di desametasone:
Aprepitant e fosaprepitant, a causa di un aumento delle concentrazioni plasmatiche del desametasone dovuto a una riduzione del suo metabolismo epatico.
Claritromicina, eritromicina, telitromicina, itraconazolo, ketoconazolo, posaconazolo, voriconazolo, nelfinavir, ritonavir: aumento della concentrazione plasmatica del desametasone a causa della riduzione del suo metabolismo epatico da parte di questi inibitori enzimatici.
Effetti del desametasone su altri medicinali
Il desametasone è un moderato induttore del CYP3A4 e della P-gp. La somministrazione concomitante di desametasone con sostanze metabolizzate tramite il CYP3A4 o trasportate dalla P-gp potrebbe determinare un aumento della clearance e una riduzione delle concentrazioni plasmatiche di queste sostanze: contraccettivi orali, perché non si può escludere una riduzione dell’efficacia dei contraccettivi orali durante il trattamento. Non sono stati effettuati studi d’interazione con contraccettivi orali. Devono essere adottate misure efficaci per evitare una gravidanza (vedere paragrafo 4.6). Anche l’efficacia della terapia sostitutiva ormonale può risultare ridotta.
Anticoagulanti orali, a causa del possibile impatto dei corticosteroidi sul metabolismo dell’anticoagulante orale e sui fattori della coagulazione nonché del rischio emorragico (mucosa del tratto digerente, fragilità vascolare) della terapia con desametasone stessa, a dosi elevate o per una durata di trattamento superiore ai 10 giorni. Nel caso in cui sia richiesta tale associazione, si deve rafforzare il monitoraggio e i parametri della coagulazione devono essere controllati dopo una settimana e successivamente a settimane alterne di trattamento, cosi come dopo la fine del trattamento.
Docetaxel e ciclofosfamide, a causa della riduzione dei rispettivi livelli plasmatici dovuta a induzione del CYP3A e della P-gp.
Lapatinib, a causa dell’aumento dell’epatotossicità di lapatinib, probabilmente dovuto a induzione del metabolismo del CYP3A4.
Ciclosporina, a causa di una riduzione della biodisponibilità e dei livelli plasmatici della ciclosporina. La ciclosporina può aumentare inoltre la captazione intracellulare del desametasone. Inoltre, con l’uso concomitante di desametasone e ciclosporina sono state riferite convulsioni. L’uso concomitante di desametasone e ciclosporina deve essere evitato.
Midazolam, a causa di una riduzione dei livelli plasmatici di midazolam per induzione del CYP3A4. L’efficacia del midazolam può essere ridotta.
Ivermectina, a causa di una riduzione dei livelli plasmatici dell’ivermectina. L’eradicazione dei parassiti deve essere conclusa con esito positivo prima dell’impiego di desametasone (vedere paragrafo 4.4).
Rifabutina, a causa di una riduzione dei livelli plasmatici di rifabutina dovuta a induzione del CYP3A4 intestinale ed epatico.
Indinavir, a causa di una forte riduzione dei livelli plasmatici dell’indinavir per induzione del CYP3A4 intestinale.
Eritromicina, a causa di un aumento del metabolismo dell’eritromicina in soggetti non portatori dell’allele CYP3A5*1 dopo il trattamento con desametasone.
Isoniazide, perché i glucocorticoidi possono ridurre le concentrazioni plasmatiche di questa sostanza, probabilmente a causa di una stimolazione del metabolismo epatico dell’isoniazide e di una riduzione del metabolismo dei glucocorticoidi.
Praziquantel, a causa della riduzione delle concentrazioni plasmatiche di praziquantel dovuta a un aumento del suo metabolismo epatico da parte del desametasone, con rischio di insuccesso del trattamento. I trattamenti con i due medicinali devono essere effettuati ad almeno una settimana di distanza.
La somministrazione giornaliera ripetuta di desametasone provoca inoltre una riduzione dei livelli plasmatici del desametasone, dovuta a induzione del CYP3A4 e della P-gp. Non è necessario un aggiustamento della dose nel trattamento.
Il desametasone non ha alcuna interazione farmacocinetica clinicamente significativa con talidomide, lenalidomide, pomalidomide, bortezomib, vincristina o doxorubicina.
04.6 Gravidanza e allattamento
Donne in età fertile
Le donne devono evitare una gravidanza durante il trattamento con Dexabem. Il desametasone può causare malformazioni congenite (vedere paragrafo 5.3). Prima di iniziare qualsiasi trattamento in associazione, consultare tutti i riassunti delle caratteristiche del prodotto pertinenti per ulteriori informazioni.
Contraccezione negli uomini e nelle donne
Le donne in età fertile e i loro partner di sesso maschile devono adottare adeguate misure contraccettive. L’efficacia dei contraccettivi orali può essere ridotta durante il trattamento con desametasone (vedere paragrafo 4.5).
Dexabem attraversa la placenta. La somministrazione di corticosteroidi ad animali in gravidanza può causare anomalie nello sviluppo fetale, tra cui palatoschisi, ritardo della crescita intrauterina ed effetti sulla crescita e sullo sviluppo del cervello. Non ci sono prove che i corticosteroidi aumentino l’incidenza di labiopalatoschisi nell’uomo (vedere paragrafo 5.3).
La terapia ripetuta o a lungo termine con corticosteroidi durante la gravidanza aumenta il rischio di ritardo di crescita intrauterino. Nei neonati esposti ai corticosteroidi in epoca prenatale, vi è un aumento del rischio di insufficienza surrenalica, che in circostanze normali subisce una regressione spontanea post-natale, ed è raramente di rilevanza clinica.
Dexabem deve essere prescritto durante la gravidanza e in particolare nel primo trimestre di gravidanza solo se i benefici superano i rischi per la madre e il bambino. In tali casi deve essere utilizzata la dose minima efficace necessaria per mantenere un adeguato controllo della malattia. I bambini nati da madri che in corso di gravidanza siano state trattate con dosi considerevoli di corticosteroidi dovrebbero essere sottoposti ad accurati controlli atti ad accertare eventuali segni di iposurrenalismo.
Allattamento
I glucocorticoidi sono escreti nel latte materno. L’uso del medicinale durante l’allattamento materno non è raccomandato.
Fertilità
Non vi sono dati relativi all’effetto di Desametasone sulla fertilità.
04.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari
Dexabem altera moderatamente la capacità di guidare veicoli o di usare macchinari. Il desametasone può causare stato confusionale, allucinazioni, capogiri, sonnolenza, affaticamento, sincope e vista offuscata (vedere paragrafo 4.8). In presenza di tali sintomi, i pazienti devono essere avvisati di non guidare, usare macchinari o svolgere attività pericolose durante il trattamento con desametasone.
04.8 Effetti indesiderati
Riassunto del profilo di sicurezza
Le reazioni avverse a Dexabem corrispondono al profilo di sicurezza prevedibile dei glucocorticoidi. Iperglicemia, insonnia, dolore e debolezza muscolare, astenia, affaticamento, edema e aumento ponderale si verificano con frequenza molto comune. Reazioni avverse meno comuni ma gravi comprendono polmonite e altre infezioni e disturbi psichiatrici (vedere paragrafo 4.4).
L’incidenza di reazioni avverse prevedibili, inclusa atrofia renale, è correlata alla dose, alla tempistica di somministrazione e alla durata del trattamento (vedere paragrafo 4.4).
Tabella delle reazioni avverse
Le reazioni avverse osservate nei pazienti trattati con desametasone sono elencate di seguito, classificate per sistemi e organi e frequenza. La frequenza è definita come: molto comune (≥ 1/10); comune (≥ 1/100, < 1/10); non comune (≥ 1/1.000, < 1/100); raro (≥ 1/10.000, < 1/1.000); molto raro (< 1/10.000, comprese segnalazioni isolate); non nota (la frequenza non può essere definita sulla base dei dati disponibili).
| Classificazione per sistemi e organi | Reazioni avverse | Frequenza |
|---|---|---|
| Infezioni ed infestazioni |
polmonite, herpes zoster, infezione delle vie respiratorie superiori, infezione delle vie respiratorie inferiori, candidosi orale, infezione micotica orale, infezione del tratto urinario, herpes simplex, infezione da candida |
Comune |
| infezione, sepsi | Non nota | |
| Patologie del sistema emolinfopoietico | neutropenia, anemia, trombocitopenia, linfopenia, leucopenia, leucocitosi | Comune |
| neutropenia febbrile, pancitopenia, coagulopatia | Non comune | |
| Disturbi del sistema immunitario | Reazioni di ipersensibilità, gravi reazioni anafilattiche | Non nota |
| Patologie endocrine | sindrome di Cushing | Comune |
| ipotiroidismo | Non comune | |
| atrofia surrenale, sindrome da sospensione di steroidi, insufficienza surrenalica, irsutismo, | Non nota | |
| Disturbi del metabolismo e della nutrizione | iperglicemia | Molto comune |
| ipokaliemia, diabete mellito, anoressia, aumento o diminuzione dell’appetito, ipoalbuminemia, ritenzione di liquidi, iperuricemia | Comune | |
| disidratazione, ipocalcemia, ipomagnesiemia | Non comune | |
| tolleranza al glucosio alterata, ritenzione di sodio, alcalosi metabolica | Non nota | |
| Disturbi del sistema riproduttivo e della mammella | Alterazione della secrezione di ormoni sessuali, irregolarità mestruale, amenorrea, impotenza. | Non nota |
| Disturbi psichiatrici | insonnia | Molto comune |
| depressione, ansia, aggressività, stato confusionale, irritabilità, nervosismo, alterazione dell’umore, agitazione, umore euforico | Comune | |
| sbalzi d’umore, allucinazioni | Non comune | |
| mania, psicosi, disturbi del comportamento | Non nota | |
| Patologie del sistema nervoso |
neuropatia periferica, capogiri, iperattività psicomotoria, disturbo dell’attenzione, compromissione della memoria, tremore, parestesia, cefalea, ageusia, disgeusia, sonnolenza, letargia, alterazione dell’equilibrio, disfonia |
Comune |
| accidente cerebrovascolare, attacco ischemico transitorio, amnesia, coordinazione anormale, atassia, sincope | Non comune | |
| convulsioni | Non nota | |
| Patologie dell’occhio | vista offuscata, cataratta | Comune |
| congiuntivite, aumento della lacrimazione | Non comune | |
| corioretinopatia, glaucoma, esoftalmo, papilledema, assottigliamento corneale o sclerale | Non nota | |
| Patologie dell’orecchio e del labirinto | vertigine | Comune |
| Patologie cardiache | fibrillazione atriale, extrasistoli sopraventricolari, tachicardia, palpitazioni | Comune |
|---|---|---|
| ischemia miocardica, bradicardia | Non comune | |
| insufficienza cardiaca congestizia | Non nota | |
| Patologie vascolari | reazioni tromboemboliche venose, principalmente trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, ipertensione arteriosa, ipotensione arteriosa, vampate, aumento della pressione arteriosa, abbassamento della pressione arteriosa diastolica | Comune |
| porpora, ematomi, shock | Non nota | |
| Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche | bronchite, tosse, dispnea, dolore faringolaringeo, raucedine, singhiozzo | Comune |
| Patologie gastrointestinali | costipazione | Molto comune |
| vomito, diarrea, nausea, dispepsia, stomatite, gastrite, dolore addominale, secchezza della bocca, distensione addominale, flatulenza | Comune | |
| pancreatite, perforazione gastrointestinale, emorragia gastrointestinale, ulcera gastrointestinale, esofagite ulcerosa | Non nota | |
| Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo | eruzione cutanea, eritema, iperidrosi, prurito, secchezza cutanea, alopecia | Comune |
| orticaria | Non comune | |
| atrofia cutanea, acne, dermatite allergica, edema angioneurotico, iperpigmentazione o ipopigmentazione, teleangectasia, strie | Non nota | |
| Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo | debolezza muscolare, crampi muscolari | Molto comune |
| miopatia, dolore muscoloscheletrico, artralgia, dolore agli arti | Comune | |
| frattura patologica, osteonecrosi, osteoporosi, rottura di tendine, saldatura prematura delle epifisi | Non nota | |
| Patologie renali e urinarie | pollachiuria | Comune |
| insufficienza renale | Non comune | |
| Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione | affaticamento, astenia, edema (incluso edema periferico e facciale) | Molto comune |
| dolore, infiammazione delle mucose, piressia, brividi, malessere | Comune | |
| guarigione compromessa | Non nota | |
| Esami diagnostici | anomalie nei test della funzione epatica, aumento dell’alanina aminotransferasi, calo ponderale, aumento ponderale | Comune |
Descrizione di reazioni avverse particolari
Prima di utilizzare Dexabem in associazione a qualsiasi altro medicinale, consultare il riassunto delle caratteristiche del prodotto di tale medicinale.
Segnalazione delle reazioni avverse sospette
La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitari è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse.
04.9 Sovradosaggio
Le segnalazioni di tossicità acuta e /o decessi a seguito di sovradosaggio con glucocorticoidi sono rare.
In caso di assunzione di dosi eccessive di medicinale, è necessario diminuire gradualmente la somministrazione.
05.0 PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE
05.1 Proprietà farmacodinamiche
Categoria farmacoterapeutica: Corticosteroidi sistemici non associati, glicocorticoidi. Codice ATC: H02AB02 Il principio attivo è un derivato solubile del desametasone, l’estere 21 fosforico sale disodico. Il desametasone sodio fosfato è un glucocorticoide altamente potente e ad azione prolungata con proprietà di ritenzione di sodio trascurabili. È circa 25-30 volte più potente dell’idrocortisone. La sua potenza antinfiammatoria è 7 volte maggiore del prednisolone e, come altri glucocorticoidi, il desametasone ha anche proprietà antiallergiche, antipiretiche e immunosoppressive.
Desametasone nel trattamento delle infezioni da COVID-19
Lo studio RECOVERY (Randomized Evaluation of COVid-19 thERapY) è uno studio in aperto, randomizzato, controllato, avviato su iniziativa degli sperimentatori per valutare gli effetti di potenziali trattamenti in pazienti ospedalizzati con COVID-19.
Lo studio è stato condotto presso 176 organizzazioni ospedaliere nel Regno Unito.
In totale, 6425 pazienti sono stati randomizzati a ricevere desametasone (2104 pazienti) o solo le cure usuali (4321 pazienti). L’89% dei pazienti aveva un’infezione SARS-CoV-2 confermata in laboratorio.
Alla randomizzazione, il 16% dei pazienti riceveva ventilazione meccanica invasiva o ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana), il 60% riceveva solo ossigeno supplementare (con o senza ventilazione non invasiva) e il 24% non riceveva alcun tipo di supporto respiratorio.
L’età media dei pazienti era di 66,1 ± 15,7 anni. Il 36% dei pazienti era di sesso femminile. Il 24% dei pazienti presentava anamnesi positiva per diabete, il 27% per malattie cardiache e il 21% per malattie polmonari croniche.
Endpoint primario
La mortalità a 28 giorni è stata significativamente inferiore nel gruppo desametasone rispetto al gruppo di cure usuali, con decessi riportati rispettivamente in 482 pazienti su 2104 (22,9%) e in 1110 pazienti su 4321 (25,7%) (rapporto tra tassi 0,83; 95% intervallo di confidenza [CI], da 0,75 a 0,93; P <0,001).
Nel gruppo desametasone, l’incidenza di mortalità è stata inferiore a quella nel gruppo di cure usuali tra i pazienti che ricevevano ventilazione meccanica invasiva (29,3% contro 41,4%; rapporto tra tassi, 0,64; IC 95%, da 0,51 a 0,81) e in quelli che ricevevano ossigeno terapia supplementare senza ventilazione meccanica invasiva (23,3% vs. 26,2%; rate ratio, 0,82; IC 95%, 0,72-0,94).
Non è emerso un chiaro effetto del desametasone tra i pazienti che non ricevevano alcun supporto respiratorio al momento della randomizzazione (17,8% contro 14,0%; rapporto tra tassi, 1,19; IC 95%, 0,91- 1,55).
Endpoint secondari
I pazienti nel gruppo desametasone hanno avuto una durata di ricovero più breve rispetto a quelli nel gruppo di cure usuali (mediana, 12 giorni contro 13 giorni) e una maggiore probabilità di dimissione in vita entro 28 giorni (rapporto tra tassi, 1,10; IC 95%, 1,03 a 1,17).
In linea con l’endpoint primario, l’effetto maggiore riguardante la dimissione entro 28 giorni è stato osservato tra i pazienti che stavano ricevendo ventilazione meccanica invasiva al momento della randomizzazione (rapporto tra tassi 1,48; IC 95% 1,16, 1,90), seguiti dai pazienti in sola ossigenoterapia (rapporto tra tassi, 1,15; 95 % CI 1,06-1,24) senza alcun effetto benefico nei pazienti che non ricevevano ossigeno (rapporto tra tassi, 0,96; 95% CI 0,85-1,08).
| Esito | Desametasone | Cure abituali | Rapporto tra tassi o rapporto di rischio(IC al 95%)* |
|---|---|---|---|
| (n = 2.104) | (n = 4.321) | ||
| n./n. totale di pazienti (%) | |||
| Esito primario | |||
| Mortalità a 28 giorni | 482/2.104 (22,9) |
1.110/4.321 (25,7) |
0,83 (0,75-0,93) |
|---|---|---|---|
| Esiti secondari | |||
| Dimissione dall’ospedale entro 28 giorni | 1.413/2.104 (67,2) | 2.745/4.321 (63,5) | 1,10 (1,03-1,17) |
| Ventilazione meccanica invasiva o decesso5 | 456/1.780 (25,6) | 994/3.638 (27,3) | 0,92 (0,84-1,01) |
| Ventilazione meccanica invasiva | 102/1.780 (5,7) | 285/3.638 (7,8) | 0,77 (0,62-0,95) |
| Decesso | 387/1.780 (21,7) | 827/3.638 (22,7) | 0,93 (0,84-1,03) |
* I rapporti tra tassi sono stati aggiustati per l’età con riferimento agli esiti di mortalità a 28 giorni e dimissione ospedaliera. I rapporti di rischio sono stati aggiustati per l’età con riferimento all’esito ricezione di ventilazione meccanica o decesso e relativi subcomponenti.
† Da questa categoria sono esclusi i pazienti sottoposti a ventilazione meccanica invasiva alla randomizzazione.
Sicurezza
Ci sono stati quattro eventi avversi gravi (SAE) correlati al trattamento in studio: due SAE di iperglicemia, un SAE di psicosi indotta da steroidi e un SAE di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore. Tutti gli eventi sono stati risolti.
Analisi dei sottogruppi
Effetti dell’assegnazione al DESAMETASONE sulla mortalità a 28-giorni, per età e supporto respiratorio ricevuto a randomizzazione <.. image removed ..> <.. image removed ..> Effetti dell’assegnazione al DESAMETASONE sulla mortalità a 28-giorni, per supporto respiratorio ricevuto al momento della randomizzazione e anamnesi positiva per qualunque malattia cronica.
<.. image removed ..>
05.2 Proprietà farmacocinetiche
Il desametasone è ben assorbito quando somministrato per via orale; i livelli di picco nel plasma vengono raggiunti tra 1 e 2 ore dopo l’assunzione e mostrano ampie variazioni a seconda del paziente. L’emivita plasmatica media è di 3,6 ± 0,9 ore. Il desametasone è legato (a circa il 77%) alle proteine plasmatiche, principalmente albumine. Il legame proteico percentuale del desametasone, a differenza di quello del cortisolo, rimane praticamente invariato all’aumentare delle concentrazioni di steroidi. I corticosteroidi si distribuiscono rapidamente in tutti i tessuti del corpo. Il desametasone viene metabolizzato principalmente nel fegato ma anche nel rene. Il desametasone e i suoi metaboliti vengono escreti nelle urine.
05.3 Dati preclinici di sicurezza
Tossicità acuta: DL50 (nel ratto per os): 40,81 mg/kg di desametasone sodio fosfato.
Negli studi su animali la palatoschisi è stata osservata in ratti, topi, criceti, conigli, cani e primati, non in cavalli e pecore. In alcuni casi queste anomalie erano associate con difetti del sistema nervoso centrale e del cuore. Nei primati sono stati osservati effetti sul cervello dopo esposizione al farmaco. Comunque la crescita intrauterina potrebbe essere ritardata. Tutti questi effetti sono stati osservati a dosi elevate.
INFORMAZIONI FARMACEUTICHE
06.1 Eccipienti
Acido benzoico Glicole propilenico Acido citrico monoidrato Maltitolo liquido Aroma menta Sorbitolo liquido Sodio citrato tribasico diidrato Acqua per preparazioni iniettabili
06.2 Incompatibilità
In assenza di studi di compatibilità, questo medicinale non deve essere miscelato con altri medicinali.
06.3 Periodo di validità
anni Dopo la prima apertura del flacone: 3 mesi.
06.4 Speciali precauzioni per la conservazione
Conservare il prodotto a temperatura inferiore a 25°C.
06.5 Natura e contenuto della confezione
Astuccio contenente un flacone da 150 ml di vetro ambrato con un tappo a vite di sicurezza in PP/ PE a prova di bambino ed a prova di manomissione e con siringa graduata in polipropilene con stantuffo in polietilene a bassa densità ed apposito adattatore per l’uso in polietilene a bassa densità.
06.6 Istruzioni per l’uso e la manipolazione
Nessuna particolare Il medicinale non utilizzato ed i rifiuti derivati da tale medicinale devono essere smaltiti in conformità alla normativa locale vigente.
07.0 Titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio
Genetic S.p.A, Via G. Della Monica 26, 84083 Castel San Giorgio (SA), Italia
08.0 Numeri delle autorizzazioni all’immissione in commercio
048828065 – “2 mg/ml soluzione orale” 1 flacone in vetro da 150 ml con siringa graduata
09.0 Data della prima autorizzazione/Rinnovo dell’autorizzazione
22/05/2024
10.0 Data di revisione del testo
Documento messo a disposizione da A.I.FA. in data: ———-
FARMACI EQUIVALENTI (stesso principio attivo)
- Decadron – os gocce flacac 10 ml 2 mg/ml
- Desadoc – collirio 20 dosi 0,3 ml
- Desametasone fosf – im ev 8 Mg 2 ml
- Desametasone kal – 10 fiale 1 ml 4 mg/ml
- Dexamono – collirio 20 flacac 1 dosi 1 mg/ml
- Dexavision – collirio 1 flacac 6 ml 1 mg/ml
- Etacortilen – gel Oft 20 dosi 0,4 ml
- Fridex – collirioirio 1 mg/ml 5 ml
- Oftacortal – collirio 20 flacac 0,3 ml 0,15%
- Soldesam – ev im 3 fiale 4 mg/ml
- Surfedex – collirio flacac 1 mg/ml 5 ml
- Tamesad – collirio 1 flacac 5 ml 1,5 mg/ml
- Usoldec – collirio flacac 5 ml 0,15%
- Varcodes – 30 cp efferv 8 mg
- Varcodes – 30 cp efferv 2 mg
- Visucortex – collirio 20 flacac 1 dosi 1,5 mg/ml
